Sono quasi trent’anni oramai che la Pro Loco di Noale, in occasione della solennità del Corpus Domini, realizza tra le torri medievali del castello l’Infiorata. L’iniziativa è nata per recuperare un’antica usanza di addobbare con frasche il percorso della solenne processione.
Coinvolgendo fin da subito le contrade cittadine, che ogni anno a giugno danno vita allo storico Palio (la cui prima testimonianza risale al 1339), la Pro loco si è ispirata alle celebri infiorate presenti in grande numero nel centro e sud Italia. Oggi il tappeto floreale di Noale, ispirato a soggetti religiosi, è conosciuto a livello nazionale, ed è tra più noti che vengono realizzati in Veneto. Dallo scorso anno è entrata a far parte della Rete delle Infiorate e delle composizioni di arti effimere costituita dall’Unione nazionale delle Pro Loco d’Italia (Unpli).
Quest’anno l’Infiorata di Noale si svolgerà domenica 22 giugno, appunto in concomitanza con la solennità cristiana del Corpus Domini. Il lavoro degli “infioratori”, donne e uomini di ogni età, circa un centinaio, prenderà il via il giorno precedente, sabato 21 giugno, verso il tramonto, con il disegno tracciato sulla sabbia e la prima fase della “spetalatura” di oltre 10 mila fiori di ogni colore.

Il tema dell’Infiorata di quest’anno è una lettura del messaggio di Papa Francesco per il Giubileo, ovvero “Pellegrini di Speranza”. Il disegno, realizzato su bozzetto di Giorgia Senno, consigliere della Pro loco appassionata di arti grafiche, è stato oggetto di una lunga fase di confronto e studio all’interno del gruppo di coordinamento. “Nei cuori dell’umanità, in questi giorni, si combattono sentimenti di speranza e pace da una parte, paura e incertezze dall’altra. L’infiorata di quest’anno – spiega l’autrice – vuol ripercorrere questi alterni sentimenti in un viaggio tra i colori, ricordando che la fiamma delle fede illumina la via della speranza”.
Domenica 22 giugno il grande tappeto di fiori, essenze arboree, quarzo e altri materiali naturali, sarà visibile ai visitatori nella sua straordinaria bellezza. Esso sarà composto da un unico quadro che si sviluppa su una lunghezza di circa 30 metri e di un’ampiezza di 4. Ad incorniciare il quadro, una cornice di zolle d’erba.
Ma per un visitatore è altrettanto incantevole vedere centinaia di mani che il giorno prima, sabato 21, attorno alle ore 19, saranno all’opera per stendere petali e gli altri materiali sopra il cuscino di sabbia. Un mosaico che si compone tassello dopo tassello, per finire a notte fonda. Un incrocio di mani che lentamente, con grande cura, svelano il disegno fino a quel momento tenuto nascosto ai più.
L’atmosfera dell’Infiorata di Noale, quindi, si inizia a respirare già il giorno precedente, quando tra le torri un manipolo di cento persone, volontari di Pro Loco e contrade, si mette all’opera per regalare alla città e ai numerosissimi turisti, un’emozione fatta di fiori. Alla sera, per rendere più piacevole l’attesa, viene offerto ai presenti uno spettacolo musicale, quest’anno proposto dal trio di archi “Le corde del mondo” che proporrà pezzi di musica classica, pop e colonne sonore, tra i locali della piazza.
Domenica mattino, 22 giugno, entreranno in gioco i bambini che, forniti di gessi colorati, avranno modo di realizzare sul selciato in trachite della piazza, i loro disegni ispirati ai temi della pace, della fratellanza e dell’amore. Un’attività che si ispira ad un’altra forma di arte effimera, quella dei “madonnari”.

“L’infiorata a Noale, come quelle di migliaia di località di tutto il mondo, è un atto di popolo, un evento corale, dove la fede e la pratica religiosa diventano arte, anche se effimera per l’appunto. Il tappeto di fiori, infatti, non dura per sempre ma – rivela il presidente della Pro Loco, Enrico Scotton – dopo il passaggio del sacerdote con l’ostensorio del Corpus Domini, viene cancellato definitivamente dal selciato, restando un ricordo. L’ultima fase di questa tradizione viene lasciata ancora una volta ai bambini, in particolare a quelli che durante l’anno hanno vissuto il sacramento della Prima comunione. Sono loro che, su invito del parroco, entrano nel quadro e calpestandolo felici lo riducono in un miscuglio di sabbia e fiori”.

L’Infiorata di Noale, come quelle di tutta Italia e degli altri paesi al mondo (soprattutto in America Latina ma anche Asia) prende spunto dalla tradizione delle decorazioni nate a Roma nella prima metà del XVII secolo come espressione della cosiddetta festa floreale. Si ritiene, infatti, che la tradizione di creare quadri per mezzo di fiori fosse nata nella basilica vaticana ad opera di Benedetto Drei, responsabile della Floreria vaticana, e di suo figlio Pietro, i quali avevano usato “fiori frondati e minuzzati ad emulazione dell’opere del mosaico” il 29 giugno 1625, festa dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma.
La tradizione barocca delle decorazioni floreali era stata adottata già nel XVII secolo nelle località dei Castelli romani probabilmente per gli stretti legami di questo territorio con Gian Lorenzo Bernini, il principale artefice di feste barocche. A Roma la consuetudine delle infiorate dovette scomparire alla fine del secolo XVII; nei Castelli romani continuò ancora nel XVIII secolo, come informa un manoscritto anonimo del 1824 conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e stampato solo di recente.
La prima infiorata allestita per la festività del Corpus Domini risale al 1778 (anno in cui vennero allestiti alcuni quadri floreali nella via Sforza di Genzano) oppure al 1782 (anno in cui un tappeto coprì l’intera via senza soluzione di continuo). Da allora le località in cui si allestiscono infiorate in occasione nella ricorrenza del Corpus Domini sono numerose, specialmente dell’Italia centrale, ma anche dell’estero. Fra quelle fuori Italia merita di essere ricordata l’infiorata dell’Orotava, nelle Isole Canarie, in quanto i quadri sono ottenuti con la posa di erbe colorate, anziché petali di fiori. In alcune località non italiane (per es., Kōbe, in Giappone) da qualche anno si allestiscono infiorate sul modello di quelle tradizionali, ma prive di legame con le festività religiose cristiane.
Il nobile, il vago, il dipinto Noale. Così doveva apparire il borgo veneziano a chi lo visitava in passato inebriato dalla vivacità cromatiche dei suoi nobili palazzi. Ripercorrendo anche oggi le sue piazze, i vicoli e gli spalti che circondano il castello, si coglie l’atmosfera culturale e artistica del Medioevo, la personalità dei fondatori, le vicissitudini del periodo della dominazione veneziana, il modo di essere dei ricchi proprietari fondiari. Una città dove la fede dei suoi abitanti ha lasciato un ricco patrimonio d’arte che arricchisce le chiese. Così che appare fin dal primo incontro una città dalle due anime, civica e religiosa, ben distinte, tenute insieme da un cuore antico.
Il centro fortificato, possedimento dal 1119 dei Tempesta, è situato in posizione centrale rispetto a Treviso, Padova e Mestre, nel punto dove si intersecano due importanti assi stradali, e sorge in prossimità di un’ansa naturale del fiume Marzenego di cui ancora oggi sfrutta le acque per l’alimentazione del doppio fossato. Una posizione strategica che ne ha fatto la forza come caposaldo militare e centro di scambi commerciali.

Noale, città dei motori e del laterizio
Noale aderisce all’associazione Città murate del Veneto e Città dei Motori. In passato ha aderito anche all’associazione Città del laterizio vista la presenza sul territorio di due storiche fornaci, di cui una ancor oggi attiva. Proprio in questa, posta lungo la SP 38 che conduce a Camposampiero, è presente un’insolita “galleria delle forme”, che conserva reperti originali che vanno dall’epoca romana all’Ottocento, ospitati all’interno del tunnel di un antico forno.
Grazie ai successi che ancor oggi l’Aprilia, casa motociclistica noalese, ottiene sulle piste di gara nel mondo, Noale è ben presente tra le Città dei motori. Il team sportivo dell’azienda, situata a pochi passi dal centro storico con le sue sale espositive, ha avuto tra le sue fila alcuni tra i più grandi campioni italiani, come Valentino Rossi e Max Biaggi.
E’ utile sapere che… noalesi illustri
Pietro Fortunato Calvi
All’interno della piazza Castello sono visibili due monumenti dedicati a Pietro Fortunato Calvi, martire di Belfiore, eroe del Risorgimento. Si tratta di una statua opere di R. Rinaldi di Padova (1871) e del bronzo realizzato nel 1983 dal maestro Emilio Greco ispirato alla figura della libertà.
Pietro Fortunato Calvi, nato nel 1817 a Briana nel comune di Noale, intraprese la carriera militare nell’esercito austriaco. Allo scoppio della Rivoluzione del 1848 Calvi si congedò dall’esercito per raggiungere Venezia, dove si mise a disposizione del governo rivoluzionario. Fu protagonista di alcuni atti eroici durante l’insurrezione del Cadore. Costretto ad abbandonare le montagne, tornò a difendere Venezia a capo dei “Cacciatori delle Alpi”. Dopo essere fuggito in esilio in Piemonte ed in Svizzera, nel 1853 fu catturato dagli austriaci mentre stava organizzando una nuova insurrezione in Cadore. Rinchiuso nel carcere di Mantova, Pietro Fortunato Calvi fu impiccato il 4 luglio nel 1855. Le sue ceneri sono custodite nel sacello eretto nel 1905 dal Comune sotto il Palazzo della Loggia. Anche Briana nel 1999 ha voluto dedicargli un monumento in bronzo opera di Stefano Baschierato.
Egisto Lancerotto
Il Comune di Noale conserva una ricca collezione di dipinti del pittore Egisto Lancerotto, artista tra i più apprezzati nel panorama pittorico della pittura veneta a cavallo tra Otto e Novecento. Le opere si trovano nel Palazzo della Loggia e in alcuni edifici comunali. L’artista noalese, trascorsa l’infanzia a Noale, si trasferisce con la famiglia a Venezia, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Il suo stile trova massima espressione nelle scene di vita quotidiana veneziana e nelle scene di vita mondana. La partecipazione alla Biennale di Venezia del 1897 lo colloca tra i protagonisti della pittura lagunare del secolo e lo porta a contatto con le avanguardie del simbolismo che ispirano le sue ultime opere.
Lancerotto è un esponente del filone “verista” le cui opere sono presenti in molti musei del mondo. La sua opera è stata di recente valorizzata grazie ad alcune mostre che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico.

Per altre info: https://www.proloconoale.it/







