Lettera aperta del Presidente della Confederazione Italiana Campeggiatori, il Dott. Gianni Picilli indirizzata ieri alla Dott.ssa Isabella Cocolo Presidente Coordinamento Camperisti, all’Ing. Paolo Bicci Presidente A.P.C. e al Signor Vittorio Dall’Aglio Presidente Assocamp.
Calenzano, 9 novembre 2011
Gent.ma Isabella Cocolo Presidente Coordinamento Camperisti FIRENZE
e p c
All’Ing. Paolo Bicci Presidente A.P.C. TORINO
Al Signor Vittorio Dall’Aglio Presidente Assocamp ROMA
OGGETTO: Turismo itinerante ed utilizzo dell’autocaravan
Cara Presidente,
desidero inviare questa mia alla Tua organizzazione, ma anche all’APC ed all’Assocamp, prendendo spunto dai tanti e recenti documenti inviati “gurbi et orbi” dal sempre preciso Pierluigi Ciolli e da Te in merito alla sicurezza dei nostri amati autocaravan ed alla relazione redatta dai VV.F. di Livorno.
In realta, quasi ogni anno “salta fuori” (da un magico cilindro) un documento, spesso concepito su misura, utilizzato proprio per avversare non tanto il nostro hobby, quanto una forma di turismo che da decenni non ha mostrato significativi segnali negativi.
Certamente, il voler sostenere che, oggi, l’autocaravan sia un veicolo estremamente pericoloso perche potrebbe incendiarsi e causare danni, mi sembra veramente puerile. Potremmo discutere della pericolosita di tante cose, tollerate dallo Stato e da noi cittadini. Ma non e questo il problema.
La Tua organizzazione si sta adoperando per far annullare con urgenza una relazione prodotta dai VV.F. che potrebbe determinare una serie infinita di conseguenze “a cascata”. Di conseguenza ha invitato tutte le altre consorelle alla mobilitazione generale. Siete anche pronti a presentare ricorsi, come sempre ben motivati, all’Autorita Giudiziaria. Come Ti avra detto Pierluigi Ciolli, anche
Confedercampeggio si e subito attivata, contattando questo o quel personaggio, questa o quella Organizzazione o Ministero. Lo ha fatto, come sempre, con un minimo di discrezione oltre che fermezza.
E’ pur vero che, oggi, ci troviamo di fronte ad una crisi economica che travalica i nostri confini e va seguita con grande attenzione e prudenza. Una crisi che, speriamo finisca presto, lascera in tutti noi un profondo segno.
Dovremo tutti, pertanto, modificare la nostra mentalita ed anche il nostro agire prendendo atto di una nuova realta. In Italia – forse per un decennio – non si costruiranno piu 18-23mila autocaravan e, non assisteremo piu alla vendita forsennata di migliaia di v.r..
Credo che il reale fabbisogno del Popolo Italiano dovra coincidere con gli attuali non elevati numeri, piu rispondenti alla realta; forse potranno aumentare solo attraverso un auspicabile aumento delle esportazioni, previo ovvio salto di qualita e di competitivita dei nostri prodotti. Ma la crisi economica attuale ha messo in luce anche un altro problema che mi permetto farTi evidenziare. Non basta produrre, non basta vendere, non basta esporre i v.r. alla Fiera di Parma. Non bastano piu semplici ed economiche operazioni di lifting su modelli prodotti nell’anno precedente.
Oggi e necessario offrire al proprietario di un autocaravan (ed anche al futuro acquirente) precise indicazioni sullfutilizzo.
A cosa serve produrre e vendere un v.r., se poi nel nostro Paese non possibile utilizzarlo al meglio? A che cosa serve produrre ed acquistare un simile veicolo quando poi lo Stato, attraverso i propri organismi, lo dichiara pericoloso per la sicurezza dei cittadini e lo ritiene un bene di lusso al pari del “barchino” di tante persone benestanti? Viviamo in un’epoca di grande consumismo nella quale ne noi . come organizzazioni di volontariato impegnate nel settore . Ne tantomeno i Costruttori ed i Rivenditori siamo riusciti a richiamare l’attenzione dei politici sul turismo itinerante.
A me sembra che con la scomparsa fisica dei nostri padri inventori della caravan e dell’autocaravan, e della loro italica genialita, sia finita anche un’epoca: quella del turismo in liberta. Non parliamo, poi, dei campeggi che . sempre piu . si stanno trasformando, soprattutto in Italia, in “villaggi residenziali”.
Ecco, allora, che il nostro amico campeggiatore e nostro iscritto rimane perplesso e confuso dinanzi una assurda realta: egli acquista un v.r., dopo aver ceduto alle lusinghe della campagna pubblicitaria (magari sopportando una rateizzazione decennale), ma non sa dove porlo in rimessaggio o dove andare per visitare luoghi e scoprire tradizioni enogastronomiche e folcloristiche.
In una situazione cosi critica e, per taluni, anche esasperata al massimo, pensi che rientri tra i doveri delle organizzazioni dei campeggiatori promuovere azioni legali (a tutela non di un democratico uso del veicolo ricreazionale, bensi della qualita di un prodotto)?
Secondo me no. Noi non abbiamo investito denaro in questo settore, ne siamo deputati alla costruzione o vendita dei veicoli ricreazionali. Del resto, non dimenticare quanti e quali documenti siano stati depositati dai
Costruttori in sede di richiesta omologazione di un prototipo! Secondo me, a difendere la qualita del proprio prodotto, dovranno scendere in campo solo i Costruttori magari d’intesa con i Rivenditori e sostenuti dal ovimento dei campeggiatori. Lo dovranno fare, senza alcun ulteriore e pericoloso indugio, per promuovere non la vendita “sic et simpliciter” del veicolo, bensi la qualita e sicurezza del prodotto.
Sara, invece, compito nostro propagandare i vantaggi del nostro hobby e l’utilizzo di quel prodotto.
Sono certo che, i Costruttori renderanno note le relazioni che accompagnano la omologazione di una caravan e/o di un autocaravan (che contrasteranno con la relazione dei VV.F. di Livorno). Al momento non reputo necessario ricorrere all’A.G. anche perche sono convinto dell’inutilita stante l’esistenza di documentate e puntuali relazioni italiane ed europee depositate presso i nostri competenti Ministeri. Comunque, per assurdo, non dimenticare che, nell’attuale sistema giuridico italiano, la responsabilita per gli eventuali vizi della cosa venduta ricade sul venditore, nei confronti del compratore.
Tale orientamento e stato, peraltro, ribadito dalla Direttiva europea 99/44/CE, recepita nel 2002, che disciplina la materia relativa alla garanzia sui beni di consumo.
A noi, in conclusione, associazioni di volontariato compete un altro importante ruolo. Dobbiamo promuovere . anche di concerto con i protagonisti del settore . campagne per sensibilizzare ovunque (in Parlamento, nei Ministeri, nelle Regioni e nelle realta locali) l’opinione pubblica sulla bonta del nostro hobby e sulla validita degli strumenti che noi utilizziamo non tanto per andare in vacanza, bensi per usufruire al meglio del poco tempo libero che ci e rimasto, causa anche la crisi economica ed i licenziamenti e la cassa integrazione.
A noi, associazioni di volontariato, spetta il compito di sollecitare e richiedere con forza una apposita riunione tecnica . presso questa Sede in Calenzano o presso la Sede APC di Firenze. da tenersi nellìarco massimo di 10
giorni, coinvolgendo sia i Costruttori, sia i Rivenditori, sia questo Ente morale e l’A.N.N.C. promotrice del ricorso giudiziario in difesa di un camperista ingiustamente contravvenzionato a seguito della negativa relazione del Comando dei VV.F. di Livorno.
Stai pur certa che, piu che agire in difesa di un prodotto, Confedercampeggio non esitera a pubblicizzare, nelle forme piu capillari possibile, l’inutilita di acquistare un veicolo ritenuto pericoloso. Però, vorrò
vedere come fara l’Italia a non importare e far circolare piu simili mezzi dall’Europa, ma anche come faranno la Germania, la Francia, la Gran Bretagna a non esportare piu simili prodotti in Italia .
Sono e siamo tutti convinti che quella relazione, scritta con grande disinvoltura e superficialita, possa in realta essere solo dannosa per il turismo e per l’economia nazionale. Comunque ci fara cadere nel ridicolo, ancora una volta.
Cordiali saluti ed auguri di buon lavoro







