Manoppello (PE) – Chiesa di Santa Maria Arabona
La Porta dei Morti, i Fiori della Vita e il simbolo misterioso
Quest’antica abbazia edificata nel XII secolo, sorge su una collina all’interno del bellissimo Parco nazionale della Majella. Fu luogo sacro per i romani perchè nel luogo dell’edificio dominava un perduto tempio pagano dedicato al culto della dea Bona (da cui il nome di “Arabona” – Ara Bona – altare dedicato a Bona).
A questa dea erano dedicati rituali di derivazione di quelli per la dea greca Demetra, legati in qualche modo alla fertilità ed erano esclusivi per le donne, gli uomini erano esclusi anche in veste di animali. L’edificio è derivato dalla linea cistercense e, come le sue altre sorelle italiane, ne eredita non solo le strutture ma anche i suoi misteri e la sua arcana simbologia.
Nell’abside sono presenti 3 dipinti, ma l’ultimo a destra, il più curioso, rappresenta una vergine in trono con Gesù bambino, che tiene in mano un cagnolino bianco. Il dipinto è del 1377 ad opera di Antonio Martini di Atri, l’animale è metafora della fedeltà e rimane una presenza inconsueta nelle mani di Gesù. Normalmente i cani venivano scolpiti ai piedi delle statue funerarie dei nobili a simbolo di devozione nei confronti del proprio Re o Imperatore, ma in che modo e a chi Gesù sarebbe fedele?
Il candelabro presenta una struttura particolarmente slanciata, molto decorata, con alla base due cani e un leone rampante. L’esplosione di foglie del capitello è sormontata da 12 colonnine a rappresentanza dei 12 apostoli che accoglierebbero il cero, portatore della fiamma eterna. Nel fuoco che brucia, senza che consumi, vi è la presenza di Dio. Queste colonnine sarebbero metafora dei 12 apostoli ma l’unica colonna con il nodo sarebbe anche l’unica asimmetrica. Una tale diversità rivelerebbe forse la colonna malata, Giuda? Oppure, diversa dalle altre, indicherebbe un segreto, l’apostolo che Gesù amava?
Sotto il rosone della parete nord c’è un ingresso chiamato la “Porta dei Morti” perchè anticamente conduceva al cimitero, oggi scomparso.
Sul muro esterno sono presenti alcuni simboli ad oggi senza interpretazione. Sono due “M”, una con un ricciolo spinato in cima e l’altra attraversata da una S. Nella chiesa sono visibili due fiori della vita, importante simbolo legato all’ordine dei templari.
Informazioni Turistiche da www.sanclementeacasauria.beniculturali.it
Come arrivarci: Da S. Clemente si va fino a Piano D’Orta. Si prende quindi la strada statale 5 andando verso sinistra (direzione Pescara) fino al bivio per la strada provinciale di Manoppello Scalo (frazione di Manoppello) dov’è situata l’abbazia. Distanza 15,5 Km.
Apertura: 7,30 – 12,00 // 16,00 – 18,00 (orario invernale)
7,30– 12,00 // 16,00 – 19,00 (orario estivo)
Informazioni: Telefonare al n° 085.8561500







