Le acque del fiume Loira uniscono tutti: amanti dello sport e della natura, appassionati di monumenti, castelli, storia e di arte o ancora palati alla ricerca di sapori del terroirio.
Si può percorrere il fiume seguendone il corso naturale o risalirlo verso la sua fonte, rivivendo la storia di Francia e di personaggi famosi: Giovanna D’Arco pulzella di Orléans, Luigi XIV detto il Re Sole, la regina Margot, le guerre di religione, ecc.
La Loira si può navigare, sorvolare, o costeggiare su due ruote. La “Loire à vélo” è una pista ciclabile lunga più di 800 km, completamente segnalata e in sicurezza, che rasenta il fiume da Orléans a Saint Nazaire. Il percorso “con i re tra i Castelli della Loira” è stato pensato per essere adatto a tutti: grandi e piccini, sportivi e pedalatori della domenica, perché la strada è per lo più pianeggiante (solo 190 metri di dislivello per oltre 800 km) e perché la maggior parte degli itinerari consigliati non supera i 40 km, ovvero non più di 4 ore di bici al giorno.
Ma se la bici non fa per voi, si può visitare la regione in camper, usufruendo dei tantissimi camping messi a disposizione dei viaggiatori e che si trovano in posizioni strategiche, come indicato sul sito ufficiale dei camping francesi www.campingfrance.com. Un viaggio più veloce ma altrettanto affascinante.
Si può percorrere il corso d’acqua in tutta la sua lunghezza, per quegli oltre mille km che ne fanno il primo fiume di Francia, o “solo” per i 280 km che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio mondiale dell’umanità per la ricchezza culturale e la bellezza paesaggistico-architettonica: la cosiddetta “Valle della Loira” o “il giardino di Francia” .
Sono oltre trecento i castelli della Loira costruiti per difesa o, come l’aspetto fiabesco di molti di essi lascia intuire, per offrire residenza a reali e aristocratici.
Il più grande è quello nella tenuta di Chambord, vicino alla cittadina di Blois. I suoi 5mila e passa ettari di parco e il muro di cinta lungo 32 km fanno presagire l’imponenza dell’edificio, espressione del rinascimento francese a cui avevano contribuito molti artisti, anche italiani. Ne è testimonianza lo scalone monumentale a doppia elica progettato da Leonardo da Vinci, le cui due rampe danno l’impressione di intrecciarsi, eppure non si incrociano mai.
Nei boschi che circondano il castello, il re Francesco I praticava la sua passione: la caccia. E ancora oggi cervi o cinghiali si aggirano tra querceti, lande, paludi e radure. C’è chi il cibo ama procacciarselo e chi invece ama gustarlo già pronto. Il mercatino che si svolge nella piazza San Luigi adiacente al maniero vende ottimi prodotti regionali, tra cui i formaggi caprini di Sainte Maure de Touraine, celebrati da Balzac, o di Chavignol.
Sì, perché un viaggio nella Valle della Loira è anche un’esperienza enogastronomica e non c’è niente di meglio che accompagnare i formaggi con un eccellente bicchiere di vino della loro regione, come un Sancerre bianco dagli aromi vegetali o un rosso della Touraine, leggero e fruttato se giovane o più tannico se invecchiato. Lungo le “routes des vignobles”, non solo si potranno degustare i vini direttamente nelle cantine dei viticoltori che accolgono i turisti, ma si potrà anche godere, a piedi, in auto, in camper o in bici, del paesaggio di dolci colline soleggiate dove i vigneti si perdono a vista d’occhio e il fiume fa capolino col suo lento scorrere.
A proposito di gastronomia, a Lamotte Beuvron, piccolo borgo a sud di Orléans, nel lontano Ottocento le maldestre sorelle Tatin bruciarono una torta di mele e, per riparare al danno, la rinfornarono a testa in giù. Tuttavia i clienti del loro ristorante gradirono moltissimo la torta con le mele caramellate e la deliziosa “tarte tatin” è divenuto un classico della cucina francese, importata anche dai “cugini” belgi.
Proseguendo verso la foce del fiume, il castello di Chaumont sur Loire domina la valle dall’alto. La fortezza del X secolo è famosa per le raffinate scuderie ma soprattutto per il giardino all’inglese. Dal 1992, un festival celebra ogni anno da aprile a ottobre proprio l’arte del giardino e delle creazioni paesaggistiche, ispirandosi a un tema diverso ogni edizione. Caterina de’ Medici, vedova di Enrico II, cedette il castello di Chaumont sur Loire a Diana di Poitiers, amante del marito, in cambio di quello di Chenonceau, anche detto “castello delle dame” perché quattro donne vi impressero ognuna il proprio tocco femminile.
Fu infatti Diana di Poitiers che volle che si costruisse a cavallo dello Cher, affluente della Loira, come se fosse un ponte. Il castello ospita oggi una pregiatissima pinacoteca con quadri di Tintoretto, Correggio e Rubens, nonché arazzi fiamminghi del XVI secolo. Le cucine sono ancora completamente attrezzate, tanto che sembra di vedere i cuochi indaffarati a preparare la cena o a sfornare il pane nel grande camino.
Da non perdere la stanza di Luisa di Lorena, con il suo rivestimento scuro e i dipinti religiosi macabri che evocano il lutto della moglie di Enrico III, e il labirinto all’aperto di oltre un ettaro, dove continuare a sognare degli intrighi e degli amori di re e regine di Francia… tra i Castelli della Loira
Testo e foto di Francesca Bignami








