Chi ancora non conoscesse questo singolare happening arrivato alla sua quinta edizione, può pensarlo come una sorta di contenitore ideato dalla stessa comunità feltrina su suggerimento dell’editore Luciano Vanni: dentro a questo contenitore ci stanno tante realtà accomunate dalla musica (e non solo jazz) che si potranno scoprire e capire solo se si vivranno assieme le tre giornate mossi dalla curiosità e dal non volersi lasciarsi sfuggire l’occasione di esserci e condividere. Quest’ultima è la parola chiave attorno alla quale nasce tutto, un festival “dal basso”, un esperimento sociale e culturale messo in piedi senza fondi pubblici, in crowfoundig, mediante sharing economy per fare inclusione sociale. I primi protagonisti sono proprio i cittadini di Feltre; come vuole il movimento Civitates, si sono presi l’incarico di ospitare a casa loro i 300 musicisti e di pensare a come e dove programmare le loro performances. Il programma di massima prevede che la mattina i feltrini accompagnino turisti e musicisti in percorsi alla scoperta del territorio e delle sue opportunità: dal volo in parapendio alla scoperta dei capolavori del ferro battuto, alle ville venete, alla biodiversità non tralasciando l’antica arte di fare il formaggio o le prelibatezze enogastronomiche del territorio che vuol essere valorizzato nell’ottica di un turismo culturale e sostenibile, con patrocinio UNESCO. Il primo pomeriggio invece si rientra in città per seguire le attività che vanno incontro a tutti i gusti, dai laboratorio di illustrazioni per l’infanzia alle percussioni, al teatro (con la novità dei Corti Teatrali) agli incontri con giornalisti, fotografi, mostre, sfide calcistiche per beneficenza con la Nazionale Jazzisti… Sono allestiti anche due studi di registrazione e un set televisivo. E poi con le luci del tramonto la suggestiva cittadella rinascimentale di Feltre e alcuni locali individuati come Jazz Club, si faranno cornice per un centinaio di concerti e di performance che si avvicendano: protagonisti saranno musicisti affermati e stelle nascenti della musica prevalentemente jazz, oltre a 6 band di universitari americani, uniti dalla passione musicale e pronti a far nascere nuovi sodalizi e progetti dato che tutto il materiale audio e video prodotto sarà royalty free. Inoltre i concerti saranno uniti a valori etici che si imperniano sul volontariato: il concerto di Gegè Telesforo per UNICEF, la presentazione del Cd della pianista Cettina Donato per finanziare una residenza per ragazzi autistici, il concerto di Leonardo De Lorenzo all’interno dell’Ospedale di Feltre per malati e familiari… Tutti i musicisti vengono per suonare senza cachet. Dalla mezzanotte invece le note si sposteranno di un paio di Kilometri, alla Birreria Pedavena dove sono previsti concerti e soprattutto le jam session che, nel nome dell’autentica improvvisazione jazzistica, daranno la possibilità di veder suonare uno accanto all’altro i mostri sacri del jazz e i giovani musicisti che li affiancheranno per fare un esperienza sempre interamente nel nome della condivisione. La tre giorni rimarrà come un esperimento sociale studiato dal CNR e documentato sul web e con docufilm. Info su Facebook e su www.jazzitfest.it







