{"id":5407,"date":"2011-11-04T07:19:48","date_gmt":"2011-11-04T06:19:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/?p=5407"},"modified":"2012-06-26T08:38:18","modified_gmt":"2012-06-26T07:38:18","slug":"in-camper-verso-leuropa-dellest-passando-per-slovenia-croazia-serbia-ungheria-e-visitando-in-romania-la-transilvania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/in-camper-verso-leuropa-dellest-passando-per-slovenia-croazia-serbia-ungheria-e-visitando-in-romania-la-transilvania\/","title":{"rendered":"In camper verso l&#8217;Europa dell&#8217;est"},"content":{"rendered":"<p>Paola ci racconta il suo viaggio in camper verso l&#8217;Europa dell&#8217;est, dicendoci che \u00e8 stata sempre attratta da quei paesi dove il  turismo non \u00e8 ancora \u2018palpitante\u2019, perch\u00e9 hanno il sapore delle cose di una  volta, quasi una nostalgia.<\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 2.8.2011<\/strong><\/p>\n<p>Ieri sera abbiamo cenato con gli amici per le  ultime decisioni sui percorsi. Invece nulla \u00e8 definitivo per noi perch\u00e9 non  dobbiamo prenotare nulla: siamo in camper!<\/p>\n<p>Io  (<strong>Paola<\/strong>) e <strong>Silvano<\/strong> li anticipiamo nel viaggio  di qualche giorno perch\u00e9, da pensionati \u2018definitivi\u2019, non abbiamo problemi di  date e scadenze.<\/p>\n<p>Siamo pertanto partiti stamane alle 9 da  Pordenone con il camper Laika 8.1, oltre alla moto. Abbiamo raggiunto, dopo 330  km. Zagabria, Quando, nel 1991 la Croazia si stacc\u00f2 dallo stato di Jugoslavia,  Zagabria ne divenne la capitale. E\u2019 tutta autostrada.<\/p>\n<p>Entrando in Slovenia si deve pagare la vignette  (\u20ac 15 per una settimana, \u20ac 30 per un mese). Poich\u00e9 all\u2019ora di pranzo eravamo  ancora in Slovenia, ma quasi al confine di Brezice, abbiamo deviato su stradine  di campagna. Seguendo il fiume Krka abbiamo goduto di alcuni paesini  (Kostanjevica na Krki e Kska Vas) sui quali passavano gli elicotteri di  pattuglia al confine.<\/p>\n<p>Il  centro della citt\u00e0 di <strong>Zagabria<\/strong> \u00e8 facile da raggiungere, \u00e8  ben segnalato e troviamo facilmente parcheggio. E\u2019 marted\u00ec ma c\u2019\u00e8 poca gente in  giro, sembra domenica. Per trovare un po\u2019 di movimento bisogna arrivare nel  cuore della citt\u00e0 tra\u00a0 lo sferragliare dei tram in\u00a0 Trg Bana  Jelacica con la statua equestre.\u00a0 Zagabria \u00e8 la capitale politica, economica  e culturale della Croazia e vi vive 1\/4 della popolazione totale del paese.<\/p>\n<p>La  citt\u00e0, caratterizzata dalla presenza di edifici dall&#8217;architettura classica  mitteleuropea,\u00a0\u00e8 divisa in due parti: la Citt\u00e0 Alta e la Citt\u00e0 Bassa. Nella  citt\u00e0 bassa il posto pi\u00f9 animato \u00e8 Piazza Preradovica dove si tiene il mercato  dei fiori. Da vedere sicuramente la Cattedrale dell&#8217;Assunzione e la fortezza  medievale di Medvedgrad.<\/p>\n<p>La parte alta e quella bassa della citt\u00e0 sono collegate  tra loro dalla funicolare e la maggior parte delle strade sono chiuse al  traffico. E\u2019 bello camminare tra le viuzze della citt\u00e0 alta in questa piccola  metropoli dalla tipica atmosfera bohemien. Nel percorso abbiamo mangiato anche  le frittelle, per cui per cena sono riuscita a mangiare solo una insalata.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/MuseoTaszar.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-5410\" title=\"Museo-Taszar\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/MuseoTaszar-e1320318409834.jpg\" alt=\"Museo-Taszar\" width=\"410\" height=\"273\" \/><\/a>Mercoled\u00ec 3.8.2011<\/strong><\/p>\n<p>Partiti di buonora da Zagabria, dopo un notte  serena, abbiamo raggiunto tra verdi colline Bjelovar. Spesa di frutta e verdura  al mercato, compreso \u00bd kg di porcini a 3 euro (!!). Poco dopo siamo entrati in  Ungheria, attraversando la Drava: nessuno!<\/p>\n<p>Abbiamo una meta: <strong>Taszar<\/strong> (a 10 km a est di  Kaposvar) un piccolo borgo per vedere un museo \u2018fai da te\u2019: il <span style=\"text-decoration: underline;\">Katonai Repulo  Museum<\/span> per gli appassionati di aerei. Bisogna chiedere due volte prima di  arrivarci, perch\u00e9 non segnalato. Pare sia la prima scuola di addestramento  piloti, poi campo di aviazione e base del 50\u00b0 reggimento Figther ungherese, poi  Base Nato durante la guerra dei Balcani 1991\/2004.<\/p>\n<p>Una gentile signora chiama il sig. Josef e arriva  anche S\u00e0ndor, sono due ex ufficiali addetti alle telecomunicazioni della base e  ci fanno vedere prima i Mig statici all\u2019esterno e poi all\u2019interno dell\u2019ex chiesa  degli americani tutto il materiale raccolto (uniformi, materiale bellico,  fotografico, radio trasmittenti, un sedile eiettabile, tubi di pitot,  apparecchi\u00a0  radar russi, kit di sopravvivenza, ecc.).<\/p>\n<p>Silvano godeva perch\u00e9 il volo \u00e8  la sua passione e ad ogni pezzo interessante, e ce n\u2019erano tanti \u2026\u2019mi servirebbe  un orizzonte artificiale giroscopico, un altimetro, un variometro\u2026\u2019 Avevo  scoperto questo posto in un diario in internet, e Silvano ne \u00e8 stato entusiasta.  Abbiamo lasciato una offerta per questa associazione (il tour \u00e8 gratuito) perch\u00e9  non hanno alcuna sovvenzione e neppure la luce, per cui ci hanno accompagnato  con delle grandi pile a batteria per farci luce all\u2019interno del museo. In pi\u00f9 ci  hanno dato un CD ed altro materiale pubblicitario. Sono stati gentilissimi.<\/p>\n<p>Ripresa la strada verso Pecs tra saliscendi e  belle vallate, abbiamo proseguito verso sud e a 25 km\u00a0 (quasi al  confine con la Croazia) abbiamo raggiunto <strong>Harkany<\/strong>. Sistemati in un bel  campeggio a due passi dalle terme, il Termal Kemping (<a class=\"url\" title=\"www.campingharkany.hu\" href=\"http:\/\/www.campingharkany.hu\/\" target=\"_blank\">www.campingharkany.hu<\/a>) abbiamo  cenato con tagliatelle e porcini.<\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 4.8.2011<\/strong><\/p>\n<p>Piove! Ma dovevamo andare alle terme! Poi invece,  intorno alle 9 il tempo migliora, prendiamo la moto e andiamo a <strong>Siklos<\/strong>, cittadina famosa per il  castello. Alle 10 aprono e visitiamo questa fortezza medioevale, che gi\u00e0 appare  in un documento del 1190. E\u2019 l\u2019unica fortezza che, pur essendo stata ricostruita  diverse volte nel corso dei secoli, \u00e8 sempre stata abitata: qualche bel mobile e  tappeto, ma i rimaneggiamenti spesso sono atroci, non hanno rispettato la  struttura iniziale.<\/p>\n<p>Bello il portone fortificato, il ponte levatoio e le  carceri. Rientrati in campeggio abbiamo pranzato presto perch\u00e9 \u2018<em>devo  andare alle terme<\/em>\u2019. Alle 14 lavo i piatti e in quel momento arriva il  diluvio universale. Anche con l\u2019ombrello arriviamo fradici in pochi passi al  camper. Neppure oggi si va alle terme! Chiudono alle 18. Pomeriggio da  pensionati: musica, libro, carte. Cena in ristorante senza lodi.<\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 5.8.2011<\/strong><\/p>\n<p>Ci  fidiamo di andare a P\u00e8cs in moto: spiragli di sole! Bella citt\u00e0 con un pizzico  di turco rimasto con la centrale Moschea Hassan Jakovali. Sulla piazza  principale e sulle 12 vie laterali si affacciano bei palazzi medioevali e  barocchi. L&#8217;aspetto attuale della citt\u00e0 \u00e8 per\u00f2 quello del XVIII secolo, dopo la fine della  dominazione turca e delle guerre di riconquista portate avanti soprattutto dagli  Asburgo.<\/p>\n<p>Molti negozi di  antiquariato con bei mobili e porcellane Zsolnay, famose in tutto il mondo.\u00a0 Molto particolari alcuni oggetti decorativi con vernice d\u2019eosina. Non ne avevo  mai sentito parlare, ma il colore \u00e8 verde-giallo fluorescente. Avete presente  quelle grandi mosche da m\u2026? Noi cercavamo una piazza con il mercato  dell\u2019antiquariato del 1\u00b0 venerd\u00ec del mese, perch\u00e9 lo avevo letto in un diario  nel web, ma non c\u2019era, perch\u00e9 l\u2019abbiamo chiesto anche all\u2019ufficio informazioni  turistiche.<\/p>\n<p>Abbiamo girato a lungo \u00a0a piedi visitando la grandiosa cattedrale  romanica, caratterizzata da 4 massicce torri campanarie su pianta rettangolare.  La basilica poggia su fondamenta dell&#8217;XI sec. e ricopre una cripta della stessa  epoca. Utilizzata come moschea dai Turchi, assunse l&#8217;aspetto attuale nel XIX  sec. All\u2019interno \u00e8 ricca e si visita il \u2018tesoro\u2019 e la  cripta.<\/p>\n<p>Visitiamo successivamente la pi\u00f9 importante  moschea di Ungheria Gazi Kaszim Pasa Dzsamija del 16\u00b0 secolo, ma attualmente \u00e8  chiesa cattolica. Riprendiamo la moto e giriamo la citt\u00e0 da nord a sud e vicino  alla stazione delle corriere c\u2019\u00e8 un gioioso mercato: fiori, frutta, verdure,  porcini, ovuli, pesce ancora palpitante! Uno spettacolo!<\/p>\n<p>Riprendiamo la strada di <strong>Harkany<\/strong> e dopo un panino, nel primo  pomeriggio finalmente, con il sole pieno, entriamo alle terme. Non si capisce  cosa poter fare e alla fine per 2000 fiorini a testa decidiamo per la spa. Una  parte del grande parco con accesso riservato ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di fare i  bagni in piscine interne ed esterne con l\u2019acqua radioattiva da 32 a 38\u00b0. La  pelle \u00e8 morbida e sa da zolfo per giorni, anche dopo la doccia.<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019unica acqua  al mondo che contiene ione sulfureo sciolto in forma di gas. Con il braccialetto  blu non so a cosa\u00a0  avessimo ancora diritto, perch\u00e9 in un depliants, massaggi e saune avevano  un costo suppletivo, ma non riusciamo a capirci. Stanchi, ma rilassati torniamo  al campeggio. Frittatona con le patate\u2026.<\/p>\n<p><strong>Sabato 6.8.2011<\/strong><\/p>\n<p>Ripartiamo e dopo il confine sulla Drava  rientriamo in Croazia e raggiungiamo <strong>Osiek<\/strong>. Un giro in citt\u00e0 e poi  riprendiamo sino a <strong>Vukovar<\/strong>.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Laika8.1-a-Vukovar.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-5411\" title=\"Laika8.1-a-Vukovar\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Laika8.1-a-Vukovar-e1320318541389.jpg\" alt=\"Laika8.1-a-Vukovar\" width=\"400\" height=\"266\" \/><\/a> E\u2019  la pi\u00f9 grande citt\u00e0 di porto croata sul Danubio. Ci eravamo stati tre anni fa ma  quasi nulla \u00e8 cambiato: case e palazzi sono scheletri a memoria della guerra.  Qui la guerra del 1991 ha fatto danni immani. A fine agosto 1991, le truppe  dell\u2019armata popolare jugoslava si concentrarono su Vukovar.  Dal 25 agosto la citt\u00e0 rimase  sotto assedio 87 giorni durante i quali vennero esplosi pi\u00f9 di un milione di  colpi di artiglieria, circa 15.000 case vennero rase al suolo e migliaia di  persone furono costrette alla fuga.<\/p>\n<p>Caduta la citt\u00e0, gruppi paramilitari,  coadiuvati dall\u2019esercito regolare, compirono uno dei crimini pi\u00f9 gravi delle  guerre jugoslave: il massacro di Vukovar.\u00a0 Le milizie serbe, penetrando in  citt\u00e0, commisero operazioni di pulizia etnica e crimini di guerra nei confronti  della popolazione civile. E purtroppo a distanza di 20 anni una emorragia di  abitanti, scappati dalla guerra e mai pi\u00f9 ritornati, ha lasciato Vukovar con una  ferita ancora aperta che stringe il cuore.<\/p>\n<p>A pranzo sull\u2019isolotto al ristorante  Vrske. Riprendiamo lungo il Danubio e ci fermiamo a vedere il sacrario dove sono  sepolti migliaia di giovani, morti a fine 1991 e nei mesi successivi e le lapidi  ne disegnano il viso. Fino a Ilok e poi, passando il Danubio, si entra in  Serbia. Poco prima della citt\u00e0 ci fermiamo a fotografare gli sposi fuori della  chiesa ortodossa con il corteo degli amici e parenti molto eleganti ed una banda  di fiati con musica folk balcanica di una allegria unica.<\/p>\n<p>Raggiungiamo quindi <strong>Novi Sad<\/strong>, attraversata dal  Danubio e capitale della Vojvodina. Anche se gi\u00e0 visitata, \u00e8 una citt\u00e0 viva,  allegra, piena di giovani, con bar e ristoranti. Parcheggiamo in centro e  cerchiamo di pagare il ticket,\u00a0 ma non riusciamo, finch\u00e8 un signore si  rende disponibile a fare lui la telefonata per l\u2019addebito automatico (quando mai  qualcuno l\u2019avrebbe fatto da noi!). Poi scopriamo che non riuscivamo a pagare  perch\u00e8 era sabato ed era gratuito.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/NoviSad_film.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-5412\" title=\"NoviSad_film\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/NoviSad_film.jpg\" alt=\"NoviSad_film\" width=\"320\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/NoviSad_film.jpg 320w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/NoviSad_film-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>Fa caldo e ci prendiamo una bibita in un bar  sotto gli ombrelloni e godiamo del passeggio sulla strada principale di tanti  giovani. Sono tutti alti e belli, potrebbero fare i modelli! Stavano, inoltre,  predisponendo la location per girare un film degli anni 20 di parte del centro  storico.\u00a0  Hanno buttato la terra sulla pavimentazione per fare lo sterrato e  renderlo credibile. A cena in un ristorante carino all\u2019interno di un cortile e a  nanna.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Domenica 7.8.2011<\/strong><\/p>\n<p>Alle 7.30 eravamo gi\u00e0 in giro per Novi Sad  incuriositi dal film che stavano girando ed in effetti tutto era stato  predisposto nella notte: figuranti, osterie, banchi di vendita di frutta,  verdura, dolciumi, sementi con una ambientazione veramente credibile. Avevano  coperto le vetrine dei negozi ed i condizionatori con delle stuoie e avevano  tolto i cestini dai lampioni, che invece potevano essere d\u2019epoca.<\/p>\n<p>Non abbiamo  assistito al ciak d\u2019inizio, ma gi\u00e0 quello che avevamo visto era interessante.  Ripartiamo e raggiungiamo facilmente, dopo una breve sosta in un mercato (5  pomodori, 4 carote, 1 peperone, il corrispondente di 30 centesimi di euro: costa  niente!) <strong>Zemun<\/strong> l\u2019Auto Kamp Dunav  (www.amkjedinstvo.rs), a 10 km. da Belgrado, bel posto, alto con vista Danubio  anche se modesto nei servizi, ma pulito.<\/p>\n<p>Ci sistemiamo e dopo appena un\u2019ora  arrivano gli amici e il gruppo, come gli anni passati, si riunisce per il lungo  viaggio estivo: <strong>Graziella e Bruno con Licia e  Francesco<\/strong>. Nel pomeriggio, con un solo camper, raggiungiamo a 7 km Zamun.  Sorge alla confluenza del fiume Sava nel Danubio. E\u2019 uno dei comuni pi\u00f9  grandi di <strong>Belgrado<\/strong>.  Oggi le due aree urbane appaiono inglobate tanto che Zemun \u00e8 spesso considerato  un quartiere di Belgrado.<\/p>\n<p>Molto bello il lungo fiume sotto i platani secolari,  assaporandone l\u2019atmosfera particolare, passeggiando tra le sue stradine e  piazze. La fortezza \u00e8 il monumento pi\u00f9 antico di Zemun; esistente gi\u00e0 nel IX  secolo fu distrutta e ricostruita pi\u00f9 volte e i resti che \u00e8 possibile visitare  oggi risalgono al XV secolo. Sorge sulla collina di <strong>Gardo\u0161<\/strong>,  \u00a0il pi\u00f9 alto  colle di Zemun, e la sua bella torre \u00e8 il simbolo della citt\u00e0: da lass\u00f9 si gode  uno splendido panorama sulla citt\u00e0 vecchia e s&#8217;intravvede il centro di Belgrado.  Tra le decine di ristoranti in riva optiamo per una cena elegante a base di  pesce, e costo di conseguenza, con la musica sussurrata di un piano bar.<\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 8 agosto 2011<\/strong><\/p>\n<p>Mi  sono svegliata alle 8 perch\u00e9 ero andata a letto tardi. In campeggio c\u2019era  wireless ed ho approfittato per parlare a lungo in skype, sin dopo mezzanotte,  con Fabrizio, cos\u00ec mi ha dato notizie della mamma. Abbiamo lasciato i camper in  campeggio e a piedi abbiamo raggiunto (1 km) la strada principale e con  l\u2019autobus 706 (ogni 15 minuti) al costo di Din 100 (1 euro) abbiamo raggiunto il  centro di Belgrado. Belgrado \u00e8 una bella capitale, ma reduce da un passato  difficile le cui cicatrici sono ancora visibili.<\/p>\n<p>La bella citt\u00e0 Serba pare essersi rialzata  con grande dignit\u00e0 dalla guerra che l&#8217;ha sconvolta e sta cambiando e crescendo a  ritmi velocissimi caricandosi di un&#8217;energia che l&#8217;ha portata a lanciarsi nel  mercato del turismo internazionale con gran successo, tanto da essere stata  rinominata &#8220;la citt\u00e0 del futuro dell&#8217;Europa del sud&#8221;. \u00a0Passeggiamo tra  le vie pedonali con i suoi bar, ristoranti, negozi, gli artisti di strada, i  palazzi storici,\u00a0  raggiungendo l\u2019area ed il parco della fortezza Kalemegdan\u00a0 dal quale si ha  una vista panoramica e si respira un po\u2019 di aria fresca, perch\u00e9 oggi fa  veramente caldo. Esplorando le varie zone della citt\u00e0, non riusciamo a vedere il  Museo Nazionale perch\u00e9 chiuso (forse perch\u00e9 \u00e8 luned\u00ec?), ma merita una  visita\u00a0 il  quartiere Skandarska, la Montmartre belgradese con i suoi bar e ristoranti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 ora di cena, per cui ci accontentiamo di  bere una bibita, sapendo che questo \u00e8 il posto dell\u2019ottima cucina serba e della  musica folk balcanica.<\/p>\n<p>Ho  comperato 3 CD favolosi!<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Godetevi Goran Bregovic<\/span><\/p>\n<p><a title=\"blocked::http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KtX-V4OE50Y&amp;feature=related\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KtX-V4OE50Y&amp;feature=related\" target=\"_blank\">Goran Bregovic Kalashnikov <\/a><\/p>\n<p><a title=\"blocked::http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=iwvdzVEAZAU&amp;feature=related\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=iwvdzVEAZAU&amp;feature=related\" target=\"_blank\">Goran Bregovi\u0107 &#8211; Gas, Gas, Gas <\/a><\/p>\n<p><a title=\"blocked::http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rlYOzs8qwRo&amp;feature=related\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rlYOzs8qwRo&amp;feature=related\" target=\"_blank\">Goran Bregovic-Mesecina <\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">o Trubaci<\/span><\/p>\n<p><a title=\"blocked::http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=QV6HrABMXak&amp;feature=related\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=QV6HrABMXak&amp;feature=related\">LUDNICA NA MESECINI GUCA STADION Trubaci Elvis Ajdinovic &amp; Gypsy Groovz \/ film FiestaMania! <\/a>.<\/p>\n<p>Sarebbe stato bello stare fino a sera per godere  della vita di questa citt\u00e0, ma il caldo ci ha spossato e siamo rientrati al  camping alle 18, per farci una doccia lunga un\u2019eternit\u00e0 e tagliatelle con i  porcini.<\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 9 agosto 2011<\/strong><\/p>\n<p>Avevo visto giusto in internet. Il cielo oggi \u00e8  grigio e la temperatura si \u00e8 abbassata a 20 gradi: che sbalzo! Riprendiamo la  strada verso nord con un percorso stradale tutto su cemento a sbalzi tra le  verdi colline del Parco Nazionale di <strong>Fruska Gora<\/strong>, tra vigne e  frutteti. Tra il XIII\u00a0 e il XV\u00a0 secolo vi furono costruiti ben 35  monasteri ortodossi per proteggere la cultura e la religione serba dai turchi.  Oggi ne sopravvivono 15.<\/p>\n<p>Noi rivisitiamo il pi\u00f9 bello, quello di <strong>Krusedol<\/strong>. Costruito nel XVI secolo,  fu danneggiato dai turchi e ricostruito. Molto ben conservate le 4 colonne  centrali (originali) e alcuni vividi affreschi. Non possiamo goderlo appieno  perch\u00e9 in quel momento \u00e8 in corso la cerimonia per un battesimo, ma anche quello  \u00e8 folklore da vedere! Continuiamo lungo le colline fra alberi di dolci susine  (che scorpacciata!) e pesche gialle sugose e profumate.<\/p>\n<p>Ci siamo fermati in un  borgo e ne abbiamo acquistate 3 sacchetti. Bella strada panoramica. Riprendiamo  e a 9 km da Novi Sad, dovendo comperare il pane, arriviamo ad \u00a0una cittadina che  merita di essere vista: <strong>Sremski Karlovci<\/strong> con chiese ed  edifici suggestivi tutti concentrati nella piazza principale. In una enoteca  comperiamo alcune bottiglie di vino locale. Poi abbiamo scoperto che il vino  rosso di 4 anni aveva 18\u00b0!<\/p>\n<p>Proseguiamo ed arriviamo a <strong>Subotica<\/strong>, in una regione \u2013 quella  del Banato \u2013 popolata prevalentemente da ungheresi, al limite meridionale della  sconfinata Putza e a 10 km. dal confine ungherese. Pensavamo di fermarci per la  notte, ma la visita della cittadina in un\u2019ora era gi\u00e0 fatta. Subotica presenta  la gran parte dei propri edifici nello stile dell\u2019art nouveau<a title=\"blocked::http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Art_nouveau Art nouveau\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Art_nouveau\"><\/a>.  Le due strade principali hanno edifici molto particolari alla Gaudi.<\/p>\n<p>Lasciamo  allora la citt\u00e0 e, andando verso il confine, decidiamo di fermarci al <strong> Lago Palic<\/strong>, localit\u00e0 di villeggiatura.  E\u2019 un lago di acqua salata alcalina con propriet\u00e0 curative, ma i due campeggi  sono chiusi (!?) e ci siamo fermati per la notte lungo la sponda del lago in  bella vista.<\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 10 agosto 2011 in  Ungheria<\/strong><\/p>\n<p>Qualche spesa prima del confine, gasolio per  finire i dinari e perdiamo un\u2019ora nel passare il confine dell\u2019Ungheria. Bisogna  stare attenti perch\u00e9 per andare verso <strong>Szeged<\/strong> bisogna girare subito a  destra, prima del distributore, altrimenti si continua in autostrada e bisogna  avere la vignette. Arrivati alla citt\u00e0, dall\u2019altra parte del fiume vediamo un  campeggio con alti alberi. Decidiamo di fermarci al Partfurdo (<a title=\"blocked::http:\/\/www.szegedcamping.hu\/\" href=\"http:\/\/www.szegedcamping.hu\/\">www.szegedcamping.hu<\/a>) con,  meraviglia delle meraviglie, due grandi piscine di acqua calda a 32\u00b0!! Che  godimento! Tutti in acqua e dopo un\u2019ora una bella pasta per pranzo e riposino.<\/p>\n<p>A  met\u00e0 pomeriggio attraversiamo il ponte e siamo nel cuore della citt\u00e0 alla  confluenza di due fiumi (Maros e Tibisco). Szeged o Seghedino \u00e8 una citt\u00e0  moderna e grande centro di industrie alimentari (salame Pick, pepe, paprika). La  citt\u00e0 era stata praticamente distrutta da una gravissima inondazione del Tisza  nel 1879. Il 95% degli edifici and\u00f2 distrutto. Grazie ad aiuti finanziari  internazionali, Szeged fu riprogettata e praticamente ricostruita, con ampie  piazze e bellissimi edifici liberty e in stile eclettico-secessionistici (cos\u00ec  viene dichiarato).<\/p>\n<p>Il  Duomo della citt\u00e0, eretto nel 1930 in stile neo-romanico, \u00e8 in grado di ospitare  5000 persone. E\u2019 imponente con i suoi due campanili di m.93 ed un organo di  10.000 canne.\u00a0  Chiusa purtroppo la sinagoga che avrebbe meritato sicuramente una visita.  Cena in un ristorante tipico e di nuovo in campeggio dove alle 22.30 con 16\u00b0  esterni abbiamo nuovamente fatto il bagno in piscina a 32\u00b0. Questo \u00e8 quello che  mi piace!<\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 11 agosto 2011 in Romania  per la terza volta<\/strong><\/p>\n<p>Bella giornata, anche se stamattina era molto  fresco, bagnetto nella piscina calda a Szeged H e ripartenza, dopo la  sostituzione di un faro del camper di Bruno alla Fiat locale. Quindi verso il  confine romeno (fuso orario + un\u2019ora). Pagamento della vignetta, Il contrassegno  \u00e8 obbligatorio su tutte le strade nazionali:\u00a0 non \u00e8 che una dichiarazione con il numero  di targa del mezzo.<\/p>\n<p>Una fila interminabile di camion nella circonvallazione di  Arad. Centinaia e centinaia di TIR in fila, abbiamo perso almeno due ore. Se la  prossima volta mi capita di vedere un tale trambusto, passo per il centro. Meno  male che ci eravamo dati un percorso minimo, perch\u00e9 a pochi chilometri,  lasciando la statale, raggiungiamo a <strong>Lipova terme<\/strong> un campeggio che  avevamo sperato con acque termali, invece sono minerali. Cena nel vicino  ristorante: chorba, carne ai ferri e impanate e a letto.<\/p>\n<p>Approfitto di un diario da \u2018Giramondo\u2019 per avere  un\u2019idea di massima sulla regione che visiteremo.<\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><em>La regione storica della Transilvania \u00e8 stata da  sempre la pi\u00f9 famosa ed affascinante zona della Romania. Cento anni fa la gente  considerava questa terra, straordinariamente bella, come un misterioso e  romantico paese delle leggende e delle favole, un luogo per nobili imprese, di  castelli e di cittadelle medioevali. Intanto, \u201cDracula\u201d, romanzo inglese di Bram  Stoker che si inspirava alla storia del XV secolo, creava un personaggio cosi  diabolico da far drizzare i capelli, che sarebbe diventato famoso in tutto il  mondo. In realt\u00e0, pochi conoscono la vera storia della Romania, questo antico  paese che si trova nell\u2019est dell\u2019Europa.<\/em><br \/>\n<em>L\u2019attuale territorio della  Romania era abitato gi\u00e0 dal Paleolitico. A partire dal VII secolo ac i greci  fondarono colonie commerciali lungo le coste del Mar Nero, ma il primo vero  regno da cui fare risalire l\u2019identit\u00e0 della nazione romena fu quello dei daci,  popolo proveniente dalla antica Tracia. La civilt\u00e0 dacica raggiunse il massimo  sviluppo nel I sec. DC, sotto il re Decebalo, che per\u00f2 fu sconfitto dalle  legioni romane dell\u2019imperatore Traiano nel 106 DC. A seguito della  colonizzazione romana e dei matrimoni misti, nacque l\u2019attuale popolo romeno.  L\u2019ascendenza romana \u00e8 tuttora evidente sotto molti aspetti, come il carattere  cordiale ed estroverso della gente ed i loro stupendi occhi e capelli scuri.  Un&#8217;altra eredit\u00e0 permanente rimase anche la lingua latina, che sopravvisse a  tutte le invasioni successive da parte di popolazioni nomadi. La Romania divenne  cos\u00ec \u201cun\u2019isola latina in un mare slavo\u201d&#8230;<br \/>\nCristiani di rito ortodosso con  una minoranza cattolica, i romeni hanno vissuto dal Medio Evo fino in epoca  moderna in tre principati vicini: Transilvania, Valacchia e Moldavia. La loro  storia \u00e8 stata molto tormentata, con secoli di lotte contro i turchi. Nel 1859  ci fu la fusione tra Moldavia e Valacchia e nel 1918 lo stato romeno si complet\u00f2  con l\u2019unione della Transilvania. Fu l\u2019inizio di un\u2019 Et\u00e0 dell\u2019Oro, che venne  brutalmente interrotta dalla Seconda Guerra Mondiale e poi dalla dittatura  comunista. Con la rivoluzione popolare del dicembre 1989 \u00e8 iniziata la rinascita  di una nazione veramente libera, con una democrazia basata su un sistema  multi-partitico e con una economia di mercato in continuo  sviluppo.<br \/>\nFinalmente possiamo dire che la Romania \u00e8 ritornata in seno  all\u2019Europa e dal gennaio 2007 \u00e8 anche membro dell\u2019 Unione Europea. Questo paese,  da sempre pacifico e ospitale, accoglie ognuno che lo vuole conoscere meglio,  offrendo un ricco e vario patrimonio culturale di origine latina con tocchi di  influenza bizantina, dove le tradizioni sono vive e rispettate. La mitica  Transilvania rimane un vero simbolo, una bellissima regione con tanti luoghi da  leggenda.<\/em><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 12 agosto 2011 <\/strong><\/p>\n<p>Partiti alle 9 direzione Deve, abbiamo ad un  certo punto girato verso sud e per visitare il \u2018vero castello di Dracula\u2019(?) a  <strong>Hunedoara,<\/strong>. Dopo la seconda guerra  mondiale con il regime comunista a Hunedoara ha funzionato il pi\u00f9 grande  complesso siderurgico della Romania<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/CastelloHunedoara-e1320319347455.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-5418\" title=\"Castello di Hunedoara\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/CastelloHunedoara-e1320319347455.jpg\" alt=\"Castello di Hunedoara\" width=\"400\" height=\"266\" \/><\/a>La  caduta del regime nel 1989<a title=\"blocked::http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1989 1989\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1989\"><\/a> tolse ai prodotti siderurgici di Hunedoara i mercati pi\u00f9 importanti, quelli del  blocco sovietico, e la crisi port\u00f2 alla chiusura di molte imprese ed al  ridimensionamento del grande complesso siderurgico. Oggi \u00e8 una citt\u00e0 con gli  scheletri delle acciaierie e colline di prodotti di scarto.<\/p>\n<p>Abbiamo quindi visitato il <span style=\"text-decoration: underline;\"><a title=\"blocked::http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Castello_Hunyad Castello Hunyad\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Castello_Hunyad\">Castello Hunyad<\/a> o castello Corvino<\/span> del XIV secolo, un grande complesso monumentale progressivamente sviluppatosi in  stile prima <a title=\"blocked::http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gotico Gotico\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gotico\">gotico<\/a>,  poi <a title=\"blocked::http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rinascimento Rinascimento\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rinascimento\">rinascimentale<\/a>,  quindi barocco. Presenta un grande <a title=\"blocked::http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ponte_levatoio Ponte levatoio\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ponte_levatoio\">ponte  levatoio<\/a>, 3 imponenti torri in pietra e cortili e due grandi saloni,  il Salone dei Cavalieri ed il Salone della Dieta, cos\u00ec chiamato perch\u00e9 per  qualche tempo ospit\u00f2 le riunioni della Dieta di Transilvania.<\/p>\n<p>Il castello \u00e8 oggi  propriet\u00e0 della municipalit\u00e0, non essendovi eredi conosciuti della famiglia  Corvino; ospita un museo con armi del XIV secolo e viene spesso usato come  location per riprese cinematografiche. Anche noi abbiamo fotografato due sposi  che stavano facendo le foto e le riprese prima del matrimonio.<\/p>\n<p>Lungo la strada\u00a0 ci siamo imbattuti in un villaggio  stranissimo: ma dove siamo, in Cina? In internet ho trovato la risposta:<\/p>\n<p><em>I kastellos si trovano nei sobborghi  di molte citt\u00e0 rumene, ma anche nei piccoli paesini sparpagliati lungo la piana  del Danubio o verso i monti della Transilvania. Sono realizzati in maniera  artigianale in cemento, senza un progetto e senza l\u2019intervento di ingegneri o  architetti. Una mescolanza di stili diversi e spesso opposti fra loro, con  torrette orientaleggianti e pagode, balconcini toscani, colonne bizantine,  inserti gotici, elementi di Secessione Viennese e, talvolta, anche alcuni segni  dell&#8217;architettura tradizionale locale. Ville hollywoodiane, molto kitsch, che  rispecchiano la cultura e lo stile di vita del nomadismo divenuto sedentario, i  kastellos racchiudono in s\u00e9 le impronte e il bagaglio del<\/em> <em>costume nomade attraverso il mondo.  Sono le sorprendenti ville dei c\u0103ld\u0103rari, rudari, lingurari,  dinandieri, le &#8220;caste libere&#8221; Rom, da sempre nomadi ma che da alcuni  decenni vivono in maniera oramai sedentaria, lavorando ancora con ferro, rame o  oro. E\u2019 la trasformazione di una societ\u00e0, quella dei Rom, tradizionalmente  connotata per il nomadismo, ma oggi sempre pi\u00f9 sedentaria ed i Kastellos sono  forse il segno pi\u00f9 imponente di questo cambiamento, rappresentando l&#8217;esibizione  simbolica di una raggiunta agiatezza individuale e, allo stesso tempo, definendo  ruoli, funzioni e gerarchie di un gruppo etnico.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/I-Kastellos-dei-rom.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5419\" title=\"I Kastellos dei rom\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/I-Kastellos-dei-rom.jpg\" alt=\"I Kastellos dei rom\" width=\"480\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/I-Kastellos-dei-rom.jpg 480w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/I-Kastellos-dei-rom-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/I-Kastellos-dei-rom-400x291.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Proseguiamo a  visitiamo quindi nel pomeriggio <strong>Ulpia Traiana<\/strong> <strong>Sarmizegetusa <\/strong>(da non  confondere con Sarmisgetusa Regia)<strong>,<\/strong> costruita dai romani nel 106 d.c.  \u00a0Il sito  archeologico \u00e8 ricco di vestigia romane tra cui: un <a title=\"blocked::http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Acquedotto_romano&amp;action=edit&amp;redlink=1 Acquedotto romano (pagina inesistente)\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Acquedotto_romano&amp;action=edit&amp;redlink=1\">acquedotto<\/a>,  due <a title=\"blocked::http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Foro_romano Foro romano\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Foro_romano\">fori<\/a> , un <a title=\"blocked::http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anfiteatro Anfiteatro\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anfiteatro\">anfiteatro<\/a>,  due granai, numerosi templi, un <a title=\"blocked::http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teatro_romano Teatro romano\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teatro_romano\">teatro<\/a>,  ma solo il 2% della citt\u00e0 \u00e8 stata portato alla luce. La citt\u00e0, nel suo massimo  splendore, cont\u00f2 sino a 30.000 abitanti su una superficie di 60 ettari. Oggi si  possono vedere alcune parti di mura e nel foro colonne di marmo poste a terra a  pezzi alte 10 m.. Il sito \u00e8 modesto, rispetto a quello a cui siamo abituati in  Italia, ma il luogo \u00e8 molto riposante e sereno con in fondo la cornice dei  Carpazi meridionali.<\/p>\n<p>Giriamo a lungo  per trovare due campeggi segnalati, ma non sono per camper. Decidiamo infine di  tornare al parcheggio di Ulpia dove, indisturbati, passiamo la notte dopo aver  mangiato in un piccolo ristorante della piazzetta, senza lodi.<\/p>\n<p><strong>Sabato 13 agosto 2011<\/strong><\/p>\n<p>La  nostra meta oggi \u00e8 la grandiosa capitale dello stato dei daci, costruita alla  met\u00e0 del primo secolo a.c.. Leggendo la guida, pertanto, raggiungiamo l\u2019ultimo  paese a sud di Orastie. Ci dicono, in un bar, che per oggi non riescono a  trovare guida e fuoristrada per arrivare a Gradistea de Munte e quindi a  Sarmizegetusa. Anche gli avventori del bar si danno da fare telefonando, ma per  la giornata non se ne fa nulla.<\/p>\n<p>Dopo una camminata tra le colline, raggiungiamo  in camper l\u2019ultimo gruppo di case prima dello sterrato e troviamo una bella  posizione in riva al fiume. Intanto pranziamo poi, nel pomeriggio, in un altro  bar chiediamo se c\u2019\u00e8 qualcuno disponibile e trovandolo conveniamo di fare  l\u2019indomani mattina l\u2019escursione di 18 km con due fuoristrada a \u20ac 10 euro a  persona. Bello: restiamo al fiume e per passare il tempo raggiungiamo a piedi il  colle Cetatuia con la fortezza in cima alla collina di m.561: \u00e8 il <strong>Costesti fortilizio<\/strong>. Con una  passeggiata di 30\u2019 siamo arrivati, con un impervio percorso finale, sino al  pianoro.<\/p>\n<p>Ne valeva la pena. Il sistema di difesa  della fortezza aveva tre tipi di fortificazione con mura di pietra di m.3,  affiancati da tre bastioni ed una palizzata doppia. Attorno posti di culto e  cisterna d\u2019acqua. Non \u00e8 rimasto molto, ma \u00e8 un sito che ha una grande  \u2018magnetismo\u2019. Nei Monti Orastie, siamo nel sud ovest della Transilvania, ci fu  il nucleo del regno dei daci. Innumerevoli fortilizi, edifici strategici e torri  di difesa, coprivano una superficie di 200 km2 su queste montagne.<\/p>\n<p>Le fortezze  daciche, costruite tra i secoli I a.c. e I d.c., conquistate dai romani nei  primi anni del secolo II d.c., sono le principali vestigia che testimoniano dei  leggendari Daci, avi dei romeni, che si ritenevano \u2018immortali\u2019. Le fortezze,  circondate da tipiche mura di calcare levigato e perfettamente abbinate (murus  dacicus), rappresentano una sistema di difesa unico nell\u2019architettura  europea.<\/p>\n<p>Ridiscesi, doccia, cena e poi con la legna  trovata lungo il fiume un bel fal\u00f2. Il fuoco lo si guarda fissi, come andare al  cinema, quasi estasiati, 6 patate dentro la stagnola cucinate fra le braci e una  luna piena a farci compagnia, silenzio&#8230; Cosa vogliamo di pi\u00f9?<\/p>\n<p><strong>Domenica 14 agosto 2011<\/strong><\/p>\n<p>Alle 9 siamo partiti puntuali dal bar con i due  fuoristrada (un conducente parla qualche parola di inglese) per <strong>Sarmizegetusa Regia, <\/strong>patrimonio  mondiale Unesco.\u00a0  La strada sale per 18 Km di sterrato dopo l\u2019abitato di Gradistea de Munte  (strada 705A), larga, fangosa, sempre a ridosso del fiume, ma non \u2018terribile\u2019.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/SarmizegetusaRegia.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-5413\" title=\"Sarmizegetusa-Regia\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/SarmizegetusaRegia-e1320318788369.jpg\" alt=\"Sarmizegetusa-Regia\" width=\"400\" height=\"266\" \/><\/a> Non andateci per\u00f2 con la vostra auto. Arrivati a m. 1.200 di altezza si possono  ammirare i resti delle imponenti mura, ora in mezzo a un bosco di faggi, e la  strada lastricata che portava all\u2019ampia spianata dove si trovavano i templi, una  terrazza erbosa da cui si dominano le valli circostanti. \u00c8 un luogo  indubbiamente di grande suggestione.<\/p>\n<p>Sarmizegetusa era la capitale dei daci,  costruita nel 100 a.c. e distrutta nel 106 d.c. da Traiano. La cittadella aveva  mura di m.240&#215;152 e conteneva case di legno, una zona sacra con santuari e  templi. La nobilt\u00e0 dacica aveva acqua corrente, portata attraverso tubi di  ceramica nelle loro residenze.<\/p>\n<p>Le  scoperte archeologiche nel sito mostrano che la societ\u00e0 dacica godeva di un alto  tenore di vita, per l&#8217;epoca. Giriamo nel pianoro e godiamo di questo sito  veramente particolare, sembra quasi un tempio Maya, e d\u00e0 una forte impronta  sulla vita e la storia di questo popolo. Nelle colline vicine l\u2019autista ci  segnala e ci fa vedere che ci sono resti di vasellame. Questa \u00e8 stata una  escursione veramente affascinante e trovo strano che le guide turistiche non  evidenzino questo luogo cos\u00ec straordinario. Questa viaggio in Romania meritava  di essere fatto solo per la visita odierna: 1000 punti a Fabrizio che ce lo ha  segnalato!<\/p>\n<p>Dopo pranzato  riprendiamo la strada verso nord per raggiungere Sighisoara. Il percorso non \u00e8  dei pi\u00f9 azzeccati perch\u00e9 la strada \u00e8 bella sino ad Alba Julia, Teiu e Blaj, poi  cemento rattoppato e si corre male sino a Copsa Mica. E\u2019 un percorso tra  ferrovia e fiume e la strada del vino. Troviamo anche un paese di rom che  vendono per strada distillatori, vasi, caffettiere per caff\u00e8 turco e  oggettistica di rame. Sono tutti uomini vestiti di nero con cappelli neri a  falda larga e baffoni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Sighisoara.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-5414\" title=\"Sighisoara\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Sighisoara.jpg\" alt=\"Sighisoara\" width=\"320\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Sighisoara.jpg 320w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Sighisoara-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>Dopo 4 ore per 170 km, arriviamo finalmente a <strong>Sighisoara<\/strong>, troviamo il campeggio  segnalato centrale (dall\u2019altra parte del fiume), ma \u00e8 full! Domani \u00e8 ferragosto  e noi ci sistemiamo in una piazza centrale ai piedi della cittadella.\u00a0 E\u2019 una delle pi\u00f9  belle citt\u00e0 della Romania con la sua struttura urbanistica e gli edifici  caratteristici di una cittadella medioevale. La fortezza venne eretta nel 1191  dai coloni sassoni, in cima ad un colle, sulla riva sinistra del fiume Tarnava  Mare.<\/p>\n<p>Entrati in questo spazio, sotto le arcate della vecchia torre  dell\u2019orologio (secolo XIV), che da secoli segna lo scorrere del tempo, arriviamo  nella piazza centrale della citt\u00e0 all\u2019ora del tramonto dove in passato si  svolgevano i processi e le esecuzioni e dove c\u2019era la <em>colonna dell\u2019infamia<\/em>, sulla quale  venivano legati i malfattori, con una pietra di 6 chili a collo. La chiesa &#8211; ex  monastero domenicano &#8211; \u00e8 chiusa, ma percorriamo la strada principale con le  vecchie case dalle facciate colorate e saracinesche di legno, la <em>casa  di Vlad Dracul<\/em> e la <em>Casa<\/em><em> del  cervo<\/em>, poi saliamo i 175 gradini coperti della <em>Scala  degli allievi<\/em> ed arriviamo al punto pi\u00f9 alto, con vista. Andiamo a cena nel  ristorante ubicato nella casa dove \u00e8 nato Vlad, ristorante segnalato, ma da non  segnalare. Continuo a fotografare perch\u00e9 tutte le torri sono illuminate e le  case abitate.<\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 15 agosto 2011 <\/strong><\/p>\n<p>Quando mi sono svegliata Graziella era gi\u00e0  risalita alla cittadella e anch\u2019io ho approfittato del poltrire degli amici per  girare lungo le mura, fotografando case storiche di 300 anni e torri e sposi e  visitando un negozio di antiquariato.<\/p>\n<p>Ho  trovato Graziella e abbiamo fatto colazione assieme. Sighi\u015foara mantiene un  centro storico che avrebbe bisogno di un po\u2019 pi\u00f9 di attenzione nel restauro. E\u2019  stata dichiarata patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 dall\u2019Unesco e ogni anno si tiene un  <em>Festival medioevale<\/em> nell&#8217;ultima settimana di luglio.<\/p>\n<p>Il  15 agosto \u00e8 una giornata scaramantica per noi. Avevamo deciso di restare fermi  questo giorno perch\u00e9 negli anni passati avevamo sempre avuto delle disavventure.  Ma non abbiamo trovato campeggi e allora abbiamo deciso il percorso definitivo  ed il da farsi.<\/p>\n<p>Torniamo verso Sibiu, ma a 27 km a sud ovest di  Sighisoara facciamo una deviazione per <strong>Biertan<\/strong>.<\/p>\n<p>Tutto il complesso sassone fortificato,  del 1500, \u00e8 composto da una doppia cerchia di mura, consolidata da torri e  baluardi di difesa, dalle quali si pu\u00f2 godere del panorama delle colline  terrazzate ricoperte di vigne. Bella la quattrocentesca chiesa che conserva il  pi\u00f9 grande altare polittico della Transilvania e inserita nel patrimonio Unesco.  Una volta al mese si celebrano ancora le funzioni religiose.<\/p>\n<p>La sacrestia, che  una volta conteneva il tesoro, ha ancora una porta con una serratura a 19  meccanismi. All\u2019interno del complesso in cui sorge la chiesa, ci sono numerosi  edifici e bastioni. Uno, in particolare, famoso in quanto pare che in passato vi  venissero rinchiuse per due settimane le coppie in procinto di dividersi,  nell\u2019estremo tentativo di appianare le loro divergenze. Il complesso venne  danneggiato da un terremoto nel 1977 ed \u00e8 stato oggetto di importanti restauri,  in particolare alle arcate portanti.<\/p>\n<p>E\u2019  quasi l\u2019ora di pranzo e riprendiamo la strada verso Medias, ma deviamo verso  Atel per trovare un prato per il pranzo. Bello, trovato tra le colline. Ci  fermiamo, ma per una migliore sistemazione Graziella vuole spostarsi di qualche  metro. Beh? Il camper non parte pi\u00f9: batteria? Proviamo e riproviamo anche con i  cavetti, nulla da fare. Ed \u00e8 il 15 agosto: la fatidica giornata che a memoria,  negli anni, ha sempre portato sfiga: la spaccata in Polonia, impantanati nella  sabbia in Francia e un\u2019altra volta nel fango, una gomma a terra\u2026. E\u2019 destino: il  15 agosto dobbiamo stare fermi! Pensiamo a cosa fare, dato che \u00e8 festa.<\/p>\n<p>Poi,  appena pranzato, da una stradina di fronte, si avvicina un\u2019auto. Graziella e  Silvano la fermano per chiedere informazioni sul da farsi. Erano una coppia di  cinquantenni, ma lui, Tibi, \u00e8 stato il nostro salvatore: un uomo grosso, ma  senza gambe che, appoggiato con i moncherini sulla sedia a rotelle, ha  tentato\u00a0  l\u2019accensione con i cavi prima tra camper, poi con la sua auto, poi \u00e8  andato alla vicina casa di campagna per un generatore: nulla da fare.<\/p>\n<p>Per riuscire a capirci meglio ha chiamato  al telefono un cugino che parlava italiano e alla fine, dopo due ore e dopo un  ulteriore giro per misurare la batteria, \u00e8 stato convenuto che l\u2019indomani  sarebbe tornato alle 8.30 con il suo meccanico. Il nostro salvatore era un  camionista che ha avuto un gravissimo incidente in Austria ed \u00e8 rimasto  menomato. Ma questo gli ha dato una forza enorme e a noi ha dato una lezione di  vita. Alla moglie di Tibi abbiamo a fatica messo nella borsa una bottiglia di  vino, biscotti e caff\u00e8. Non sapevamo come ringraziare e sdebitarci per tanta  gentilezza e generosit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio abbiamo poi visitato la sua  propriet\u00e0 (stupenda!) con tanto di villetta, laghetto, orto, animali, seguito  dal guardiano. Tibi avrebbe voluto che venissimo a dormire qui, ma come si  faceva con un camper in panne! Con il nostro camper, successivamente, abbiamo  percorso uno sterrato perch\u00e9 veniva segnalata una biserica (chiesa) fortificata  e siamo arrivati a Dupus-Tobsdorf: 4 case, tanti bambini, mucche che stavano  tornando sole alle stalle, ma la chiesa \u00e8 chiusa. Abbiamo chiesto in giro ed una  ragazza ha chiamato un vicino che parlava molto bene l\u2019italiano, avendo studiato  nel cantone italiano in Svizzera.<\/p>\n<p>Si  sono dati tutti da fare e in corteo \u00e8 stata aperta la chiesa protestante del  1577 che ha un bisogno estremo di restauri (l\u2019umidit\u00e0 la sta divorando) ed ha un  bell\u2019organo del 1731 che Bruno ha tentato di far funzionare, ma anche questa  volta non \u00e8 riuscito a suonare <em>La casa del sole<\/em>. Abbiamo fatto una  piccola offerta per la chiesa e regalato una bottiglia del nostro vino.<\/p>\n<p>Cena e a letto stanchi per la tensione della  giornata, ma soddisfatti con una luce splendente di luna ed un richiamo fatto da  un pastore che per tutta la giornata ha portato avanti e\u00a0 indietro per la  vallata le pecore sino a notte inoltrata. Il fischio, molto particolare e  modulato, faceva andare le pecore a destra e a sinistra accompagnate da 2  piccoli cani neri veloci.<\/p>\n<p>Graziella e Bruno hanno visto, prima di andare a  letto, passare il gregge lungo la strada e, al chiaro di luna piena, sembrava un  bianco movimento fosforescente: da restare senza respiro. Che giornata!<\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 16 agosto 2011 <\/strong><\/p>\n<p>Alle 8,30 Tibi ha accompagnato il \u2018suo\u2019 meccanico  per togliere la batteria\u00a0 e prendere la misura: un professionista  con la 24 ore. Dopo aver girato 8 magazzini di ricambi ha acquistato la batteria  Bosh a 85 ampere e quindi l\u2019ha montata. Costo totale 200 euro. Ok il motore si  accende, salutiamo e ringraziamo Tibi, uomo da non dimenticare.<\/p>\n<p>Prima di ripartire diamo da mangiare ad un  cagnone randagio, come ce ne sono tanti in giro per le strade di tutta la  Romania: pane, pane e marmellata, pane e burro, pane e parmigiano (auff, che  fame!). Aia, aia, aia, appena ripartiti al camper di Bruno si accende una spia  che propone una attenzione generica al motore, si pu\u00f2 continuare, ma non  pienamente sereni\u2026.<\/p>\n<p>Si  ripercorre la statale passando per il pi\u00f9 brutto paese della Romania Copsa Mica,  dove gli scheletri delle acciaierie danno una vista spettrale tipo film \u20182050  dopo la catastrofe\u2019. Si racconta che dopo la chiusura di questi stabilimenti gli  abitanti abbiano scoperto che la neve \u00e8\u2026bianca. Che inquinamento!<\/p>\n<p>Nel primo  pomeriggio arriviamo a <strong>Sibiu <\/strong>e parcheggiamo facilmente  vicino al centro. Teniamo presente che siamo in tre camper e non sempre \u00e8 facile  trovare parcheggio senza difficolt\u00e0.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Sibiu.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-5415\" title=\"Sibiu\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Sibiu-e1320318890857.jpg\" alt=\"Sibiu\" width=\"400\" height=\"266\" \/><\/a> E\u2019 una delle pi\u00f9 belle citt\u00e0 della  Romania, con impronta asburgica. E\u2019 stata teatro di alcuni avvenimenti  significativi per lo sviluppo dell&#8217;intera Romania: in particolare vi vennero  aperti l&#8217;ospedale pi\u00f9 antico, la prima scuola romena documentata, la prima  farmacia, la prima cartiera, il primo teatro, e vi venne stampato il primo libro  in romeno.<\/p>\n<p>Sibiu viene divisa in due parti, la Citt\u00e0 bassa\u00a0 e la Citt\u00e0 alta.  La Citt\u00e0 alta \u00e8 il vero e proprio centro storico di Sibiu ed \u00e8 organizzata  attorno a tre piazze, con una serie di vie che seguono l&#8217;andamento della  collina. Tutti i principali punti di interesse della citt\u00e0 si trovano in  quest&#8217;area. Raggiungiamo la Plata Huet e visitiamo la maestosa chiesa evangelica  gotica del 1300.<\/p>\n<p>Purtroppo \u00e8 ancora in fase di ristrutturazione, ma riusciamo a  vedere i monumenti funerari barocchi della navata superiore, il crocifisso  ligneo e l\u2019organo del 1772 con 6000 canne. Visitiamo successivamente la Plata  Mica, la mia preferita, con i portici e una bella vista d\u2019insieme sui palazzi e  sui bastioni, che sono assai  imponenti. Furono costruiti in un arco di tempo che va dal XIII al XVI secolo.<\/p>\n<p>Due \u2018peccato\u2019: peccato che oggi il museo farmaceutico sia chiuso perch\u00e9 lo  avevamo visto in precedenza e meriterebbe una visita, peccato che questa piazza  sia utilizzata come parcheggio auto. Dalla Torre del Consiglio si entra poi  nella grande Plata Mare, cio\u00e8 grande, contornata da palazzi con finestre sul  tetto simili a palpebre. \u00a0E\u2019 una simpatica caratteristica di Sibiu e  merita di essere fotografata. Scendendo da Plata Mica a Sibiu bassa, ci sono  molte case antiche caratteristiche da vedere.<\/p>\n<p>Lasciamo la citt\u00e0,  dopo aver visitato un colorato mercato di frutta e verdura, perch\u00e9 vogliamo  visitare una paese a 16 km. che Tibi ci ha raccomandato: bello, bellissimo, lago  salato, galleggia, andate! <strong>Ocna Sibiului<\/strong>, segnatelo, perch\u00e9 NON  \u00e8 una meta che io suggerirei. Ocna Sibiului \u00e8 in effetti una nota localit\u00e0  termale, grazie alla presenza di giacimenti di sale che arricchiscono le acque  delle sorgenti e che, a loro volta, formano diversi laghi di acqua salata (lo  dice Wikipedia), con salinit\u00e0 crescente dalla superficie al fondo e molto  elevata, in particolare nel caso del Lago (!?)Brancoveanu, in cui raggiunge  anche i 320 g\/l.<\/p>\n<p>Ma il lago \u00e8 una pozzanghera color fango recintata dove la  gente entra a pagamento e fa il bagno, ma essendo molto salata sta a galla  facilmente, come nel Mar Morto. Tutto attorno alla cittadina parcheggi enormi a  pagamento con vigilantes con manganello.<\/p>\n<p>I romeni non hanno il mare e per loro  questo \u00e8 uno sfogo, ma non per noi: abbiamo altri parametri di bellezza. Ho  ripreso dal web la foto dei \u2018bagni\u2019: sembra una cava dismessa riempita di acqua  stagnante! Ad ogni buon conto non siamo riusciti ad andare in campeggio, perch\u00e9  pieno e impervio, e quindi abbiamo dormito nel parcheggio custodito.<\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 17 agosto 2011<\/strong><\/p>\n<p>Verso Brasov: la strada E68 \u00e8 bella, panoramica e  soprattutto con un buon fondo stradale. Se avessimo pi\u00f9 tempo potremmo visitare  decine e decine di chiese fortificate segnalate lungo la strada. Ci  accontentiamo, al momento, di godere della vista delle colline tra boschi e  mucche e cavalli al pascolo. Ma ci sono anche le capre, le pecore e lungo tutti  i percorsi carretti trainati da cavalli.<\/p>\n<p>Andando verso sud, prima di Bran  abbiamo deciso di vedere la fortezza di <strong>Rasnov<\/strong>, segnalata come uno dei  castelli pi\u00f9 belli della zona. Bel parcheggio ai piedi della collina da dove  svettano possenti mura in restauro. Le rovine della fortezza sono del XIII  secolo. Fu costruita dai cavalieri teutonici per proteggere la citt\u00e0 dalle  invasioni tartare prima e turche poi. La salita si pu\u00f2 fare\u00a0 anche con un  comodo trenino. Ma all\u2019interno non c\u2019\u00e8 pressoch\u00e9 nulla, tranne mura diroccate.  Bello il panorama sulle montagne.<\/p>\n<p>La cittadella \u00e8 famosa sia per il fatto che  essa venne espugnata una sola volta nella sua storia , sia per la presenza  all&#8217;interno di essa di un pozzo profondo 143 metri al quale \u00e8 legata una  leggenda. Si racconta infatti che la mancanza d&#8217;acqua durante un lungo assedio  fece s\u00ec che due prigionieri turchi venissero posti a scavare un pozzo, con la  promessa della libert\u00e0 a conclusione dell&#8217;opera; nonostante l\u2019opera venisse  completata dopo 32 anni di lavoro, la promessa non venne mantenuta ed i  prigionieri furono uccisi.<\/p>\n<p>Raggiungiamo  quindi <strong>Bran<\/strong>, sempre a sud di Brasov.  La cittadina \u00e8 piena di turisti. Visiteremo la fortezza che \u00e8 un monumento  nazionale e sorge sull&#8217;antico confine tra la Transilvania e la Valacchia. Il  Castello di Bran ha il fascino del personaggio a cui \u00e8 appartenuto e ha ispirato  la descrizione del castello di Dracula, ma non \u00e8 il vero maniero storicamente  appartenuto al principe Vlad III di Valacchia, ma sicuramente merita una  visita.<\/p>\n<p>Il  Castello Dracula \u00e8 l&#8217;ormai distrutto Castello di Poenari. Il principe Vlad Tepes  ha condotto la Valacchia per tre volte (1448, 1456-1462, 1476), essendo un  principe crudele e autoritario perche usava tecniche dure di \u00a0punizione: I  prigionieri venivano pelati, bolliti, decapitati, impiccati, bruciati vivi,  accecati, impalati, e proprio per queste crudelt\u00e0 che prese il nome di Tepes. E  allora? Basta! In virt\u00f9 dei suoi metodi drastici ristabil\u00ec per\u00f2 l\u2019ordine nel  paese: bravo&#8230;\u00a0  Per fortuna mor\u00ec a 47 anni. Parcheggiamo in zona mercato a 1 km.<\/p>\n<p>Una  pizza e\/o una frittata (alle 14) prima della salita al castello. Il castello di  Bran fu eretto nel 1377 da Carlo Roberto di Angi\u00f2 come punto doganale tra  l&#8217;occidente e oriente e per difendere la citt\u00e0 di Brasov. Il castello, di grande  impatto, costruito sullo spuntone di una roccia, con le sue torri, \u00e8 costruito  intorno ad un cortile interno dove si affacciano le stanze arredate e molto  eleganti; alcune di esse sono collegate con il cortile attraverso passaggi  segreti che raddoppiano l&#8217;aria di mistero.<\/p>\n<p>Nel 1920 il castello fu regalato  dalla citt\u00e0 di Brasov alla regina Maria di Romania. Pur dovendo condividere gli  spazi interni con i molti turisti, abbiamo girato ed apprezzato le varie sale  con i mobili antichi, gli angoli con le stufe di maiolica, la biblioteca e la  sala giochi e tutti gli stretti corridoi del castello.<\/p>\n<p>Riprendiamo a  ritroso il percorso e tagliamo la montagna, parco nazionale, arrivando a <strong>Sinaia<\/strong>, la perla dei Carpazi,  passando per la Valle del Prahova, il paradiso degli sciatori a 1160m. e per  Busteni. A Sinaia cercavamo un campeggio, ma ci siamo accontentati di un  parcheggio centrale a pagamento: benissimo. Cena in una steak house a \u20ac 16 a  testa, ma solitamente si spende molto, molto meno.<\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 18 agosto 2011<\/strong><\/p>\n<p>Visita al castello (palazzo) di <strong>Peles <\/strong>a<strong> Sinaia, <\/strong>fantasiosa costruzione  voluta da Re Carlo I\u00b0 nel 1883 ai piedi della montagna come residenza estiva in  una superficie di 3.500 mq. in stile rinascimentale tedesco. La visita \u00e8 guidata  per noi in inglese\/italiano e comprende 10 sale del piano terreno : sale con  soffitto intagliato, boiserie, vetrate policrome, mobili, tappeti, quadri,  sculture, collezione d\u2019armi, biblioteca, sala musica e una \u2018bomboniera\u2019 di  teatro-cinema con opere pittoriche di Klimt. Tutto veramente fastoso, elegante e  di carattere.<\/p>\n<p>Quello che meraviglia \u00e8 che fu il primo castello  europeo ad avere un impianto di riscaldamento centralizzato, l\u2019elettricit\u00e0 ed un  sistema centralizzato per aspirare la polvere. Durante il regime di Ceausescu le  160 sale vennero utilizzate per accogliere capi di stato\u00a0 e dirigenti  comunisti da tutto il mondo. Bello veramente, anche se abbastanza recente.<\/p>\n<p>Siamo arrivati alla svolta, il punto pi\u00f9 lontano  da casa, abbiamo fatto 2.200 km.<\/p>\n<p>Ora ritorniamo verso <strong>Brasov<\/strong>. Alle porte della citt\u00e0  finalmente un bel campeggio il Darste (<a title=\"blocked::http:\/\/www.campingdirste.ro\/\" href=\"http:\/\/www.campingdirste.ro\/\">www.campingdirste.ro<\/a>), molto  organizzato e nel verde, anche se con servizi modesti ma puliti. Nel pomeriggio  prendiamo un taxi (anzi due) che ci porta in centro: 10 km. a \u20ac3,5, stesso costo  per il ritorno alle 22.30! Circondata dalle montagne \u00e8 una bella citt\u00e0, viva,  con palazzi barocchi, bar, ristoranti, pasticcerie.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come Hollywood ha la  famosa scritta del nome della citt\u00e0 sulle verdi colline, anche Brasov non \u00e8 da  meno: c\u2019\u00e8 la scritta del nome \u201e Brasov\u201d che sovrasta la citt\u00e0 dalla cima di una  verde montagna..\u00a0 Il simbolo della  citt\u00e0 \u00e8 la Chiesa Nera in stile gotico, luterana (sec. XIV-XV), di lingua  tedesca. All\u2019interno si pu\u00f2 ammirare la pi\u00f9 grande collezione d\u2019Europa di 120  tappeti anatolici appesi, dei secoli\u00a0 XVI\u2013XVIII, frammenti di pittura murale dal  secolo XV, un fonte battesimale dal 1472 e i vecchi banchi dipinti.<\/p>\n<p>Siamo  fortunati perch\u00e9 alle 18 \u00e8 in programma un concerto d\u2019organo, dotato di 4000  canne, e la cosa ci interessa.\u00a0 Siamo esterefatti: il costo \u00e8 di \u20ac 1,5!  Non \u00e8 stato proprio straordinario, ma ci ha fatto piacere ascoltare questo  concerto classico.<\/p>\n<p>A  cena finalmente in un ristorante che mi ha soddisfatto, poi a zonzo per le  strade del paseo con bei locali e rientro in taxi. Bella giornata.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 19 agosto 2011<\/strong><\/p>\n<p>Ripartiti da Brasov, intendiamo fare  un\u2019escursione a nord (15 km. direzione Buzau) della pittoresca <strong>Prejmer<\/strong>; una cittadella circolare  fortificata, che mi ha entusiasmato. Le mura esterne, che proteggono la chiesa  del 1241 (bell\u2019altare con polittico del 400) sono spesse 4,5 m e alte 14.<\/p>\n<p>Le 272  cellette distribuite su 4 piani all\u2019interno della cittadella servivano a dare  rifugio alla popolazione durante l\u2019assedio dei turchi. Ogni famiglia aveva uno  spazio a disposizione dove poter immagazzinare i propri averi in caso di  attacco. Tutto attorno alle mura passaggi e finestrelle, oltre a veri servizi  igienici: buchi dai quali \u2018scaricavano\u2019 all\u2019aperto dall\u2019alto delle mura. Mi \u00e8  piaciuto molto.<\/p>\n<p>Riprendiamo verso Tirgu Mures e per strada ci  fermiamo a comperare funghi (solo in parte porcini). Non troviamo campeggi e  data un\u2019occhiata al centro, continuiamo tra periferie deteriorate da scheletri  di aziende dismesse.<\/p>\n<p>Finch\u00e8 troviamo un laghetto, prima di  Iernat,\u00a0 di  pesca sportiva. Sono gentilissimi e ci sistemiamo, con tanto di gazebo; ci  portano persino una bottiglietta di palinca, la famosa grappa romena.<\/p>\n<p>Un  trio di cagnetti ci fanno compagnia: uno in particolare si attaccava ai nostri  vestiti, tirandoli, sembrava la vecchia pubblicit\u00e0 Coppertone. Ceniamo  naturalmente con l\u2019agognata pasta con i funghi.<\/p>\n<p><strong>Sabato 20 agosto 2011<\/strong><\/p>\n<p>Verso Oradea, lungo un percorso panoramico.  Facciamo una sosta a <strong>Clui Napoca<\/strong>, un giro sulla bella  piazza, nella cattedrale, e dopo una intervista fatta da una tv locale (in  italiano) a Licia e Graziella sui motivi che ci hanno portato in Romania e il  pro e contro della visita, riprendiamo la strada. Facciamo la spesa, troviamo  due kg di porcini (a \u20ac 6 al kg): che cena\u2026..<\/p>\n<p>La strada fino ad Oradea \u00e8  trafficata, tra le colline, ma molto piacevole tra paesini da fotografare lungo  la strada. Sconvolgente: tante case in costruzione stile cinese!?? Ma per chi  vengono costruite: per i rom? Non sono riuscita a capire al momento\u2026Lungo questi  paesi, inoltre, ci sono piccoli negozi che vendono di tutto: dai nanetti, ai  palloncini, a prodotti dell\u2019artigianato locale, ma non fa per noi.<\/p>\n<p>Normalmente le case, in Romania, sono costruite  tutte lungo la strada principale, non ci sono piazze o slarghi, e sono separate  dalla strada da un fossato, che si supera in prossimit\u00e0 degli ingressi  camminando su un terrapieno con gli alberi da frutta. I tubi del gas, spesso  esterni, creano archi di colore giallo che sovrastano l\u2019ingresso, quasi a dare  il benvenuto, prima di \u201cinchinarsi\u201d di nuovo verso terra e proseguire la propria  corsa a livello della strada.<\/p>\n<p>Alcune abitazioni sono fatiscenti, altre in via di  restauro, molte presentano facciate dai colori un po\u2019 consunti, ma tra tutte  spiccano sempre quelle colorate: verde smeraldo, turchese, giallo. Una tavolozza  che cattura l\u2019attenzione anche con la cura dedicata all\u2019abbellimento  dell\u2019intonaco con stucchi e disegni che rendono ricche anche le case pi\u00f9  semplici.<\/p>\n<p>Alle 18, per\u00f2, siamo finalmente arrivati, dico  finalmente perch\u00e9 i nostri guidatori erano molto stanchi e stressati, a <strong>Baile Felix<\/strong>, a 6 km. da Oradea, dove  avevamo deciso di fermarci al camping Apollo (<a title=\"blocked::http:\/\/www.campingapollo.ro\/\" href=\"http:\/\/www.campingapollo.ro\/\">www.campingapollo.ro<\/a>), anche se i  servizi lasciano un po\u2019 a desiderare&#8230;e si entra con il badge. Comodo perch\u00e9  dall\u2019altra parte della strada ci sono le terme di \u2018Apollo\u2019.<\/p>\n<p>E\u2019 una delle pi\u00f9  grandi stazioni termali della Romania e rimane aperta tutto l\u2019anno.\u00a0Ci  sistemiamo e dopo mezz\u2019ora, con entrata di 25 lei, siamo tutti dentro le piscine  di acqua calda, tanto chiudono alle 20. Ci rilassiamo cambiando di piscina in  piscina con acqua geo-termale da 24 a 49\u00b0. Al rientro Silvano misura la febbre,  perch\u00e9 non si sentiva bene da alcune ore: 38,7! Ma non gli manca l\u2019appetito per  le tagliatelle con i porcini. Non mi funziona pi\u00f9 il frigo. Mangiamo il gelato  liquido che avevo in surgelatore. Pazienza!<\/p>\n<p>Domani lasceremo la Romania. E\u2019 stato bello  viaggiare attraverso la Transilvania. E\u2019 stato come un salto a  ritroso nel tempo.. davvero piacevole osservare la vita  rurale, lenta e inesorabile come il susseguirsi delle stagioni, dove il  cavallo e il bue aiutano l\u2019uomo nella coltivazione dei campi.<\/p>\n<p><strong>Domenica 21 agosto 2011  Ungheria<\/strong><\/p>\n<p>Come siamo stati fortunati con il tempo: anche  oggi splendido! Il frigo funziona di nuovo !? Ma Silvano ha ancora 38,2\u00b0 di  febbre. Lo lasciamo dormire e noi 5 andiamo al bagno Felix, che poi \u00e8 lo stesso  Apollo con altra entrata. Rimango due ore, passando da una piscina all\u2019altra, ma  la mia preferita \u00e8 quella da 36-38\u00b0.<\/p>\n<p>Volendo fare una vera cura e non un  semplice relax, potrebbe essere fatto il trattamento completo per i reumatismi,  ma \u00e8 suggerito anche per le malattie neurologiche e ginecologiche. Per i romeni  questo \u00e8 il loro mare ed i ragazzi si divertono sugli scivoli. Alle 10 avevano  gi\u00e0 mangiato cetrioli, peperoni e panini.<\/p>\n<p>A mezzogiorno Silvano, dopo una bella  dormita e l\u2019antibiotico, si sente molto meglio. Nel pomeriggio riprendiamo e  rientriamo un Ungheria. Acquistiamo la vignette, che poi \u00e8 una ricevuta con  l\u2019indicazione della targa del mezzo, costo \u20ac 9. Fortunatamente, conoscendo  questa strada trafficatissima, viaggiamo veloci senza camion \u2013 essendo domenica  &#8211; sino a <strong>Szolnok<\/strong>, importante cittadina  termale.<\/p>\n<p>Noi ci fermiamo in centro,\u00a0 ma non c\u2019\u00e8 nessuno, e passeggiamo lungo il  parco che costeggia il fiume Tibisco. Non volevo dirlo, ma lo sai Silvano che  qui c\u2019era il museo dell\u2019aeronautica ungherese? Bisognerebbe sempre, man mano che  si viaggia, leggere in internet cosa ci offre il posto che si visita. L\u2019ho  scoperto troppo tardi, mi spiace.<a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Balaton.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-5416\" title=\"tramonto a Balaton\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Balaton.jpg\" alt=\"tramonto a Balaton\" width=\"480\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Balaton.jpg 480w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Balaton-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Balaton-400x266.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 22 agosto 2011<\/strong><\/p>\n<p>Oggi \u00e8 luned\u00ec, il traffico di camion \u00e8 molto  intenso e la strada a due corsie \u00e8 insufficiente .<\/p>\n<p>Abbiamo rischiato un incidente con un  camion rimorchio vuoto che ci ha sorpassato e avendo di fronte un auto in  arrivo, con il rimorchio ci ha stretto e abbiamo dovuto scendere pericolosamente  dall\u2019asfalto sullo sterrato: \u00e8 andata bene! Poi una fila interminabile di TIR e  rimaniamo fermi a motore spento per un bel po\u2019 di tempo, poi inspiegabilmente la  corsia di sorpasso si libera e noi andiamo avanti sino all\u2019autostrada.<\/p>\n<p>Alle  10.30 abbiamo deciso di uscire dall\u2019autostrada, che inizia prima di Budapest e  poi corre parallela al Balaton, e percorrere il lungo lago. Alla fine \u00e8 stato  deciso di trovare campeggio, speravamo sull\u2019acqua, ma a <strong>Balatonszarszo<\/strong> un piccolo  camping sotto i salici \u00e8 \u00a0stata la nostra meta: rilassante.<\/p>\n<p>La  stanchezza per i guidatori comincia a farsi sentire. Cena con impanate grandi  come il piatto e camembert impanato.\u00a0 Nanna.<\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 23 agosto 2011  Croazia\/Slovenia<\/strong><\/p>\n<p>Verso casa. Riprendiamo l\u2019autostrada, passiamo il  confine a Letenye e siamo in Croazia: non c\u2019\u00e8 nessuno, ma fa gi\u00e0 molto caldo. Ci  fermiamo a <strong>Varazdin<\/strong>, la capitale del  barocco.\u00a0  Cittadina veramente gioiosa, anche perch\u00e9 \u00e8 in corso una festa e ci sono  damigelle in costume 700, saltimbanchi, bancarelle con prodotti artigianali.  Giriamo per le strade di questo elegante centro storico, con numerose chiese e  conventi in stile barocco.<\/p>\n<p>E\u2019 sicuramente un  centro storico ricco di fascino. Il quartiere, che si estende tra  l&#8217;antico castello feudale e il parco, \u00e8 attraversato da numerose vie pedonali  fiancheggiate da belle dimore. Andiamo a visitare il Castello Erdody del sec.  XVI, met\u00e0 fortezza e met\u00e0 palazzo nobiliare, che erge la sua massiccia mole  bianca al centro di un parco delimitato da antichi bastioni.<\/p>\n<p>L\u2019edificio  ospita oggi il pregevole <a title=\"blocked::http:\/\/viaggi.viamichelin.it\/web\/Ricerca?strMerged=museo della Citt\u00c3\u00a0&amp;ie=UTF-8\" href=\"http:\/\/viaggi.viamichelin.it\/web\/Ricerca?strMerged=museo%20della%20Citt%C3%A0&amp;ie=UTF-8\">museo  della Citt\u00e0<\/a>. Il grazioso <a title=\"blocked::http:\/\/viaggi.viamichelin.it\/web\/Ricerca?strMerged=cortile&amp;ie=UTF-8\" href=\"http:\/\/viaggi.viamichelin.it\/web\/Ricerca?strMerged=cortile&amp;ie=UTF-8\">cortile<\/a> ha conservato un bel pozzo. All\u2019interno bei mobili e arredi rinascimentali,  barocchi, roccoc\u00f2 e impero, collezioni di armi, vetro per farmacia. Parte erano  gi\u00e0 in dotazione del maniero, ma molti sono donazioni dei signorotti del posto.  Dopo pranzato in ristorante, ai bordi di un parco, riprendiamo l\u2019autostrada  trafficata.<\/p>\n<p>Entriamo in Slovenia e paghiamo sempre la  vignette a \u20ac 15. Fa un caldo torrido.<\/p>\n<p>Silvano fa una bella pensata. Perch\u00e9 non andiamo  a cena e a dormire dal \u2018Baffo\u2019 sopra Lubiana? E\u2019 una <em>gostilna<\/em> che avevamo scoperto ancora  20 anni fa, ma gi\u00e0 da molti anni non ci andiamo pi\u00f9. Sar\u00e0 ancora vivo il Baffo?  Si, lo abbiamo trovato il posto, anche se con difficolt\u00e0, a Vodice vicino  all\u2019aeroporto di Kranj, e il ristorante si chiama Skarucna ed \u00e8 rappresentato  ancora dalla figura del Baffo sull\u2019insegna.<\/p>\n<p>E\u2019 un ambiente molto rustico,  all\u2019esterno, sotto una pergola, ma non \u00e8 un ristorante <em>normale<\/em>, offre prelibatezze di  una ricercata e genuina gastronomia.\u00a0 Si \u00e8 cominciato con 7 antipasti, con il  pane nero ancora caldo, seguono 4 minestre squisite e ci siamo fermati appena in  tempo dopo i due secondi di carne. Non ce la facevamo pi\u00f9, dopo tre ore. Tutto  speciale, compresi gli ottimi vini. Prezzo di conseguenza.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 24 agosto 2011  Italia<\/strong><\/p>\n<p>Al  mattino abbiamo fatto un giro di Lubiana, capitale della Slovenia. Adagiata sul  piccolo fiume Ljiubljanca presenta un interessante centro storico in stile  barocco e art nuveau.\u00a0 L&#8217;architettura della citt\u00e0, ricca di case  col tetto a punta, risente molto dell&#8217;influenza della vicina Austria. Un  caff\u00e8,un giro al mercato, comperando degli splendidi porcini a 10 euro al  chilo.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ragazzi, si torna a casa\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutti sotto.<\/strong><\/p>\n<p>Alla prossima\u2026so gi\u00e0 dove!<\/p>\n<p>Paola<\/p>\n<div style=\"padding: 15px; background: #EDF9F0;\">Per i tuoi viaggi itineranti e le tue vacanze in Croazia puoi consultare anche la<span style=\"text-decoration: underline;\"> <strong><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/le-aree-ed-i-punti-sosta-camper-in-croazia\/\">pagina con le segnalazioni delle aree di sosta, di punti sosta e dei camper service in Croazia<\/a><\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/le-aree-ed-i-punti-sosta-camper-in-romania\/\" target=\"_blank\">Qui invece trovi la Romania<\/a><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/le-aree-ed-i-punti-sosta-camper-in-slovenia\/\">Qui la Slovnia<\/a><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/le-aree-ed-i-punti-sosta-camper-in-ungheria\/\">Qui l&#8217;Ungheria<\/a><\/strong><\/span><\/div>\n<div class=\"7863122cad8776726ec303240ed69aa5\" data-index=\"4\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- 728x90, creato 23\/02\/11 -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:inline-block;width:728px;height:90px\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-5798583071070083\"\r\n     data-ad-slot=\"5935394872\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\n<\/div>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paola ci racconta il suo viaggio in camper verso l&#8217;Europa dell&#8217;est, dicendoci che \u00e8 stata sempre attratta da quei paesi dove il turismo non \u00e8 ancora \u2018palpitante\u2019, perch\u00e9 hanno il sapore delle cose di una volta, quasi una nostalgia. 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