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I Musei Capitolini presentano la mostra “Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale”

In 150 fotografie, filmati e abiti originali, un’esplosione di creatività che ancora oggi influenza il pianeta

Turismo Itinerante by Turismo Itinerante
08-Lug-2026
in News, Turismo
I Musei Capitolini presentano la mostra “Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale”

Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale - Musei Capitolini, Centrale Montemartini

L’età contemporanea ha reso possibile un’esperienza inedita per il pubblico: assistere alla nascita di nuovi miti. Una grande mostra a Roma offre ora l’occasione di rivivere uno di questi momenti in cui storia, documento e leggenda si uniscono: l’epoca in cui la Capitale d’Italia divenne la Capitale della moda e centro di riferimento per il cinema, la televisione e il gusto. È il racconto di come si è affermato in tutto il mondo un marchio originale e inimitabile che, da allora, porta il nome di “Made in Italy”.

Ospitata ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini dal 26 giugno al 15 novembre 2026, la mostra fotografica, multimediale e di capolavori sartoriali Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale fa rivivere una stagione di esplosione di idee, nomi, marchi, creatività, industria, un portato di beni materiali e immateriali, un “big bang” dell’immaginario della moda che riverbera ancora oggi il suo successo, il fascino, la magia delle sue forme. L’iniziativa, organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura, e curata da Fabiana Giacomotti, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali: Zètema Progetto Cultura.

La mostra rappresenta il “secondo capitolo” dell’esposizione Moda in Luce 1925–1955. Alle origini del Made in Italy, ospitata presso il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti a Firenze. La mostra romana, interamente nuova per opere, allestimento e temi, prosegue il racconto di un mito, nel passaggio alla sua consacrazione ed esplosione.

Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale – Musei Capitolini, Centrale Montemartini

IL CONTESTO

All’inizio degli anni Cinquanta l’Italia sta cambiando alla velocità della luce e sta entrando nel boom e nella modernità. Corre su nuove infrastrutture, autostrade, mezzi. Su professioni nuove, e nuovi abiti sociali. Due campi in particolare segnano visibilmente questo sisma storico: la moda e il cinema. Roma ne è il grande vivace contenitore e contenuto.

A Roma si trova Cinecittà, la città del cinema che, dopo l’epocale rivoluzione del Neorealismo italiano, si sta trasformando nella “Hollywood sul Tevere”: la città dove le major statunitensi e lo star system trovano la sede distaccata del sogno americano. Il risultato è prorompente: quella italiana diventerà la cinematografia con il maggior numero di premi Oscar vinti, dopo gli Stati Uniti.

Nella moda avviene qualcosa di analogo. Un mondo di sartorie, di piccole botteghe, di atelier, che ha studiato alla scuola di Parigi e sui tavoli di ricamo e libri d’arte italiana, si trova proiettato sulla vetta di passerelle, riviste e clienti del mondo, in America, Europa, Russia, Giappone. L’haute couture dagli anni Cinquanta, e fino a noi, deve conoscere tra le sue lingue quella del Made in Italy.

Da Roma, l’Italia riesce in due miracoli inattesi: dimostra che a Cinecittà si possono fare film come in America e che l’haute couture può sfilare per via Veneto. È un viaggio lungo, che l’esposizione alla Centrale Montemartini mostra al vivo.

LA MOSTRA

Protagonista di Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale è il patrimonio di memoria, fotografie, filmati dell’Archivio storico Luce. Fondamento della conoscenza del XX secolo italiano ed europeo, bene tutelato dell’Unesco, l’Archivio Luce rappresenta una ricchissima fonte di testimonianze sulla moda e lo spettacolo. Il Luce immortala la moda nel momento in cui Roma ne diventa riferimento, tra gli anni Cinquanta e la metà dei Settanta. Una stagione straordinaria in cui la sinergia tra moda, cinema, industria e creatività ha permesso all’Italia di esercitare un profondo influsso culturale a livello internazionale, ridefinendo i canoni del gusto e dello stile.

Il percorso espositivo immerge i visitatori dentro 150 fotografie d’epoca, per la gran parte del Luce, cinque postazioni video con filmati spesso rari e fino a oggi non disponibili al pubblico, oggetti, documenti, tessuti e 27 abiti originali, e nella maggior parte inediti, creati da nomi leggendari come Valentino Garavani, Karl Lagerfeld per Fendi, Federico Forquet, Sorelle Fontana, Giovanna Caracciolo-Carosa, Valentina Visconti, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni e ancora Roberto Capucci, Maria Antonelli, Patrick de Barentzen, Renato Balestra, André Laug, Emilio Federico Schuberth, Gabriellasport, Antonio De Luca, Angelo Litrico, Domenico e Agostino Caraceni, Pino Lancetti, Laura Biagiotti.

Opere d’arte di grande valore storico ed estetico, provenienti dagli archivi delle maison, incluse Mantero Seta, Taroni e il gruppo Ermenegildo Zegna, sartorie cinematografiche storiche come Farani, musei quali il Boncompagni Ludovisi, da cui proviene anche un sontuoso completo da sera appartenuto a Franca Bettoja, che dialoga con capi coevi indossati da nomi quali Silvana Mangano, e ancora il CIAC-Centro internazionale Arti e Costume di Venezia. Rilevante il prestito della più importante collezione privata italiana, di proprietà di un protagonista del cinema italiano, Massimo Cantini Parrini, costumista di fama internazionale, più volte candidato al premio Oscar e vincitore di innumerevoli premi, che mostra l’estensione di un talento costruito sulla conoscenza profonda della storia dell’arte e del costume.

Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale – Musei Capitolini, Centrale Montemartini

Organizzato nello stile e nei colori come un’elegante sartoria romana degli anni Cinquanta e Sessanta, il progetto dell’architetto Dario Dalla Lana si conclude in una sala-biblioteca che presenta una selezione di preziosi campionari tessili di proprietà degli archivi di Mantero Seta, Taroni e il gruppo Ermenegildo Zegna, oltre a volumi e riviste rare, di proprietà della curatrice, studiosa del costume e dell’editoria di moda dai suoi albori. Impreziosiscono il percorso inviti, memorabilia e un album amicorum, appartenuto ad Angelo Litrico, che include disegni e dediche dei più importanti sarti e artisti dell’epoca, da Emilio Pucci a Valentino e Novella Parigini.

Un viaggio multimediale e fisico nell’immaginario, tra storia, stile, costume, società e sogno, una macchina del tempo che ci trasporta nel mito: quando Roma e l’Italia hanno spiegato al mondo come vestire, e come vivere.

Le immagini raccontano sfilate, atelier, reportages, interviste, jet-set, lavoro e glamour, artigianato e arte. A fianco, il cinema che fa di Roma un tempio, e fornisce alla moda sogno e corpi. Quelli di: Sophia Loren, Audrey Hepburn, Liz Taylor, Lucia Bosè, Kirk Douglas, Charlton Heston, Sean Connery, Elsa Martinelli, Anita Ekberg, Anna Magnani, Ingrid Bergman, Gabriele Ferzetti, Rod Steiger.

Ci sono i momenti fondativi. La prima sfilata di Valentino, anno di grazia 1959. Il matrimonio di Tyrone Power e Linda Christian, del 1949, atto ufficiale di nascita della “dolce vita”, lei in abito Sorelle Fontana, lo sposo in Caraceni. Gattinoni reinventa lo stile impero per il film Guerra e pace con la musa perfetta Audrey Hepburn, e accoglie nel suo atelier perfino le due più grandi attrici del tempo (se non di sempre) in competizione drammatica per Roberto Rossellini: Anna Magnani e Ingrid Bergman. E fissa il corpo “a cuore” di Anita Ekberg, nella scena di seduzione più iconica della storia del cinema, il bagno nella Fontana di Trevi de La dolce vita. Angelo Litrico veste la Guerra Fredda, creando gli abiti sia per Nikita Krusciov sia per Dwight Eisenhower. Federico Forquet dà al mondo l’abito toga e il pijama palazzo di Galitzine. Lucia Bosè, la Miss Italia che ha battuto sul podio “la Lollo” e Silvana Mangano, è la musa di Sarli, e incarna le inquietudini del capolavoro di Antonioni, Cronaca di un amore (per la critica, il primo film della modernità cinematografica), e le speranze de Le ragazze di Piazza di Spagna. Ci sono le grandi première cinematografiche, tra tutte al Fiamma la prima de La dolce vita di Fellini, 1960, da cui il paese si vide trasformato. Compaiono i “teddy boys”, prima crepa dell’insoddisfazione giovane che deflagrerà nel Sessantotto. Ma la moda italiana aveva già fatto la sua rivoluzione. Ha preso la sacralità dell’Alta Moda di Parigi, e l’ha portata a donne, e uomini, che stavano cambiando. Ha reso l’abito più mobile, dinamico, liberando il movimento dei corpi. Ha vestito persone che si aprivano al mondo, al lavoro, ad altre aspirazioni. Linee meno rigide, più fresche – ma perfette – significavano un nuovo accesso alla modernità. La donna, che fosse una regina Savoia o Windsor, diva dello schermo o futura aspirante professionista, non era più un quadro glorioso a due dimensioni, ma un corpo di fascino e pensiero. Così per l’uomo. L’Alta Moda restava alta, ma non più irraggiungibile, era un cielo cui a tutti, anche solo vedendolo in un film, era permesso aspirare.

E con intelligenza i grandi sarti, oramai divenuti per nome stilisti, accolsero anche la sfida del prêt-à-porter, di una moda che vada incontro al giorno, al quotidiano, che contempla il pratico senza perdere lo stile.

Sullo sfondo, ma protagonista sempre, Roma e i suoi luoghi. La città eterna che sa adattarsi al tempo. Ogni luogo diventa passerella, scena per geometrie nuove su spazi antichi come il marmo.

In questo scenario già molto ricco, due aree tematiche presentano approfondimenti particolari. La storia della Snia-Viscosa, epopea romana del tessuto artificiale. Storia industriale, di fabbriche, chimica, lavoratrici, che nella mostra vive di documenti d’archivio rari, uno spaccato di rilevanza sociale e politica.

La seconda approfondisce la figura di Palma Bucarelli, storica critica e direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, che tesse un nesso strettissimo tra moda e arte, incarnando un modello insuperabile di eleganza, stile e rigore intellettuale.

E arte sono questi abiti. Da un capo imperdibile come l’abito Fiesta di Valentino, dalla sua prima sfilata del 1959, il modello 77 che per la prima volta sfoggiò il rosso divenuto bandiera dell’imperatore della moda. O il pijama palazzo di Galitzine, del 1963, segno indelebile di cinema indosso a Claudia Cardinale ne La pantera rosa di Blake Edwards. Ancora di Galitzine la avveniristica tuta di tessuto spalmato effetto pelle presentata a Capri nel 1967, o l’abito da cocktail del 1953 delle Sorelle Fontana. L’iconico abito corto di Andrè Laug del 1968 e, sempre del 1968, quello da sera di Capucci, arte da portare come tante sue creazioni. Il genio di Karl Lagerfeld nel completo soprabito e gonna per Fendi del 1973. L’abito da sera dipinto di Schuberth del 1952 di floreale compostezza, e quello scenografico di Lancetti del 1975, mentre Litrico e Caraceni fissano per l’uomo un segno che a settant’anni di distanza fa ancora scuola e nessuna piega.

Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale – Musei Capitolini, Centrale Montemartini

Un movimento di idee e di puro artigianato che si racconta sia a chi ha vissuto quell’epoca, sia agli appassionati di moda, design e storia del gusto. Ma la mostra si rivolge anche, e soprattutto, alle nuove generazioni che guardano con interesse alle tendenze contemporanee e alle nuove professioni del fashion, dal design alla consulenza d’immagine. È a loro che parla questa storia della moda a Roma. Una straordinaria eredità creativa che continua a influenzare il gusto e le passerelle contemporanee, dimostrando l’assoluta attualità di una stagione che non ha mai smesso di ispirare.

Accompagna Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale il catalogo, edito da Silvana Editoriale, a cura di Fabiana Giacomotti.

Info: https://www.centralemontemartini.org/it/mostra-evento/moda-luce-1955-1975-roma-fra-glamour-e-innovazione-industriale

 

 

Tags: ArteMusei CapitoliniRoma
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