Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, sussurrando secoli di storia che dialogano con una raffinata consapevolezza del contemporaneo per trascendere ogni definizione. Una bellezza viva e pulsante che regala un’esperienza ben oltre il turismo più prevedibile.
È la Rocca di Lonato, l’imponente fortezza nel cuore del borgo antico di Lonato del Garda: maestosa e solenne, eppure sorprendentemente accogliente. L’eredità della storia qui si fonde con la meraviglia del presente per sublimarsi a vicenda, trasformando questo complesso monumentale in un luogo poliedrico e dinamico, pronto ad affascinare ogni visitatore.
Circondata da un immenso parco e facilissima da raggiungere, la Rocca di Lonato si staglia sul colle che domina il bacino meridionale del Benaco, offrendo una delle vedute più suggestive del Lago di Garda e della pianura bresciana.
Nello specifico, si erge sulla sommità di uno dei rilievi dell’anfiteatro morenico che domina da un lato la parte meridionale del Lago di Garda, dall’altro il centro storico del paese. In giornate limpide, dalle sue mura merlate e dalle due torri di avvistamento si scorgono Desenzano, Sirmione e persino le vette più lontane, fino al Monte Rosa.
Tra le più grandi fortificazioni del Nord Italia, la Rocca affascina per la sua imponenza quattrocentesca, i merli guelfi, i camminamenti di guardia e la Rocchetta, cuore interno del complesso con resti di caserme, postazioni militari e la “Casa del Capitano”, oggi sede di uno spazio multifunzionale in cui è allestito il Museo Civico Ornitologico che custodisce circa 700 esemplari dell’avifauna italiana.
Le origini del fortilizio si perdono nel tempo: alcuni studiosi ipotizzano la presenza di una struttura difensiva già in epoca romana o altomedievale, in seguito ampliata durante la dominazione viscontea e quindi dalla Serenissima Repubblica di Venezia. Dopo secoli di alterne vicende, nel Novecento il senatore filantropo e collezionista Ugo Da Como ne promosse il recupero, restituendo alla comunità un simbolo di identità e memoria storica. Dal 1912 la Rocca viscontea-veneta è riconosciuta come Monumento Nazionale e, insieme alla vicina Casa Museo del Podestà, fa parte del complesso monumentale della Fondazione Ugo Da Como.

Un patrimonio vivo
Il lascito intellettuale del senatore Ugo Da Como (1869-1941), continua a vivere e fiorire nella Fondazione che porta il suo nome. Istituita per volontà testamentaria del politico e appassionato collezionista, questo ente culturale privato non è solo un custode, ma un vero e proprio motore di valorizzazione del patrimonio.
L’obiettivo statutario, nobile e lungimirante, è quello di “promuovere ed incoraggiare gli studi, stimolandone l’amore nei giovani“. Perseguendo tale missione, la Fondazione Ugo Da Como non si limita a conservare, ma rende fruibile al pubblico un tesoro collettivo di inestimabile valore: un vasto patrimonio architettonico, che include la celebre Rocca e la Casa del Podestà, arricchito da collezioni storiche, artistiche, scientifiche, culturali e librarie di grande rilievo. L’eredità del senatore resta, oggi più che mai, un punto di riferimento per la storia e la ricerca.
Casa Museo del Podestà
Proprio accanto alla Rocca si trova il Museo “Casa del Podestà”, tra le case museo meglio conservate in Lombardia, oltre che Museo riconosciuto dalla Regione stessa. Un’elegante dimora quattrocentesca che conserva arredi originali, costituiti da affascinanti opere d’arte e oggetti di uso quotidiano. Questo magnifico edificio ha una storia molto particolare: fu eretto a metà del Quattrocento come residenza del rappresentante di Venezia, l’autorità incaricata all’epoca del controllo sul territorio.
Ma il suo vero splendore arriva all’inizio del Novecento, precisamente nel 1906, quando diviene proprietà del Senatore Ugo Da Como. Fu lui a trasformarla, grazie al restauro curato dall’architetto Antonio Tagliaferri. Consapevole della forte importanza storica del luogo, Ugo Da Como ha convertito la Casa in una dimora borghese raffinata ed eclettica, pensata come un vero e proprio “museo da abitare”, secondo la moda diffusa del suo tempo. Varcando la soglia, si viene avvolti da un’atmosfera unica: gli ambienti interni sono improntati a un tripudio di grande effetto scenografico, impreziositi da decorazioni, soffitti policromi, affreschi, mobili intagliati, sculture e dipinti.
Il cuore della dimora è però la straordinaria collezione libraria di Da Como. I ben 52 mila volumi la rendono una delle raccolte private più importanti del Nord Italia: un impressionante patrimonio di libri disposti in ogni stanza della residenza, che viene così a definirsi una stupefacente “casa-biblioteca”. Un tesoro che custodisce anche un prezioso segreto letterario: 48 lettere scritte da Ugo Foscolo alla contessa bresciana Marzia Martinengo. Oggi, la Casa del Podestà è aperta al pubblico tutti i giorni e per goderne appieno si può optare per un biglietto cumulativo che include anche la visita alla vicina Rocca. Per un’esperienza ancora più immersiva, è disponibile una visita in “realtà aumentata”, dove la voce narrante dell’audio-guida è nientemeno che quella del padrone di casa, Ugo Da Como, pronto a svelare i segreti della sua amata dimora.

Da fortezza a palcoscenico: una Rocca che vibra di cultura ed eventi
La Rocca di Lonato non è solo custode del passato, ma anche promotrice di iniziative culturali che la confermano un luogo vivo e aperto al pubblico, un palcoscenico di cultura che si rinnova ogni stagione. Tanti gli appuntamenti in cartellone come “Pasquetta alla Rocca” (6 aprile 2026), “Fiori nella Rocca” (10, 11 e 12 aprile 2026), una delle più attese rassegne florovivaistiche nazionali, e “Lonato in Festival”, kermesse estiva dedicata all’arte di strada, alla musica e al teatro. Il complesso accoglie anche “Fiabe nella Rocca”, evento pensato per i più piccoli e le famiglie. Tra i giardini, le corti e le sale affrescate della Casa del Podestà, recentemente restaurata nelle sue facciate policrome, si intrecciano storia, arte e paesaggio, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva unica nel suo genere.
Un museo a misura di bambino
Alla Rocca di Lonato, la storia diventa un gioco e l’arte un’avventura da vivere con le mani e con la fantasia. Il ricco calendario di attività dedicate ai bambini e alle famiglie trasforma gli spazi in un luogo di scoperta, creatività e meraviglia. Non meno affascinante è il programma dedicato alle scuole, che propone percorsi pensati per “imparare facendo”: laboratori di pittura antica con colori e tavolozze, oppure scoprendo l’arte dello speziale, o viaggiando tra miti e leggende con “Un mondo di favole” o facendo incursioni nella storia della scrittura con “Il rotolo di papiro e i segreti dei geroglifici”. Alla Rocca di Lonato, ogni visita è un’esperienza da ricordare, dove la curiosità dei più piccoli diventa il motore per scoprire la bellezza dell’arte, della storia e della conoscenza.
La Cittadella di Cultura
Quindici anni fa la Fondazione Ugo Da Como ha ricevuto un dono davvero speciale: l’Archivio di Antonio e Giovanni Tagliaferri, due figure chiave della storia dell’architettura bresciana e lombarda tra Ottocento e Novecento. Da allora, il lavoro per mettere ordine, studiare e valorizzare questo incredibile lascito, fatto di migliaia di disegni, libri antichi, foto d’epoca, lettere e documenti, non si è mai fermato. Un impegno portato avanti anche grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia e la professoressa Irene Giustina. La Donazione Tagliaferri si è così aggiunta al già ricchissimo patrimonio custodito dalla Fondazione, contribuendo al sogno del Senatore Ugo Da Como: creare a Lonato una vera “Cittadella di Cultura”. Un luogo di presidio per la memoria storica dove la straordinaria Biblioteca ricca di oltre 52mila volumi, dal Medioevo al Novecento, è aperta a chiunque ami studiare, riscoprire e lasciarsi emozionare dai fatti del passato.
Stefano Lusardi, Conservatore delle raccolte artistiche Rocca di Lonato: “Secondo le disposizioni testamentarie di Ugo Da Como la Fondazione avrebbe potuto incrementare le proprie raccolte con ulteriori libri o oggetti. Il vaglio che operiamo nel momento di accettazione di una donazione è molto attento perché ogni incremento deve ‘ambientarsi’ al contesto estremamente definito dallo stesso Senatore”.
Ad arricchire ulteriormente il patrimonio culturale del sito, nel 2011 la famiglia Nocivelli ha depositato presso la Fondazione la preziosa raccolta di trattati di architettura, antiquaria e archeologia appartenuta a Luigi Nocivelli, Cavaliere della Legion d’Onore. Tra le opere figurano il De re militari di Roberto Valturio, impresso a Verona nel 1483 da Bonino Bonini, fino alle tavole del 1910 dell’architetto statunitense Frank Lloyd Wright, ma non mancano tavole di Giambattista Piranesi, uno dei più grandi incisori del Settecento europeo.

Il Garda fin de siècle
La Rocca è anche sede di mostre di ricerca. Nella suggestiva Sala del Capitano della Rocca fino al 18 gennaio 2026 si può visitare la mostra Il Garda fin de siècle. Documenti, disegni e progetti di Antonio Tagliaferri. L’esposizione raccoglie una selezione di disegni e progetti originali – spesso inediti – legati ai principali cantieri gardesani curati da Antonio Tagliaferri, uno dei protagonisti dell’architettura bresciana di fine Ottocento. Tra le opere in mostra: la Villa Zanardelli a Fasano, la Villa Bellini a Salò e gli interventi sul nuovo lungolago di Salò, nati dopo il terremoto del 1901 che trasformò la fisionomia della città.
La mostra racconta un periodo di grande fermento culturale e architettonico, ma anche l’intenso legame tra Giuseppe Zanardelli e Antonio Tagliaferri – due figure che, con visione e coraggio, hanno contribuito a ridefinire il volto del Garda di fine secolo.
Arnaldo. Il sogno per un monumento contestato
Fino al 18 gennaio 2026, la Casa Museo di Ugo Da Como ospita, inoltre, la mostra Arnaldo nell’opera di Odoardo Tabacchi e Antonio Tagliaferri, parte delle celebrazioni Arnaldo da Brescia. Martire e ribelle.
Tra disegni, progetti e testimonianze d’epoca, l’esposizione racconta la lunga e appassionata storia – durata più di vent’anni – che portò alla nascita di uno dei monumenti più discussi dell’Ottocento bresciano: quello dedicato ad Arnaldo da Brescia, figura simbolo di libertà e dissidenza, fortemente voluto da Giuseppe Zanardelli. Un percorso che unisce arte, politica e ideali, restituendo tutta la forza visionaria di un tempo in cui architettura e arte diventavano messaggio civile.
L’emozione di un luogo unico: il Padiglione Eventi
La Rocca di Lonato non è solo un monumento che custodisce un passato straordinario, ma un luogo vibrante e dinamico, al passo coi tempi e con la cultura dell’ospitalità. L’esempio più brillante di questa fusione è il nuovissimo Padiglione Eventi: una glass house di design che, con le sue linee essenziali, sposa elegantemente l’architettura storica del complesso ed è perfetta per organizzare eventi aziendali, feste private e persino per la celebrazione di matrimoni con rito civile o unioni civili. Riservata in esclusiva, è dotata di un comodo parcheggio adiacente all’ingresso.
Progettato dallo studio TOP TAG di Milano, il Padiglione Eventi è uno spazio polifunzionale dallo stile minimale, una raffinata glass house dalle linee contemporanee che si combina e integra in maniera rispettosa il tratto storico della location. La struttura, realizzata in cristallo, legno e acciaio, si caratterizza per le pareti perimetrali trasparenti e affacciate sul giardino degli ulivi, che creano continuità visiva tra interno ed esterno, per permettere agli ospiti di poter godere a 360 gradi della spettacolarità del contesto. La scelta di un tetto verde nasce dall’esigenza di intaccare il meno possibile la percezione del paesaggio dall’alto. Un’architettura “silenziosa” ma con una sua personalità, che valorizza gli elementi storici e dialoga con la cinta muraria.

Rocca di Lonato – Fondazione Ugo Da Como
Aperto tutto l’anno, esclusi i giorni di Natale e Capodanno.
Direttrice: Giovanna Nocivelli
Via Rocca, 2
Lonato del Garda (Brescia)
Tel. 0309130060
info@fondazioneugodacomo.it
www.fondazioneugodacomo.it







