Di Bruno Mohorovich
Vide i natali in uno dei suoi borghi più prestigiosi, Pietro Vannucci “Il Perugino” che fu una delle massime espressioni del Rinascimento italiano e maestro di Raffaello; il poeta inglese Lord Byron lo ha definito “il velo d’argento”, la poetessa Vittoria Aganoor Pompilj nota anche come “la poetessa del lago” scrive in una sua lettera “L𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑎𝑠𝑎 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖 𝑎𝑙 𝑇𝑟𝑎𝑠𝑖𝑚𝑒𝑛𝑜, 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑎 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑜𝑛𝑑𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑖𝑛𝑒 𝑓𝑜𝑙𝑡𝑒, 𝑒 𝑠𝑢𝑙 𝑙𝑎𝑔𝑜 𝑡𝑟𝑒 𝑖𝑠𝑜𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜, 𝑣𝑒𝑟𝑑𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑑𝑖, 𝑠𝑑𝑟𝑎𝑖𝑎𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑖𝑛 𝑎𝑏𝑏𝑎𝑛𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑑’𝑒𝑠𝑡𝑎𝑠𝑖 𝑠𝑢𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑙𝑎𝑔𝑜. 𝐹𝑎𝑐𝑐𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙𝑢𝑛𝑔ℎ𝑒 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑒𝑔𝑔𝑖𝑎𝑡𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑟𝑒𝑠𝑐ℎ𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑟𝑎, 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑎 𝑏𝑖𝑎𝑛𝑐𝑎, 𝑒 𝑡𝑜𝑟𝑛𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎 𝑐𝑎𝑠𝑎 𝑖𝑛 𝑏𝑎𝑟𝑐𝑎, 𝑡𝑎𝑐𝑒𝑛𝑑𝑜, 𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑐𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑜𝑟𝑛𝑖𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑜𝑟𝑎.”; e Maria Alinda Brunacci Brunamonti così descrive le tre isole che ivi sorgono “𝑙𝑎 𝑃𝑜𝑙𝑣𝑒𝑠𝑒, 𝑙’𝐼𝑠𝑜𝑙𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑀𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑒 𝑓𝑎𝑛𝑐𝑖𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑧𝑧𝑒 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎. 𝑆𝑝𝑜𝑠𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑡𝑟𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎𝑛𝑒 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑑𝑖𝑣𝑖𝑛 𝑀𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑎’ 𝑡𝑎𝑙𝑎𝑚𝑖 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑛𝑛𝑒 𝑒 𝑑𝑖 𝑛𝑖𝑛𝑓𝑒𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑓𝑟𝑒𝑠𝑐𝑜 𝑜𝑑𝑜𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑜 𝑒 𝑠𝑒𝑙𝑣𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜. 𝐸 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑒 𝑐𝑎𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑟𝑎𝑛𝑒 𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑎 𝑙𝑎 𝑣𝑎𝑙𝑙𝑒𝑎 𝑙’𝑒𝑝𝑖𝑡𝑎𝑙𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑧𝑧𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑛𝑒”.
E sulle rive del lago, Fred Bongusto, compose quello che sarebbe stato il suo cavallo di battaglia “Una rotonda sul mare”.
Il Trasimeno, circondato da lussureggianti colline sulle quali si affacciano silenti antichi borghi, accarezzato sul far della sera da stupendi tramonti, affonda le sue origini nell’antichità: già abitato in epoca preistorica e facente parte del territorio etrusco, salta agli onori della cronaca grazie anche alla battaglia che nel 217 a. C. vide le truppe cartaginesi guidate da Annibale Barca, sconfiggere le legioni romane.
Ed il suo nome ci viene tramandato dalla leggenda, dal finale tragico e poeticamente coinvolgente, di Agilla e Trasimeno,lei una ninfa dalla voce incantevole, lui figlio del dio etrusco Tirreno.
Il quarto lago d’Italia, offre al visitatore che vi giunge varie attività tradizionali che vanno dall’arte del merletto, nota come “ars panicalensis” consolidata a Panicale dove è possibile visitare il Museo del Tulle, alla pesca che a San Feliciano ospita “Il Museo della pesca e del Lago Trasimeno” ove è possibile prendere contatto col ricco patrimonio sia geofisico che col sapere acquisito dai pescatori – cacciatori che ne sono diretti testimoni.
Ogni borgo che si affaccia sulle sue rive racconta pagine di storia custodite tra le cinta murarie che ne racchiudono il centro storico (Panicale); le immancabili Rocche (La Rocca del Leone a Castiglione del Lago, la Rocca di età medievale a Passignano sul Trasimeno, il cui antico toponimo è “Passus Jani” (passo di Giano), Il Castello dei Cavalieri di Malta e la torre dei Lambardi a Magione); antichi signorili palazzi (Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago e Città della Pieve).
E passeggiando sul lungolago, o da una panoramica, non si può non essere attratti da quegli occhi verdeggianti che sono le isole che sorgono dalle sue acque: l’Isola Maggiore che custodisce il giaciglio di San Francesco all’interno dell’omonima cappella, il quale nel suo peregrinare qui vi sostò nel 1211; l’Isola Polvese, interessante dal punto di vista naturalistico giacché fa parte del Parco Naturale del lago Trasimeno e anche per la Villa, antico edificio che ospita il centro servizi e Soggiorno di Studio con laboratori scientifici adibiti con aule a scopo didattico. La terza isola, quella Minore non è visitabile in quanto privata.
Borghi e isole che generosamente elargiscono, ai tanti turisti, le loro produzioni enogastronomiche che vanno dall’immancabile olio EVO, allo zafferano di Città della Pieve, la cui coltura nel territorio inizia fin del medioevo; per non dire dei vini dei Colli del Trasimeno DOC, i cui vitigni sono prevalentemente a bacca nera e che fanno compagnia ai piatti tipici, soprattutto quelli a base di pesce d’acqua dolce come il “tegamaccio”, la carpa in porchetta e il brustico, una tinca abbrustolita sulle cannucce del lago. A questi vanno senz’altro aggiunti e…assaggiati la pasta fresca degli umbricelli e la fagiolina del Trasimeno, oltre, dulcis in fundo, il Torciglione che ha origini antiche: ha la forma di un serpentone conosciuto anche come “Anguilla del lago” e nato dalla creatività delle suore che abitavano l’Isola Maggiore.
E località così amene non possono non celebrare e celebrarsi attraverso manifestazioni culturali di vario genere che vanno dalle sagre che spopolano nel periodo estivo a quelle più celebri quali “Trasimeno Blues” un festival itinerante di black music, “la Festa del tulipano e della Primavera” e l’incontro internazionale di aquiloni “Coloriamo i cieli “a Castiglione del Lago, il “Palio delle Barche” a Passignano, il “Palio dei terzieri” a Città della Pieve”.
A questi vanno aggiunti due importanti eventi letterari che nel corso degli anni si sono imposti all’attenzione nazionale e internazionale; “Giallo Trasimeno” che è una rassegna di presentazioni di giallisti tra i più noti del panorama editoriale, che si divide tra Tuoro sul Trasimeno e l’Isola Maggiore; “Poesia Trasimeno”, rassegna di poeti emergenti e non che giungono da ogni parte d’Italia, giunta alla sua IV° edizione e che si tiene l’11 e 12 ottobre a Città della Pieve; entrambe le manifestazioni sono organizzate dalla Bertoni editore, casa editrice di Perugia che si avvale del partenariato di svariati enti locali.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti, per ogni palato e soprattutto il piacere di andare alla scoperta di vie, strade, vicoli, luoghi da esplorare perdendosi nella natura che generosamente offre questa parte di terra umbra con l’MBT e il trekking, respirando alfine, come ha scritto Matteo dell’Isola nel suo “Trasimenide”, quella “ 𝑏𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑎 che 𝑣𝑜𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑐𝑞𝑢𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑙𝑎𝑔𝑜 𝑒 𝑓𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑚𝑖𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑓𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒”.







