In occasione dell’apertura ufficiale delle feste del Carnevale 2019 di Offida, prevista per domenica 17 febbraio, vi portiamo alla scoperta della storia e delle tradizioni che rendono i festeggiamenti offidani assolutamente unici nel panorama carnevalesco italiano. Ringraziamo per gli scatti l’autrice Sonia Darini e il Comune di Offida per la collaborazione.

L’origine del carnevale, che si perde nella notte dei tempi fra tradizioni pagane ed istituzioni della Chiesa cattolica, è difficile, se non impossibile, da rintracciare. Bisogna così basarsi, per una collocazione temporale delle feste e dei divertimenti, sulle informazioni fornite da cronache, statuti e avvenimenti, risalenti ad un determinato periodo. Il carnevale che si svolge in Offida possiede tale pregevole dimensione storica di longevità plurisecolare, documentabile fin dal 1524, come citato in presentazione.
La passione ed il legame alla tradizione del carnevale sono profondamente radicati nella popolazione offidana, tanto che le feste carnevalesche tendono ad avere un carattere di ritualità, che permea l’intera città, almeno per una settimana. Anche se si respira un’immancabile aria di modernismo, specie nella musica e nei balli, la memoria storica del carnevale, in quelle sue tradizioni particolari, rimane e cerca di perpetuarsi nelle nuove generazioni.
Il Carnevale offidano si svolge ogni anno secondo un rituale fissato dalla tradizione, terminando il giorno delle Sacre Ceneri.
Seguono la «Domenica degli Amici», che precede di due settimane il Carnevale; la Domenica dei Parenti, una settimana prima del Carnevale; i «veglionissimi» al Teatro Serpente Aureo, la mascherata dei bambini del giovedì grasso, «Lu Bov Fint» (il bove finto) del venerdì e la fantasmagorica sfilata dei «Vlurd» l’ultimo giorno.
Il giorno della “Domenica degli Amici“, costituisce il prologo che precede di due settimane il carnevale (tenutasi il 17 gennaio), la “Congrega del Ciorpento“, fondata nel lontano 1948 dal compianto Marco Mercolini Tinelli ed altri suoi amici, esce strombazzante dal portone del cinquecentesco palazzo Mercolini, annunciando che si è entrati in pieno clima carnevalesco.
Le congreghe, i gruppi, le sette, creano aggregazione e senso di appartenenza; tutte insieme, quelle di antica tradizione e quelle più recenti, sono fondamentali per caratterizzare in musica e maschere l’intero periodo carnevalesco. La mattina del Giovedì Grasso, in apposita manifestazione istituzionale, una congrega viene scelta dal Sindaco di Offida come custode delle chiavi della città; da quel momento, il paese è simbolicamente nelle sue mani.

A completare le manifestazioni nelle vie e nelle piazze, si svolgono feste danzanti nei circoli, nelle case private, nei locali e soprattutto nel Teatro Serpente Aureo, con i celebri veglionissimi danzanti e la mascherata dei bambini, nel pomeriggio del giovedì grasso.
L’ultimo giorno di Carnevale, il martedì grasso, in Offida si mascherano praticamente tutti, alcuni sbucando da ogni parte con indosso il tipico guazzarò, altri mascherati con costumi più diffusi o di fantasia, per riempire piazze e vie tra urla, danze, scherzi di ogni sorta e lanci di coriandoli. Le fanfare musicali delle congreghe fanno da colonna sonora rallegrando ogni luogo del centro cittadino.
All’imbrunire centinaia di uomini e donne mascherati, con lunghi fasci di canne accesi sulle spalle (vlurd), partendo da piazza XX Settembre, percorrono, spesso barcollanti e non per stanchezza, Corso Serpente Aureo, via Garibaldi, via delle Merlettaie e piazza Valorani per poi raggiungere Piazza del Popolo, al cui centro dispongono li vlurd ancora in fiamme. Quando il fuoco pagano che incendia la piazza si spegne, torna sovrano il silenzio, foriero di pace quaresimale.

Li vlurd
Col termine vlurd, come detto, si indicano dei fasci di canne imbottiti di paglia, di lunghezza variabile, che vengono accesi e portati a spalla da centinaia di uomini e donne mascherati, spesso con lu guazzarò, lungo le vie del centro, la sera del martedì grasso.
Il crepuscolo e l’atmosfera medievale dell’abitato di Offida, conferiscono a questa sfilata una suggestione particolarissima. Essa termina nella piazza principale, dove l’accatastarsi dei vlurd, genera un grande falò intorno al quale si balla in circolo. Vlurd ha etimologia comune al termine bagordo, che nell’uso comune equivale a baldoria, bisboccia, gozzoviglia.
Questa tradizione segue l’antica ritualità italica del fuoco che, con il suo potere di suggestione, rappresenta un cerimoniale di purificazione e consacrazione, tanto da giungere ad un continuum che lega riti pagani a tradizioni cattoliche.
Ne sono testimonianza i falò sardi, carichi di simboli arcaici accesi nel giorno di Sant’Antonio Abate, che proseguono per tutta la durata nei vari carnevali in Sardegna, quelli in Molise, in Sicilia, in Liguria ed un po’ ovunque in Italia, come la famosa torciata di San Giuseppe a Pitigliano (GR), nella quale ho riscontrato assoluta somiglianza con i vlurd offidani.

Lu Bov fint
Con inizio nelle primissime ore del pomeriggio, verso le 14,15, un rudimentale bove, costituito da un’intelaiatura di legno e ferro, coperta con cura da un panno bianco bordato di rosso, viene portato a spalla da un ragazzo mentre un secondo, a lato, ne stabilisce velocità e direzione. La fantasia della coppia dei portatori di turno, produce ripetute corse, impennate e talvolta incornate del tutto innocue.
Quasi tutti i partecipanti indossano lu guazzarò, una semplice casacca di tela bianca bordata di rosso spesso decorata e dipinta. Con urla e schiamazzi, essi danno origine a movenze e corse che ricordano le tipiche feste taurine all’aperto spagnole, come quella celebre di San Fermín a Pamplona.
Il percorso che attualmente si segue, sviluppa dal quartiere Cappuccini al Centro Storico di Offida, durante il quale le molteplici soste di ristoro previste, vengono prese d’assalto per le copiose bevute dei partecipanti, che nel frattempo sono aumentati in numero considerevole.
La festa, la corsa e le libagioni si protraggono per l’intero pomeriggio fino a quando, all’imbrunire, si procede al rito simbolico dell’uccisione de lu bov fint, spinto a forza contro la terzultima colonna da sinistra del loggiato inferiore del Palazzo Municipale.
L’atto finale è una processione del bove matato per le vie del paese, al canto di quello che, da inno risorgimentale, è ormai a pieno titolo inno del carnevale offidano: Addio del volontario (Addio mia bella addio o Addio Ninetta Addio), composto nel 1848 da Carlo Bosi.

IL PROGRAMMA
Domenica 17 Febbraio
Centro Storico dalle ore 15,00
– Domenica degli amici –
Musica e allegria
con le Storiche Congreghe offidane
Sabato 23 Febbraio
“Bentornato Carnevale” festa del Tesseramento socio Pro Loco Offida
Domenica 24 Febbraio
Centro Storico dalle ore 15,00
– Domenica dei Parenti –
Musica e allegria
con le Storiche Congreghe offidane
Giovedi Grasso 28 Febbraio
Ore 12,00 Teatro Serpente Aureo
Consegna delle chiavi della Città da parte del Sindaco, ad una delle Storiche Congreghe offidane
Ore 15,00 Teatro Serpente Aureo
– BAMBINI IN MASCHERA –
Ingresso omaggio a tutti i bambini
concorso a premi per bimbi in maschera
Dalle ore 22,00 Centro Storico
Musica e allegria
con le Storiche Congreghe offidane
Venerdi 1 Marzo
ORE 09.00 bov fint dei piccoli
ORE 10.00 bov fint dei ragazzi
Ore 14,15 – lu Bov Fint
Sabato 2 Marzo
Ore 22,00 – Teatro Serpente Aureo
– VEGLIONISSIMO –
Domenica 3 Marzo
Dalle ore 15,00 Centro Storico
Musica e allegria
con le Storiche Congreghe offidane
Ore 22,00 – Teatro Serpente Aureo
VEGLIONISSIMO MASCHERATO
(con relativo concorso a premi per i gruppi che si esibiranno sul palcoscenico)
Lunedi 4 Marzo
Ore 22,00 – – Teatro Serpente Aureo
VEGLIONISSIMO di CARNEVALE
Martedi 5 Marzo – CARNEVALE –
Piazza del Popolo
ORE 15,00 – MASCHERE IN FESTA – (concorso a premi miglior gruppo)
ORE 19,00 accensione ” VLURD ”

Per altre info:







