Nel cuore della Toscana, tra antichi borghi, itinerari storico-artistici e ricche tradizioni enogastronomiche, torna “Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)“, un piccolo festival con un grande obiettivo: rimettere al centro le persone e i loro racconti di vita quotidiana, per ricostruire le connessioni tra le comunità, rigenerare la capacità di ascolto e cementare l’empatia.
Dopo il successo riscosso nel 2018, con 150 persone direttamente coinvolte ed oltre 2.000 partecipanti nei Comuni di Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite e Montepertoli (FI), la seconda edizione del festival si terrà, a partire dal 5 settembre 2020, nei Comuni di Certaldo e Gambassi Terme (FI).
Certaldo è il borgo del Boccaccio, citato nella decima novella del “Decameron”. Immerso tra le colline della Valdelsa, presenta ancora oggi un borgo medievale perfettamente conservato, che domina sul paese basso, sviluppatosi nei secoli successivi. Il Comune si fregia della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano dal 2004, riconoscimento alla qualità della vita, dell’ambiente e del territorio. Tra le varie produzioni agroalimentari, spicca la Cipolla di Certaldo, ingrediente tipico della cucina locale.
Gambassi Terme, nota località termale, è tra le tappe più suggestive della Via Francigena. Gambassi è, infatti, punto di arrivo e di partenza delle tappe 29 e 30 che collegano, rispettivamente, San Miniato a Gambassi (attraverso la campagna toscana punteggiata da pievi, castelli e casolari, nonché la Pieve di Coiano e la straordinaria Pieve di Santa Maria a Chianni, appena fuori dal paese) e Gambassi a San Gimignano.
Il festival, promosso dall’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdesa e prodotto dal Sistema museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa” (MuDEV) e da YAB Young Artists Bay, sotto la direzione artistca di Andrea Zanetti e Cinzia Compalati, si articolerà in tre azioni: l’esposizione d’arte contemporanea “Stoner. Landing pages“, visitabile dal 5 settembre 2020 al 10 gennaio 2021 nella storica sede del Palazzo Pretorio di Certaldo; i racconti dei cittadini, l’11, 12 e 13 settembre 2020 nei musei del MuDEV; parole e musica del cantautore Bobo Rondelli, uno degli ultimi “maledetti” della canzone e della poesia italiana, che sarà presente il 13 settembre 2020 alle ore 19.00 presso il Giardino comunale (la pista) di Gambassi Terme.
La mostra “Stoner. Landing pages” trae origine dal noto romanzo di John Williams, un caso letterario che ha appassionato migliaia di lettori nel mondo: la biografia di un anonimo professore universitario che a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale affronta i drammi e le passioni di una vita normale. Ad otto artisti diversi per poetica e formazione – Emiliano Bagnato, Mauro Fiorese, Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Eleonora Roaro, Jacopo Simoncini, Giuliano Tomaino, Zino – è stato chiesto di far vivere i personaggi e le atmosfere del romanzo attraverso il proprio linguaggio: fotografia, istallazioni, musica, performance e video. Non solo la riproduzione espressiva delle pagine di “Stoner”, bensì l’appropriarsi dei protagonisti per scavarne le profondità, per esternarne il non-detto e il non-scritto, per incanalare la narrazione nelle suggestioni della forza visiva. Dopo l’anteprima tenutasi a Pescara nel 2016, a seguito di una campagna di crowdfunding che ha coinvolto appassionati d’arte e bibliofili, mobilitando lo spontaneismo e creando una vera condivisione emotiva, il progetto si presenta per la prima volta a Certaldo nella sua completezza, con l’aggiunta di un lavoro inedito di Emiliano Bagnato e la rimodulazione site e contest specific delle installazioni. L’esposizione sarà allestita al piano terra di Palazzo Pretorio, l’edificio più rappresentativo di Certaldo. Il nucleo iniziale, eretto dai Conti Alberti intorno alla fine del XII secolo, si è ampliato nel corso dei secoli. Dal 1415 al 1784 è stato sede del Vicariato della Valdelsa e della Val di Pesa. Si sono succeduti, nel ruolo di Vicari, amministratori della giustizia – la carica era semestrale – ben 707 esponenti di importanti famiglie fiorentine. Ne sono testimonianza le centinaia di stemmi araldici che si conservano sulle mura e alle pareti del Palazzo e nell’archivio vicariale. Nel Palazzo sono visitabili le sale dedicate all’amministrazione della giustizia e l’appartamento privato del Vicario; sono ancora presenti le prigioni. Nell’annessa chiesa si conservano anche gli affreschi del Tabernacolo dei Giustiziati (1464-65), opera di Benozzo Gozzoli, originariamente situato nel paese basso.
Nel corso del festival sarà possibile assistere ai racconti dei cittadini all’interno di alcuni dei musei dei MuDEV: storie di vita vissuta messe in scena direttamente dai cittadini grazie al supporto drammaturgico di attori professionisti individuati tramite call pubblica. Storie normali, nelle quali tutti possono riconoscersi o trovare assonanze, ma che nel loro insieme traducono la complessità del presente. Si vuole portare alla luce una comunità che riscopre il piacere di raccontarsi, per confrontarsi non solo sulla memoria ma sulla codificazione del presente, accettando la sfida della contemporaneità come obiettivo, ma utilizzando la nobile arte della parola come strumento. Nella campagna toscana “l’andare a veglia” era il modo per trascorrere le serate in compagnia, conversando, leggendo, suonando un po’ di musica, giocando o ballando. Il più bravo a raccontare prendeva la parola e narrava storie che univano verità e fantasia, costruendo quell’epica del quotidiano di cui le province italiane sono ricchissime. Il filo conduttore sarà l’asse temporale che sempre segna la storia dei luoghi: racconti di emigranti, racconti di anziani, di famiglie, di bambini, di guerra, d’amore, di migranti arrivati negli ultimi decenni.
Chiuderà il festival il noto cantautore Bobo Rondelli, un artista che porta con sé la beffarda, dolente, orgogliosa eredità umana e politica della sua Livorno, con uno spettacolo che unisce parole e musica, parte della tournée estiva “Giù la maschera”.
Realizzato a rotazione nei Comuni dell’empolese valdelsa, “Ci sono sempre parole” si distingue nel panorama italiano per il proprio carattere ‘diffuso’ e per la scelta di non puntare sui grandi nomi, ma sulla straordinarietà del quotidiano, fondamentale per rigenerare l’identità personale e territoriale in un’epoca segnata dalla virtualità delle comunicazioni e dal distanziamento sociale. Un festival[non]festival che, facendo del suo ‘non’ la spinta positiva verso la codificazione delle complessità contemporanee, presenta un programma aperto e flessibile, buona pratica per il presente e modello per il futuro, esportabile anche in altri luoghi, perché ogni comunità custodisce storie che meritano di essere tramandate.
La seconda edizione del festival è stata anticipata, nei mesi di giugno e luglio 2020, da “Ci sono sempre parole“, programma radiofonico del MuDEV in 11 puntate, trasmesso su Radio Nostalgia e disponibile sul canale YouTube del MuDEV (http://bit.ly/youtubemudev), e dalla campagna di comunicazione “Ci siamo!”, con l’affissione e la distribuzione di manifesti d’artista e cartoline da collezionare, perché l’arte e la cultura, nonostante la straordinarierà del momento, “resistono” e contribuiscono al rilancio e alla valorizzazione dei territori.
“Ci sono sempre parole” è realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze (main sponsor) e D.Marble Design; media partner Radio Nostalgia e Segnonline. Partner tecnici: Albergo Il Castello, Azienda agricola Tamburini, Azienda vinicola Collina dei Venti, B&B Antica Torre del Borgo, Bar Boccaccio Caffetteria, Casa al Cantone, Casa Il Fileno, Casa Primavera, Crocerossa Certaldo, Cucina Giuseppina Italian Cooking School, Greenbassi, Hotel Certaldo, Locanda Linando II, Osteria Pinchiorba, Proloco Certaldo, Studio d’arte Sabrina Taddei.
Il programma della manifestazione, in continuo aggiornamento, è disponibile sul sito www.museiempolesevaldelsa.it. Ingresso gratuito a tutti gli eventi con prenotazione obbligatoria, sino ad esaurimento dei posti disponibili, al seguente indirizzo: http://bit.ly/prenotazionifestivalMuDEV .
Il MuDEV Museo diffuso Empolese Valdelsa è un progetto di rete culturale degli 11 Comuni dell’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa, area di 753 kmq nella Toscana centrale con 167.000 residenti, oltre 1 milione di pernottamenti turistici e 300.000 ingressi annui nei musei del territorio.
Sono 21 i musei che tramite i Comuni fanno parte ad oggi del MuDEV, con l’obiettivo di allineare tutti i musei dell‘area ai requisiti dei Piani Integrati Cultura (PIC) della Regione Toscana, rendendo reale e concreta la collaborazione scientifica, gestionale e promozionale dei musei stessi. Il MuDEV è visitabile con biglietti per i singoli musei o con il biglietto unico denominato Credenziale del pellegrino dell‘arte – Art piligrim passport, un ‘libretto’ che, sul modello del pellegrinaggio lungo la Francigena, consente di accedere una volta a ciascuno dei 21 musei nell’arco di un anno di tempo e tenerne memoria con i timbri raccolti a ogni ingresso.
Sistema Museale Museo Diffuso Empolese Valdelsa: Comune di Capraia e Limite (Museo Remiero), Comune di Castelfiorentino (Museo di Santa Verdiana, BeGo Museo Benozzo Gozzoli), Comune di Cerreto Guidi (MuMeLoc Museo della Memoria Locale), Comune di Certaldo (Casa di Boccaccio, Palazzo Pretorio, Museo del chiodo), Comune di Empoli (Museo della Collegiata, Casa del Pontormo, MUVE Museo del Vetro), Comune di Fucecchio (Museo civico e diocesano), Comune di Gambassi Terme (Mostra permanente del vetro), Comune di Montaione (Gerusalemme di San Vivaldo, Museo Civico), Comune di Montelupo Fiorentino (Museo della Ceramica, Museo Archeologico), Comune di Montespertoli (Museo di Arte Sacra, Museo Amedeo Bassi, Museo della Vite e del Vino), Comune di Vinci (Museo Leonardiano, Casa Natale di Leonardo).










