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Home News

L’8 e 9 novembre a Mirano (VE) tornano la Fiera e il Zogo de l’Oca

admin by admin
29-Ott-2025
in News, Turismo
L’8 e 9 novembre a Mirano (VE) tornano la Fiera e il Zogo de l’Oca

Zogo de l'oca de Miran

Duemilaventicinque è l’anno del riconoscimento “Eventi di Qualità”, assegnato lo scorso marzo nella prestigiosa Sala Koch del Senato della Repubblica, a Roma. A riceverlo, una cittadina che si mette in mostra con orgoglio grazie all’Oca. Il pennuto, simbolo indiscusso di questa ricorrenza, è l’alfiere ideale sotto ogni punto di vista: una fiera capace di attrarre decine di migliaia di visitatori, con hotel e ristoranti al completo, occasioni di svago e una riscoperta autentica delle antiche tradizioni locali — in particolare quelle legate alla buona tavola.

Oca da ammirare, oca da gustare, oca per divertire.

Per Mirano, 27 mila abitanti in provincia di Venezia, si tratta di un evento esclusivo che si svolge ogni anno nel weekend di San Martino, a novembre. In quei due giorni la cittadina cambia volto: il centro storico si trasforma in una piazza d’altri tempi, rievocando l’atmosfera della Belle Époque e dando vita a una fiera paesana in perfetto stile primo Novecento. A dominare la scena, stendardi con lo stemma sabaudo, banchi in legno, bacheche con avvisi comunali, manifesti con réclame d’epoca, e perfino i cartelli stradali vengono coperti con riproduzioni storiche.

L’appuntamento con il salto nel tempo, quest’anno è fissato per l’8 e il 9 novembre. Nulla è lasciato al caso: ci sarà lo strillone con il giornale, l’imbonitore con i suoi intrugli miracolosi, le servette nel giorno di riposo, l’artigiano che impaglia le sedie, i baracconi con giochi di una volta – dal fucile a elastici ai barattoli da abbattere. Protagonista indiscussa, l’oca, in piena coerenza con il proverbio locale:

“Chi no magna l’oca a San Martin no fa elbeco de un quatrin.”

(Ovvero, chi non mangia l’oca a San Martino non guadagnerà un soldo).

Mirano da riscoprire: la storia

A Mirano è sempre stata tradizione celebrare la chiusura e l’apertura dell’anno agrario, l’11 novembre, con un pranzo a base d’oca. In quel periodo dell’anno, infatti, la carne del pennuto è particolarmente grassa, tenera e saporita. Ma c’è anche una motivazione storica: molti dei proprietari terrieri della zona erano ebrei, e l’oca rappresentava una valida alternativa al maiale.

Roberto Gallorini, presidente della Pro Loco, e Sandro Zara, appassionato custode delle tradizioni, decisero di riportare in vita queste usanze. Un modo per far innamorare i miranesi della propria identità e riscoprire le radici del territorio.

Un’altra intuizione vincente fu coinvolgere il pittore Carlo Preti, cui fu affidato il compito di ideare “ElZogo de l’Oca de Miran”, rivisitazione del celebre gioco da tavolo. Preti ridisegnò il percorso a spirale illustrando le 63 caselle con proverbi, aneddoti e scorci della storia cittadina. Questo progetto ispirò profondamente gli organizzatori futuri.

Nel 1998 Gallorini con la Pro Loco Mirano decise di trasformare quel disegno in realtà: la piazza del paese, di forma ovale, divenne un enorme tabellone a cielo aperto. Furono realizzate 63 caselle di due metri per lato, dadi e pedine giganti, e soprattutto curiose prove di abilità che ricordano i celebri Giochi senza frontiere.

Mirano per divertire: il Zogo.

Ogni anno, dal 1998, le squadre del capoluogo e delle cinque frazioni di Mirano si sfidano nel Zogo de l’Oca. Un autentico palio tra contrade che accende una sana rivalità tra i diversi campanili del comune.

Gli arancioni di Scaltenigo, i blu di Vetrego, i gialli di Campocroce, i rossi di Ballò, i verdi di Zianigo e gli azzurri di Mirano centro: tutti si preparano per mesi, provano i giochi, studiano strategie e costumi, con l’obiettivo di raggiungere per primi la casella 63. Ma, come in ogni gioco di dadi, alla fine è la fortuna a decidere.

Il pubblico, coinvolto e partecipe, incita i propri beniamini, lancia sfottò e si lascia trasportare dall’atmosfera di festa. Il premio finale? Un contributo economico da devolvere ad una realtà benefica del Comune.

Mirano da vivere: la Fiera

Attorno al Zogo, per due giorni Mirano si trasforma. Non è una semplice ricostruzione storica: è una vera immersione nell’atmosfera di un secolo fa. Le tradizioni prendono vita nelle strade, con una cura minuziosa per i dettagli. Non bastano scenografie e costumi: servono contesti autentici, interazioni reali, personaggi in carne e ossa — dai mercanti del mercato ai giostrai del vecchio luna park.

Sempre attenta all’innovazione, la Pro Loco ha deciso qualche anno fa di esportare la Fiera de l’Oca fuori dai confini cittadini. La destinazione naturale? La Francia, patria dell’oca. Dal Settecento, anche lì si celebra il pennuto proprio nel weekend di San Martino.

Secondo la leggenda, infatti, fu il rumore delle oche a tradire il nascondiglio di Martino, riluttante ad accettare la nomina a vescovo di Tours. Così, la Pro Loco di Mirano è arrivata a Sarlat, capitale del Périgord Noir, dove le oche sono onorate persino con un monumento bronzeo nel centro cittadino.

Qui ha stretto contatti con associazioni, produttori e istituzioni locali, invitandoli a partecipare alla fiera miranese. Da allora, i francesi sono ospiti fissi della Fiera dell’Oca, portando con sé tradizioni, costumi tipici e specialità culinarie.

Info: https://www.giocodelloca.it/Fiera_dell_oca.asp

Tags: MiranoVenetoVeneziazogo de l'oca
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