Abbiamo selezionato per voi i migliori eventi da non perdere nel fine settimana 12-13-14 settembre in giro per l’Italia! Scegliete il vostro preferito! Viaggiate in sicurezza con il vostro camper con la “Polizza degli Amici di Turismo Itinerante” in convenzione con la D’Orazio Assicurazioni.
Dal 13 al 21 settembre a Parma torna l’appuntamento con il Salone del Camper
Torna l’imperdibile appuntamento annuale per tutti gli appassionati di caravanning e vacanze all’aria aperta: da sabato 13 a domenica 21 settembre presso Fiere di Parma vi aspetta il Salone del Camper, con tutte le novità del settore.
Quello del camper, della caravan e del van è un mondo in continua evoluzione e crescita. Il boom del turismo open air è concreto e tangibile, lo dicono le statistiche, gli operatori economici, le piattaforme online e i comuni italiani, che stanno investendo sempre più nelle aree di sosta camper. 20 milioni di turisti itineranti in Europa, un parco circolante di oltre 6 milioni di veicoli aumentato del 25% negli ultimi 5 anni, una spesa giornaliera di circa 200 euro al giorno, un utilizzo di 79 giorni all’anno del mezzo: i camperisti e caravanisti arrivano ovunque, in qualunque stagione, amano il territorio e privilegiano la filiera agricola locale.
Il Salone del Camper di Parma, che sarà inaugurato sabato 13 settembre alle ore 11 in Sala Barilla (pad.1), rappresenta con autorevolezza e continuità l’intero mondo del turismo open air, perché riunisce i più importanti produttori mondiali di veicoli ricreazionali e gli appassionati del nuovo “viaggio nomade”. Nuovo perché caratterizzato dal desiderio di libertà, passione per la natura, scoperta, sport e socialità. Ma anche dalla scelta di comodità, design, tecnologia e servizi.
Rallentare è il nuovo benessere. Potersi fermare dove si desidera è il vero lusso. La lentezza non è più rinuncia, ma atto rivoluzionario. Esplorare, scegliere nuove rotte, riscoprire il valore del tempo, della libertà, dei momenti autentici da trascorrere in coppia oppure in famiglia. Il turismo in camper (e caravan e van) è diffuso e sostenibile perché valorizza aree meno conosciute, contribuisce allo sviluppo territoriale perché genera spese giornaliere e acquisto di prodotti tipici, è ecologico perché il veicolo ricreazionale camper è a basso impatto in termini di Co2, favorisce il turismo lento e senza sprechi.
Tutti gli eventi, con giorni e orari, sono consultabili nel sito: www.salonedelcamper.it
Noi di Turismo Itinerante e Turismo all’Aria Aperta vi aspettiamo a Parma presso il Padiglione 2, allo Stand I028. Non vediamo l’ora di incontrarvi! Presso il nostro stand troverete anche Maké, la macchina da caffè portatile e automatica per il vostro break giornaliero, e Perpet, il food di qualità per i vostri amici a 4 zampe (e non solo).

Il 13 settembre 2025 torna a Cortina d’Ampezzo The Queen of Taste, il festival dell’alta cucina di montagna giunto alla sua nona edizione, organizzato da Chef Team Cortina e promosso da Cortina For Us, con il patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo.
Con uno slancio olimpico, l’edizione 2025 si rinnova completamente: nuovo format, nuove esperienze, ma la stessa inconfondibile atmosfera. Un viaggio enogastronomico guidato dallo Chef Team Cortina, una squadra consolidata di cuochi e ristoratori locali che, partendo dalle vette delle Dolomiti, si spingono oltre i confini del gusto. Tra radici culinarie verticali e orizzonti creativi, l’obiettivo di The Queen of Taste resta quello di promuovere la ristorazione di montagna come eccellenza del territorio, in continuo equilibrio tra la tradizione culinaria ampezzana e le sue rivisitazioni fusion e contemporanee.
A rendere ancora più significativo questo appuntamento sarà la presenza di Enrico Bartolini, chef da record con 14 stelle Michelin (primo in Italia e secondo nel mondo), noto per la sua filosofia Contemporary Classic e per l’eleganza che accompagna ogni sua creazione. Nato a Castelmartini (Pistoia) e formatosi tra Parigi, Londra e l’Italia, Bartolini è oggi il punto di riferimento dell’alta cucina milanese, grazie anche al suo ristorante tristellato al MUDEC, nel cuore creativo di Milano.
La sua partecipazione rappresenta l’incontro naturale tra due capitali del gusto e della cultura italiana: Milano e Cortina, legate da un filo sottile che unisce creatività, eccellenza e spirito olimpico. Il piatto che firmerà per l’occasione — il Piatto Cortina — sarà un omaggio ai sapori alpini e alla montagna, una creazione pensata per raccontare un ponte tra Milano e Cortina, le due anime dell’Olimpiade 2026, ma anche due luoghi uniti da sempre dalla cultura del gusto, della bellezza e dalla ricerca dell’eccellenza.
The Queen of Taste si conferma così non solo come vetrina per la ristorazione d’alta quota, ma anche come laboratorio culturale e gastronomico dove chef, artigiani del cibo e del vino, ospiti e territori si incontrano per dare forma a una nuova idea di alta cucina di montagna: identitaria, aperta e contemporanea.

Asiago apre le porte alla 13ª edizione di Made in Malga
L’Altopiano di Asiago torna a essere la capitale dei formaggi di montagna con la 13ª edizione di Made in Malga, la rassegna più attesa da migliaia di appassionati del gusto. Per due fine settimana consecutivi, dal 5 al 7 e dal 12 al 14 settembre, le vie e le piazze del centro si trasformeranno in un palcoscenico di sapori, tradizioni e incontri unici con i maestri dell’arte casearia.
Il cuore della manifestazione sarà la mostra mercato, con oltre 100 produttori provenienti dalle montagne di tutta Italia. Ad arricchire il programma, 36 degustazioni guidate con abbinamenti sorprendenti tra formaggi e vini estremi, escursioni tra le malghe dell’Altopiano e la grande Osteria di montagna, dove piatti tipici e ricette creative metteranno in risalto l’Asiago DOP e le eccellenze della cucina alpina.
In contemporanea, nei giardini di Piazza Carli, spazio alla quinta edizione del Mountain Beer Festival, vetrina delle migliori birre artigianali di montagna, animate ogni sera da aperitivi musicali e DJ set a partire dalle 19:00.

Sabato 13 settembre a Besano (VA) visita guidata agli scavi e al Museo Civico dei Fossili
Il Museo Civico dei Fossili di Besano espone una parte significativa degli eccezionali reperti scoperti sul territorio del Monte San Giorgio, dichiarato sito Unesco nel 2010. Una finestra su un passato lontano 240 milioni di anni quando, nelle calde acque di un mare tropicale, vivevano le creature che oggi possiamo ammirare perfettamente conservate nelle sale: splendide ammoniti, pesci e rettili dall’aspetto bizzarro. Tra questi ultimi spicca l’enorme Besanosaurus, ittiosauro lungo quasi 6 metri, che conserva nell’addome 1 embrione.
Sabato 13 settembre alle ore 10.00 ci sarà l’ultimo appuntamento estivo legato al Museo dei Fossili di Besano, con il supporto di Archeologistics, impresa sociale impegnata nella valorizzazione dei beni culturali. Partiremo alla volta di Rio Ponticelli, per andare a conoscere i luoghi che hanno custodito i reperti conservati oggi al museo di Besano. Visiteremo il territorio dei primi scavi avviati all’epoca di Antonio Stoppani e raggiungeremo anche le miniere di ittiolo, dove l’attività estrattiva del secolo scorso ha portato a scoprire questi reperti unici al mondo.
Ad accompagnarci sui sentieri ci sarà anche il geologo Gianbattista Fidanza, che ci racconterà in particolare della miniera di scisti bituminosi delle Piodelle e ci aiuterà ad osservare i suoi strati laminati. Parleremo di storia geologica, tecniche estrattive e del progetto di valorizzazione dell’area delle miniere promosso dal Comune di Besano, in corso di realizzazione e curato da Fidanza stesso.
Al termine della salita, ci fermeremo per una pausa pic nic (pranzo al sacco in autonomia) prima di rientrare al paese e, nel pomeriggio, visitare insieme alla guida il Museo dei Fossili di Besano.
L’attività è a cura di Archeologistics, impresa sociale che gestisce il Museo Civico dei Fossili di Besano per conto del Comune di Besano.
Il percorso prevede la salita su sentiero boschivo.
Difficoltà: facile.
Termine previsto: ore 16.00.

Guarda in alto, tra le fronde, la Festa degli Orti 2025 di Casa Lajolo. Il giardino e l’orto della dimora storica di Piossasco, alle porte di Torino, sabato 13 e domenica 14 settembre ospitano due giorni di iniziative dedicati a “Alberi, una storia vivente”.
Quest’anno la Festa – nata per salutare l’estate e apprezzare la bellezza e ricchezza del giardino e dell’orto di settembre – tra libri, talk, passeggiate, laboratori per grandi e piccoli, degustazioni, vuole omaggiare gli alberi e, attraverso le loro voci, l’ambiente. L’idea alla base è che ogni albero è un testimone di storie e di vita, lui stesso è una storia, ha una storia e racconta molte storie: è forte e longevo, estraneo alla fretta, dotato di linguaggi e capacità che ignoriamo, capaci di alleanze e di egoismi.
L’inaugurazione della Festa degli orti, organizzata da Fondazione Casa Lajolo con il patrocinio della Città di Piossasco, è sabato 13 settembre nella Sala Scuderia (ingresso libero con prenotazione): alle 17,30 si apre la mostra di illustrazioni dal libro “I giardini filosofici” di Rossana Bossù, che dialogherà con Fabio Marzano.
A seguire, l’aperitivo, a cura di Canone occidentale, con due cocktail a base di vermouth, Milano-Torino (Vermouth Rosso e Bitter) e Vermouth e Tonica (Vermouth e Tonica), e per chi lo desidera, assaggi in purezza.
Domenica 14 settembre è il giorno, innanzitutto, della mostra mercato con aziende e produttori del territorio (orario 10-18): tra le realtà presenti, il Vivaio Fratelli Gramaglia, che ha sede a Collegno, ed è tra i più importanti e prestigiosi in Europa e tratta, dal 1896, piante aromatiche. Poi, I pomodori di Remo, l’Associazione Parco del Nobile, l’Accademia delle arti naturali, l’Associazione Atman, la Libreria55, l’Ambaradan di Serravalle d’Asti, specializzata in arredi per esterno in ferro battuto, gazebi, arredamento e decorazione giardino, Melanie crochet e Le delizie del Dahu. Presente anche l’Associazione Adipa che, per tutto il giorno, metterà a disposizione sacchetti di semi omaggio e un gioco per bambini su semi e piante.
Domenica si curiosa tra gli stand, ma c’è anche la possibilità di prendere parte alle visite guidate alla dimora e al giardino e al tour nell’orto. Durante tutta la giornata, è previsto servizio caffetteria e pranzo con Cubotondo Caffè.
Il programma 2025 è ricco. Alle 11, nel boschetto di tassi, Samuele Ratti, arboricoltore e curatore del Rami, Registro degli Alberi Monumentali Italiani, dialoga intorno al tasso monumentale di casa. Alle 12, nell’uliveto, Giovanni Bocchino di Alto Olio racconta come produce olio evo sulle colline sopra Pinerolo, all’interno dell’Azienda agricola Santa Caterina del Monte Uliveto. Prevista anche una degustazione guidata di oli.
Alle 14,30, nel prato libero, passeggiata tra i frutti antichi con Edoardo Santoro dell’associazione Sguardo nel verde, alla scoperta dei sapori di una volta. Poi, alle 15,30, in sala Boschera, Lucia Barabino, scrittrice e fotografa, presenta il suo libro “Storia di un vivaio”, in dialogo con Federico Villare di Adipa e Fabio Marzano. Barabino ha fondato e gestito, per 20 anni, un vivaio di piante tropicali a Torino e di recente ha pubblicato un libro sulla sua esperienza di appassionata cacciatrice di rarità.
Alle 16,30 nel boschetto di tassi incontro-racconto in musica con Alessandro Natella, medico chirurgo agopuntore, appassionato di antropologia medica e musica medicina, mentre alle 17,30 – sotto il cedro deodara – incontro con Cristina Converso, dottore forestale all’Arpa Piemonte e autrice di numerosi volumi sul tema, che racconta, intervistata da Fabio Marzano, i suoi libri “Testimoni silenziosi. Storie di alberi monumentali” e “A radici nude”, entrambi editi da Buendia Books.
Infine, alle 18,30 nell’orto il concerto del duo musicale jazz a cura di Gabriele Cervia, violino, e Federico Mori, contrabbasso, con aperitivo del ristorante Civico22, da acquistare a parte.

Al parco Ferrari di Modena dall’11 al 14 settembre torna Mutina Boica
Dall’11 al 14 settembre 2025 torna al Parco Ferrari di Modena la XVI edizione della rievocazione storica Mutina Boica, organizzata da Crono Eventi, un progetto dell’associazione Aes Cranna, manifestazione storica della regione Emilia-Romagna inserita all’interno di Modena Città dei Festival, progetto promosso da Comune e Fondazione di Modena che mira a valorizzare i festival cittadini in un’ottica di attrattività turistica. Quattro giorni di rievocazione, musica, teatro, buon cibo e condivisione per un totale di 120 eventi che accompagneranno spettatori e appassionati indietro nel tempo, oltre 20 gruppi di rievocazione storica, espositori artigianali, banchi di cibo, birra, idromele e sidro, concerti, spettacoli, laboratori didattici e attività per bambini e famiglie, tutto all’insegna dell’impegno plastic free e del contenimento dei rifiuti monouso.
Mutina Boica 2025 guarda ancora una volta all’evento fondativo della storia cittadina, ovvero alla seconda guerra punica (218-202 a.C.) che portò per la prima volta il nome di Mutina a comparire nelle pagine della storia. E’ infatti seguendo le vicende di Annibale, il grande generale cartaginese che invase l’Italia alla fine del III secolo dando inizio al più grande conflitto dell’antichità, che compare il nome di Mutina. Il titolo dell’edizione 2025 “La profezia di Didone” richiama le origini mitologiche di quel conflitto: la regina Didone, fondatrice di Cartagine, poco prima di togliersi la vita in seguito all’abbandono dell’esule troiano Enea – in rotta verso l’Italia e la successiva fondazione di Roma – predisse che la sua morte avrebbe perseguitato lo stesso Enea e i suoi discendenti, dando così origine alla secolare inimicizia che portò Roma e Cartagine ad affrontarsi per due secoli, fino alla definitiva distruzione di Cartagine. Nel 2025 Mutina Boica guarderà a quei fatti disegnando i confini, le ragioni (vere o pretestuose) di uno scontro tra nord e sud del mondo, oriente e occidente, i cui echi risuonano tristemente nelle pagine del nostro mondo attuale.

Dal 12 al 14 settembre 2025, la Stazione Leopolda di Firenze accoglie il mondo di Pitti Fragranze.
Il salone di Pitti Immagine dedicato alla profumeria artistica internazionale celebra l’edizione 23 proponendo un viaggio tra le note olfattive più esclusive e le formule skincare che combinano bellezza e scienza.
“Anticipare le tendenze offrendo uno sguardo mirato sulle novità delle maison de parfum e dei brand più iconici e innovativi e al tempo stesso fare scouting sui brand più nuovi – dice Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine – è da sempre l’obiettivo di Fragranze. A ogni edizione questo impegno si consolida attraverso nuove collaborazioni e nuovi focus, e un palinsesto di talk, incontri e presentazioni che accompagneranno il lavoro dei migliori buyer del settore fragranze e beauty.
Fragranze promuove la ricerca di ciò che genera bellezza, piacere e attimi perfetti. E poiché non c’è arte senza armonia dell’insieme, abbiamo scelto la parola Composizione per guidare e ispirare l’immagine del salone di settembre e dei suoi contenuti.”
“Composizione”: la parola-guida di Fragranze n.23
Scrive Iosif Brodskij in Fondamenta degli incurabili: “Ricavai una lezione fondamentale in fatto di composizione: imparai che la qualità di un racconto non dipende dalla storia in sé ma dal montaggio”. Comporre è unire, concatenare, accostare, equilibrare. Si compone un puzzle, ma anche un litigio. Si compongono i fiori in un vaso e i pigmenti per creare un colore.
Comporre è un atto invisibile ai più, ma capace di dare senso e contenuto. Vitruvio lo codificava in architettura, Henri Cartier Bresson lo attendeva a lungo prima dello scatto, i pittori rinascimentali lo identificavano con l’ordine prospettico.
E per chi pratica l’arte della profumeria e dello skincare niente è più essenziale di certe alchemiche relazioni che rinnovano continuamente l’esperienza olfattiva e tattile. A rappresentare il concetto di Composizione è l’artwork dell’immagine di Fragranze 2025, firmato da Alessandro Gori. Laboratorium -|- M M X V I.
L’accesso alla manifestazione è consentito solo agli operatori del settore.

Dal 10 al 14 settembre si celebra la 50esima edizione del Premio internazionale della fisarmonica
Torna a Castelfidardo (AN) il festival che celebra uno degli strumenti musicali più tradizionali: la fisarmonica. Molteplici, come sempre, gli eventi ad ingresso gratuito che ruotano attorno al nucleo storico del Premio / Concorso per solisti e gruppi sotto la direzione artistica del maestro Spaccarotella.
Salone degli Stemmi, piazza della Repubblica, Auditorium San Francesco e teatro Astra sono i punti cardine ove ogni giorno si intrecceranno note ed armonie delle audizioni valutate da una giuria internazionale presieduta dal Maestro Massimiliano Pitocco con i matinée e gli show case (alle 12.00 in piazza) proposti dalle aziende aderenti all’AMMA (Association Music Marche Accordions), i concerti pomeridiani e quelli serali.
Atto inaugurale mercoledì 10 settembre con la presentazione del brano d’obbligo per la categoria concertisti commissionato quest’anno al compositore Cesare Chiacchiaretta (ore 15.00 al Salone degli Stemmi), l’esibizione del Gemini Duo composto da Wanchen & Wanxu Zhao, vincitrici lo scorso anno nella sezione musica da camera (ore 19.00, Auditorium San Francesco), l’energico concerto delle 21:30 in piazza della Repubblica all’insegna del ritmo e delle vibrazioni di Enzo Avitabile con i Bottari di Portico (percussioni tradizionali: botti, tini, falci).
Giovedì 11 settembre, i momenti salienti sono offerti da Nonato Lima (in piazza alle 18:00), uno dei più grandi fisarmonicisti brasiliani contemporanei che fonde la tecnica classica con l’anima del forró e della musica popolare del Nordest e il quartetto internazionale composto dal chitarrista e compositore di origine italiana Antonio Forcione con la fisarmonica di Natalino Marchetti (piazza della repubblica 21:30).
Venerdì 12, si annuncia una giornata ricchissima con il raffinato artista moldavo Radu Ratoi, vincitore PIF nel 2019 (Auditorium San Francesco, ore 17:00), la donazione di una pregiata fisarmonica Hohner al Museo (ore 17:00), la musica intima di Andrea Coruzzi (Salone degli Stemmi, 19:00) e la serata clou (21:30, piazza della Repubblica) con la fisarmonica visionaria del grandissimo Simone Zanchini e l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti. Una prima assoluta ove virtuosismo, improvvisazione, swing e arrangiamenti sofisticati danno vita ad una miscela esplosiva, un concerto la cui registrazione diventerà manifesto e testimonianza di come la fisarmonica possa essere protagonista in una big-band in una esperienza sonora inedita.
Sabato 13 settembre, un’altra raffica di eventi speciali e originali, tra cui la conferenza internazionale di illustrazione della documentazione (ore 11,00 salone degli Stemmi) che confluisce nel dossier per la candidatura della fisarmonica nel patrimonio Unesco con i consulenti e i tecnici che stanno curando il progetto. Lo spettacolo Voci a mano (salone degli Stemmi, ore 17.00) favorisce poi l’incontro tra l’alta artigianalità delle voci armoniche della fisarmonica e la versatilità della voce umana, un dialogo che attraversa generi diversi (dal classico al tango, dalla tradizione francese ai boleros messicani) con interpreti d’eccezione; Placido Domingo Jr (voce), Annalisa Biancofore (voce), Cristiano Lui (fisarmonica) e Sandro Paoletti (sax).
Alle 18:00 in piazza della Repubblica, il Daniele Falasca trio (con Federico Parrinello al pianoforte ed Emanuele Faní al contrabbasso) intreccia tecnica, composizioni originali e forti emozioni), Emy Dragoi (20:30) offre un saggio del suo virtuosismo per poi lasciare spazio in piazza della Repubblica ad una effervescente e sorprendente serata brasiliana con Luciano Maia (22:00), con gli appassionati di milonga che potranno invece confidare sul consueto appuntamento in Auditorium San Francesco (dalle 21:30) con il Giacomo Medici tango ensemble e a seguire Alice Tdj.
Chiusura dell’ampio palinsesto domenica 14 settembre con la novità dello show di mezzodì sul palco centrale della Fisorchestra Castelfidardo diretta dal maestro Luigino Pallotta e l’esibizione e proclamazione dei vincitori delle varie categorie e del PIF al cine-teatro Astra (dalle 17:00) a chiusura di cinque giorni di intense emozioni, scambi culturali e vibrazioni.

Dal 6 al 14 settembre in Gallura (Sardegna) torna Isole che Parlano
Dal 6 al 14 settembre 2025 torna il Festival Internazionale Isole che Parlano, diretto da Paolo Angeli e Nanni Angeli, appuntamento che da ventinove anni mette in relazione arti e comunità, paesaggi e linguaggi, con una programmazione multidisciplinare che abita i luoghi della Gallura.
La sezione musicale, come da tradizione, propone un viaggio che intreccia artisti internazionali e contesti paesaggistici unici, con un calendario che attraversa Palau, La Maddalena, Arzachena e Luogosanto. L’avvio è affidato alle anteprime Aspettando Isole che Parlano: sabato 6 settembre, al Palazzo di Baldu di Luogosanto, sarà protagonista Descansate Niño, progetto del chitarrista Giacomo Ancillotto con Marco Zenini e Alessandra D’Alessandro, formazione che mescola jazz contemporaneo, rock strumentale e scrittura cinematica. Domenica 7 settembre la scena si sposterà alla Tomba dei Giganti di Coddu Vecchju ad Arzachena con il solo della musicista messicana Fuensanta, che con voce, contrabbasso ed elettronica dà vita a una performance in cui jazz contemporaneo, tradizione latinoamericana e ricerca timbrica si fondono in un flusso espressivo radicato nella corporeità.
Dall’11 settembre il festival entra nel vivo. Giovedì 11, a Punta Tegge (La Maddalena), l’Elana Sasson Quartet, formazione cosmopolita basata a Valencia, porterà un jazz mediterraneo che ingloba suggestioni poetiche e tradizioni musicali globali. La giornata si chiuderà al Cineteatro Montiggia di Palau con Istèrrida pro Gaza, il concerto del Tenore Murales de Orgosolo, tra le voci più autorevoli del canto a tenore, capace di unire la forza della tradizione orgolese a percorsi di ricerca e sperimentazione, in un dialogo che intreccia memoria, resistenza e impegno civile.
Venerdì 12, la mattina nella Pineta di Palau Vecchio sarà dedicata all’incontro estemporaneo tra i contrabbassisti Ksawery Wójciński ed Esat Ekincioğlu, mentre nel pomeriggio, al Faraglione, si esibirà A Bad Day, progetto strumentale di Egle Sommacal e Sara Ardizzoni, che attraverso due chitarre elettriche e pedali analogici costruisce paesaggi sonori tra contrappunti immaginifici e astrazione rigorosa. In serata, a Porto Faro, doppio appuntamento con Matteo Carta e il suo progetto King Shepherd and the Lost Sheep, ispirato alle musiche tradizionali sarde e nordafricane, e con il quartetto guidato dal sassofonista turco Korhan Futacı, che fonde tradizione anatolica, improvvisazione radicale e psichedelia.
Sabato 13 settembre si apre con l’incontro/lezione di Paolo Angeli in dialogo con Farah Fersi e il concerto degli Arrepícus, che rielaborano poliritmie e canti della tradizione sarda in chiave contemporanea. Nel pomeriggio, la Roccia dell’Orso sarà al centro di Di Granito, sonorizzazione itinerante dedicata a Pietro Sassu, Mario Cervo e Antoni Are, che vedrà protagonisti il Tenore Santu Gavinu de Illorai e il Coro Gabriel di Tempio, in collaborazione con ISRE, Archivio Mario Cervo e altre realtà del territorio. La sera, a Porto Faro, spazio al duo polacco Maniucha i Ksawery, che unisce improvvisazione jazz e canti popolari della Polesia, e a Za! + Perrate, progetto che intreccia flamenco, jazz, elettronica e post-rock, premiato nel 2024 ai Premios MIN.
Domenica 14 settembre, ultima giornata, la Cantina Filigheddu ospiterà Heavy Sound, progetto collettivo che fonde improvvisazione, scrittura e ritmiche afro beat. Nel pomeriggio, a Cala Corsara sull’isola di Spargi, la musicista tunisina Farah Fersi, virtuosa del qanun, proporrà un solo tra tradizione araba e visioni contemporanee. Il festival si chiuderà, come da consuetudine, con il “Saluto al mare” sulla spiaggia di Palau Vecchio.
Accanto al programma musicale, la XXIX edizione del festival ospita una mostra di grande rilievo internazionale. Dall’8 settembre al 12 ottobre 2025, il Cineteatro Montiggia di Palau accoglierà l’esposizione Gaza When Emotions Suffocate, dedicata alla fotogiornalista palestinese Samar Abu Elouf, insignita del World Press Photo of the Year 2025. La selezione, composta da sessanta immagini, racconta Gaza prima e dopo il 7 ottobre 2023 e documenta le conseguenze degli ultimi ventidue mesi, con particolare attenzione alla condizione femminile e alle ricadute intergenerazionali del conflitto.
La mostra si articola in tre sezioni: la vita quotidiana a Gaza prima dell’attacco, la guerra e la perdita che hanno colpito la comunità palestinese, e infine le testimonianze pubblicate dal New York Times nel novembre 2024, che ritraggono persone gravemente ferite a Gaza e poi trasferite in Qatar per ricevere cure. L’inaugurazione è prevista per l’8 settembre alle 21:00 alla presenza della fotografa, che sarà protagonista dell’incontro pubblico Riflessioni sull’etica di un mestiere. La fotografa si racconta.

Il 12, 13 e 14 settembre aria di festa a Cretone (Roma) con ciammellocco e longarini
Le vacanze sono agli sgoccioli, le giornate si accorciano, l’aria cambia.. Ma il gusto, quello no, non va in ferie. E allora per chiudere in bellezza questa estate vi consigliamo di puntare dritto su Cretone, frazione di Palombara Sabina, per un fine settimana che sa di forno a legna, pasta fatta a mano e buon vino.
Dal 12 al 14 settembre, tra Roma e Rieti, torna la Sagra del Ciammellocco e dei Longarini, giunta alla 12ª edizione, e diventata ormai appuntamento fisso per chi ama le tradizioni vere, i sapori genuini e le feste dove non ti serve il dress code, ma solo appetito e voglia di stare bene.
Il re della festa è lui, il Ciammellocco: una ciambella salata, tonda e profumata d’anice, fatta come una volta, con uova, farina, limone, olio d’oliva e semi di anice, cotta al momento e servita calda. Altro che dolciumi fritti: questa è roba seria. Una delizia che sfama da generazioni i contadini sabini e che oggi fa la felicità anche dei più curiosi buongustai.
E se la ciambella ti ha fatto venire fame, preparati per il primo piatto della casa: i Longarini, pasta a mano (acqua e farina, zero compromessi) condita con pomodoro fresco, rucola e guanciale. Un tripudio di semplicità e sapore che ti riconcilia con il mondo.
Il tutto accompagnato da tanto altro street food rigorosamente fatto in casa, da mani esperte e con materie prime del territorio. E a innaffiare ogni morso, ci pensa “Il Borgo Divino”: un percorso tra cantine vinicole selezionate per una degustazione a prova di intenditore.
Qui non si brinda per brindare: si beve bene.
E non finisce qui. Per chi vuole prendersela comoda, Cretone ha più di un asso nella manica. Puoi perderti tra i vicoli del borgo medievale, passeggiare fino al castello del XIII secolo, guardare l’orizzonte che si apre sulla Sabina o goderti una pausa rigenerante alle Terme di Cretone, dove l’acqua sulfurea sgorga pura come la voglia di rimanere un giorno in più. Ogni sera, musica live in tutto il paese: dall’alto al basso, le note accompagneranno le chiacchiere, le risate e le forchettate. Insomma: l’estate sta finendo, ma non prima di aver fatto tappa a Cretone. Perché ci sono tanti modi per salutare la bella stagione, ma nessuno è buono come questo.

Dal 10 al 14 settembre a Roma il Festival di Film di Villa Medici
Dal 10 al 14 settembre a Roma il Festival di Film di Villa Medici. Il festival, nato nel 2021 con l’intento di esplorare i territori di confine tra cinema e arte contemporanea, si distingue per un approccio aperto e audace: qui il cinema non è mai solo racconto, ma anche sguardo che scava, devia, interroga. Anche quest’anno, il programma conferma questa vocazione, articolandosi in tre linee principali: un concorso internazionale, la sezione Focus con incontri speciali e carte bianche, e le celebri proiezioni serali nel Piazzale, sotto il cielo di Roma.
Il cuore pulsante del Festival è, come sempre, il concorso internazionale, che riunisce dodici opere recenti da tutto il mondo, capaci di raccontare – con approcci, linguaggi e formati differenti – le tensioni, i desideri e le contraddizioni del nostro tempo. È una selezione eterogenea e profondamente libera, in cui convivono sguardi poetici e politici, invenzione visiva e riflessione critica, esperienze intime e affondi sociali.

Vinòforum 2025: dall’8 al 14 settembre a Roma il meglio dell’enologia italiana
Si avvicina sempre più il ritorno di Vinòforum, il più importante evento enogastronomico del Centro Sud Italia che, dall’8 al 14 settembre, darà il via a un viaggio coinvolgente tra grandi vini, cene d’autore, il meglio del mondo della pizza e tante altre produzioni d’eccellenza. Saranno 3.200 le etichette in degustazione di ben 800 aziende provenienti da tutta la Penisola, che trasformeranno gli oltre 16.000 mq di Piazza di Siena in una grande arena del vino. Sarà infatti questa meravigliosa location, nel cuore di Villa Borghese, le più importanti realtà del vino italiano con la partecipazione di cantine, Consorzi e Istituzioni.
Per un percorso nell’eccellenza del mondo del vino saranno fondamentali le Wine Top Tasting, esclusive masterclass con protagonisti i grandi territori enologici raccontati dai produttori e dagli esperti degustatori dell’Associazione Italiana Sommelier Lazio, preziosi partner di Vinòforum.
Un programma di incontri che spazieranno dalla degustazione dei vini iconici della Valpolicella, al fascino delle Bollicine dei grandi spumanti italiani e degli iconici champagne, passando per le note aromatiche degli eccellenti Rum caraibici e chiudendo con i vini rossi d’Oltralpe: la raffinatezza del Bordeaux, la profondità del Borgogna e il carattere del Rhône.
Per gli appassionati che vorranno approfondire le basi tecniche della degustazione del vino, l’AIS Lazio firmerà un calendario di appuntamenti tra vitigni, tecniche di degustazione e abbinamenti perfetti.

Pozzuoli, con la sua straordinaria stratificazione storica e potenza mitologica diventa teatro della quinta edizione di Panorama, la mostra diffusa ideata da ITALICS – rete di gallerie italiane e straniere basate in Italia, di arte antica, moderna e contemporanea – che dal 2021, con cadenza annuale, racconta l’Italia attraverso un intreccio virtuoso tra arte, architettura, patrimonio, paesaggio e comunità locali.
Dopo Procida (2021), Monopoli (2022), L’Aquila (2023) e il Monferrato (2024), Panorama torna alle origini: nel settembre 2025 ITALICS approda a Pozzuoli, nel cuore pulsante della Campania antica.
Dal 10 al 14 settembre 2025, l’atteso appuntamento con Panorama si svolge tra gli scenari vulcanici e mitologici di Pozzuoli, città-soglia tra terra e mare, storia e immaginario. A curare questa quinta edizione è Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, che guida il pubblico in un viaggio immersivo tra divinità e creazione, in un dialogo tra memoria e urgenze del presente.
Un territorio unico in Italia, quello dei Campi Flegrei, una vasta area vulcanica modellata da eruzioni millenarie che presenta un paesaggio mutevole, plasmato dalla potenza geologica della cosiddetta Caldera del Tufo Giallo Napoletano. Abitata fin dall’antichità, la zona accolse dapprima i Greci Eubei, poi, attratti dal paesaggio e dalle acque termali, fu il tempo dei Romani che qui lasciarono porti, terme e luoghi pubblici ancora oggi visibili. Ma è il legame con il mito a rendere i Campi Flegrei particolarmente affascinanti. In questa terra gli dèi dell’Olimpo sconfissero i Giganti, imprigionandoli sotto la crosta infuocata. Il lago d’Averno era l’ingresso al regno degli Inferi; la Solfatara, la fucina del dio Efesto; e Dedalo, in fuga da Creta, vi avrebbe costruito il tempio di Apollo, dimora della Sibilla Cumana, che ispirata dal dio, pronunciava le sue profezie.
In questo contesto straordinario, affacciata sul Mar Tirreno e con lo sguardo rivolto alle isole di Ischia, Procida e Vivara, si svela Pozzuoli: una gemma nascosta nel Golfo di Napoli. A dominarla è il Rione Terra, promontorio e fulcro identitario della città, sotto il quale si cela uno dei percorsi archeologici più suggestivi del Mediterraneo. Un quartiere che, disabitato dagli anni Settanta, è oggi reso nuovamente accessibile e visitabile grazie a un ambizioso intervento di restauro.
Pozzuoli affascina con la potenza del suo Anfiteatro Flavio, tra i più grandi dell’antichità, e con i resti enigmatici del Tempio di Serapide. A rendere unico il suo territorio contribuiscono anche i fenomeni naturali della Solfatara, con fumarole e pozze di fango ribollente, il leggendario Lago d’Averno, specchio di leggende e soglia dell’oltremondo, e la storica Darsena, vivace porto cittadino.
Intorno a Pozzuoli, l’eco del mito risuona ancora tra le rovine di Cuma, la prima colonia greca d’Occidente, e le meraviglie sommerse di Baia, l’antica città dei piaceri imperiali. Un territorio che da millenni intreccia natura, storia e leggenda, incandescente come la terra che lo plasma.
La mostra si sviluppa lungo un cammino che attraversa la città, incontrando chiese, gallerie sotterranee, terrazze panoramiche, vestigia e paesaggi vulcanici: un itinerario tra luoghi simbolo di stratificazioni storiche e divine, pensato come una promenade. Un luogo che sembra essere disegnato per accogliere l’unicità che ITALICS sa esprimere attraverso la passione dei propri galleristi.
Il fil rouge di Panorama Pozzuoli è il tema della divinizzazione, un concetto che attraversa epoche e sensibilità e che a Pozzuoli trova una risonanza profondamente naturale. Qui, dove il mito si intreccia con la storia e la natura si manifesta in forme spettacolari e potenti, l’idea del divino abita ogni pietra, ogni veduta, ogni rovina antica. Dai culti del passato ai racconti di eroi e semidei che popolano le tradizioni locali, fino alle interpretazioni più contemporanee della trascendenza, Pozzuoli si offre come scenario ideale per esplorare come l’arte possa intrecciare – e interrogare – la memoria, l’archetipo, l’assoluto. Un luogo dove la dimensione spirituale si fa esperienza visiva, urbana e collettiva.

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Buon fine settimana!







