A un secolo esatto dalla fine delle ostilità – il cui anniversario ricorrerà l’11 novembre 2018 – il Gruppo Hit, il principale operatore turistico sloveno, propone “Sui Sentieri della Grande Guerra” uno speciale itinerario transfrontaliero pensato per tutti coloro che desiderano conoscere e rivivere le imprese e le sfide quotidiane, le difficoltà e le speranze dei protagonisti dell’epoca.
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n’immersione nella Storia, accompagnata dalle parole di Ernest Hemingway attraverso Gorizia, Nova Gorica, Cividale del Friuli, Caporetto e Redipuglia: località evocative di un territorio che tramanda da 100 anni un passato da non dimenticare. Il programma base, di 3 giorni, prevede visite guidate e trattamento di mezza pensione all’Hotel Sabotin di Nova Gorica, situato in posizione strategica rispetto a tutti i luoghi più significativi.
Il primo giorno è dedicato proprio a Gorizia e Nova Gorica, città “sorelle” costellate di monumenti, testimonianze e reperti risalenti all’epoca bellica. Teatro di cruenti scontri fin dall’estate del 1915, Gorizia venne conquistata dall’esercito italiano durante la sesta offensiva dell’Isonzo (4/17 agosto 1916).
Successivamente il campo di battaglia si spostò sulle pendici dei monti San Gabriele e Sabotino, in cima ai quali oggi si snodano sentieri attraversati da trincee di rifornimento pressoché intatte e camminamenti ancora percorribili.
Nel Borgo Castello di Gorizia è possibile visitare il Museo della Grande Guerra, mentre a Nova Gorica l’Eda Center ospita la fedele riproduzione di “Eda I”, il biplano dell’aviatore sloveno Edvard Rusjan. Da segnalare anche le postazioni di difesa sulle alture del Monte Calvario e il Ponte di Salcano, distrutto dagli austriaci in ritirata e ricostruito durante il periodo fascista.
Il secondo giorno si concentra su Cividale del Friuli, con il Museo della Grande Guerra ricavato all’interno della vecchia stazione ferroviaria, e su Caporetto (Kobarid), nome impresso indelebilmente nella memoria collettiva italiana: da qui il 24 ottobre 1917 mosse l’offensiva austro-tedesca che travolse il fronte e costrinse il regio esercito a ripiegare sulla linea del Piave.
Luoghi e vicende che hanno anche ispirato il romanzo “Addio alle armi” di Ernest Hemingway, il premio Nobel americano arruolatosi volontario nella Croce Rossa e sopravvissuto alla disfatta italiana. Visitando il Sacrario di Caporetto si può rendere omaggio a oltre 7.000 caduti del fronte isontino, prima di percorre il “Sentiero della Pace”, un emozionante racconto interattivo della tragedia vissuta da centinaia di migliaia di giovani.
Merita una visita anche il Museo all’Aperto Transfrontaliero collocato sul Monte Kolovrat, che offre un’idea del portentoso sistema di postazioni di difesa e artiglieria costruito dall’esercito italiano.

L’ultimo giorno si fa tappa al Sacrario di Redipuglia, monumentale cimitero militare costruito in epoca fascista sulle pendici del Monte Sei Busi, dedicato alla memoria di oltre 100.000 soldati italiani caduti durante la prima guerra mondiale.
Disposta su 3 livelli, la struttura è attraversata dalla Via Eroica, una strada lastricata circondata da targhe in bronzo che ricordano le principali battaglie combattute sul Carso.
Ventidue imponenti gradoni custodiscono in ordine alfabetico le spoglie dei militari, il cui sacrificio viene celebrato con la simbolica parola “PRESENTE”: in prima fila riposa l’unica donna seppellita a Redipuglia, la crocerossina Margherita Kaiser Parodi.
Alla sommità del Sacrario si vive il momento più toccante del viaggio: l’omaggio ai resti di oltre 60.000 giovani dall’identità ignota, conservati all’interno di due grandi tombe ricoperte da lastre bronzee.
L’itinerario parte da 250 € a persona per minimo 10 persone iscritte e comprende due pernottamenti in mezza pensione all’Hotel Sabotin di Solkan (Nova Gorica), visite guidate nei luoghi della grande guerra, biglietti dei musei e agevolazioni per l’ingresso al centro benessere Perla.
Su richiesta il Gruppo Hit organizza trasferimenti privati. Nova Gorica dista 25 minuti dall’uscita Villesse – Gorizia dell’autostrada A34, 33 km dall’aeroporto di Trieste e 30 km dalla stazione di Monfalcone.
Per maggiori informazioni: http://www.hit.si.









