Oggi vi portiamo in Toscana, une delle tante bellissime regioni italiane che vi consigliamo di andare a visitare non appena ci saremo lasciati il periodo delicato alle spalle. Buona lettura!
Volterra è “città di vento e di macigno”, secondo Gabriele D’Annunzio. È la città “dei matti” che ha ospitato il più grande manicomio d’Italia e conserva ancora tracce di uno degli ospiti più illustri, Fernando Nannetti, N.O.F. 4, uno dei maggiori esponenti dell’Art Brut. È la città “della fortezza” che più di 30 anni fa ha portato tra le sbarre, prima in Italia, l’esperienza di teatro-carcere con Armando Punzo, sei volte premio Ubu. È la città delle saline che nella struttura progettata da Pier Luigi Nervi produce l’unico sale puro al 99,99%. Ma Volterra è anche la citta etrusca, medievale, dell’alabastro e dei Volturi.
Volterra è, infine, la città candidata a Capitale Italiana della Cultura 2021 che costruirà il proprio percorso di candidatura sul tema della Ri-generazione umana. Tra cultura, natura, vampiri, ecco le cose uniche che si possono fare o scoprire solo a Volterra.
ASSISTERE A UNO SPETTACOLO DELLA COMPAGNIA DELLA FORTEZZA NELL’ANTICA FORTEZZA MEDICEA
Dove sorge la città, sul punto più elevato del colle, si erige la maestosa Fortezza Medicea fatta innalzare da Lorenzo de Medici. Edificata ad uso militare, fu utilizzata fin dall’inizio come carcere politico: nelle sue celle passarono sia oppositori dei Medici, sia i patrioti del Risorgimento, e ancora oggi ospita reclusi a vita e a tempo. Proprio nella Casa di Reclusione di Volterra nasce nel 1988 la Compagnia della Fortezza ad opera del regista e drammaturgo Armando Punzo: la prima e più importante esperienza di teatro-carcere in Italia. Attraverso la pratica quotidiana del teatro (l’assiduità e la continuità del lavoro svolto con i detenuti è una delle caratteristiche della Compagnia della Fortezza che la contraddistingue da tutte le altre esperienze di teatro in carcere), viene prodotto in media uno spettacolo all’anno, tradizionalmente presentato a luglio all’interno del carcere durante il Festival VolterraTeatro e portato in tournée nei maggiori teatri, festival e rassegne. Negli angusti spazi a disposizione, la Compagnia della Fortezza è di fatto il primo teatro stabile in carcere al mondo.

VISITARE IL MUSEO NELL’EX MANICOMIO CON I GRAFFITI DI N.O.F.4 E GLI UOMINI IN NERO DELL’INSTALLAZIONE LUOGHI COMUNI
Storie di fantasmi e leggende metropolitane aleggiano intorno all’ex manicomio di Volterra, uno dei più grandi ospedali psichiatrici d’Italia che ha ospitato più di 40mila persone dal 1896 agli anni ’70 del secolo scorso.
Un museo, allestito in uno degli edifici riadatti a nuovo uso, ne racconta la storia e conserva le tracce di uno dei suoi ospiti più illustri: una parte del grande graffito di 180 metri realizzato lungo il muro esterno del padiglione Ferri con la fibbia della divisa da Oreste Fernando Nannetti, N.O.F. 4, uno dei maggiori esponenti dell’Art Brut. L’arte si incontra anche negli spazi all’aperto dell’ex ospedale psichiatrico, oggi occupati dall’Ospedale Santa Maria Maddalena, con l’installazione permanente Luoghi Comuni fatta di cento manichini, uomini fantoccio, inquietanti e malinconici nei lunghi cappotti neri, senza mani e col volto bianco. La manutenzione degli “uomini in nero” è affidata ad un team di cui fanno parte anche gli ex degenti della struttura.
PROVARE IL SALE CHE VIENE DALLA TERRA: LE SALINE DI VOLTERRA
Il sale più puro d’Italia (e forse del mondo) arriva dalla terra. Le miniere di sale di Volterra sono coltivate fin dal tempo degli antichi etruschi ed oggi, dal sottosuolo si estrae salgemma per produrre l’unico sale puro al 99,99%. Il cuore della produzione avviene in un edificio progettato da Pier Luigi Nervi, uno dei massimi architetti del Novecento: sotto le campate di cemento, il sale cade dal soffitto formando una cascata chiamata “cascata dell’angelo”. Oltre al sale, la Locatelli Saline di Volterra produce una birra artigianale al sale dal gusto unico.

AMMIRARE LA DEPOSIZIONE DI ROSSO FIORENTINO IN OCCASIONE DEI SUOI 499 ANNI
La “Deposizione” è l’opera più celebre del manierista Rosso Fiorentino. Firmata e datata 1521, nel 2021 festeggerà 500 anni ed è visitabile nella Pinacoteca dei Musei Civici di Volterra. Dipinta a soli 26 anni, l’opera ricorda le anatomie di Michelangelo e la grazia di Raffaello, in un’atmosfera irreale e sognante. La “Deposizione” non è però l’unica opera celebre conservata nella Pinacoteca di Volterra: le sale del piccolo museo ospitano, infatti, anche altre due opere che si trovano sui libri di storia dell’arte, L’”Annunciazione” di Luca Signorelli e il “Compianto” di Pieter De Witte.
GUARDARE IL VOLTO ENIGMATICO DELL’OMBRA DELLA SERA, IL CAPOLAVORO DELL’ARTE ETRUSCA
Lo sguardo enigmatico, il sorriso affascinante e le misteriose origini caratterizzano questa icona unica della civiltà etrusca che ha incantato e incuriosito artisti e intellettuali e di ogni epoca: da Gabriele d’Annunzio, che si pensa sia stato l’ideatore del nome con il quale è conosciuta, ad Alberto Giacometti, le cui opere sono ispirate alla celebre statuetta etrusca.
L’Ombra della Sera è conservata al Museo Etrusco Guarnacci di Volterra che espone la più importante collezione di urne etrusche al mondo, più di 600, di cui fa parte anche l’Urna degli Sposi realizzata in terracotta che colpisce per il realismo dei volti della coppia di sposi rappresentata.
ENTRARE NELLA RESTAURATA CATTEDRALE IN OCCASIONE DEI SUOI NOVECENTO ANNI
Consacrata il 20 maggio 1120, la cattedrale di Volterra dedicata a Santa Maria Assunta, compie proprio quest’anno novecento anni. Il Duomo è un vero e proprio scrigno delle meraviglie che custodisce, sotto le stupefacenti volte in stile romanico pisano, opere di celebri artisti come il pittore fiammingo Pieter de Witte, Guido Reni, Andrea della Robbia.

SCOPRIRE NELLE BOTTEGHE DEGLI ARTIGIANI LA PIETRA DEGLI DEI, L’ALABASTRO
Volterra è una città di pietra. Tutto è costruito con questo materiale: le strade, le torri, le mura e i palazzi. E di pietra, d’alabastro, la pietra degli Dei, è anche il suo artigianato: nel 1830 erano oltre 60 i laboratori e oggi la tradizione della lavorazione continua, sia in versione classica sia riletta in chiave contemporanea attraverso il design.
Oltre alle botteghe artigiane sopravvissute, il tour nella città dell’alabastro parte dall’Ecomuseo dell’Alabastro per uno spaccato sulla storia e la lavorazione della pietra attraverso il tempo, prosegue per Palazzo Viti, una delle più belle residenze private d’Italia, di Giuseppe Viti, “Viaggiatore dell’Alabastro” che ha portato la pietra di Volterra nel mondo, dal Sud America all’Asia e si conclude a Borgo San Giusto per la visita al murales di Nico Lopez Bruchi dedicato al più celebre degli alabastrai, il Pupo, al secolo Aulo Grandoli, scomparso nel 2019.
ANDARE SULLE TRACCE DEI VOLTURI DI TWILIGHT
L’arte e la storia millenaria di Volterra hanno fatto da cornice alla saga di Twilight di Stephenie Meyer. Tra realtà e finzione, si può scoprire il lato oscuro di Volterra partendo dalla Porta All’Arco (la porta etrusca più famosa al mondo che custodisce l’enigma delle tre teste), proseguendo in un intricato mosaico di vie e viuzze verso Piazza dei Priori e Vicolo Mazzoni, dove si trova una grossa botola del diametro di un metro ribattezzata “Il tombino dei Volturi” che era l’accesso segreto al palazzo sotterraneo in New Moon, per arrivare infine alla Cripta del Vampiro, un pozzo etrusco usato per la raccolta dell’acqua sotto Le Cantine di Palazzo Viti.
CERCARE LE GRANDI OPERE DI STACCIOLI NEI CAMPI INTORNO A VOLTERRA
Considerato uno dei padri dell’arte contemporanea, Mauro Staccioli, originario di Volterra, ha lasciato alla sua città natale gran parte delle grandiose opere ambientali che sono state installate lungo le strade che portano alla città. Le sculture geometriche minimaliste, di dimensioni ciclopiche, che rileggono il paesaggio volterriano secondo l’artista, segnano un vero e proprio percorso di scorci e cornici che cambiano e si rinnovano ogni giorno in un gioco continuo e mutevole tra opera, paesaggio e spettatore.








