Le tre valli valdostane del Gran Paradiso posseggono un patrimonio eccezionale, fatto non solo di natura ma anche di cultura e tradizioni antiche, che vivono in castelli medievali e abitazioni rurali. Luoghi magici, capaci di regalare emozioni speciali…
Le tre valli valdostane del Gran Paradiso hanno un patrimonio eccezionale che si snoda su un vasto territorio di alte montagne dal fondovalle ai 4061 metri della vetta del Gran Paradiso. Un ambiente unico e protetto fin dal 1922, anno dell’istituzione del primo Parco Nazionale Italiano. Un habitat di flora e fauna ricche e variegate, ma anche un territorio caratterizzato da cultura e tradizioni antiche: castelli medievali e abitazioni rurali, luoghi intrisi di cultura e storia locale valorizzati attraverso ecomusei, centri espositivi, visite guidate e laboratori didattici.
La Fondation Grand Paradis nasce, di conseguenza, per valorizzare le peculiarità naturalistiche e culturali del versante valdostano del territorio Parco Nazionale Gran Paradiso. Il suo obiettivo è quello di sviluppare una nuova sensibilità nei confronti della natura e far rivivere la cultura locale ideando esposizioni temporanee e creando eventi a tema durante il corso dell’anno. Riunisce e rappresenta, quindi, i vari portatori d’interesse delle tre valli (la Regione Autonoma Valle d’Aosta, l’Ente Parco Nazionale Grand Paradiso, i Comuni e la Comunità Montana) nell’ottica di creare un’offerta naturalistica e culturale integrata sul territorio.
Il progetto denominato “Les Racines du Goüt” (di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia) pone come obiettivo anche la valorizzazione delle produzioni locali per guidare i visitatori alla scoperta dell’enogastronomia valdostana. Il Centro Visitatori del Parco Nazionale di Cogne, sede anche della Fondation, è stato inaugurato nel corso del 2007 e si presenta agli esploratori come un laboratorio di ricerca all’interno del quale studiare e capire gli eventi, approfondire la conoscenza dell’ambiente naturale e analizzare le scelte del Parco per l’utilizzo e la gestione del territorio. Presenta diversi argomenti legati alla vita, alla sopravvivenza, alle attività, alla presenza sul territorio di predatori.
I temi sviluppati dal Centro sono: l’Acqua, con modelli che mostrano gli effetti dell’acqua sul territorio e illustrano alcuni eventi alluvionali, il Bosco e il Pascolo con un’immersione “multimediale” nella vita del boscaiolo e la simulazione di scelte importanti per il mantenimento del bosco, la fauna e l’uomo. Il Centro ospita, inoltre, l’esposizione del Villaggio Minatori di Cogne e ripercorre la storia della miniera di magnetite la cui attività estrattiva, sviluppatasi in tempi remoti, ha raggiunto l’apice tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo.
Il percorso espositivo illustra la storia, la geologia, il complesso minerario e l’attività produttiva della miniera che ha caratterizzato l’evoluzione economica, sociale e storica del paese. Un’esposizione per “mantenere vivo il ricordo”. Cogne è un paese collocato nella parte meridionale della Val d’Aosta ed è caratterizzato da una vellutata distesa verde, i Prati di Sant’Orso, tutelato sin dal 1939 dalla disciplina sulla “Protezione delle bellezze naturali”. Incastonata ai piedi del massiccio del Gran Paradiso, questo territorio offre bellezze naturali che si estendono a perdita d’occhio verso le vette innevate, i pascoli e i corsi limpidi dei torrenti, facendo della località un’ambita meta del turismo estivo e invernale.
Nel mese di ottobre 2010 Cogne è stata ufficialmente riconosciuta “Perla delle Alpi”, ed è entrata dal 1° gennaio 2011, nel gruppo degli oltre venti Comuni che possono fregiare questo prestigioso marchio che ha come prerogativa di offrire ai propri ospiti vacanze di alta qualità, ecologicamente sostenibili, culturalmente stimolanti e ricche di esperienze uniche. L’Assessorato istruzione e cultura della Regione ha intrapreso, da parte sua, una serie di iniziative culturali finalizzate a promuovere il patrimonio storicoartistico presente sul territorio.
L’iniziativa “Chäteaux Ouverts – La Restitution”, nasce dalla volontà di rendere fruibili i castelli in parte già ristrutturati e quelli nei quali si sta lavorando in vista di una futura apertura. Il Castello Vallaise di Arnad è il risultato di più fasi costruttive che si sono susseguite nel tempo senza soluzione di continuità. Certamente di origine medievale, i vari interventi subiti hanno interessato sia l’ambito architettonico che il rifacimento della decorazione pittorica interna, ben rispecchiando il gusto e la cultura della famiglia Vallaise appartenente alla nobiltà di provincia del Ducato sabaudo.
Elemento interessante nelle sale del primo piano è il continuo rimando all’epopea femminile, come testimonia to dalle storie delle eroine bibliche Agar e Tamar e dalle donne forti che troneggiano nella galleria. Il castello Sarriod di Introd primitivo risale probabilmente al XII secolo. Ha subito due rovinosi incendi nella seconda metà dell’800 e successivamente restaurato all’inizio del ‘900. Il castello di Aymavilles è l’elemento più riconoscibile del paese valdostano per la sua posizione e l’architettura caratterizzata dalle quattro torri cilindriche che racchiudono un corpo centrale a base quadrata. L’edificio è stato ripetutamente rimaneggiato mutando la sua destinazione da quella difensiva a quella di elegante dimora signorile all’interno di un grande parco
A Introd un turismo legato alla cultura, all’agricoltura e alla natura
Introd, Maison Bruil, che ospita l’esposizione permanente dedicata alle tecniche di conservazione dei prodotti alimentari.
Introd, graziosa località abitata fin dall’era neolitica, è situata all’imbocco del Parco Nazionale del Gran Paradiso. È conosciuta per essere un luogo amato dai Pontefici, perché qui due Papi (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) hanno trascorso le vacanze alternando rilassanti escursioni in montagna a intensi momenti di preghiera, di lettura e di riflessione favoriti dalla quiete e dalla bellezza del luogo. Ma Introd è anche sede della Maison Bruil. Si tratta di uno dei maggiori esempi dell’architettura rurale del Gran Paradis, un’antica casa a funzioni concentrate, costruita presumibilmente nel 1683, nella quale tutti gli spazi necessari alla sopravvivenza di persone e animali erano raggruppati sotto un unico tetto.
La casa, di proprietà della Comunità Montana, si snoda su tre piani fra i vari ambienti tipici della casa tradizionale riportati alla loro funzione originaria. Ospita l’esposizione permanente “Conserver le souvenir… se souvenir pour conserver”, dedicata alle tecniche di conservazione dei prodotti alimentari, e ha l’obiettivo di far conoscere i prodotti tradizionali del territorio e l’evoluzione delle tecniche di conservazione dei prodotti alimentari nel corso dei secoli.
Nelle zone montane, come Introd, dove la terra riposa per lunghi mesi e non è coltivabile durante tutto l’anno, la popolazione ha potuto insediarsi soltanto dopo aver prodotto le risorse per cibarsi tra un raccolto e l’altro e aver studiato le modalità e i tempi di conservazione degli alimenti secondo principi fisici e chimici diversi: il freddo, la salatura, l’essicazione, l’affumicatura, l’isolamento dall’aria e dalla luce.
Ecco allora la “crotta”, posto ideale per la conservazione del latte, dei formaggi, della verdura (che si conservava leggermente interrata nella sabbia o nella terra fine), la “cucina”, méizòn in francoprovenzale, costituita da un focolare imponente al quale si appendeva una catena che sosteneva una pentola o un paiolo e nella quale la famiglia preparava e consumava i pasti, la ghiacciaia naturale, la “soffitta” dove si conservava il pane di segale, molto spesso da un anno all’altro, su grandi rastrelliere appese al soffitto fuori dalla portata dei topi.
All’interno di questo spazio è possibile scoprire il territorio e i suoi prodotti attraverso presentazioni e degustazioni guidate all’Atelier du Goüt appositamente allestito.
Testo: Rosy Ojetti
Foto: Fondation Grand Paradiso







