Un verde paese che ci ricorda il grande inventore bolognese, la cui madre era irlandese. Dalla città di Clifden realizzò la storica trasmissione telegrafica verso il Canada
Il catastrofismo, il sempre crescente interesse popolare davanti ad avvenimenti tragici, paurosi e di grande entità, come i naufragi di navi da crociera, cadute di aerei e via piangendo, ha una memoria lunghissima. Prendiamo ad esempio la sciagurata avventura del Titanic, affondato esattamente un secolo fa contro un iceberg al largo della costa americana, con il ben noto bilancio di vittime. Dopo tanto tempo, continuano ad apparire in cinema e tv, revival, filmati, testimonianze. Ed ora, anche in un mega e costosissimo Festival che, per due mesi, caratterizzerà la primavera della capitale dell’Irlanda del Nord, il “ TITANIC BELFAST FESTIVAL”, da aprile a tutto maggio.
Un’altra occasione per visitare un verde paese ed un grande inventore italiano. Guglielmo MARCONI, di nascita bolognese, per la precisione di Pontecchio di Sasso Marconi, è di origine irlandese. Origini, sentitissime, da parte di madre. Nel suo cuore e per la sua carriera. La madre di Guglielmo,infatti, Annie Jameson, era figlia di Andrew, della dinastia fondatrice del celebre whiskey. A Dublinoc’è ancora la storica sede che si può visitare con un interessante giro turistico multimediale, che termina, aromaticamente, in una degustazione, con voti e premi, delle varie tipologie e di originali proposte di cocktail: si possono chiedere anche le ricette.
Risintonizziamoci con Guglielmo che, a Clifden nella selvaggia contea del CONNEMARA, realizzò la storica trasmissione telegrafica. Il primo messaggio commerciale transatlantico partì per raggiungere il Canada il 17 ottobre 1907. La cittadina marittima vale una sosta anche per visitare il nuovo Museo MARCONI, ospitato in centro nel vecchio deposito delle locomotive”: Sono aperti da tempo anche il “Marconi site”, la Station House Museum, e il “Marconi’s Restaurant”, sulla Main street, la strada principale.
Con lo stesso nome dedicato all’inventore è stato aperto un ristorante anche a DUBLINO, in Adelaide court Un ennesimo ricordo marconiano nell’”Isola di smeraldo” è, a Ballycastle”, nella Contea di Antrim, dove, nel porto, spicca il monumento dedicato al nostro genio italiano che, nel 1898, trasmise da qui il primo messaggio radio fino a Rathlin Island. Nel 1910, Guglielmò sposò, in prime nozze, Beatrice O’Brien, nobile discendente del leggendario re guerriero Brian Boru, e passò la luna di miele nel castello di Dromoland, nella contea di Clare.
La coppia ebbe tre figli. Marconi si risposò nel ’27 con una giovane aristocratica romana, Cristina Bezzi Scali, da cui ebbe la figlia Elettra, cui l’amorevole padre dedicò anche la sua imbarcazione più preziosa. Le strade marconiane portano, naturalmente a Bologna, e in particolare nelle due località a lui dedicate, Sasso e Pontecchio Marconi, ove si visitano il Mausoleo e la bella villa sulla collina, da cui partì il primo segnale di una comunicazione senza fili. Il capitolo marconiano finisce con la deviazione nella Irlanda del Nord, e proprio nella sua capitale BELFAST, da dove l’inventore avrebbe dovuto salpare, esattamente un secolo fa, sul transatlantico “TITANIC”, per la sciagurata traversata verso New York.
Per fortuna, e per gioco del destino e una serie di impedimenti, Guglielmo rimase a terra e accorse al porto di New York per ricevere i 705 superstiti, salvati grazie alla sua invenzione e precisamente al segnale SOS lanciato via radio dalla nave New York. Intervistato dalla stampa disse «Vale la pena di aver vissuto per aver dato a questa gente la possibilità di essere salvata». I passeggeri sopravissuti si recarono in corteo sotto 48 TURISMO all’aria aperta le finestre dell’ albergo dove alloggiava Marconi per esprimergli la loro riconoscenza.
Proprio cento anni dopo, nei mesi di aprile e maggio, Belfast festeggia l’ “ANNO TITANICO”, ricco di celebrazioni, commemorazioni, e mostre dedicate ai cantieri navali e al suo celebre transatlantico, affondato dopo lo scontro con un gigantesco iceberg. La struttura museale assomiglia alla prua della nave che nei suoi sei piani, attraverso nove gallerie esplicative e interattive, offriranno le immagini, i suoni, gli odori e le storie del Titanic, come pure della città e delle persone che lo costruirono. I visitatori conosceranno così anche la storia del vasto patrimonio industriale e marittimo dell’Irlanda del Nord.
Transatlantico “sfigato” a parte, la sola Belfast vale un viaggio per i suoi molteplici volti tra antichi “pub”, palazzi storici di gusto vittoriani, e antichi quartieri che conservano memorie celtiche e segni di quella guerra fratricida, di cui la città conserva ancora le tragiche testimonianze. Consigliabile il “Tour dei murales”, guidato dai conducenti dei tipici taxi neri. Altra località che ricorda la drammatica dominazione inglese e la guerra civile irlandese, è la vicina DERRY-LONDON- DERRY che nel 2013 sarà dichiarata “La città della cultura del Regno Unito” (www.cityofculture2013.com), e quest’anno ricorda soltanto avvenimenti positivi, che culmineranno nel grande “Concerto della Pace” del 21 giugno, in occasione dei Giochi Olimpici di luglioagosto.
Il tutto senza dimenticare la “Festa di Halloween”, una delle più grandi di Irlanda. Una magia naturale dell’Irlanda del Nord si chiama “GIANTS’S CAUSEWAY”, spettacolare formazione basaltica sulla Costa di Antrim, dichiarata Patrimonio mondiale Unesco. La leggenda vuole che il gigante irlandese Finn McCool abbia costruito questo cammino, ancora una volta, “Titanico”, per raggiungere, macigno dopo macigno, la Scozia, dove viveva il suo altrettanto gigantesco avversario, il gigante scozzese.
Per rivivere queste leggende sarà celebrato, il 30 giugno, il più grande evento all’aperto dell’Irlanda del Nord, dedicato al teatro e alle arti, il “Land of Giants. (www.landofgiants.info). Info: www.irlanda-travel.com.
In Italia l’Ufficio del turismo irlandese è in Piazzale Cantore 4, tel. 0248296060, mail: informazioni@tourismireland.com
Testo di Riccardo e Romina Rolfini







