Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere questo diario dai nostri lettori Dario Brignole e Pino Rivalta (che ringraziamo anche per le bellissime fotografie). Buona lettura!
Il viaggio inizia “ufficialmente” a Civitavecchia, con l’imbarco sul traghetto GNV con destinazione Tunisi porto di La Goulette, il più grande ed importante della città, giunti nella capitale Tunisina e adempiute le varie formalità doganali, breve sosta per rifornirci e rapidamente si raggiunge la prima destinazione il MUSEO DEL BARDO DI TUNISI. Questo museo è giustamente considerato il museo più importante della Tunisia, conserva in diverse grandi sale una enorme collezione di mosaici di età romana (dal II al IV secolo) che occupano migliaia di metri quadrati provenienti dalle diverse città che gli antichi romani hanno realizzato in questo paese. Non da meno sono i reperti di epoca punica ed anche quelli preistorici di cultura capsiana (Gafsa). A brevissima distanza da Tunisi (16 Km circa), si trovano i resti della famosissima città di CARTAGINE, sorta nel IX secolo a.c. ad opera dei Fenici e che ebbe una enorme importanza commerciale nel Mediterraneo. I Romani la conquistarono (nel 146 a.C.) e la distrussero per poi ricostruirla (nel 29 d.C.) divenendo un importante centro romano e Bizantino, vi fu creato un teatro, un foro e terme alimentate da numerose cisterne ancora visibili. Ancora oggi si può osservare un tratto del porto punico. Si torna quindi verso Tunisi, per raggiungere la prossima meta che è posta a circa metà strada tra la capitale e Le Kef, la città romana di DOUGGA, l’antica Thugga romana. L’origine è riferibile a Cartagine (V sec. a.C.) e fu poi dei Numidi, ed alla fine divenne romana. Un monumento molto ben conservato è il teatro e poco più avanti il tempio capitolino dal bel frontone con bassorilievi. C’è un foro ed un’area mercato. Più in basso s’innalza lo slanciato mausoleo libico-punico. E’uno dei centri archeologici meglio conservati ed è riconosciuto come sito UNESCO. Giunti ad El Kef le autorità locali ci impongono di viaggiare scortati da un mezzo della polizia. La motivazione, che ci è stata fornita, è che il percorso da questa zona fino a Tozeur è troppo adiacente al confine con l’Algeria e quindi è ritenuto pericoloso, visto il rischio di finire vittime di bande armate Algerine che spesso sconfinano, la scorta quindi è per tutelare la nostra incolumità, prendiamo atto di queste ragioni e accettiamo la scorta, anche perchè rifiutandola tutta la zona adiacente al confine sarebbe stata per noi off-limits. Lungo il nostro percorso accompagnato, incontriamo l’imponente TAVOLA DI GIUGURTA, si tratta dei resti di un massiccio altopiano tabulare nel nordovest della Tunisia, famoso per la sua importanza storica come rifugio e per la sua impressionante conformazione geologica che s’innalza oltre i 1.000 metri che domina sulla pianura e il poco lontano dal confine algerino. Questa zona fu teatro di battaglie tra il console romano Mario ed il re della Numidia Giugurta oltre a numerose attività militari nel medioevo. Dopo circa 250 km si raggiunge KASSERINE, la città venne edificata verso l’anno 80 sotto Vespasiano e chiamata Cilium. Ancora oggi si può visitare un bel teatro romano. Vicino all’odierna città, durante la II Guerra Mondiale, ebbe luogo la “Battaglia del Passo di Kasserine” nel 1943 tra le truppe italo-tedesche e quelle statunitensi. A Kasserine iniziò la ”Rivoluzione dei gelsomini“ (2010-2011). Proseguendo si incontra GAFSA, nota per la cultura preistorica mesolitica del Capsiano (10.000 – 6.000 a.C.) e per la presenza di due grandi piscine romane dell’epoca di Traiano (98 -117 d.C.) ed oggi prive di acqua a causa dei lavori minerari nelle vicine montagne, miniere da cui si estraggono fosfati e che hanno provocato la desertificazione dell’ambiente circostante. Continuando verso Tataouine troviamo CHOTT EL JERID, il Chott è una depressione in cui le acque sono ricche di depositi salini e sedimenti argillosi con presenza di Gesso che forma cristalli spettacolari simili alle Rose del Deserto. Occupa una superficie di 5.000 km quadrati, ha una lunghezza di circa 250 km e larghezza di 20.

Proviamo ora per un attimo ad abbandonare archeologia e storia e gettiamoci nella fantascienza, può sembrare una follia ma raggiungendo MATMATA, ci si trova immersi in un famoso set di Star Wars per la precisione nell’iconico rifugio della famiglia Skywalker, uno dei luoghi più emblematici per i fan della saga di Guerre Stellari, è questo villaggio trogloditico dove si trova l’Hotel Sidi Driss che ha fatto da sfondo alla casa natale di Luke Skywalker in “Star Wars – Una nuova speranza”. Matmata è famosa per le dimore trogloditiche scavate in colline formando dei crateri sul cui fondo si aprono camere e abitazioni della popolazione berbera che abita queste montagne sconfinanti anche nella vicina Libia. Purtroppo delle circa 200 abitazioni rupestri solo quattro sono ancora abitate e le altre sono in abbandono. Dopo circa 200 Km troviamo TATAOUINE, anche questo luogo legato indissolubilmente a Star Wars, in questa zona sono infatti state girate le scene che raccontano i luoghi dove Skywalker è cresciuto, ambientati nella storia sul pianeta Tatooine (l’assonanza è notevole). Nella cittadina si può visitare un interessante Museo Paleontologico con la ricostruzione di un dinosauro risalente al Mesozoico (Giurassico e Cretaceo) scoperto nel 2011 nei circostanti rilievi montuosi da un team di paleontologi dell’Università di Bologna. L’importanza della scoperta è data dal fatto che si tratta di una nuova specie. Inoltre vi sono innumerevoli campioni di legni del Mesozoico (Genere Araucaria) oltre ad altri reperti fossili come coccodrilli e tartarughe. Molto interessanti nei dintorni di Tataouine sono i GRANAI FORTIFICATI di origine berbera , il più noto lo Ksar Ouled Soltane è stato il set della casa di Skywalker (ormai adulto) nel primo film di Star Wars. Lo Ksar è un tipico antico granaio cinto da mura per poter essere protetto dai frequenti attacchi dei nomadi. Alla base di queste fortificazioni s’incontrano ambienti abitativi dove venivano immagazzinate granaglie ed olio. Questi erano in pratica dei “granai sociali” ed erano costantemente sorvegliati, costruzioni queste molto simili anche a quelle presenti nella vicina Libia.

A breve distanza si trova CHENINI un villaggio rupestre che fu uno ksar berbero presente già nel XII secolo. Il villaggio è dominato da una moschea bianca dedicata alla leggenda dei Sette Dormienti cristiani di Efeso che qui sfuggirono ai romani. Si narra di sette giovani che, per evitare le persecuzioni dell’imperatore Decio, si nascosero in una grotta e furono murati vivi, caddero in un sonno profondo e si svegliarono circa due secoli dopo, scoprendo che il Cristianesimo era diventato la religione ufficiale e che il loro caso era considerato una testimonianza della resurrezione dei corpi. Dopo aver raccontato la loro storia morirono nuovamente e furono seppelliti nella stessa grotta. Un racconto simile si trova anche nel Corano, nella “Sura della caverna”, dove i dormienti rimangono in grotta per 300 anni. Scendendo verso sud troviamo l’oasi di KSAR GHILANE la più meridionale della Tunisia trovandosi sul limitare del grande Erg Orientale sahariano. La sua fama è dovuta, oltre che ad una sorgente di acqua calda, alla presenza di un raro forte romano oggi a ridosso delle sabbie ed ancora in buone condizioni. Nel II secolo d.C. l’Impero Romano aveva creato un sistema di controllo dei suoi territori con fortificazioni costruite in punti strategici per coprire e quindi per proteggere migliaia di Km quadrati. Questa fortificazione costituiva un importante elemento del cosidetto Limes tunisino e rimase in attività fino al V secolo d.C. In Tunisia restano alcune altre tracce di questo straordinario sistema difensivo. Abbandoniamo nuovamente la storia e l’archeologia per qualcosa di più “attuale”, cioè le spiagge e i resort dell’isola di Djerba che ci regalano un po’ di riposo e bellissimi panorami accompagnati dalle splendide acque. Ritornando dall’isola di Djerba puntiamo su MARETH, durante la II Guerra Mondiale faceva parte di una serie di fortificazioni che interessavano un tratto lungo oltre 50 Km, chiamato “la Maginot del deserto”. Dopo un’accanita resistenza un assalto di carri armati del generale Montgomery, il 26 marzo 1943, sfondò le difese dell’Asse che si ritirò 60 km a nord di Mareth. Oggi un Museo ricorda quegli avvenimenti. Lasciata Mareth ci attende a circa 180 km, lungo la costa, EL JEM. Questa città fu edificata dai romani su di un precedente insediamento punico, nel II secolo e nel III secolo venne realizzato il grande anfiteatro per sostituirne uno di più antico anch’esso ancora parzialmente conservato. Fu probabilmente usato per spettacoli di gladiatori e corse con i carri. La costruzione è incompleta ma è possibile che l’edificio non sia mai stato realmente completato. Fino al diciassettesimo secolo la costruzione rimase praticamente intatta. A partire da quel momento le sue pietre vennero usate per la costruzione del villaggio limitrofo di El Jem e della Grande moschea di Qayrawan. I ruderi sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1979. El Jem divenne con il tempo la seconda città romana nel Nord Africa.

Proseguendo il nostro viaggio verso nord, si incontra TUBURBO MAJUS, crebbe su di un tratto di una importante strada che collegava Tunisi al Sud della Tunisia e anche questa sorta su un antico insediamento punico. Augusto vi inviò dei veterani come ricompensa per l’impegno militare svolto. La città venne fondata nel 150-200 d.C. e divenne un importante centro di produzione di frutta e grano. Oggi possiamo ammirare i resti del Capitolium, ma molto resta da scavare ancora. Avvicinandoci a Tunisi merita una visita a BULLA REGIA, città che ha una caratteristica unica: le ville ipogee ricche di pavimenti con grandi ed elaborati mosaici molti dei quali esposti al Museo del Bardo a Tunisi. Questi ricchi ambienti sotterranei vennero realizzati per permettere agli abitanti di meglio sopportare il caldo nel periodo estivo. Sotto Bisanzio cadde in decadenza e alcuni terremoti la danneggiarono fortemente. Ultima tappa prima della partenza è TABARKA, caratterizzata da un grande castello genovese sul promontorio che domina la città. Questa fortificazione fu costruita nel 1542 dai genovesi della famiglia Lomellini che qui svilupparono sopratutto la pesca ed il commercio dei coralli, esaurita questa fonte di reddito ed inaspritisi i rapporti con le autorità arabe circostanti, i genovesi lasciarono Tabarka andando a colonizzare una disabitata isoletta a sud della Sardegna: Carloforte.

Il viaggio è ormai terminato, abbiamo scelto una quasi full immersion nella storia, la Tunisia è stata infatti per molti secoli l’avamposto con cui Roma poteva gestire le ricche coste del mediterraneo del sud, e vedere quanto un popolo della nostra penisola abbia influenzato il mondo, con cui è entrato in contatto, un po’ ci inorgoglisce. Questi sono i pensieri che ci frullano in mente mentre ci avviciniamo al porto di Tunisi per terminare il viaggio e far rientro in Italia a Civitavecchia da dove siamo partiti quasi un mese fa.

Nota sull’autore Dario Brignole
Dario Brignole è l’autore del libro “4 ruote 5 continenti – Una vita da giramondo”, un manuale di viaggio composto nel corso dei suoi viaggi intrapresi da anni in ogni angolo del mondo, con al suo fianco la Signora Luciana.
Per Dario i viaggi sono la passione della vita, prima vissuti come radiotelegrafista di bordo su rotte transoceaniche, poi viaggiando in camper, alcuni solo modificati altri autocostruiti che lo porteranno a percorrere strade e piste negli angoli più remoti del globo, dalle infuocate piste africane ai gelidi sterrati della Patagonia, dai vasti spazi del bush australiano al caos delle metropoli asiatiche, dal lungo viaggio dalla Terra del Fuoco all’Alaska agli affascinanti panorami della steppa della Mongolia. Con le emozioni, la gioia, gli imprevisti e le sorprese che si possono vivere lungo centinaia di migliaia di chilometri.








