{"id":3806,"date":"2011-07-21T09:24:50","date_gmt":"2011-07-21T08:24:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/?p=3806"},"modified":"2011-07-21T09:24:50","modified_gmt":"2011-07-21T08:24:50","slug":"ungheria-in-camper-rotta-verso-est","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/ungheria-in-camper-rotta-verso-est\/","title":{"rendered":"Ungheria, rotta verso Est"},"content":{"rendered":"<p>Prologo: 1956, a Budapest e in tutta l&#8217;Ungheria scoppia la  rivoluzione contro il giogo sovietico e Mosca decide di inviare i carri  armati per reprimere la rivolta. E&#8217; il caos totale e gli ungheresi che  si trovano all&#8217;estero cercano di rimanerci in attesa degli eventi.I  giocatori della nazionale ungherese di calcio, una delle squadre pi\u00f9  forti nella storia di questo sport, si trovano in quei giorni a  transitare in Italia e trascorrono un po\u2019 di tempo nel paese in cui  abito per decidere il da farsi. Viene organizzata una partita amichevole  tra la nazionale ungherese e i dilettanti della locale squadra di  calcio. Finita la partita, i giocatori delle due squadre e la gente del  paese si ritrovano al bar. Io a quell&#8217;epoca avevo due anni e conservo il  ricordo di quell\u2019episodio grazie ad una foto, scattata nel bar del  paese, nella quale sono in braccio al portiere ungherese. Quella foto,  che conservo tuttora gelosamente, ha alimentato per anni il desiderio di  andare alla scoperta della terra di origine di quei giocatori mitici.  Ora e&#8217; arrivato il momento, l&#8217;impulso si e&#8217; fatto irresistibile. Sar\u00e0  rimasta qualche traccia di loro? Riusciro&#8217; a vedere lo stadio della  mitica Honved? Qualcuno ricorder\u00e0 ancora Puskas e Kocsis oppure e&#8217;  passato troppo tempo?<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 che un modo per scoprirlo, fare rotta verso Est.<\/p>\n<p>Partenza 10 agosto 2009<\/p>\n<p>Equipaggio composto da Maurizio (55 anni) Cristina (53 anni).<\/p>\n<p>Camper Mc.louis 432 con 45.000 km circa.<\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 10 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carcare (sv) \u2013 Arnwiesen (Austria) km 848<\/strong><strong> <\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 Lunedi\u2019 e il traffico \u00e8 abbastanza scorrevole nonostante la circolazione dei camion. Il nuovo passante di Mestre fa risparmiare parecchie code, anche se nei giorni scorsi c\u2019\u00e8 stato ugualmente qualche problema. Il caldo \u00e8 l\u2019unico vero nemico della giornata. Attraversiamo il Nord-est ed entriamo in Austria alla frontiera di Tarvisio. Nel tardo pomeriggio il tempo cambia radicalmente e quando ci sistemiamo per la notte in un autogrill a nord di Graz \u00a0siamo al fresco e sotto una pioggia battente.<\/p>\n<p><strong>Martedi\u2019 11 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Arnwiesen \u2013 Budapest km 375<\/strong><strong> <\/strong><\/p>\n<p>La frontiera con l\u2019Ungheria la attraversiamo vicino alla citt\u00e0 austriaca di Eisenstadt.\u00a0 All\u2019ingresso comperiamo la vignette ungherese e cambiamo qualche euro in fiorini ungheresi. Scopriremo poi che \u00e8 pi\u00f9 conveniente il tasso di cambio applicato nei prelievi bancomat, circa 270 fiorini per un euro.<\/p>\n<p>La nostra prima meta, la citt\u00e0 medioevale di Sopron, \u00e8 poco oltre il confine. L\u2019architettura della citt\u00e0 e le strade acciotolate del centro storico rendono piacevole la visita. La parte pi\u00f9 interessante \u00e8 senza dubbio un\u2019antica torre antincendio dalla cui sommit\u00e0 lo sguardo spazia sul panorama della bella cittadina contornata da rilievi boscosi. Impariamo subito alcuni aspetti interessanti di questa nazione: i prezzi sono molto convenienti e non si scherza con i divieti di sosta. Non sono neanche tre ore che ci troviamo in Ungheria e gi\u00e0 prendiamo una multa perch\u00e8 il biglietto del parchimetro \u00e8 scaduto da ben venti minuti. La visita dura alcune ore e nel tardo pomeriggio ripartiamo per Budapest dove arriviamo verso l\u2019ora di cena.<\/p>\n<p>Andiamo inizialmente al camping Haller, che dovrebbe essere il pi\u00f9 vicino al centro, ma si rivela una delusione. E\u2019 piccolo e i camper e le tende sono ammassati in modo disordinato. non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un posto libero ma ci lasciano ugualmente dare un\u2019occhiata per vedere se riusciamo a trovarne uno&#8230;.<\/p>\n<p>Ci spostiamo quindi a nord della citt\u00e0, lungo il corso del Danubio, e troviamo posto nel camping Romai che \u00e8 spazioso, all\u2019ombra e adiacente a un grande complesso di piscine. La stazione del treno urbano leggero HEV \u00e8 proprio di fronte all\u2019entrata del campeggio e in quindici minuti si raggiunge il centro (stazione di Batthiany ter, dove partono anche metropolitana e tram).<\/p>\n<p><strong>Mercoledi\u2019 12 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Budapest km 0<\/strong><\/p>\n<p>Come sempre i primi problemi da affrontare quando si inizia la visita di una citt\u00e0 sono quelli logistici ma a Budapest sembra davvero tutto molto facile. Alla stazione di Batthiany ter acquistiamo un biglietto valido per tutti i mezzi di trasporto della durata di tre giorni e scopriamo subito che tutto fila a meraviglia: tram, metropolitana, treni leggeri HEV, autobus blu. \u00a0Il tutto pu\u00f2 essere usato in modo facile e intuitivo e si raggiunge velocemente qualsiasi destinazione. Il traffico stradale d\u2019altronde non sembra particolarmente intenso. Forse sar\u00e0 perch\u00e8 gli ungheresi sono tutti in vacanza al\u00a0 lago Balaton ma si gira proprio bene. Se per caso poi serve un\u2019informazione sono tutti molto gentili e non di rado si incontrano persone che parlano Italiano.<\/p>\n<p>Budapest appare subito una citt\u00e0 stupenda, con il maestoso Danubio che divide la collina di Buda dalla citt\u00e0 di Pest posta pi\u00f9 in basso sulla sponda opposta. Ci impegniamo nel nostro solito tour de force che oggi prevede: Ponte delle catene, salita alla collina di Buda a mezzo cremagliera (sikl\u00f2), \u00a0Palazzo reale, chiesa di Matteo Corvino, bastione dei pescatori, quartiere di Vizivaros e quindi collina Gellert con Cittadella. Facciamo anche in tempo ad attraversare il ponte Elisabetta per curiosare un p\u00f2 dalle parti di Pest. Finiamo la giornata nel mercato coperto, mentre stanno chiudendo, con relativi acquisti all\u2019ultimo minuto di paprika e salame Pik. Siamo distrutti e poco ci manca che sul treno del ritorno ci addormentiamo. Ci riprendiamo poi sul camper grazie a una lauta cenetta a base di salame, pomodori e paprika. A mezzogiorno per tenerci leggeri ci eravamo limitati al Goulash.<\/p>\n<p><strong>Giovedi\u2019 13 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Budapest km 0<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Oggi ce la vogliamo prendere comoda e alle dieci siamo gi\u00e0 seduti alla pasticceria Lukacs davanti ad una grossa fetta di torta Sacher. Per smaltire gli zuccheri ci dedichiamo poi alla visita della Sinagoga ebraica (visita guidata in italiano, molto interessante). La giornata passa piacevolmente ma la stanchezza comincia a farsi sentire. Decidiamo allora di prenderci una bella pausa.\u00a0 Ce ne andiamo infatti a passare il pomeriggio alle terme, cosa c\u2019\u00e8 di meglio per riposarsi e rilassarsi? A Budapest vi sono molti famosi stabilimenti termali e noi decidiamo di \u00a0recarci agli Szechenyi, nel parco municipale. Si tratta di un grande complesso di piscine sia all\u2019aperto che al chiuso, molto bello da un punto di vista architettonico. Nelle varie vasche l\u2019acqua ha temperature differenti.<\/p>\n<p>La gente del luogo \u00a0usa frequentare abitualmente questi posti \u00a0passando la giornata nell\u2019acqua a giocare a scacchi\u00a0 o leggere il giornale. La tradizione delle terme in Ungheria risale all\u2019epoca dei Romani e oggi in questa nazione si trova il maggior numero di stabilimenti termali d\u2019Europa. I \u00a0prezzi sono tra l\u2019altro molto pi\u00f9 bassi di quelli praticati altrove. Inutile dire che molti stranieri vengono qui appositamente. All\u2019uscita, non\u00a0 capiamo se ci siamo riposati o se siamo pi\u00f9 stanchi di prima.<\/p>\n<p>Per riprenderci dalla fatica, ce ne andiamo allora in una tipica Csarda, una trattoria locale. \u00a0All\u2019 interno \u00a0di \u00a0questi \u00a0posti \u00a0si \u00a0mangia \u00a0solitamente \u00a0una pesantissima cucina tipica. Si viene anche presi di mira da un violinista tzigano, \u00a0che \u00a0ronza intorno al tavolo tutta la sera facendo piangere il suo violino tra le mani nel tentativo, spesso inutile, di ottenere una mancia. La serata finisce magicamente sulle rive del Danubio alla vista della collina di Buda illuminata.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3807\" aria-describedby=\"caption-attachment-3807\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0013.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3807\" title=\"Budapest, il ponte delle catene\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0013-e1311236085175.jpg\" alt=\"Budapest, il ponte delle catene\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3807\" class=\"wp-caption-text\">Budapest, il ponte delle catene<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerdi\u2019 14 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Budapest km 0<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Ci resta solo un giorno a Budapest e le cose da vedere sono ancora molte. La prima \u00e8 il mercatino delle pulci (Ecseri piac) che \u00e8 un po\u2019lontano dal centro ma non cos\u00ec difficile da raggiungere. Bisogna prendere la metro n.3 fino alla fermata di Hatar utca e all\u2019esterno vi \u00e8 la stazione degli autobus. La nostra guida diceva che da qui bisogna prendere il bus 54 rosso ma vanno bene anche altri numeri. L\u2019importante \u00e8 che sia un autobus che si ferma alla fermata chiamata Fiume (testuale); il tragitto dura circa dieci minuti.<\/p>\n<p>I nomi delle varie fermate sono tutti elencati allo stop degli autobus e non ci si pu\u00f2 sbagliare. Il mercatino \u00e8 la solita accozzaglia di vecchie cose delle quali non si pu\u00f2 mai sapere l\u2019autenticit\u00e0. Per non sbagliarci comperiamo un orrendo orologio di legno da dieci euro, tanto per esser sicuri che sia falso. C\u2019\u00e8 anche un piccolo ristorante e consumiamo un veloce pasto a base di goulash perch\u00e8 vogliamo effettuare la visita guidata, \u00a0in italiano, dell\u2019Opera di Budapest. Si rivela molto suggestiva e quando usciamo \u00e8 ormai pomeriggio inoltrato.<\/p>\n<p>L\u2019isola Margherita \u00e8 l\u2019ultima parte che vogliamo visitare. Qui hanno realizzato un parco stupendo con giardini e aiuole curatissime intervallate da stupende fontane che esibiscono giochi d\u2019acqua multiformi. Non manca il solito stabilimento termale. E\u2019 un\u2019isola\u00a0 piuttosto grande e per riuscire a vederla tutta decidiamo di affittare un mezzo a pedali a due posti tipo risci\u00f2. In questo modo riusciamo ad ottenere due risultati in uno: alla fatica si aggiunge infatti \u00a0anche il male al fondo schiena che produce il frenetico pedalare.<\/p>\n<p>Alla fine siamo in ritardo per la riconsegna del mezzo e ci tocca effettuare uno scatto repentino per non pagare un supplemento su quanto pattuito. Ce la facciamo per un pelo, la ragazza dell\u2019affitto chiude un occhio sull\u2019orario dopo aver apprezzato la nostra buona volont\u00e0.<\/p>\n<p>Alla fine stanchi, felici e con il colesterolo fuori controllo ce ne torniamo in campeggio. Abbiamo deciso che nonostante la fatica, il caldo e la cucina pesante Budapest \u00e8 veramente una bella citt\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3808\" aria-describedby=\"caption-attachment-3808\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0035.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3808\" title=\"Budapest: le terme Szechenyi.\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0035-e1311236181457.jpg\" alt=\"Budapest: le terme Szechenyi.\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3808\" class=\"wp-caption-text\">Budapest: le terme Szechenyi.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Sabato 15 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Budapest \u2013 Esztergom km 73<\/strong><\/p>\n<p>Lasciamo Budapest e ci dirigiamo a nord seguendo il corso del fiume per recarci nella zona chiamata \u201cl\u2019ansa del Danubio\u201d. Il primo paesino che visitiamo \u00e8 Szentendre, che si rivela molto frequentato dai turisti ma, allo stesso tempo, molto carino.<\/p>\n<p>Si presenta con viuzze piene di negozietti di centrini e tessuti ricamati, oltre a quelli di souvenir tipo paprika e Palinka che si ritrovano in tutta l\u2019Ungheria. Ci spostiamo poi a Visegrad dove la nostra guida prometteva una spettacolare vista sull\u2019ansa. In effetti la vista non \u00e8 male ma il castello in cima alla collina che sovrasta il fiume \u00e8 un po\u2019 deludente.<\/p>\n<p>Nel tardo pomeriggio arriviamo a Esztergom, dove ci sistemiamo in un ottimo campeggio con piscina lungo il Danubio, il camping Gran Camping. Restiamo a mollo fino all\u2019ora di cena per sconfiggere il gran caldo. Con noi ci sono dei ragazzi italiani che stanno percorrendo in bicicletta la pista ciclabile da Vienna a Budapest.<\/p>\n<p>In tutta l\u2019Ungheria c\u2019\u00e8 un\u2019ottima rete di campeggi che spesso sono dotati di piscina o di stabilimenti termali. Molti comprendono l\u2019entrata agli stabilimenti termali nella tariffa del campeggio che gi\u00e0 \u00e8 molto conveniente. In ogni caso rappresentano un buon modo per sconfiggere il caldo che in questi giorni \u00e8 elevatissimo, ben\u00a0 oltre i trenta gradi.<\/p>\n<p>Questa sera andiamo in centro a piedi e scopriamo che in piazza c\u2019\u00e8 la festa del vino. In molti centri durante il mese di Agosto si susseguono sagre e feste del vino con annessi spettacoli musicali o folkloristici. Il vino in queste zone ha una tradizione millenaria (fu introdotto dai soliti Romani) e la qualit\u00e0 \u00e8 buona.<\/p>\n<p>In questa festa paghi \u00a0per avere un bicchiere vuoto e poi giri nei vari stand dove ti riempiono il bicchiere a piacere e ripetutamente. Eppure non vediamo nessun ubriaco ma solo gente normale che chiacchiera e si diverte. Sul palco una compagnia locale canta un\u2019opera italiana \u00a0e la musica ci accompagna mentre ce ne torniamo, un po\u2019 storditi, in campeggio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3809\" aria-describedby=\"caption-attachment-3809\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image006.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3809\" title=\"Cavalieri nella Puszta\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image006-e1311236238565.jpg\" alt=\"Cavalieri nella Puszta\" width=\"600\" height=\"449\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3809\" class=\"wp-caption-text\">Cavalieri nella Puszta<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Domenica 16 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Esztergom \u2013 Eger \u00a0km 195<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>La nostra tappa odierna prevede la visita al piccolo villaggio di Holloko\u2019 e per arrivarci sconfiniamo per un breve tratto nella repubblica Slovacca. Holloko\u2019 \u00e8 un villaggio caratteristico che si \u00e8 conservato in modo originale nel corso degli anni. E\u2019 considerato il prototipo del vecchio villaggio Ungherese\u00a0 e L\u2019Unesco lo ha inserito nei siti meritevoli di tutela. Per noi si \u00e8 rivelato una delusione e non meritevole di\u00a0 una deviazione.<\/p>\n<p>Proseguiamo quindi per Eger che invece \u00e8 una citt\u00e0 colma di attrattive. Il giro turistico in trenino ci permette di apprezzare questo bel centro dove tra l\u2019altro vi \u00e8 ancora un minareto di epoca ottomana.<\/p>\n<p>Da questa citt\u00e0 inoltre ha origine uno dei vini pi\u00f9 famosi d\u2019Ungheria chiamato Egri Bikaver\u00a0 o sangue di toro. Fu grazie al fatto che bevevano questo vino che gli abitanti locali sconfissero i turchi in una famosa battaglia. Tutta la zona intorno alla citt\u00e0 \u00e8 zona di produzione vinicola e vi \u00e8 una valle dove si susseguono cantine con degustazione e trattorie. Vi \u00e8 anche un simpatico piccolo campeggio, il camping Tulipan.<\/p>\n<p>Non occorre aggiungere che questa sera ci fermiamo qui. Per la cena ci presentiamo nella Csarda migliore della zona dove inizia il solito tormentone dell\u2019astuto violinista tzigano che si avvicina al tavolo suonando e ammiccando. In un primo momento pensi che lo faccia per cortesia ma quando guardi meglio ti accorgi che, infilata in una fessura dello strumento, spunta una banconota da dieci euro.<\/p>\n<p>A quel punto capisci e inizi una sottile battaglia psicologica durante la quale cerchi di evitare il suo sguardo. La serata trascorre mentre, a testa bassa, fingi di guardare il fondo del tuo goulash\u00a0 alla ricerca degli ultimi residui di spezzatino. Lo tzigano spazientito si dirige finalmente a un tavolo di tedeschi. Mentre si allontana ti maledice fino alla terza generazione recitando un rituale incomprensibile ed inquietante.<\/p>\n<p><strong>Lunedi\u2019 17 agosto <\/strong><\/p>\n<p><strong>Eger \u2013 Tiszakeckse\u00a0 km 254<\/strong><\/p>\n<p>Abbandoniamo le dolci colline di Eger per inoltraci nella grande Puszta, la pianura che caratterizza gran parte di questo paese. Il caldo \u00e8 soffocante e il panorama privo di interesse e di una monotonia disarmante. Il camper avanza ronzando tranquillo e alla guida non resta altro da fare che gettare di tanto in tanto un\u2019occhiata ai cetrioli che crescono nei campi. Arriviamo ad Hortobagy, nel nulla del Far West ungherese. Da queste parti ci si viene per vedere i cavalieri e gli animali della pianura allo stato brado. Ci iscriviamo subito ad un tour che si effettua a bordo di carri trainati dai cavalli. I carri si inoltrano lentamente nella Puszta, dove \u00a0cavalieri in abiti tradizionali ci attendono in groppa ai loro animali.\u00a0 La pianura \u00e8 brulla e ricoperta di erba bassa e secca e si estende fino all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Qui vivono i bufali grigi dalle lunghe corna che arrivarono dall\u2019Asia assieme agli Ungheresi. Osserviamo anche mandrie di cavalli in libert\u00e0, strani maiali pelosi e pecore dalle corna attorcigliate che vengono tenute in grandi stalle dal tetto di paglia. Vi sono poi i bufali indiani acquatici che ogni quel tanto devono immergersi nell\u2019acqua per proteggere la propria pelle dagli insetti non avendo il mantello di peli.<\/p>\n<p>Viene eseguito anche a un breve spettacolo equestre e dopo circa un\u2019ora e mezza ritorniamo indietro. Abbiamo assistito ad una bella rappresentazione della vita delle popolazioni nomadi che, provenienti dalle grandi pianure dell\u2019Asia centrale, popolarono l\u2019Ungheria nei secoli passati. In particolare si capisce quanto debba essere duro convivere con una natura cos\u00ec povera e ostile e dalle condizioni climatiche cos\u00ec estreme.<\/p>\n<p>Oggi ad esempio ci sono circa quaranta gradi e molti animali non escono dalla poca ombra che viene loro offerta da qualche riparo improvvisato.<\/p>\n<p>Al ritorno al camper pasto frugale e ripartenza per Bugac. Il panorama non cambia, continua ad essere privo di interesse e di una monotonia disarmante. Ai bordi delle strade furbi venditori di angurie, seduti all\u2019ombra di ombrelloni multicolori, espongono la loro mercanzia su carretti di legno verdi con le ruote verniciate di rosso.<\/p>\n<p>Quando mancano ancora cinquanta km alla nostra meta vediamo l\u2019insegna di un camping termale e, dopo una breve occhiata di intesa, senza proferire parola, ci installiamo nel camping Termal Furdo\u2019 di Tiszakeckse (pronuncia Tiszakeckse). La tariffa del campeggio consente anche l\u2019ingresso alle annesse piscine termali dove ci precipitiamo \u00a0in un battibaleno.<\/p>\n<p>Per fortuna non tutte le vasche hanno l\u2019acqua a trentasei gradi perch\u00e8 con i quaranta che ci sono all\u2019esterno non si sentirebbe molto beneficio. Ce ne restiamo a mollo fino alla chiusura dell\u2019impianto, quando gli addetti ci cacciano con aria severa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3810\" aria-describedby=\"caption-attachment-3810\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0075.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3810\" title=\"Bufali indiani\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0075-e1311236359983.jpg\" alt=\"Bufali indiani\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3810\" class=\"wp-caption-text\">Bufali indiani<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Martedi\u2019 18 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tiszakeckse \u2013 Orf\u00f9 (Pecs)\u00a0 km 285<\/strong><\/p>\n<p>La grande pianura \u00e8 veramente estesa e questa parte meridionale \u00e8 leggermente pi\u00f9 verde della polverosa parte settentrionale. Anche a Bugac partecipiamo ad un tour simile a quello del giorno prima ma qui lo spettacolo principale sono i cavalieri. Gli ungheresi sono ritenuti, probabilmente a torto, i discendenti degli Unni e hanno sicuramente sviluppato e mantenuto la capacit\u00e0 di cavalcare dei loro presunti avi.<\/p>\n<p>Cavalcano a pelo come gli indiani d\u2019America e lo spettacolo, tenuto vicino ad una grande casa rurale con molte stalle, \u00e8 veramente bello. Un cavaliere riesce a stare in piedi sulla schiena di cinque cavalli lanciati al galoppo mentre gli altri si esibiscono in prove di abilit\u00e0 assortite. Molto divertente anche se fatto ad uso dei turisti.<\/p>\n<p>Nella pianura circostante vediamo anche i bufali indiani immersi in una pozza di fango.<\/p>\n<p>In serata pensiamo di fermarci a Pecs ma questa volta la nostra mappa dei campeggi si rivela inaffidabile. Quello di Pecs \u00e8 chiuso ormai da anni, come ci conferma un simpatico signore con il quale ci intratteniamo per un po\u2019. Ripieghiamo su quello di Orf\u00f9, a circa 20 km e sulle rive di un lago.<\/p>\n<p>Il camping Panorama di Orf\u00f9 non \u00e8 brutto ma \u00e8 piuttosto isolato e i servizi sono molto vecchi. Non abbiamo trovato dove scaricare le acque grigie all\u2019interno del campeggio.<\/p>\n<p><strong>Mercoledi\u2019 19 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Orf\u00f9 \u2013 Heviz\u00a0 km 175<\/strong><\/p>\n<p>La visita di Pecs ci impegna per circa mezza giornata. La citt\u00e0 \u00e8 molto bella ma attualmente \u00e8 oggetto di scavi e lavori pubblici che la rendono poco fruibile. Qui si trovano ancora testimonianze della occupazione turca. Molto interessante la moschea trasformata in chiesa e le vie pedonali che compongono il centro.<\/p>\n<p>Ripartiamo in direzione lago Balaton \u00a0ma prima vogliamo fermarci ad Heviz, dove c\u2019\u00e8 il lago termale pi\u00f9 grande d\u2019Europa. Il camping Castrum di Heviz \u00e8 il campeggio pi\u00f9 bello di quelli da noi utilizzati in questo viaggio. Piazzole delimitate da aiuole, acqua e corrente individuali, ombra e servizi impeccabili; di conseguenza \u00e8 anche il pi\u00f9 caro che abbiamo trovato. Dal campeggio si raggiunge con una passeggiata sia il complesso termale, che \u00e8 straordinario, sia il centro del paese.<\/p>\n<p>n paese si tiene una sagra, anche perch\u00e8 domani \u00e8 santo Stefano, festa nazionale. Bancarelle con salsicce giganti e vino a volont\u00e0 si alternano ad altre di frutta candita e prodotti di artigianato. Sul lago termale si tiene un concerto di musica classica e passeggiando nel parco l\u2019eco dei suoni fa da sottofondo ad uno spettacolo di luci\u00a0 che si riflettono sull\u2019acqua e sugli alberi che la circondano.<\/p>\n<p><strong>Giovedi\u2019 20 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Heviz\u00a0 km 0<\/strong><\/p>\n<p>Giornata dedicata al riposo termale. Il grande centro termale di Heviz si sviluppa su un lago di dimensioni considerevoli ed \u00e8 composto da vari reparti separati che dispongono di spiagge\u00a0 e pontili. Le centinaia di persone presenti si immergono per indulgere nelle mollezze dell\u2019acqua a trentacinque gradi.<\/p>\n<p>La mancanza di salinit\u00e0 rende la galleggiabilit\u00e0 difficoltosa, ragione per cui molti sono dotati di salvagente. Lunghe file di tedeschi galleggiano mollemente all\u2019interno di nere camere d\u2019aria da camion. Ungheresi e russi li accompagnano. Il sole \u00e8 implacabile ma fortunatamente gli alberi del parco offrono un certo refrigerio in questa bolgia dantesca. Come sempre mi brucio la schiena e al ritorno in campeggio mi accorgo di non avere la pomata per le bruciature.<\/p>\n<p>Per fortuna la giornata volge al termine e con essa il relax termale. Ci consoliamo cenando a base di salsicce giganti, patate e\u00a0 vino sulle bancarelle del centro.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerdi\u2019 21 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Heviz \u2013 Veszprem\u00a0 km 115<\/strong><\/p>\n<p>Iniziamo l\u2019esplorazione della costa nord del lago Balaton dalla vicina cittadina di Keszthely. E\u2019 una bella localit\u00e0 con un parco ben tenuto ed un castello che sovrasta l\u2019abitato. Dalla sommit\u00e0 del castello si vede in lontananza il Balaton che per gli Ungheresi \u00e8 l\u2019equivalente della nostra riviera romagnola. Alcune localit\u00e0 della costa, come questa, o come il piacevole paesino di Thiany sono piuttosto gradevoli.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda invece il lago dal punto di vista balneare c\u2019\u00e8 parecchio da dire. Non riusciamo a capire infatti come si possa fare il bagno in un posto cos\u00ec. Sembra pi\u00f9 una pozza, bassa e fangosa, piena di canne e dove non si vede il fondo. E dire che a noi l\u2019Ungheria in generale \u00e8 piaciuta \u00a0molto. La gente \u00e8 amichevole e gentile, il cibo, scherzi a parte, \u00e8 buono e ci sono parecchie cose interessanti da vedere.<\/p>\n<p>Certo, io abito in Liguria e forse se abitassi a Budapest andrei anch\u2019io alla spiaggia\u00a0 a Balatonfured. La cosa per\u00f2 ci ha lasciati perplessi. Verso sera, anche per sfuggire al caldo, cerchiamo un campeggio lontano dal lago e ci dirigiamo a Veszprem che si trova fra verdi colline. Il piccolo campeggio\u00a0 Erdei non \u00e8 ben segnalato ma dopo qualche difficolt\u00e0 vi arriviamo e ci troviamo nel fresco di una pineta, di fianco allo \u00a0Zoo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3811\" aria-describedby=\"caption-attachment-3811\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image010.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3811\" title=\"Lago termale ad Heviz\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image010-e1311236509687.jpg\" alt=\"Lago termale ad Heviz\" width=\"600\" height=\"449\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3811\" class=\"wp-caption-text\">Lago termale ad Heviz<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Sabato 22 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Veszprem \u2013 Villach (austria)\u00a0 km 354<\/strong><\/p>\n<p>Il verso del cammello del vicino giardino zoologico ci avverte che \u00e8 ora di alzarci e ripartire. Ci resta ancora un po\u2019 di tempo prima del ritorno e lo dedichiamo alla visita di Veszprem che \u00e8 una bella citt\u00e0 medioevale. Proseguiamo poi per Herend. Nella famosa fabbrica di porcellana locale partecipiamo ad una visita guidata che ci illustra gli aspetti pi\u00f9 salienti della produzione dei famosi manufatti. Visitiamo anche il museo dove possiamo ammirare porcellane stupende. Nel tardo pomeriggio attraversiamo la frontiera con L\u2019Austria e pernottiamo in un autogrill vicino a Villach. Piove a dirotto e L\u2019Ungheria \u00e8 ormai alle nostre spalle. E pensare che non ho neanche visto lo stadio della Honved.<\/p>\n<p><strong>Domenica 23 agosto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Villach \u2013 Carcare (sv)\u00a0 km 710<\/strong><\/p>\n<p>A casa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3812\" aria-describedby=\"caption-attachment-3812\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image012.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3812\" title=\"Caratteristico carretto con spezie\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image012-e1311236559417.jpg\" alt=\"Caratteristico carretto con spezie\" width=\"600\" height=\"449\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3812\" class=\"wp-caption-text\">Caratteristico carretto con spezie<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"7863122cad8776726ec303240ed69aa5\" data-index=\"4\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- 728x90, creato 23\/02\/11 -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:inline-block;width:728px;height:90px\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-5798583071070083\"\r\n     data-ad-slot=\"5935394872\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\n<\/div>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prologo: 1956, a Budapest e in tutta l&#8217;Ungheria scoppia la rivoluzione contro il giogo sovietico e Mosca decide di inviare i carri armati per reprimere la rivolta. 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