Slow Wine Fair, la fiera del vino buono, pulito e giusto, torna per la seconda edizione a BolognaFiere da domenica 26 a martedì 28 febbraio 2023.
Organizzata da BolognaFiere e SANA, Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, con la direzione artistica di Slow Food, Slow Wine Fair è nata dal connubio fra la trentennale esperienza di BolognaFiere nel mondo del biologico con SANA e lo storico impegno di Slow Food sui temi della biodiversità, della sostenibilità ambientale e dell’equità sociale. La fiera gode del supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di FederBio, del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della partnership con Amaroteca e ANADI – Associazione Nazionale Amaro d’Italia.

Un assaggio delle cantine presenti, suddivise per regioni
VALLE D’AOSTA
Oltre a Elvira Rini, è presente nell’azienda Di Barrò di Saint-Pierre (Ao) anche il figlio Andrea Barmaz, che ormai opera in pianta stabile nella conduzione dell’azienda. Una nuova generazione che si affaccia e che proseguirà la storia di questa cantina nata ormai più di 20 anni fa, che ha saputo ingrandirsi poco alla volta senza mai perdere il senso dell’artigianalità.
TRENTINO-ALTO ADIGE
A San Giuseppe Lago, frazione del comune di Caldaro, nella provincia autonoma di Bolzano, la Tenuta Manincor porta avanti una perfetta simbiosi tra viticoltura biodinamica e fermentazioni spontanee. Sostenibilità e tradizione sono infatti i pilastri che Michael Goëss-Enzenberg tramanda dal 1996, secondo una visione illuminata che ha trovato nell’enologo Helmuth Zozin mani sicure per essere concretizzata al meglio.
LOMBARDIA
Sono trascorsi pochi anni da quando Francesca Seralvo, terza generazione della famiglia proprietaria della Tenuta Mazzolino di Corvino San Quirico (Pavia), ha deciso di gettarsi a capofitto nella gestione dell’azienda. L’ha fatto con umiltà, visione e voglia di apprendere dai colleghi più virtuosi dell’Oltrepò. Senza dimenticare la determinazione che quarant’anni fa hanno spinto suo nonno Enrico a sfruttare le potenzialità che la cosiddetta collina del Pinot Nero poteva offrire.
PIEMONTE
Nonostante la giovane età, Marco Capra ha reso l’attività di famiglia una realtà di riferimento per la produzione artigianale di Santo Stefano Belbo (Cuneo), comune troppo spesso associato soltanto all’industria spumantistica. Sulla collina di Seirole, tra Langhe e Monferrato, Marco porta avanti la tradizione familiare dando la giusta spinta innovativa, privilegiando i vini autoctoni, frutto del miglior connubio tra vitigno e territorio, e una produzione limitata che rende a pieno le potenzialità del vigneto. Un altro giovane produttore è Nicholas Altare di Dogliani (Cuneo) che, dopo un decina di anni di lavoro presso la cantina di Ferdinando Principiano, dove afferma di avere imparato tutto quello che sa del mestiere, ha deciso di dedicarsi solo alle vigne di famiglia, piantate in prevalenza a dolcetto. Il suo stile parla di vini immediati e diretti, prodotti in modo tradizionale, senza filtrazioni e con pochissima solforosa totale.
VENETO
Incastonata sulle sponde del fiume Adige, tra il Monte Baldo e l’Altopiano della Lessinia, l’azienda agricola Roeno di Brentino Belluno (Verona) sorge nella cosiddetta Terra dei Forti, avamposto di confine in cui la famiglia Fugatti custodisce oltre duecento anni di storia, fortemente influenzata dalla convivenza con queste valli aspre e dure scavate dal secondo corso d’acqua più lungo d’Italia. La curiosità e lo studio ininterrotto delle potenzialità del territorio hanno reso l’azienda, condotta dai fratelli Giuseppe, Cristina e Roberta, uno tra i più espressivi testimoni e interpreti dei vini della zona. Merito anche di un patrimonio di vigne centenarie invidiabile, tra le quali spicca il vigneto a piede franco di enantio, da quest’anno Presidio Slow Food.
FRIULI VENEZIA GIULIA
Radicati da secoli nella zona di Zegla, i Keber di Cormons (Gorizia) da agricoltori a tutto tondo si sono specializzati con Edi nella produzione di vini di qualità. Ora il figlio Kristian, attivo sul versante vitivinicolo con una realtà a suo nome oltre confine, coadiuvato dalla sorella Veronica conduce l’azienda di famiglia con il desiderio di riportarla alle sue origini policolturali, con un progetto articolato di produzione per l’autosostentamento.
EMILIA ROMAGNA
A Imola (Bologna), l’azienda Tre Monti custodisce il lavoro di due generazioni: quella dei fondatori, Sergio Navacchia e la moglie Thea, e quella dei loro figli David e Vittorio, che hanno saputo far crescere l’azienda senza mai fermarsi nel campo della ricerca e della sperimentazione, arrivando anche a cambiare lo stile dei propri vini. Ne sono un esempio i rossi, sempre coerenti con le zone d’origine, resi più leggeri grazie a un minore impatto del legno.
TOSCANA
«Gli scarti sono risorse»: questo è il pensiero lungimirante che guida Francesco Galgani e Flavia Del Seta, titolari dell’azienda Cappellasantandrea situata a San Gimignano (Siena). Protagonisti di una rinascita contadina rimasta fedele ai profumi e ai sapori di una volta, Francesco e Flavia portano avanti questa realtà biodinamica in cui viti, alberi da frutto e animali convivono in perfetta sinergia, secondo un’ottica di azienda a ciclo chiuso orientata a preservare la biodiversità. Un valore fondamentale anche per l’Erta di Radda, il progetto di Diego Fenocchi nato nel 2006 dalle forti pendenze dei vigneti situati a pochi passi dal centro storico di Radda in Chianti (Siena). L’azienda è il frutto del legame di Diego con il territorio, che viene lavorato secondo i principi della produzione biologica, nel rispetto dell’ambiente e del suolo.
LAZIO
L’azienda agricola Damiano Ciolli si trova a Olevano Romano, borgo medievale a circa 600 metri slm, ai piedi del Monte Celeste, 45 chilometri a est della Capitale. In questo areale vocato alla viticoltura, Damiano inizia la sua attività nel 2001, forte di una tradizione familiare dedita alla vendita dello sfuso. Fin da subito si concentra sulla produzione di qualità, convinto che dal Cesanese si possano ottenere vini pregiati. Oggi, insieme alla compagna Letizia Rocchi, cerca di esprimere al meglio l’interazione tra suolo, microclima e vitigno attraverso un lavoro in campo sempre più curato e una grande conoscenza del territorio.
MARCHE
A pochi chilometri da Ascoli Piceno, nella frazione di Colonnata Alta, Federica e Francesca dell’azienda Pantaleone portano avanti la coraggiosa scelta del padre Nazzareno Pantaloni, che aveva visto in quei terreni scoscesi e inframezzati da boschi il giusto potenziale per dare vita a uve speciali. Equilibrio, natura e territorio sono le parole chiave di questa realtà biologica, dove la valorizzazione delle viti autoctone si unisce al desiderio di lasciare alla future generazioni terre e vigne migliori.
UMBRIA
Filippo Antonelli è l’anima dinamica di Antonelli San Marco, impresa di famiglia di Montefalco, in provincia di Perugia, che negli anni ha saputo scrivere pagine memorabili del vino umbro. Dal 2009 l’azienda ha effettuato la conversione integrale all’agricoltura biologica, mentre è in fase di ampliamento la cantina: si sta realizzando un percorso sotterraneo che comprenda tutte le fasi della produzione, da quando il grappolo raccolto entra in pressa fino all’imbottigliamento.

ABRUZZO
In Abruzzo, nel cuore di Chieti, tra le colline che dalla Maiella scendono fino all’Adriatico, la Tenuta i Fauri è il frutto della dedizione di Domenico, vignaiolo schietto ed estroverso, e i figli Valentina e Luigi Di Camillo, che hanno preso in mano l’azienda di famiglia nel 2007, quando avevano meno di trent’anni. Distribuiti in sei comuni confinanti, tra i sabbiosi terreni di Contrada Santa Cecilia di Francavilla al Mare e quelli più calcarei di Villamagna, i vigneti dell’azienda vengono coltivati secondo il metodo della lotta integrata e accolgono le varietà tipiche della zona: montepulciano, pecorino, trebbiano e passerina.
MOLISE
Sulle colline della costa bianca di Ripalimosani, in provincia di Campobasso, è la natura a scandire il lavoro di Agricolavinica, azienda agricola biologica nata nel 2007 dall’idea di Rodolfo Gianserra, odontoiatra di professione e vignaiolo per passione. Un progetto di agricoltura sostenibile incentrato sulla valorizzazione del territorio e il rispetto della natura, che oggi Rodolfo porta avanti grazie a una squadra affinata, unendo vitigni internazionali e autoctoni e lavorando soltanto con tecniche colturali conservative e prodotti naturali.
CAMPANIA
Espressione dell’eroica viticoltura di Tramonti (Salerno), nel cuore verde della Costa d’Amalfi, Tenuta San Francesco è l’ambiziosa avventura intrapresa nel 2004 da Gaetano Bove assieme ai soci Vincenzo D’Avino e Luigi Giordano. L’azienda agricola, che si estende su 14 ettari, produce vini provenienti da viti ultracentenarie prefillossera, tra cui spiccano i vitigni autoctoni del territorio: tintore, piedirosso e aglianico per i rossi, falanghina, biancolella, biancazita, biancatenera, pepella e ginestra per quanto riguarda i bianchi.
PUGLIA
Circondata da circa 100 ettari di vigneti e gli uliveti, a Cutrofiano (Lecce) nel cuore del tacco d’Italia a metà strada tra Gallipoli e Otranto, la Masseria L’Astore è il luogo ideale per immergersi nella cultura e nella tradizione del Salento. Il progetto di fare vino dai vigneti intorno alla masseria di famiglia e al suo antico frantoio ipogeo è nato negli anni Novanta, ma la dedizione e la consapevolezza di Paolo Benegiamo, medico contadino, lo hanno poi radicalmente trasformato: i vitigni internazionali hanno ceduto il posto agli autoctoni, e la volontà di espressione del terroir si è fatta stella polare.
BASILICATA
Cantina giovane dal cuore antico, Arteteke è nata nel 2017 con l’idea di fare vino recuperando gli stili e i linguaggi dei contadini, migliorandoli con la conoscenza e la tecnica enologica di Luca Faccenda. Il nome, che in dialetto significa irrequietezza, è anche un progetto di inclusione sociale di ragazzi con disabilità.
CALABRIA
La vigna che sorge nella proprietà di famiglia di Casa Comerci, Nicotera (Vibo Valentia) si chiama Badia, è coltivata a magliocco canino ed è stata completamente rinnovata nel 2001. Un altro corpo vitato situato a 3 chilometri di distanza è stato acquistato nel 2008 e, oltre al magliocco canino, vanta anche viti di greco bianco.
SARDEGNA
A Sorgono (Nuoro), piccolo comune nel centro della Sardegna, Pietro Uras, Renzo Manca e Simone Murru si definiscono Garagisti. Se in Francia questo termine viene utilizzato per i vini di nicchia dai prezzi poco accessibili, qui si riferisce al fatto che le uve coltivate vengono poi lavorate proprio in un garage del paese, con attrezzature elementari ma efficaci. Il resto lo fanno il territorio, la storia, la vocazione e la passione dei produttori uniti da un sogno: valorizzare gli antichi vitigni impiantati dai nonni e genitori per fare della regione del Mandrolisai la nuova frontiera dei vini sardi.
SICILIA
Dalla vendemmia alla cantina, dalla commercializzazione alla distribuzione: nell’azienda agricola Possente di Salaparuta (Trapani), nella Valle del Belice, ogni fase viene seguita con la massima attenzione. I fratelli Stefania, Maria e Antonio condividono l’esperienza trasmessa dal padre e continuano a lavorare in vigna rispettando il terreno e valorizzando le varietà autoctone, come il Catarratto, il Grillo e lo Zibibbo, che negli ultimi anni hanno acquisito maggiore definizione varietale e territoriale.

… E ALCUNE STORIE DAL MONDO
La rete internazionale che riunisce vignaioli e vigneron, professionisti e appassionati del mondo del vino spegne la sua prima candelina. Guidati dal Manifesto per il vino buono, pulito e giusto, che nasce dall’esperienza maturata da Slow Food in tutti questi anni, i protagonisti della rete hanno consolidato alleanze, accolto nuovi partecipanti e scritto importanti progetti per il futuro. Guardando ai numeri, dopo questo primo anno il Manifesto conta già oltre 1.100 firmatari da 37 Paesi, che hanno contribuito all’organizzazione di più di 80 eventi sul territorio italiano e di quattro a livello internazionale. Dopo il successo di Slow Wine Fair 2022, ora la Coalition si prepara alla seconda edizione, per discutere insieme le principali sfide del mondo del vino legate al cambiamento climatico, alla tutela del paesaggio e a quella dei lavoratori del mondo della viticoltura. Negli ultimi mesi, inoltre, è stata creata la prima comunità parte della rete in Turchia, con l’obiettivo di tutelare e mappare vitigni autoctoni e vigne antiche sul territorio. In America Latina, invece, si celebra il primo Slow Wine Latam Day il 24 novembre, per promuovere e incoraggiare la produzione di vino buono, pulito e giusto nel continente sudamericano. Inoltre, la guida Slow Wine è stata presentata per la prima volta in cinese e in macedone.
A Bologna sono oltre 70 da 21 Paesi le cantine oltre confine selezionate per raccontare le proprie etichette alla Slow Wine Fair. Molte di queste fanno parte della Slow Wine Coalition e sono presenti alla fiera non solo per incontrare il pubblico, ma anche per confrontarsi con i loro colleghi italiani e stranieri nei numerosi eventi in programma nella Slow Wine Arena – Reale Mutua. Vini esotici o grandi vitigni che nei loro terroir d’elezione esprimono l’essenza del loro carattere. Dalla Cina alla Croazia, passando per la Georgia, la Macedonia del Nord, la Romania e la Slovenia, senza dimenticare ovviamente Francia, Germania e Spagna, ecco qui alcune delle storie di vigne, vini, donne e uomini da scoprire a BolognaFiere.

Per info sulla manifestazione: https://slowinefair.slowfood.it/







