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Home News

In Molise festeggiamenti di Carnevale con il Diavolo di Tufara

Domenica 9 e martedì 25 febbraio torna a Tufara (CB) una festa di Carnevale antica e sempre molto attesa

admin by admin
30-Gen-2020
in News, Turismo
tufara

Torna una tradizionale festa storica della regione molisana: il Carnevale di Tufara è pronto anche quest’anno a colorare la provincia di Campobasso domenica 9 e martedì 25 febbraio. Una festa che fonde mistero e magia, nato in antichità e tramandato nei secoli, capace di attrarre turisti di tutto il mondo.
Andiamo a scoprire il Diavolo e gli altri personaggi tipici di questa festa carnevalesca ogni anno tanto attesa!

 

La storia e le Maschere della Tradizione

Nato in tempi remoti, in un mondo arcaico, in armonia con la natura, espressione di riti ancestrali rudi, misteriosi e magici “il Diavolo” antica maschera carnevalesca, si rivela, l’ultimo giorno di Carnevale a Tufara, tra folli corse e acrobazie temerarie. Tramandato nei secoli, espressione tipica della comunità, richiama cultori da tutto il mondo. La figura caprina, il tridente fra le mani, i movimenti accattivanti, suscitano timore e superstizione. Tutti vorrebbero evitarlo, ma ognuno in fondo al cuore spera di essere circondato dal suo seguito urlante. Da dove sbuca quest’essere insolito, misterioso? Dagli inferi, da un’antica casa abbandonata dove occulti riti lo riportano in vita per correre tra le vie del paese? Chi è? Quale mistero cela dietro la nera maschera? È forse figlio della dimenticata primavera, quando a gemma germoglio e fiore si tributava sangue perché crescessero più forti e abbandonati, o quando l’uomo per scrollarsi di dosso l’agghiaccio invernale, danzava e intuiva la natura al risveglio? O forse è l’inquisitore, l’ammonitore delle coscienze ribelli, dove il giogo è pesante e la libertà impellente? “Il Diavolo” forse è tutto questo o forse tutt’altro, ma a Tufara, lo si attende con ansia, per liberarsi con lui di un folleggiare breve e cruento, per dimenticare in un giorno quanto dura è la fatica di vivere. La maschera, è tra quelle che conservano le antiche caratteristiche da cui traggono origine, anche se il suo significato primitivo si è in parte perduto, essa rappresentava, un tempo, la passione e la morte di Dioniso, dio della vegetazione, le cui feste venivano celebrate in quasi tutte le realtà agresti. Infatti Dioniso, cosi come la vegetazione di cui era dio, moriva e si rinnovava perpetuamente.

tufara

Il Diavolo

Maschera zoomorfa, rappresentante del Dio in terra, era vestito con 7 pelli di capro, animale sotto le cui sembianze amava manifestarsi il Dio.
Si sa, però, che il sacro spesso non va d’accordo con il profano, cosi, con l’avvento del Cristianesimo, il rito pagano fu “declassato” a mera maschera carnevalesca, con l’aggiunta di figure ad essa spesso estranee.
Ed è sotto questa forma che noi lo conosciamo oggi.

I folletti

Trattengono il Diavolo in catene e lo trascinano per le vie del paese: il Diavolo salta, si rotola, cade a terra e cerca di “sedurre” chi incontra per strada, perché entri a far parte dei suoi adepti.

tufara
La Morte

Il Diavolo è preceduto dalla MORTE, impersonata da figure vestite di bianco con il viso impasticciato di farina e che rappresentano la purificazione. Il simbolismo è chiaro: il seme muore per dar vita alla pianta, si purifica nel terreno per poi rinascere, a primavera, trasformandosi in raccolto. La morte è armato di falce, il cui roteare evoca i gesti metodici, ripetitivi e decisi dei contadini al momento del raccolto: il canto di questi ultimi è sostituito da urla, grida e salti delle maschere.

La Giuria

La popolazione cercando di privarsi di tutti i peccati commessi durante l’anno punta il dito verso il Carnevale, rappresentato nella nostra tradizione da un pupazzo di paglia, assegnandogli tutte le colpe. Carnevale verrà processato da una giuria scanzonata con l’aiuto di un avvocato difensore corrotto. La giuria raccoglierà le voci della popolazione e le testimonianze dell’avvocato difensore, ma la decisione sarà sempre la stessa, CONDANNA A MORTE per Carnevale. Carnevale chiede come ultimo desiderio un piatto di spaghetti al pomodoro e un bicchiere di vino rosso. Carnevale viene ucciso e lanciato tra le braccia del Diavolo che lo aspetta con il tridente rivolto verso il celo per infilzarlo e lacerarlo definitivamente.

U’ Pisciatur

Un’ultima figura, nonché meno importante, è quella de “U’ PISCIATUR” il quale rappresenta i vizi, l’allegria e il trionfo del caos del carnevale che finiranno con la morte dello stesso.
Questo ruolo per noi dell’Associazione Culturale Antica Maschera Il Diavolo sarà per sempre rappresentato nella nostra mente e noi nostri cuori dal sorriso e l’allegria del nostro caro amico Matteo.

tufara

A Tufara, due passi in allegria!

Provate ad immaginare la calma e la serenità di un tipico paese mediterraneo, circondato da una natura semplice e suggestiva, dove i comignoli sul tetti lasciano i pennacchi di fumo che spargono l’odore di camino e legno lungo i vicoli di pietra. Immaginate, poi, tra le case antiche di questo paese di incontrare i bastioni di una possente fortezza medioevale che domina le case, i vicoli e le valli circostanti; immaginate ancora un bosco, la magia del suo silenzio, il colore delle sue stagioni… Immaginate tutto questo e scoprirete di trovarvi a Tufara: un piccolo centro a 420 mt. dal livello del mare di inaspettata semplicità mediterranea dove la luce del cielo, il colore delle pietre, il ritmo della vita e tutto il resto vi parleranno sempre di cose semplici e genuine. Percorrendo le lunghe scalinate e i vicoli del borgo è possibile apprezzare direttamente l’origine da cui deriva il nome del paese, la roccia tufacea, ovunque infatti è possibile notare gli spuntoni di tufo che costituiscono le cantine e le fondamenta delle case unite, verso l’alto, da caratteristici passaggi pensili che fanno da arco ai vicoli. Case rustiche si alternano a palazzotti nobiliari dai caratteristici portali in pietra molto spesso adornati al centro dell’architrave da un fregio o da un emblema.

Se volete passare un pomeriggio spensierato e in allegria o se volete rilassarvi (ovviamente non a Carnevale ma durante tutto l’anno) potete venire a Tufara, troverete sempre qualcuno disposto a scambiare quattro chiacchiere e a offrire un caffè nei calorosi bar della piazza.

Tags: carnevaleFesteRegione MoliseTradizioniTufara
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