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Home News

Sport e benessere quando il Po si fa Delta nel Veneto

admin by admin
23-Ott-2014
in News, Viaggi On The Road
mappa_delta_po_hires

Le mie reminiscenze scolastiche mi fanno tornare alla  mente quando, durante l’interrogazione di geografia in prima media, arrivava la domanda di rito  che consentiva o negava la promozione in quella materia: “Quali sono gli affluenti del Po?”  

mappa_delta_po_hires

 

E guai a confondere quelli di destra con quelli di sinistra. Era sufficiente tralasciarne  uno  e l’estate era rovinata.

Ora leggo che gli affluenti del Po sono 141 meno male che la prof., a quell’epoca,  non era in possesso della lista completa. Forse sarebbe stato più istruttivo sapere che, ogni anno, insieme con il Po,  scendono a valle  42 miliardi di metri cubi di acqua e ogni litro contiene 0,250kg di materiale in sospensione che,  in migliaia di anni, ha  contribuito   alla formazione di   tutto il territorio del   Polesine, oggi  provincia di Rovigo. 

Il Polesine più giovane è quello che ospita il Delta del Po, ovvero i cinque rami del fiume che, in Veneto,  raggiungono separatamente l’Adriatico: Po di Goro, Donzella o Gnocca, Maestra, Pila e Tolle.   

Il Delta del Po, per sua natura paludoso, è sempre stato oggetto negli ultimi secoli  di  opere di bonifica effettuate  per conto sia degli Estensi di Ferrara, sia dei Dogi  di Venezia e ciò   allo scopo di guadagnare  terreni per renderli   coltivabili  o adibirli   alla pesca o alla caccia. 

Inoltre,  nel 1556,  per  scongiurare il possibile  interramento della  laguna,  i Veneti  deviarono il corso  del fiume  con il  “Taglio di Porto Viro”. Il risultato fu che la laguna  di Venezia   ne ebbe giovamento, ma il Po che lambiva Ferrara si prosciugò. 

Dopo l’ Unità  d’Italia   (1861)  ebbe inizio  una bonifica  sistematica  di  tutti i terreni   che il fiume aveva sottratto    al mare e che oggi fanno parte   del Delta del Po polesano e ferrarese.

Entrando nel Delta del Po veneto bisogna appropriarsi di alcuni termini, tra cui le “Isole”che sono i   terreni circondati dai rami del Po e anche dal mare, un tempo paludi ora   prosciugate e   coltivate. Avvicinandoci alla  costa adriatica incontriamo le “Valli, sono laghi di acqua salmastra utilizzati per l’allevamento del pesce o riservati alla caccia. Infine,  prospicienti al mare,  vi sono  le “Lagune”, ultimo baluardo di acqua  prima  del mare aperto che lambisce  spiagge spartane, ma  accoglienti.

Il Delta ha l’aspetto di un ventaglio   dove le nervature centrali sono i bracci del Po che raggiungono il mare. Tutto il territorio si trova sotto il livello del mare ma è interamente fruibile grazie all’ingegno dell’uomo, che ha costruito opere idrauliche, e all’ausilio di quaranta possenti idrovore, utilizzate per il sollevamento delle acque in caso di piena del fiume  o  per governare i flussi delle acque  dolci verso il mare.

Queste “arterie”, dove scorre l’ acqua  del PO che hanno già percorso   600 km.   sono guardate a vista  e difese da possenti  argini, i compagni inseparabili dei   turisti  che desiderano   esplorare   questo  ambiente  incontaminato.

Le terre bonificate del Delta sono un sicuro reddito per gli abitanti e un’ importante fonte di benessere per i turisti che   vi giungono  per vivere a contatto  con la  natura  e  praticare sport in un ambiente salubre.

Nel Delta vengono allevati pesci (cefali, orate, branzini, anguille, mazzancolle, boseghe ) che, prelevati dal mare allo stadio di avannotti, non vengono alimentati    dall’ uomo ma   si nutrono di quello che trovano   nella Valle fino a quando,  loro malgrado, giungeranno    graditi ospiti sulle nostre  mense.

In questo territorio vivono 400 specie diverse tra mammiferi, rettili, anfibi e pesci e  370 specie  diverse  di uccelli autoctoni o migratori. La regina delle valli è l’anatra selvatica che dispone di 8000 ha appositamente gestiti  per favorirne la sosta e l’alimentazione:  il suo destino finale è la  pentola. Nelle annate 2009/11, ne sono stati censiti  dodicimila esemplari (Veneto Agricoltura), e si sono contati diecimila individui di  folaghe e nel 2011 novantamila   anatidti (Prov. di Rovigo).

Delta PO f

Nonostante l’attenzione dell’uomo  nel salvaguardare questo ambiente, nel 1951 e  1966, a seguito  di eventi atmosferici  catastrofici  ed allora imprevedibili, gli argini  cedettero  causando gravi nocumento  al territorio e alla popolazione. Ma questa è oramai “acqua passata”.  In pratica il Delta del Po  è  diventato   un’  oasi naturalistica    che, per dimensioni,  è la più ampia del nostro continente  ed è il non plus ultra per chi predilige il birdwatching.

Noi possiamo prendere confidenza con il Delta in automobile, a piedi, in bicicletta (è il mezzo ideale), a cavallo,  in barca, in canoa o navigando nei rami del Po lungo le valli, nei canali di collegamento che circondano le Valli  e nella laguna,  fino a giungere al mare.

Nel 1997 è stato istituito  il Parco Veneto Delta del Po  che ha una superficie 12 mila ha (parcodelpo.org-Polesineterradeiduefiumi.it )

Chi si inoltra in questo Parco  riacquista la consapevolezza dell’infinito e l’occhio finalmente si riappropria dell’orizzonte. L’aria è pulita, tersa, non si  odono più quei rumori assordanti  che quotidianamente ci propina  la collettività,  sostituiti dallo  sciabordio dell’acqua e dal  sussurrio dei volatili che volteggiano nel cielo.

Passare un fine settimana nel Delta veneto dovrebbe essere   sovvenzionato come lo sono le Cura Termali!  Nel Delta il benessere non si acquisisce da acque termali che sgorgano dal sottosuolo ma dalla miriade di essenze naturali che la flora silenziosamente elargisce e dall’aria carica di ossigeno non inquinato che entra nei polmoni.

Qui l’occhio si riposa non più ossessionato dagli ostacoli artificiali che  si ergono negli agglomerati urbani, ma finalmente incontra l’orizzonte e  il cervello  non viene bersagliato dalle onde che si ricevono dagli schermi piatti da cui siamo tutti un po’contaminati .   Il Delta va visto come un immenso anfiteatro naturale da sfruttare quando si vuole intraprendere un percorso WELLNESS per la propria crescita salutistica.

Quando era in auge la Repubblica di Venezia e gli Estensi governavano a Ferrara, nel Delta sorsero ville signorili che ospitavano gli ozi delle famiglie blasonate,   all’epoca  influenti e dettavano  legge. Molte ville sono rimaste:  alcune si possono solo  ammirare da lontano , altre visitare e altre  ancora sono utilizzate per ospitare i turisti.

Polesella Villa Morosini

 

A proposito di ricettività, nel Delta non mancano certo gli agriturismi, i  bed and breakfast, i  campeggi e i  piccoli alberghi confortevoli ( e non formicai). La residenza più blasonata che offre un ‘ ospitalità  familiare,   non artificiale, ma raffinata,  la troviamo  presso l’agriturismo   Villa Zen.

Varcata la soglia di casa, visti gli arredamenti ottocenteschi, accolti dalla proprietaria che parla con spiccato accento irlandese e appreso subito che qui  soggiornò Lord Byron nell’intento di inseguire amori impossibili, è facile dedurre che siamo alla presenza di ospiti e di  un’ospitalità fuori  dalle  righe, abbordabile e seducente.

Ora,  noblesse oblige , questa dimora viene frequentata dai potenti della terra, ma anche da ciclisti che portano la bici in camera da letto. Le Valli del Delta del Po sono certamente un argomento seducente per chi ama il turismo e  non disdegna cimentarsi in escursioni  con speciali barche a fondo piatto che pescano pochissimo, pratiche per muoversi sui fondali anche molto bassi circondati da canne palustri che inseguono i percorsi d’acqua.

Taglio di Po Villa Zen

 

Le guide naturalistiche che accompagnano i turisti in queste escursioni diurne, ma anche notturne, svolgono un compito prezioso : individuano  dal volo e dalle piume tutti i volatili, riconoscono   le piante  che prosperano nel Delta e sono maestri nel raccontare le vicissitudini storiche di questo fantastico fiume domato dall’uomo, ma alle volte indomabile al cospetto della natura.

Nel Delta le piste ciclabili conclamate abbondano al pari di quelle non segnalate, ma ugualmente percorribili: non è una pecca, il ciclista avveduto o il ciclista  che noleggia sul posto la bici può sempre chiedere la collaborazione di guide locali e, comunque, nel Delta nessuno si è mai perso.

Molteplici sono le opportunità turistiche  di cui dispone  il Polesine. Sarebbe riduttivo illustrare  percorsi prestabiliti che certamente darebbero una visione soggettiva e parziale di questo territorio  già  abitato da etruschi e romani. Meglio segnalare alcune priorità e lasciare  il turista libero di organizzarsi un itinerario in riferimento   al tempo a  disposizione, ai propri  interessi  di carattere culturale, ambientale, sportivo, salutistico  che desidera soddisfare visitando il Polesine e ai mezzi  con i quali ritiene  spostarsi .

Nell’Alto Polesine (tanto per intenderci, è  quello più antico e quindi  più lontano dal  Delta del Po)  vi sono due paesi che, è proprio il caso di dirlo, hanno fatto il giro del mondo: sono Melara e Bergantino,  i paesi che hanno dato i natali ai primi  giostrai  d’Italia ( siamo nel 1929). Oggi in questo distretto industriale  prosperano 100 aziende  leader mondiali del  settore.

Un tempo, durante le feste natalizie, ai giardini della Montagnola di Bologna  giungevano i “baracconi ” (noi così chiamavamo giostre e giostrai) che  occupavano tutta l’area circolare del parco: all’ esterno si disponevano i gabbiotti del tiro a segno e quelli dei giochi di abilità o di forza , mentre la vasta   area interna era appannaggio delle giostre, degli autoscontri,della montagna russa,( ottovolante) ,del” calcio in culo” del  labirinto  con gli  specchi, del  giro della morte, e degli aerei volanti (i precursori delle guerre stellari).

Ricordo ancora che tutti gli anni, il pomeriggio del giorno di Santo Stefano, racimolata la decima, rimpinguata dalle regalie delle zie, la meta agognata era la Montagnola, dove tutto il mio avere transitava direttamente nelle mani dei giostrai, perchè grande  era la felicità di pilotare a più riprese le autovetture dell ‘ autoscontro o   percepire il brivido dei giri sulle montagne russe e guerreggiare con gli aerei in volo,cose queste che fanno sorridere i giovani di oggi. Gli umili giostrai di un tempo oggi sono diventati degli imprenditori che inventano, producono e vendono giochi sofisticatissimi che vanno nei parchi divertimento di tutto il mondo.

 

A Bergantino vi è il “Museo della Giostra” che ne racconta la storia, dai primordi fino ai giorni nostri e fa bella  mostra di pezzi autentici. Visitare il museo è un tuffo nel passato, nel mondo dei divertimenti nati allora per emozionarci e  regalarci alcune ore di allegria, sensazioni che si percepiscono ancora oggi.

Bergantino museo della giostra

Rovigo si trova nel  Medio Polesine, tra il Po e l’Adige.  Nel centro storico di  questa importante città, dapprima  estense poi passata alla Repubblica Veneta , si  trova  il  Palazzo Roverella ( 1477) che ospita in permanenza la prestigiosa “Pinacoteca dei Concordi”  dove si possono  ammirare, tra l’altro, tele del Tiepolo, del Piazzetta , di Longhi e il polittico in terracotta di Michele da Firenze proviene dalla Parrocchia di Raccano (Polesella).

Ogni anno dal 2006 vengono allestite nel palazzo mostre tematiche sulla pittura della fine dell’ottocento e inizio novecento.  Quest’anno la mostra ha per i titolo  “L’ossessione Nordica”.Gli organizzatori hanno selezionato ed esposto 120 capolavori di pittori nordici e italiani, tra cui opere di Bocklin, Kimt , Munnch e De Chirico.

Per un aperitivo nella centrale Piazza Vittorio Emanuele è d’obbligo l’antico Caffè Franchin. La prossima mostra inizierà il 19 ottobre 2014 e terminerà  il 12 gennaio, avrà per titolo ” I MAI VISTI “,  racconterà  l’arte attraverso capolavori inediti  dal ‘400 al ‘900.

Il Basso Polesine o Delta del Po è la parte più giovane del Polesine, quella che si insinua nel  mare. Ca Vendramin ospita un  raro reperto di archeologia industriale: l’edificio che ospita le mastodontiche idrovore a vapore e il “Museo Regionale della Bonifica” Bonifica dove viene scandita la storia su come nasce  e viene con costanza  difeso questo territorio un tempo mare.

La Sacca degli Scardovari è la più grande laguna del Delta, compresa tra le foci del Po di Gnocca e del Po di Tolle (perimetro 20 km).Vi sono ospitati  allevamenti di cozze e vongole che si possono raggiungere in barc per vedere e conoscere da vicino il ciclo produttivo di questi succulenti   mitili, unici in Italia ad essere stati riconosciuti DOP (Denominazione di Origine Protetta).

Il più importante mercato ittico del Delta si svolge alle foci del Po a Porto Pila, località che si può raggiungere da Porto Tolle (si trova tra il Po di Goro e il Po della Pila), in barca: due ore oppure in bicicletta: un’ora. Nel  paese di Polesella( 13 km  da Rovigo) ,con una guida e utilizzando la bicicletta si raggiungono chiese e oratori presenti fin dall’epoca Romana,  palazzi  e ville venete non sempre menzionati nelle guide  ma non per questo meno  importanti.

Segnaliamo: Villa Ca’ Morosini, Palazzo Grimani,  Villa Ca’ Rosetta, Parrocchia romanica  di Raccano, Oratorio B.V.della Salute e Chiesa del Rosario,Villa Ermellini, Villa Selmi, il Municipio, già convento degli agostiniani,  e l’oratorio di San Mauro.

Informazioni turistiche

A chi rivolgersi per Escursioni  nel Delta, per cimentarsi in  Pescaturismo, Birdwatching, Fotografia naturalistica :  Burriani Alberto –  Cell.  338 9730072    escursioninedelta@yahoo.it.

Dove  pernottare:

Occhiobello : Hotel Unaway  – tel. 0425 750767 – unawayhotel.it

Taglio di Po:  Tessarin  Hotel – tel .0426 346347 –  hoteltessarin.com

Dove rifocillarsi:

Porto Tolle : Aurora di Ca’ Dolfin  (Antico Casone di caccia, tempio del pesce tra cui l’ anguilla)

Tel. 0425 384240 – ristoaurora@libero.it

Polesella :  Ristorante Belvedere di Mazzetti (consigliato dall’ Artusi)   Corso Antonio Gramsci 16 –  tel.: 0425 4441 09

Porto Tolle:  Ristorante Marina 70 (specialità pesce).Via Belvedere n 2 – tel .0426 708022  ristorantemarina70@alice.it

Testo e foto: Selleri Lamberto

 

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