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Home News

Turkmenistan, dal mar Caspio verso il deserto del Karakum

admin by admin
07-Apr-2014
in News, Viaggi On The Road
Turkmenistan-Yangikala

Seppur arido, questo vasto paese con significative radici nella storia ha parecchio da offrire ai rari e intrepidi visitatori. La capitale Ashgabat, ai piedi delle montagne meridionali, fu fondata nel 1881 dai russi e distrutta dal terremoto nel 1948.

Turkmenistan-Ashgabad-monumento-ai-cavalli

Situato nel sud-ovest dell’Asia centrale, il Turkmenistan costituisce la più arida e la meno conosciuta e popolata delle nazioni centroasiatiche sorte nel 1991 dal dissolvimento dell’Unione Sovietica.
Grande oltre una volta e mezzo l’Italia, si affaccia ad ovest sul mar Caspio, confina a nord con Kazakistan e Uzbekistan, mentre a sud e ad est imponenti montagne alte oltre 3.000 m lo separano da Iran e Afganistan.

La popolazione, assai omogenea dal punto di vista etnico essendo composta quasi interamente da turkmeni, non arriva ai 5 milioni, ma almeno 2 milioni vivono come emigrati in Afganistan, Iran e Turchia; la densità, attorno a 10, si colloca tra le più basse del continente.

La lingua turkmena, di derivazione turca, viene dal 1991 scritta con l’alfabeto latino; la religione predominante è quella musulmana sunnita, con influenze di sufismo e di antichi credi animistici, blandamente applicata e tollerante, tanto che si possono bere birra e vodka, retaggio della recente presenza russa.

Il clima si presenta continentale, con accentuate escursioni termiche stagionali, estati torride e inverni gelidi, scarsissime precipitazioni e lunghi periodi di siccità.

Turkmenistan-Yangikala

Dal punto di vista geografico si tratta di un’enorme pianura arida, occupata per 2/3 al centro dal deserto del Karakum, le sabbie nere, dove la vita e un minimo di agricoltura (soprattutto cotone, decimo produttore al mondo) si concentrano nell’estremo nord, lungo la vallata del fiume Amur Darja, e nel sud ai piedi delle montagne.
Un impulso alla coltivazione è arrivato al meridione nell’ultimo mezzo secolo dalla costruzione di un canale artificiale, lungo ben 1.370 km (il maggiore del mondo), che drena l’acqua dell’Amur Darja, creando però non poche tensioni con i confinanti settentrionali e una delle principali cause della scomparsa del lago Aral, una delle maggiori catastrofi ecologiche del continente.

Il Karakum, grande una volta e mezzo l’Italia, rappresenta il deserto più caldo dell’Asia centrale, con scarsa vegetazione e poche oasi; presenta dune mobili e barcane spinte dai venti, piane di sale e zone calanchive d’argilla erose in forme assai suggestive e con colori psichedelici.

In lontane epoche geologiche al suo posto si estendeva infatti il maggior lago pluviale del pianeta, grande quasi 4 volte l’Italia e comprendente anche gli attuali Caspio e Aral. Nonostante simili premesse di aridità, per la sua posizione il Turkmenistan ha sempre rappresentato un importante crocevia di transito per persone e merci tra nord e sud del continente e tra Asia e Mediterraneo, ospitando importanti insediamenti urbani, fiorenti civiltà e nodi carovanieri lungo la Via della Seta, la principale arteria commerciale del passato.

Turkmenistan-donne-yurta

Non a caso il sito archeologico di Anan ha restituito alcune delle più antiche testimonianze sulla coltivazione di cereali. Anche tralasciando le 2.500 orme di dinosauri vecchie di 155 milioni di anni, presenti nella riserva naturale di Kugitang, la sua storia parte infatti da molto lontano, quando attorno al V-VII millennio compaiono tribù nomadi turkmene di allevatori di cavalli, gli stessi splendidi animali dalle sfumature dorate antesignani dei moderni purosangue ancora adorati nel paese.

Poi fu la volta dei Persiani achemenidi, vinti da Alessandro Magno, del regno partico, feroce nemico di Roma, dei Persiani sasanidi, degli Eftaliti che vi introdussero il cristianesimo nestoriano, degli Arabi e dei Turchi selgiuchidi, dei Mongoli di Gengis Khan e di Tamerlano, dei khanati uzbechi e infine della Russia zarista e poi dell’Unione Sovietica.

Nel 1991 arriva l’indipendenza ma Niyazow, al potere dal 1985 come segretario del partito comunista, con abile mossa si trasforma in Turkmenbashi, padre dei turkmeni, concentrando tutti i poteri e molte ricchezze in una efferata dittatura dove a primeggiare è soltanto il culto per la personalità del capo assoluto, a discapito di un popolo povero e ospitale, rimasto nomade nello spirito.

Seppur arido, questo vasto paese con significative radici nella storia ha parecchio da offrire ai rari e intrepidi visitatori.

La capitale Ashgabat, ai piedi delle montagne meridionali, fu fondata nel 1881 dai russi e distrutta dal terremoto nel 1948; oggi esibisce uno sfacciato museo autocelebrativo del regime, tutta palazzi e monumenti di marmo, statue dorate, cupole scintillanti e fontane scroscianti; merita una visita il museo del tappeto, con il maggior esemplare al mondo, e il bazar dove incontrare le persone in abito tradizionale: gli uomini con tuniche a striscie rosse e gialle, sciarpe ricamate e cappello di pelle di pecora, le donne con sciarpe colorate in testa e abiti lunghi fino ai piedi.

Sul mar Caspio, ricco di petrolio, gas e fosfati, nonché di storioni e caviale, da non perdere la gola di Yangykata, un canyon lungo 25 km dalle pareti psichedeliche multicolori. Konye Urgench, sito Unesco nel nord, è stata un’importante oasi di civiltà e uno dei maggiori centri commerciali in epoca medievale come capitale della Corasmia, conquistata da Gengis Khan e poi distrutta da Tamerlano, quando era il più occidentale dei khanati mongoli; vi rimangono i resti di un gran numero di moschee, minareti, madresse, biblioteche e bazar. Nel Karakum il grande cratere di gas naturale di Darwaza brucia e illumina le notti spettrali del deserto.

Gonur Depe era un primario centro agricolo già 9.000 anni or sono e in età del bronzo diede vita ad una fiorente civiltà dove era in voga una bevanda inebriante a base di semi di papavero, canapa ed efedrina; fu patria di Zoroastro e culla dello zoroastrismo, la prima religione monoteista.

Merv, altro sito Unesco nell’est, era una città fondata dai persiani achemenidi nel VI sec. a.C. e poi rifondatala Alessandro Magno; nell’ XI divenne la capitale dei Turchi selgiuchidi, per essere infine distrutta da Gengis Khan  che vi uccise i 300 mila abitanti.

All’epoca del massimo splendore, quando ispirò i racconti delle Mille e una notte, era uno dei maggiori centri dell’islam, crogiuolo di religioni e di etnie, oasi verdeggiante con palazzi, moschee e caravanserragli racchiusi da mura; distrutta più volte, venne sempre ricostruita non sopra ma di fianco, tanto che oggi presenta ben 5 nuclei urbani di epoche diverse.

Infine presso Ashgabat i resti di Nissa, già nel III sec. a.C. capitale del potente regno dei Parti esteso dal Mediterraneo all’Indo, racchiusa entro mura fortificate con 43 torri, e tanto per cambiare anch’essa distrutta dai mongoli.

www.viaggilevi.com 

Testo di Lamberto Selleri – Foto Giulio Badoni

Tags: Turkmenistan
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