All’interno un patrimonio di circa 700 formelle votive, tutte in ceramica, che ricoprono un arco di tempo di 350 anni
Il Santuario, fondato nel XVII secolo, si trova nel territorio della Parrocchia di Casalina comune di Deruta (in provincia di Perugia). All’interno del Santuario, sono appese alle pareti numerose formelle di ceramica. Un episodio quasi banale è all’origine di questa devozione alla piccola Madonna del Bagno.
Siamo intorno alla metà del sec. XVII. Un frate zoccolante cappuccino va per un sentiero battuto dagli zoccoli degli animali, a metà costa tra la collina e il Fiume, costeggiando la vecchia arteria romana che oggi ha ceduto il posto alla grande strada E 45 (già Tiberina). A un tratto scorge tra i sassi e l’erba uni resti d’una tazza da bevere, una piccola tazza dal fondo basso con una foglia per manico.
Sul fondo interno della tazza una piccola immagine della Madonna col Bambino una immagine insolita, non convenzionale: il Bambino è in grembo alla Madre, non seduto ma quasi genuflesso sul ginocchio sinistro, in posizione scattante e quasi insofferente della positura (seduta) tenuta fin lì, come chi si appresta ad accorrere in aiuto di qualcuno che invoca soccorso da lui e di cui lui solo sembra udire la voce.
Il devoto fraticello non vuole che la piccola tazza con la sacra immagine resti in terra, esposta al rischio d’essere calpestata e magari frantumata dagli zoccoli degli animali e magari dalle ruote dei carri. La depone delicatamente su una giovane querciola, una breve preghiera e via per la sua strada. Una sistemazione precaria che non può durare. Difatti la tazza cade ancora e forse anche più volte, finché un giorno un merciaro di Casalina, di nome Christofono, non la fissa solidamente alla quercia.
Avvenne poi che nel marzo del 1657 la moglie di Christofono, si ammalò gravemente fino a ridursi in fin di vita. Il pover’uomo, giunto davanti alla quercia e all’immagine di Maria che lui stesso aveva fissato all’albero, levò alla Madre di Dio una preghiera per la guarigione della moglie. Alla sera, tornato a casa dalla fiera, la trovò perfettamente guarita e intenta ai lavori domestici ‘che scopava la casa’.
La notizia del miracolo si diffuse in un baleno. Incominciò subito il pellegrinaggio alla Quercia del Bagno, e una piccolissima cappella fu costruita in pochissimo tempo a racchiudere la Quercia e l’Immagine, tanto che l’autorità ecclesiastica si trovò costretta a interdire l’accesso alla medesima.
Venne realizzata subito una cappellina che ben presto si dimostrò subito insufficiente e nel 1687 era già nuova una chiesetta più grande, corrispondente, nella pianta, all’attuale. Fin dall’inizio, la devozione alla Madonna della Quercia, o del Bagno, amò esprimersi nella forma d’arte più connaturale alla cultura del luogo: la ceramica.
Ora il Santuario conserva, murato alle pareti, un patrimonio di circa 700 formelle votive, tutte in ceramica, che ricoprono un arco di tempo di 350 anni: un capitale iconografico di prim’ordine, dal punto di vista antropologico, per la ricostruzione dei tessuti sociali, culturali, ambientalistici e, sia pure in misura ridotta, anche linguistici di questa minuscola parte della media valle del Tevere.
La tradizione del dono delle mattonelle rimase vivissima attraverso tutta la seconda metà del ‘600 e tutto il ‘700, per subire una strana eclissi lungo tutto il sec.XIX. La devozione ebbe però una vigorosa ripresa nel secolo appena trascorso, specialmente dopo il primo conflitto mondiale.
Particolarmente ricca e interessante è stata la produzione dei nuovi esemplari dopo la riapertura del Santuario nel 1987, dopo la più lunga e triste settimana di anni, i sette anni di chiusura conseguente al rovinoso furto di ex voto, perpetrato nel settembre del 1980. Delle tante mattonelle rubate o spezzate, quasi una metà sono state ritrovate, grazie all’impegno dei nuclei operativi delle diverse Forze dell’Ordine cui va tutta la nostra gratitudine.
Come arrivare
Chi proviene da Terni deve dirgersi in direzione Perugia utilizzando la superstrada E45, fino all’uscità “Casalina” (dopo Ripabianca), svoltare prima a destra e poi a sinistra. Chi proviene da Perugia deve dirgersi in direzione Terni utilizzando la superstrada E45, fino all’uscita “Casalina” (dopo Deruta), e svoltare quasi subito a destra, seguendo le indicazioni.
Orario d’apertura: Mattino 8:00 – 12:30 Pomeriggio 14:30 – 18:30
Santuario Madonna del Bagno Vocabolo Madonna del Bagno 06051 Casalina – Deruta Perugia Tel. 075 973455 e-mail: madonnadelbagno@virgilio.it
Sito: www.madonnadelbagno.it
Testo e foto di Pier Francesco Gasperi






