di Elio Borghi
Ventoline raffreddamento ed allarme frigo: quanti impazzimenti dietro alla ventoline di raffreddamento dell’impianto frigo trivalente. Lo schema elettrico (e montaggio) prevede l’installazione di:
- due ventoline, di cui una sempre in funzione ed una attiva solo se necessario;
- un cicalino che avverte se la fiamma del frigo si dovesse spegnere inavvertitamente (per i frigo “d’annata”).

Materiali: due ventoline 12v 0.2 A, un interruttore da pannello a tre posizioni, un cicalino, due sonde termiche sui 50°C, fusibile, cavi di collegamento da 0.5 mmq.; costo totale circa 20 Euro.
Doppia batteria e voltometro/amperometro: altro schema elettrico, questo relativo alla messa in opera di due batterie per i servizi, con possibilità di averle entrambe scollegate, collegate una ad una o entrambe. E’ prevista anche la installazione di un voltometro digitale con funzione, nel nostro caso, anche di amperometro a “zero centrale”, ovvero che ci dice di quanta corrente stiamo scaricando o caricando le nostre riserve energetiche. Sono disponibili due schemi: elettrico e di montaggio.
Attenzione:
Trattandosi di forti correnti in gioco, i cavi segnati in rosso/grassetto (dalle batterie alla resistenza passando per i fusibili ed interruttori, nonchè dalla resistenza all’alternatore e centralina) devono avere una sezione di almeno 16 mm2 (circa 60 A), i due interruttori magnetotermici bipolari devono essere da non più di 25A per polo che, usati in coppia per singola batteria, creano una sicurezza sui carichi oltre 50A. I fusibili saranno egualmente da 50 A, il più vicino possibile alle batterie, per proteggere la linea dall’interruttore alla batteria.
Una delle due batterie, quella che si ritiene possa essere usata per accensioni d’emergenza, dovrà essere collegata a massa con un cavo oltre i 50 mmq.
Gli altri collegamenti non abbisognano di conduttori particolari; vanno bene anche i fili unipolari flessibili da 0,25 mm2.
La resistenza da 0,01 Ohm, non in commercio, va autocostruita mettendo in parallelo 10 resistenze da 0,1 Ohm, 5 Watt. Comprarne almeno 11, perchè in fase di taratura (applicando un forte carico di potenza nota) ci sarà probabilmente la necessità di sopperire alle tolleranze di questi componenti. Vanno inserite come nello schema, sul positivo e non sul negativo: in caso di necessità di avviare il motore con una batteria di servizio, la corrente, presa ai morsetti della batteria, non attraverserebbe questa resistenza. Questo perchè basta un unico cavo di adeguata sezione: il cavo negativo non è necessario essendo il mezzo con massa comune.
L’integrato è un regolatore di tensione a 5 volt (si compra dai componenti elettronici e costa pochi Euro) e va alimentato con una normalissima pila a 9 volt. In fase di montaggio attenzione alle polarità e valore dei tre piedini (chiedere al rivenditore il loro significato). La massa dell’alimentazione non va assolutamente collegata alla massa del mezzo, pena il non funzionamento.
Il deviatore quadripolare a tre posizioni (si può fissare in uno degli interruttori disponibili sul cruscotto) serve, come rilevabile sullo schema, a scambiare le varie funzioni del voltometro:
- primo scambio: fondo scala del voltometro pari a 999 volt per la tensione della batteria, 99.9 mV per la rilevazione della caduta di tensione ai capi della resistenza che fornisce gli Ampere: tensione positiva se la batteria si sta caricando, negativa se si sta scaricando; i millvolt segnati equivalgono agli Ampere;
- secondo e terzo scambio: scambio tra i poli della batteria e la massa: in una posizione (abbinata al fondo scala 999 volt) collega lo strumento alla massa e ad un capo della resistenza (leggiamo i volt della batteria); nell’altra (abbinata al fondo scala 99.9 mV) scambia i collegamenti ai due capi della resistenza (leggiamo gli ampere). Se entrambi gli interruttori sono aperti (batterie scollegate), con motore acceso, leggiamo la tensione ai capi della batteria motore.
- quarto scambio: nell’una e nell’altra posizione, alimenta il circuito, mantenendolo spento in posizione centrale.
- Materiali: 2 interruttori magnetotermici bipolari da 25A, 2 portafusibile a baionetta, 2 fusibili 50A a baionetta, 11 resistenze da 0,1 Ohm 5 Watt, 1 voltometro digitale 4 cifre (almeno due scale), 1 integrato regolatore di tensione a 5 Vcc, una pila 9 volt, un deviatore quadripolare a tre posizioni da pannello, cavi vari. Costo totale circa 60 Euro.







