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A La Thuile (AO) venerdì 18 Gara dell’Uovo di Pasqua – gara di sci per bambini e adulti
Vuoi celebrare la Pasqua sugli sci e provare l’ebbrezza di una discesa super adrenalinica? A La Thuile (AO) venerdì 18 aprile arrivano la 52° edizione della Gara dell’Uovo di Pasqua “bimbi” e la 47° edizione della Gara dell’Uovo di Pasqua “adulti”.
Iscrizione obbligatoria da effettuarsi presso le Funivie Piccolo San Bernardo SpA. Info: (+39) 0165.884150 – info@lathuile.net
Un uovo di Pasqua per tutti i giovani partecipanti.

A Plan de Corones le tradizioni pasquali e la spiritualità dell’Alto Adige
L’arrivo della Pasqua porta con sé tradizioni e spiritualità a Plan de Corones, prestigiosa meta sciistica dell’Alto Adige e destinazione ideale per vivere esperienze autentiche tra piste perfette, specialità enogastronomiche e usanze locali. Qui le profonde radici culturali mantengono vive antiche tradizioni popolari, dando vita a celebrazioni intense.
Nei comuni dell’Alto Adige, la Settimana Santa è scandita da riti secolari: il Giovedì Santo inaugura il tempo pasquale. Dal Giovedì Santo alla notte di Pasqua il suono delle campane cessa: al loro posto risuonano le “ratschen”, strumenti rumorosi in legno che simboleggiano il silenzio imposto dal dolore per la morte di Cristo.
Il Sabato Santo segna la conclusione del periodo quaresimale. In questa giornata i fedeli portano in chiesa cestini colmi di specialità pasquali – pane, prosciutto, uova e rafano – per la tradizionale benedizione. Nella notte di Pasqua, le celebrazioni si aprono con l’accensione e la consacrazione del falò pasquale. Su questo fuoco, infatti, viene accesa la candela pasquale, che in una processione solenne viene portata fino all’altare.
La Pasqua è anche tempo di tradizioni popolari come l’“Ostereierguffen”, probabilmente l’usanza pasquale più curiosa. Si tratta di un gioco dove l’obiettivo è stabilire quale sia l’uovo più resistente: le uova, generalmente bollite e colorate il Giovedì Santo, vengono fatte scontrare a coppie e l’uovo che resta intatto vince, guadagnandosi così quello dell’avversario.
Per i più piccoli, invece, la caccia alle uova è l’appuntamento più atteso: i bambini ricevono con gioia dolci prelibatezze e vanno a caccia delle uova nascoste dal coniglio pasquale. In questa giornata si svolge anche il “Gotlpacktl”: padrini e madrine fanno visita ai propri figliocci, donano un pane modellato a forma di coniglio ai ragazzi o di gallina alle ragazze. A Plan de Corones, la Pasqua è molto più di una semplice ricorrenza: è un ponte tra passato e presente che regala a tutti un’occasione unica per vivere la cultura altoatesina in tutta la sua autenticità.

Pasqua in Alto Piemonte: un fiorire di esperienze
In primavera l’Alto Piemonte fiorisce in un mosaico di tradizioni ed emozioni. Affascinante in ogni stagione, durante le festività pasquali questo territorio svela il meglio della sua bellezza e delle sue antiche usanze, regalando momenti indimenticabili.
A Romagnano Sesia, ogni due anni dispari, il borgo diventa un teatro a cielo aperto per la sacra rappresentazione della Passione di Cristo. Nei tre giorni della Pasqua oltre 300 figuranti, interpretati dagli abitanti del paese, portano in scena le ultime ore di Gesù e la sua Resurrezione, muovendosi tra le vie e le piazze, in un’atmosfera carica di sentimento. Questa tradizione attira migliaia di visitatori, offrendo un evento di grande intensità e partecipazione.
A Oleggio, invece, la Pasqua si anima con la storica Corsa della Torta, dove gli scapoli del borgo corrono lungo le vie del centro storico per contendersi il Palio delle Contrade e la Torta del Sindaco. A precedere la competizione, un corteo rinascimentale in costumi d’epoca si raduna sotto la Torre del Bagliotti, trasformando la città in uno scenario suggestivo.
Spostandoci a Vercelli, in occasione del Venerdì Santo, si assiste alla Processione delle Macchine: straordinari gruppi statuari, che sono vere opere d’arte scolpite nel legno, vengono portati a spalla dagli incappucciati delle confraternite, dando vita ai momenti più intensi della Passione di Cristo.
Salendo verso la Valsesia, a Quarona dal 1982 il Venerdì Santo è dedicato alla rievocazione della Via Crucis. Le scene rappresentate, un tempo itineranti, ora si svolgono tra Piazza Silvio Pellico e la chiesa di San Giovanni al Monte, richiamando ogni anno un pubblico sempre più numeroso e affascinato da questo momento di storia e pathos.
A Varallo, invece, la Domenica delle Palme si accende di emozione con la Processione delle Sette Marie. Le protagoniste, sette giovani donne che incarnano i Dolori di Maria, aprono un corteo solenne che si snoda dalla Collegiata di San Gaudenzio fino al Sacro Monte, patrimonio UNESCO, attraversando il cuore della città, in un connubio di devozione e simbolismo, che lascia un’impronta indelebile nell’animo di chi vi partecipa.

Lunedì 21 a Bra (CN) la Fiera di Pasquetta
All’ombra della Zizzola rappresenta da sempre un momento molto atteso: stiamo parlando della Fiera di Pasquetta, che quest’anno andrà in scena lunedì 21 aprile 2025. Ancora una volta la location principale dell’evento sarà piazza Giolitti, pronta a trasformarsi in un mondo animato da profumi e colori.
Il programma della giornata prevede innanzitutto l’immancabile Fiera zootecnica, che si avvicina ai suoi 150 anni di vita (siamo infatti alla 149° edizione). Fin dalla prima mattinata, sotto la copertura in cemento verranno esposti i migliori bovini di razza piemontese, in gara per aggiudicarsi la palma dell’esemplare al vertice delle diverse categorie. La parte centrale della piazza ospiterà invece il grande Mercato dei produttori con la presenza delle aziende di eccellenza che partecipano alla Campagna amica di Coldiretti e al Mercato della Terra di Slow Food. In vendita il meglio della produzione enogastronomica locale. Inoltre, Coldiretti ha propone una serie di laboratori didattici. A colorare la giornata anche vivaisti, stand di piccoli animali e attrezzi da giardino e l’esposizione dei trattori d’epoca.
Immancabile l’appuntamento con il buon cibo. Quest’anno, in via eccezionale, i partecipanti potranno gustare un tagliere “made in Bra” con la tipica salsiccia di vitello, il pane e il formaggio di Bra e le tante proposte golose preparate degli “Artigiani del gusto”.
A chiudere la giornata alle 16 il tradizionale concerto (gratuito) dei Trelilu dal titolo “Vieni, va!”.

A Gorizia l’esposizione de “La presa di Cristo” di Caravaggio
La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ospita la mostra dedicata a Caravaggio con “La presa di Cristo”, proveniente dalla Collezione Ruffo e da oggi parte integrante dei percorsi espositivi “Gorithia, tra le pieghe del tempo”.
L’evento rappresenta un momento di grande importanza culturale per la città e il territorio, come sottolineato dal Presidente della Fondazione Casa di Risparmio di Gorizia, Alberto Bergamin. Il Presidente ha definito l’evento espositivo come “sicuramente eccezionale per gli sforzi che ha richiesto, ma anche per la squadra che si è creata, che ha consentito di arrivare qui”. Ha inoltre evidenziato che “quest’opera non era previsto arrivasse a Gorizia prima della pausa che la Sovrintendenza aveva stabilito dovesse trascorrere in un caveau per la sua tutela”, rendendo la sua presenza un’opportunità ancora più significativa e una “responsabilità in più” colta da Gorizia in quanto Capitale Europea della Cultura insieme a Nova Gorica. Bergamin ha quindi precisato che “l’opera resterà esposta fino al 30 di giugno, dopodiché, fino al 2027, non sarà più visibile al pubblico. È quindi un’occasione unica per il pubblico di poterla ammirare. La nostra Fondazione – ha concluso Bergamin – ha inteso regalare questa occasione al territorio, con visite gratuite, perché crediamo profondamente nel valore della cultura come elemento di coesione delle comunità, questa è la nostra mission. Voglio ringraziare il proprietario della meravigliosa tela, Mario Bigetti, per questa opportunità unica”.
Il curatore dell’esposizione, Don Gianni Citro, Presidente della Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A. e curatore di varie mostre su Caravaggio, ha offerto una profonda riflessione sul significato dell’opera, evidenziando come la presenza di questo capolavoro a Gorizia, in un luogo di confine, confermi ancora una volta lo straordinario potere dell’arte di unire: “Gorizia 2025 è una grande porta d’Europa e della civiltà d’Europa, scenario perfetto per questo dipinto che è un varco verso una cultura e una mentalità dell’incontro e dell’amicizia tra tutte le genti”. Don Gianni Citro ha poi descritto il tema del dipinto, che “nel suo carattere espressionista e fortemente drammatico ritrae la cattura di Cristo nell’orto degli ulivi”. Citro ha invitato inoltre a soffermarsi sull’autoritratto dello stesso Caravaggio “che compare tra i personaggi ritratti reggendo una lanterna in quella che è, verosimilmente, un’allegoria di Diogene”, e sul volto di Cristo “che sembra quasi già presagire il proprio destino”.
In concomitanza con l’esposizione del capolavoro di Caravaggio, è stata inaugurata anche una sezione dedicata ai Codici del Tesoro di Aquileia, allestita in collaborazione con la Biblioteca del Seminario Teologico di Gorizia dove saranno esposti a rotazione tredici libri liturgici di grande valore storico, religioso e culturale, di rara bellezza, decorati con iniziali miniate e ornamenti floreali, di cui la Fondazione Carigo ha finanziato il restauro e la digitalizzazione, operazione illustrata dal responsabile del procedimento dott. Adriano Macchitella. Questi Codici Miniati rappresentano un’importante testimonianza delle radici culturali e religiose del territorio. Fino al 4 maggio sarà possibile ammirare anche una pergamena manoscritta databile al IX secolo che costituisce una delle più antiche testimonianze scritte di natura libraria conservate in Friuli Venezia Giulia.
Le visite si svolgono con ingresso gratuito. Gli orari di visita sono dal lunedì al giovedì dalle 16:00 alle 19:00 e il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. È consigliata la prenotazione per la visita alla sola opera di Caravaggio tramite il link https://bit.ly/lapresadicristocaravaggio e per la visita al percorso espositivo “GORITHIA. Tra le pieghe del tempo 1001-2025” inclusa l’opera di Caravaggio, tramite il link http://bit.ly/4cju1Vq. Le visite all’opera di Caravaggio avverranno per gruppi di massimo dieci persone alla volta.

Pasqua a passo di trekking all’Isola d’Elba tra natura, storia e profumi mediterranei
Scoprire l’Elba a passo lento è un’esperienza che permette di cogliere la varietà dei tanti paesaggi che la caratterizzano, dal mare alla montagna passando per sentieri e borghi storici. Per viverli appieno non è necessario aspettare l’estate, con l’arrivo della primavera si mostrano infatti già in tutta la loro bellezza con colori vivaci e profumi intensi. Ecco perché il Parco Nazionale Arcipelago Toscano per il weekend pasquale propone nuove escursioni a passo di trekking: dal Trekking sul Monte Capanne alla Via dell’Essenza – la Via dell’Erica, fino al Trekking da Seccheto a Fetovaia. Adatti a tutti, dai camminatori più esperti ed allenati a quelli più amatoriali e curiosi, si potrà andare alla scoperta di questi percorsi accompagnati da guide esperte venerdì 18, sabato 19 e lunedì 21 aprile.
Alla scoperta del Monte Capanne
Venerdì 18 aprile, gli escursionisti più esperti potranno andare alla scoperta del Monte Capanne, la vetta più alta dell’isola (1019 metri). Il percorso, di circa 12 km, parte dal pittoresco borgo di Marciana e attraversa boschi di castagni e macchia mediterranea. Lungo il tragitto, si possono visitare la Grotta di San Cerbone, che, secondo la tradizione, ospitò il santo – il vescovo di Populonia – durante la sua fuga dai vandali ariani nel 569, e il Romitorio, sempre a lui dedicato, considerato il più antico luogo di culto dell’isola: una chiesetta di età romanica immersa e protetta da un bosco di castagni secolari così fitto da rendere possibile la vista dell’edificio solo da poche decine di metri di distanza.
Proseguendo, il sentiero sale fin dove la vegetazione è più rada e conduce verso panorami sempre più spettacolari. Una volta in cima, infatti, la fatica viene ripagata da una vista che spazia dall’Elba alla Corsica a tutto l’Arcipelago Toscano. La discesa segue poi la Grande Traversata Elbana (GTE) sud, passando per la dorsale del Cenno, dove mufloni, poiane e falchi pellegrini sono abitanti abituali. L’itinerario si conclude infine a Pomonte, affascinante borgo di case bianche affacciato sul mare, ideale per una sosta rigenerante.
Trekking sulla Via dell’Essenza – la Via dell’Erica
Sabato 19 aprile l’esperienza immersiva proposta dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano è quella lungo la Via dell’Essenza – la Via dell’Erica. Flora e fauna sono i protagonisti indiscussi di questo sentiero che prende il nome dall’Erica arborea, una delle piante tipiche dell’isola che, con i suoi fiori bianchi o rosa, sboccia proprio in questo periodo.
Il cammino inizia dalla località La Zanca, passando attraverso antichi muretti a secco e boschi mediterranei, con scorci spettacolari sulla costa. Tra questi, la Cala della Cotaccia, con le sue rocce bianche e le acque cristalline, è uno dei punti più suggestivi. La camminata prosegue fino al Faro di Punta Polveraia, situato all’estremità occidentale dell’isola. Dopo una sosta con vista sul Mar Tirreno, si risale poi verso l’interno, per concludere l’escursione lungo la strada provinciale. Con una durata complessiva di circa 5 ore, questo trekking è perfetto per chi cerca un’esperienza sensoriale immersiva nella natura.
Da Seccheto a Fetovaia, trekking tra ginestre e mirti
Infine, per chi desidera esplorare la parte meridionale dell’isola, il giorno di Pasquetta, lunedì 21 aprile, il Parco Nazionale Arcipelago Toscano propone un’altra esperienza: il Trekking da Seccheto a Fetovaia.
Partendo dal borgo di Seccheto il sentiero conduce alla pianeggiante zona della Sughera, dove la macchia mediterranea di cisti, arbusti colorati tipici del territorio domina il paesaggio. Qui, il silenzio è interrotto solo dal suono del vento che attraversa la vegetazione. Il cammino prosegue poi verso distese di ginestre e mirti, regalando vedute straordinarie sul mare che si fa sempre più vicino.
Giunti a Fetovaia, infatti, gli escursionisti possono godere di una meritata pausa sulla spiaggia, immersi nella bellezza della natura circostante. I più audaci e i meno timorosi delle temperature ancora non del tutto estive possono cogliere l’occasione di fare il primo tuffo di stagione nelle acque limpide.
Dopo il relax, però, è tempo di fare ritorno ripercorrendo i sentieri che conducono al punto di partenza. Questo trekking di circa 4 ore è adatto a tutti, anche a chi cerca una camminata non troppo impegnativa, ma comunque affascinante.
Per informazioni e prenotazioni: Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Tel. 0565 908231
Mail: info@parcoarcipelago.info – www.islepark.it

Pasqua in Umbria: idee di viaggio
L’Umbria, si appresta a celebrare la Pasqua come fa da sempre: rimanendo salda a quelle tradizioni autentiche che trovano radici in tempi assai remoti. Vivere la Settimana Santa qui, in una terra di antica spiritualità, che ha dato i natali a molti Santi, è un’esperienza unica. Nei borghi con i loro vicoli e le piazze, nei centri abitati più estesi, in ogni dove ci si raccoglie in preghiera tra le luci soffuse delle candele e le litanie di uomini e donne che accompagnano i più solenni momenti. È il venerdì santo – sarà il 18 aprile – quello dedicato alla processione del Cristo Morto.
Succede ad Assisi, luogo da sempre impregnato di misticismo, che per questa occasione vede la partecipazione di tutte le confraternite della città con un corteo che parte dalla Cattedrale di San Rufino solo con la statua della Madonna Addolorata a cui si aggiunge la statua del cristo morto dopo la tappa nella Basilica di San Francesco.
Manifestazioni simili sono in programma anche nel comprensorio della Valnerina, a Cascia, Monteleone di Spoleto e a Norcia. Particolarmente suggestiva è in quest’ultima con 400 figuranti in una processione che si snoda lungo le mura cittadine ove le scene della Via Crucis sono drammaticamente rappresentate in quadri viventi: la crudezza della rappresentazione cresce man mano che ci si avvicina alla crocifissione: si provano i brividi quando da lontano si cominciano ad intravedere le croci sulle quali tre uomini rivivono e fanno rivivere un dramma del quale ogni uomo si sente partecipe.
Anche a Gualdo Tadino si porta in processione il Cristo morto. Un rito antichissimo che ricostruisce, attraverso 14 quadri e 200 personaggi, la Passione di Cristo, secondo la tradizione medievale tramandata dalla “Confraternita dei raccomandati”. La processione penitenziale si snoda per le vie del centro storico, accompagnata dal Cantico delle Laudi Sacre (dal Laudario Lirico Gualdese del 1200) e dal canto del Miserere.
Anche a Gubbio il Venerdì Santo gode di un fortissimo sentimento e coinvolgimento, quasi quanto quello che qui si vive in occasione della Festa dei Ceri. La processione è organizzata dalla “Venerabile Confraternita di Santa Croce della Foce” e affonda le radici nel XIII secolo. I “sacconi” che suonano le “battistrangole” aprono il corteo; a seguire ecco i confratelli che portano il teschio simboleggiante il Golgota e i simboli della Passione. Poi sfilano i simulacri del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, pregevoli sculture lignee dell’artigianato locale. Dietro le statue del Cristo e della Madonna intonano le loro note i cantori del “Miserere”, canto popolare tramandato per tradizione orale. La processione percorre le principali vie della città, partendo all’imbrunire dalla Chiesa di San Domenico in Piazza Giordano Bruno. Durante il suo passaggio vengono accesi grandi fuochi in alcuni punti del percorso.
Spello, per celebrare la Settimana Santa apre le sue porte all’arte, con la Via Crucis D’Autore dal 18 al 21 aprile. Le quattordici stazioni della Via Crucis diventano una fonte d’ispirazione per artisti nazionali ed internazionali che per l’occasione realizzano dipinti da collocare nei luoghi più significativi del centro storico. La Via Crucis prevede delle soste davanti ai quadri per ascoltare il messaggio evangelico del Cristo Risorto. Una rappresentazione quasi teatrale della vita di Gesù ha luogo la domenica e il lunedì a Città della Pieve con i Quadri Viventi: nei sotterranei di Palazzo Orca avviene la tradizionale rappresentazione dei temi della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù a cui partecipano circa 40 figuranti. In ogni sala del palazzo ecco tutti i passi della Passione, con particolar riferimento all’Ultima Cena, la preghiera all’orto del Getsemani, l’Ecce Homo, la Flagellazione, la Pietà e la Resurrezione. Le scene si ispirano alla tradizione pittorica italiana del XVI e XVII secolo.
Nel ternano, a Marmore, nel parco Libero Liberati invece va in scena la Rievocazione storica della Passione di Cristo: l’evento coinvolge oltre un centinaio di figuranti e si snoda tra le bellezze naturali di Marmore, sotto la luce soffusa e musiche a tema.

Carbognano (VT) torna ad essere il centro della cristianità dell’intera Tuscia. Dopo lo straordinario successo delle edizioni precedenti, giovedì 17 aprile, il caratteristico borgo in provincia di Viterbo sarà nuovamente il suggestivo palcoscenico a cielo aperto della Passione di Cristo.
Oltre 10000 lumini illumineranno la notte più importante della tradizione religiosa, e gli scorci pittoreschi del centro storico si animeranno di figuranti ed animali che daranno vita ad uno spettacolo unico nel suo genere, in grado di far rivivere, in maniera palpabile, le sofferenze ed il dolore di Gesù nel percorso storico che si conclude con la crocifissione.
Ad organizzare l’evento, giunto alla nona edizione, l’associazione culturale Passione di Cristo guidata dal presidente Mirko Gagliardi e da Cristofari Michele, Vittori Lucia, Ruzzi Antonella, Mastrogiovanni Maurizio e Cristofari Manlio, in collaborazione con la III Legio Gallica ed il patrocinio del comune di Carbognano.
A partire dalle 21, oltre duecento rievocatori, si snoderanno in un lungo corteo sotto le stelle nelle vie del centro storico del paese, con la sontuosa cornice della chiesa di San Pietro Apostolo ed il caratteristico Castello Farnese.
Uno studio approfondito presiede l’intera organizzazione dell’evento, con ambientazioni ricreate secondo una minuziosa ricostruzione filologica, fedele dei dettagli dell’epoca, in grado di creare una straordinaria interazione, con una suggestione unica e toccante.
Gli effetti speciali e la coreografia studiata senza alcuna separazione dalle scene permetteranno di catapultare gli spettatori in un vero e proprio tuffo nel passato, coinvolgendoli in prima persona nello straziante momento del martirio di Gesù.
L’iniziativa nasce dal profondo attaccamento alla fede e alle tradizioni cristiane che da sempre caratterizza la comunità di Carbognano, particolarmente legata alle tradizioni e al culto della Settimana Santa, di cui la Rievocazione della Passione rappresenta la massima espressione.
La spettacolo tuttavia, per la straordinaria coreografia e la bravura rappresentativa dei figuranti, trascinerà, in un vortice di emozioni e suggestioni anche i non credenti, creando una manifestazione unica nel suo genere, sicuramente da non perdere.

A Pasqua aperture straordinarie al Palazzo Reale di Napoli e Villa Pignatelli
Con la primavera si prevede un calendario di offerte per i visitatori di Palazzo Reale di Napoli e del museo Diego Aragona Pignatelli Cortes, alla Riviera di Chiaia, con aperture straordinarie, gratuità e sconti sui biglietti di ingresso.
Fatta eccezione per i giorni 11 e 12 aprile in cui Palazzo Reale sarà chiuso al pubblico perché ospiterà la conferenza dei Paesi del Med 5 (Cipro, Grecia, Italia, Spagna e Malta) con Ministri dell’interno, l’offerta al pubblico del mese di aprile sarà ampliata e conveniente.
Nei giorni Pasqua e del Lunedì dell’Angelo (20 e 21 aprile) il Palazzo Reale di Napoli e il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes saranno aperti al pubblico ai consueti costi e orari di apertura.
Sabato 19 e 26 aprile, torna l’iniziativa “Un Sabato da Re”, le aperture straordinarie serali a prezzo ridotto.
Il Palazzo Reale di Napoli sarà straordinariamente aperto al pubblico dalle ore 20.00 alle ore 24.00 con ultimo ingresso alle 23.00 al costo di 5 euro e il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes, aprirà dalle 19.30 alle 23.30 con ultimo ingresso alle ore 22.30, con un biglietto di 3 euro. Questa iniziativa prevede anche la possibilità di acquistare un biglietto cumulativo serale per visitare entrambi i Musei al costo di 6 euro.
Nei giorni di martedì 22 aprile e mercoledì 23 aprile, rispettivamente giorni di chiusura del Museo Pignatelli e del Palazzo Reale di Napoli, i due siti rimarranno aperti a un costo agevolato: 4 euro per il Museo Pignatelli e 10 euro per il Palazzo Reale di Napoli. Anche in questa occasione è previsto un biglietto cumulativo di 14 euro che consentirà di visitare i due istituti nella stessa giornata.
Venerdì 25 aprile, festa della Liberazione, su iniziativa ministeriale, l’ingresso sarà gratuito al pubblico, come in tutti i musei e parchi archeologici statali, così come il 4 maggio in occasione della prima domenica del mese che prevede l’accesso gratuito ai musei.
Giovedì 1° maggio, giornata in cui si celebra la festa del Lavoro, entrambi i siti saranno ordinariamente aperti con i consueti costi e orari di ingresso.
Nei giorni di apertura del Palazzo Reale, sono in corso tre mostre:
– Le ceramiche dei Viceré. I reperti provenienti dal pozzo di Palazzo Vecchio – Esposizione di manufatti archeologici, Scalone d’Onore.
– L’ascensore del Re – Viaggio verticale virtuale attraverso i secoli – Appartamento di Etichetta (ex Passetto del Generale).
– Cento anni di Rotary a Napoli, mostra temporanea sempre gratuita nell’Androne delle Carrozze, 9.00-19.00.
Nei giorni di aperture straordinarie diurne, sarà visitabile anche il Museo Caruso, 9.00-14.00 (ultimo ingresso ore 13.00) con capienza massima 30 persone per turno e con prenotazione obbligatoria: https://portale.museiitaliani.it/b2c/buyTicketless/4bad3b4a-f7ea-4b25-b00f-0a3a52e076c5
Per la mostra Pino Daniele Spiritual, in Sala Plebiscito e Sala Belvedere, gli orari e le informazioni sui biglietti sono consultabili sul sito: www.ticketone.it o presso la biglietteria dedicata della mostra all’ingresso di Sala Plebiscito.

Dal 15 al 21 aprile i mercatini di primavera per la Pasqua a Matera
Tipicità, artigianato, spettacoli, laboratori, degustazioni: saranno questi gli ingredienti della seconda tappa di stagione di Gusto Italia. Da martedì 15 a domenica 21 aprile, con un orario di apertura continuativo dalle ore 10 a mezzanotte, i Mercatini di primavera si terranno in Via Luigi La Vista, a ridosso di Piazza Vittorio Veneto. L’affascinante città di Matera, dunque, promette festività pasquali golose e ricche di attività adatte a tutta la famiglia.
Ai Mercatini di Primavera – Gusto Italia saranno tante le aziende del Made in Italy che porteranno i propri tipici e manufatti, provenienti da molte regioni italiane. Dalla Campania alla Puglia, passando per la Calabria e, naturalmente, la Basilicata.
Formaggi, salumi, conserve, frutta secca, dolci e i classici tipici regionali: non mancherà nulla per poter realizzare un regalo originale, ma anche soltanto per fare una spesa di qualità direttamente dal produttore. Per l’artigianato sarà possibile spaziare dalla ceramica alle lavorazioni in pelle, senza tralasciare bijoux, cosmetica naturale e pezzi artistici.

Venerdì 18 aprile La Giudaica di Laino Borgo (CS): teatro, fede e tradizione nel cuore del Pollino
Tra le montagne maestose del Parco del Pollino, nel piccolo borgo di Laino Borgo in provincia di Cosenza, si nasconde una tradizione che mescola fede, teatro e una buona dose di passione popolare: la Giudaica. Un evento unico che ogni due anni, durante il Venerdì Santo, trasforma le stradine del paese in un palcoscenico a cielo aperto, dove la comunità si unisce per mettere in scena il processo, la crocifissione e la morte di Gesù.
Se pensi che una rappresentazione religiosa non possa stupirti, preparati a ricrederti: la Giudaica non è solo un evento, è una maratona emotiva e culturale che dura oltre cinque ore, coinvolgendo ogni angolo del borgo e chiunque vi abiti. Sereto dopamin endorfine
Un Rituale lungo secoli
La Giudaica affonda le sue radici in un antico testo seicentesco che descrive con precisione ogni momento del processo e della Passione di Cristo. Con un totale di 19 scene, questa rappresentazione non lascia nulla al caso: dal tradimento di Giuda all’Ultima Cena, dall’arresto al processo, fino alla Crocifissione e alla deposizione di Cristo. Il copione non è mai cambiato, e ogni parola è recitata con la massima devozione, quasi fosse un rituale sacro tramandato di generazione in generazione. Ma ciò che rende tutto più speciale è la partecipazione della comunità: ognuno ha un ruolo, dai figuranti che indossano costumi storici ai volontari che preparano il borgo per l’evento.
Un teatro a cielo aperto
Immagina le stradine di un antico borgo calabrese che si animano di figure bibliche. La Giudaica è una vera e propria forma di teatro itinerante: ogni scena si svolge in un punto diverso del paese, trasformando piazze, vicoli e angoli nascosti in capitoli di una storia che tutti conosciamo, ma che qui prende vita in un modo unico.
La giornata comincia all’alba, con la scena dell’Ultima Cena, dove Gesù chiede a Pietro e Giovanni di preparare tutto per il grande incontro. Da lì, i figuranti si muovono lungo un percorso che attraversa il borgo, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza che è insieme spettacolo e riflessione spirituale.
La 19ª scena, quella della deposizione del Cristo, è forse la più intensa: un momento di silenzio e commozione che riporta tutti al cuore della Pasqua cristiana.
Un intero paese protagonista
Ciò che rende la Giudaica di Laino Borgo così speciale è il coinvolgimento totale della comunità. Che tu sia un attore, un costumista o semplicemente uno spettatore, questa rappresentazione ti avvolge e ti emoziona. I mesi di preparazione non sono solo un lavoro collettivo: sono un’occasione per rafforzare i legami tra gli abitanti e mantenere viva una tradizione che è tanto religiosa quanto sociale.
Per chi assiste, è impossibile non lasciarsi catturare dalla dedizione di chi recita, dall’atmosfera solenne e dal suggestivo sfondo del borgo calabrese.
La Giudaica non è solo un evento per i fedeli, è un’esperienza unica per chi ama la storia, la cultura e il teatro. È un’occasione per scoprire un piccolo angolo di Calabria, immergersi in un’atmosfera d’altri tempi e riflettere sul significato della Pasqua, il tutto mentre si esplora uno dei borghi più suggestivi del sud Italia.

La Galleria Regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa ospita la mostra Antonello da Messina
Attraverso la fotografia, Marco Delogu, riscopre cinque delle opere più importanti di Antonello da Messina, mettendole in dialogo con cinque dei suoi lavori. Lo sguardo del fotografo, facilitato dal suo caratteristico focus selettivo, dalla sua inquadratura calibrata e dal monocromo denso, si volge a uno dei grandi maestri del Rinascimento, al quale Delogu si ispira, tra gli altri, per la manipolazione della luce. Antonello da Messina è stato il principale pittore siciliano del Quattrocento, il primo a indagare il complesso equilibrio tra luce, atmosfera e attenzione al dettaglio tipico della pittura fiamminga con la monumentalità e spazialità della scuola italiana. Ognuno dei cinque capolavori di Antonello viene investigato e trasfigurato in un incontro che attraversa secoli e discipline, invitandoci a riscoprire le opere di entrambi in chiave inaspettata.
Orari:
Da martedì a sabato ore 9,00 – 19,00
domenica e festivi 9,00 13,00
(La biglietteria chiude mezzora prima)
Lunedì chiuso

Vi ricordiamo inoltre che nelle vicinanze di tutte queste zone potrete usufruire degli sconti esclusivi riservati da molti esercizi turistici ai possessori della nostra Tessera Turit.
Buona Pasqua!







