Avendo bisogno di maggior energia a bordo, e ritenendo ormai insufficienti i due pannelli da 50 Wp già esistenti, del cui montaggio non ero del tutto soddisfatto, ho cominciato a pensare come montarmi da solo il nuovo pannello che ho ordinato.
L’idea è stata quella di aver il minor impatto aerodinamico possibile e la massima flessibilità di impianto.Tutto sommato potrei aver bisogno di sostituire il pannello, spostarlo, affiancargli un gemello per una ulteriore scorta di energia.
La soluzione da me scelta è quella visibile nella foto 1, a lavoro finito:
Due barre di alluminio, cui per eccesso di prudenza ho associato due traverse, utilizzando quattro giunti, tengono il pannello “imprigionato” e premuto sul tetto. Le barre sono costruite accoppiando una canna di alluminio diametro 25 mm. e spessore del materiale 2,5mm. (in commercio ci sono anche barre da 1” -25,4 mm.- e vanno altrettanto bene) ad un angolare di alluminio 25*25*2,5 mm., che trattiene il telaio del pannello.
Le canne solitamente vengono vendute in barre di 3 o 6 m. Se trovate quelle da 6m. è meglio perché avrete un solo pezzo di risulta, buono per i prossimi lavori. Per tagliare di misura ed in modo netto, io ho usato una troncatrice da officina, se ve la lasciano usare o se vi danno il servizio dove acquistate il materiale, tanto di tempo e fatica risparmiata, ma lavorando con calma e senza fretta si può ottenere un buon risultato anche con un seghetto. Lo stesso per le terminazioni, io ho tornito del tondo da 1” in modo da far da tappo preciso alle canne, ma in commercio si trovano tappi in plastica che fanno esattamente lo stesso servizio.
L’accoppiamento tra canna e angolare l’ho ottenuto usando rivetti a strappo in dural, uno ogni 10cm circa.
Per fissare le barre al tetto e tra loro ho utilizzato dei giunti in alluminio fuso, reperibili assieme alle canne presso molti centri per il fai-da-te o presso i rivenditori di materiali non ferrosi, che forniscono i costruttori di infissi. (FOTO 2)
Per fissare le canne al tetto del camper ho utilizzato i due binari che corrono sul tetto alla giunzione tetto-pareti. Ho fatto passare le viti da 6 mm MA in acciaio inox nelle fresature apposite (foto3) e ho bloccato il tutto con dadi ciechi. (foto 4 ) Le viti sono quelle in figura 5, con la testa liscia e il collo quadro; questo quadro, quando la vite viene chiamata dal dado, va ad impegnare la feritoia del binario che impedisce così la rotazione alla vite.
Anche i dadi sono di acciaio inox, e, prima di serrarli, ho presa la misura perché “tirassero” correttamente; per ottenere ciò ho prima avvitato un dado normale, avvitando senza tirare eccessivamente, poi con un disco da taglio montato sulla smerigliatrice, (foto6) ho tagliato la vite all’altezza giusta, a raso del dado. Svitando il dado, si ravviva il filetto in modo da poter avvitare il dado cieco senza problemi. A questo punto ho posizionato il pannello.
Per buona misura, in vista della possibilità di dover svitare il dado cieco, prima di avvitarlo definitivamente, ho riempito il vano filettato di grasso grafitato, lo stesso grasso che ho usato per le viti dei giunti di alluminio.
Per far passare il cavo ho utilizzato un caminetto a fungo, dove passano già sia il cavetto dell’antenna del televisore che il cavo dell’antenna del ricevitore GPS, tutti cavi che finiscono in prossimità della centralina di servizio del camper. A termine lavori il caminetto è stato chiuso e sigillato, perché la sua funzione è solo quella di passacavi tra tetto e interno.
Il cavo proveniente dal pannello, entra poi nel regolatore (nel mio camper c’è di serie un alloggiamento per ricevere una scatola standard da incasso per alloggi del tipo di quelle a tre frutti, e guarda caso il mio regolatore è della medesima misura…) e l’uscita va in parallelo sul bus di distribuzione del 12 V della batteria di servizio. (A proposito: io ho preferito mettere in serie due batterie da 6V. 150Ah al gel, in modo che se parte un elemento, debbo cambiare solo metà della batteria da 12V!).
Le foto allegate illustrano, più delle parole, tutto il procedimento del fissaggio meccanico.
Le connessioni elettriche sono un discorso a sé, che è molto legato al tipo di centralina installata a bordo, al tipo di raddrizzatore/caricabatterie/regolatore di carica installato e del regolatore di tensione dei pannelli, quindi può variare anche di molto, a seconda del camper.
Ogni altra spiegazione, per chi volesse pormi altre domande, può chiedermela con una e-mail all’indirizzo giovanni.caluri@davide.it e, nei limiti delle mie conoscenze, sarò lieto di rispondere.
Didascalie e foto
- Il pannello montato a lavoro finito, vista d’insieme
- I giunti in alluminio, particolare
- Fresatura per l’ingresso delle viti nel binario (esistente)
- Giunto di attacco coi due dadi ciechi
- Viti 6MA a testa liscia e codolo quadro
- Disco da taglio per la smerigliatrice
- Polietilene espanso in funzione di cuscinetto e cavi fascettati sul supporto

Foto 1 
Foto 2 
Foto 3 
Foto 4 
Foto 5 
Foto 6 
Foto 7





