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In ValSeriana e Val di Scalve, in provincia di Bergamo, l’enogastronomia non è solo un piacere: è un modo concreto di raccontare la montagna, tenere vive le ricette, valorizzare chi produce e chi trasforma, e far scoprire, a tavola, l’identità di un territorio. È su quest’idea – e grazie all’ottimo riscontro delle edizioni precedenti – che torna Montagna di Gusto, la rassegna enogastronomica promossa dal Distretto del Commercio Alta Valle Seriana-Clusone, in collaborazione con Promoserio e i ristoratori locali, arrivata alla quinta edizione. Il via è fissato per il 20 febbraio, con un calendario che proseguirà ogni venerdì sera fino al 10 aprile, per un totale di sette appuntamenti.
Il format resta quello consolidato, che il pubblico ha imparato ad apprezzare: una cena dedicata, costruita attorno a un menu completo (antipasto, primo, secondo e dessert e bevande incluse) pensato per valorizzare ingredienti, ricette e interpretazioni contemporanee della cucina di montagna. A comporre il percorso gastronomico dell’edizione 2026 sono sette ristoranti distribuiti tra Alta Valle Seriana e Val di Scalve: l’Hotel Ristorante Morandi di Valbondione (Fiumenero), lo Chef Zeta Cantina Gourmet di Ponte Nossa, la Locanda Blum In di Rovetta e il Ristorante Garden di Fino del Monte. Insieme alle conferme, l’edizione 2026 presenta anche le tre nuove adesioni: l’Isacco Bistrot di Clusone, la Villa Neuchatel di Fino del Monte e il Masa Chalet al Passo della Presolana, a Colere. La quota è fissata a 55 euro a persona e la prenotazione è obbligatoria.
Tra i piatti che meglio raccontano questo innesto, spiccano piatti come il risottino Carnaroli stagionato 24 mesi con formaggio d’alpeggio, paprika dolce e polvere di funghi porcini oro, firmato da Villa Neuchatel o la guancia di vitello brasata al Valcalepio Magri Sereno con polenta taragna di Mais Rostrato Rosso di Rovetta ‘Cà di Lene’, proposto da Isacco Bistrot, dove la cottura lenta e il vino del territorio diventano protagonisti. Per chi cerca un finale che unisca tradizione e sorpresa, Masa Chalet punta su un cremoso al cioccolato bianco, crumble di mais rostrato di Rovetta, frutti rossi e olio al rosmarino, un dessert tradizionale, ma portato in rassegna con una firma più contemporanea e il richiamo al territorio. Accanto alle novità, restano centrali i menu che parlano la lingua della valle e della montagna: c’è la trota e ci sono le carni, ci sono i richiami alla polenta e ai formaggi di alpeggio, e non manca la selvaggina, che qui è cultura prima ancora che ingrediente.
Un filo comune che rende la rassegna riconoscibile e coerente, perché tiene insieme creatività e radici: quelle che, da sempre, fanno la differenza quando si vuole raccontare un territorio attraverso la sua tavola.

Torna il Milano Clown Festival, festival internazionale del nuovo clown e del teatro di strada, alla sua 19esima edizione. Promosso dalla Scuola di Arti Circensi e Teatrali di Milano, ideato e diretto da Maurizio Accattato, realizzato con il Patrocinio del Comune di Milano, con il Patrocinio di Fondazione Fo-Rame, Institut Français e Comitato Nazionale San Francesco 1226-2026, il Festival che da anni segna il Carnevale ambrosiano torna a trasformare la città in un grande palcoscenico urbano.
Oltre 50 artisti e compagnie di “nuovo circo” provenienti da tutto il mondo porteranno spettacoli, parate e azioni artistiche da mercoledì 18 a sabato 21 febbraio, animando 25 luoghi cittadini con più di 150 appuntamenti tra spettacoli, eventi speciali, concerti, incontri dedicati ai più piccoli e conferenze. Tutto, rigorosamente, a ingresso libero.
Per il secondo anno consecutivo il Festival sviluppa il tema “a.e.i.o.u. Circus – alfabetizzazione all’affettività”, una dichiarazione di intenti chiara e necessaria: prendersi cura dell’altro, costruire relazioni, riscoprire il valore dello stare insieme, soprattutto in un momento storico attraversato da fragilità sociali sempre più evidenti e che coinvolgono in primo luogo i più piccoli.

Dal 21 al 23 febbraio a Cremona torna Il BonTà, tutta l’eccellenza del gusto
Torna, anche quest’anno, il BonTà & Gusto Divino con una nuova edizione che promette di valorizzare ancora una volta il Made in Italy. Un appuntamento imperdibile per appassionati, operatori e gourmet lovers. Dal 21 al 23 febbraio 2026 CremonaFiere diventerà il palcoscenico dove tradizione, innovazione e cultura culinaria si incontrano, offrendo un viaggio sensoriale unico tra i sapori del Bel Paese. Tra i protagonisti immancabile il connubio apprezzato nelle scorse edizioni con Gusto Divino, l’area interamente dedicata al vino, che vedrà la partecipazione di oltre trenta produttori provenienti da diverse regioni italiane. Le loro etichette saranno presentate attraverso degustazioni guidate, abbinamenti enogastronomici e masterclass aperte al pubblico, con la possibilità per i visitatori di acquistare direttamente in fiera e vivere così un’esperienza concreta e partecipata.
il BonTà & Gusto Divino si propone infatti come un’occasione per conoscere da vicino realtà produttive, scoprire nuovi sapori e riscoprire tradizioni, in un percorso che mette al centro la cultura enogastronomica italiana e la sua capacità di raccontare territori e storie attraverso il gusto. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di 150 produttori, di cui oltre 30 specializzati nel vino e più di 1.000 tipologie di prodotti enogastronomici presentati. Numeri che testimoniano il crescente interesse verso un evento che non è solo una fiera, ma un’esperienza di incontro e scoperta.
Il cuore pulsante della manifestazione sarà il “Taste”, l’area dedicata alla ristorazione e ai sapori della tradizione italiana, dove i visitatori potranno degustare eccellenze locali e assistere all’arte dell’abbinamento, vivendo un’esperienza gourmet a 360 gradi. Il percorso enogastronomico si intreccerà con arte e cultura, invitando i partecipanti a scoprire l’identità locale attraverso eventi ed esperienze che trattano il cibo come forma d’arte. Dimostrazioni, degustazioni guidate e incontri con produttori e chef permetteranno di conoscere ingredienti, storie e passioni che rendono unica ogni specialità italiana.

Continuano le feste di Carnevale nel Distretto Turistico dei Laghi
Il Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola si conferma una destinazione ricca di proposte per la stagione invernale. Con l’apertura del comprensorio sciistico di Neveazzurra, il territorio tra l’Ossola e i laghi Maggiore, d’Orta e Mergozzo mette a disposizione degli sportivi oltre 150 km di piste. I centri storici di Domodossola, Verbania e Cannobio organizzano tante feste di Carnevale con il ritorno dei grandi carri allegorici.
CARNEVALE DI VERBANIA (fino al 21 febbraio)
Il Carnevale Verbanese 2026 apre ufficialmente giovedì 12 febbraio con il tradizionale discorso satirico-umoristico del Console Pacian XXXI, proseguendo poi il venerdì con “Maschere e Magia”, appuntamento all’insegna del travestimento e del cabaret. Tra i vari appuntamenti gastronomici, si prosegue domenica 15 con la grande sfilata di Carnevale accompagnata da bande musicali; giochi per bambini e cene conviviali in programma per martedì 17, concludendo i festeggiamenti con l’ultimo evento gastronomico a base di merluzzo e cipolle sabato 21 febbraio.
CARNEVALE DI CANNOBIO (dal 19 al 21 febbraio)
Spostandosi sulla sponda settentrionale del Lago Maggiore, un appuntamento tradizionale è il Carnevale di Cannobio, quest’anno in programma dal 19 al 21 febbraio. Questo paese, che nell’Ottocento ha fieramente difeso la propria adesione al rito ambrosiano, lo celebra ogni anno scegliendo una coppia in rappresentanza di Re Busecon e Regina Marianin, omaggiati da sovrani di paesi vicini tra sfilate e musica.

Sabato 21 e domenica 22 febbraio Torino celebra i 240 anni del Vermouth
Torino e il Piemonte tornano a essere il palcoscenico della mixology internazionale con la terza edizione del Salone del Vermouth, nel weekend di sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026. L’evento assume nel 2026 un valore simbolico ed eccezionale, che celebra un anniversario fondamentale per la storia dell’enogastronomia italiana: i 240 anni dalla nascita del Vermouth, avvenuta proprio a Torino nel 1786, sotto i portici sabaudi.
La manifestazione si svolge in una location d’eccezione: le sale del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, che durante il Salone saranno visitabili con il percorso guidato “Un Museo, mille storie: il Risorgimento è servito!”.
Un appuntamento che rinnova il legame profondo tra Torino e il Vermouth, proiettando tradizione e innovazione: dall’origine secolare al futuro della miscelazione contemporanea. Nato ufficialmente a Torino nel 1786, il Vermouth affonda le proprie radici in una tradizione antica che unisce il sapere erboristico, la cultura del vino e l’arte della miscelazione. Originariamente concepito come “vino ippocratico”, apprezzato per le sue qualità aromatiche e digestive, il Vermouth si è progressivamente affermato come simbolo della convivialità e dell’eleganza torinese, diventando nel tempo protagonista dell’aperitivo e della mixology internazionale.

Dal 19 al 22 febbraio a Genova la birra artigianale incontra la buona cucina
Dal 19 al 22 febbraio 2026, al MOG Mercato Orientale Genova, torna MHOPS, la manifestazione dedicata alla birra artigianale d’eccellenza, organizzata in collaborazione con Scurreria Beer & Bagel. Giunto alla sua quarta edizione, anno dopo anno, l’evento si conferma come uno degli appuntamenti di riferimento a livello nazionale per appassionati, curiosi e per chi desidera avvicinarsi alla birra artigianale in modo consapevole.
In un unico luogo, MHOPS riunisce una selezione accurata del meglio della produzione birraria artigianale italiana, affiancata da un’offerta gastronomica ampia e trasversale, difficile da ritrovare nei tradizionali festival birrari. Un percorso pensato per essere esplorato senza fretta, per assaggiare, confrontare e apprezzare varietà e qualità delle proposte.
Venerdì 20 febbraio alle ore 19 si apre con “Etanolo ai minimi termini: le analcoliche e le basse gradazioni”, laboratorio guidato da Simone Cantoni e dedicato al crescente fenomeno delle birre analcoliche e low alcohol. Un incontro per comprendere l’evoluzione di questi stili in termini di qualità, varietà e percezione, con tre birre in degustazione.
Sabato 21 febbraio alle ore 18, MHOPS ospita per la prima volta un laboratorio teorico e pratico dedicato alla spillatura: “Spillare bene per bere meglio: i segreti della birra perfetta”, condotto da Alessandro Gurgo, publican di Scurreria Beer & Bagel. Un approfondimento sul tema della spillatura come gesto tecnico capace di influenzare aromi, equilibrio e bevibilità, con una birra in degustazione e la possibilità, per ogni partecipante, di cimentarsi direttamente dietro al bancone.
Domenica 22 febbraio alle ore 18 chiude il ciclo “Nutrirsi con la birra”, con Federico Stagno: un viaggio nel tempo alla scoperta del ruolo della birra come alimento, dall’antichità ai giorni nostri, tra storia, cultura e quotidianità, accompagnato da tre birre in degustazione.

Dal 22 al 24 febbraio a BolognaFiere la nuova edizione di Slow Wine Fair
Dal 22 al 24 febbraio 2026 torna a Bologna la Slow Wine Fair, organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food e il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, e di Confcommercio Ascom Bologna.
Il sito slowinefair.slowfood.it presenta un catalogo dei primi 500 di oltre 1000 produttori che saranno presenti a BolognaFiere, insieme alla possibilità di acquistare i biglietti di ingresso, la domenica per il pubblico di appassionati e il lunedì e il martedì con un taglio b2b. Per la sua quinta edizione, la Slow Wine Fair apre un nuovo fronte di riflessione e confronto: quello del vino giusto, approfondendo la dimensione sociale della filiera vitivinicola. Dopo aver indagato la salute del suolo, il packaging e la logistica come elementi chiave della sostenibilità, l’edizione 2026 amplia ulteriormente lo sguardo, mettendo al centro non solo la qualità organolettica e ambientale del vino, ma anche il suo impatto sulle persone e sulle comunità. Un vino davvero buono e pulito, secondo la visione di Slow Food, deve essere anche giusto: prodotto senza sfruttare lavoratori e territori, capace di generare valore condiviso, lavoro dignitoso, inclusione e nuove opportunità.

Il 22 e 23 febbraio a Montepulciano (SI) la 32esima edizione dell’Anteprima del Vino Nobile
Pronta a tornare in scena la prima Docg d’Italia, il Vino Nobile di Montepulciano, e lo farà dal 22 al 23 febbraio con la trentaduesima edizione dell’Anteprima del Vino Nobile, in programma nell’antica Fortezza di Montepulciano con tanti contenuti pensati per gli appassionati e per gli operatori. Sarà una edizione da record con 57 aziende presenti ai banchi d’assaggio per raccontare e presentare le nuove annate in commercio dal 2026: il Vino Nobile 2023 e la Riserva 2022, ma anche la grande novità in commercio da qualche mese, il Vino Nobile di Montepulciano Pieve. Una passerella internazionale che coinvolge l’intera comunità di Montepulciano che per due giorni sarà presa d’assalto dai tanti appassionati provenienti da tutta Italia.
L’Anteprima del Vino Nobile si aprirà ufficialmente domenica 22 febbraio con la giornata aperta anche agli appassionati, e si chiuderà lunedì 23 febbraio. Dalle ore 10 alle 19, oltre alla degustazione al banco dei produttori, sarà possibile conoscere il territorio attraverso i tanti partner che danno vita a questo che è l’evento di spicco della denominazione nel proprio territorio. Le modalità di accesso alla Fortezza, così come il programma e l’elenco delle aziende partecipanti o informazioni per il soggiorno, sono consultabili sul portale ufficiale www.anteprimavinonobile.it con la possibilità di acquistare in prevendita i biglietti di ingresso o accreditarsi da operatore alla manifestazione.

A febbraio 2026 Roma smette di essere solo scenario del Patrimonio più conosciuto al mondo per diventarne laboratorio. Dal 16 al 21, la città si trasforma in un hub diffuso della ricerca artistica dedicata al pubblico e agli studiosi, un ecosistema temporaneo che attraversa luoghi, linguaggi e discipline per rendere visibile il percorso e i risultati di EAR – Enacting Artistic Research, progetto di respiro internazionale che ha visto insieme le Accademie di Belle Arti di Roma, Firenze, Brera, i Conservatori di Roma “Santa Cecilia” e dell’Aquila “Alfredo Casella”, l’Università Politecnica delle Marche, l’INFN – Università Roma Tre, per ridefinire il modo di intendere, praticare e raccontare la ricerca nelle arti.
Non un singolo evento, ma una geografia urbana della ricerca: convegni, mostre, installazioni, esperienze digitali e momenti di confronto compongono un racconto stratificato che mette in dialogo arte, scienza, tecnologia, patrimonio e formazione avanzata, restituendo la ricerca artistica come pratica viva, processo in divenire, esperienza condivisa.
Dalla lettura dei processi creativi nascosti nelle opere storiche alle sperimentazioni immersive che interrogano l’intelligenza artificiale; dal confronto internazionale sui modelli di ricerca artistica ai dispositivi espositivi che rendono accessibili materiali, tecniche e stratificazioni dell’opera; dal convegno scientifico alle esperienze aperte al pubblico, Roma diventa per 6 giorni il luogo in cui la ricerca artistica prende forma nello spazio e nel tempo. Un percorso che si sviluppa tra l’Accademia di Belle Arti di Roma, l’Auditorium dell’Ara Pacis, il Conservatorio di Santa Cecilia e altri spazi culturali della città, componendo una vera e propria costellazione di luoghi della ricerca.
Cuore pubblico e istituzionale di questa restituzione è l’Auditorium dell’Ara Pacis nelle giornate del 18 e 19 febbraio 2026, dedicate alla presentazione del progetto EAR, keynote e tavole rotonde che mettono a confronto artisti, studiosi e ricercatori provenienti da università, accademie e centri di ricerca italiani ed europei.
Accanto al confronto teorico, la settimana EAR propone un ricco programma di mostre e installazioni aperte al pubblico. Negli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Roma prende forma la mostra immersiva Purché tiri al favoloso. Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia, dedicata a Giambattista Marino e al Barocco, che amplia il racconto di EAR attraverso la sperimentazione allestitiva. L’esperienza multisensoriale dimostra la capacità delle tecnologie più avanzate di farsi strumenti di approfondimento culturale. Emerge così, a quattrocento anni di distanza, la sorprendente attualità di Giovan Battista Marino, padre del linguaggio barocco, la cui opera, fondata sul coinvolgimento sensoriale e sugli effetti sinestetici, è basata su una personale interpretazione dell’ecfrasi, pratica che anticipa il prompting per l’intelligenza artificiale generativa. La mostra consente di attraversare la galleria ideale di Marino e, grazie a un’applicazione in realtà virtuale, di entrare e vivere in prima persona il suo “camerino” privato.
Sempre negli spazi dell’Accademia viene aperta al pubblico anche l’installazione One, Too Many — Am I scared by AI coagency?, che esplora il rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza collettiva attraverso un’esperienza immersiva e partecipativa. L’opera propone un uso inedito dell’IA, ossia come mezzo per stimolare il pensiero divergente e la generazione di idee. Pratiche consentite dall’uso di °’°Kobi, piattaforma digitale che ribalta i tradizionali rapporti tra arte e scienza, ponendo la ricerca artistica al centro e la tecnologia al suo servizio. Durante l’evento sarà presentata la release 4.5 della piattaforma, fruibile tramite realtà virtuale e un libro ipermediale che funge da interfaccia fisica.
Ai Musei Capitolini, “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva”, grazie alla diagnostica EAR, indaga il processo creativo attraverso disegni, ripensamenti e opere in divenire. Mentre, sempre negli spazi dell’Accademia, sono visitabili dispositivi espositivi dedicati alla genesi dell’opera d’arte: Tiziano tangibile. La Pala Gozzi, con una riproduzione gigapixel dell’opera affiancata da modellini 3D e materiali tattili; Processi creativi e AI. Michelangelo e Sebastiano del Piombo, che utilizza intelligenza artificiale, imaging avanzato e modelli generativi per visualizzare le fasi immaginative della creazione; l’esperienza immersiva in realtà virtuale della cappella dipinta da Giovanni da San Giovanni con La Sosta durante la Fuga in Egitto, custodita all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e non più visitabile; Mappare gli strati pittorici, progetto sviluppato dall’INFN dell’Università di Roma Tre che restituisce, attraverso la tecnica MA-XRF, la stratigrafia nascosta delle superfici dipinte, rendendo leggibili ripensamenti e fasi esecutive; e Patrimoni di ricerca: Hayez, Piatti e il processo creativo, progetto sviluppato dall’Accademia di Brera che, attraverso una campagna diagnostica, consente la rilettura di due momenti importanti della pittura, tra Otto e Novecento.
La dimensione performativa e sonora del progetto trova poi spazio al Conservatorio di Santa Cecilia, che il 19 febbraio 2026 ospita Mirroring EAR – RAE – Revelations Acoustic Electroacustic, concerto e momento musicale concepito come parte integrante della restituzione EAR.
All’interno del palinsesto EAR trova spazio anche Hohenstaufen – The Game, progetto di gaming il cui trailer verrà presentato all’Accademia di Belle Arti per poi essere giocato interpretando il patrimonio di Castel del Monte sull’altopiano pugliese delle Murge settentrionali: dimostrazione di come il linguaggio del videogioco possa diventare strumento di ricerca artistica, narrazione storica e coinvolgimento delle nuove generazioni.
Accanto agli spazi fisici, la settimana EAR attiva anche luoghi digitali della ricerca. Il PhD Hub, piattaforma internazionale che mappa e analizza i dottorati artistici e musicali in Europa e nell’area anglosassone, viene presentato pubblicamente durante le giornate all’Ara Pacis ed è consultabile online, offrendo a studenti, ricercatori e istituzioni uno strumento di orientamento e confronto sui modelli di ricerca artistica.

A Castel di Tora (RI) domenica 22 febbraio vi aspetta la Festa del Polentone
Castel di Tora, affacciato come una cartolina sulle rive del Lago del Turano, è pronto a rimettere in scena una tradizione che qui non passa mai di moda: domenica 22 febbraio 2026, in occasione della Prima Domenica di Quaresima, torna la Festa del Polentone, appuntamento di tradizione secolare che profuma di borgo, di festa e di cose buone fatte come una volta. Dalle ore 12.00 scatta il momento più atteso: “il Polentone è servito!”, e da lì in poi la giornata prende il suo ritmo tra tavolate, sorrisi e intrattenimenti folkloristici e musicali che accompagneranno l’evento fino al pomeriggio.
Ma il vero dettaglio che rende questa festa diversa da tutte le altre è quello che ci sta “dentro”, ed è qui che la Quaresima si fa sentire davvero: il Polentone viene servito con un condimento unico e saporito, un ragù ricco di carattere a base di aringa, tonno, baccalà e alici. Un “magro” che però magro non è mai, perché nasce dalla cucina della tradizione: quella fatta di ingegno, memoria e sapori decisi, capaci di trasformare un piatto semplice in un simbolo del paese.
I pasti verranno serviti al coperto presso il Parcheggio A. Massimi, con distribuzione garantita fino ad esaurimento scorte e chiusura della manifestazione prevista per le ore 17.00.
E dopo il pranzo… Castel di Tora fa il resto: vicoli in pietra, scorci medievali e il lago che d’inverno diventa ancora più silenzioso e suggestivo, perfetto per una passeggiata lenta, di quelle che ti fanno dire “ok, adesso capisco perché questa festa è speciale”.
Durante la giornata sarà attivo anche il servizio di bus navetta, per rendere più comodo l’arrivo e la partecipazione all’evento.

Vi ricordiamo inoltre che nelle vicinanze di tutte queste zone potrete usufruire degli sconti esclusivi riservati da molti esercizi turistici ai possessori della nostra Tessera Turit.
Buon weekend!!!







