Di Tania Turnaturi
Nell’entroterra della provincia di Latina, Sezze, fondata da Ercole secondo il mito, vanta una tradizionale manifestazione che attira una moltitudine di visitatori ed estimatori fin dal 1970, di cui è protagonista il carciofo, prodotto tipico del luogo.
Organizzata dal Comune con la collaborazione di associazioni e produttori locali aderenti la kermesse, giunta alla 53esima edizione, è uno degli eventi primaverili più interessanti e peculiari della provincia e di tutto la regione, entrata a far parte delle Fiere Storiche del Lazio.
All’interno del perimetro del centro storico negli stand e gazebo espositivi si potranno degustare e acquistare prodotti agro-alimentari e ortofrutticoli del territorio, eccellenze enogastronomiche, realizzazioni di artigianato e creazioni d’arte e cultura locali e del comprensorio pontino-lepino. Le vie della cittadina saranno animate da spettacoli itineranti con esibizioni di gruppi folkloristici, scenette teatrali, rievocazioni di vita contadina, recital di poesia dialettale, banda musicale, raduno di auto e moto d’epoca, mostre di pittura e fotografia al Museo Archeologico, premiazione del Concorso Olio delle Colline di Sezze e partecipare al convegno sul Carciofo di Sezze tra storia e prospettive di futuro.
Tra le varietà di carciofo il più prelibato è quello “romanesco”, prodotto del territorio laziale, tondeggiante e senza spine, tutelato a livello europeo dal marchio IGP. Quello coltivato a Sezze è di eccellente qualità grazie al particolare microclima che si genera nei campi, protetti dai Monti Lepini ma lambiti dalla brezza temperata che proviene dalla costa.
La Sagra del Carciofo è un’occasione per gustare il carciofo nelle sue migliori ricette: alla giudìa, alla brace, al forno. Ne vengono distribuiti a migliaia negli stand culinari e nei ristoranti della zona, e anche venduti dai produttori agricoli locali.
Il mito narra che Zeus trasformò la ninfa Cynara dai capelli biondo cenere, che lo aveva respinto, in un ortaggio spinoso dal cuore tenero. Originario del Mediterraneo orientale e diffuso in Europa dagli arabi, era già conosciuto da egizi, greci, etruschi e romani e Plinio il Vecchio ne elenca le proprietà curative. A Roma e nel Lazio vanta una lunga tradizione gastronomica, crudo o cotto “alla romana” e fritto croccante “alla giudìa”. Nel tempo, la cucina sefardita ebraica si è fusa con quella romana, trasformando alimenti poveri nei piatti gustosi della cucina giudaico-romanesca, in cui il carciofo è ingrediente fondamentale di svariati piatti.
Ricco di fibre e povero di calorie, contiene elevate quantità di sali minerali e la cinarina, polifenolo con elevate capacità antiossidanti che contrasta l’azione dannosa dei radicali liberi sulle cellule dell’organismo, ed è un ottimo depurativo per il fegato se consumato crudo, come spiegano i nutrizionisti. È anche un alimento cardine della dieta mediterranea, che è base di un corretto stile di vita derivante da una sana alimentazione.
Promuovendo un prodotto di eccellenza, la Sagra preserva un patrimonio culturale che si riflette nei sapori delle nostre tavole e sancisce un legame tra il territorio e la popolazione, elevando il carciofo a simbolo culturale oltre a essere un piacere per il palato.







