Turismo Itinerante
Advertisement
Advertisement
  • Caravanning
    • Caravanning
    • Accessori
    • Camper Magazine video e notizie
    • European Extreme Camper Adventure
    • Costruttori di caravan e camper
    • Associazioni
    • Raduni
  • Diari e racconti di viaggio
  • Aree di sosta
    • Aree Sosta Camper Europa
  • In viaggio
    • “Camping Story 1932-2022”
    • Il Manuale del Perfetto Camperista!
    • Limiti di velocità
    • Viaggiare in paesi lontani
  • La Rivista
  • Tessera Turit
    • Richiedi la Tessera
  • Convenzioni
    • Elenco Convenzioni Tessera TURIT
    • Convenziona la tua struttura
  • Contatti
    • Chi siamo
    • Come eravamo
    • Dicono di noi
    • Contributo Regione Marche
No Result
View All Result
  • Caravanning
    • Caravanning
    • Accessori
    • Camper Magazine video e notizie
    • European Extreme Camper Adventure
    • Costruttori di caravan e camper
    • Associazioni
    • Raduni
  • Diari e racconti di viaggio
  • Aree di sosta
    • Aree Sosta Camper Europa
  • In viaggio
    • “Camping Story 1932-2022”
    • Il Manuale del Perfetto Camperista!
    • Limiti di velocità
    • Viaggiare in paesi lontani
  • La Rivista
  • Tessera Turit
    • Richiedi la Tessera
  • Convenzioni
    • Elenco Convenzioni Tessera TURIT
    • Convenziona la tua struttura
  • Contatti
    • Chi siamo
    • Come eravamo
    • Dicono di noi
    • Contributo Regione Marche
No Result
View All Result
Turismo Itinerante
Home News

I luoghi del cuore: Conegliano nell’anima di un uomo bambino

Turismo Itinerante by Turismo Itinerante
29-Giu-2026
in News, Turismo
I luoghi del cuore: Conegliano nell’anima di un uomo bambino

Di Bruno Mohorovich

La città, alternativamente luogo di nascita, formazione e residenza acquista un valore emblematico che accomuna tutti: teatro di vicende personali, orizzonte e confine di aspirazioni e possibilità.

In essa scorrono i sentimenti e le situazioni più disparati; ma se è vero che “ognuno sta solo sul cuor della terra”, nella città si respira un’aria diversa. In essa non ci si sente mai soli, sia che incrociamo persone o sguardi, o ci imbattiamo – magari ricercandole – nelle sue pietre che ci fanno sentire l’appartenenza e nelle quali, con il ricordo, ci rifugiamo sentendoci financo protetti.

Nel ripercorrerla con la memoria e il cammino, ci sentiamo tutti un po’ Ulisse, alla ricerca della nostra Itaca, perché il nostro è sempre un ritorno a quello che abbiamo abitato, alle strade che ci hanno visto crescere, giocare e…anche andare via.

E vado indietro nel tempo, un tempo che è anche il mio presente pur nella forzata assenza. E penso a Conegliano.

Ero un bambino di 6 anni che tornava in Italia dall’Argentina dove sono nato e  dove la mia famiglia, profuga istriana dopo le note vicende della guerra, vi si era recata. Il ritorno con mia mamma – papà ci avrebbe raggiunto un anno dopo –  e mio fratello ha un nome: nostalgia. Troppo giovani i miei genitori per stare lontani dalla nuova ritrovata casa.

Oggi dici Conegliano e pensi alle sue ridenti colline di prosecco, per me è semplicemente antico luogo di approdo.

Lì, in casa dei nonni ho vissuto molti anni, e nel corso della mia vita, vi ho fatto ritorno perché era casa. Vi si accedeva attraverso un androne ove sulla destra c’era il “Sior Brunetta”, calzolaio, chino sul suo desco a riparare scarpe; era un ingresso non illuminato,e soprattutto la sera, rientrarvi quando calava il buio incuteva un certo timore. All’interno ci si immetteva nella “corte” dove  sorgevano due attività: una tipografia, proprietà di un piccolo editore locale con l’inconfondibile suono delle macchine da stampa e, un’altra, proprio sotto l’abitazione, dove facevano le casse da morto con l’inarrestabile rumore di martelli e fiamme ossidriche. Ma questi due luoghi meriterebbero una narrazione a parte, tanto hanno segnato la mia vita.

E la nostalgica memoria mi porta a tornare sui miei adolescenti e giovanili passi, quando camminavo sotto i portici, caratteristici di tante città venete: facevano da cornice, in ambo i sensi, a via Cavour, la via che attraversava la città, ed era un percorso che facevo indifferentemente, a seconda del mio piacere. Ritornarci ora vuol dire solo evocare “fantasmi” di attività che non ci sono più, inevitabili trasformazioni e cambiamenti che bisogna, pur con fatica, accettare.

E allora, così disordinatamente, dimenticando magari qualcuno, ricordo il tabaccaio che ancora vendeva le sigarette sfuse o le mentine da una lira; il mio  barbiere di riferimento“Vidotto”, la drogheria “Gava” col suo inequivocabile profumo e con la titolare che faceva i conti a matita su una carta giallastra, la latteria, permeata dall’odore del latte e dei formaggi, appena girato l’angolo di casa.

Ed ancora il fruttivendolo della “siora Anna”, il negozio di scarpe di Baldan, l’oreficeria di Gianna, e…la merceria di mio zio, che oltre a camicie e calze, era famoso per essere una miniera di bottoni tutti ben stivati lungo una parete e gioia delle sartine del tempo. E poi la pasticceria Baldissin e ancora il panificio Papi con le focaccine gialle e profumate, la torrefazione e il bar Fontana dove andavo a vedere la TV dei ragazzi e, col nonno a giocare la schedina.

Tutto questo fino ad arrivare allo svincolo dove sorgeva imperiosa la Fontana dei cavalli, che in occasione di un raduno degli alpini, dalle froge degli animali faceva sgorgare vino!

Affiancandola e risalendo si veniva inondati dal profumo di pane dell’altro panificio, quello di “siora Annetta”, per poi avviarsi all’antico alimentari di “Val”, per fortuna ancora in attività, tramandato di padre in figlio: ho conosciuto le tre generazioni che vi si sono succedute in un luogo che mai ha cambiato arredi o pavimentazione, lasciando quel dolce sapore di un tempo che davvero non c’è più.

Ma per me Conegliano era soprattutto i cinema: Accademia, Moderno e San Martino! Ora non ci sono più; anzi solo l’Accademia, cui si arrivava risalendo la maestosa scalinata degli alpini, mostrandosi nell’ampia piazza protetta da due sfingi, ora ospita spettacoli teatrali. A memoria del cinema Moderno, lungo il viale della stazione, rimangono lo schermo quale oggetto d’arredo e la sua architettura.

In questi cinema mi rifugiavo praticamente ogni domenica, spaziando di genere in genere, e immerso nell’oscurità della sala, mi perdevo in un mondo che non ho mai abbandonato; se ho la passione per il cinema è a Conegliano che questa è nata: vi andavo  sempre da solo, e guardavo il film due volte ( allora si poteva) con tanto di merenda portata da casa. Tempo fugit!

Mi perdonerà il lettore, di questa digressione che ha un retrogusto forse un po’ troppo passatista e sentimentale, ma è il passato che ciascuno, indifferentemente dal luogo in cui vive, può ritrovare legandosi al proprio vissuto.

Ho vissuto Conegliano, in verità mai preoccupandomi della sua storia; vedevo l’antico castello che la dominava dalla terrazza della casa della zia, divenuta nel tempo l’altra “mia” dimora condividendo le mie ore con i cugini…quanti aneddoti anche pensando a loro!! Ma del Castello, che ho pur visitato, non mi sono mai interessato circa la sua storia, così come per quella della città.

Ed ecco dunque, poche doverose e dovute note. La città ha origini antiche, testimoniate dai reperti archeologici conservati in Castello e legati alla preistoria;  Il Castello, al quale si accede attraverso suggestivi percorsi a piedi, costeggiando le antiche mura carraresi. Il Castello, ora sede di un Museo e di una prestigiosa pinacoteca, è  simbolo di Conegliano, e  della originaria fondazione scaligera (mastio costruito per difendere la corte di guardia interna) restano in basso le profonde feritoie strombate, mentre le piccole finestre ad arco risalgono alla ristrutturazione del 1467; la parte terminale, cella campanaria e posto di vedetta, ricostruita dopo il crollo del 1491, viene sopraelevata all’altezza attuale nel 1847-55 con l’antistorico coronamento di merli ghibellini. Al piano terra, si nota il portale interno che un tempo dava accesso alla corte di guardia; saliti al primo piano si ammira la sala del camino veneziano “a cappello di doge”, con l’uscita ancora dotata di portacardini verso il cammino di ronda della corte.

Il nome della città della marca trevigiana,ricorre per la prima volta in un documento di Enrico II del 1016, che ne colloca le origini in epoca altomedievale; la forma scritta più antica del toponimo,Colinglane risale al 1016 e potrebbe risultare dall’accostamento dei termini longobardi/germanici Kuning (re, condottiero) eLane/Laan (strada, passaggio), modificato per successive metatesi in Colinglane e Coniclano, e potrebbe indicare originariamente la presenza o l’inizio di una Strada Reale o comunque di uso militare il cui nome venne poi esteso all’insediamento posto ai piedi della fortezza.

Il centro storico, l’antica Contrada Granda, edificato prevalentemente lungo via XX Settembre e Piazza Cima, ospita numerosi palazzi rinascimentali con decorazioni in pietra scolpita e affrescati. Tra questi, degno di nota è Palazzo Sarcinelli, che ogni anno ospita mostre ed esposizioni di artisti locali e collezioni a respiro internazionale. La città ha dato i natali al pittore Giambattista Cima, al quale ha dato i natali nel 1459/60. Egli è esponente di quel magico periodo dell’arte pittorica italiana del Rinascimento e la cui  pala d’altare di Giambattista Cima da Conegliano del 1493, raffigura la Madonna col Bambino e angeli, tra i santi Giovanni Battista, Nicola, Caterina d’Alessandria, Apollonia, Francesco e Pietro, collocata nel presbiterio. Ed a proposito di arte, come non legare il nome di Conegliano ad Alessandro del Piero, soprannominato dall’Avvocato “Pinturicchio”, gloria cittadina della Juventus e della nazionale.

Vi ha sede, inoltre  l’Istituto di Istruzione Secondaria Cerletti, la Scuola Enologica più antica d’Italia e d’Europa (fondata nel 1876); nasce qui inoltre, grazie agli studi del prof. Manzoni, il vino Incrocio Manzoni, originato dall’incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco. Dalla Città del Cima, parte anche il primo itinerario enologico italiano, la “Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene” (1966).

Grazie alla sua produzione vitivinicola, la cittadina trevigiana continua a vivere e ad evolvere; pur mutata ma capace di conservare tra le sue mura quel grande patrimonio culturale e umano disvela il suo scrigno vitale custodito tra le sue strade, le sue mura, le sue pietre le cui tinte tra ricordi e nostalgie rimandano a racconti densi di progetti, aspirazioni e speranze: tetti, antiche vie, vetuste dimore, portoni che si aprono su cortili dove io ho ritrovato, e continuo a ricercare le mie origini, rivivendone il passato e dove ora esiste solo un amaro presente andando con l’anima e la mente in quei luoghi, consolazione per l’oggi e per gli anni che non torneranno.

 

 

Tags: ConeglianoTrevisoVeneto
Previous Post

LacMus Festival: dal 6 al 19 luglio dieci anni di musica e magia sul Lago di Como

Next Post

Il 2 luglio a Roma torna Bererosa, l’evento estivo dedicato ai rosé

Next Post
Il 2 luglio a Roma torna Bererosa, l’evento estivo dedicato ai rosé

Il 2 luglio a Roma torna Bererosa, l’evento estivo dedicato ai rosé

Richiedi o Rinnova la tua Tessera Turit!

Richiedi o Rinnova la Tessera Turit, gli amici di turismo itinerante!

Articoli Recenti

Torna il Salone del Camper: appuntamento a Parma dal 12 al 20 settembre

Gli eventi da non perdere nel fine settimana 11-12-13 settembre

Settembre 4, 2026
Tra arte e vendemmia: ecco il settembre nelle Valli di Parma

Tra arte e vendemmia: ecco il settembre nelle Valli di Parma

Settembre 3, 2026
Dalla culla del riso ai vigneti del Supervulcano: un viaggio nel gusto dell’Alto Piemonte

Dalla culla del riso ai vigneti del Supervulcano: un viaggio nel gusto dell’Alto Piemonte

Settembre 3, 2026

Vuoi Promuoverti con Turismo Itinerante?

Se sei interessato a promuovere la tua azienda attraverso i nostri canali di comunicazione, invia la tua richiesta a turismoitinerante@gmail.com e riceverai tutte le informazioni sugli spazi pubblicitari disponibili sul nostro sito e sul magazine, sulle condizioni di vendita e scontistiche riservate ai nostri inserzionisti.

© 2018 by Turismo Itinerante srl - P.IVA 02236440422 - Turismo Itinerante è testata giornalistica registrata presso il tribunale di Ancona, n. 18 del 30/12/2002

Vienici a trovare al Salone del Camper!

Ti aspettiamo al Padiglione 2 Stand H-32

 

No Result
View All Result
  • Caravanning
    • Caravanning
    • Accessori
    • Camper Magazine video e notizie
    • European Extreme Camper Adventure
    • Costruttori di caravan e camper
    • Associazioni
    • Raduni
  • Diari e racconti di viaggio
  • Aree di sosta
    • Aree Sosta Camper Europa
  • In viaggio
    • “Camping Story 1932-2022”
    • Il Manuale del Perfetto Camperista!
    • Limiti di velocità
    • Viaggiare in paesi lontani
  • La Rivista
  • Tessera Turit
    • Richiedi la Tessera
  • Convenzioni
    • Elenco Convenzioni Tessera TURIT
    • Convenziona la tua struttura
  • Contatti
    • Chi siamo
    • Come eravamo
    • Dicono di noi
    • Contributo Regione Marche

© 2018 by Turismo Itinerante srl - P.IVA 02236440422 - Turismo Itinerante è testata giornalistica registrata presso il tribunale di Ancona, n. 18 del 30/12/2002