Di Véronique Angeletti
A Carnevale, ogni viaggio vale. Soprattutto se la meta è Fano. La città marchigiana, in provincia di Pesaro e Urbino, ospita dal 1347 uno dei carnevali più antichi d’Italia e, meno di quindici giorni fa, nel cuore del centro storico, è salita alla ribalta mondiale per aver scoperto un tesoro cercato da secoli, i resti della Basilica di Vitruvio.
L’unico edificio progettato e realizzato da Marco Vitruvio Pollione, autore del De Architectura (15 a.C.), il trattato che rappresenta la principale fonte sulla moderna conoscenza dei metodi costruttivi dell’antica Roma. Passeggiare quindi nel centro storico equivale ad entrare in un romanzo che fa di Fano una pagina viva di storia antica in un momento dove il Carnevale, evento identitario, la veste di colori.
Identitario, perché da oltre seicento anni Fano, tramite questa manifestazione, un vero rito popolare, svela al mondo uno sguardo ironico che non si lascia incatenare dalle convenzioni. La sua maschera ufficiale, El Vulón — menestrello dal nome che storpia il francese “nous voulons” e prendeva in giro gli editti napoleonici — è simbolo di un’antica derisione che tuttora pulsa di libertà. Qui va in scena un carnevale storico, laboratorio a cielo aperto dove tradizione e innovazione si abbracciano e sa parlare con i linguaggi del presente. Qui la satira non ferisce ma sorride e nel sorriso libera l’immaginazione, risveglia idee, sogni e qualche desiderio.
Intanto, per organizzare il viaggio consultare il sito visitfano.info e andare sulla pagina “eventi a Fano”. Lì troverete sia l’agenda del Carnevale con gli orari e le manifestazioni e anche gli orari dei percorsi e delle visite guidate in una città che sta rivedendo tutta la sua urbanistica.

La nostra attenzione quest’anno è stata monopolizzata dal fatto che questo Carnevale 2026 è dedicato al cinema. Il coordinatore artistico è il celebre scenografo Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar. Per questa occasione il Maestro ha donato al Carnevale due bozzetti originali che dominano il Manifesto d’Autore e un carro allegorico, fra cui una mongolfiera ispirata al mondo fantastico de “Il Barone di Munchausen” di Terry Gilliam — il film che gli regalò la prima candidatura all’Oscar nel 1990. Ferretti si immagina insieme a Federico Fellini, sospesi sopra il mare Adriatico della loro fantasia, quel mare ricostruito mille volte a Cinecittà, scortati da imbarcazioni che evocano l’incanto di “E la nave va”. Intorno volteggiano centinaia di caravelle, come solo il Carnevale di Fano sa regalarne, e sulla mongolfiera campeggia la scritta ribelle e popolare “A Fano lo famo strano”, eco di una battuta cult di Carlo Verdone.
Battito vitale della festa sono i maestri carristi, mani sapienti che trasformano la semplice cartapesta in monumenti di emozione. Una sfilata di dodici carri allegorici — sei di prima e sei di seconda categoria — frutto di mesi di lavoro, fatica, inventiva che fanno della Città di Fano un faro nel panorama carnevalesco nazionale.
E poi c’è il Getto: una pioggia spettacolare di dolciumi: circa 200 quintali di caramelle e cioccolato che trasformano la sfilata in un coro di risate, mani tese e occhi che brillano. Munirsi di un ombrello. Rovesciato cattura molte più caramelle!

Comunque, la conferma che in queste terre, da sempre, i dolci sono protagonisti dei giorni più allegri dell’anno basta far un salto da Guerrino Pasticceria via Togliatti, il laboratorio del fanese Andrea Urbani dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Lì si assaggiano le vere castagnole di Fano. Sono prima cotte al forno e, per merito dell’alcool nell’impasto, diventano croccantissime. Poi, sono ripassate in uno sciroppo di zucchero che profuma di anice. Un passaggio che il maestro nella stessa pentola che suo nonno Guerrino usò quando fondò l’attività nel ’47. Una pentola davvero speciale: gli fu regalata da militari americani che liberarono la Città della Fortuna. Un consiglio: lasciate un po’ spazio per la “Torta della fortuna” con cui Urbani ha vinto il game tv “Cake star 2021”.
Altro luogo speciale di cultura e delizia: il Porto. Iniziare con una visita al quartiere “El Gugul” per toccare l’emozione di chi scrutava l’orizzonte per vedere il ritorno delle vele con i colori delle famiglie; il “Pesce Azzurro”, il self-service super fast good della cooperativa dei pescatori della Coomarpesca; “Il Caffè del Porto”, per assaggiare nei luoghi dove è nata la moretta fanese. Un cafè a tre strati che profuma di anice, rum, e brandy.

Comunque, se non avete spazio questo mese per un week-end relax, ci sono tante altre opportunità. Fano ha organizzato un centinaio di eventi, tra cui in primo piano oltre al Carnevale c’è, il Brodetto Fest (dal 30 maggio al 2 giugno); l’Adriatic Sound Festival (12-14 giugno); Passaggi – Festival della Saggistica (24-28 giugno); La Fano dei Cesari (4-12 luglio); Fano Jazz by the Sea (18-26 luglio) e, a cavallo delle festività di fine anno, il Natale nella Terra di Mare (28 novembre 2026 – 6 gennaio 2027).
Per altre info sul Carnevale: www.carnevaledifano.com







