Abruzzese di nascita ma pesarese di adozione, Nino Caffè (Civitella Alfedena 1908 – Pesaro 1975) è noto come il pittore ‘dei pretini’ per la vasta produzione dedicata a quella porzione di umanità ecclesiastica guardata con spirito satirico e umoristico. A cinquant’anni dalla morte, Pesaro lo celebra con ‘Nino Caffè. Tra naturalismo e satira’, la mostra a cura di Mariastella Margozzi con cui giovedì 7 agosto è stata inaugurata la nuova ala recuperata dei Musei Civici di Palazzo Mosca.
L’intento è di recuperare la gran parte delle opere disperse tra i collezionisti, anche stranieri, e mostrare l’indiscutibile appartenenza di Caffè alla migliore pittura italiana del XX secolo, riscattandolo così dal ruolo di pittore “caricaturista” che gli è stato attribuito. Con 65 dipinti – sintesi della sua attività dagli anni ’30 ai ’70 – provenienti da ben 19 prestatori privati, il progetto espositivo rappresenta una prima rilettura critica della sua figura poliedrica e si offre come opportunità di indagare e far conoscere il posto che ha occupato nella cultura artistica italiana legata alla pittura di tradizione ma arricchita di nuovi temi spiritosi e dissacratori. L’esposizione è promossa dal Comune di Pesaro e organizzata da Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive in collaborazione con Pesaro Musei; con il contributo della Regione Marche; con il sostegno di: Associazione Nino Caffè, Associazione Italiana Archivi d’Artista, Fondazione Spadolini Nuova Antologia.
Quello dei pretini è il tema ricorrente di Caffè fin dalla metà degli anni ’40, insieme a quelli più tradizionali come la natura morta, il ritratto e il paesaggio con cui partecipa a numerose esposizioni tra Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma e Regionali sindacali a partire dal 1931, ricevendo anche dei premi. Dipingere il clero diviene la sua sigla quasi esclusiva dal 1950, quando incontra il favore della galleria romana L’Obelisco di Irene Brin e Gaspero del Corso che decidono di lanciarlo sul mercato europeo e americano e che proprio con una sua personale aprono la loro sede di New York. In questa occasione anche il Metropolitan Museum acquista una sua opera. Attraverso un’inedita lettura di tipologie ecclesiastiche di vari livelli che diventano vere e proprie caricature del clero e della Chiesa, Caffè inventa un tòpos e dà libero sfogo a un immaginario sempre più ricco e divertente: chierichetti, diaconi, preti, vescovi, cardinali in atteggiamenti non convenzionali, immersi in un mondo tutto loro fatto di sogni, aspirazioni, abitudini, sollazzi, ma anche paure e sensi di colpa. La prima intuizione sul tema arriva a Caffè dalle schiere di prelati che vede passare sotto la sua casa di Urbino nel soggiorno in quella città tra il 1943 e il 1944, ospite prima del soprintendente Pasquale Rotondi e poi della famiglia Benedetti. Dapprima i “pretini” popolano i paesaggi cittadini e della campagna urbinate e pesarese, poi diventano soggetto preminente dei suoi quadri. Quando si trasferisce a Roma – in pieno Giubileo del 1950 – numerose saranno le richieste di sue opere sull’argomento da parte del collezionismo internazionale. Tuttavia, la sua onesta formazione di pittore, continuata a contatto con ambienti certamente all’avanguardia come quello fiorentino e romano, non gli fa dimenticare il mestiere del pittore figurativo, il passaggio inevitabile attraverso il disegno e il progetto, la meditazione sulle composizioni sceniche nelle sue opere corali. E mentre i paesaggi mostrano l’esercizio della pittura en plen air, i ritratti – che spesso gli venivano richiesti e che altrettanto spesso concedeva agli amici e ai familiari – e le nature morte si concentrano su una ricerca psicologica di volti e insiemi di oggetti, in sintonia con una visione ravvicinata dei soggetti, i ‘pretini’ diventano un vero e proprio genere a parte con un universo ricco di iconografie.

Nino Caffè. Tra naturalismo e satira
A cura di Mariastella Margozzi – Musei Civici di Palazzo Mosca
Date: 8 agosto – 9 novembre 2025
Orari: fino al 30 settembre: lunedì 10-13; martedì – domenica e festivi 10-13, 14-19
Dal primo ottobre: in definizione
Ingresso con Card Pesaro Musei e con biglietto singolo; gratuito fino a 18 anni, studenti del Conservatorio Rossini e possessori Carta Famiglia del Comune di Pesaro
Info: 0721 387541 – info@pesaromusei.it – https://pesaromusei.it/







