Da Lagonegro a Cosenza si susseguono tante località, tutte affacciate sul Tirreno, e tutte ricche di bellezze naturali, di storia e di proposte culturali.
Andare in Calabria seguendo la A3 significa entrare nel Parco del Pollino. Se si esce dal casello di Lagonegro si scende verso il marte Tirreno. Svoltando a sinistra e lasciando sulla destra il golfo di Policastro, si scorge Praia a mare, una lingua di sabbia scura affacciata su un mare turchino, immersa in un panorama di abbagliante bellezza. Di fronte alla nota località balneare c’è l’isola di Dino, collinetta che si eleva per circa 65 metri slm galleggiante a un passo dalla costa, alla quale resta unita da un sentiero sabbioso, talvolta affiorante.. Lungo l’isoletta si trovano la Grotta delle Sardine, la Grotta Azzurra e la Grotta del Leone.
Praia a Mare è una delle più importanti stazioni turisticoricettive calabresi. La spiaggia in epoca bizantina denominata “degli Schiavoni” era un luogo già abitato nel periodo romano e conserva tracce di antichi insediamenti rinvenuti in una vasta caverna che ospita il Santuario della Madonna della Grotta, la cui festa si svolge nei giorni intorno al ferragosto. Da visitare sono anche i resti del Castello medievale e la Torre di guardia costiera. Continuando, si incontra S. Nicola Arcella con un bel porto turistico e l’antico centro storico arroccato a picco sul mare, dove sono ben evidenti due torri costiere d’avvistamento di epoca aragonese.
Poco lontano c’è il Comune di Scalea; di origini antichissime, sviluppa il suo originario insediamento sul promontorio degradante verso il mare. Nella Grotta di Torre Talao sono stati rinvenuti reperti preistorici, quali selci scheggiate del paleolitico. La torre sorge su un roccioso promontorio denominato Isola di Scalea, perché in origine staccato dalla costa. Poco più avanti si incontra Cirella, antico abitato romano fronteggiato dall’isolotto omonimo con evidenti resti di fortificazioni. Attuale centro balneare con buone attrezzature, campeggi e villaggi turistici conserva tuttavia il fascino antico nei resti, ben visibili, dell’insediamento originario che si può visitare percorrendo un chilometro di strada in salita (140 metri di altezza sull’abitato).
L’antica Cirella fu distrutta da una flotta francese nel 1806. Per chi ama il mare, la costa tirrenica in provincia di Cosenza riserba ancora molte sorprese, come Diamante, Belvedere, Cetraro e Guardia Piemontese. Quest’ultima località deve il suo none a un gruppo di valdesi in fuga dalle valli piemontesi che tentarono di realizzare un sorta di riforma religiosa, ma finirono in gran parte sterminati da una crociata indetta dal cardinale Ghisleri. Guardia possiede un’importante risorsa naturale: le terme, attrezzate con modernissime strutture. Note fin dall’antichità, sono dotate di fanghi, bagni, irrigazioni, aerosol, con sorgenti calde a temperature comprese tra 45° e 48°.
Proseguendo per una ventina di chilometri si giunge, dopo avere attraversato Fuscaldo, sviluppato e organizzato centro balneare, a Paola, importante centro turistico. Da qui, per una strada di grande comunicazione che sale fino al valico della Crocetta, si giunge al capoluogo della provincia: Cosenza, a 238 metri d’altitudine. La città è formata da un interessante centro storico, collocato sulle sponde del Crati e divisa dal polo di nuova espansione dal Busento che scorre a valle. A proposito di questo fiume è ancora viva la storia leggendaria di Alarico, Re dei visigoti, sepolto nel Busento con il suo tesoro nel 410 d.C. Sul lato orientale della città antica, si trova il complesso della chiesa e convento di San Domenico sorto nel 1448 e rimaneggiato nel XVIII secolo; passò nella lista dei monasteri soppressi nel 1809.
L’interno della chiesa conserva molte opere d’arte e decorazioni di notevole pregio. L’antico Duomo è senz’altro l’architettura più interessante, eretto tra l’XI e il XII secolo in perfetto stile romanico. Già in parte ricostruito nel 1181, subì nei secoli altre ricostruzioni e rifacimenti, fino agli ultimi restauri che, da circa cinquant’anni, hanno riportato alla luce l’aspetto originario. Si collega al Duomo con un lungo corridoio il Palazzo Arcivescovile, attualmente sede del Museo diocesano, dove si conserva una ricca collezione orafa. Di particolare interesse è il quartiere della Giudecca, costruito dalla comunità ebraica. Nella parte alta di Cosenza si può, infine, ammirare l’antico Castello il cui primo nucleo risale all’epoca dei saraceni (X secolo), mentre i successivi ampliamenti sono di epoca fidericiana, quindi aragonese. Oggi, interamente ristrutturato, è aperto al pubblico e sede di attività culturali.







