Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere questo racconto dal nostro lettore Michele Armenise (che ringraziamo anche per le bellissime fotografie). Buona lettura!
Ore 5, 30 del mattino di sabato , Beppe e Alessandra sono giù al portone , io e Menica scendiamo con lo zainetto a tracollo per avviarci con l’auto al “Pinguino”, un parcheggio custodito che fa da spola per e da l’aeroporto di Bari. Ci incontriamo al bar dell’aeroporto con Enzo e Tonia per un caffè mattutino in attesa della partenza del nostro aereo alle 7,30.
Tutto ok al gate, ci imbarchiamo e siamo in Albania all’aeroporto di Tirana dopo circa 45 minuti.
Bari è sull’altra sponda dell’Adriatico a 270 km, ci sentiamo ancora a casa nostra.
L’aeroporto di Tirana è una sorpresa; moderno, grande, affollato, nonostante i venti di guerra il caro carburante e l’instabilità economica mondiale, il viaggio non ha comportato imprevisti. I bagni pulitissimi, efficiente il servizio di controllo. Appena fuori ci rechiamo al Box autonoleggio per ritirare il nostro minivan di nove posti per il breve week end. Beppe è l’autista ed Alessandra “LA nostra guida spirituale” organizzatrice del breve viaggio, funge da navigatrice. Solitamente al sabato, ci ritroviamo con altri amici in un ristorante o in casa di qualcuno di noi, è la maniera per staccare dalla routine dei pensieri quotidiani ( visite mediche e impegni familiari). Questo fine settimana ,non programmato, è proposto da Alessandra che per lavoro (gestisce una agenzia di viaggi ) , deve recarsi in Albania per contatti con la sua referente per definire scrupolosamente l’itinerario gli alberghi i trasferimenti del prossimo gruppo da lei organizzato per giugno. Ci vorranno non più di 2 ore per concordare con la sua collega i dettagli del viaggio e nel contempo tastare l’albergo di Durazzo un buon 4 stelle con piscina fronte spiaggia.
Per me e mia moglie Menica, questa è la terza volta in Albania: nel 2012 con il camper , nel 2019 con il catamarano e oggi con l’aereo.

Albania IERI
Prima volta nel paese delle Aquile
Nell’estate del 2012 partimmo da soli, nessuna compagnia né tra camperisti e né tra amici. Erano prevenuti, L’Albania nell’immaginario era ancora un paese “discusso” ovvero non sicuro. Usciva con fatica dal suo passato e voleva a tutti i costi emanciparsi, imitando frettolosamente alcuni aspetti talvolta “opinabili” della cultura occidentale europea. Tutto ciò mi intrigava. Sbarcammo con il traghetto a Igoumenitsa in Grecia e proseguimmo a nord, attraversando il confine ( oltre un’ora per entrare ) e ci dirigemmo verso Saranda. Una superstrada deserta appena asfaltata collegava i due paesi, ad un tratto , cessò di esistere trasformandosi per oltre dieci km. in pietrisco polveroso dove il camper fu messo a dura prova con gli pneumatici. Il programma albanese per l’integrazione occidentale prevedeva un intenso piano di comunicazione che noi anticipatamente sperimentammo. Strade in parte asfaltate, strutture turistiche incompiute specie sulla costa .
Visitammo Ksmail e Butrinto , proseguimmo su tutta la costa da Saranda a Porto Palermo , poi l’altopiano di Himara e il parco di Dilikaty , Valona Durazzo e Tirana per poi terminare a Argirocastro e ritornare in Grecia verso Ioannina. Una settimana che mi svelò luoghi interessanti e mi permise di conoscere da vicino la comunità albanese. Gentilissima la famiglia che gestiva un piccolo campeggio a Ksmail, così come il gestore di un autoparco di bus a ridosso di Argirocatro, (non volle nemmeno che pagassi la sosta di una notte con attacco di luce e servizi annessi). Grande e dignitosa sensibilità che ricambiai pagandogli a stento la colazione . Inesperta nel plein air,(mancanza di aree attrezzate per campeggi) in molti, come me provenienti da paesi diversi , viaggiavano sostando anche in” Libera “ senza avere la sensazione di “pericolosità” ventilata da alcuni camperisti prima della partenza. Di contro, abbiamo incontrato grande ospitalità, Incantevoli posti incontaminati sulla costa , altopiani a strapiombo, foreste e parchi alternati da fiumi e laghi circondati da montagne. Il paesaggio albanese costellato di Bunker in cemento ci ricordavano del passato recente di questo paese, come le case in costruzione (molte abusive che il governo tentava di limitare intervenendo con le ruspe). Concludendo l’Albania si trovava in una fase economica e politica ancora incerta, i settori chiavi continuavano ad essere l’agricoltura e i servizi come i call center , sostenuti da molti investimenti di aziende italiane .
Viaggiando all’interno del paese, non di rado, incrociavi sulla strada mucche o capre e venditori di carne viva da macellare. le retribuzioni , anche quelle statali, erano insufficienti; mi soffermai a parlare con l’addetta al museo di Argirocastro che percepiva lo stipendio mensile di 250 euro pari a 35.000lek albanesi , mentre il gasolio viaggiava sui 1,30 Euro al litro 195 lek . Facendo le dovute proporzioni tra il parco automobilistico diffuso, e gli stipendi albanesi, mi rimaneva difficile comprendere come potessero viaggiare sulle strade tutte quelle macchine di grossa cilindrata .
La seconda volta in Albania fu nel 2019 , una toccata e fuga, arrivammo a Saranda con il Camper per poi imbarcarci dal suo porticciolo turistico con un catamarano che costeggiò l’Albania per poi seguire a sud tra le isole ioniche greche. Al rientro, con il camper passammo “all’occhio blu “ per poi rientrare con il traghetto da Igoumenitsa a Bari.

Albania oggi: sabato e domenica 11 e 12 aprile
(TIRANA, SCUTARI, DURAZZO, KROIE)
Sistemati nel Minivan, dopo pochi km, arriviamo nel centro di Tirana parcheggiamo nei pressi di una chiesa dove si festeggia la pasqua ortodossa. Ci attende una guida locale, passeggiamo sulla piazza centrale intitolata all’eroe nazionale Skanderbeg . Ricordavo Tirana e la sua Piazza Centrale con un aspetto più serioso , l’ho rivista trasformata frequentata da turisti e circondata da grattaceli avveniristici, hotel e centri commerciali che contrastano con i vecchi edifici come il Museo nazionale , il palazzo della cultura la moschea di Et’hem Bej .
La capitale albanese conta oggi oltre 800.000 abitanti compresa la sua area metropolitana , è raddoppiata dal 2012 ad oggi, vi è stata un evidente accelerazione e sviluppo anche in termini economici, gli stipendi di oggi in media sono sugli 800 euro mensili. Dopo esserci fermati sotto la statua dell’eroe albanese che dà il nome alla piazza e ragguagliati sui nuovi grattaceli sede di società finanziarie e commerciali decidiamo con la guida di visitare il Bunker art 2.
MUSEO (BUNKER ART 2)
A Tirana esiste un particolare itinerario articolato in 8 luoghi dove viene raccontata la folle dittatura di Hoxa il suo regime comunista dal 1944 a1990. Per ragioni di tempo ci fermiamo solo al Bunker 2 costruito segretamente sotto il Palazzo de ministero degli interni tra il 1981 e 1986 poco distante dalla piazza. Paghiamo l’ingresso (8 euro ciascuno) e scendiamo le scale per proseguire in un reticolo di corridoi e stanze. Ci soffermiamo essenzialmente su quelle che riguardano la SIGURIMI la polizia segreta , un pilastro del regime che salvaguardava il potere del dittatore dalle minacce che potevano arrivare dal mondo occidentale , nonché da quelli dei paesi ex patto di Varsavia Iugoslavi e Greci compresi. L’ossessione di Hoxa fu tale che a partire dal 1950 fece costruire in più di 170000 bunker in cemento armato di diverse dimensioni. Il Bunker art 1 invece, era asservito al dittatore e ai capi dell’esercito come rifugio antiatomico e si trova lungo la strada che dal centro di Tirana va verso la montagna DAjti in una zona militare ancora attiva. Anche quest’ultimo, trasformato in un museo per opera di un giornalista Italiano con la collaborazione storica curata da una giornalista albanese. Mi riservo di visitarlo. Dunque, due Bunker antiatomici previsti per il Dittatore Hoxa e per il suo primo ministro Shehu. Due luoghi distinti che nelle loro intenzioni avrebbero salvaguardato la difesa della nazione in caso di minaccia atomica. La paranoica visione del regime è all’origine della tormentata vita di questo popolo, costantemente sorvegliato e limitato nella sua libertà dalla Sigurimi. Era spiato e obbligato ad ascoltare solo trasmissioni televisive radiofoniche di regime senza contatti esterni di qualsiasi natura. Ricordo, che da giovane ascoltando la radio mi capitava spesso la stazione “ Radio Tirana” che trasmetteva “potentemente” in puglia i suoi comunicati di regime h 24. Abbiamo visitato la stanza riservata al primo ministro il suo ufficio la sala comunicazioni emergenziali. Poi in altre stanze erano raccolti cimeli , abiti, oggetti che risalivano all’epoca in cui il popolo “segnalato ostile”veniva , imprigionato, torturato , o fatto sparire ( fucilato o impiccato). Migliaia i nominativi registrati negli archivi del bunker che non è stato mai utilizzato dai loro ideatori perché deceduti prima della fine della loro costruzione. (Hoxha morì nel 85 per un attacco cardiaco mentre Shedu si suicidò nell’81).
Un percorso interessante di due ore , per comprendere meglio la storia recente albanese, e ciò che ha successivamente indotto all’esodo (in particolare sulle nostre coste pugliesi) migliaia di albanesi. Bisogna dare atto che il circuito culturale degli otto luoghi di memoria, sono serviti all’Albania come catarsi del vecchio regime. Ciò rende onore a questa nazione che a suo modo ha fatto i conti con il suo passato, magari fossero tutti gli Stati capaci di fare questa opera di ravvedimento storico.
Dunque, per vedere “oltre” l’Albania , bisogna tener presente la sua storia antica e recente, due aspetti che la contraddistinguono e che la rendono unica: da una parte l’opprimente SEGURIMI, e dall’altra in contrapposizione quasi genetica la BESA. La Besa è un pilastro della cultura albanese è un codice d’onore millenario di “fede Giurata” o meglio di promessa mantenuta. Con questo codice, l’Albanese si impegna a proteggere gli ospiti e amici a costo della propria vita, in tempo di guerra ciò è accaduto nonostante la dittatura ,molti ebrei sono stati nascosti e salvati grazie a questo codice di comportamento. Lasciamo a malincuore la nostra guida che parla un ottimo italiano, per incrociare la collega di Alessandra, li lasciamo a discutere al bar del giardino mentre noi continuiamo il passeggio per poi entrare nel grande centro commerciale TOPTANI.
SCUTARI
Scutari conta circa 135 000 abitanti capoluogo situato nell’Albania nord-occidentale, sulle sponde del lago omonimo dista un centinaio di km da Tirana ….
è una tra le più antiche città europee e fra le più grandi d’Albania, importante centro economico e culturale del Paese
Fin dai tempi antichi è stata crocevia di importanti vie commerciali della penisola balcanica, così per lungo tempo è stato il centro dello stato illirico. Avendo una comoda posizione economica, a Scutari si avvicendarono romani, bizantini, slavi, veneziani e turco-ottomani.
Ci fermiamo lungo il corso centrale detto Pedonalja che è costeggiato da ristoranti negozi bar. Anche qui , turisti e albanesi si mescolano nel passeggio. È una bellissima giornata di sole e ci fermiamo per pranzare sui tavoli allestiti dai ristoranti all’aperto. L’aria rilassata ti consente di offrire volentieri patatine a bambini rom che con discrezione ti sorridono.

Il pranzo a Scutari
Con grande sorpresa scopriamo che qui “ la bruschetta “è un piatto di ciccio ripieno e farcito, molto gustoso, Le portate sono abbondanti il costo complessivo non eccessivo sono caratteristiche che unite ad un percorso culturale della città ti rendono piacevole ritornarci. Terminato il pranzo facciamo una breve passeggiata e riprendiamo nel primo pomeriggio la strada per il lago omonimo che dista pochi km dalla città che è sovrastata dal castello Di Rozafa. La passeggiata lungo il lago ti permette di godere di un bellissimo paesaggio, in fondo sulla riva opposta una catena montuosa che dall’Albania arriva al Montenegro. (condividendo lo stesso lago più a nord).
Dopo aver preso un caffè riprendiamo la strada per Durazzo dove ci aspetta l’ albergo per per la notte. La strada è in parte quella che abbiamo già fatto , tranne che per l’ultimo tratto che si prosegue invece che girare per Tirana. La distanza è di 110 km nel giro di meno di due ore arriviamo al nostro albergo .
L’ Hotel Adria è un quattro stelle moderno con piscina, le camere sono ampie e luminose, il tempo di una breve sistemazione e siamo già pronti per uno “spritz” al tramonto sulla spiaggia del lungomare di Durazzo.
La spiaggia molto ampia, non ancora completamente allestita con gli ombrelloni ti invita a godere delle ultime di una bella giornata che presagisce l’estate. Abbiamo percorso più di 200 km senza problemi e non risentiamo nessuna fatica. Alessandra ci ha prenotato la cena in un ristorante nei pressi dell’albergo dove ci aspettano verso le 21. Mangiamo frutta di mare cotta, un primo, e il dessert. E poi ritorniamo in albergo per il pernottamento.
Al mattino, dopo colazione in albergo si riparte con calma in direzione Tirana per poi proseguire verso kruja dove arriviamo circa 1 ora dopo. Kruja è un comune incastonato in una montagna, famoso per il suo castello ,roccaforte dell’eroe albanese Skandemberg.
E’ vicina all’aeroporto di Tirana , ciò ci consentirà di arrivare con comodo all’aeroporto lasciare la navetta e ripartire in aereo per Bari.
Il programma studiato da Alessandra è breve ma intenso In due giorni abbiamo visto Tirana, Durazzo, Scutari ed ora Kruje.
L’occasione è quella di addentrarci nella parte interna albanese ricca di acqua , qui stranamente troviamo un campeggio prima di arrivare nella cittadina che raggruppa una serie di piccoli comuni costituendo una popolazione di circa 60.000 abitanti. Ad onor del vero, ne ho visti altri durante questo week end, segno che sul piano turistico all’aperto qualcosa in più rispetto al precedente viaggio è stato fatto. Arriviamo a Kruje e continuiamo a salire verso il castello Di Skanderberg, Qui in un clima medioevale che circonda il castello, sono sorti negozi di souvenir, e tipici ristoranti di cui uno in particolare ci servirà qualche piatto tipico del posto. Ho apprezzato molto le loro patate fritte. Terminato il pranzo ci avviamo verso la salita irta che porta al castello che è sede del museo Nazionale intitolato all’eroe albanese.
Costruito tra il IV e il V secolo sui resti di un precedente insediamento , grazie a successivi ampliamenti, raggiunse la forma completa alla fine del XII secolo diventando un centro delle guarnigioni . Grazie alla lunga inespugnabilità, caposaldo dei domini di Skandemberg e della resistenza contro gli ottomani, il castello divenne uno dei più noti dell’Europa medioevale. Oggi vi ha sede il museo nazionale intitolato all’Eroe albanese.
Terminata la visita del castello e delle sue sale arredate siamo rientrati a all’aeroporto di Tirana abbiamo lasciato la nostra navetta e ci siamo avviati al gate per attendere la partenza del nostro volo senza intoppi.

Riflessioni finali
ALBANIA DOMANI
Il week end albanese, inaspettato, imprevisto , è stato una bella esperienza. Riscoprire l’Albania, rivedere posti come Durazzo e Tirana ,alla ricerca di canoni turistici europei è motivo di gioia e gradimento. Questo paese merita, merita fiducia , merita rispetto, ma la cosa più importante è apprezzarlo per gli sforzi che sta facendo rielaborando il suo passato, attraverso le testimonianze raccolte negli innumerevoli musei storici dislocati sul territorio. Straordinario il suo impegno nel non dimenticare. La riconquista della libertà e della democrazia dopo l’ isolazionismo dei 40 anni di Hoxa sono esperienze e valori che rimangono e che si trasmettano alle generazioni future. Non è facile per i tempi che stiamo attraversando, dove rigurgiti nazionalistici e guerre mettono in difficoltà questo processo. Per il popolo albanese, è una sfida che se verrà interpretata nel modo giusto, gli consentirà di entrare a testa alta in Europa, garantendo quei canoni di libertà democrazia e sicurezza necessaria per il suo inserimento nell’unione. La terra Albanese e il suo popolo, quello che ostinatamente lavora e che non ha dimenticato alcuni insegnamenti del passato, merita fiducia. Oggi più che mai, non solo l’Albania ma tutta l’Europa deve fare i conti per ricostruire una nuova visione del presente e del futuro in pace. Sarà necessaria una più equa ridistribuzione della ricchezza la ricerca continua di nuove risorse energetiche che limitino la dipendenza da altri stati. L’Albania ha queste caratteristiche per contribuire al processo innovativo europeo. Il suo territorio, ricco di materie prime, il suo passato dove alcuni valori come la solidarietà sociale, l’amicizia con i suoi codici di onore non scritti come la BESA, sono necessari alla comunità europea. Dunque cultura , non solo economia e molta attenzione ai giovani ai mezzi di comunicazione che possono influenzare le coscienze. Mi auguro che questo sia il futuro della mia Albania.









