Giunta alla VI edizione, la Festa della Tarantella Calabrese si sta imponendo come un grande e festoso appuntamento per il mondo degli appassionati e dei cultori della più identitaria delle musiche calabresi. Nata dalla passione di un gruppo di amici, quest’importante manifestazione folkloristica calabrese si svolgerà nel weekend del 15 e 16 giugno.
Saranno due giorni di energia pura quelli che si svolgeranno a Saracena, un piccolo comune ai piedi del Pollino, già famoso per il particolare vino prodotto, il Moscato Passito, e per la grande attenzione dei suoi cittadini ai temi della raccolta differenziata e della qualità della vita.

L’evento è ormai diventato molto atteso dalla gente del posto, pronta a riversarsi per le vie del centro. La menifestazone prevede diversi momenti clou: oltre alla festa vera e propria, anche approfondimenti e formazione con gli stage di ballo e tamburello, quest’anno a cura del Conservatorio Grecanico “U STEGG”, il mercatino dei prodotti dell’artigianato enogastronomia e artistico, la sfilata del gruppo folklorico “I Castruviddari” e de ” I giganti del Pollino”, i concerti e il momento clou con il grande raduno di tanti suonatori calabresi che suoneranno, tutti, a turno, sul palco centrale.
L’organizzazione e la gestione operativa della festa è in capo all’associazione musicale “Raffaele Diana”, si avvale del supporto di tante piccole attività del comune ospitante e del territorio e ha la partnership istituzionale del Comune di Saracena.

Cenni turistici sulla città di Saracena
Abbarbicata arditamente a mezza costa sulle appendici appenniniche, Saracena è un comune in provincia di Cosenza. Fa parte del Parco Nazionale del Pollino. L’abitato, posto a 600 m. s.l.m., guarda, a Sud-Est, la pianura di Sibari e il Mare Ionio. Paese dal clima particolarmente salubre, ha una popolazione di circa 4500 abitanti e un territorio di 11.152 ha di cui oltre 5.000 di montagne ricoperte di superbe faggete.
Nel territorio di Saracena sono presenti numerose risorse storiche e architettoniche.
Santa Maria del Gamio, l’antica Chiesa parrocchiale, cinta da stradine e gradinate, è quasi custodita gelosamente dal centro storico. Le notizie circa la sua fondazione sono scarne, invece certa è la sua consacrazione durante la dominazione greco-binzantina, intorno all’ anno mille. Il nome trae origine dal greco “nozze” riferendosi alle nozze di Cana. La sua struttura si presenta con una navata centrale e due laterali a stucchi in stile barocco. Di particolare pregio e di straordinaria bellezza è il soffitto a cassettoni lignei intagliati da J. Lanfusa e da Giovan Vincenzo De Untiis che lo eseguirono nel XVII secolo. Adiacente alla chiesa si trova il Museo d’Arte Sacra. Raccoglie gran parte del patrimonio storico artistico ed archivistico di Saracena. In esso sono esposte le opere sacre ed i documenti risalenti ai secoli scorsi.
Il Convento dei Cappuccini si fa risalire al 1588, si trova ai piedi del paese e poco distante dall’abitato. E’ ubicato, contrariamente ad altri conventi, in un luogo non prospiciente al paese. La struttura è raggiungibile esclusivamente a piedi, attraversando, per chi parte dalla Piazza XX Settembre, l’intero centro storico sino alla Portanova (luogo dove era ubicata una delle porte del feudo) per poi proseguire per un centinaio di metri per una strada pavimentata con ciottoli. In alternativa, sempre a piedi, si può arrivare al convento percorrendo una stradina che parte dalla piazza principale (Piazza XX Settembre) ed attraversa il rione San Pietro.
Chiesa delle Armi, ubicata ai limiti del borgo. Il quartiere, dove sorge, è il più antico del paese e deve il suo nome alle cavità naturali che la circondano (in greco “ton armon” vuol dire grotta).
Per altre info: https://www.comune.saracena.cs.it/
Ringraziamo gli organizzatori e i loro fotografi per le immagini.







