Strano destino quello di Treviso. Situata nella pianura veneta, per 408 anni dal 1389 a 1797 ha” coperto le spalle” alla repubblica di Venezia da attacchi nemici provenienti dalla terra ferma. In caso di pericolo, i territori della Marca Trevigiana venivano allagati dalle acque risorgive del Sile ed il nemico si trovava la strada verso la Serenissima sbarrata. Al fiume bisognerebbe assegnare una medaglia d’ oro al valore militare per aver difeso con onore i Veneziani.
Le acque che formeranno il Sile escono allo scoperto in pianura a 20 km da Treviso. Questo corso d’acqua detiene un primato: è il più lungo fiume italiano, di acque risorgive quasi 100 km che nasce in pianura. Sono acque che provengono direttamente dalle Dolomiti dove il terreno essendo calcareo le convoglia nel sottosuolo. Mentre In pianura riemergono a contatto con il terreno argilloso, formando prima un acquitrino paludoso per poi ‘incanalarsi nel proprio alveo
Una volta raggiunto Treviso il Sile vagola liberamente nel centro storico e, in prossimità del ponte Dante, incontra le acque del fiume Ottanica. Qui i corsi si congiungono e uniti guadagnano il mare.
Treviso è una città di terra che ha sempre vissuto di agricoltura a differenza di Venezia, città di mare dedita al commercio. Da un punto di vista artistico, culturale e storico le due città sono diverse ma complementari.
La Treviso che vediamo oggi rinasce in pratica nel ‘500, quando, per fortificarla maggiormente, i veneziani fanno costruire una nuova cinta muraria con solo due porte di accesso, al posto delle tredici che contava in precedenza.
Percorrendo le strade del centro storico medioevale si scorgono suggestivi canali che lambiscono sontuosi palazzi, chiese, conventi (ve ne erano 22) e monumenti sorti nel periodo comunale.
Alcune nozioni scolastiche sono qui d’obbligo: ai tempi di Carlo Magno ( 714 – 768), Treviso, diventata capitale di un territorio di confine all’epoca indicato col termine di “marca” – da cui “Marca Trevigiana” – fu sede della più importante zecca italiana di allora. La chiesa di San Francesco, del 1200, ospita le spoglie di Pietro, figlio di Dante, e di Francesca, figlia di Petrarca.Il convento domenicano di San Nicolò (tredicesimo secolo) è il monumento più rappresentativo della città quale esempio di “romano gotico” nel veneto. Vi si trovano gli affreschi più significativi di Tommaso da Modena, primo artista in assoluto a ritrarre in un affresco gli occhiali posti sul volto di un Cardinale, Ugo da Provenza.
Ma non voglio dilungarmi con nozioni culturali, di cui le guide cartacee abbondano. Treviso va visitata a piedi per scoprirne i momenti più suggestivi allorché, ad esempio, gli alberi e i palazzi si duplicano immergendosi nei canali al calar del sole. Questa città è diventata anche faro del turismo culturale itinerante dei fine settimana per via del Palazzo Carraresi ( dal nome di un’antica famiglia padovana) che si trova nel punto più suggestivo Qui vengono ospitate periodicamente mostre sempre eccellenti.
Quella allestita ora, sul tema delle religioni dell’ India , sta richiamando visitatori da tutta Italia. L’altra chicca da non perdere assolutamente si trova al “Museo Civico”: si tratta di una collezione di manifesti pubblicitari (25 mila) che vanno dal 1840 al 1962, raccolti da Ferdinando Salce.
Il Sile da tempo ha abbandonato gli impegni militari, poi divenuti artigianali, quando faceva muovere in città le pale dei mulini. Oggi è diventato la gioia degli sportivi che a piedi o in bicicletta lo conoscono palmo a palmo.
Ma non solo: nelle sue acque non inquinate, in quanto sgorgano pure dal sottosuolo, vengono allevati pesci di acqua dolce: la Trota Iridea, originaria del Nord America,* la Trota Iridea Albina, ottenuta negli USA* ed allevata poi in Giappone, la Trota Fario o di fiume diffusa in tutta Europa, (che)può superare i 10 Kg. di peso, l’ Almerino , originario del versante orientale del Nord America( che fu ) e introdotto in Europa verso la fine del secolo scorso, può raggiungere i 4 Kg., lo Storione Beluga dalle cui femmine che hanno raggiunto un’età di almeno 10 anni si estraggono le uova per produrre il famoso Caviale Beluga.
Alcuni specie possono raggiungere 15 quintali di peso e 9 metri di lunghezza, Carpa Comune : lunghezza oltre 1 metro, peso oltre 20 Kg, vive fino a 25 anni, Carpa Erbivora : originaria della Cina, lunghezza oltre 1 metro, peso fino a 30 Kg, Pesce Gatto: originario delle regioni centrali ed orientali degli USA, lunghezza fino a 50 cm, peso fino a 1,5 K, Pesce Gatto Americano : può raggiungere il peso di 5 Kg, Anguilla del Sile : può depositare fino a 500 milioni di uova, Tinche Cristina (quarta generazione). sarà lieta di accogliervi nel parco del Sile dove vengono allevati e dove si possono osservare tutte le fasi del ciclo produttivo dei pesci, partendo dalle uova.
TROTICOLTURA S. CRISTINA (9 km da Treviso) , Via Chiesa Vecchia n. 14 , S. Cristina Quinto di Treviso (TV) tel. 0422 379142-E-mail: troticolturascristinasnc@virgilio.it – www.paginegialle.it /storione del sile.
Le acque risorgive della Marca Trevigiana sono anche l’alimento principe del famoso Radicchio rosso di Treviso IGP, figlio legittimo della cicoria. Viene coltivato nei campi, quindi estirpato e ogni pianta è successivamente posta a contatto con l’acqua risorgiva( acqua che torna alla luce dopo 10 mila anni).
Questo per circa due settimane durante le quali la pianta prosegue lo sviluppo vegetativo. II nucleo centrale delle cicorie nate e cresciute nell’ acqua sorgiva si trasforma nel Radicchio rosso di Treviso IGT.
Quello che troviamo in commercio altro non è che l’anima bianca del radicchio, mondato del 70% delle foglie esterne, (che vengono – volutamente tolte -per per servire quindi ai commensali la parte più nobile e prelibata del pluriblasonato “Radicchio Rosso di Treviso”.
Anche in questo caso il consiglio è d’obbligo: andate a visitare un’ azienda che produce “Radicchio Rosso“. (Noi) Vi consigliamo l ‘Azienda Agricola Bellia Claudio: Via Tito Speri – Cappella di Scorzè (Ve) cell. 335373161 www.belliaclaudio.it (11 km da Quinto di Treviso).
Qui è possibile vedere il ciclo produttivo del radicchio e comperare i prodotti dell’ Azienda tra cui la rarissima birra artigianale, ottenuta con il luppolo fresco ivi coltivato. ( le birre commerciali utilizzano quello essiccato).Da Treviso a Monastier km 20.Qui è stata organizzata, a cura di Nicola Ucci, (promoter della manifestazione ,) la “14° Borsa del Turismo Sociale ed Associato” svoltasi il 15 marzo scorso.
Questo workshop ha fatto convogliare nella splendida “Villa Fiorita” 70 buyer esteri e italiani che hanno incontrato seller del nostro paese ed europei. Una manifestazione di successo che ha visto il coinvolgimento del “Consorzio Marca di Treviso”, la massima espressione locale, sostenuta dagli imprenditori e nata per promuovere il turismo nel territorio (www.marcatreviso.it ).
Al “Park Hotel Villa Fiorita“, in occasione della ricorrenza del centenario della Grande Guerra, è stata allestita una mostra che ripercorre la permanenza nel Veneto di Hemingway quando, nel 1918, giovane diciassettenne, vi giunse al seguito della Croce Rossa Americana con il grado di tenente e qui fu ferito.
In questa terra Hemingway lasciò anche parte del suo cuore tanto che ne ebbe un ricordo perenne. Vi tornò spesso e citò questa sua esperienza anche in talune sue opere. La mostra è aperta al pubblico e da Monastier partono itinerari che ripercorrono i percorsi utilizzati dai soldati durante la Grande Guerra.
Proseguiamo il nostro excursus gastronomico in terra trevigiana visitando il Caseificio di Roncade (6 km da Monastier), attività che risale al 1934. Vi si producono 26 qualità di formaggi tra freschi, speziati, stagionati e ricotte, (che vengono) venduti a prezzi competitivi. “Caseificio di Roncade”, Via Pantiera, Roncade Tel: 0422 708872 www.caseificiobettiol.it .
Nel pomeriggio propendiamo per una visita a Portobufolè che dista 32 km da Roncade. In realtà sono due gli obbiettivi che ci attraggono: (uno è) la sontuosa “Villa Giustinian” (1694), ora maestoso residence della famiglia Gianni, restaurata a cura di Nathalie Berto-Christ, a cui non manca certo lo spirito di ospitalità. È possibile visitare le otto suite che occupano il corpo centrale della villa.
Ambienti di particolare valore storico, ricchi di affreschi, stucchi e fregi. Ospitarono nei secoli , oltre alla famiglia imperiale d’Austria, illustri personalità della Chiesa, della Repubblica Veneziana e degli Stati con cui i Dogi ebbero rapporti.
La cucina del raffinato ristorante ha conquistato un posto di tutto rispetto nella migliore gastronomia della “Marca Trevigiana” proponendo con fantasia e innovazione i grandi piatti della tradizione locale. tel . www.villagiustinian.it ,Tel 0422 850244 Portobufolè nato come porto fluviale romano, nel 1339 passò ai veneti.
Nel 1911 fu deviato il fiume Livenza, il che provocò lo spopolamento del borgo. Da un punto di vista architettonico (il paese) non è più mutato da allora e (tuttora) continua ad essere poco abitato.
Aggirandosi per i vicoli, le strade e le piazze di questo piccolo borgo si prova la sensazione che il tempo si sia fermato al ‘500, epoca in cui fu costruito. In località Musile di Sussegana, a 36 km da Portobufole, si può visitare una tenuta agricola dalle dimensioni straordinarie (1300 ha) che, grazie alla lungimiranza dei proprietari dal cognome altisonante – Collalto di nobile stirpe – ha imboccato la strada del turismo sostenibile. Questo lembo di paradiso si chiama Borgoluce.
Visitandolo (questa azienda) si riacquista il senso dello spazio ed è una esperienza da vivere compiutamente soggiornando nelle case agriturismo con tanto di piscina naturale, fruibili durante soggiorni lunghi o brevi. Cavalli, bovini, suini e pecore crescono liberi secondo natura. Sulle colline, i vigneti si alternano a boschi e nei terreni di pianura vengono coltivati mais, frumento e orzo. L ‘energia è autoprodotta .
Nello spaccio autogestito sono messi in vendita esclusivamente prodotti “nati” in azienda: vino – nove etichette provenienti dai vitigni di Merlot, Pinot, Cabernet e , da cui deriva il prosecco di Valdobbiadene DOCG, carne bovina e latticini la mozzarella è prodotta con il latte delle bufale allevate sul posto.
Le altre 9 qualità di latticini comprendono formaggi, yogurt e panna cotta. Si trovano altresì noci, farina, olio extravergine di oliva, miele, salame, soppressa, pancetta, costella, ossocollo e cotechino. Completano l’offerta turistica: la visita al “Museo della civiltà contadina”, la “Fattoria didattica” e l’ “Osteria”, aperta al pubblico per sfiziosi pranzetti. Borgoluce località Musile di Sussegana tel 0438 435287 .www.borgoluce.it
Non si può lasciare la ” Marca nobilissima” (Provincia di Treviso) senza un doveroso omaggio al Giorgione, il fondatore della pittura cinquecentesca veneziana. Un suo celebre dipinto di trova nella sua città natale, Castelfranco Veneto. Nel duomo, nella cappella di destra, si può ammirare la “Madonna col bambino sul trono”(1503).
La domenica la cappella è chiusa. Treviso – Castelfranco Veneto km 28. Nel Veneto, le ville definite “palladiane” sono circa 3600 ma, quelle realmente del Palladio sono 26, una delle quali appartenente alla famiglia Emo, (da cui prende il nome) è situata a 8 km da Castelfranco Veneto.
Realizzata dal Palladio nel 1558, rimasta della famiglia fino al 2004, è iscritta al “Patrimonio della umanità” .E’ proprio in questo territorio che (si semina) per la prima volta fu seminato nel Veneto, il granoturco e la villa Emo svolse una funzione di rappresentanza e agricola nello stesso tempo: vedi le barchesse laterali. Le pareti delle stanze sono affrescate dallo Zelotti, collaboratore e seguace del Veronese. www.villaemo.org .
Dove rifocillarsi in Provincia di Treviso: Ristorante “Il Concerto” a Silea di treviso.www.titianinntreviso.com . Ristorante “Al Sile” in località Casier (specialità il tiramisu, dolce nato a Treviso ) www.trattoriaalsile.it . Ristorante “Le Calandrine” a Cimadolmo di Treviso. www.leclandrine.it
Dove dormire : segnaliamo Villa Braida a Mogliano Veneto tel. 041 457222.www.villabraida.com. Villa Braida si trova a Mogliano Veneto (12 km. da Treviso e 23 da Venezia): è il prototipo della villa veneta trasformata in albergo .
Ferdinando Braida, la cui genealogia risale al 1000 e vanta tra gli avi Ducati, Marchesati e una quarantina di Baronie. Dopo la prima grande guerra la villa ,passata a nuovi proprietari, va incontro ad un periodo di oblio fino al 1990, quando, per mani sapienti, viene adibita ad albergo per far sì che ogni pietra possa continuare a raccontare ai futuri clienti la sua storia.
Oggi Villa Braida offre lo charme di interni in stile veneziano immersi nel verde e nella quiete della campagna trevigiana. Entrare in questa nobile dimora è come fare un salto nel passato, tornare agli splendori delle ville venete dell’800 e rivivere atmosfere dal fascino antico. La Villa, si raggiunge facilmente con il nuovo passante di Mestre, si trova a soli 800 metri dalla uscita della autostrada. La stazione di Mogliano (linea Venezia-Trieste) è a pochi km.
Testo di Lamberto Selleri







