Autore del camper fai da te: Roberto. Questo era il bagno , appena comprato il camper (C.I.Carioca 50 del 2000)
Si puo’ dire che uno degli elementi fondamentali quando l’ho comprato sia stato il bagno: lo volevamo di dimensioni generose e senza doccia separata. Trovato il bagno con intorno il camper, ci siamo accorti in breve di una perdita (in piu’ punti) dal piatto doccia: sotto il piatto doccia poi e’ piazzato uno dei due serbatoi di recupero delle acque grigie. Il peso del serbatoio pieno, gli scossoni, il legno che avrebbe iniziato a marcire….dovevo intervenire.
Inoltre proprio non mi piacevano gli sportelli del bagno : uno strano colore tra il rosso sbiadito ed il salmone rancido….Cosi’ ho deciso di fare qualcosa.
Per prima cosa ho smontato gli sportelli. Li ho scartavetrati leggermente con un po’ di lana di ferro (quella che usano i mobilieri per lucidare i mobili) , li ho verniciati con una bomboletta spray di vernice sintetica blu, e li ho rimontati. Poi sono passato al piatto doccia, che perdeva da alcune fessure che si erano create sul termoformato.
Il problema non si riduceva solo ad eliminare la perdita (intervento principale), volevo anche fare in modo che il problema non si ripresentasse in futuro, e desideravo inoltre un buon risultato estetico. Per un bel po’ di tempo mi sono confrontato con gli amici del forum, ed altri amici che come me avevano lo stesso problema.
Dovevo realizzare un supporto sotto al piatto, per fare in modo di limitare al massimo che potesse flettere sotto il peso e spaccarsi di nuovo. Ho valutato le soluzioni piu’ disparate e fantasiose. Alcune scartate in partenza, altre, come l’idea di forare il piatto da sotto per inserire della schiuma ad espansione per edilizia, si sono poi rivelate impossibili da praticare per motivi di spazio.
L’idea vincente mi e’ venuta la sera prima di iniziare il lavoro: ho deciso di usare la colla caldo. Ho forato il piatto da sopra, in piu’ punti, con una punta da legno delle dimensioni del beccuccio della pistola per la colla a caldo.
Ho realizzato piu’ di 70 buchi , e ho consumato un pacco da 20 cartucce di colla. Ho iniziato a colare la colla nei buchi, premendo dopo alcuni istanti per far si che che la colla aderisse sia al supporto sottostante (legno) sia al piano in termoformato. Una volta fredda, ho iniziato a scartavetrare il piano doccia.
A questo punto ho utilizzato una resina bicomponente che si attiva impastandola. Con questa ho riempito con un piccola spatola tutti i buchi fatti, e tutte le crepe del piatto, sigillandole.
E’ seguita una seconda scartavetrata, e la pulizia del piatto doccia.
Ho iniziato a preparare l’aggrappante, un bicomponente da dare al termoformato per fare aderire la vernice. Data la mano di aggrappante, finalmente un meritato riposo per 8 ore, durante le quali il bicomponente di fondo si e’ asciugato.
Il giorno dopo, ho finalmente iniziato a dare il PROTECTAKOTE.
Ne avevo comprato una confezione bianco UVR Antiscivolo.
Così, mescolando ininterrottamente per mantenere in sospensione i granuli, ne ho dati 4 strati, ciascuno a distanza di 2 ore.
A mio avviso, anche dal punto di vista estetico, direi che non mi posso lamentare. Purtroppo avevo sottovalutato l’effetto antiscivolo del prodotto. Fatto un primo w.e. di prova, la tenuta e’ stata eccellente, ma al momento di asciugare e pulire il piatto doccia (attivita’ riservata a me…), mi sono accorto che realizzarlo ruvido e’ stato un errore.
Pulirlo e’ praticamente impossibile: sabbia e capelli non vengono via. Provare con una spugna , come facevo prima dopo la doccia di tutta la famiglia, equivale a sfaldarla, peggio ancora usare la carta da cucina, sporcando ancora di piu’.
Cosi, mi sono rivolto direttamente alla Sambonani che distribuisce il Protectakote, nella persona di Mario Cartanese che desidero ringraziare: competente, gentile e disponibilissimo. Seguendo i suoi consigli, ho provveduto a spazzolare il piatto doccia con una spazzola di ferro. Dopo averlo aspirato, ho bagnato tutta la parte ricoperta da Protectakote con il diluente poliuretanico . A questo punto ho “steso” con una spatola il Protectakote UVR liscio che mi ha inviato il sig. Cartanese, cercando di renderlo il piu’ liscio possibile ed effettuando i ritocchi a “tampone” con un pennellino.
Questo e’ il bagno, a lavoro terminato.




















