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Home Diari e racconti di viaggio

Diario di viaggio in Corsica: da Ajaccio a Bastia un itinerario tra paesaggi naturali e mare cristallino

Vi presentiamo questo bel diario composto nel corso di un viaggio in Corsica dai nostri amici Sergio e Elisa

admin by admin
4 Marzo 2020
in Diari e racconti di viaggio
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Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere questo bel diario composto nel corso di un viaggio in Corsica dai nostri amici Sergio e Elisa (che ringraziamo anche per le bellissime fotografie!!!). Buona lettura!

 

Equipaggio: Sergio ed Elisa 68 anni

Camper : Motorhome Mobilvetta Kyacht Tecnoline 87; mt 6,99 + Scooter Honda SH 125

 

PREMESSA : le note che seguono sono il frutto del nostro viaggio in Corsica, nel quale il ruolo dello scooter è stato indispensabile : basti pensare che abbiamo percorso, in Corsica, 790 km con il camper e 815 km con lo scooter. Inoltre il giudizio su strade e luoghi visitati con il camper deve tener conto che io ho viaggiato da solo ed in un periodo di non altissima stagione, anche se la presenza di Tedeschi è stata comunque notevole.

Prima di iniziare il mio diario di viaggio mi preme “ sfatare” alcuni miti e false leggende che circolano nel WEB sulla Corsica.

  1. 1. Le strade : Tutte con un ottimo fondo stradale (magari in Italia le strade fossero così ben manutenute!) Io le ho percorse senza alcun problema con il mio camper, che sicuramente non può definirsi piccolo. Le curve, è vero, ci sono e sono tante, ma fatta eccezione di pochissimi tratti di cui parleremo in seguito ( prima e dopo Porto e alcuni tratti della costa occidentale di Capo Corso), niente di proibitivo; basta solo un po’ di attenzione.
  2. Il senso di percorrenza: anche io, indotto dai pareri ed esperienze di altri camperisti , ho percorso il periplo della Corsica in senso orario, pentendomene amaramente, poiché non è affatto vero che le strade sono senza parapetti (io non ne ho trovate nessuna se non alcuni brevissimi tratti della D81bis che si può assolutamente evitare percorrendo la più agevole D81, come diremo in seguito) e quindi si rinuncia inutilmente (e stupidamente) a godersi la maggior parte degli splendidi panorami costieri, facilitati peraltro dai soventi slarghi che si trovano nei punti più belli, ma solo a verso la corsia a valle. Anzi a volerla dire tutta io ho trovato, in alcuni casi. il senso di percorrenza orario più pericoloso , per le rocce sporgenti alla propria destra.
  3. Il costo del gasolio più basso rispetto all’Italia. Non è affatto vero : mediamente il gasolio costa 1,6 litro con un minimo di 1,56 ed un massimo di 1,72 (maggio/ giugno 2019); quindi tutt’al più in linea con i costi italiani se non addirittura maggiore.
  4. Il carattere scontroso dei corsi. Io ho trovato tutte persone gentili e disponibili compresi i gestori dei campeggi visitati, tacciati da molti come maleducati. Non sarà forse che tutto dipende da come ci poniamo e comportiamo? . Unica eccezione l’ho trovata a Saint Florent dove ho notato un certo ostracismo nei confronti dei turisti (chi sa di cosa pensano debbano vivere, se non di turismo?).Se proprio vogliamo trovare delle antipatie da parte dei Corsi , queste sono rivolte non agli Italiani ma ai Francesi, che nel XVIII secolo gli hanno sottratto l’indipendenza che, con a capo Pasquale Paoli ,detto “Il Padre ( o meglio Babbu) della Patria” , avevano faticosamente ottenuto. Non è raro notare quanto i Corsi ci tengano alla loro lingua (simile per molti idiomi al Genovese) ed odiano la lingua ufficiale francese  loro imposta, tanto che spesso  le insegne riportano entrambe le lingue . Anche  ristoranti, ad esempio, espongono i loro menù in entrambe le lingue.

DIARIO DI VIAGGIO

23/5/19 Benevento- Livorno km 570

 Partenza da BN ore 11.30 destinazione Livorno. Viaggio tranquillo anche se con moltissimi camion. Arriviamo Livorno alle ore 17. Dopo aver aver avuto il diniego di pernottare nel parcheggio dell’imbarco (altra notizia falsa del WEB) individuiamo con l’ aiuto del personale di imbarco un parcheggio a pagamento vicinissimo, comodissimo e abbastanza economico (40 cent/ora)  (alle spalle di una chiesa visibile dall’imbarco). Passeggiata lungo il porto turistico e poi cena e presto a nanna :domani bisogna alzarsi alle 5,30

24/5/19 Livorno- Bastia-Pietracorbara (km 20)

 Ci presentiamo in perfetto orario all’imbarco (Calata Carrara GPS – N 43,55539 ; E 10.30159 ) alle 6,30  con davanti a noi già una discreta fila di macchine e camper. Partenza alle ore 8 da Livorno ed arrivo a Bastia alle 12,30. Bastia la visiteremo al ritorno prima di imbarcarci per l’Italia, per cui proseguiamo  lungo la costa orientale di Capo Corso sino a Pietracorbara presso il campeggio La Pietra(Domain LP Camping) coordinate GPS: 42.837560, 9.471490                                                                                                    Il campeggio è in stile francese (essenziale anche se con tutti i confort in alta stagione : Piscina, bar, alimentari interni che noi però abbiamo trovati chiusi …  I servizi , anche se datati, sono sufficientemente puliti . Ci sono due tipi di sistemazione per le piazzole, una fatta di piazzole delineate e all’ombra, e l’altra in un vasto prato non alberato.(Euro 28 con corrente. Con tessera  ACSI Euro 20) .

 Scarichiamo lo scooter e  partiamo per il primo giro della costa orientale di Capo Corso. Le strade sono buone e bellissimi i panorami.  Percorriamo tutto il lato orientale sino a Marcinaggio su strade buone ( in alcuni tratti un po’ stette ma tutte a 2 corsie) con belli scorci panoramici. Marcinaggio è il più dotato e animato tra i paesi della costa orientale di Capo Corso, con un importante porticciolo turistico.        Continuiamo sul lato superiore sino alla punta del Capo , dove ad Ersa effettuiamo le digressioni per Barcaggio e Tollare, piccoli villaggi con altrettanto piccoli porticcioli, dove c’è solo un bar ad accoglierci in una atmosfera solitaria, ma suggestiva.  Nel mare antistante Barcaggio e visibile a breve distanza l’ ile de la Giraglia , piccolo isolotto ,estrema propaggine nord della Corsica.

Rientrati sulla D80, discendiamo lungo la costa occidentale sino al caratteristico Porto di Centuri , piccolo borgo marinaro in una piccola baia ,  anch’esso raggiungibile tramite una deviazione che porta in riva al mare dalla D80.  

Continuiamo tra bellissime vedute, in un susseguirsi di calette e golfi immersi in una vegetazione rigogliosa, fino a Pino, che è un piccolo, delizioso villaggio ai piedi del colle di Santa Lucia. Da qui prendiamo la via del ritorno tramite la tortuosa, ma sempre buona, D180 attraverso il Col di Santa Lucia, da dove parte il sentiero per la “tour de Seneque” , torre di guardia medievale, in origine parte del castello dei da Mari, sulla cima del monte Ventiggiola a 564 metri di altezza,  da cui ,dicono,si gode nelle giornate limpide una bellissima vista  sino all’arcipelago toscano. La torre deve il suo nome al filosofo Seneca che la leggenda vuole che via abbia risieduto durante i suoi 8 anni di esilio in Corsica. L’ora tarda però ci sconsiglia di avventurarci nel sentiero che porta in cima alla torre e ,quindi, proseguiamo per Santa Severa, da dove, dopo una breve sosta sul suo piccolo porticciolo,  rientriamo in serata al campeggio a Pietracorbara.

Oggi è stata una giornata molto intensa (stamane alle 5,30 ci siamo svegliati a Livorno!) ma il giro di quasi 90 Km in scooter è stato molto bello e, prima sorpresa, la tanto vituperata strada di Capo Corso è tutta completamente percorribile anche con il camper, almeno il tratto orientale e settentrionale oggi percorso, fatta eccezione delle deviazioni per Barcaggio e Tollare che sono da evitare per la strada troppo stretta e malandata. Diverso sarà il giudizio, come vedremo in seguito, sulla strada costiera occidentale . Rientrati in campeggio ricarichiamo  il motorino nel camper, pronti per partire l’indomani : chi dice che a quasi 70 anni si è vecchi? (!!)

La parte occidentale del “dito” la faremo al ritorno del tour della Corsica partendo da Saint Florent. Domani visiteremo Corte nel cuore della Corsica.

25/5/19  PIETRACORBARA – CORTE  km 102

Da Pietracorbara ritorniamo a Bastia e proseguiamo per la Superstrada T11 a Sud di Bastia per c.a 15-16 km in direzione di Porto Vecchio fino ad incrociare la T20 che ci porta a Corte via Ponte Leccia (è la via più breve e agevole per raggiungerla)

Corte : come tante altre cittadine corse è formata da una parte alta , la Citadelle con  fortificazioni del XV e XVIII secolo che ospita il Musée de la Corse, ed una parte bassa più moderna, di cui la via principale, Corso Pasquale Paoli, è dedicata al babbu di a Patria che fu l’artefice dell’indipendenza della nazione corsa, liberandola dalla dominazione genovese nel 1735.  Corte è anche sede della prima Università della Corsica , anch’essa dovuta al Generale Paoli, che oggi ospita oltre quattromila studenti. 

A Corte andiamo al Camping Alivetu Corte  GPS:N 42°17’59.2″- E 9°8’59.7″ , alquanto spartano anche se un po’ caro (32 euro/die) ma praticamente a poche centinaia di metri dal centro città.  I servizi igienici hanno docce, lavandini e lavelli con acqua calda, ma sono molto datati, pur se sufficientemente puliti.

(per chi deve effettuare una visita veloce alla cittadina si può parcheggiare al primo parcheggio che si incontra all’ingresso del paese vicino all’università, oppure nel parcheggio del grande supermercato all’ingresso della città)

Nei dintorni di Corte sono da visitare le gole della Restonica con lo scooter e, a Sud di Corte, la Foresta di Vizzanova  con le cascate des Anglais ,immerse in un vero paesaggio alpino (queste ultime raggiungibili anche con il camper).

E’ anche possibile prendere il “Trinnichellu”, il trenino,che collega Bastia ad Ajaccio, molto pittoresco, per trascorrere la giornata alla scoperta di Vizzanova e la sua cascata . La stazione è a c.a. 900 mt. dal campeggio.

Dopo aver girovagato per Corte bassa e visitato  la Cittadella ed il belvedere , facciamo un po di spesa al bel supermercato e rientriamo in campeggio e ci prepariamo per le gite di domani.

corsica

26/5/19 Corte.

Con lo scooter risaliamo tutta la valle e le spettacolari gole della Restonica , tra bellissimi scorci montani. Questa strada non è percorribile con i camper ( d’altronde un cartello avvisa che è vietata ai mezzi di larghezza superiore ai 1,90 mt) . Risaliamo la valle sino ad un piazzale sito a 1250 MT slm , dove un lupo attraversa la nostra strada e, per nulla intimorito (…..lui!!) ci precede di corsa per un centinaio di metri. Rientrati al campeggio passiamo il pomeriggio in camper a causa della pioggia che perdurerà per  tutta la notte e ,quindi, rinunciamo alla visita della Foresta di Vizzanova.

 

27/5/19  Corte – Porto Vecchio km 120

Partiamo da Corte e tramite la scorrevole T50 arriviamo ad Aleria sulla costa orientale .La pioggia del giorno e della notte precedente  ci sconsigliano di visitare il sito archeologico di Aleria e quindi proseguiamo tramite la T10 lungo la litoranea in direzione di Porto Vecchio. Tale tratto di costa non offre, a mio avviso, alcuna emergenza naturalistica , almeno sino  alla bella baia di Fautea dove ci fermiamo a fare qualche foto. Le cose cambiano quando si arriva in vista del  Golfo di Porto Vecchio dove i panorami e le viste sono molto belle. Decidiamo di sostare al buon campeggio “les ll’ots d’or” convenzionato ACSI (20 €/die compresa corrente) in riva al mare e abbastanza vicino (meno di 4 km) dalla cittadina N 41°37’21’’ E 09°17’59’’.

Porto Vecchio : L’impianto urbanistico, come oggi lo vediamo, è di origine genovese (XVI secolo) anche se la città pare che abbia ben più antiche origini (i Torreani si insediarono nel golfo già dal II millennio a.C.). L’abitato fu fondato dai Siracusani nel IV secolo a.C. e da questi usato per  per il commercio del sughero. Fu però abbandonata per le malsane condizioni della zona infestata dalla malaria. Del suo passato genovese conserva ancora vestigia delle fortificazioni e i bastioni che formano la Cittadelle.

Oggi  è un borgo di mare frequentatissimo, pieno di negozietti e ristoranti e con un porto turistico pieno di lussuosi yacht.  La zona alta, la cittadelle, è un borgo molto caratteristico per le sue case che non sono state rimaneggiate nel tempo .

Arrivare alla Cittadella a piedi è alquanto faticoso, ma per chi non ha uno scooter, si può prendere un trenino che dal porto porta su. E’ questa un’opportunità che si presenta nella maggior parte dei centri con una Cittadella (praticamente la maggior parte dei paesi corsi,o almeno i più importanti)

Giornata dedicata alla visita e scoperta della città bassa e della Cittadella. Gelato sul porto  e ritorno in campeggio

 

28/5/19  Porto Vecchio

 Visita con lo scooter alla famosissima spiaggia della Palombaggia, che , purtroppo causa il tempo nuvoloso, non ci entusiasma. E’ da segnalare che nei pressi  della spiaggia vi è la possibilità di pernottare presso un’area attrezzata al costo di €10; ma, a meno che non si voglia fare una vacanza prettamente marina, io la sconsiglio poiché troppo fuori mano. Dopo la Palombaggia visitiamo, sempre con lo scooter, anche il golfo di sogno e punta San Ciprianu. Serata ancora in giro per Porto Vecchio.

 

29/5/19 Porto Vecchio – Santa Amanza (Bonifacio) km 29

Trasferimento al campeggio Pian de Fosse N 41°23’59’’ E09°12’04’’ (convenzionato ACSI) che ai trova a Santa Amanza a c.a. 6 km da Bonifacio. Con la moto visitiamo  Il bel Golfo di Santa Amanza , la spiaggia della Maora e la spiaggia Piantarella, raggiungibili anche con il camper.  Lungo la strada si possono ammirare stupendi panorami.

Il pomeriggio lo dedichiamo al porto di Bonifacio e in parte alla Cittadella.

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30/5/19  Bonifacio

Bonifacio: La  fondazione della città risale all’826 ad opera del marchese di Toscana Bonifacio che, al ritorno da una spedizione contro i saraceni ,conquistò un vicino villaggio e vi eresse un castello . La città passò in seguito prima sotto il controllo di Pisa e quindi sotto la dominazione di Genova. Risale a quest’ultimo periodo la costruzione della lunga fortificazione esterna e della cittadella, posta su un pianoro calcareo alto 70 m.

La parte bassa è occupata dai porti commerciale e turistico adagiati lungo un profondo e bellissimo fiordo incuneato tra strapiombi rocciosi.

La citta’ alta, di cui La Cittadella fa parte, ha strette strade che terminano spesso con  affacci a mare.

Caratteristici sono i palazzi del centro che hanno scale per portare ai piani superiori in legno ripidissime , spesso senza corrimani .

Dal quartiere della Marine, ad est del porto, si sale per la scalinata del Rastello alla città vecchia. Dalle mura fortificate si godono bellissimi panorami sulle bianche falesie a picco sul mare.

Salendo dal Col Saint Roch si accede alla Cittadella attraverso la porta di Genova con il ponte levatoio del 1598 . Oltre questa si apre la Placed’Armes dove i 4 lastroni nel selciato indicano altrettanti silos per la conservazione degli alimenti in caso d’assedio.

L’elemento più imponente delle fortificazioni è il Bastione dello Stendardo  del 1488 dalla cui sommità si possono ammirare delle splendide viste .

In piazza Manichella si può ammirare la vicina (solo 12 km) Sardegna.

Altre cose meritevoli di una visita sono la chiesa di S. Maria Maggiore con antistante loggiato; l’Englise ST. Dominique del 1270  in stile gotico ed infine la famosissima escalier du Roi. La scalinata è formata da 187 gradini che, secondo la leggenda, furono scolpiti e scavati nella roccia in una sola notte nel 1420 durante l’assedio da parte dei soldati di Alfonso V d’Aragona. Ma in realtà sono di origine molto più antica e servivano da accesso ad un pozzo.

Percorrendo la strada di Pattuglia dei bastioni,usciti da porta Genova, ci si può recare a Campu Romanello per effettuare la passeggiata sulla scogliera,con una vista bellissima della Cittadella e della Sardegna .

Con lo scooter saliamo alla Città Alta, dove visitiamo il Bastione dello Stendardo e quasi tutte le emergenze storico – turistiche seguendo un preciso itinerario studiato in precedenza. Ci attardiamo tra i suoi vicoli e restiamo stupefatti nel vedere le ripidissime scale di accesso ai palazzi. Non c’è la siamo sentita di fare i 180 scalini scavati nella roccia della “escalier di Roi” , che peraltro è a pagamento, e ci siamo limitati a vedere la famosa scalinata dall’alto.

Bonifacio ci ha affascinato sia per la sua cittadella che per le sue stupende viste e panorami sul fiordo e porto oltre che le stupefacenti bianche falesie tagliate a sbalzo sul mare. Riteniamo che Bonifacio sia la più bella città della Corsica.

 

31/5/19 Bonifacio (Santa Amanza) -Propriano Km 69

La strada (T40) offre magnifici scorci panoramici in special modo in corrispondenza della spiaggia della Tonnara , del Rocher du Lion , con la roccia a chiara forma di leone e della splendida baia di Roccapina che, però è bene limitarsi ad ammirarla dalla Nazionale senza avventurarsi per la deviazione per Roccapina : strada strettissima, sterrata e in ripida discesa)

A Propriano scegliamo, per il pernottamento, il  piccolo  camping Milella  41°41’02.0″N 8°55’25.6″E  Situato a 500 metri dalla spiaggia di Baracci (nel Golfo del Valinco) e a 1,5 km dal porto di Propriano,  la cui direttrice, pur parlando solo francese, si è dimostrata cordiale e disponibile.

 Appena arrivati scarichiamo lo scooter e andiamo al sito archeologico di filitosa, famosa località ricca di testimonianze megalitiche: dolmen e menhir  antropomorfi raffiguranti eroi dell’antichissima civiltà dell’isola, che risalgono dal 6000 all’800 a.c.  L’area su cui sorge il sito archeologico è molto caratteristica: si tratta di un antichissimo oliveto con piante che variano dai 600 anni a 1200 (!) anni di età.

Dopo la visita a Filittosa proseguiamo sino a Porto Pollo, con il suo piccolo ed elegante porticciolo turistico.

Nel pomeriggio passeggiata per il lungomare  di Propriano con cena, direttamente sul mare, con una abbondate e buona salada di mare e una Cesar.

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1/6/19 Propriano – Ajaccio(Porticcio) (km 56).   Prendiamo T40 in direzione di Ajaccio  per raggiungere il camping Europa  (41 ° 51’6.93 “N  8 ° 47’49.40” E   ) a Petrosella – Porticcio distante 500 m dalla bella spiaggia di Agosta e c.a 4 km dalla spiaggia d’Argento di Porticcio e a c.a. 20 km da Ajaccio. La scelta del camping Europa pur se economico (17 €/die) e raccomandato da altri camperisti, non ci ha per niente convinto: troppo lontano da Ajaccio (c.a. 20 Km)  e la spiaggia a 500-600 Mt non è proprio vicinissima da fare a piedi sotto il sole.

Comunque appena arrivati abbiamo scaricato il  motorino e siamo andati ad Ajaccio

La città,  capitale del dipartimento della Corsica Sud (Bastia è quella della Corsica Nord) ,appare moderna e, in fondo, alquanto anonima. Per certi versi ci ha ricordato le  città costiere francesi con il lungomare di palme, alti palazzi, belle aiuole e un grande porto commerciale oltre che turistico. In periferia abbondano i centri commerciali, mentre in centro negozi, bar e ristoranti la fanno da padrone.

 Ajaccio è nota anche per aver dato i natali ,il 15 agosto 1769, a Napoleone , la cui casa natale è visitabile in Place Letizia e la cui statua a cavallo è al centro della centralissima  Place de Gaulle aperta a sud sul golfo di Ajaccio .

Dopo aver girovagato a lungo per il centro, prendiamo lo scooter e andiamo alla fine della route des iles Sanguinaires,  sulla punta ovest, al promontorio della Parata. Arriviamo sino all’imbarco delle isole Sanguinarie, 3 isolotti rocciosi poco distanti, che è possibile raggiungere con escursione in barca  e alla  vicina Torre della Parata , posta su un di un promontorio roccioso da dove ammirare un bel panorama sul golfo e le Sanguinarie.                                

 Ritorniamo in campeggio, mettiamo i costumi e passiamo il pomeriggio alla spiaggia di Agosta, dove ho fatto il primo bagno della stagione , quest’anno iniziata molto tardi.          Al ritorno in campeggio si ricarica il motorino pronti per partire l’indomani!

 

2/6/19  Ajaccio- Porto Km 80  L’itinerario prosegue per Tiuccia nel golfo della Liscia percorrendo la panoramica D81. Si prosegue per Sagone , classico paese affollato di mare, che non ci interessa per cui proseguiamo;  si supera Cargese e si arriva al Col di Lava a 500mt slm e poco oltre si scende a Piana.

Qui avevamo deciso di pernottare per attraversare le famose (ma anche temute) Calanche di Piana l’indomani mattina (Domenica) presto per cercare di non trovare traffico, specialmente confidando sul blocco alla circolazione dei camion. Ma, purtroppo, troviamo una festa in corso e la impossibilità a fermarsi. Ci armiamo di pazienza e, confidando in una buona dose di fortuna, ci avventuriamo per la famigerata strada delle Calanche, forse nel peggior giorno della settimana e nel peggior orario. Dopo i primi chilometri di strada a 2 corsie, che ci fa ben sperare, dopo una curva, all’improvviso ci si para davanti lo straordinario scenario delle Calanche, ma contemporaneamente la strada diventa ad una corsia , stretta e con rocce pericolosamente sporgenti alla mia destra.

E’ vero che spesso ci sono dei piccoli slarghi per permettere a due veicoli che si incrociano di fare manovra, ma quella mattina erano tutti occupati dai soliti cretini che si fermavano a lungo per fare foto, ammirare i panorami e… chiacchierare!

Comunque sia grazie ad un po’ di fortuna, al relativamente corto tratto peggiore , c.a. 6 km degli 11 che separano Piana da Porto, e un po’ anche grazie alla più che trentennale pratica camperistica, sulle strade più impervie europee, anche incrociando altri camper ne siamo usciti indenni!

Le Calanche sono una sorprendente successione di rocce di granito rosso, sagomate ed erose dagli agenti atmosferici, a strapiombo sul mare e che si innalzano verso il cielo con guglie e pinnacoli , dando luogo ad un vero prodigio della natura.

Le inconfondibili sagome delle guglie prendono il nome in base alle varie forme : Testa del cane, Castello, Testa del Gigante, Leone, Dromedario ecc. 

 Il paesaggio straordinario ed unico ammirato, ripaga   ampiamente la tensione della guida in questo stupefacente anche se impegnativo (almeno nelle condizioni di traffico da me affrontato) tratto di strada.

Convinti più che mai di ritornarci domani con lo scooter, per poterci godere con maggior calma questo posto unico, magari al tramonto quando il sole basso infiamma il calcare rosso delle rocce, proseguiamo per Porto per restarci un paio di giorni.

Arrivati  a Porto andiamo prima al camping  Sole e vista dove non troviamo nessuno posto decente, poi andiamo al camping l’Oliviere, adagiato lungo i fianchi di una collina, dove rischiamo di rimanere incastrati in una piazzola stretta e in ripida salita, ma poi con l’aiuto di un esperto e disponibile ragazzo del personale, riusciamo a disincagliarci (la coda toccava per terra). Per fortuna il padrone del camping  gentilmente ci fa sostare in un parcheggio per auto asfaltato, in piano e con corrente, dove siamo stati molto bene. Comunque anche se il campeggio è tutto in ripida salita ha una bellissima piscina con cascatelle e palme, ristorante, bar immersa in uno scenario stupendo, con lo sfondo delle calanche . Molto buoni anche i bagni.

Unica nota dolente : Il campeggio, pur esponendo la targa ACSI, non pratica le tariffe agevolate e quindi è un po’ caro  (32€/die).

Col senno di poi, ritengo che il più conveniente resta il Campeggio Comunale , a marina di Porto, Route de la Plage,  molto spartano ma con servizi essenziali, Euro-colonnina con scarico e carico ,  in piano e vicino al porto . Attenzione solo alla strada di accesso dalla D81 che è alquanto stretta.

La sera dopo una passeggiata per la piccola Porto, che in verità non offre molto,  ci regaliamo una succolenta cena in un ristorantino vicino al mare  con vista sulle Calanche.

 

3/6/19 Porto

La Mattinata la passiamo nella bellissima piscina del Campeggio

Nel pomeriggio, come avevamo deciso, con lo scooter rifacciamo a ritroso la via delle Calanche con tutta calma e senza alcun patema , fermandoci continuamente per scattare foto e ammirare gli spettacolari panorami. Arriviamo sino a Piana , visitiamo il piccolissimo paese, mangiamo un gelato e ritorniamo al tramonto (come avevamo preventivato) a Porto godendoci ancora una volta le Calanche infiammate dal sole al tramonto. Tanto per inciso, oggi a differenza di ieri quando siamo arrivati con il Camper, il traffico sulla strada delle Calanche è veramente scarso. Evidentemente la Domenica sera i Corsi erano già rientrati nelle loro città.

La sera ritorniamo nello stesso ristorante di ieri, che molto ci ha soddisfatto e ci concediamo un’altra bella (e per nulla costosa) cenetta.

Prima di rientrare  noto, proprio  vicino all’uscita del campeggio, un pullman turistico fermo che probabilmente partirà domani.

La sera in camper, tramite Google Map, do uno sguardo alla strada da fare domani per raggiungere Calvi e mi rendo conto che, a pochi km da Porto in direzione di Calvi, ci sono altri due-tre restringimenti della strada (di soli un paio di km ognuno per fortuna) del tipo delle Calanche di Piana.

 

 4/6/19 Porto – Calvi (km 74)

La mattina presto facciamo camper service e all’uscita dal camping vedo che il pullman turistico, notato ieri, sta partendo nella mia stessa direzione. Invece di superarlo decido di accodarmi : se passa lui, passo anch’io!  All’inizio di ogni  calanca l’autista del pullman, che peraltro dimostra rara perizia sfiorando rocce a dx e parapetti a sx,  si attacca in maniera continua a delle potentissime trombe, fermando tutte le macchine in senso contrario ; io rilassato lo seguo come un cagnolino!    Superati i tratti stretti lo supero e continuo per la strada ormai agevole .

L’itinerario prevede di percorrere la D81 che si dimostra tortuosa ma, fatta eccezione dei brevi tratti prima descritti, senza particolari difficoltà (inoltre i molti cantieri trovati lasciano prevedere anche un ulteriore futuro miglioramento). Per contro regala molti magnifici paesaggi .

Dopo una sosta al belvedere del Col della Croix proseguiamo per Calvi dove decidiamo di fermarci al Camping Pinede 42°33’12.56″N – 8°46’6.85″E.. Il campeggio ,che peraltro pratica la tariffa ACSI (20€ compreso elettricità)  , è bello, grande, ben organizzato con una pulita spiaggia di sabbia fine a poche decine di metri dall’ingresso, dopo aver attraversato una bella pineta attrezzata . Presso tale spiaggia c’è la stazione del trenino che collega Calvi con Ile Rousse.

Calvi è un rinomato centro climatico e balneare e comodo punto di partenza per escursioni   nei suoi dintorni. Come tante altre città corse visitate è formata da una città bassa , “La Marine”, con il porto e la passeggiata a mare, “quai Landry”, fiancheggiata da palme e la città alta , “La Cittadelle” , arroccata su un basso promontorio con un  affaccio da un lato sul mare e dall’altro sul porto.

Con lo scooter visitiamo la cittadina che risulta essere molto animata con il suo porticciolo ricco di ristoranti. La città, che sostiene aver dato i natali a Cristoforo Colombo (chi sa sulla scorta di quali considerazioni ! ), è anche conosciuta per una grande caserma che ospita la famosa Legione Straniera. All’interno della cittadella c’è un piccolo museo dedicato ai corpi d’armata che compongono questo esercito.

 

5/6/19  Calvi

La giornata di oggi decidiamo di dedicarla alla scoperta, in scooter,  dei dintorni a Nord Est di Calvi. Imbocchiamo la strada a scorrimento veloce T30 che, dopo pochi km,  sale scostandosi dal mare, e passiamo per Lumio, pittoresco villaggio con bellissimi affacci sul golfo di Calvi. Dopo una breve deviazione alla Marine ST-Ambrogio, che altro non è che una serie di anonime villette con piccolo molo , proseguiamo sino ad arrivare ad Algajola , piccolo, delizioso, villaggio di c.a. 200 abitanti un po’ rovinato dagli alberghi e palazzi della periferia. Il piccolissimo centro resta, invece, gradevolissimo con le sue rovine e fortificazioni genovesi del secolo XV. Qui si trova anche un bel campeggio in riva al mare, che molti scelgono per la possibilità di fare bagni di mare e visite alla città di Calvi tramite il trenino che collega Calvi a Ile Rousse.  Dopo aver girovagato per le  stradine di Algajola ci rimettiamo in viaggio ed in breve arriviamo a L’ile-Rousse, rinomata ed animata stazione climatica e balneare,oltre che porto commerciale e turistico.

La cittadina è stata fondata nel XVIII secolo dal gia citato Pasquale Paoli, artefice dell’indipendenza della Corsica, almeno sino a quando l’esercito francese  ne decretò la fine, costringendo Paoli alla fuga. Molto della antipatie dei corsi nei confronti dei francesi, derivano da questi fatti storici. Ile Rousse è nota anche per essere punto di partenza delle escursioni per l’interno ed in particolare per il percorso turistico,  detto “strada degli artigiani” , che collega i centri della Balagne, noti per vari laboratori artigianali.

corsica

 6/6/19 Calvi

Sempre con lo scooter continuiamo la scoperta dei dintorni di Calvi spingendoci oggi a Sud-Est sulla D81bis, che è la strada costiera tra Galeria e Calvi ,che abbiamo evitato con il camper , quando siamo arrivati a Calvi, preferendo la più agevole D81 .  La strada si dimostra subito molto panoramica, ma sicuramente alquanto stretta , con fondo stradale (per la prima volta in Corsica!) non sempre buono e in alcuni tratti (pochi in verità) senza parapetti a valle. Dopo pochi chilometri da Calvi  prendiamo la deviazione in salita che porta alla chiesetta di  Notre Dame de la Serra da cui si gode un bel panorama sul Golfo de la Revellata.

Continuiamo a scendere lungo la D81Bis, fino a quasi Galeria tra bei panorami e affacci sui vari golfi della costa occidentale, ma il fondo stradale poco curato in alcuni tratti ci induce, anche se siamo in scooter, a ritornare in campeggio.

7/6/19 Calvi

Oggi giornata di relax : mattinata in spiaggia; pomeriggio a Calvi e la sera, rientrati in campeggio, facciamo camper service, carichiamo lo scooter pronti per la partenza di domani.

8/6/19  Calvi – St Florent km 70

Riprendiamo la T30, già percorsa con lo scooter e, superata L’ile Rousse, proseguiamo sino ad incrociare la D81 che qui attraversa, tra qualche restringimento stradale e tante curve, ma comunque sempre a due corsie, il “Desert Des Agriates”.

  E’, questa, una vasta distesa mineraria non antropizzata che la quasi totale mancanza di acqua  rende unica per la sua stupefacente asperità, che si caratterizza per distese di rocce e rara e bassa vegetazione.

Superato il Desert des Agriates , in breve si arriva a St.Florent, dove ci fermiamo al Camping d’Olzo:LN42°41’36.896″ E9°19’36.101″ (E17,5 con corrente) 

San Fiorenzo , fondata nel XV secolo dai genovesi, sede vescovile fino al 1790, oggi è un borgo affacciato sul mare che conserva ancora l’antica struttura urbanistica formata da piccole case  e piccole stradine, con una zona antica fortificata e con un elegante porto con ancorati lussuosi Yacht. Oggi è diventata una piacevole e ricca stazione balneare, soprannominata la “piccola Saint Tropez” Corsa.

Qui ho avuto la sensazione che la vita sia più cara rispetto ad altre cittadine Corse e alcune scritte sui muri della zona fortificata che “invitano” i turisti ad andarsene , non mi hanno lasciato un buon ricordo.  Per fortuna che il personale del camping, tra cui una ragazza italiana, è gentile e disponibile.

Decidiamo, comunque di restare ancora un giorno, anche perché domani abbiamo intenzione di percorrere con lo scooter la parte occidentale di Capo Corso che non abbiamo visto all’inizio del nostro viaggio in Corsica e che ci eravamo proposti di visitare.

 

9/6/19 St. Florent

Preso il motorino ci avviamo lungo la D80 in direzione di Bastia sino a poco prima di Patrimonio, dove le decine di cantine annunciano la vendita del famosissimo omonimo passito. Da qui si prende la strada costiera di Capo Corso D80, che subito si prospetta spettacolare ma molto tortuosa e , specialmente dopo Nonza, molto stretta per cui, a differenza della parte orientale, da sconsigliare ai camper.

Ovviamente noi con lo scooter non abbiamo alcun problema per cui visitiamo prima Nonza , formata da case costruite completamente in pietra, abbarbicate su un aggetto di roccia, con splendida vista sulla sottostante spiaggia di sabbia e sassi neri.

 Visitiamo la piccola chiesa dedicata a Santa Giulia, patrona dell’isola e martire. La Santa sarebbe stata, nel V secolo,  torturata e crocefissa per non aver voluto partecipare ai riti pagani indetti dal mercante siriano, che l’aveva acquistata e tenuta come schiava. Continuiamo la nostra gita sempre risalendo la costa occidentale superando la Marina d’Albo, Punta Cannelle,  Minerbio sino a quasi Pino che avevamo già raggiunto il  giorno di arrivo in Corsica, completando in tal modo la visita dell’intero “Dito Corso” . 

In serata spese nei negozietti del centro e cena a  St.Florent, ritorno in campeggio e preparazione per l’ultima tappa del viaggio in previsione per domani.

corsica

10/6/19 St.Florence – BASTIA ( km 52)

Prendiamo a D81 che dopo diventa, manco a dirlo, molto tortuosa e sale sino al Col de Teghine, da dove discende direttamente a Bastia.  Qui puntiamo a Sud per raggiungere il bello, grande e organizzato campeggio San Damiano Coordinate GPS 42°37` 45 N – 9° 28` 05 E, che è situato sulla D107 tra il mare e la riserva naturale di Biguglia a 9 km a Sud di Bastia. Il Campeggio, probabilmente tra i migliori della Corsica, è immerso nella vegetazione, ha una bella piscina oltre a numerose entrate dirette alla spiaggia. Tanto da convincerci a rimanere qualche giorno in più prima di fare ritorno in Italia.

 

10 – 11  / 6 Bastia

 Bastia, fondata dai genovesi nella seconda metà del Trecento, è il capoluogo del dipartimento Haute-Corse ed è il principale porto e centro industriale dell’isola.

Nella parte bassa della città oltre, ovviamente, al porto commerciale è possibile visitare il Vieux Port, ovvero il porto vecchio,  attorniato da vecchie case e ristorantini e su cui insiste la facciata della chiesa St.Jean Baptiste con forme barocco genovese. Sempre nella parte bassa si può visitare di fronte al porto nuovo la elegante e vasta Piazza St.Nicolas , ornata da platani e palme e con al centro la statua di Napoleone.

Dal porto vecchio, tramite la scalinata del “jardin Romieu” si sale alla “Cittadelle” o Terra Nuova, attorniata dalle mure e contrafforti costruiti dai genovesi nel XV-XVI secolo. Meritano una visita la centrale  Place du Donjon ;il Palazzo dei Governatori ( oggi è sede del Musée d’Éthnographie Corse). Di fronte all’edificio s’incontra il Bar de la Citadelle, dalla cui terrazza si ha una bella vista sul Porto Vecchio e, nelle giornate limpide, sull’Isola d’Elba.

Trascorriamo gli ultimi 2 giorni di vacanza tra visite alla città di Bastia, bagni al mare e in piscina.

corsica

12/6/ Bastia Livorno

 Alle ore 14,00 ci imbarchiamo a Bastia e alle 18,30 sbarchiamo a Livorno.

Da qui invece di tornare direttamente a casa puntiamo per San Quirico d’Orcia per trascorrere qualche giorno a “zonzo” per la val d’Orcia con il fido scooter, ma  questa è un’altra storia…

 

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Tags: AjaccioBastiaCorsicaDiari di viaggiomare
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