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Il 30 e 31 gennaio ad Aosta torna la Fiera di Sant’Orso: dieci secoli di passione artigiana
La città di Aosta ha compiuto, nel 2025, ben 2050 anni. Un compleanno importante, celebrato il giorno del Solstizio d’Inverno nel quale, come volle Augusto, il sole sorge perfettamente allineato all’antico Cardo Maximus, corrispondente all’attuale via Croce di Città.
Esattamente per la metà di questi 2050 anni la città ha celebrato, nella notte del 30-31 gennaio, i frutti più belli e preziosi dell’ingegno manuale degli artigiani di questa regione alpina: è la Fiera di Sant’Orso, appuntamento amatissimo e imperdibile per residenti e appassionati che, di inverno in inverno, trascorrono la veillà (veglia) tra le strade del centro tra banchi e botteghe artigiane.
La tradizione va avanti da più di dieci secoli, ma mille e più sono anche gli artigiani attesi nel centro del Capoluogo, provenienti da ogni angolo della Regione più alta d’Italia. Tuttavia, non sono i numeri a rendere speciale questo appuntamento, ma il fatto stesso di potersi ritrovare tra anime affini, riconoscendo nel talento e nella maestria di ciascuno una storia che affonda le proprie radici nelle famiglie della Valle.

A Bormio al via il programma degli eventi turistici collegati alle Olimpiadi invernali
Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 portano a Bormio molto più delle competizioni a cinque cerchi di sci alpino maschile e sci alpinismo, in programma dal 6 al 22 febbraio sull’iconica pista Stelvio. La località valtellinese propone a residenti e visitatori da tutto il mondo un programma di eventi collaterali, che prende il via il 31 gennaio, con il passaggio della Torcia Olimpica, e si conclude il 22 febbraio. Piazze, musei, cinema e spazi culturali diventano punti di ritrovo dove vivere i Giochi anche lontano dalle piste, grazie a proiezioni, musica, mostre e appuntamenti della tradizione locale.
Dopo il passaggio della Torcia Olimpica, che dal Bormio Ski Centre e dalla pista Stelvio raggiungerà il centro storico di Bormio il 31 gennaio, e la festa dedicata ai volontari di Milano Cortina 2026 il 1° febbraio, piazza Cavour e il Kuerc si trasformano nel cuore dell’esperienza olimpica. Dal 2 al 22 febbraio il Live Site trasmette in diretta tutte le competizioni su megaschermo, trasformando la piazza in un punto di ritrovo per il pubblico. Nel pomeriggio, la piazza accoglie attività per famiglie, mentre la sera si accendono concerti, DJ set e spettacoli fino alle 21.
Il Mulino Salacrist propone dal 2 al 22 febbraio “Made in Bormio”, personale del pittore Marco Grassi, maestro ritrattista riconoscibile per lo stile realistico con tocchi surreali, mentre al Centro Visitatori di Valfurva, dove si trova anche l’installazione di Snowsound, c’è “Oro Bianco: Una storia di sport di comunità”, un percorso tra storia, innovazione e memoria sportiva, con attrezzature d’epoca, materiali moderni e cimeli originali degli atleti.

A Milano dal 30 gennaio le Dolomiti in mostra nell’indagine pittorica di Nicola Nannini
Dal 30 gennaio al 14 marzo 2026, la galleria Area\B di Milano presenta la personale “Nicola Nannini. “Se una notte d’inverno…”, a cura di Ivan Quaroni, che riunisce circa cinquanta opere inedite tra oli su tela, tavola e disegni su carta – dai piccoli formati di 30×30 cm fino alle grandi dimensioni di 100×100 cm – in un percorso che trasforma le Dolomiti in un campo d’indagine pittorica e mentale.
Il titolo, ispirato al celebre romanzo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino, allude a un viaggio mentale e frammentato, fatto di pause e riprese, di visioni che si ricompongono nella pittura come in un racconto per immagini.
In queste opere Nannini lavora su un doppio registro, da un lato come un artista che osserva dal vero, dall’altro come qualcuno che ricostruisce, quasi a memoria, un luogo che è fatto anche di immagini mentali, stati d’animo e impressioni che la pittura raccoglie e struttura in una visione poetica.
La mostra si sviluppa come un percorso in quattro momenti, ciascuno dedicato a un diverso modo di guardare e interpretare il paesaggio dolomitico.
Si apre con una serie di disegni di piccolo formato, circa una trentina di 30×30 cm, eseguiti su una carta d’epoca degli anni ’50, che compongono un’installazione pensata come un taccuino visivo. In questi lavori, Nannini sperimenta la relazione tra disegno e colore, costruendo “appunti” che trattano la montagna come un volto minerale, scolpito e modellato dalla luce. Gli scenari di questo nucleo ritraggono spesso maestose pareti montuose immerse in una luce tersa che modella le vette con tocchi di azzurro, rosa, ocra e bianco.

Debutta il 1° febbraio la prima edizione degli Aperi Trek dei Castelli del Ducato
Camminare lentamente attorno a un castello, seguendo strade bianche, sentieri e scorci medievali, per poi brindare insieme con un aperitivo caldo, immersi nel paesaggio. Nascono così gli Aperi Trek dei Castelli del Ducato, una nuova proposta di turismo esperienziale che unisce natura, cultura e convivialità, e che debutta con la sua prima edizione a Scipione Castello (Pr), sulle splendide colline di Salsomaggiore Terme e a due passi dalla cittadina termale.
Gli Aperi Trek si rivolgono a camminatori, amanti della natura, viaggiatori curiosi e appassionati di storia locale, offrendo un modo diverso di vivere i castelli: non solo come monumenti da visitare, ma come paesaggi da attraversare, ascoltare e assaporare.
Il primo appuntamento, previsto per domenica primo febbraio alle ore 9,30, come detto prevede un’immersione nel fascino delle colline parmensi più prossime a Salsomaggiore Terme, con un’escursione che ci porterà tra natura e storia fino al castello di Scipione. Cammineremo lungo piccole strade e sentieri panoramici affacciati sulla Valle dello Stirone, fino a raggiungere le maestose mura del millenario Castello dei Marchesi Pallavicino ed esplorarne vicoli e scorci: il maniero sarà invece visitabile internamente con visite guidate dal mese di marzo 2026.
Per rendere l’esperienza ancor più indimenticabile, in qualche suggestivo punto vista castello, la guida aprirà lo zaino per offrire al gruppo un piccolo aperi-brulè campestre con due fette di strolghino (salame di culatello), un bicchiere di vin brulè, ideale data la stagione ancora invernale, e qualche altra stuzzicheria. Un’occasione unica per staccare la spina, respirare aria pura e assaporare la bellezza autentica del territorio parmense.

A Cervia (RA) dal 24 gennaio all’1 febbraio la Sagra del Cardo Gobbo
Quando l’inverno rallenta la Riviera, Cervia sceglie di scaldare il centro storico con un protagonista insolito e decisamente di carattere: il Cardo Gobbo. Dal 24 gennaio al 1° febbraio, tra piazze, vie e profumi di cucina, va in scena la Sagra del Cardo Gobbo di Cervia, un appuntamento che trasforma la città in una meta perfetta per una pausa Fuoriporta all’insegna del gusto e della tradizione.
Il cuore della festa batte nel centro storico, dove mercatini e stand gastronomici raccontano un ortaggio per veri intenditori. Il cardo coltivato nei terreni sabbiosi di Pinarella è una rarità: cresce solo nei mesi più freddi, viene prodotto in quantità limitate e ha un sapore sorprendentemente dolce, molto apprezzato dagli appassionati di cucina stagionale. Non è un caso se Cervia gli dedica ogni anno un intero weekend gastronomico.
Durante la sagra, il cardo diventa protagonista di ricette tradizionali e creative, valorizzando le sue proprietà depurative e antiossidanti. Un’occasione per riscoprire la cucina d’inverno, quella fatta di ingredienti semplici, tempi lenti e sapori autentici, in un contesto urbano che conserva ancora un’anima raccolta e accogliente.
Ad arricchire l’atmosfera torna anche “A Spass par Zirvia”, l’appuntamento che anima il centro storico con stand artigianali e alimentari provenienti da tutta Italia. Lungo viale Roma, tra sabato e domenica, passeggiare diventa parte integrante dell’esperienza: tra un assaggio e l’altro, musica e spettacoli accompagnano residenti e visitatori per l’intero fine settimana.
La festa si estende anche all’arte, con la mostra “I colori del Cardo e la Mela della Salina”, ospitata alla Sala Dorica di Corso Mazzini durante i weekend della manifestazione. Un ulteriore tassello che lega territorio, creatività e identità locale.

Siena apre l’anno degli eventi enogastronomici con Wine&Siena
Siena apre l’anno degli eventi enogastronomici italiani ospitando l’undicesima edizione di Wine&Siena, tre giorni dedicati alle migliori produzioni vinicole e gastronomiche selezionate dalle commissioni d’assaggio di The WineHunter Award. Per la prima volta Wine&Siena avvia una partnership con un consorzio delle Docg senesi. Il Consorzio del Nobile di Montepulciano presenta con una masterclass un “assaggio” dell’ultima annata che poi sarà presentata ufficialmente nel corso dall’anteprima che si svolgerà a Montepulciano il mese di febbraio.
Il Santa Maria della Scala e Palazzo Squarcialupi diventeranno il cuore di un percorso esperienziale che unisce degustazioni, cultura e confronto, confermando il ruolo della città come riferimento d’eccellenza nel panorama enologico italiano. Oltre 100 cantine e produttori nazionali presenteranno vini, specialità gastronomiche, spirits, birre artigianali, Extrawine e Consorzi di tutela, per un racconto che abbraccia territori, storie e interpretazioni del gusto. Con i percorsi sensoriali si partirà sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio dalle 11 alle 18 con il percorso degustazioni di prodotti enogastronomici. Infine, con Wine&Siena 2026 torna la giornata di lunedì 2 febbraio dedicata agli operatori del settore e alla stampa.

Fino al 22 febbraio 2026 ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini apre al pubblico la prima mostra monografica dedicata a Maria Barosso (1879-1960) figura di rilievo nel panorama culturale italiano del primo Novecento, che svolse un ruolo cruciale nella documentazione, attraverso riproduzioni a colori ad acquerello, delle demolizioni e di importanti cantieri della Soprintendenza di Roma e del Lazio.
Prima donna funzionaria presso la Direzione Generale Antichità e Belle Arti di Roma, dove arrivò nel 1905 iniziando a lavorare con Giacomo Boni, allora direttore degli scavi del Foro Romano, intraprese un percorso professionale che la portò a essere testimone delle grandi trasformazioni urbanistiche della Capitale. E come artista – archeologa si affermò e si distinse per una combinazione unica di accuratezza filologica, rigore scientifico e sensibilità estetica nella documentazione del patrimonio storico-archeologico. Ideata con l’intento di celebrarne l’importante contributo documentario, questa mostra intende da un lato restituire al grande pubblico il profilo poco noto della Barosso e, dall’altro, ripercorrere il suo rapporto sia con la città di Roma che con personaggi e istituzioni di caratura nazionale e internazionale.
L’esposizione “Maria Barosso, artista e archeologa nella Roma in trasformazione” è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta in collaborazione con Sapienza Università di Roma. A cura di Angela Maria D’Amelio, Maurizio Ficari, Manuela Gianandrea, Ilaria Miarelli Mariani, Domenico Palombi, con la collaborazione di Andrea Grazian ed Eleonora Tosti. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da De Luca Editori d’Arte.

Il 31 gennaio e il 1° febbraio a Roma torna il festival Beviamoci Sud
Torna Beviamoci Sud Roma, l’evento di riferimento nella Capitale dedicato alla valorizzazione dei vini del Mezzogiorno d’Italia. La settima edizione si svolgerà sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio 2026 nelle prestigiose sale del The Westin Excelsior Roma (Via Vittorio Veneto 125), segnando un nuovo e significativo passo avanti nel percorso di crescita della manifestazione. Nato dalla passione e dall’impegno di Marco Cum (Riserva Grande) e Andrea Petrini, con la direzione tecnica di Luciano Pignataro, Beviamoci Sud Roma racconta ogni anno l’evoluzione della viticoltura del Sud Italia, affermandosi come un osservatorio vivo e dinamico, capace di coglierne cambiamenti, identità e nuove eccellenze.
Durante le due giornate di manifestazione, il pubblico – composto da appassionati evoluti, operatori del settore, ristoratori, enotecari e giornalisti – potrà incontrare una selezione sempre più accurata di aziende. Accanto a realtà strutturate e storiche, cresce infatti la presenza di piccoli vignaioli artigiani, interpreti autentici dei territori e delle denominazioni. Un panorama produttivo che riflette la vitalità e la maturità oggi raggiunte dalla viticoltura del Sud Italia.
Cuore culturale dell’evento saranno, come da tradizione, le masterclass tematiche, condotte da Luciano Pignataro, pensate per approfondire vitigni, territori e annate significative, in un percorso di divulgazione che Beviamoci Sud porta avanti con continuità da oltre sette anni.
Il programma dell’edizione 2026 prevede un calendario di appuntamenti di alto profilo, che prenderà il via sabato 31 gennaio alle ore 17.30 con una masterclass dedicata ai vini dell’Etna, realizzata a cura del Consorzio di Tutela Etna Doc, alla presenza dei produttori e del Direttore Lunetta, per raccontare identità, contrade, esposizioni ed evoluzione di uno dei territori più dinamici del panorama vitivinicolo italiano.
Domenica 1° febbraio sarà dedicata a un articolato percorso di approfondimento.
Alle ore 14.00 si terrà la masterclass sul Primitivo di Manduria, in collaborazione con il Consorzio, focalizzata sull’evoluzione del vitigno negli anni e sulle diverse interpretazioni stilistiche che ne delineano oggi il profilo qualitativo.
Alle ore 16.30 spazio alla Calabria con una masterclass dedicata alla Costa degli Dei DOC, denominazione di recente istituzione ma già fortemente identitaria, attraverso la degustazione di vini prodotti con i due vitigni simbolo del territorio: Zibibbo e Magliocco Canino.
A chiudere il programma, alle ore 19.00, una masterclass dedicata agli spumanti dell’Etna, realizzata in collaborazione con l’Associazione Spumanti Etna, per approfondire una delle espressioni più interessanti e in crescita del vulcano siciliano, capace di coniugare finezza, verticalità e una forte impronta territoriale.
Elemento centrale dell’edizione 2026 sarà anche il Concorso Enologico “Eccellenze di Beviamoci Sud”, riservato alle aziende partecipanti. I vini saranno valutati attraverso degustazioni alla cieca da una giuria qualificata presieduta da Luciano Pignataro, che assegnerà diplomi di merito alle etichette ritenute più rappresentative per qualità, identità territoriale ed espressività.
Orari di apertura
Sabato 31 gennaio 2026: dalle 14.00 alle 20.00
Domenica 1° febbraio 2026: dalle 14.00 alle 19.00

Faeto (FG) accende la Capitanata: la 43ª Sagra del Maiale è l’evento identitario dell’anno
Faeto (FG) si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi, longevi e identitari della Puglia: la 43ª Sagra del Maiale, un evento che da oltre quarant’anni racconta una comunità, una cultura millenaria e un territorio unico nel suo genere.
Non si tratta di una semplice sagra, ma di un vero e proprio evento di interesse culturale, enogastronomico e turistico, capace ogni anno di richiamare migliaia di visitatori da tutta la regione e non solo, trasformando Faeto nel cuore pulsante dei Monti Dauni.
La 43ª edizione rappresenta un traguardo storico e simbolico con la valorizzazione delle tradizioni contadine e del rito antico della lavorazione del maiale e un programma ricco che unisce cibo, natura, musica, cultura e tradizioni popolari.
Dalle prime ore del mattino, con escursioni naturalistiche nei boschi di Faeto, fino agli stand gastronomici, agli spettacoli, alle attività culturali e ai momenti di condivisione collettiva, Faeto diventa un laboratorio vivo di tradizione, accoglienza e autenticità.
In un periodo storico in cui le aree interne lottano contro lo spopolamento, la Sagra del Maiale è un esempio concreto di resilienza, promozione territoriale e turismo esperienziale, capace di generare economia, visibilità e orgoglio identitario.

In Puglia dal 1° febbraio torna il Carnevale di Putignano
La città di Putignano si prepara a lasciarsi attraversare dalla magia del suo Carnevale, tra le manifestazioni più antiche e longeve d’Europa e che quest’anno giunge alla 632ª edizione. Il Carnevale di Putignano nasce dal cuore della sua comunità, che lo vive, lo costruisce e lo tramanda celebrando attraverso la festa la propria identità culturale e un patrimonio di arte e saperi che attraversa le generazioni.
Il Carnevale entrerà poi nel suo pieno fermento con le tradizionali sfilate in maschera, vero cuore pulsante della manifestazione, che trasformeranno le strade del centro in un teatro a cielo aperto nelle giornate di domenica 1, sabato 7, domenica 15 e martedì 17 febbraio 2026.
Anche quest’anno, la direzione filosofica e culturale è affidata ad Andrea Colamedici, che prosegue il suo percorso di rilettura contemporanea della tradizione putignanese, intrecciando arte e filosofia in un dialogo vivo e costante con la comunità e con il pubblico.

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Buon fine settimana!







