E’ notorio che mete altrimenti afflitte da sovrappopolamento turistico, in bassa e media stagione svelano al vitatore meno disattento e superficiale le loro bellezze e i loro tesori.
Nel nostro caso un weekend sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. L’itinerario in questione, se svolto senza fretta e con attenzione alle bellezze del luogo, potrà rivelarsi particolarmente gratificante per chi, come il camperista, riesce dei luoghi che visita a scoprire la loro vera essenza.
Arrivati ad Arona e quindi alle sponde del lago, si incominciano a scoprire le caratteristiche delle cittadine che si specchiano sul Lago, nessuna oltre i 6000 abitanti, e molte ancora raccolte attorno a ben conservati centri storici.
Notevolissima la presenza di ville che costituivano altrettante prestigiose residenze, ora per la maggior parte adibite a giardini botanici o musei, quando non a prestigiosi centri congressi.
Ma andiamo con ordine.
Ad Arona si arriva dalla A26 (o dalla A8 per chi arriva da Milano) Alessandria -Gravellona Toce, uscita casello Arona.
Difficile per i camper (come purtroppo per tutto il tragitto) la sosta direttamente sul lungolago, ma in bassatagione non sarà un problema accostarsi alle curate passeggiate per incominciare a respirare l’aria di uno dei più bei Laghi d’Italia.
Ad Arona, e più precisamente nei suoi dintorni, essendo la patria di S.Carlo Borromeo, merita una visita la colossale statua in rame e bronzo alta 23,40 mt., eseguita nel 1697, segnalata già dalla statale lungolago
Proseguendo poi sulla suddetta statale, si arriva a Stresa.
E’ in questa cittadina che più comodamente ci si può imbarcare per la visita alle isole Borromee, e in particolare all’Isola dei Pescatori e all’Isola bella.
Il primo parcheggio che si trova presso l’imbarcadero è vietato (toh! che novità…) ai camper, e così (da quest’anno) il parcheggio sul lungolago all’ingresso del paese.
Si può proseguire dopo il centro, per seguire le indicazioni del parcheggio per camper.
Non perchè questo sia particolarmente “pregiato”(fondo erboso, non illuminato, alberi bassi…), ma perchè seguendo le indicazioni si giunge al grande slargo dove, parcheggiando (non per la notte: troppo vicino ad un bar…e poi tanto per cambiare è vietato ai camper…ma in bassa stagione fanno stare), si può scegliere che fare prima: se sfruttare l’imbarcadero per visitare le isole oppure approfittare della funivia per il Mottarone (m.1497).
Passeggiare senza fretta tra le anguste e carattestiche viuzze dell’isola dei pescatori, tra un negozietto di souvenir e l’altro, è una esperienza da vivere senza fretta, scoprendo di volta in volta angoli caratteristici e scorci suggestivi di questo piccolo angolo refrattario allo scorrere del tempo.
Sontuosa ed elegante è l’ Isola Bella, , con il Palazzo (1632) ricco di testimonianze artistiche barocche, e giardino altamente scenografico, purtroppo chiuso alle visite in bassa stagione, ma anche in questa ricca di bar, ristoranti, bancarelle di souvenir di ogni tipo…
Da Stresa, si prosegue per arrivare a Baveno
In questo comprensorio vanno ricordate, oltre alle ville ottocentesche (che si ritrovano un po’ dappertutto sulle sponde del lago), le cave di granito rosa, con il quale sono stati realizzati importanti monumenti un po’ in tutto il mondo.
Al centro della città notevole il complesso della collegiata costituito da Chiesa e Battistero.
Ma il fatto che tutta la zona dall’ottocento è meta di turismo, può essere degnamente dimostrato dal fatto una delle belle ville del luogo , villa Branca, quando si chiamava ancora villa Henfrey, ospitò la regina Vittoria…
Ma noi camperisti, per nulla impressionati da questa ostentazione di quarti di nobiltà, continueremo a bearci degli splendidi scorci che si aprono lungo il percorso, che a questo punto incontra, scostata dalla trafficata statale, quasi dove il Toce si butta nel lago, la piccola e deliziosa frazione di Feriolo.
Noi abbiamo effettuato proprio lì una bella sosta notturna, usufruendo del piccolo ma tranquillo parcheggio al fondo del lungolago, prima dei complessi residenziali che anche qui sono venuti a rovinare le sponde di un bellissimo golfo sul quale il piccolo paese si specchia.
I lavori in corso che abbiamo visto lasciano purtroppo presagire il peggio, per cui…
Ma bando alle tristezze e alle considerazione sull’idiozia dei cementificatori selvaggi, e proseguiamo verso il capoluogo Verbania, comune costituito solo nel 1939 dall’unione dei terrirori di Intra e Pallanza.
Qui merita una visita Villa Taranto,(1875) con parco e giardino botanico di 20 ettari e una delle più ricche collezioni
al mondo di piante esotiche.
I paesi caratteristici si sprecano su queste antiche sponde, andando verso la Svizzera, ma la nostra attenzione, prima di rigirare la prua verso casa, è attratta dalla bellissima Cannobio.
A soli 7 Km. dal confine con la Svizzera,ultimo comune italiano sulla sponda occidentale, è una cittadina veramente deliziosa.
Passeggiare fra le sue linde viuzze, che ricordano le sovrapposizioni di epoche e stili diversi, farà passare le nostre ore che ci separano dal ritorno in bellezza.
Passato l’interessantissimo centro, e scesi (letteralmente) sul lungolago, le caratteristiche abitazioni messe una accanto all’altra, di epoche e stili diversi, ci faranno presto rendere conto che Cannobio vale da solo un viaggio.
Se si vuole fare una digressione procedendo lungo la strada della valle Cannobina si trova l’attrazione naturale dell’ Orrido di Sant’Anna.
E se fino ad ora per la sosta sono stati problemi con divieti e posti irraggiungibili, vale invece la pena di rimarcare l’ottima sistemazione che qui viene riservata ai camper.
L’area di sosta riservata, della quale abbiamo saputo l’esistenza grazie all’ottima segnalazione sul sito, è veramente ben strutturata.
Fondo in mattonelle forate, piazzole delimitate, presenza di camper service, acqua e servizi.
E se anche se l’accesso piuttosto contorto lascerebbe presagire una distanza proibitiva dal centro, è invece assai comoda per effettuare comode passeggiate.
Trovarla è semplice: all’ingresso del paese, seguire le indicazioni (prima svolta sulla sinistra) molto precise e…attenti solo ai muretti!
Lascia solo un po’ perplessi il cartello all’ingresso che raccomanda di non fare schiamazzi dopo le 23 per non disturbare la case vicine…evidentemente chi ha redatto la segnaletica aveva una idea un po’ strana delle abitudini dei camperisti…
Dopo Cannobio, se non si ha intenzione, per tornare indietro, di “girare intorno” al lago (il che comporta necessariamente lo sconfinamento in Svizzera), l’unica è tornare sui propri passi, lungo la stessa strada dell’andata, magari per vedere se ci siamo persi qualcosa…e ripromettersi di tornare ancora quando la primavera avrà incominciato ad abbellire ancora di più Paesi e sponde di questo piccolo gioiello che è il Lago Maggiore.
Il diario è stato scritto dal nostro amico Beppe Finello
Note:
Il posto migliore per pernottare tranquillamente è senz’altro l’area di sosta di Cannobio.
Vi sono, oltre a numerosissimi divieti, anche altri parcheggi riservati per camper, ma nessuno con la qualità dell’area suddetta.
C’è comunque da dire che in bassa stagione la sosta, come ci ha rivelato un addetto ai battelli che fanno servizio per la visita delle isole, è sufficentemente tollerata.
Nessun problema per trovare il modo di visitare le isole: appena si sosta si viene letteralmente “braccati” (in bassa stagione, naturalmente…) dai proprietari delle piccole imbarcazioni che svolgono tale servizio.







