Di Isotta Bartoletti
Cosa c’è di meglio in estate di visitare un’azienda agricola che produce cocomeri… e gustarli dall’antipasto al dolce. Quella verso Lido di Spina (Ferrara) unitamente all’Alma Seges, il Gruppo Cico Mazzoni, l’Ortofrutta Castello, la Lorenzini Naturamica è una delle cinque imprese italiane riunitesi in Consorzio, con sedi in una decina di regioni (dalla Sicilia alla Lombardia), che seminano e raccolgono un cocomero talmente speciale da essere definito Dolce passione. Il termine nasce dalla genetica di nuova generazione rappresentata dalla cultivar Giotto, prodotto dalla ditta di sementi italiana Lamboseeds. La buccia che vira dal verde scuro al nero, in contrasto col rosso vivo dell’interno, non ha i tradizionali semi scuri, ma ne ha pochi, piccoli e bianchi del tutto inconsistenti. Il tenore zuccherino è alto, sui 12-13 gradi brix con una elevata conservabilità e resistenza nel trasporto. Il peso va dai 3 ai 6 kg, ma si pensa ad una produzione di cocomeri sul chilogrammo di peso per una fascia di consumatori per lo più single. Le modificazioni genetiche di questo prodotto partono da 10 anni di ricerca e non finiscono qui, si pensa oltre la pezzatura di modificarne il colore (polpa gialla). Il Consorzio commercia questo frutto della terra nella grande distribuzione organizzata (GDO) nazionale ed estera: Germania, Francia, Nord Europa… La produzione per ora va dalle 18 alle 20mila tonnellate. L’unico problema che attanaglia tutta l’agricoltura sono i cambiamenti climatici, dalla siccità con temperature eccessive ai diluvi universali che condizionano e incidono in maniera devastante sulle coltivazioni. Un altro aspetto che valorizza questo prodotto è la tracciabilità (tutti i passaggi che avvengono per ottenere il bollino “Dolce Passione”) e la sostenibilità nel coltivarlo. Nella semina vengono utilizzati teli in bioplastiche biodegradabili e compostabili per un ridotto impatto ambientale, quando si sa che molti ancora usano plastiche di origine fossili, meno care e di complesso smaltimento. Un accordo con Novamont ha permesso di utilizzare bioplastiche (dopo 15 anni di sperimentazione) che si dissolvono nel terreno e riducono l’impiego di fitofarmaci. L’uso di questo innovativo prodotto sia per frutta e verdura ne migliora la salubrità. Il cocomero o anguria è il frutto per eccellenza dell’estate. E’ un alimento fra i più rinfrescanti e idratanti, ricco di nutrimenti essenziali fra i quali il potassio e antiossidanti, sostanze importanti per la salute, inoltre ha pochissime calorie. Va gustato ad ogni ora, un po’ meno la sera perché essendo diuretico e depurativo (è acqua al 92%) c’è il rischio di doversi alzare di notte. E non da ultimo, sembra che mangiare cocomero sia utile per i maschi che hanno disfunzioni erettili.

Da questo incontro ho imparato che del cocomero non si butta via niente e può essere utilizzato in un menù dall’antipasto al dolce. Qualche esempio:
Insalata con anguria, cetriolo, formaggio (caprini, feta, formaggi molli…) foglie di menta, condita con olio evo e limone.
Il Consorzio Dolce Passione consiglia un risotto: Anguria e Champagne. Tostare il riso Carnaroli nel burro e cipolla, portarlo a cottura con un brodo al cocomero. Mantecarlo col burro, Champagne e Parmigiano. Decorare con il cocomero marinato.
Spiedini all’anguria: Infilare in uno spiedino cubi di anguria alternati a cetrioli (o il bianco dell’anguria), mozzarelline e foglie di basilico. Insaporire con una marinata di olio limone, sale e pepe.
E per finire Sorbetto al cocomero Dolce Passione, con l’aggiunta di Kirsch (o altro liquore fruttato). Prosecco se si preferisce meno alcolico.







