I borghi umbri ci riservano sempre nuove sorprese tanto che si finisce mai di conoscerli del tutto. Questo itinerario ci porta alla scoperta di alcune chicche artistiche e culturali.
Molti territori presentano una tale dovizia di tesori che il vederli e rivederli porta sempre nuove suggestioni, se si aggiungono poi le lodevoli iniziative che ne evidenziano i valori, si scopre che i luoghi sono come le persone: non si finisce mai di conoscerli. Pensiero quanto mai appropriato per tante località italiane e in particolare per Spello (PG) arroccata sui dolci declivi del Monte Subasio ed edificata con l’autoctono calcare rosato che le conferisce sfumature preziose all’alba e al tramonto.
Di origine umbra, è splendida sotto i Romani di cui conserva affascinanti vestigia e fiera nel medioevo finché nel XVI secolo passa allo Stato della Chiesa. Dalle Mura Romane si attraversa la Porta Urbica e sulla Piazza del Mercato la maestosa Porta Consolare (in asse con quella dell’Arce) del I secolo a.C. con accanto una Torre Medievale.
Ogni metro: uno stimolo, uno scorcio, un frammento di storia fino alla Chiesa di S. Maria Maggiore, costruita forse sulle rovine di una antico tempio dedicato a Giunone e a Vesta, rimaneggiata nei secoli e preziosa per l’inimitabile e unica Cappella Baglioni detta a buon diritto “Bella”. Anzi splendida non solo per gli affreschi (1501) di Bernardino di Betto, detto il Pintoricchio (che ha dipinto anche una Madonna col Bambino in una Cappella adiacente), così umano nel raccontare il ciclo cristologico che riporta ai fasti e alla vita del XVI secolo celandovisi con il suo Autoritratto, ma anche per il bellissimo pavimento in maioliche di Deruta.
Singolare il fatto che nella Natività gli ufologi abbiano voluto vedere ‘oggetti non identificati’ nei due globi di luce, l’uno dorato e l’altro arancio, interpretati comunemente come il sole e la stella cometa. Né si deve dimenticare che nei terminali del coro si trovano due pregevoli affreschi del Perugino. E già tali visioni valgono da sole il viaggio che si ripeterebbe infinite volte senza timore di patire tedio, ma molte ancora sono le chicche da ammirare come tra le altre le magniloquenti Torri di Properzio. E se ci si è lasciti sfuggire le celebri Infiorate di Spello, ci si può comunque consolare al Museo delle Infiorate, mentre non bisogna lasciarsi scappare “Hispellum, il Mondo Romano”, dal 19 al 22 agosto, in cui scene di vita d’epoca, spettacoli, degustazioni e cene a tema, conferenze e presentazioni di libri ad hoc riportano in vita la gloriosa epoca romana quando Spello godeva di uno splendore culminato nei privilegi concessi da Costantino: un salto nel passato.
E nel passato più recente a Spello c’era Norberto (Spello 1927 e scomparso lo scorso anno), pittore simpatico e semplice dalla pittura candida e dalla vita intensa le cui opere più note raccontano non un borgo medievale, ma la sua Spello con tanti fraticelli che lavorano e giocano in paesaggi ordinati con una serenità che sprizza da ogni dove e che forse era la sua che ha regalato agli altri.
Tra i numerosi tesori nascosti di Spello c’è l’oro verde, cioè il dolce e salutare olio – derivato dal lavoro di coltivazione di selezionati cultivar e di molitura sapiente di olive raccolte al momento giusto – celebrato dal 3 al 5 dicembre attraverso un gustoso itinerario che coniuga tutti i beni preziosi del territorio per imparare a conoscerlo in toto con le gemme che si trovano nelle vicinanze.
Tra le tante degne di menzione Bevagna (PG), piccolo gioiello di origine umbro-etrusca poi romanizzato grazie alla Via Flaminia con il nome di Mevania. Sita a 225 metri s.l.m. e circondata da una fertile pianura che si cominciò a risanare nel ‘400, la cittadina ha avuto nel Medio Evo una storia intensa e travagliata che l’ha costretta alla difesa come dimostrano le ben conservate mura medievali, riedificate più volte su quelle romane e attraversate da sette porte.
Non a caso è stata proclamata uno dei borghi più belli d’Italia e non si fa fatica a essere d’accordo arrivando nella straordinaria Piazza Silvestri, un unicum nella sua magnetica e mistica irregolarità su cui si affacciano monumenti di rara bellezza quali le chiese romaniche di S. Silvestro (sec. XII) dal bel portale decorato con viti e animali, S. Michele (secc. XII e XIII) dagli splendidi facciata e portale e S. Domenico (secc. XIII e XIV) e il gotico Palazzo dei Consoli del 1270, caratterizzato da un’ampia scalinata esterna.
Uno sguardo sempre troppo rapido e poi via attraverso una piacevole passeggiata lungo le vie medievali disegnate sugli antichi assi romani per arrivare in Via di Porta Guelfa: qui all’interno di un’antica casa si sono ritrovati i resti di quattro ambienti delle Terme Romane con pareti in reticolato e laterizio e, sorpresa inaspettata, uno straordinario pavimento musivo bicromo (bianco e nero) con rappresentate alcune scene di vita marina quali un tritone a caccia di cavallucci, astice e calamari di una fedeltà straordinaria.
Non si può negare che è forte il desiderio di fermarsi per godere tranquillamente di tutti gli altri edifici e piazze, tra cui Piazza Garibaldi dalla particolare forma a imbuto o Via Crescimbeni che porta al Trivio Romano, e degli altri segreti da scoprire e che nel cuore e nel proprio immaginario resta il ricordo di un luogo da favola in cui razionalità e fantasia si sono coniugate con sapiente maestria.
Informazioni utili
A Bevagna si può sostare: poco lontano dal centro storico, dove si trova una ben dimensionata area attrezzata dotata di acqua e ‘Sanitary Station’ per lo scarico.
Sempre a Bevagna, e nel Camping “Pian di Boccio”, località Pian Di Boccio 10, si trova a 2.5 km. dal centro, tel. 0742 360164, www.piandiboccio. com
Info Spello: www.comune.spello.pg.it
Info Bevagna: www.comune.bevagna.pg.it







