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In Alta Badia il 9 novembre torna la Cavalcata di San Leonardo
Domenica 9 novembre, il paese di Badia si prepara ad accogliere la 25ª edizione della Cavalcata di San Leonardo, un appuntamento diventato simbolo dell’identità ladina e della lunga tradizione agricola ed equestre delle valli dolomitiche. L’anniversario coincide con i 700 anni della prima nomina per iscritto del paese di Badia. Quest’anno, la manifestazione assume un significato ancora più speciale, celebrando un quarto di secolo di passione, condivisione e amore per le radici.
I protagonisti della manifestazione, organizzata dalle associazioni dei cavalli norici e Haflinger della Val Badia, saranno gli oltre 150 cavalli e allevatori, provenienti da tutto l’Alto Adige e dalle altre valli ladine.
L’evento ha inizio, come da tradizione, con la S. Messa solenne delle ore 9.30, celebrata nella chiesa parrocchiale di San Leonardo, consacrata ai Santi Leonardo e Giacomo. Alle 10.45 si prosegue con la sfilata, che parte dalla zona artigianale del paese e si districa lungo il centro. A sfilare sul percorso ci saranno i cavalli Haflinger – per i quali è stato avviato il processo di riconoscimento come bene immateriale UNESCO – e i cavalli norici, che un anno fa hanno celebrato i 120 anni dell’associazione Val Badia. Il corteo sarà condotto dal carro del Santo patrono, seguito da un consistente numero di cavalli, dai costumi tradizionali delle valli ladine e da tutto l’Alto Adige con oltre 700 persone in sfilata e da numerosi carri, addobbati a festa. Tra questi, il carro dedicato ai 25 anni della manifestazione, costruito da alcuni artigiani del posto, come anche il carro con i prodotti derivanti dal raccolto, che verranno venduti alla fine del corteo, il cui ricavato andrà devoluto in beneficenza. Grazie alla grande partecipazione di cavalli e allevatori, provenienti da varie valli e alle quattro bande musicali, il pubblico potrà ammirare una varietà di colori e di costumi tradizionali, vista solamente in poche altre occasioni in Alto Adige.
Il momento più atteso della giornata sarà sicuramente la benedizione dei cavalli e dei loro allevatori, da parte del decano, di fronte al Sasso Santa Croce, che avrà luogo subito dopo la sfilata.

Spirano (BG) festeggia l’autunno con la Polenta Taragna: appuntamento fino al 9 novembre
A Spirano (BG) l’autunno profuma di mais, grano saraceno e formaggio fuso: dal 24 ottobre al 9 novembre torna infatti al Palaspirá la Sagra della Polenta Taragna, giunta alla sua 11ª edizione. Tre weekend consecutivi in cui il borgo bergamasco diventa la capitale dei taragnatori incalliti e dei buongustai senza rimorsi.
La Polenta Taragna non è una polenta qualsiasi, ma l’anima della tradizione orobica.
Farine locali di mais e grano saraceno, burro e l’inconfondibile Formaggio Tipico Branzi FTB, fornito dalla storica Latteria di Branzi, rendono la Taragna un’esperienza gastronomica unica. Il tutto rimescolato con il leggendario tarél, il bastone che la rende cremosa al punto giusto.
Non mancheranno spezzatini, brasati e piatti tipici della cucina di montagna, oltre al celebre Tagliere delle Orobie, una ricca selezione di formaggi provenienti dalle valli e dagli alpeggi bergamaschi, autentico simbolo della tradizione casearia locale. Tutti i prodotti serviti provengono da filiere del territorio e garantiscono la massima qualità.
La Sagra, organizzata dal Chiosco Cafè, non è solo gusto ma anche festa: mercatini con le eccellenze del territorio, musica dal vivo e intrattenimento per i più piccoli trasformano il Palaspirá in un vero villaggio d’autunno.
Come da tradizione, l’evento sostiene anche la comunità: parte del ricavato sarà devoluto alla Cooperativa Agreo, impegnata nell’inserimento lavorativo di persone con fragilità.
Orari e asporto
Apertura cucina: tutte le sere dalle ore 19.00
Pranzo: domeniche e sabato 1 novembre dalle ore 12.00
Asporto: 11.00–12.00 per il pranzo | 19.00–19.30 per la cena

L’8 e 9 novembre a Mirano (VE) tornano la Fiera e il Zogo de l’Oca
Per Mirano, 27 mila abitanti in provincia di Venezia, si tratta di un evento esclusivo che si svolge ogni anno nel weekend di San Martino, a novembre. In quei due giorni la cittadina cambia volto: il centro storico si trasforma in una piazza d’altri tempi, rievocando l’atmosfera della Belle Époque e dando vita a una fiera paesana in perfetto stile primo Novecento. A dominare la scena, stendardi con lo stemma sabaudo, banchi in legno, bacheche con avvisi comunali, manifesti con réclame d’epoca, e perfino i cartelli stradali vengono coperti con riproduzioni storiche.
L’appuntamento con il salto nel tempo, quest’anno è fissato per l’8 e il 9 novembre. Nulla è lasciato al caso: ci sarà lo strillone con il giornale, l’imbonitore con i suoi intrugli miracolosi, le servette nel giorno di riposo, l’artigiano che impaglia le sedie, i baracconi con giochi di una volta – dal fucile a elastici ai barattoli da abbattere.
Protagonista indiscussa, l’oca, in piena coerenza con il proverbio locale:
“Chi no magna l’oca a San Martin no fa elbeco de un quatrin.”
(Ovvero, chi non mangia l’oca a San Martino non guadagnerà un soldo).
A Mirano è sempre stata tradizione celebrare la chiusura e l’apertura dell’anno agrario, l’11 novembre, con un pranzo a base d’oca. In quel periodo dell’anno, infatti, la carne del pennuto è particolarmente grassa, tenera e saporita. Ma c’è anche una motivazione storica: molti dei proprietari terrieri della zona erano ebrei, e l’oca rappresentava una valida alternativa al maiale.

L’8 e 9 novembre in Friuli torna la Festa della Pitina IGP
Sabato 8 e domenica 9 novembre torna la festa in onore della pitina IGP, primo presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia, la polpetta di carne affumicata e speziata (ovina, caprina o originariamente di camoscio e capriolo), nata per conservare la carne nei mesi autunnali e invernali, in zone tradizionalmente povere.
L’appuntamento è come da tradizione della festa nel cuore della Val Tramontina, nel borgo di Tramonti di Sopra (PN), che si trasformerà nel Mercato della terra (coperto), una mostra mercato delle eccellenze enogastronomiche, a partire dalla pitina e dagli altri presìdi Slow Food regionali e nazionali, per decine di produttori presenti che arrivano dal Fvg, dall’Italia e anche da oltre confine.
Nella grande cucina della festa (coperta e riscaldata), i cuochi dell’Alleanza di Slow Food prepareranno le loro creazioni a base di pitina e non solo. Per degustare un buon bicchiere di vino e accompagnare i piatti degli chef, basterà scegliere tra le decine etichette dell’Enoteca della Festa.
La Festa ha anche un ricco programma di eventi e attività per vivere esperienze uniche e mettersi alla prova con le eccellenze del territorio.

Il 9 novembre a Carmagnola (TO) torna la Festa di San Martino
Nel mese di novembre si celebra, come da tradizione, la Festa di San Martino, una ricorrenza particolarmente sentita in molte regioni italiane, ricca di tradizioni popolari, religiose e contadine dalle origini antiche. Anche a Carmagnola, da alcuni anni, si celebra questa ricorrenza con una giornata di festa, condivisione e partecipazione, ricca di iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio culturale locale e alla promozione turistica del territorio.
Per celebrare questa festa dalle radici antiche con lo spirito dei giorni nostri, domenica 9 novembre a Carmagnola verranno proposte alcune iniziative che offriranno ai visitatori piacevoli momenti di svago, fra le vie e le piazze della città.
Durante l’intera giornata, il centro storico si animerà con Portici da Leggere, la mostra mercato del libro allestita sotto i portici di via Valobra e aperta agli appassionati di letteratura di ogni genere. Parallelamente, in piazza Martiri, si terrà il tradizionale Mercantico dell’Antiquariato, dedicato alla riscoperta di oggetti antichi.
In via Valobra, tra piazza Garavella e piazza Martiri, sarà possibile ammirare una esposizione di trattori d’epoca a cura della Società Orticola di Mutuo Soccorso D. Ferrero, tra piazza S. Agostino e piazza Garavella, dalle ore 14:30 alle 17:00, i visitatori più piccoli potranno divertirsi presso una grande area allestita con giochi di una volta in legno, mentre in zona San Rocco si potrà assistere alla rappresentazione storica “C’era una volta…”, che illustrerà la filiera degli ortaggi di stagione in un suggestivo richiamo alle antiche tradizioni agricole del territorio.
Per i bambini sono in programma anche letture animate intitolate Storie di terra e di mare, organizzate dal personale della Biblioteca Civica presso il Museo Civico Navale. Per gli appassionati di fotografia, presso il Salone Antichi Bastioni, avrà luogo la mostra fotografica Gente ed l’estemporanea di fotografia S. Martino Photolife, organizzata dal Circolo Fotografico La Fonte. Le iscrizioni saranno aperte dalle 9:00 alle 11:00, con premiazione dei partecipanti prevista per le 18:00.
Al mattino è prevista anche la Camminata W.I.M. nel Parco Cascina Vigna, una camminata tecnica guidata in cuffia alle ore 10:30, per la quale è richiesta la prenotazione al numero 334 9391013.
Nel pomeriggio la musica, la danza e la letteratura della tradizione piemontese animeranno il centro cittadino con le performance “L’estate di San Martino nella tradizione popolare”, proposte dal gruppo folkloristico Ij danseur dёl Pilon. In programma dalle ore 14:30 alle 17:00 in via Valobra, tra piazza Sant’Agostino e piazza Martiri, le rappresentazioni accompagneranno il pubblico in un viaggio tra antichi canti, balli e racconti che rievocano usanze e atmosfere del mondo contadino piemontese.
Dalle ore 14:00, in piazza Sant’Agostino, sarà inoltre protagonista la tradizionale castagnata in costume “La Brusatà”, con distribuzione gratuita di caldarroste fino a esaurimento scorte.
Alle ore 15:30, nel Salone degli Antichi Bastioni, è prevista la presentazione del libro “La verità è un’altra cosa” con la presenza dell’autrice Maria Enrica Ternengo, che dialogherà con il pubblico sul tema del volume e sulle riflessioni che lo animano.
La festa si concluderà la sera di domenica presso gli Antichi Bastioni, alle ore 21:00, con la serata dantesca Poor Gateau – Canto XI del Purgatorio, interpretata dall’attore torinese Saulo Lucci, già apprezzato dal pubblico carmagnolese per Hell’O Dante. Con la sua originale formula di teatro di narrazione, Lucci accompagna gli spettatori in un viaggio intenso e accessibile attraverso i versi della Divina Commedia. Dopo aver memorizzato integralmente l’Inferno, l’attore prosegue il suo progetto dedicato alle tre cantiche, affrontando il Purgatorio come “la più umana delle parti del poema”, specchio delle nostre debolezze e della fatica del riscatto.
Diplomato alla Performing Art University di Torino, Saulo Lucci è attore, musicista e cantante con un ampio percorso nel teatro di strada, nella comicità dell’assurdo e nel teatro di narrazione.

Ad Arona, in occasione della Festa di San Carlo Borromeo che ricorre il 4 novembre, il San Carlone, la monumentale statua dedicata al santo nativo di questa città, propone un ricco calendario di appuntamenti: visite guidate, celebrazioni, momenti musicali arricchiti da vin brulè e castagne attendono cittadini e visitatori dall’1 al 9 novembre. Un momento per celebrare il Santo e chiudere insieme la stagione 2025 della Statua.
Il programma si apre nel fine settimana dell’1 e del 2 novembre con visite guidate speciali alle ore 10:00 e alle ore 14:00: questi appuntamenti vogliono raccontare la storia del monumento, che avrebbe dovuto essere il punto di arrivo di un Sacro Monte interamente dedicato alla figura di San Carlo, ma del quale solo la Statua e la vicina Chiesa furono gli edifici realizzati e portati a termine.
Martedì 4 novembre, giorno della ricorrenza della morte del Santo, è prevista una visita guidata alle ore 15:00, che sarà in questa occasione seguita dalla Santa Messa celebrata presso la Chiesa di San Carlo alle ore 17:00.
Il Complesso rimarrà chiuso mercoledì 05, giovedì 06 e venerdì 07 novembre, per poi avviarci verso le due giornate finali: sabato 8 novembre sono previste le ultime visite guidate della stagione, sempre alle ore 10:00 e alle ore 14:00.
Domenica 9 novembre sarà una giornata di grandi festeggiamenti: sebbene la ricorrenza cada martedì, la solennità viene posticipata alla domenica, così da permettere a tutti di partecipare al ricco programma domenicale.
Alle ore 11:00 è prevista la Messa solenne presso la Chiesa di San Carlo presieduta da Mons. Filippo Ciampanelli. A seguire, si terrà la benedizione della Statua e un accompagnamento musicale da parte della San Giorgio Music Band di Mercurago.
Il Gruppo Alpini di Arona contribuirà all’atmosfera della festa con uno stand di vin brulè e castagne, creando momenti di incontro e convivialità per tutti i partecipanti.
L’iniziativa è promossa da Archeologistics, società che gestisce la Statua per conto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, proprietaria del luogo. Queste giornate vogliono celebrare la figura di San Carlo Borromeo e il forte legame che unisce Arona al suo Santo, offrendo a tutti un’occasione di partecipazione, spiritualità e scoperta.

Il 9 novembre ad Alessandria arriva la Fiera San Baudolino
Con l’arrivo dell’autunno ritorna l’immancabile Fiera Regionale del Tartufo ad Alessandria. Quest’anno si tratta della 39° edizione e a giudicare dal programma si preannuncia ricca di eventi enogastronomici e non solo: infatti la città offre vari spunti di intrattenimento culturale come Musei e monumenti di interesse storico che anche in occasione della Fiera rimarranno aperti ed accessibili ai curiosi.
Come accennato, non mancheranno le consuete bancarelle con esposizione e vendita di prodotti enogastronomici: tartufi (bianchi e neri), vino, funghi, salumi, formaggi, ortofrutta, cioccolato, miele saranno solo alcuni dei prodotti tipici che si potranno ammirare e acquistare domenica 9 novembre, dalle ore 9 alle ore 19.00 lungo le vie del centro storico di Alessandria.
Accanto al concorso per i migliori esemplari di tartufi a cui seguirà una premiazione, sono previsti anche talk show, conferenze e degustazioni libere o guidate presso gli stand della Sagra. Un punto di forza di questa edizione? Sicuramente la presenza di un angolo di ristorazione gestito da “Slow Food” che propone piatti come la zuppa di ceci della Merella (prodotto De.C.O), il cavolo di San Giovanni, il cardo gobbo di Nizza Monferrato, gli immancabili agnolotti e varietà di focacce (ricordando che quella dolce è una prelibatezza alessandrina).
Ma non è finita qui perchè la sede di Alessandria della Camera di Commercio metterà a disposizione il proprio cortile, che in questa occasione si chiamerà “La Corte del Gusto”, per offrire una vetrina delle eccellenze enogastronomiche della provincia come miele, vino, salumi e molto altro!

A Castel San Giovanni (PC) sabato 8 e domenica 9 novembre torna Cioccolandia
Castel San Giovanni (in provincia di Piacenza) si prepara ad accogliere una nuova edizione di Cioccolandia, la storica festa dedicata al cioccolato e ai dolci artigianali, che quest’anno si presenta con il prestigioso titolo di “Sagra di Qualità”, riconoscimento conferito dall’UNPLI – Unione Nazionale Pro Loco d’Italia – lo scorso marzo in Senato a Roma. Si tratta di un traguardo importante che certifica l’eccellenza organizzativa e culturale della manifestazione, frutto di un lungo percorso di valutazione e ispezione da parte dei giudici nazionali.
Dopo aver festeggiato le venti edizioni, Cioccolandia si conferma uno degli eventi più amati del territorio, capace di attrarre visitatori anche da fuori provincia e regione. Nata dall’intuizione e dalla passione di un gruppo di volontari la manifestazione è oggi un appuntamento simbolo dell’autunno piacentino. L’edizione 2025 si presenta ancora con un programma spalmato su due giorni: sabato 8 e domenica 9 novembre, interamente dedicate al cioccolato in tutte le sue forme.
Confermatissimi i grandi classici: il Salame di Cioccolato, che quest’anno sarà in via Verdi, la Torta Rita e la spettacolare Montagna di Profiteroles. L’inaugurazione ufficiale è fissata per sabato 8 novembre alle ore 14.30, alla presenza dello chef e conduttore televisivo Daniele Persegani, volto noto dei programmi Rai “La Prova del Cuoco”, “Detto Fatto” ed “È sempre mezzogiorno”. Persegani sarà ospite per entrambe le giornate, con un proprio spazio dedicato sotto i portici delle ex scuole elementari in piazza XX Settembre, dove delizierà il pubblico con show cooking e dimostrazioni dal vivo (lo show cooking sarà ripetuto anche domenica sempre alle 14.30).

Dall’8 novembre a Casa Pepoli Bentivoglio (BO) “Dipinti dal XVI al XVIII secolo”
Nei prestigiosi spazi di Casa Pepoli Bentivoglio nel cuore di Bologna (Via de’ Pepoli 6/E) inaugura sabato 8 novembre il trentaduesimo Incontro con la pittura organizzato dalla Galleria d’Arte Fondantico. Intitolata Collezione 2025, la mostra presenta quest’anno una importante raccolta di dipinti eseguiti da maestri, non solo emiliani, attivi tra il Cinquecento e la fine del Settecento. Il percorso espositivo si apre con le opere di due protagonisti del vario e articolato panorama dal Manierismo bolognese, Ercole Procaccini, capostipite di un’importante famiglia di pittori, cui spetta la tavola con la Madonna con il Bambino in gloria con i santi Pietro e Paolo, e Lorenzo Sabatini, autore di una grande tela, datata 1567, raffigurante Mercurio che consegna la mela d’oro a Paride. Di poco successivo è il rame, smagliante come uno smalto, di Francesco Cavazzoni, noto soprattutto come storiografo, al quale la critica assegna una serie di quadretti derivati da incisioni cinquecentesche, in questo caso L’Assunzione e l’incoronazione della Vergine di Albrecht Dürer. Di uno dei più grandi, e amati, maestri del Seicento italiano, il centese Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, si presentano due opere: una tavoletta raffigurante La fuga in Egitto, primizia giovanile, databile al 1615 o poco dopo, nella quale il paesaggio ricopre un’importanza primaria, vista l’ampiezza della veduta che si apre alle spalle delle figure; e un fresco dipinto su rame, anch’esso destinato al collezionismo, con la Maddalena penitente, probabilmente realizzato intorno al 1622-23, durante il suo soggiorno romano. A rinfoltire la quadreria seicentesca intervengono la coppia di tele con Baccanali di putti nelle quali Pier Francesco Cittadini, allievo di Guido Reni, ha la possibilità di esibire il suo peculiare gusto paesaggistico; la scenografica Flagellazione di Cristo di Domenico Maria Canuti, che si distinse nel campo della grande decorazione di gusto barocco tra Bologna e Roma (dove fu eletto accademico di San Luca ed eseguì i grandiosi affreschi in palazzo Altieri e nella chiesa dei Santi Domenico e Sisto); e la tela raffigurante il tenero abbraccio tra Gesù Bambino e San Giovannino di mano di Girolamo Negri, che si guadagnò il soprannome di Boccia probabilmente per la sua passione per il vino. Il genere dalla natura morta di fiori è rappresentato in mostra dalla grande tela di Elisabetta Marchioni, attiva a Rovigo tra il XVII e il XVIII secolo, mentre la scena di soggetto popolaresco da Giacomo Francesco Cipper detto Todeschini, maestro austriaco documentato con successo a Milano dalla fine del Seicento. La coppia di dipinti di Giuseppe Zola, pittore di origine bresciana largamente attivo a Ferrara, dimostra invece la sua abilità nel genere del paesaggio, perlopiù animato da scene bibliche o storiche. Transitando nel XVIII secolo s’incontrano le opere di due esponenti della vivace stagione del barocchetto bolognese, Francesco Monti, autore di due eleganti ovali con La strage degli innocenti ed Ester e Assuero, e Giuseppe Varotti, di cui si presenta un raffinato olio carta con l’Annunciazione. Al virtuoso pennello di uno dei protagonisti assoluti della cultura pittorica del secondo Settecento italiano, Gaetano Gandolfi, al cui rilancio in ambito internazionale ha contribuito in maniera determinante il lavoro di ricerca svolto da Fondantico negli ultimi decenni, appartengono il teatrale dipinto raffigurante il mito di Semele, che, gravida di Giove, cade nel tranello di Giunone e chiede all’amante di mostrarsi in tutto il suo fulgore rimanendone però incenerita; e la fresca tela, più o meno coeva, con gli Argonauti, già esposta alla celebre Mostra del Settecento bolognese del Fondantico di Tiziana Sassoli Via de’ Pepoli 6/E 40125 BOLOGNA Tel e fax 051 265980 www.fondantico.it email: info@fondantico.it 1935. Chiudono il percorso di mostra, che, come di consueto, costituisce un’occasione imperdibile per collezionisti e appassionati degli Old master paintings, due belle tempere di Vincenzo Martinelli, il più importante e apprezzato paesaggista bolognese della seconda metà del XVIII secolo.
Collezione 2025 Dipinti dal XVI al XVIII secolo
8 novembre – 20 dicembre 2025
INAUGURAZIONE PER IL PUBBLICO: Sabato 8 novembre 2025 dalle ore 16.00
Galleria Fondantico di Tiziana Sassoli, Via de’ Pepoli 6/E Bologna Tel e fax 051.265980
ORARIO: Lunedì – sabato: 10.00 – 13.00/16.00 – 19.00

Il cambiamento climatico torna al centro dell’impegno del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, che lancia la campagna nazionale #FAIperilclima. Sabato 1 e domenica 2, sabato 8 e domenica 9 novembre 2025, in vista della della 30ª Conferenza delle Parti sul Clima COP30, i beni del FAI in tutta Italia apriranno le porte con visite speciali dedicate agli effetti concreti della crisi ambientale. Climatologi, agronomi, biologi e geologi accompagneranno il pubblico per mostrare come il cambiamento del clima stia già modificando paesaggi, colture e comunità locali. Il FAI offre l’opportunità di riflettere, confrontarsi e conoscere soluzioni possibili alla crisi climatica e vuole costruire una narrazione che intende diffondere sensibilità e conoscenza riguardo l’impatto sull’ambiente delle attività umane e i rischi legati alla fragilità dei nostri territori.
«Nelle Marche, alcune iniziative racconteranno da prospettive diverse il rapporto tra ambiente, risorse naturali e tradizione – afferma Giuseppe Rivetti, presidente FAI Marche -. Luoghi che esprimono “energia naturale” e suggeriscono sperimentazione sostenibile. Un grazie a tutti i volontari che contribuiscono all’azione di sensibilizzazione portata avanti dal FAI sul territorio».
Domenica 9 novembre, alle 9,30 – solo su prenotazione
(senigallia@delegazionefai.fondoambiente.it)
“Il Re bianco è in difficoltà” la Delegazione FAI di Senigallia propone una passeggiata da Nidastore a San Pietro e Loretello, per scoprire come anche il tartufo (l’oro delle Marche) patisce i cambiamenti climatici. L’evento culturale dedicato alla crisi climatica prevede una passeggiata di 8 km nelle colline di Arcevia, partendo da Nidastore, verso San Pietro e Loretello, con rientro a Nidastore. Tra Loretello e Nidastore è prevista una sosta in una tartufaia: bosco storico privato, gentilmente aperto per il FAI, dove l’esperto Gianluigi Gregori, già Responsabile del Centro Sperimentale di Tartuficoltura di S. Angelo in Vado, ci relazionerà sugli effetti del cambiamento climatico sulla produzione dei tartufi, prodotto di eccellenza delle Marche, che sono la Regione locomotiva dell’offerta italiana. La descrizione dettagliata del bosco e delle sue essenze sarà a cura della D.ssa Martina Micci in relazione alla tesi da lei svolta sul contesto ambientale. Alla fine del percorso nel borgo di Nidastore si pranzerà a base di tartufo presso il ristorante ‘ Nido dell’Astore’. Durante la camminata, nell’osservare il paesaggio collinare si parlerà degli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura, in particolare sui prodotti tipici della zona.
Tutte le info: https://fondoambiente.it/eventi/falperilclimail-re-bianco-e-in-difficolta-
Domenica 9 novembre, ore 11 e 15 l’Orto sul Colle dell’Infinito, Bene del FAI a Recanati (MC), organizza una giornata dedicata a grandi e bambini con una visita guidata per raccontare l’estate di San Martino: un percorso alla scoperta delle tradizioni e dei racconti legati al momento dell’anno in cui il paesaggio autunnale risplende di colori caldi e accesi, un fenomeno autunnale che, prima dell’arrivo dell’inverno, porta giornate di bel tempo e clima mite. Lo staff dell’Orto sul Colle dell’Infinito guiderà i visitatori in un viaggio tra storia, natura e paesaggio, in cui si approfondirà la figura di San Martino e il suo legame con il mondo agricolo e contadino. Attraverso il racconto di storie, miti e leggende, i visitatori potranno conoscere la stretta relazione che questo fenomeno ha con la cultura rurale e le sue tradizioni. La visita sarà occasione per parlare e riflettere sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto su antiche consuetudini come l’Estate di San Martino. Infatti, le stagioni meteorologiche, che un tempo scandivano il ritmo e la tipologia delle attività agricole, stanno subendo profonde trasformazioni e alterazioni, con la conseguente messa a rischio del patrimonio culturale rurale ad esse legate. Con il Patrocinio del Comune di Recanati.

L’8 e 9 novembre a Roma torna il VOKALFEST, festival della voce
Sabato 8 novembre e domenica 9 novembre 2025 allo Spazio Rossellini di Roma, la voce — il primo strumento musicale, quello che accomuna popoli e latitudini dalla notte dei tempi — diventa protagonista di una maratona sonora che attraversa generi, culture e tempi, il Vokalfest: festival ormai alla sua tredicesima edizione, diretto da Dodo Versino (Decanto) e ideato e organizzato insieme a Davide Dose (Do7 Factory). Antico, naturale e istintivo, il canto è nato insieme alla capacità umana di esprimersi e comunicare: prima ancora di produrre parole, l’uomo cantava, imitava suoni, dialogava con il mondo. Dal battito delle mani ai colpi sul petto, il corpo stesso diventava strumento ritmico, tracciando le prime forme musicali della storia.
Da questa radice comune nasce il VokalFest, che in questa edizione 2025 presenta ospiti di assoluto rilievo come Neri per Caso e Oblivion, e che celebra la polifonia vocale e la musica a cappella come linguaggio universale, capace di unire differenze e generare armonie condivise. Due giornate di concerti, ma anche talk e laboratori aperti al pubblico per esplorare la voce nelle sue molteplici declinazioni: il respiro profondo del gospel, che nasce come preghiera collettiva e si trasforma in energia liberatoria; la precisione e la coralità della polifonia, che intreccia le voci in architetture perfette; la libertà istintiva del beatboxing, che trasforma la bocca in uno strumento percussivo; la spiritualità sospesa dei canti gregoriani; la vitalità contaminata del pop e del rock, dove la voce diventa racconto, emozione, corpo.
Ogni linguaggio vocale è una storia di appartenenza, una forma di comunità sonora che supera le barriere del tempo e della lingua: VokalFest le mette in dialogo, costruendo un’unica partitura corale che si alimenta di differenze, come un respiro collettivo che attraversa generazioni e territori.
Protagonisti di questa edizione saranno alcune tra le formazioni più rappresentative della scena vocale nostrana. Si parte l’8 novembre con i Neri per Caso, il gruppo a cappella più noto in Italia, con celebri varie partecipazioni Sanremesi e televisive (tra cui l’ultima fortunata avventura con il Gialappa’s Show su LA8) icone di un modo di fare musica in cui la voce sostituisce ogni strumento. Nella stessa giornata l’Anonima Armonisti, con la loro ironia e raffinatezza armonica guidano da annia la musica vocale capitolina.
Il 9 novembre sarà invece la giornata della celebrazione collettiva, con le incursioni teatrali e vocali degli Oblivion e la ricerca ritmica e urbana dei Rebel Bit, che uniscono voce ed elettronica.
Ma non solo: tra le varie formazioni ci sarà il gospel dei Tibur Community Gospel Choir diretto da Gianluigi Zucchi, e la musica popolare delle varie regioni italiane del Coro Cantering diretto da Dodo Versino, il coro dei giovanissimi 4Joy di Savigliano da Cuneo diretti da Dario Piumatti, il Coro Musicanova – vincitore di numerosi concorsi internazionali di polifonia sacra diretti da Fabrizio Barchi, l’Har(d)Coro – il coro di Zalib, centro culturale gestito da giovani, molto attivo nel primo Municipio della Capitale, diretto da Nadya Borzak, fino al dodicetto vocale del Minuscolo Spazio Vocale diretto da Filippo Stefanelli.
Due giornate per ascoltare, partecipare, sperimentare: VokalFest 2025 invita il pubblico non solo ad assistere, ma a ritrovare la propria voce, riconoscendo in essa il punto d’origine di ogni suono, di ogni emozione, di ogni linguaggio.
VokalFest 2025 è realizzato nell’ambito del progetto Vokal Jubilee, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum – 2025, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU per grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR – M1C3, Investimento 4.3 – Caput Mundi, e realizzato in collaborazione con SIAE.

Si avvicina, a passi di danza, la mostra internazionale “Regine: trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa”, in programma a dicembre nella Gran Galleria del Palazzo Reale, che restituirà anche il riflesso delle sovrane sul gusto musicale e sul linguaggio della danza.
Valorizzando la tradizione dei festeggiamenti della corte borbonica ottocentesca, l’Associazione Culturale APS Società di Danza Napoli e Caserta, diretta dal Maestro Lucio Martino, offre al visitatore del museo il quadro vivente di un’epoca, quella della seconda metà del XX secolo, per far rivivere l’atmosfera delle danze di società di tradizione europea. Danzatori in abiti d’epoca ricreeranno una festa da ballo ottocentesca con romantici valzer, quadriglie, mazurke, vivaci polke, galop e contraddanze, secondo lo stile dei maestri di ballo del tempo e su musiche tratte dalla tradizione operistica e dal miglior repertorio europeo per la danza.
Il pubblico museale è invitato a entrare nell’atmosfera festosa del Gran Ballo delle Regine, accompagnato dalla descrizione di aspetti e valori della danza e della cultura del tempo.
La partecipazione all’evento è inclusa nel costo ordinario del biglietto/abbonamento al Museo. L’iniziativa rientra tra le attività selezionate dal Comitato Scientifico del Museo nell’ambito del Bando di Valorizzazione Partecipata.

Slow Food celebra i cereali con Slow Grains: appuntamento a Reggio Calabria dal 7 al 9 novembre
Da venerdì 7 a domenica 9 novembre 2025, Reggio Calabria ospita Slow Grains – Dialoghi per coltivare il futuro: la tre giorni dedicata alla rete Slow Grains e alla valorizzazione di produttori e trasformatori locali e nazionali impegnati nel recupero della biodiversità e nella diffusione delle filiere dei cereali tradizionali. Organizzato da Città Metropolitana di Reggio Calabria con Slow Food Italia e Slow Food Grains, l’evento si svolge tra la Sala Biblioteca di Palazzo Alvaro – Città Metropolitana di Reggio Calabria, che ospita incontri e conferenze, e Piazza Italia, animata da Laboratori del Gusto e da una mostra mercato che vede protagonisti i Presìdi Slow Food calabresi e numerose varietà tradizionali di grani, pani, paste e altri prodotti.
Si parte giovedì 6 novembre con Aspettando Slow Grains, Il pane di oggi e le sfide di domani, un laboratorio creativo, presso l’Istituto Agrario Righi – Boccioni – Fermi, in cui i partecipanti sono chiamati a immaginare scenari futuri, scegliere ingredienti, tecniche, valori, riflettendo su temi come clima, sostenibilità, culture alimentari e biodiversità.
Venerdì 7 novembre alle 17 si svolge La pasta della tradizione, un Laboratorio del Gusto riservato agli studenti del progetto Orti a scuola dell’Istituto Scolastico Scopelliti – Green di Rosarno. Un’occasione per riscoprire e custodire l’arte dei maccheroni cu cannici insieme alle nonne di Bagaladi, pronte a insegnare l’arte del fare la pasta a mano, per trasformare un gesto antico in un momento di partecipazione e condivisione. Segue l’inaugurazione ufficiale dell’evento alle 18.30 presso Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Sabato 8 novembre, la giornata si apre alle 9.30 con la conferenza Il pane del futuro, seguita dal Laboratorio del Gusto I pani tradizionali. L’obiettivo è rilanciare la produzione e il consumo del pane vero, diffondendone la conoscenza e garantendone l’accessibilità a tutti. Nel corso della giornata l’incontro su I cereali delle terre alte: il loro valore per le aree interne, ha l’obiettivo di capire come i territori più fragili e isolati del nostro Paese, afflitti da problemi economici e strutturali, possono trovare nelle filiere dei grani tradizionali una chiave di innovazione e sviluppo; mentre in Dal seme al sistema agroecologico attraverso la biodiversità, si confrontano agricoltori custodi e ricerca per esplorare il ruolo delle varietà tradizionali recuperate, ormai al centro di filiere produttive innovative. A chiudere gli appuntamenti, alle 16.30 è il Laboratorio del Gusto Le donne del pane con Lorenza Roiati, fornaia di L’assalto ai forni di Ascoli Piceno, Karen Lopez, esperta di panificazione, e Rosy Attinà, fornaia.
La serata prosegue alle 20 con la Cena Slow Grains, evento su invito organizzato con i Cuochi dell’Alleanza Slow Food della Calabria, sostenuto dai GAL territoriali e realizzato insieme ai produttori dell’area metropolitana. Collabora l’Istituto Professionale Alberghiero Turistico Giovanni Trecroci.
Domenica 9 novembre, il focus è alle 9.30 con la conferenza Lo sviluppo delle filiere locali, la sostenibilità economica e sociale dei grani tradizionali. Partendo dalla preoccupante situazione attuale del mercato dei cereali, si parlerà della proposta di Slow Food delle “misure specchio” da applicare negli accordi commerciali internazionali. Per tornare poi a parlare della filiera dei cereali tradizionali e delle sue possibilità di diffusione sui territori, ascolteremo alcune esperienze di comunità nate in Italia e all’estero, approfondendo con esperti e ricercatori i risvolti sociali e la sostenibilità economica che queste produzioni possono esprimere.

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Buon fine settimana!







