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Home News

Valorizzazione del tartufo, firmato un protocollo d’intesa

admin by admin
24-Mar-2025
in News, Turismo
Valorizzazione del tartufo, firmato un protocollo d’intesa

Di Antonella Fiorito

Giovedì 20 marzo a Roma nella sede dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, con il quale l’associazione “Cerca Tartufo” ha siglato un protocollo d’intesa per la tutela e la valorizzazione dell’elemento, inserito in un più ampio contesto patrimoniale e culturale si è  concluso con successo il progetto ‘Trasmissione della Cerca e Cavatura del Tartufo in Italia: verso il piano di salvaguardia’ organizzato dalla Comunità della Cerca e Cavatura del tartufo”, con l’obiettivo dell’aggiornamento formativo della comunità e la divulgazione del contenuto culturale dell’elemento. 

Il progetto ha usufruito dei  fondi della Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 ‘Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale, posti sotto la tutela dell’Unesco.

Sono stati 174, provenienti da tutta Italia, i partecipanti al progetto ‘Trasmissione della Cerca e Cavatura del Tartufo in Italia: verso il piano di salvaguardia’ messo in campo dalla Comunità della Cerca e Cavatura del tartufo e dedicato all’aggiornamento formativo della comunità e alla divulgazione del contenuto culturale dell’elemento. Un numero, andato ben oltre le aspettative, che ha riguardato i quattro corsi di aggiornamento formativo che si sono svolti in diverse parti d’Italia, con possibilità di partecipazione sia in presenza che da remoto: per il Nord a Borgocarbonara (Mn), per il Centro-Nord a Città di Castello (Pg), per il Centro-Sud nel Parco del Matese (Ce) e per il Sud e le isole a Matera.

Obiettivo del progetto, realizzato con i fondi della Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 (‘Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale, posti sotto la tutela dell’Unesco’), è stato quello di accrescere la sensibilità comune ai valori ambientali, culturali e community-based dell’elemento.

All’evento hanno partecipato Antonio Degiacomi, presidente dell’associazione CerCa, Michele Boscagli, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo (Anct), e Fabio Cerretano, presidente della Federazione Nazionale Associazioni Tartufai Italiani (Fnati). In apertura l’intervento di Leandro Ventura, direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale. Durante l’evento, sono stati anche consegnati gli attestati ai partecipanti ai corsi.

Per quanto riguarda i numeri del progetto, la maggior parte dei partecipanti alle giornate formative è stata composta da tartufai liberi e associati indicati da Fnati (87 corsisti) distribuiti su tutto il territorio nazionale, positivo è stato anche il coinvolgimento delle Regioni (41 corsisti), grazie all’adesione di Dipartimenti agroforestali e culturali. La restante parte dei discenti è formata da amministratori pubblici delle realtà aderenti ad Anct (42 corsisti) e personale proveniente da scuole e altri soggetti. A oltre tre anni dal riconoscimento Unesco della Cerca e cavatura, in base anche alle risultanze di questo progetto, è possibile affermare che è cresciutala consapevolezza nei praticanti dell’elemento con un valore anche per lo sviluppo sostenibile dei territori, il paesaggio e la biodiversità.

I corsisti formati diventano così ‘facilitatori di Comunità’, in grado di trasmettere l’elemento a gruppi più estesi di portatori di interessi, con un effetto a cascata della trasmissione delle informazioni e con lo scopo di rivitalizzazione del patrimonio. Durante l’incontro è stato inoltre proiettato il documentario ‘Il mondo del tartufo in Italia. Storie di alberi, cani e cercatori’ realizzato nell’ambito progetto. “L’Associazione della Cerca e cavatura del tartufo ETS – ha commentato il presidente Degiacomi – ha costantemente al centro della propria attività il tema della trasmissione del patrimonio immateriale e dell’interazione con i cambiamenti negli habitat e nella comunità. Il progetto ci ha consentito di disporre di uno strumento utile come il documentario che abbiamo realizzato e di far dialogare nei corsi di formazione quadri delle Associazioni tartufai, amministratori delle Città del Tartufo e funzionari regionali. Una tappa importante in un cammino di sempre maggiore consapevolezza per definire e attuare il piano di salvaguardia”. Quella con il mondo della Cerca e cavatura del tartufo ha sottolineato il direttore Ventura è “una collaborazione partita da tempo e abbiamo anche contribuito all’iter di candidatura fornendo materiali di ricerca e cercando di dirimere alcuni problemi e questioni”. “La conoscenza dell’elemento – ha proseguito il direttore Ventura – è fondamentale per la sua valorizzazione ma anche per le procedure di salvaguardia della Cerca e cavatura. Parlando di patrimonio immateriale dobbiamo ragionare sul una trasmissione intergenerazionale e cerchiamo di supportare anche questo passaggio”.

“Abbiamo concluso questo primo progetto – ha aggiunto il presidente Boscagli – che ci ha consentito, dopo il riconoscimento Unesco, di dare maggiore consapevolezza ai territori legati alla Cerca e cavatura del tartufo e di fare formazione con la possibilità di diffondere principi e buone pratiche anche tra le giovani generazioni e con la prospettiva di tramandare questo prezioso patrimonio nel tempo”. “Il riscontro per i nostri corsisti – ha concluso il presidente Cerretano – è stato molto positivo. I tartufai non si aspettavano una così ampia eco rispetto all’importanza del patrimonio immateriale. La cosa da cui sono rimasti colpiti è che durante la formazione hanno avuto una visione d’insieme di cos’è un patrimonio immateriale e della pregnanza di significato del nostro, legato alla Cerca e cavatura del tartufo in Italia”.

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