Quando dici “Carrara” di solito alla gente sovvengono due immagini molto diverse tra loro: c’è chi pensa subito alle Alpi Apuane con le loro cave bianche, chi al mare, alla sabbia, ai tuffi.
Ma Carrara (MS) andrebbe pensata in un altro modo, perché da diversi anni ormai è al centro di una rinascita culturale, e ha messo in moto una trasformazione silenziosa ma inarrestabile. Basti pensare alla Biennale internazionale di Scultura di Carrara e ai Simposi organizzati in passato dalla città del marmo bianco.
Un cambiamento di pelle a cui si può assistere tutto l’anno, grazie alle mostre d’arte e agli eventi culturali messi in programmazione dal Comune di Carrara.
Quest’estate ad esempio White Carrara, alla sua nona edizione, consente fino al 28 settembre di immergersi – gratuitamente – in un “laboratorio creativo diffuso”. Tutto il centro storico è punteggiato da opere d’arte di designer internazionali che hanno ideato progetti ad hoc per la mostra e la città.
Il tema “Design Here and Now” sottende un’idea semplice ma geniale: prendere il marmo più bello del mondo e far ideare progetti ai designer più bravi del mondo. Per creare cose nuove. Contemporanee. Che parlino di oggi.
Così ti ritrovi talenti come Karim Rashid – quello che ha disegnato mezzo mondo moderno, 4.000 progetti e 400 premi – Ross Lovegrove, il designer inglese che fa sembrare i suoi oggetti nati per caso in un bosco alieno e Jean-Michel Wilmotte, l’architetto francese che quando tocca qualcosa diventa automaticamente elegante.
White Carrara ha anche mescolato i grandi nomi con i giovani talenti – come Kickie Chudikova, che da Bratislava via New York sperimenta come far dialogare tradizione e tecnologia – e soprattutto con i locali. Perché se vuoi cambiare una città, devi coinvolgere chi ci vive.
E i designer italiani non sono da meno: Elena Salmistraro con la sua ricerca poetica sui materiali; Giulio Iacchetti (due Compassi d’Oro); Massimo Giacon che ha disegnato per Alessi. E poi una schiera di talenti toscani che hanno scelto Carrara come base operativa. Segno che qualcosa sta succedendo davvero.
Il bello è che ogni progetto nasce dalla collaborazione tra questi creativi e le aziende e maestranze locali. Dalle grandi cave ai piccoli laboratori artigianali. È il modello italiano che funziona: l’idea geniale che diventa realtà grazie alle mani sapienti. Solo che stavolta non si tratta di produrre l’ennesima poltrona di design, ma di reinventare il rapporto con un materiale che sembrava condannato al passato. https://whitecarrara.

A White Carrara si dà spazio anche alle arti visive e alla sperimentazione: il mudaC │museo delle arti Carrara ospita la mostra di Vincenzo Marsiglia “Stars and Dust”, esplorando le frontiere della mixed reality e dell’intelligenza artificiale nell’arte contemporanea. E, nella project room Gianluca Sgherri mette in mostra il suo “Uninverso”, installazione che decostruisce le percezioni spaziali attraverso un labirinto dinamico e immersivo. www.mudac.
Il marmo, insomma, non come “cosa antica da museo” ma come linguaggio contemporaneo. È la stessa filosofia che si ritrova al CARMI, il museo dedicato a Carrara e Michelangelo, dove fino a ottobre vi può visitare la mostra straordinaria: “Per forza di levare. Michelangelo scultore nelle fotografie degli archivi Alinari”.
Ottanta fotografie fine art degli Archivi Alinari che raccontano come i grandi fotografi dell’Ottocento abbiano affrontato la sfida di catturare la tridimensionalità del marmo nella bidimensionalità della foto. www.carmi.
Anche qui, non si tratta di nostalgia. Ma di capire come tradizione e innovazione possano dialogare. Come il passato possa diventare futuro senza perdere la propria anima.







