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Dal 1° febbraio al 29 giugno 2025 il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta la mostra Fulvio Morella. Le stelle che non ti ho detto, a cura di Elsa Barbieri e Sabino Maria Frassà, in collaborazione con Cramum. Negli spazi di Palazzo Rizzoli una ricca selezione di opere tessili condurrà il pubblico alla scoperta dell’alfabeto “braille stellato” di Morella, un linguaggio inedito attraverso cui l’artista trasforma cieli notturni in poetici ed enigmatici messaggi tattili.
Con l’obiettivo di far rete sul territorio e promuovere sinergie attorno ai temi dell’arte e dell’inclusività, con la mostra di Fulvio Morella il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese ospita il primo appuntamento del progetto artistico e culturale I limiti non esistono, una rassegna promossa da Cramum in collaborazione con Regione Lombardia e Lagazuoi Expo Dolomiti e con il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico e di INJA Louis Braille, che mira a unire, con mostre ed eventi culturali, i luoghi simbolo delle prossime Paralimpiadi invernali 2026 – Milano, Val di Fiemme e Cortina – dando vita a un dialogo profondo tra arte, inclusione e sport.
Sviluppata all’interno degli spazi di Palazzo Rizzoli, la mostra Le stelle che non ti ho detto presenta 15 lavori tessili ricamati, frutto di una reinterpretazione poetica da parte dell’artista del linguaggio braille attraverso la sostituzione dei tradizionali punti con stelle, espandendone in questo modo i confini con nuovi significati e suggestioni.
L’artista così trasforma cieli stellati in criptiche informazioni. Ne sono esempio opere come “Pupille”, “Sipari”, “Flash” e “Montagne”, dove frasi personali o citazioni di autori si traducono in costellazioni e frammenti di cielo: il risultato è un nuovo linguaggio visivo, il braille stellato.
In questo senso, Fulvio Morella invita al pubblico a toccare il cielo e le stelle con le dita, ricordandoci che i limiti non esistono e che siamo noi a tracciare la nostra poesia, vivendo ogni giorno con intensità.

38 Edizioni di Modenantiquaria, un vero record. Nessun’altra mostra d’arte antica in Italia vanta un numero di edizioni così elevato. Sfogliando i cataloghi di questa grande mostra, prima cartacei adesso digitali, possiamo renderci conto di come il mercato dell’antiquariato si sia evoluto nel tempo. La grande forza di Modenantiquaria è nell’essersi saputa rinnovare, interpretando il cambiamento sociale e culturale, sia a livello italiano che europeo, soprattutto dell’ultimo decennio. Modenantiquaria non è solo una mostra-mercato a cui partecipano le gallerie italiane e straniere più blasonate, con oggetti selezionatissimi, ma è anche una espressione culturale; durante la manifestazione vengono realizzati gli ormai immancabili “talk”, veri e propri simposi d’arte a cui vengono invitati direttori dei maggiori musei, storici dell’arte, noti giornalisti e famosi antiquari. L’allestimento della mostra, a cura di Ruggero Moncada di Paternò, è diventato uno dei punti di forza della manifestazione, così come il modo in cui gli antiquari espongono oggetti, mobili e dipinti. I visitatori e i collezionisti non vengono a visitare la mostra solo per acquistare, ma anche per apprendere una tendenza del gusto espositivo da replicare nelle proprie case e gli antiquari si cimentano con grande passione per realizzare lo stand più bello selezionando gli oggetti più rari e significativi acquisiti e messi da parte parecchi mesi prima.
Grandi i Protagonisti di questa XXXVIII Edizione a partire da Maurizio Nobile Fine Art e Fondantico di Tiziana Sassoli, Cantore Galleria Antiquaria, Robertaebasta, Carlo Orsi, Altomani & Sons, Studiolo Fine Art, Tornabuoni Arte, Iotti Antichità, Mirco Cattai, Verdini Antichità, 800 900 ArtStudio, Alice Fine Art, Copetti Antiquari, Antichità all’Oratorio, Antichità La Pieve, Renzo Moroni, Antichità Maurizio Brandi, Galleria del Caminetto, Antichità Giglio, Enrico Galleria d’arte, Arcuti Fine Art, Raffaello Pernici, Phidias Antiques, Secol Art di Davide Masoero, Attilio Cecchetto Antiquario, Paolo Campopiano, Lanfranco Donatone, Ars Antiqua, Galleria del Caminetto, Luca Magro, Liberty Art Nouveau, Artstudio Pedrazzini, Asioli Martini, Atelier Du Bois, Barbieri Antiquariato, Giusti Antichità, , Ossimoro, Bulgarelli Fausto, Bottega d’Arte, Butterfly Institute, Ducci dipinti Antichi, ELA Antichità, Fabrizio Fallavena, Galeries De Cicco, Galleria 900, Galleria Arte Cesaro, Galleria Camellini, Galleria d’Arte Bentivegna, Galleria Goldoni, Galleria Kalos, Galleria Le Due Torri, Galleria Mason, Galleria San Barnaba, Galleria Maspes, I Volpini, Il Mercante Antichità, Karma Pearls Limited, La Bagatelle, Matheus Gallery, Matta Antichità, Milani Antichità, Optima Antiquariato, Quadreria dell’800, Sa Carpet, Santa Barbara Gallery, Sine Tempore Studio, Gargiulo Michele Antichità, Andrisani Federico, Antichità Bertacchi Orfeo, Antichità G.N., Art Decoratif, B & Facchini, Antichità Scarapazzi, Blu Old Sheffield, E.L.A. Antichità, Carlucci Gallery, Goldfinch Fine Arts, Medusa Fine Art, RV Art Gallery Studio, Viezzi Arte, Enrico Lumina, Della Scala Antichità, Paolo Antonacci Roma.

Dal 6 al 9 febbraio, l’Accademia di Belle Arti di Bologna propone una nuova edizione di ABABO Art Week, calendario di appuntamenti sviluppato nell’ambito di ART CITY Bologna, programma di mostre, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna, in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera.
ABABO Art Week 2025 include eventi espositivi e conferenze, tra cui la quarta edizione del ciclo di incontri ARTalk CITY, l’annuale appuntamento con la Giornata di Studio sul restauro del Contemporaneo, un evento dedicato alla memoria di Alberto Garutti e l’atteso ritorno di ABABO OPEN SHOW che vede allestite – all’interno degli spazi dell’Accademia di Bologna – le opere di studentesse e studenti, alcuni dei quali protagonisti di uno stand ad Arte Fiera.
URS LÜTHI. Conversazione con l’artista
Mercoledì 5 febbraio alle 12.30, l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna ospita una conversazione con l’artista svizzero Urs Lüthi, tra i protagonisti indiscussi dell’indagine visiva contemporanea dalla fine degli anni Sessanta a oggi. In dialogo con Fabiola Naldi – in un evento concepito come anteprima di ABABO Art Week – l’artista racconterà il proprio universo linguistico eclettico e multiforme, che negli anni si è aperto alle più svariate forme mediatiche: dalla fotografia alla scultura, dall’oggetto alle edizioni, dalla performance al video fino all’installazione, senza tralasciare la pittura.
ABABO OPEN SHOW
L’Accademia di Belle Arti di Bologna torna a mettersi in mostra in occasione di ART CITY Bologna con ABABO OPEN SHOW, esposizione diffusa realizzata con il coordinamento di Enrico Fornaroli e Fabiola Naldi, che occuperà gli spazi didattici e laboratoriali con opere di studentesse e studenti dei Dipartimenti di Arti Visive e di Progettazione e Arti Applicate. Il pubblico potrà accedere ad ABABO OPEN SHOW e agli spazi storici dell’Accademia anche attraverso visite guidate gratuite su prenotazione, condotte dal Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’arte. Tra i tanti progetti, trova spazio anche la mostra dei finalisti della sesta edizione del Young Art Award 2025, promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia. ABABO OPEN SHOW è aperto dal 6 all’8 febbraio dalle ore 9 alle 19, e il 9 febbraio dalle 9 alle 16. Sabato 8 febbraio, in occasione della ART CITY White Night, è prevista un’apertura straordinaria dalle 21 alle 24.
ARTalk CITY
Dopo il grande successo di pubblico delle prime tre edizioni, torna il fortunato ciclo di incontri ARTalk CITY, organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Bologna per approfondire le poetiche di alcuni dei protagonisti di ART CITY Bologna 2025. Coordinato da Marinella Paderni, il programma è previsto nelle giornate del 6 e 7 febbraio: le artiste Fatma Bucak, Susan Philipsz, Valentina Furian si racconteranno in prima persona a partire dal progetto artistico concepito per ART CITY Bologna 2025, in dialogo con i rispettivi curatori e con docenti dell’Accademia.
Sabato 8 febbraio, completano il programma degli incontri presso l’Accademia di Bologna, altre due conferenze ospitati con Jorge Macchi e il duo dmstfctn.
LA PORTA. Alberto Garutti all’Accademia di Bologna
Sabato 8 febbraio alle ore 10.30 sarà affissa la targa commemorativa sulla porta dell’aula di Alberto Garutti, titolare della cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna dal 1990 al 1994. L’evento proseguirà alle ore 11 in Aula Magna con un incontro sul lavoro artistico, la didattica e i ricordi legati alla figura dell’artista, che vedrà gli interventi di Silvia Evangelisti, Lorenzo Balbi, Simone Menegoi, Studio Alberto Garutti e la partecipazione di ex studentesse e studenti. A conclusione, saranno donate allo Studio Alberto Garutti le 253 cartoline postali realizzate dagli ex studenti di Garutti nell’ambito del progetto Caro Alberto, a cura di Giacinto Di Pietrantonio.
ARTE FIERA
Anche quest’anno, l’Accademia di Bologna sarà presente all’interno di Arte Fiera dal 7 al 9 febbraio con uno stand (Padiglione 26 / Stand B96) che mette in mostra le opere di sei studentesse e studenti dei Bienni di specializzazione in Pittura Arti Visive (Anita Poidomani e Marco Sisto), Scultura (Jacopo Risaliti), Fotografia (Mengfan Wang), Decorazione per l’architettura (Ismaele Soraperra), Grafica d’arte (Margherita Lacarbonara). Il progetto, dal titolo My favorite things, a cura di Maura Pozzati, è un omaggio all’omonimo brano musicale nella magnifica versione di John Coltrane ma anche alla scelta di opere che parlano di cose: oggetti sui quali si depositano significati affettivi, intellettuali, culturali, personali. Il Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’arte partecipa con un contributo importante nel raccontare al pubblico le opere selezionate.
Giornata di studio sul restauro del Contemporaneo
Venerdì 7 febbraio, l’Accademia di Bologna organizza, in collaborazione con IGIIC (Gruppo Italiano dell’International Institute for Conservation), la tradizionale Giornata di Studio sul restauro del Contemporaneo, giunta quest’anno alla decima edizione. L’appuntamento, dal titolo Pratiche artistiche e alterazioni dei materiali, si svolgerà in Aula Teatro e vedrà confrontarsi curatori, restauratori, artisti e diagnosti afferenti al settore. Per maggiori informazioni e iscrizioni, visitare il sito www.igiic.org.
ABABO OFF
Studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna saranno inoltre coinvolti attivamente in diversi progetti pensati in occasione di ART CITY Bologna: tra questi, OCCHIO! Sguardi sul territorio, installazione a cura di LABBRAINdesign nel Cortile d’Onore di Palazzo Zani, sede del Consorzio della Bonifica Renana, composta da manifesti grafici e artistici realizzati dal Corso di Design Grafico (opening: 6 febbraio ore 18); la mostra La finestra sul cortile a cura di Veronica Camastra, Diana Cava, Andrea Di Natale e Blu Mila Renzini, studentesse del Corso di Didattica dell’arte e mediazione culturale del patrimonio artistico, con opere degli artisti e artiste in residenza presso la Fondazione Collegio Artistico Venturoli (opening: 7 febbraio, ore 18);TEATRODISEGNATO/01, mostra dei disegni realizzati dal Corso di Illustrazione per l’editoria, ispirati allo spettacolo La vegetariana di Daria Deflorian, esposti nel Foyer del Teatro Arena del Sole in collaborazione con Emilia Romagna Teatro ERT (opening: 6 febbraio, ore 18); l’esposizione delle opere realizzate da due studentesse del Biennio di Decorazione per l’architettura, vincitrici di un premio acquisizione nell’ambito dell’evento BLF STUDIO LEGALE per l’arte presso Palazzo Rodriguez; la performance Fashion and dance tribute to Schlemmer con i costumi del Triennio di Fashion design, nell’ambito della mostra Le ragazze del Bauhaus a cura de Le Macchine Celibi presso la Sala Cavazza del Quartiere Santo Stefano (9 febbraio, ore 18).

Sant’Agata sul Santerno (RA) celebra la patrona cittadina con una serie di iniziative che riempiranno di eventi la città da giovedì 30 gennaio a domenica 9 febbraio.
Giovedì 30 gennaio
alle 20:45 nella sala della Comunità è in programma la serata culturale «S.Agata alla ricerca del suo passato», XXIV edizione. Per l’occasione si susseguiranno le relazioni di Giovanni Baldini, su «Le carte Gieri», ramo di Bagnacavallo (metà ‘800 – metà ‘900) donate al Comune di Sant’Agata sul Santerno, di Mauro Antonellini, su «L’ultima battaglia sul Senio e sul Santerno – Aprile 1945», di Candido Parrucci, su «La casa della “pesa” – Famiglia Facchini, anni 50/60», e di Armanda Capucci sugli «Affreschi consacrati sull’orlo della guerra – 80° Anniversario 1944 – 2024 (I restauri alla Chiesa Arcipretale di Sant’Agata sul Santerno)» La serata è a cura del centro sociale Ca’ de Cuntadèn e della biblioteca Loris Ricci Garotti, con il contributo dell’associazione Kultura.
Sabato 1 febbraio
alle 20:45 sempre alla sala della Comunità, la compagnia dialettale Qui de Tond porterà in scena la commedia «Una Palestra Un Pö Scarvajeda», a cura della parrocchia.
Domenica 2
si celebrerà la Festa della Patrona. Si partirà alle 11:00 in piazza Umberto I con il mercatino, mentre lo stand gastronomico sui attiverà alle 11:30. La musica dal vivo sarà a cura di Mister Pad e all’animazione per i più piccoli provvederà Dada Orsy, con la bolle di sapone e fuoco di Gloria Coppola. Verrà inoltre presentato il progetto «Io Non Rischio» del gruppo di Protezione Civile di Massa Lombarda. In caso di maltempo, questi eventi verranno recuperati sabato 8 febbraio.
Alle 15:00 in piazza Umberto I prenderà il via lo spettacolo di teatro di strada «Carosello» della compagnia Teatro Due Mondi di Faenza. Lo spettacolo mette in scena i personaggi dalla fiaba popolare «I musicanti di Brema», che coinvolgono il pubblico con la particolare partecipazione dei bambini lungo le varie tappe del loro percorso itinerante. Lo spettacolo invita gli spettatori a riflettere in modo poetico, ironico e sfumato sui nostri tempi e su come il mondo stia cambiando.
Martedì 4
alle 20:45 nella sala della Comunità è in programma una serata musicale con Miranda e Stefano: «Canzoni di ieri e di oggi», con gli interventi del barzellettiere Martuzzi negli intervalli.
Mercoledì 5
alle 18:00 nella chiesa parrocchiale si terrà la Santa Messa della Patrona, mentre sabato 8 alle 11 al parco Vatrenus si procederà all’intitolazione dell’albero dedicato ai bambini nati nel 2024.
Domenica 9 febbraio
alle 12.30 nella sala della Comunità, con «I Santagatesi di oggi e di ieri… Si incontrano a tavola» (prenotazioni entro martedì 4 febbraio). Nel corso del pranzo verranno premiati i due santagatesi in arrivo da più lontano. Verranno inoltre proiettate le foto del gruppo Facebook «Sei di Sant’Agata sul Santerno se…» e i cartoni animati realizzati in legno da Luciano Mondini.
La festa della patrona è organizzata dal Comune di Sant’Agata sul Santerno, in collaborazione con la parrocchia e le associazioni del territorio.

Carnevale di Viareggio: dall’8 febbraio il via della festa più pazza dell’anno
La magia del Carnevale di Viareggio è di scena dall’8 febbraio al 4 marzo 2025. Un mese di spettacolo e divertimento, con parate, grandi eventi, feste, veglioni, concerti, mostre d’arte. Eventi che ogni anno attirano centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo. Il momento più atteso dal pubblico sono i Corsi Mascherati: sei imperdibili occasioni per poter ammirare le 29 opere allegoriche realizzate dagli artisti di Viareggio.
I Corsi Mascherati 2025 sono in programma sabato 8, domenica 16, sabato 22, Giovedì Grasso 27 febbraio, domenica 2 e Martedì Grasso 4 marzo.
Il Carnevale di Viareggio, nato nel 1873, è oggi una grande festa di condivisione in cui centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo si lasciano incantare dai giganti di cartapesta che, con suggestioni, emozioni e creatività, raccontano il mondo di oggi con i linguaggi della satira e della metafora propri del rovesciamento tipico del Carnevale.
Realizzati come straordinarie macchine teatrali viaggianti, i carri allegorici di Viareggio sono famosi per l’ingegno e l’incredibile sapienza tecnica e costruttiva degli artisti del Carnevale di Viareggio, che danno vita alle colossali figure che sovrastano il pubblico, emozionandolo. Ad animare ogni costruzione partecipano fino a duecento figuranti che, con costumi appositamente realizzati e con coreografie preparate su mirate colonne sonore, contribuiscono alla narrazione del tema scelto dall’artista, coinvolgendo il pubblico del Lungomare.
Oltre alle sfilate, Viareggio, nell’intero periodo del Carnevale, propone un fitto calendario di appuntamenti che costituiscono il cartellone del “Fuori Corso”. I Palazzi storici della città, in questa edizione, accolgono percorsi espositivi per approfondire la storia della satira, dell’allegoria e della musica, elemento indispensabile nella festa e che a Viareggio ha visto la produzione di centinaia di brani composti per celebrare il Carnevale.

Taste 2025: dall’8 al 10 febbraio a Firenze il salone del gusto
TASTE. In viaggio con le diversità del gusto, il salone di Pitti Immagine dedicato alla scena food contemporanea, taglia il traguardo della diciottesima edizione. Dall’8 al 10 febbraio, alla Fortezza da Basso di Firenze, si riuniranno oltre 750 aziende, in rappresentanza del meglio della produzione e della cultura enogastronomica. Di queste, 150 circa sono le realtà che per la prima volta, dopo un accurato scouting, sono state selezionate per essere presentate alla community di Taste.
Per questo nuovo appuntamento, il più atteso dai professionisti del settore che desiderano rimanere aggiornati sulle novità e sui trend, dalla dispensa alla tavola, la manifestazione si evolve in più direzioni. A far da guida, un concetto, un’idea un po’ magica, una metafora affascinante: le costellazioni, luminosi allineamenti di stelle che insieme disegnano la volta celeste. Nel 2025, Taste sarà dunque un viaggio stellare, brillante, catalizzante, illuminante per mappare l’universo dell’enogastronomia.
Ci saranno nuove aree espositive e momenti di approfondimento per focalizzare l’attenzione su temi inediti (i vini eroici), tendenze e nuovi momenti di consumo (l’esperienza della prima colazione). Il percorso all’interno della Fortezza traccerà imprevedibili costellazioni alimentari e grazie a uno speciale “Oroscopo di Taste”, scopriremo nuovi segni zodiacali gourmet.
La giornata del lunedì sarà interamente dedicata al pubblico professionale, mentre il Padiglione delle Ghiaie, in veste completamente rinnovata, si prepara a ospitare l’Arena dei Ring, dei Talk e degli eventi, e la nuova aula dedicate alle Masterclass.

Tutti i weekend fino al 24 marzo a Rapolano Terme (SI) vi aspetta la festa della frittelle
Se pensi che gennaio sia un mese freddo e grigio, non sei mai stato a Rapolano Terme, in provincia di Siena, dove il calore delle tradizioni e il profumo delle frittelle ti fanno dimenticare il freddo in un batter d’occhio! Ogni giovedì, sabato e domenica dal 13 gennaio al 24 marzo, la località toscana si trasforma in un paradiso per gli amanti dei Fuoriporta, dei dolci, grazie alla Frittelle in Festa, una celebrazione che è tanto un rito di gola quanto una festa per il cuore.
Le frittelle di Rapolano Terme sono un concentrato di bontà. Croccanti fuori, soffici dentro e ricoperte di zucchero, rappresentano il simbolo di una tradizione che va oltre il semplice piacere gastronomico. Realizzate seguendo ricette tramandate di generazione in generazione, queste delizie sono preparate con pochi ingredienti genuini: riso, latte, zucchero, uova e un tocco di sapienza che solo le mani esperte delle nonne rapolanesi sanno aggiungere.
Ma la Frittelle in Festa non è solo una questione di gola. È un evento che coinvolge tutto il borgo, con un’atmosfera festosa che contagia grandi e piccoli. Passeggiando per le vie di Rapolano, il profumo delle frittelle appena fritte ti accompagna ovunque, mentre le piazze si riempiono di musica, mercatini e risate.
Mentre assaggi una (o due, o tre) frittelle, non dimenticare di esplorare questo incantevole borgo toscano, famoso non solo per le sue tradizioni culinarie ma anche per il suo straordinario patrimonio naturale e culturale:
Dopo aver fatto il pieno di frittelle, perché non rilassarsi nelle acque termali della zona? Le Terme di San Giovanni e le Terme Antica Querciolaia offrono piscine calde immerse nella natura, ideali per sciogliere ogni tensione e digerire con stile.
Il Centro Storico: Rapolano Terme è un borgo medievale che conserva tutta la magia del passato. Passeggia tra vicoli e piazzette, ammirando chiese antiche e panorami mozzafiato sulla campagna senese.
Gli amanti della natura non possono perdersi una passeggiata lungo la suggestiva Via delle Crete, che regala paesaggi unici, con colline ondulate e colori che cambiano a ogni stagione. La Frittelle in Festa è molto più di un evento gastronomico: è un’occasione per scoprire un angolo autentico della Toscana, dove la tradizione è ancora viva e l’ospitalità è una vera e propria arte. È il posto perfetto per trascorrere una giornata con amici o famiglia, gustando dolci squisiti e immergendosi in un’atmosfera di puro calore umano.

A Villa Farnesina di Roma la mostra “Gianfranco Baruchello. Mondi possibili”
Dal 25 gennaio al 3 maggio 2025 l’Accademia Nazionale dei Lincei e Fondazione Baruchello presentano a Villa Farnesina a Roma la mostra Gianfranco Baruchello. Mondi possibili, a cura di Carla Subrizi, in concomitanza con il Convegno Internazionale di Studi sull’opera dell’artista che si terrà il 23 e 24 gennaio 2025 presso l’Accademia Nazionale dei Lincei.
Entrambe le iniziative fanno parte delle iniziative del centenario della nascita di Gianfranco Baruchello (Livorno 1924 – Roma 2023).
La mostra, in un percorso che si snoda tra gli spazi interni ed esterni della Villa, propone, con una selezione di opere di Gianfranco Baruchello, un dialogo a distanza tra storia, iconografie e immaginari appartenenti a epoche differenti. Arte e storia si aprono a un confronto non soltanto tra passato e presente, ma anche tra ispirazione e creazione, possibilità e irreale.
Nelle parole della curatrice, Carla Subrizi, presidente della Fondazione Baruchello: “I mondi possibili si configurano quindi quando il tempo perde la sua articolazione: le sequenze si interrompono, il passato arriva per sorprenderci e il presente si realizza come incursione nel già stato. L’interazione tra opere non produce soltanto incontri ma forme di interrogazione tra fasi ed epoche, tra modelli della storia e conseguenze di essi: passato e presente – e non soltanto antico e contemporaneo, termini in un certo modo chiusi in sé stessi – trovano modi di dialogare inediti ed efficaci. I mondi possibili nascono mettendo in relazione esperienze, storie, memoria, per produrre corto circuiti: premessa che è stata da sempre presente nella ricerca di Baruchello”.
La storia, l’inconscio, il sogno e l’ambiente, temi tutti presenti nei cicli degli affreschi della Villa Farnesina, sono stati continuamente indagati da Baruchello e tornano in questa mostra, con otto grandi opere, attraverso una molteplicità di media differenti, tra cui la pittura, l’oggetto, l’installazione, l’immagine in movimento. Gianfranco Baruchello con il suo lavoro radicale e indipendente, che ha attraversato sette decenni tra ventesimo e ventunesimo secolo, ha spesso affermato che tutta la sua opera sia stata il tentativo di costruire “piccoli sistemi” in grado di contrastare i grandi sistemi della storia, della politica e dell’ideologia.
Cosa avviene se un artista del ventesimo secolo, Gianfranco Baruchello, incontra Raffaello? Se la ninfa Galatea, opera di Raffaello presente negli affreschi della Loggia omonima, trova dinanzi a sé il tragitto di un fiume (Il Fiume, 1982-1983) pensato da un artista vissuto 500 anni dopo, come un percorso tortuoso, pieno di ostacoli? Se Raffaello pensa Galatea attraverso le Metamorfosi di Ovidio, Baruchello si autoritrae nel corso di un fiume, in un’opera lunga ben 15 metri, che nel suo articolarsi, scopre la difficoltà a fluire, a essere quel che dovrebbe, a causa di alterazioni degli equilibri sia naturali (ambientali, geografici, sociali) che dell’esperienza vissuta.
Anche le altre opere della mostra dialogano con gli ambienti della Villa Farnesina. Case nomadi e fragili (La casa in fil di ferro, 1975, nella Sala del Fregio); monumenti a coloro che sono stati dimenticati dalla storia (Monumento ai non eroi, 1962, nella Sala delle Nozze di Alessandro Magno e Rossane); riflessioni sulla cartografia di un territorio attraverso una geografia “sensibile” (Rilievo ideale, 1965, nella Sala 5); stratificazioni sia temporali che spaziali della complessità dei cicli pittorici di Villa Farnesina colte nella misura ridotta di uno spazio non grande (Oh, Rocky Mountains Columbine, 1966, nella Saletta pompeiana); sguardi che dalla storia continuano a guardarci e a interrogarci (La storia ci guarda, 1972-2018, Sala 4); oggetti apribili che mostrano l’inconscio, la memoria e territori delle psiche ancora da esplorare (Murmur, 2015, nella Loggia di Amore e Psiche); un giardino di piante molto belle e seducenti che si rivelano essere in grado di costituire un pericolo (Giftpflanzen, Gefahr! (Piante velenose, pericolo!), 2009, nei giardini storici della Villa).

Martedì 21 gennaio 2025 alle 17.00 alla Certosa e Museo di San Martino è stata inaugurata la mostra “Didier Barra e l’immagine di Napoli nel primo Seicento”, a cura di Pierluigi Leone de Castris, realizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania con il supporto della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura.
La mostra è allestita all’interno della sezione Immagini e memorie del Museo di San Martino, dedicata al racconto dello sviluppo urbano e della storia di Napoli attraverso documenti cartografici, immagini e reperti storici dal Quattrocento all’Ottocento e approfondisce il tema dell’immagine della città di Napoli agli inizi del Seicento, nota sia grazie ad alcune straordinarie cartografie ed incisioni – prima fra tutte quella assai rara di Alessandro Baratta (1627-29), conservata al Museo di San Martino – sia grazie a una serie di vedute dipinte su tela, che doverono costituire un “genere” a se stante, gradito alla committenza aristocratica e ben documentato all’interno dei palazzi e delle collezioni del tempo.
La gran parte di queste vedute dipinte di primo Seicento sono attribuibili alla bottega di due pittori lorenesi nativi della stessa città di Metz, amici tra loro e collaboratori, che le fonti e gli studi hanno da sempre però avuto difficoltà a distinguere l’uno dall’altro, François de Nomé e Didier Barra, uniti sotto un’unica etichetta e un unico problema critico, che Raffaello Causa significativamente definì nel 1956 “l’enigma Monsù Desiderio”.
Grazie alla migliore conoscenza che oggi abbiamo di questi due artisti attraverso le loro opere firmate, i documenti emersi negli ultimi decenni sull’uno e sull’altro, e alcuni nuovi dipinti sinora ignoti conservati presso musei, fondazioni e collezioni private, l’esposizione intende provare a sciogliere questo “enigma” restituendo a Didier Barra, attivo a Napoli tra il 1619 e il 1656, il ruolo di massimo specialista di questo genere di vedute e mettendo in luce la conoscenza reciproca e gli scambi intercorsi tra lui e i maggiori incisori e cartografi, tutti anch’essi forestieri e attivi in città nel corso dei primi decenni del Seicento. Allo stesso tempo la mostra mira a offrire un momento di conoscenza e di riflessione sulla topografia della città di Napoli nel Seicento, sul suo sviluppo urbanistico e sui quartieri, le strade, le chiese e i castelli che a quel tempo ne caratterizzavano l’aspetto di grande porto mediterraneo e di capitale del Viceregno spagnolo.
La mostra sarà visitabile fino al 19 aprile 2025 ed è compresa nel biglietto ordinario di ingresso al Museo.

Sabato 18 gennaio, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata inaugurata la mostra “I Tesori d’Italia – Il ‘900 delle Fondazioni. Da Giorgio De Chirico a Lucio Fontana” ospitata presso il Parco della Valle dei Templi di Agrigento, una location d’eccezione.
La mostra, con sottotitolo Il ‘900 delle Fondazioni. Da Giorgio de Chirico a Lucio Fontana, per la prima volta, infatti, celebra una capitale della cultura italiana, Agrigento, con i riferimenti e le radici culturali dell’intero Paese e non solo di un singolo territorio.
In un unico piccolo ma prezioso percorso, 25 opere (tutti dipinti e 1 scultura) di 22 artisti di tutte le 20 regioni dello Stivale rappresentano la storia dell’arte italiana del secolo scorso e il valore di un patrimonio culturale ancora tutto da scoprire, anche grazie ai prestiti delle Fondazioni bancarie e culturali nazionali, e che raccontano, sia pure in modo non esaustivo, non solo la storia dell’arte ma la storia del Paese stesso.
L’esposizione guida il visitatore alla scoperta dei tesori artistici con una varietà di linguaggi realizzati nell’arte figurativa italiana. Dal Naturalismo e al Verismo, di Francesco Michetti (Abruzzo), Antonio Mancini (Lazio) e di Vincenzo Gemito (Campania) e di Giuseppe De Nittis (Puglia), al Divisionismo di Giuseppe Pellizza da Volpedo (Piemonte), di Angelo Barabino (Liguria) e di Umberto Boccioni (Calabria), passando dal Secondo Futurismo, di Fortunato Depero (Trentino) e di Ivo Pannaggi (Marche), alle visioni metafisiche di Giorgio Morandi (Emilia), Giorgio De Chirico (Italia), di Mario Sironi (Sardegna) e di Filippo de Pisis (Romagna).
Proseguendo dal Neorealismo di Renato Guttuso (Sicilia), per il Cubismo di Gino Severini (Toscana), l’Arte informale di Emilio Vedova (Veneto), di Afro Basaldella (Friuli-Venezia Giulia), e di Alberto Burri (Umbria), lo Spazialismo di Lucio Fontana (Lombardia) e, infine, il New Dada di Gino Marotta (Molise), Francesco Nex (Valle D’Aosta), fino all’Astrattismo di Carla Accardi (Basilicata) presente con un’opera inedita.

Vi ricordiamo inoltre che nelle vicinanze di tutte queste zone potrete usufruire degli sconti esclusivi riservati da molti esercizi turistici ai possessori della nostra Tessera Turit.
Buon fine settimana!







