In questo articolo proviamo a darvi alcuni spunti e idee per le feste di Pasqua.. Buon viaggio!!
IRLANDA – UN TRIONFO DI VERDE, COLORI E SUGGESTIONI
Con l’arrivo della primavera, l’isola d’Irlanda si risveglia in un trionfo di verde, colori e suggestioni. È il momento ideale per una fuga all’aria aperta, per abbracciare un turismo dai ritmi sostenibili, in profondo contatto con la natura e le tradizioni locali. I ponti in arrivo rappresentano l’occasione perfetta per partire alla scoperta dell’isola e delle sue meraviglie stagionali. Ecco dieci esperienze da non perdere.
L’Irlanda e i suoi i giardini in fiore
Sono belli in ogni stagione, ma in primavera i giardini irlandesi diventano un vero e proprio tripudio di colori. È davvero difficile decidere quale scegliere, ma per orientarsi si può scegliere una particolare fioritura o un evento. Da marzo, per esempio, Barnett Demesne nell’area di Belfast, parco pubblico di circa ottanta ettari raggiungibile comodamente con i mezzi pubblici, si riempie di narcisi. Sempre in autobus o con pochi minuti di treno, nella zona di Dublino, si possono ammirare i rododendri nei giardini di Howth Castle, rinomati proprio per la loro collezione di questi particolari fiori. Un altro luogo – non particolarmente noto – in cui ammirare fioriture e particolare progettazione paesaggistica, sono i giardini di Wells House & Gardens, nella contea di Wexford, parte dell’Ireland’s Ancient East: progettati tra il 1835 e il 1838 dal celebre architetto Daniel Robertson, includono terrazze vittoriane, un parterre radiale e un arboreto. Parte della tenuta anche i sentieri incantati del Fairy Walk.
Esplorare l’Ireland’s Ancient East
L’Ireland’s Ancient East è un viaggio nel cuore più autentico e leggendario dell’Irlanda, dove ogni castello, rovina monastica e villaggio racconta storie che risalgono a oltre 5.000 anni fa. Le contee di Wexford, Waterford, Kilkenny, Carlow, Laois e Tipperary custodiscono un patrimonio storico e paesaggistico straordinario, ideale per un turismo lento, sostenibile e profondamente immersivo. A Wexford, si può camminare tra le mura dell’abbazia di Tintern e visitare il villaggio-vetrina di pescatori di Kilmore Quay, o esplorare baie ancora selvagge. Waterford, la città più antica d’Irlanda, fondata dai Vichinghi, è celebre per la sua cristalleria e per il suo cuore medievale, animato da musei e percorsi urbani. A Kilkenny, la “città dei margravi”, si può ammirare l’imponente castello normanno, passeggiare lungo il Medieval Mile e scoprire botteghe artigiane tra vicoli e piazze. Carlow sorprende con i suoi giardini storici, come quelli di Altamont, e paesaggi rurali perfetti per chi ama pedalare o camminare nella quiete della campagna. Laois, meno nota ma ricca di fascino, offre castelli nascosti, boschi silenziosi e un’autenticità ancora intatta, mentre Tipperary incanta con luoghi iconici come la Rock of Cashel, uno dei siti più fotografati d’Irlanda, e le rovine misteriose dell’Abbazia di Hore.

BELGIO – ANVERSA, LA CITTA’ PORTUALE DELLE FIANDRE
Anversa, dinamica città portuale delle Fiandre, affascina per la sua capacità di unire la grandezza del passato a una vivace vita metropolitana. Tuttavia, esiste un’Anversa più riservata, che merita un appuntamento con chi è in cerca di bellezza non ostentata.
È l’Anversa che esce dai musei, quella delle opere d’arte che si incontrano nel parco Middelheim, quasi si trovassero lì per caso, proprio come il visitatore in cerca di quiete. Oppure l’Anversa dei luoghi più intimi del suo cittadino più illustre, Peter Paul Rubens, come il giardino della sua casa-museo o le silenziose chiese in cui ammirare i suoi dipinti.
L’identità della città si rivela anche nell’esperienza enogastronomica, basta affidarsi al racconto di uno dei birrifici iconici della città, il De Koninck, e perfino fuori dai suoi confini: l’altra faccia di Anversa si esprime infatti nella regione Kempen, a una manciata di chilometri dal centro, che regala momenti di benessere interiore in mezzo alla natura.
Il Museo Middelheim: galleria d’arte a cielo aperto in cui nulla è nascosto
La sua doppia natura di parco pubblico e museo lo rende uno dei luoghi più seducenti ma anche rilassanti della città: il Middelheim Museum invita a scoprire circa 1.800 sculture di artisti come Henry Moore, Rik Wouters, Richard Deacon, Panamarenko e Alberto Giacometti, passeggiando tra i viali di un parco che si snoda su 30 ettari di superficie. Il percorso di visita, recentemente rinnovato in vista della celebrazioni per i 75 anni del museo, è strutturato per guidare appassionati e curiosi attraverso 4 aree tematiche – movimento, natura umana, natura urbana e intreccio – che riflettono la visione degli artisti sul rapporto dell’uomo con la natura, il cambiamento e gli altri, indagando contemporaneamente la tensione tra vero e falso, attrazione e repulsione, oasi di pace e pericolo, così da stimolare una riflessione sulle interazioni tra mondo umano e naturale.
A disposizione del visitatore, tra 1.500 meli ornamentali, il deposito all’aperto dove sono ospitate le sculture del museo in fase di restauro, insieme ad altre opere della collezione “Art in the City”, temporaneamente rimosse dagli spazi pubblici cittadini, accessibili durante tutti i lavori di restauro.
A tu per tu con Rubens
Visitare Anversa significa anche conoscere da vicino l’arte fiamminga e gli autori che l’hanno resa grande in tutto il mondo. Come Peter Paul Rubens, l’artista che ha scolpito la storia dell’arte barocca e che è protagonista assoluto di questa città. Un percorso sulle tracce di Rubens non può non toccare la Rubenshuis, casa-museo dell’artista: sebbene l’edificio storico sia chiuso per restauri (e lo resterà per i prossimi cinque anni), il museo offre oggi al visitatore la Rubens Experience, un percorso audiovisivo per studiare in dettaglio alcuni dei suoi più celebri dipinti, e la possibilità di visitare il giardino barocco, dove il Maestro era solito accogliere artisti e ospiti illustri. L’itinerario Rubens ad Anversa regala anche momenti di silenziosa bellezza, come la visita alla Cattedrale di Nostra Signora, che racchiude quattro capolavori del pittore, tra cui l’Innalzamento della Croce.
Oltre i confini della città: attività outdoor e una perla fiamminga
Nella regione di Kempen, Parco nazionale Hoge Kempen, con i suoi 12.000 ettari e 9.000 specie di piante e animali, offre mini-avventure come emozionanti safari, visite guidate all’ex miniera di Waterschei e al planetario, oppure un trekking – a piedi, a cavallo o in bicicletta – lungo il National Park Trail, il percorso ad anello di 110 km, premiato nel 2023 come “Leading Quality Trail – Best of Europe” da ERA (European Ramblers Association).
Gli amanti della bicicletta, inoltre, possono avventurarsi in uno dei tanti percorsi disponibili, come quello alla scoperta dei dintorni dell’Abbazia di Postel che parte da Mol e, per 56km, attraversa una natura incontaminata tra canali, laghi e scorci panoramici.
A meno di 20 minuti di treno da Anversa si trova la cittadina di Mechelen. La località, famosa nel mondo per la produzione di birra e per lo storico birrificio Het Anker, ospita anche le opere di un gruppo eterogeneo di artisti fiamminghi, che spaziano da arazzi a sculture, da dipinti a imponenti carillon. Passeggiando o pedalando nel suo centro storico, ci si imbatte piacevolmente nelle tracce lasciate da Rubens e dagli allievi che prese sotto la sua ala, come la cattedrale di San Rombaldo o gli archi in rilievo sotto la cupola della Basilica di Nostra Signora di Hanswijk, entrambi opera di Lucas Faydherbe. Meritano una visita anche gli interni della chiesa del Beghinaggio – disegnati da Pieter Huyssens, Jacques Franckaert e Lucas Faydherbe – così come La Pesca Miracolosa e L’adorazione dei Magi di Peter Paul Rubens conservati nelle Chiese di Nostra Signora oltre il Dijle e di San Giovanni.

GERMANIA: PARCHI E GIARDINI, A SPASSO TRA LE OASI VERDI TEDESCHE
Fra i tesori della Germania brillano centinaia di splendidi giardini e parchi paesaggistici: alcuni di questi paradisi verdi, armoniosa sinfonia di arte e natura creata dalla mano dell’uomo, sono situati in città e centri urbani; altri, invece, si inseriscono “tono su tono” in luoghi in cui la natura regna sovrana.
Il cuore verde di Monaco di Baviera: l’Englischer Garten
Era il 13 agosto 1789 quando il principe elettore Carlo Teodoro del Palatinato ordinò la creazione di un grande parco pubblico accessibile a tutti, una novità rivoluzionaria per l’epoca. E grande, l’Englischer Garten, lo è davvero: la sua superficie di 375 ettari ne fa uno dei parchi pubblici più grandi del mondo, ancor più, ad esempio, del Central Park di New York! Realizzato nello stile dei parchi paesaggistici inglesi, oggi l’Englischer Garten è un’immensa oasi verde in cui “evadere” in città, perfetto per passeggiare e fare sport, concedersi una pausa nelle tradizionali birrerie all’aperto, ammirare le evoluzioni dei surfisti sull’Eisbach o visitare i “simboli” che l’hanno reso famoso, come la pagoda cinese, la sala da tè con giardino giapponese e l’elegante tempietto monoptero in cima alla collina, nella parte sud del parco, da cui si può ammirare lo skyline del centro storico di Monaco.
Il nome della rosa: l’Europa-Rosarium di Sangerhausen (Sassonia-Anhalt)
Insignito del titolo di Rosarium Europeo nel 1993 e del prestigioso Award of Garden Excellence nel 2003, il “giardino delle rose” di Sangerhausen è considerato il più grande del mondo: i suoi 13 ettari di superficie sono dimora di circa 80.000 piante di 8.600 specie e tipi diversi per epoca e provenienza. Oltre che uno spettacolare museo vivente dedicato all’evoluzione della rosa, da quella selvatica a quella moderna, il Rosarium è anche una preziosa banca genetica che conserva specie rare (di ben 300 tipi) e antiche (si considerano tali quelle note prima del 1867), preservandole dall’estinzione. Con numeri da record: la fioritura principale, fra giugno e luglio, vede sbocciare oltre un milione di rose che incantano con i loro colori e profumi, dalla rosa gallica alla damascena, dal primo ibrido di Tea La France alla bicolore York & Lancaster e a curiosità come la Nigrette quasi nera e la Chinensis viridiflora di colore verde, senza scordare poi la collezione più grande del mondo di rose selvatiche e quella di rose rampicanti.
Un gioiello mediterraneo nel Lago di Costanza: l’isola di Mainau (Baden-Württemberg)
Narcisi, giacinti e tulipani in primavera, rose e azalee in estate, dalie e foliage in autunno… Mainau, l’isola dei fiori, è un piccolo paradiso in cui crescono piante mediterranee ed esotiche, e il suo giardino botanico nel parco storico del palazzo barocco sorprende in tutte le stagioni con fioriture sempre nuove. Nonostante la superficie modesta (45 ha circa), l’isola incanta per la sua eccezionale varietà di fiori, alberi e arbusti: la serra delle palme ospita più di 1.200 orchidee, e la casa delle farfalle accoglie un migliaio di questi eleganti insetti; vi sono poi il roseto con più di 800 specie di rose, la preziosa collezione di alberi plurisecolari come il Tiglio di Vittoria piantato nel 1862, la Sofora pendula annodata piantata nel 1868, le sequoie alte più di 40 metri, i maestosi cedri dell’Atlante, le grandi palme da dattero delle Canarie, rarissime da trovare con queste dimensioni a nord delle Alpi, e una ricca collezione di agrumi che si può ammirare in estate nei cortili del maestoso palazzo.
Paesaggi da favola: Palazzo e giardini di Schwetzingen
In nessun’altra parte si può vivere il fascino di un palazzo e di un giardino barocco in modo così vivido e ravvicinato come a Schwetzingen. Il parco di Schwetzingen, ispirato a Versailles, non ha eguali in Europa. Questa pittoresca residenza estiva dei principi del Palatinato sorse da un piccolo castello medievale del XVIII secolo, e non ha mai perso il suo fascino fino ad oggi. Al contrario. Molti eventi, mostre e visite guidate trasmettono il mondo unico di Schwetzingen, la cui immagine è stata plasmata non solo dai principi, ma anche da artisti e architetti. Questa immagine è ancora oggi esposta in mostre contemporanee regolari, e questo rende questo luogo storico particolarmente vivace ed emozionante: un capolavoro dell’arte del giardino europea!
Paesaggi acquatici e bellezze nel Regno dei Giardini UNESCO di Dessau
Lì, dove il fiume Elba curva pittorescamente attraverso la Sassonia-Anhalt, tra la città Bauhaus di Dessau e la Lutherstadt Wittenberg, si trova il Regno dei Giardini di Dessau-Wörlitz. Fu creato nella seconda metà del XVIII secolo e si estende per 142 chilometri quadrati. Ancora oggi, il cuore di quest’area è definito dagli storici giardini paesaggistici con i loro edifici e le loro sculture da giardino. Nel Regno dei Giardini di Dessau è possibile esplorare diversi grandi giardini paesaggistici e sperimentare come essi siano interconnessi grazie a un’ampia progettazione paesaggistica che rispetta i loro habitat naturali. Si tratta della cosiddetta “estetizzazione del paesaggio”, che rappresentava la visione del mondo dell’epoca. Il fatto che oggi si possa vivere questa esperienza e immergersi nuovamente in questo patrimonio culturale rende questo luogo davvero speciale. Non dimenticate di dare un’occhiata all’interessante serie di eventi che si svolgono regolarmente qui!
Farfalle grandi come uccelli nel Palmengarten di Francoforte
Un giardino botanico nel cuore della metropoli sul Meno, dove fiorisce da oltre 150 anni. Il Palmengarten di Francoforte è un’oasi magica per persone di tutte le età. Scoprite l’incantevole mondo delle farfalle con una visita guidata alla Casa dei fiori e delle farfalle. Qui potrete ammirare da vicino queste magiche creature colorate e, con un po’ di fortuna, anche vederle uscire da una crisalide… o magari dar loro da mangiare! Il Giardino delle Palme e l’Orto Botanico si concentrano su collezioni di piante diverse: l’Orto Botanico comprende principalmente esempi della flora autoctona e di altre regioni delle zone temperate, mentre le Case delle Mostre e delle Collezioni ospitano una varietà di piante tropicali. È meglio programmare una giornata intera per la visita, o anche due!

AUSTRIA – LA PASQUA ALPINA NELLA REGIONE DI INNSBRUCK, TRA MERCATINI E SEPOLCRI
In primavera Innsbruck si veste dei suoi colori più belli, regalando ai visitatori un’esperienza unica in cui natura alpina e raffinatezza urbana si fondono in un abbraccio suggestivo. Mentre le cime circostanti conservano inalterato il candido manto nevoso, il territorio si anima di eventi e tradizioni secolari, creando un’atmosfera festiva che celebra il risveglio della bella stagione. La regione tirolese si presenta come destinazione ideale per una fuga primaverile, combinando cultura mitteleuropea e fascino alpino.
I Sepolcri Pasquali: un patrimonio artistico unico
La regione di Innsbruck custodisce un tesoro di arte sacra nei suoi Sepolcri Pasquali che risalgono al Medioevo. L’usanza, tenacemente preservata dai tirolesi, rivive oggi in otto località. Il sepolcro di Telfs, alto 5,30 metri, è un capolavoro del pittore barocco Christoph Anton Mayr realizzato a metà del XVIII secolo, unico nel suo genere per essere costituito esclusivamente da tavole di pino cembro incollate tra loro. A Patsch, il sepolcro del 1767 creato dal pittore-parroco Johann Joachim Pfaundler conserva quasi tutte le immagini originali dell’epoca. Di particolare suggestione è il sepolcro di Natters, dove l’impianto scenografico del 1947 crea un’atmosfera mistica con sfere di vetro colorate riempite d’acqua. Ogni località offre peculiarità uniche: a Ranggen cinque archi stilisticamente diversi occupano l’intera larghezza del presbiterio, mentre a Oberperfuss il sepolcro si arricchisce di una processione di luci durante la Veglia Pasquale.
Cultura e contemplazione
Il periodo quaresimale si arricchisce di momenti di riflessione significativi con il programma “essere_sembrare”. Dal Mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo, ogni giorno esclusa la domenica alle 15, si tengono momenti di contemplazione di 30 minuti in location suggestive tra Wattens, Hall e Innsbruck. Questi momenti di pausa creano spazi di armonia nella frenesia quotidiana, dove l’arte diventa strumento per far rivivere l’utopia negli spazi urbani della nostra società.
I Mercatini di Pasqua: un tripudio di tradizioni
Gli ormai tradizionali Mercatini di Pasqua, che l’11 aprile inaugurano la 16ª edizione, trasformano il centro cittadino in un caleidoscopio di colori. Nella centrale piazza Marktplatz, 30 bancarelle offrono un’esperienza immersiva nella cultura pasquale tirolese: giocattoli in legno, raffinate decorazioni per la tavola festiva e prodotti dell’artigianato locale. I visitatori possono deliziarsi con specialità culinarie e assaporare dolci tradizionali come la “torta al camino” di origine ungherese, il “Baumstriezel”. L’atmosfera si arricchisce di spettacoli folkloristici come l’esibizione degli “Aperschnalzer” con le loro caratteristiche fruste e il suono delle campanelle dei “Grasausläuter”, antichi rituali che celebravano l’arrivo della primavera e il suo significato vitale per la popolazione contadina. Per i più piccoli, oltre ai laboratori creativi quotidiani dedicati alle decorazioni primaverili, l’emozione della caccia alle uova nella domenica di Pasqua renderà indimenticabile la visita.
Un festival d’avanguardia
L’Osterfestival Tirol, giunto alla 37ª edizione, dal 4 al 20 aprile si conferma un evento culturale di respiro internazionale. Il festival costruisce ponti tra arte e religione, tradizione e presente, forme d’arte diverse, artisti locali e internazionali. Il programma spazia da esibizioni orchestrali a performance di danza, da concerti per organo a live di gruppi vocali. Un appuntamento imperdibile è l’esibizione del 18 aprile nella Basilica del Sacro Cuore, dove i Cantori Gregoriani arricchiranno la liturgia del Venerdì Santo, seguito dalla performance serale del Collegium 1704 diretto da Václav Luks con “Gesù al Calvario” di Jan Dismas Zelenka al Salzlager.
Eventi collaterali nella regione di Innsbruck
Il calendario primaverile si arricchisce di appuntamenti che combinano cultura, natura e intrattenimento. Il 19 aprile alle 21, ad Aldrans a soli 40 minuti da Innsbruck, gli appassionati di astronomia potranno godere di un’esperienza unica di osservazione delle stelle con un grande telescopio, beneficiando delle condizioni ideali offerte dalle Alpi tirolesi. Il 26 aprile alle 20 la Sala della comunità di Ellbögen ospita il tradizionale Concerto di Primavera della banda musicale locale, un evento a ingresso libero che promette un programma coinvolgente e stimolante. Il Castello di Ambras, gioiello architettonico che domina la città, propone per il lunedì di Pasqua (21 aprile, ore 14:30) una speciale caccia alle uova che combina divertimento e scoperta storica, permettendo ai visitatori di esplorare gli splendidi spazi del castello, dalle Armerie alla Sala Spagnola, dalla Grotta di Bacco al Giardino del Paradiso.
Sport e natura: la primavera sulla neve
La Pasqua 2025 offre agli appassionati di sport invernali l’occasione perfetta per godere delle migliori giornate della stagione sciistica. Le giornate più lunghe di marzo e aprile garantiscono più ore di divertimento sulle piste dei 16 comprensori sciistici della regione, quasi tutti aperti fino al lunedì di Pasqua, 21 aprile. Per gli irriducibili della neve, il Ghiacciaio dello Stubai prolunga la stagione fino all’11 maggio. Neve perfetta e temperature miti rendono il periodo particolarmente apprezzato da sciatori di ogni livello.
I PONTI DI PRIMAVERA IN ISTRIA CON LA PASQUA E LE SUE TRADIZIONI
Pasqua è uno dei momenti migliori per vivere l’autenticità istriana. Dal 18 al 21 aprile, a Parenzo (Poreč), la “Fiera dei prodotti tradizionali istriani” propone una varietà di specialità gastronomiche, musica dal vivo e attività dedicate ai bambini, come la “caccia alle uova”. Imperdibile la degustazione della pinca, il tipico dolce pasquale istriano, soffice e aromatico, tradizionalmente decorato con foglie d’ulivo.
A Cittanova (Novigrad) e Orsera (Vrsar), la festa continua con concerti e animazioni nelle piazze, mentre Fasana (Fažana) invita a una tradizionale colazione pasquale con la pinca, servita direttamente nel porto. Anche Pola (Pula) celebra la Pasqua con degustazioni di vini locali ai Giardini cittadini. Il Lunedì di Pasquetta regala invece eventi diversi e divertenti: la Rassegna dei Vini a Gallignana (Gračišće), dove per un giorno le strade si trasformano in una osteria a cielo aperto; la rilassante corsa gastronomica Špaleta Run a Dignano (Vodnjan); e ancora la camminata guidata con degustazioni a Marzana (Marčana).
Rovigno: atmosfera e appuntamenti
Rovigno (Rovinj) – perla della costa occidentale – incanta con il suo centro storico dominato dalla Chiesa di Sant’Eufemia, le sue viuzze animate da botteghe artigianali, ma anche gli hotel di design e i ristoranti gourmet (due gli stellati Michelin: Monte e Agli Amici, quest’ultimo l’unico ristorante bi-stellato di tutta la Croazia). Ad aprile, la città propone eventi di rilievo come il Weekend Food Festival (dall’11 al 13), tour guidati gratuiti della città, la fiera floreale “Fiore rovignese” (dal 24 al 27, esposizione che riunisce distributori di fiori provenienti da tutta la Croazia) e l’evento “Popolana” (27 aprile), che punta a promuovere lo sport e lo stile di vita sano.
Heritage Centres: storie, suoni e saperi locali
Per chi desidera affiancare alla natura una scoperta più profonda della cultura istriana, i centri interpretativi e gli ecomusei del territorio offrono percorsi affascinanti tra memoria, identità e innovazione.
A Rovigno, l’Ecomuseo Batana racconta con grande vitalità la tradizione marinara attraverso oggetti, racconti sonori in dialetto e una vera barca batana visitabile. I visitatori possono anche partecipare a tour a piedi lungo la costa e a escursioni in barca con pescatori, per osservare la città da un punto di vista inedito e autentico.
Spostandosi nella cittadina medievale di Sanvincenti (Svetvinčenat), la “Casa della Strega Mare” propone un’esperienza interattiva, quasi teatrale, che ruota attorno a una figura leggendaria locale. Tra duelli virtuali, giochi di luce e un libro magico interattivo, si scoprono credenze e tradizioni popolari istriane in modo creativo e coinvolgente.
Ma ci sono anche altri centri da tenere d’occhio. A Susgnevizza (Šušnjevica), ai piedi del Monte Maggiore, il centro “Vlaški puti” valorizza la lingua e la cultura degli Istroromeni, una delle minoranze più antiche della regione. A Draguccio (Draguć), invece, la Casa degli Affreschi è il punto di partenza ideale per esplorare i numerosi cicli pittorici medievali che decorano le chiese dell’entroterra istriano. E nella piazza centrale di Visinada (Vižinada), la Casa Maraston unisce – in un percorso sorprendente – la tradizione dolciaria locale (il primo piano è dedicato all’evento Slatka Istra – Dolce Istria che si tiene tradizionalmente in occasione dell’Assunzione della Vergine Maria e conserva la tradizione della preparazione dei dolci di questo territorio), la danza classica (una sezione è dedicata a Carlotta Grisi, una delle ballerine più famose al mondo, nata a Visinada nel 1819) e infine il cinema, con ricordi dal set de I Guerrieri, film del 1970 con Clint Eastwood e Telly Savalas, girato in parte a Visinada.

FRANCIA – LA PASQUA A TOLOSA TRA LE MERAVIGLIE DELLA “VILLE ROSE”
Con le giornate che si allungano e le temperature più miti, orma la tentazione di staccare e partire per qualche giorno si fa sempre più forte: con Pasqua a ridosso, del 25 aprile e del 1°maggio, in particolare, il 2025 dà la possibilità di organizzare un lungo spring break tattico e rigenerante. Tra natura in fiore, eventi culturali e gustose proposte enogastronomiche, una meta che dà il meglio di sé in primavera è, ad esempio, Tolosa, Capitale della regione francese sudoccidentale dell’Occitania e incoronata «Miglior Città 2025» dalla guida Best in Travel della Lonely Planet.
Detta anche la “Ville rose” (la “Città rosa”), per le tonalità rosate dei suoi edifici in mattoni, già dal nome stesso Tolosa rimanda a una colorata atmosfera primaverile e offre diverse opzioni per gli amanti delle fioriture, che si possono ad esempio ammirare nelle serre municipali aperte annualmente a inizio maggio.
Ma l’anima vivace di quest’angolo di Francia si respira anche grazie a spettacolari eventi proposti tra aprile e maggio e alle affascinanti tradizioni locali, dalle arti custodite nelle botteghe artigiane ai sapori della cucina occitana, che conquista il palato dei visitatori in un periodo particolarmente goloso come quello di Pasqua.
Tra i profumi e i colori che in questa stagione avvolgono la Capitale occitana, c’è un fiore che spicca per il suo valore simbolico: la violetta, emblema della città in quanto legata a una romantica leggenda secondo cui un ufficiale dell’esercito di Napoleone III l’avrebbe portata alla sua fidanzata di ritorno da un viaggio in Italia.
Questo fiore a Tolosa vanta ben trecento varietà (di cui cento provenienti da altri paesi del mondo), oggi custodite anche nelle serre municipali, le quali si possono eccezionalmente visitare dal weekend del 3-4 maggio, offrendo un’occasione unica di immergersi in migliaia di piante, germogli e boccioli di ogni tipo. Questa piccola e delicata fioritura della violetta, cha avviene a febbraio, è al centro di tradizioni artigianali antiche, custodite e valorizzate da attività locali come la Maison de la Violette, che con essa produce prelibatezze gourmet sia dolci sia salate, ma anche cosmetici e profumatori per la casa, e Papilles Cocktails (dalla vicina città occitana di Albi), con le sue originali creazioni come il cocktail alla violetta, per esperienze che coniugano bellezza e creatività.
Ma l’anima della manifattura locale è intrinsecamente legata anche al “bleu de pastel”, pigmento che fece la fortuna della città durante il Rinascimento: un blu intenso, considerato quasi magico per il complesso processo di estrazione, che si ricavava dalla pianta di pastel (o gualdo, in italiano), le cui foglie, pressate e ridotte in poltiglia, venivano lasciate essiccare per due settimane prima della lavorazione finale. Oggi, si può scoprire questa tradizione visitando alcune botteghe come AHPY, che da oltre vent’anni valorizza questa tecnica antica creando abbigliamento e accessori tinti con il blu di pastel e che organizza anche laboratori di tintura, e La Maison du Pastel, che offre una vasta gamma di prodotti, dall’abbigliamento alla cosmetica.
Se la violetta e il pigmento blu sono le due tradizioni più iconiche della “Ville rose”, sono tante le attività artigianali che raccontano l’anima dalla creatività sfaccettata di questa città, dove antico e moderno si intrecciano in botteghe dal fascino intramontabile. Passeggiando per le vie del centro storico, si possono scoprire tesori unici come l’estrosa oggettistica e gli arredi di Pangram, le creazioni sartoriali di stilisti locali proposte dalla raffinata boutique Mano Facto e le novità di artigiani del territorio esposte da Les Pépites Occitanes, di recente apertura.

ARMENIA – IN VIAGGIO A PASQUA TRA SPIRITUALITA’, SAPORI E TRADIZIONI MILLENARIE
Conosciuta come Zatik, la Pasqua è una delle festività più sentite della Chiesa Apostolica Armena. Quest’anno, come in Italia, si celebra domenica 20 aprile, e rappresenta il momento ideale per scoprire l’Armenia, un paese in cui spiritualità e tradizione si fondono in un rito condiviso, autentico e ancora profondamente vissuto.
Echmiadzin: cuore della fede armena
A soli 20 km dalla capitale Yerevan si trova Echmiadzin, la sede spirituale della Chiesa Apostolica Armena, oggi Patrimonio UNESCO. Qui, nella cattedrale fondata nel IV secolo dal patrono dell’Armenia, San Gregorio l’Illuminatore, e riaperta al pubblico nel settembre 2024 dopo un lungo restauro, si svolge la celebrazione pasquale più solenne e partecipata.
La liturgia, accompagnata da canti armeni di rara bellezza, si svolge in un’atmosfera suggestiva, tra affreschi antichi illuminati dalle candele e il movimento armonico del clero in paramenti ricamati e copricapi a cono neri. Al termine della messa, i fedeli si scambiano l’antico saluto pasquale: “Kristos haryav i merelots” – Cristo è risorto dai morti
“Orhnyale e haroutiunen Kristosi” – Benedetta è la rivelazione di Cristo
La tavola della rinascita
La celebrazione prosegue a tavola, dove la Pasqua si trasforma in un momento di condivisione e memoria culinaria. Le famiglie si riuniscono per gustare piatti simbolici: pesce, uova sode, riso pilaf con frutta secca e l’Atsik, pietanza a base di grano che richiama il mistero della resurrezione: il chicco che muore per rinascere. Le uova colorate, spesso tinte con bucce di cipolla rossa, sono protagoniste del gioco pasquale più amato: la battaglia delle uova, in cui vince chi riesce a rompere l’uovo dell’avversario senza danneggiare il proprio. Un rito semplice e gioioso che aggiunge leggerezza a una giornata ricca di significato.
Sapori antichi e convivialità armena
La cucina pasquale armena racconta storie di fede, di natura e di stagioni che tornano. Spicca la trota Ishkhan, pescata nel Lago Sevan e servita con erbe aromatiche, e il riso pilaf, conviviale e simbolico, con l’uvetta che rappresenta i fedeli.
Non può mancare il vino, presente nei riti religiosi ma anche nei brindisi familiari: l’Armenia, non a caso, ospita la cantina vinicola più antica al mondo, scoperta nella grotta di Areni-1 e datata oltre 6.000 anni fa. E poi il lavash, il pane sottile e morbido simbolo di ospitalità e continuità culturale, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.
Zatik: una Pasqua da vivere
Trascorrere la Pasqua in Armenia significa entrare in un tempo sospeso, dove la spiritualità si intreccia con la quotidianità, e la festa si riempie di gesti, sapori e riti che affondano le radici nella storia.
Zatik non è solo una ricorrenza religiosa, ma un’esperienza culturale profonda, vissuta con intensità e partecipazione. Un invito a scoprire l’Armenia nel momento più autentico dell’anno, tra spiritualità, accoglienza e meraviglia.










