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Home Diari e racconti di viaggio

Tra Urbino e Gradara per le vacanze di Pasqua – Luisa e Pietro Sergi

admin by admin
03-Gen-2011
in Diari e racconti di viaggio

Verso la fine di marzo di quest’anno avevamo deciso di cambiare il “look” interno della nostra “Giuditta” e, per questa operazione, c’eravamo recati presso la Ditta “Imbottiti Lorenzetti srl” di San Giustino (PG). I titolari, di una gentilezza squisita, ci avevano assicurato che il tutto sarebbe stato pronto per il 2 aprile e quindi abbiamo colto al volo questa occasione per programmare una visita ad Urbino, durante le vacanze di Pasqua.L’equipaggio è il solito, ma per chi non ci conosce: Stefano, detto Baby, un ragazzo veramente speciale costretto su una carrozzina, sua madre Egidia, il padre Pietro e Luisa, cugina di Pietro ed amica più cara di Stefano, su Autocaravan Mobilvetta Luna, ma per noi “Giuditta”.

Venerdì 2 aprile 2010

Partiamo da Prato di buon mattino ed alle 9,00 siamo a San Giustino, di fronte alla ditta “Imbottiti Lorenzetti” (tel. 075.856191 – www.lorenzetti.it) dove veniamo accolti amichevolmente dai titolari. Dopo circa un paio d’ore di lavoro la nostra Giuditta”, che quest’anno “compie” dieci anni, è pronta e bellissima: gli interni, di ottima fattura, calzano a pennello.Lasciamo quindi San Giustino (merita una visita il Castello Bufalini) e ci avviamo verso Urbino, ma a causa di una frana caduta sulla 73 bis, una deviazione ci costringe a raggiungere Città di Castello ed a prendere la 257, una strada di continue curve e tornanti che sembra non finire mai.

Durante il tragitto ci fermiamo per un panino e quando finalmente arriviamo nell’ampio parcheggio “Borgo Mercatale” (a pagamento) di URBINO, tiriamo un sospiro di sollievo.

Le antiche mura della città si stagliano imponenti su di noi e sono veramente belle nella luce del tramonto. Nel piazzale c’è l’Ufficio Informazioni e da lì si accede, oltre che alla rampa elicoidale, ad un ascensore che ci porta in Corso Garibaldi. Percorrendo gli antichi portici arriviamo in Piazza della Repubblica, cuore pulsante del centro storico, dove convergono in salita ed in discesa tutte le principali strade della città.

Veduta di Urbino dal parcheggio
Veduta di Urbino dal parcheggio
Portici di Corso Garibaldi
Portici di Corso Garibaldi

E’ ormai troppo tardi per visitare qualsiasi cosa e così decidiamo di entrare in un antico ristorante con annessa libreria (Osteria il Portico, Via Mazzini 7) per chiudere in bellezza la nostra giornata. Abbiamo già notato che non sarà facile per noi visitare Urbino, ma rimandiamo con filosofia il problema al giorno dopo.

Sabato 3 aprile 2010

Nel piazzale sottostante le mura abbiamo passato una nottata tranquilla. Riprendiamo il solito ascensore ed in breve siamo in centro. Urbino si erge su due colli ad un’altezza di 485 metri s.l.m. e conta poco più di 15000 abitanti. Le sue origini sono antichissime ed è una delle maggiori mete del turismo artistico mondiale, per la sua storia, i tanti monumenti e le opere d’arte in essa contenute. Il centro storico, dal 1998, è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Percorrendo gli splendidi portici di Via Garibaldi giungiamo in Piazza della Repubblica ed iniziamo faticosamente a salire Via Veneto. Incontriamo la Basilica che si erge su bianche colonne in cima ad una scalinata, i cui interni sono opera dell’architetto Valadier. Davanti a noi la bella Piazza Duca Federico dove si dispiega lo splendido Palazzo Ducale, antica dimora del signore della città, Federico da Montefeltro.

Cattedrale
Cattedrale
Palazzo Ducale
Palazzo Ducale

Al suo interno visitiamo i piani nobili che accolgono oggi la Galleria Nazionale delle Marche. Possiamo ammirare la grande Sala della Jole, l’immenso Salone del Trono e l’imponente alcova in legno. I lavori ad intarsio delle porte e che raggiungono il culmine nello Studiolo ci lasciano a bocca aperta: quello che vediamo è un’altissima espressione di arte e cultura.Nella Galleria opere d’arte che vanno dal ‘300 al ‘600 tra le quali splendidi capolavori di pittori rinascimentali italiani.

lo Studiolo
lo Studiolo
Museo Archeologico
Museo Archeologico

Scendiamo poi nel Cortile d’Onore da dove possiamo accedere al Museo Archeologico: una vasta raccolta di antiche iscrizioni romane, urne, cippi, ecc.Visitiamo anche i vasti e molto suggestivi antichi sotterranei, occupati anticamente dai locali di servizio del Palazzo: la scuderia, le stalle, il frigorifero del tempo, le cucine ed i bagni ducali dotati di sistemi di riscaldamento e di smaltimento delle acque e dei rifiuti.Torniamo in Piazza della Repubblica e, da lì, la Via Raffaello si inerpica ripidissima davanti a noi.

Per fortuna la casa natale di Raffaello Sanzio è solo ad una trentina di metri in salita e Pietro, a forza di braccia, riesce a raggiungerla con Stefano; qui ci rendiamo conto che non è accessibile a persone su sedia a ruote e decidiamo di conseguenza di visitarla a turno. E’ un bellissimo edificio quattrocentesco nel quale sono esposti incisioni e riproduzioni del grande pittore e dipinti di altri artisti.E’ ormai ora di pranzo e per la gioia di Stefano e di tutti noi entriamo nel ristorante la “La Fornarina” (Via Mazzini, 14) dove gustiamo un ottimo pranzo.

Percorriamo poi a piedi, questa volta in discesa, la ripidissima Via Mazzini che ci conduce fino al parcheggio e ripresa “Giuditta” ci rechiamo nel parcheggio della Fortezza di Albornoz circondata da torrioni e possenti bastioni. Al suo interno, da un’ampia area verde, si può godere di una veduta mozzafiato sul Duomo ed il Palazzo Ducale; c’è anche un bar dove sostiamo un po’ bevendo e deliziandoci del paesaggio.

Stefano alla "Fornarina"
Stefano alla "Fornarina"
veduta dalla Fortezza Albornoz
veduta dalla Fortezza Albornoz

Tornando verso il camper passiamo dai giardini pubblici, situati al termine della salita di Via Raffaello, nei quali si erge il monumento a Raffaello. Ceniamo e pernottiamo lì insieme ad altri camper (parcheggio tranquillo) approfittando della posizione per ammirare Urbino di notte tutta illuminata.

Domenica 4 aprile 2010

Nel nostro programma c’era la visita di Urbania e Mercatello sul Metauro, ma per raggiungerli avremmo dovuto ripercorrere a ritroso la strada tutta curve fatta per arrivare ad Urbino. Decidiamo quindi di dirigerci verso il mare e percorsi 80/90 Km arriviamo a GRADARA, insignita della Bandiera Arancione del TCI. Il borgo, che ancora oggi conserva l’impianto quattrocentesco, ha un giro di mura esterno lungo circa 700 metri ed è veramente bello.Parcheggiamo nei pressi della porta d’ingresso (dopo aver contattato la Polizia Municipale) ed oltrepassato l’arco la strada davanti a noi si erge ripida fino alla Rocca.

Decidiamo di farla a tappe: un tratto di faticosissima salita e la visita delle stradine laterali che sono in piano e ci consentono di ammirare gli splendidi scorci del borgo e delle mura esterne.A forza di tappe arriviamo fino al Castello dove, poco prima, si erge la Chiesa di San Giovanni Battista della fine del XIII secolo. All’interno uno splendido crocefisso ligneo del ‘400. La Rocca, proprietà per lunghi anni dei Malatesta ed in seguito degli Sforza, è ricca di opere d‘arte, antichi mobili, decorazioni alle pareti ed ai soffitti, ma purtroppo non accessibile a noi.

Gradara
Gradara
Gradara – Mura
Gradara – Mura

Ricominciamo a scendere e siccome qualche goccia di pioggia sta cadendo su di noi entriamo nel Museo Storico; quello che possiamo vedere all’interno (armi e strumenti di tortura) ci dimostra ancora una volta quanto l’essere umano può essere violento e brutale.Pranziamo nella “Pizzeria da Berto”, fuori le mura, gustando delle ottime piadine (Via Mancini, 11 – tel. 0541.964528).Ci spostiamo poi con “Giuditta” nel parcheggio P1 riservato in parte ai camper e passiamo un pomeriggio di relax sotto una pioggia battente che si protrarrà per tutta la notte.

Lunedì 5 aprile 2010

Continua a piovere e fa anche freddo, per cui decidiamo di prendere l’autostrada A14 e di rientrare. Il traffico è intenso e per l’ora di pranzo siamo a Roncobilaccio sull’A1 dove ci fermiamo a mangiare. Ancora pochi chilometri e nel primo pomeriggio siamo a casa.Sia Urbino che Gradara meritano, secondo noi, di essere visitati in maniera capillare poiché sono veramente belli e, Urbino in particolare, possiede una ricchezza di arte, cultura, edifici e storia che merita di essere scoperta e assaporata al massimo. Noi abbiamo visitato quello che era possibile e siamo felici di quanto abbiamo potuto vedere.

Tags: Marche
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