{"id":3770,"date":"2011-07-20T07:40:47","date_gmt":"2011-07-20T06:40:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/?p=3770"},"modified":"2011-08-29T09:30:28","modified_gmt":"2011-08-29T08:30:28","slug":"viaggio-in-camper-in-grecia-ad-agosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/viaggio-in-camper-in-grecia-ad-agosto\/","title":{"rendered":"Viaggio in Grecia ad Agosto"},"content":{"rendered":"<p>Questa estate ci siamo dati come meta la Grecia, con due obiettivi: visitarla da turisti evitando per\u00f2 i luoghi sovraffollati (che viaggiando d\u2019agosto sono sempre un incubo) e coniugare il turismo con qualche rinfrescante bagno in mare.<\/p>\n<p>Abbiamo quindi evitato le isole e anche Atene, che avevamo gi\u00e0 visto e che in agosto \u00e8 invivibile.<\/p>\n<p>Il battello ci ha lasciato a Igoumenitsa e l\u2019abbiamo ripreso 15 giorni dopo a Patrasso per il ritorno.<\/p>\n<p>Non avendo l\u2019aria condizionata sul camper, ci siamo presto resi conto che l\u2019unico modo per dormire la notte era con tutte le finestre spalancate, quindi, anche se normalmente non siamo frequentatori dei campeggi, quest\u2019anno li abbiamo usati regolarmente; anche se i posti che abbiamo attraversato ci sono sempre sembrati tranquilli, non ci fidavamo comunque a dormire con le finestre aperte per strada. Inoltre abbiamo sempre preferito campeggi con spiaggia o, dove non era possibile con piscina, in modo da poterci concedere una nuotatina tonificante al mattino prima di partire ed un\u2019altra rinfrescante alla fine, dopo tutta la calura immagazzinata nella giornata.<\/p>\n<p>I campeggi avevano prezzi ragionevoli (intorno ai 20\u20ac per 2 persone, camper ed elettricit\u00e0) ed erano mediamente carini, alcuni veramente belli, puliti e ben attrezzati. Le spiagge dei campeggi, al contrario di quelle libere, erano ben tenute e pulite.<\/p>\n<p>Un lato negativo della Grecia \u00e8 proprio questo: la spazzatura abbandonata un po\u2019 ovunque, che a volte rovina anche gli angoli pi\u00f9 caratteristici.<\/p>\n<p>Le strade presentano alcuni elementi di difficolt\u00e0. La guida \u00e8 a tratti faticosa per la presenza frequente di salite, discese e tornanti, e spesso anche nei tratti esposti mancano i guard rail. L\u2019attraversamento dei paesi \u00e8 invece complicato dal modo di parcheggiare dei greci, che si potrebbe definire molto \u2018casual\u2019. Di solito prendono in considerazione la possibilit\u00e0 che passi un\u2019altra auto, raramente gli occorre l\u2019idea che possa passare invece un furgone o un camper.<\/p>\n<p>a benzina costa circa quanto in Italia. E\u2019 utile tenere presente che spesso le stazioni di servizio (come d\u2019altro canto i campeggi e le trattorie) non accettano n\u00e9 carte di credito n\u00e9 bancomat.<\/p>\n<p>Cibo e bevande sono pi\u00f9 economici che in Italia e mediamente buoni. I greci amano mangiare fuori quindi c\u2019\u00e8 una trattoria ad ogni angolo di strada e i costi sono contenuti (in 2 spendevamo mediamente una 20ina di euro), cos\u00ec, con la scusa del caldo per cui cucinare in camper era fuori discussione, ci siamo concessi un pasto al giorno in un locale, mangiando sempre discretamente bene, a volte anche molto bene. Fermarsi in una taverna non \u00e8 solo un fatto di cibo ma anche un modo per passare un po\u2019 di tempo al fresco (distese di tavolini esterni, sotto a pergolati o ad enormi alberi ombrosi) osservando il passaggio.<\/p>\n<p>Questo giro ha avuto alcuni punti salienti:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la zona di Zagaria \/ Parco Nazionale di Vikos, a nord di Ioannina<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la penisola (anch\u2019essa Parco Nazionale) del Pilio, a nord di Atene<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la penisola del Mani (il \u2018dito\u2019 centrale del Peloponneso).<\/p>\n<p>In queste tre aree torneremmo volentieri\u2026 anzi, torneremo. Inoltre abbiamo toccato alcuni punti che, pur facendo parte delle mete turistiche pi\u00f9 classiche, volevamo proprio vedere:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le Meteore<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Delfi<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Micene<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il Tempio di Vasses.<\/p>\n<p>E anche qui, accanto ai siti famosi, abbiamo trovato percorsi e luoghi molto belli e tranquilli che valeva sicuramente la pena visitare.<\/p>\n<p><strong>Domenica 8 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Si parte alla volta di Brindisi. Per prendercela un po\u2019 comoda partiamo la sera e guidiamo 3 ore sino ad Ancona.<\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 9 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Tutta la mattina in autostrada per il tratto Ancona-Brindisi. Pranzo da un\u2019amica, nel pomeriggio ci dirigiamo all\u2019imbarco. Abbiamo trovato il biglietto all\u2019ultimo minuto, Brindisi-Igoumenitsa con la compagnia (a noi sconosciuta) Endeavor, viaggiando con la formula \u2018campeggio a bordo\u2019 (open deck). La nave \u00e8 buona, e le operazioni di imbarco camper sono divertenti da osservare. Questi marinai greci con la risata sempre pronta sono bravissimi a guidare le manovre dei camperisti pi\u00f9 o meno esperti e ad incastrare come in un grande puzzle tutti i mezzi finch\u00e8 sul ponte non resta lo spazio per uno spillo. Il ponte in realt\u00e0 non \u00e8 quello superiore ma il secondo, e di \u201copen\u201d ha solo un\u2019ampia finestratura che per\u00f2 noi, dal nostro angolino, neppure vediamo. Cos\u00ec andiamo a fare un giro di sopra per vedere la partenza e davanti alla gente che si accampa per prepararsi a passare la notte sull\u2019umido del ponte superiore ci sentiamo proprio fortunati. Non si pu\u00f2 cucinare a gas ma abbiamo la corrente elettrica, e con questo caldo una birra gelata \u00e8 pi\u00f9 gradita di un caff\u00e8.<\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 10 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Lunga giornata\u2026. Cominciata con la sveglia alle 4:30 perch\u00e9 alle 5:00 si sbarca a Igoumenitsa. Prendiamo subito la strada che scende lungo la costa verso sud, piacevolmente fresca e semideserta dato l\u2019orario. E\u2019 una costa a tratti rocciosa, che si allarga ogni tanto in calette sabbiose, il tutto immerso nel verde degli ulivi.<\/p>\n<p>Passato il paesino di Sivota si succedono varie spiaggette, attrezzate \u201calla greca\u201d, con taverna sotto gli ulivi, qualche ombrellone e un improvvisato noleggio di barche. Prima di Perdika seguiamo la deviazione per la spiaggia di Arillas dove posteggiamo e recuperiamo il sonno perduto.<\/p>\n<p>Al risveglio, all\u2019alba delle 11, il posto \u00e8 affollato, cos\u00ec, dopo un bagno rinfrescante, ripartiamo verso sud, fino al delta dell\u2019Acheronte.<\/p>\n<p>Nei tempi antichi questa regione della Grecia, l\u2019Epiro, era considerata la porta degli inferi perch\u00e9 paludosa, malsana e infestata dalle zanzare della malaria. La foce dell\u2019Acheronte \u00e8 uno dei pochi tratti di palude non bonificata e preservata come parco naturale.<\/p>\n<p>Nei pressi di Mesopotamos visitiamo il <span style=\"text-decoration: underline;\">Nekromanteion<\/span> (indicazioni stradali), una costruzione antichissima riportata alla luce solo di recente, una sorta di santuario costruito con grandi blocchi di pietra, dedicato all\u2019incontro con le anime dei morti.<\/p>\n<p>I pellegrini che giungevano sul luogo venivano sottoposti a un rituale complesso di lavaggio e purificazione seguito da una particolare dieta e probabilmente venivano somministrate loro anche delle droghe. Dopodich\u00e8, affamati e allucinati, potevano accedere, attraverso un labirinto che simboleggiava il percorso tortuoso per scendere nell\u2019aldil\u00e0, ad un salone sotterraneo dove si diceva vivessero Ade e Persefone, la coppia divina che presiedeva agli inferi. Qui, complici alcuni cunicoli che permettevano ai sacerdoti di muoversi di nascosto ed un meccanismo simile ad una gru con il quale venivano fatte volteggiare sagome rappresentanti spiriti, potevano avere la percezione dell\u2019incontro con i defunti.<\/p>\n<p>Il biglietto d\u2019ingresso costa solo 2\u20ac ma non c\u2019\u00e8 guida n\u00e9 materiale in italiano, solo un foglietto riassuntivo in inglese.<\/p>\n<p>L\u2019impressione generale \u00e8 che i prezzi siano pi\u00f9 bassi rispetto all\u2019Italia; compriamo due lattine di bibita in un bar (il sole picchia, anche se tira sempre un po\u2019 di vento) e spendiamo solo 2\u20ac.<\/p>\n<p>Dalla foce dell\u2019Acheronte risaliamo verso le sorgenti. A Goliki, una 20ina di km all\u2019interno, c\u2019\u00e8 un posto che si chiama \u2018<em>le sorgenti dell\u2019Acheronte\u2019<\/em>. In realt\u00e0 la vera sorgente \u00e8 molto pi\u00f9 su, ma dato che \u00e8 un fiume carsico, qui esce dal sottosuolo e qui gli antichi credevano nascesse. Il posto \u00e8 delizioso. C\u2019\u00e8 un ampio parcheggio (gratuito) tra gli ulivi a fianco del greto del fiume dove stazionano alcuni camper tedeschi e olandesi (chiss\u00e0 perch\u00e9 nei posti migliori ci trovi sempre loro \u2013 gli italiani, manco a dirlo, sono rimasti tutti incollati alla costa). Ci sono alcuni bar e ristorantini che hanno i tavolini sul greto stesso del fiume. C\u2019\u00e8 anche la possibilit\u00e0 di fare canoa e rafting, anche per famiglie con bambini, perch\u00e9 il fiume scorre veloce quanto basta per risultare divertente ma l\u2019acqua \u00e8 bassa e non pare pericolosa. Ci bagniamo i piedi nell\u2019acqua piacevolmente gelata.<\/p>\n<p>Dopo una sosta ristoratrice e un ulteriore riposino (siamo in vacanza o no?) ripartiamo alla volta di Ioannina (prima prendendo a nord per Paramithia, poi verso est con la superstrada fino a Ioannina), dove arriviamo verso le 19.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Ioannina<\/span> \u00e8 una cittadina turistica molto vivace e molto conosciuta dai greci\u2026 ma pare solo da loro. Si trova sulla sponda di un lago. Il centro \u00e8 circondato da antiche mura veneziane e vi si trova, oltre ad una basilica ortodossa, anche una moschea (di Ali Pasha), retaggio del periodo di occupazione turco.<\/p>\n<p>Arrivando dalla superstrada e seguendo le indicazioni per il centro, che \u00e8 zona pedonale, ci si trova a fiancheggiare le mura, quindi si sbuca di fronte al lago. La strada prosegue a sinistra e qui si trovano alcuni parcheggi custoditi. In uno di questi ci fermiamo per la notte per la ragionevole cifra di 8\u20ac, acqua compresa. La giornata si conclude con una passeggiata in centro e una cena, anche troppo abbondante, a base di souvlaki (spiedini di carne) con patate, insalata greca e tzaziki (una salsa a base di yogurth, cetrioli, aglio e menta\u2026 garantisco che a dispetto della descrizione \u00e8 molto buona, la mia preferita!).<\/p>\n<p>La trattoria \u00e8 una taverna tra le tante, senza infamia e senza lode, i gestori ricordano i protagonisti del film Soul Kitchen e ci divertiamo ad immaginare come sar\u00e0 la cucina\u2026 Spesa modesta, 16\u20ac a testa.<\/p>\n<p>Nel lago c\u2019\u00e8 un\u2019isola che si raggiunge con 10 min di battello, sulla quale si possono visitare alcuni monasteri e il museo di Ali Pasha, inoltre pare ci siano buoni ristorantini che servono pesce di lago.<\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 11 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Di oggi \u00e8 degno di nota non tanto quanto abbiamo visto, ma quanto avremmo voluto vedere.<\/p>\n<p>La mattina di buon\u2019ora ci siamo diretti verso nord, decisi a visitare la regione di Zagaria e il <span style=\"text-decoration: underline;\">Parco Nazionale di Vikos<\/span>, famosi per i villaggi in pietra e per le montagne strapiombanti in ripide gole. Imboccata la strada provinciale (o statale?) verso Kaipaki, passato il centro di Metamorfosi (s\u00ec, proprio cos\u00ec) si volta a destra e pi\u00f9 o meno l\u00ec inizia il parco. Lungo la strada, dopo pochi km, un efficientissimo ufficio del turismo con una impiegata molto carina ci ha rifornito di cartine e informazioni, tanto che abbiamo deciso che sarebbe valsa la pena di fermarsi due giorni nella zona.<\/p>\n<p>Poi la batteria di servizio del camper si \u00e8 messa a fare le bizze \u2026 ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>Ecco quello che avremmo voluto vedere:<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Kipi<\/span>, con il suo ponte turco a tre archi, e il piccolo museo del folklore vicino alla panetteria, dove bisogna bussare affinch\u00e8 lo aprano perch\u00e9 si trova in una casa privata.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Koukoli<\/span>, con il museo botanico.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Vradeto<\/span>, con un esempio ben conservato di quei sentieri a scalinate che nei secoli scorsi collegavano un villaggio all\u2019altro. Inoltre a <span style=\"text-decoration: underline;\">Beloi<\/span>, nei pressi di Vradeto, parte un sentiero panoramico che in mezz\u2019ora porta ad una delle vedute pi\u00f9 spettacolari del canyon di Vikos.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Monodendri<\/span>, uno dei villaggi in pietra pi\u00f9 vivaci della zona (all\u2019arrivo in paese la strada si biforca, \u00e8 consigliabile prendere la via in salita perch\u00e9 l\u2019altra diventa molto stretta per il camper). Dalla piazza centrale in 600 mt a piedi si raggiunge un monastero da cui si ha una splendida veduta della gola di Vikos.<\/p>\n<p>Papingo, che si divide in due villaggi: <span style=\"text-decoration: underline;\">Mikro Papingo<\/span> e <span style=\"text-decoration: underline;\">Megalo Papingo<\/span>, anche questi tra i pi\u00f9 grandi e interessanti tra i villaggi in pietra, con le piscine di roccia, vasche naturali attrezzate per poter essere frequentate da pi\u00f9 persone (con saracinesche in pietra che in modo invisibile permettono il cambio e la filtrazione dell\u2019acqua).<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Vikos<\/span>, per una visuale maestosa dell\u2019omonima gola dall\u2019altro lato.<\/p>\n<p>E poi anche <span style=\"text-decoration: underline;\">Tsepelovo<\/span>, antico villaggio in pietra con una vivace piazza centrale che all\u2019ombra di due enormi platani ospita bar e trattoria.<\/p>\n<p>Questo a dire il vero lo abbiamo visto! Come pure il museo all\u2019aria aperta dei Sarakazani, il popolo seminomade che fino a una 30ina di anni fa viveva ancora nelle capanne di paglia (si trova dopo Skamnel, girando dopo l\u2019hotel che si trova lungo la strada).<\/p>\n<p>E poi ci sarebbe piaciuto arrivare fino a <span style=\"text-decoration: underline;\">Vrisahori<\/span> per comprare le marmellate fatte in casa e vedere se era percorribile la stradina verso nord di collegamento con la zona montagnosa facente capo al comune di <span style=\"text-decoration: underline;\">Konitsa<\/span>\u2026. e se non lo era avremmo fatto comunque il giro per arrivarci, perch\u00e9 il panorama di quelle cime aspre, di oltre 2500\/2700 mt, deve essere una cosa meravigliosa. Questa zona di pinnacoli di roccia, di boschi fittissimi, di paesini di pietra arenaria (46 paesini) testimoni di una ricchezza di altri tempi\u2026 con le chiese tutte affrescate e ponti arditissimi, architetture d\u2019avanguardia per l\u2019epoca. Grazie alla loro posizione hanno potuto mantenere una relativa autonomia anche durante la dominazione turca. Gli abitanti che emigravano reinvestivano le loro fortune in opere edilizie in questi paesini sperduti dove restavano le loro radici.<\/p>\n<p>E\u2019 veramente una zona interessante, con una natura praticamente incontaminata (un paio di volte abbiamo visto grosse tartarughe che attraversavano la strada) e poco turismo. Inoltre fa fresco, cosa che di questa stagione e a queste latitudini \u00e8 sempre un vantaggio.<\/p>\n<p>La rete stradale \u00e8 per la maggior parte asfaltata e ben percorribile anche con il camper. Solo alcune strade minori possono risultare problematiche per mancanza di asfalto, fondo sconnesso o strettezza, ma queste sono ben connotate nella cartina della zona in distribuzione presso l\u2019ufficio del turismo.<\/p>\n<p>Invece \u2026 \u00e8 meglio dimenticare un giorno speso dal meccanico e sotto il camper alla ricerca del motivo per cui il mezzo misteriosamente, ogni tanto si spegneva improvvisamente e non ripartiva pi\u00f9\u2026.comunque qui ritorneremo.<\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 12 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Dopo aver pernottato nuovamente a Ioannina nell\u2019ormai familiare parcheggio NEO, proseguiamo il nostro viaggio verso est in direzione Metsovo. Scegliamo per\u00f2 di non usare l\u2019autostrada bens\u00ec di percorrere la vecchia strada statale, molto pi\u00f9 tortuosa ma panoramica.<\/p>\n<p>Il paese di <span style=\"text-decoration: underline;\">Metsovo<\/span> conserva belle case in legno e pietra, retaggio di un periodo di ricchezza al tempo della dominazione ottomana, quando gli abitanti si erano guadagnati i favori dei turchi facendo per loro la guardia al passo di Kataras. E\u2019 anche famoso per la gastronomia, in particolare i formaggi. A dire la sacrosanta verit\u00e0 noi lo abbiamo trovato carino ma un po\u2019 stucchevole. Sar\u00e0 che ci eravamo presto disabituati ai negozi di souvenir e ai ristoranti che acchiappano i clienti per la strada. Per\u00f2 tutto intorno si vede la catena montuosa del Pindo, tutta la zona \u00e8 Parco Nazionale. Le montagne sono imponenti e l\u2019insieme \u00e8 piacevole. (Nota: con il camper \u00e8 consigliabile posteggiare in cima al paese, appena dopo la deviazione dalla strada statale, e scendere in centro a piedi. Le strade sono strette (e i greci posteggiano e guidano in modo indecente) e abbiamo assistito ad alcune scene di imbottigliamento da film.<\/p>\n<p>Dopo la sosta a Metsovo ce ne concediamo un\u2019altra al passo di Kataras (1700 mt). Qui d\u2019inverno deve esserci molta neve, ma ora con il caldo che fa c\u2019\u00e8 una frescura invidiabile, cos\u00ec ci concediamo dopo il pranzo la ennesima pennichella (stiamo sforzandoci di acquisire i ritmi greci, non per altro..).<\/p>\n<p>Ripreso il cammino sempre sulla vecchia statale, che \u00e8 molto panoramica, dopo circa un\u2019ora arriviamo in vista delle Meteore. Un paesaggio surreale ci accoglie, un pezzo di luna trapiantato sulla terra.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3773\" aria-describedby=\"caption-attachment-3773\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0012.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3773\" title=\"Il paesaggio lunare delle Meteore\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0012-e1311085376605.jpg\" alt=\"Il paesaggio lunare delle Meteore\" width=\"600\" height=\"800\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3773\" class=\"wp-caption-text\">Il paesaggio lunare delle Meteore<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ad una prima impressione ci ricorda certe zone della Cappadocia, in dimensione ridotta. Facciamo la spesa a Kalambaca e ci fermiamo in un campeggio poco sotto le meteore, il Vrakos Camping a Kastraki, la frazione di Kalambaca pi\u00f9 vicina ai picchi rocciosi. L\u2019accoglienza in campeggio \u00e8 squisita, e l\u2019impianto \u00e8 molto ben attrezzato: piscina, barbecues completi di carbonella, fornelli, griglie e tavoli, persino dei grandi frigoriferi a disposizione dei campeggiatori. Servizi pulitissimi e docce libere (senza gli scomodissimi gettoni). Il tutto per 20\u20ac a notte, elettricit\u00e0 compresa. Per prima cosa un bagnetto ristoratore, poi una grigliata con i souvlaki che abbiamo appena comprato, tzaziki e insalata greca\u2026 stiamo entrando nella parte.<\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 13 agosto<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019entrata del campeggio ci avevano dato una mappa della zona; all\u2019uscita ci hanno regalato una piccola icona, una cartolina e una riproduzione di una vecchia stampa. Che carini!<\/p>\n<p>Giornata dedicata alla visita delle Meteore. Cominciando dal <span style=\"text-decoration: underline;\">Gran Meteoro<\/span> (o Monastero della Trasfigurazione o della Metamorfosis), appena apre alle 9 di mattina, perch\u00e9 poi \u00e8 il primo a riempirsi di gente. Per la visita alle Meteore non bisogna portare pantaloni corti per gli uomini n\u00e9 pantaloni (di qualunque genere) per le donne; sono ammesse solo gonne sotto al ginocchio. Inoltre niente canotte o abiti senza maniche. Si pu\u00f2 rimediare con un pareo o un golfino (ma che caldo!), comunque tutti questi monasteri sono provvisti di teli utilizzabili come gonna o come scialle per quei turisti sprovveduti come me che di lungo hanno solo i pantaloni. Il biglietto di ingresso \u00e8 di 2\u20ac per ciascun monastero. Il Gran Meteoro \u00e8 ovviamente molto bello, \u00e8 il pi\u00f9 ricco e antico tra i sei monasteri della zona tuttora visitabili. Stupisce per\u00f2, nel museo del monastero, tanta elegia degli eroi di guerra e tanto nazionalismo, quasi una carrellata di \u201csanti armati\u201d.<\/p>\n<p>Sconsigliato qui l\u2019acquisto di souvenirs; i prezzi sono pi\u00f9 alti che negli altri monasteri e la qualit\u00e0 \u00e8 scarsa.<\/p>\n<p>Vicino a questo visitiamo il Monastero di <span style=\"text-decoration: underline;\">Varlaam<\/span>, che a confronto dice un po\u2019 meno. E\u2019 anche pi\u00f9 buio e gli affreschi si apprezzano a fatica. Il Monastero di <span style=\"text-decoration: underline;\">Roussanou<\/span>, dedicato a Santa Barbara, \u00e8 invece una piacevole sorpresa. E\u2019 abitato da monache che lo tengono con molta cura; piccolissima la parte visitabile, ma bella; il negozietto di souvenir, a differenza dei monasteri precedenti, ha delle belle icone con un buon rapporto qualit\u00e0-prezzo, inoltre marmellate fatte in casa, miele, tisane, origano\u2026 Vi si accede tramite due ponticelli sospesi, risparmiando cos\u00ec parecchie scale. Successivamente visitiamo l\u2019ultimo monastero della fila, quello di <span style=\"text-decoration: underline;\">Santo Stefano<\/span> (Agios Stefanos), perch\u00e9 temiamo che chiuda nell\u2019ora di pranzo (ciascun monastero osserva un proprio orario e quasi tutti hanno anche un giorno di chiusura infrasettimanale. In genere aprono alle 9 e chiudono intorno alle 17\/18, ma alcuni fanno anche pausa tra le 13 e le 15). Anche questo monastero \u00e8 gestito da suore e sicuramente la mano femminile si nota. Il complesso \u00e8 grande e lo trovo bellissimo. I dipinti sono brillanti, come pure sono lucidati a specchio tutti gli ori e gli argenti. L\u2019argento, cos\u00ec spesso presente nelle chiese ortodosse, cos\u00ec lustro e brillante fa tutto un altro effetto. C\u2019\u00e8 un piccolo museo, due o tre stanze, che anzich\u00e9 cimeli di guerra espone icone antiche meravigliose e un ricamo in fili d\u2019oro e d\u2019argento della deposizione di Cristo che \u00e8 un vero capolavoro. I cortiletti sono tutti fioriti e le suore\u2026 si vedono! A differenza dei monaci, che demandano la gestione dei turisti a qualche ragazzo svogliato che si limita a vendere i biglietti e non si fanno vedere neppure in cartolina, le monache sono presenti qua e l\u00e0, gestiscono il negozietto di souvenir (anche questo ben fornito), danno informazioni ai visitatori, parlano inglese (!), sorridono, fanno regalini ai bambini\u2026 insomma, una marcia in pi\u00f9. Anche a questo monastero si accede tramite un ponticello, senza quindi molta fatica. Cosa che non si pu\u00f2 dire per il successivo monastero che visitiamo, quello dedicato alla <span style=\"text-decoration: underline;\">Santa Trinit\u00e0<\/span> (Agia Triade). Sotto il sole ormai delle 13.30 scendiamo a piedi in fondo al canyon e risaliamo boccheggianti sul lato opposto gli oltre 200 gradini che portano alla struttura. La terrazza offre in compenso un panorama meraviglioso; anche se chiamarla terrazza forse \u00e8 un po\u2019 pretenzioso, si tratta di una semplice spianata di roccia con qualche protezione di legno qua e l\u00e0. I dipinti sono belli, sempre diversi seppure con alcuni soggetti ricorrenti. Ad esempio nel Katolikon, che \u00e8 una sorta di anticamera della chiesa vera e propria, si sprecano le scene di tortura, che ricordano (e a volte immaginano con una fantasia molto fervida) il martirio dei primi cristiani da parte dei Romani. Non manca mai nemmeno una scena del giudizio universale, dove un drago sputa un fiume di fuoco che impetuoso travolge i dannati, ma che va poi a terminare in un rigagnolo sotto ai piedi di Cristo.<\/p>\n<p>Da ultimo visitiamo il primo monastero della fila, quello di San Nicola (Agios Nicolaos Anapfisos). Qui da vedere c\u2019\u00e8 solo la chiesa, piuttosto buia ma con un bel dipinto di Adamo che d\u00e0 il nome agli animali, e una terrazza panoramica, oltre al \u2018solito\u2019 argano, presente quasi ovunque, mediante il quale i monaci issano le merci (e nel passato anche i visitatori, insacchettati in una rete di corda).<\/p>\n<p>Verso il tardo pomeriggio ci rimettiamo in marcia alla volta di Volos, sul mare, all\u2019inizio della penisola del Pilio, circa 150 km a sud-est di qui. Ci vogliono circa 3 ore, quando arriviamo \u00e8 gi\u00e0 buio e non sappiamo dove andare a dormire. La citt\u00e0 e molto vivace e il traffico \u00e8 intenso, cos\u00ec ci buttiamo sulla costa a sud. Con il buio non \u00e8 facile distinguere un buon posto per dormire, e camper in giro non se ne vedono\u2026 Finalmente, una 10ina di km pi\u00f9 a sud, troviamo un campeggio, anche questo spaziale, attrezzatissimo. Ha persino i distributori gratuiti di acqua refrigerata dove ciascuno pu\u00f2 riempire la propria bottiglia; poi lavatrici, frigoriferi, congelatori pubblici e un ristorante dove alle 11 di sera sembra mezzogiorno, tanto \u00e8 affollato, e\u2026 ciliegina sulla torta\u2026 la spiaggia privata! Il tempo di parcheggiare e di infilare il costume e via, siamo in acqua per un bagnetto notturno. C\u2019\u00e8 una stellata meravigliosa e guardarla dal mare \u00e8 ancora pi\u00f9 bello. Sono i giorni delle stelle cadenti\u2026<\/p>\n<p>(Camping Sikia, nella frazione di Kato Gatzea a sud di Volos, <a href=\"http:\/\/www.camping-sikia.gr\" target=\"_blank\">www.camping-sikia.gr<\/a>).<\/p>\n<p><strong>Sabato 14 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Oggi vogliamo fare il giro della penisola. Per\u00f2 tra bagni e bagnetti partiamo tardi e fa gi\u00e0 caldo, Meno male che il nostro percorso prevede di salire di quota.<\/p>\n<p>La <span style=\"text-decoration: underline;\">penisola del Pilio<\/span> si credeva un tempo abitata dai centauri. Ha una fascia montagnosa che la percorre tutta e che arriva fino a 1700 mt di altitudine ed \u00e8 verdissima. Da un lato la montagna scende dolcemente verso la costa e ci sono le spiagge, dall\u2019altro cala a picco sul mare con panorami spettacolari. Ripartiamo dunque da Volos e saliamo all\u2019interno, via Anakasia e Ano Volos. La strada \u00e8 lenta e faticosa per le molte curve e a volte i passaggi nei paesi sono stretti perch\u00e9 ingombri di auto. Arriviamo a <span style=\"text-decoration: underline;\">Portaria<\/span>, dove facciamo una prima sosta per ammirare la chiesetta con affreschi molto belli e sederci nella piazza centrale a prendere un po\u2019 il fresco. Tutti i paesini di montagna che abbiamo visto sin\u2019ora hanno alcune costanti: una piazza centrale con uno o pi\u00f9 enormi platani, sotto i quali stendono i tavolini i bar e le taverne; sulla stessa piazza, la chiesa del paese e una fontana in pietra da cui sgorga acqua fresca (qui i camerieri stessi vanno a riempire le brocche alla fontana). Il turismo \u00e8 poco ed \u00e8 quasi esclusivamente greco, quindi nessun cameriere (nonostante l\u2019et\u00e0 media sia sui 20 anni) spiccica due parole di inglese. Risultato: volevo ordinare un caff\u00e8 freddo (bevanda fatta con il caff\u00e8 istantaneo, che qui va per la maggiore) e mi arriva un cappuccino bollente.<\/p>\n<p>Ci rimettiamo in sella (si fa per dire) per visitare anche il paesino di <span style=\"text-decoration: underline;\">Marcrinitsa<\/span>, con le casette abbarbicate sul pendio tanto che sembrano costruite l\u2019una sull\u2019altra, ma il posteggio del paese \u00e8 pieno (\u00e8 la vigilia di ferragosto) e il camper non siamo ancora riusciti a piegarlo in quattro, quindi proprio non ci sta da nessuna parte.<\/p>\n<p>Proseguiamo in direzione Zagar\u00e0 e poi Tsangarad\u00e0, facendo una sosta a <span style=\"text-decoration: underline;\">Kissos<\/span> che ha una bellissima chiesetta, nonch\u00e9 una piazza con tutte le caratteristiche descritte prima. Altra sosta a <span style=\"text-decoration: underline;\">Tsangarad\u00e0<\/span> dove, in piazza Paraskevi, si trova il platano pi\u00f9 grande e vecchio della Grecia. Dicono che abbia 1500 anni, ma anche se non fosse vero \u00e8 comunque uno spettacolo, ha una chioma enorme che fa ombra a tutta l\u2019ampia piazza.<\/p>\n<p>Ormai il sole non \u00e8 pi\u00f9 cocente e questa strada nel verde \u00e8 fresca e panoramica.. perci\u00f2 decidiamo di percorrerla tutta, fino in fondo alla penisola. Per fortuna la met\u00e0 pi\u00f9 a sud della penisola non \u00e8 cos\u00ec montagnosa, quindi la strada si fa pi\u00f9 ampia e dritta. Se nella prima parte la velocit\u00e0 media era poco pi\u00f9 dei 30 all\u2019ora, ora si viaggia tranquilli anche sui 60 km\/h.<\/p>\n<p>Il paesaggio cambia, i boschi cedono il passo agli uliveti e poi, nella parte finale della penisola, che si ritorce indietro a formare un golfo, alla macchia mediterranea. Ci arriviamo al calar del sole e il paesino di <span style=\"text-decoration: underline;\">Agia Kyriaki<\/span> (dalla strada principale per Trikeri, bivio in salita sulla sx che porta in un paio di km ad Agia Kyriaki) sembra completamente diverso da quelli visti fin\u2019ora. E\u2019 come essere su un\u2019isola: le casette dei pescatori, bianche con le finestre blu, le barche vivacemente arancioni e tre taverne affacciate sul porticciolo che si contendono i pochi clienti, decorate da file di lampadine che le incorniciano come una ghirlanda e illuminano i tavolini sistemati direttamente su piccoli moli. Dal profumo ne scegliamo una, dove mangiamo ottimo polipo alla griglia. Il polipo prima viene essiccato al sole (se ne vedono appesi ovunque), quindi risulta un po\u2019 pi\u00f9 duro e salato rispetto al nostro gusto abituale, ma pi\u00f9 appetitoso e saporito.<\/p>\n<p>Campeggi da queste parti nemmeno l\u2019ombra, l\u2019ultimo l\u2019abbiamo visto a Milina. C\u2019\u00e8 un parcheggio nuovo nuovo all\u2019ingresso del paese (nel paese non accedono le auto), si affaccia sul mare e ci hanno detto che \u00e8 un posto tranquillo.<\/p>\n<p>Non stento a crederlo, anche se \u00e8 buio pesto. Per stanotte ci fermiamo qui.<\/p>\n<p>PS: Da questo punto al capo opposto del golfo di Pagossitikas, sulla terraferma, ci saranno 10 km di mare, e ce ne saranno al massimo 20 da qui all\u2019isola di Eubea. Se ci fosse un traghetto ci permetterebbe di risparmiare un giro infinito per raggiungere le stesse localit\u00e0 via terra, forse 5 ore di auto nel primo caso e almeno il doppio nel secondo. Per\u00f2 \u2026 niente del genere.<\/p>\n<p>Memori della vacanza dello scorso anno, pensiamo di portare qui la prossima volta qualche norvegese. Quelli in men che non si dica sono capaci di farci un ponte, due tunnel e alcune linee di traghetto con corse scadenzate ogni mezz\u2019ora.<\/p>\n<p><strong>Domenica 15 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Notte caldissima, non essendo in campeggio abbiamo tenuto i finestrini chiusi e nonostante la ventola sull\u2019obl\u00f2, il caldo si \u00e8 sentito. Sveglia presto e bagno rinfrescante alle 7 di mattina\u2026 il mare \u00e8 a tre metri dal camper. Semplicemente meraviglioso.<\/p>\n<p>Nonostante sia domenica e pure la festa dell\u2019Assunzione, qualche anziano pescatore se ne va in giro con la sua barchetta. Facciamo un ultimo giro nel paesino di Agia Kiriaki che con la luce del mattino \u00e8 veramente delizioso. Le barche dei pescatori dai colori vivaci sono un ottimo soggetto per foto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3774\" aria-describedby=\"caption-attachment-3774\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0034.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3774\" title=\"Barca di pescatori nel paesino di Agia Kiriaki \" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0034-e1311085520351.jpg\" alt=\"Barca di pescatori nel paesino di Agia Kiriaki \" width=\"600\" height=\"800\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3774\" class=\"wp-caption-text\">Barca di pescatori nel paesino di Agia Kiriaki <\/figcaption><\/figure>\n<p>Credo che noi e una coppia di anziani turisti inglesi siamo gli unici non-greci nel paese.<\/p>\n<p>Il resto della giornata trascorre, con qualche pausa, per il trasferimento a Delfi, ritornando prima a Volos, poi verso sud con la autostrada per Atene fino a Lamia, infine gli ultimi 100 km sulla statale per Delfi, che nell\u2019ultimo tratto \u00e8 molto panoramica, corre alta su una vallata ampia, interamente ricoperta di ulivi e sullo sfondo il mare del golfo di Corinto.<\/p>\n<p>Ci sistemiamo al Delphi Camping (il campeggio precedente ci aveva dato un libretto-sconto per una rete di campeggi chiamata \u201cSunshine Campings\u201d, tra cui questo) e lo troviamo buono: accoglienza cordiale, ben attrezzato, pulito, piccolo ma non affollato, in posizione panoramica e.. con piscina (\u00e8 il terzo bagno di oggi, ma con questo caldo non c\u2019\u00e8 altro modo..). 20\u20ac a notte, elettricit\u00e0 compresa.<\/p>\n<p>A dire il vero nei campeggi abbiamo sempre trovato molta pulizia, ma in giro a volte sembra di essere in una discarica: lattine, bottiglie, cartacce rovinano anche i pi\u00f9 begli angoli di costa. I locali sembrano non farci minimamente caso, cercano un angolo libero dalla immondizia e con nonchalance stendono il loro salviettone come se avessero intorno un giardino fiorito. Mah.<\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 16 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Con un po\u2019 di dispiacere lasciamo il Delphi Camping con la sua piscina panoramica sulla valle.<\/p>\n<p>Il sito archeologico di <span style=\"text-decoration: underline;\">Delfi<\/span> \u00e8 a soli 4 km. Il biglietto combinato del sito + museo costa 9 \u20ac e li vale tutti e ben di pi\u00f9. Nonostante il caldo esploriamo il sito in lungo e in largo, Questo per i greci antichi era l\u2019ombelico del mondo, il posto dove le due aquile liberate da Zeus dai capi opposti della terra si erano riunite. Qui aveva sede l\u2019oracolo pi\u00f9 accreditato e famoso, a cui i re chiedevano consiglio per le guerre e che coprivano di tesori in caso di vittoria. La dislocazione ha gi\u00e0 in s\u00e9 qualcosa di mistico. Abbarbicato sulle pendici del monte Parnasso, con tutta la vallata ai piedi e il mare sullo sfondo, da qui sembra di dominare il mondo, di trovarsi in un\u2019altra dimensione. Sono ancora chiaramente distinguibili il Tempio di Apollo, quello pi\u00f9 piccolo che conteneva il tesoro di Atene, il teatro e lo stadio. Il museo il luned\u00ec apre alle 13.30; aspettiamo un\u2019oretta l\u2019apertura ingurgitando granite multicolori. Il sole \u00e8 caldissimo, ma basta trovarsi all\u2019ombra di un albero per sentire un venticello rinfrescante. Il museo contiene i ritrovamenti pi\u00f9 preziosi del sito ed \u00e8 stupendo. Non enorme \u2013 una decina di piccole sale \u2013 ma ben allestito e con opere stupefacenti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3775\" aria-describedby=\"caption-attachment-3775\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0053.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3775\" title=\"Statua al museo di Delfi\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0053-e1311085648541.jpg\" alt=\"Statua al museo di Delfi\" width=\"600\" height=\"800\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3775\" class=\"wp-caption-text\">Statua al museo di Delfi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dopo Delfi, la seconda meta della nostra giornata \u00e8 il <span style=\"text-decoration: underline;\">Monastero di Ossios Loukas<\/span> che dista da Delfi circa 25 km.<\/p>\n<p>Si segue la strada per Atene sino a Distomo, poi si devia a est per Stiri e il monastero si trova dopo un paio di km, ben segnalato. E\u2019 dedicato ad un eremita locale, profeta e guaritore, santificato poco dopo la morte. Solite regole sul vestiario, anche se qui pare tollerino le donne in pantaloni purch\u00e8 lunghi. Il Monastero vale senz\u2019altro la pena di una visita. Contiene infatti due chiese bizantine molto belle, sia come architettura che come mosaici (nella pi\u00f9 grande), che sono tra i pi\u00f9 belli dell\u2019intera Grecia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3776\" aria-describedby=\"caption-attachment-3776\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0074.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3776\" title=\"Cripta affrescata al Monastero di Ossios Loukas \" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0074-e1311085752822.jpg\" alt=\"Cripta affrescata al Monastero di Ossios Loukas \" width=\"600\" height=\"800\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3776\" class=\"wp-caption-text\">Cripta affrescata al Monastero di Ossios Loukas <\/figcaption><\/figure>\n<p>Sono esposte anche delle belle icone. Sotto la chiesa pi\u00f9 grande c\u2019\u00e8 una cripta affrescata (chiedere indicazioni perch\u00e9 l\u2019accesso non \u00e8 facilmente visibile).<\/p>\n<p>Il negozio dei monaci vende vari prodotti artigianali, tra cui olive e miele di timo, una specialit\u00e0 locale che non ci lasciamo scappare. Le marmellate invece, ormai per consolidata esperienza greca, contengono un tasso di zucchero tale da risultare persino pi\u00f9 dolci del miele.<\/p>\n<p>Verso le 18 ripartiamo, vogliamo arrivare nel Peloponneso entro sera. Imbocchiamo la strada costiera verso ovest e speriamo nel traghetto Agios Nicolas\/Egio, che ci risparmierebbe parecchia strada. Ma l\u2019ultima corsa da Agios Nicolas \u00e8 gi\u00e0 partita (partenze alle 8.30 \u2013 12 \u2013 15.30 \u2013 18), cos\u00ec raggiungiamo il ponte nuovo che si trova a ovest di Nafpantos e che collega la Grecia settentrionale al Peloponneso, Arriviamo al ponte che \u00e8 gi\u00e0 buio: tutto illuminato, nella sua estensione di circa 5 km, ha un aspetto da favola. (12\u20ac pedaggio ponte).<\/p>\n<p>Avremmo voluto imboccare subito dopo la strada statale che corre lungo la costa verso est, ma abbiamo mancato l\u2019uscita per Rio. Ci siamo ritrovati pertanto senza possibilit\u00e0 di scelta su una autostrada che, almeno nel tratto verso est dopo il ponte, \u00e8 assolutamente pessima.<\/p>\n<p>In Italia non si avrebbe nemmeno il coraggio di chiamarla superstrada, tantomeno di fare pagare oltre 7\u20ac solo per averla imboccata (qui si paga all\u2019ingresso, indipendentemente da dove poi si decider\u00e0 di uscire). La carreggiata \u00e8 stretta e comprende entrambi i sensi di marcia senza divisorie, c\u2019\u00e8 una sola corsia per senso di marcia, senza neppure corsia di emergenza n\u00e9 piazzole di servizio. I fari dei mezzi che arrivano in senso opposto ci abbagliano, la carreggiata \u00e8 stretta ma le auto dietro ci strombazzano se non teniamo una velocit\u00e0 da autostrada vera.<\/p>\n<p>Appena possibile, dopo una 20ina di km, usciamo e ci mettiamo alla ricerca di un campeggio per la notte che troviamo a Lambiri, lungo la spiaggia. Non \u00e8 all\u2019altezza dei precedenti, ma qui per il caldo non si riesce a dormire se non con le finestre aperte, e in campeggio ci sentiamo pi\u00f9 tranquilli.<\/p>\n<p><strong>marted\u00ec 17 agosto<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di questa mattina era trasferirci a Diakoft\u00f2, sulla carta ad est di Egio, per prendere da l\u00ec il trenino a cremagliera per Kalavrita, che si inerpica per un\u2019ora lungo la <em>gola del torrente Vouraikos<\/em>. Lo stesso tragitto non \u00e8 percorribile in auto perci\u00f2 volevamo farlo andata e ritorno in treno. Non abbiamo trovato possibilit\u00e0 di parcheggio cos\u00ec abbiamo avuto la poco felice idea di andare in camper a Kalavrita e da l\u00ec prendere il treno, andata e ritorno in senso inverso.<\/p>\n<p>Morale della storia: quando siamo arrivati, i biglietti del treno erano gi\u00e0 tutti venduti! Caspita, non pensavamo fosse un itinerario famoso\u2026 (il treno fa tre viaggi per ciascuna direzione al giorno, e cinque nel weekend). Pazienza, sar\u00e0 per la prossima volta.<\/p>\n<p>Proseguiamo da Kalavrita per una 20ina di km verso la Grotta dei Laghi (ben segnalata da indicazioni stradali \u2013 in greco: Speleo Limnon). L\u2019ingresso alla grotta costa 9\u20ac e si entra con una visita guidata che dura un\u2019oretta scarsa.<\/p>\n<p>La grotta \u00e8 bella, anche se la parte visitabile \u00e8 di soli 500 mt.. Certo, non \u00e8 Postumia, ma contiene un corso d\u2019acqua sotterraneo che forma una serie di laghetti anche se d\u2019estate questi sono in parte asciutti.<\/p>\n<p>Il lato deludente \u00e8 stata la guida: solo in greco (sebbene la ragazza sapesse parlare anche inglese) e dall\u2019aria noncurante e frettolosa.<\/p>\n<p>Le fotografie, pur senza flash, erano proibite, in compenso era permesso toccare le stalattiti e stalagmiti che si trovavano lungo il percorso, cosa che nessuno si asteneva dal fare\u2026 roba da matti.<\/p>\n<p>Qualche informazione l\u2019abbiamo desunta dal foglietto (questo in italiano) che ci \u00e8 stato consegnato all\u2019entrata, ma siamo usciti delusi dall\u2019apparente poca cura degli stessi addetti per un patrimonio naturale cos\u00ec bello.<\/p>\n<p>Nella grotta la temperatura era decisamente fresca, ma appena fuori il caldo ci ha nuovamente assalito: per fortuna la tappa successiva \u00e8 vicina e decisamente rilassante.<\/p>\n<p>Continuando sulla strada e superando il paesino di Kastria, dopo 2 km circa c\u2019\u00e8 un bivio dove girare a sinistra. Si raggiunge in pochi minuti la localit\u00e0 <span style=\"text-decoration: underline;\">Planitero<\/span>, dove un fresco torrente scorre in mezzo a un bosco di platani secolari, e alcune taverne stendono i loro tavolini in questa frescura. Noi ci fermiamo nell\u2019ultima, \u201cLaleoisa\u201d, dove mangiamo delle trote freschissime alla brace, e melanzane a grossi pezzi fritte in pastella, precedute dall\u2019immancabile (e stavolta particolarmente buona) insalata greca, e seguite da una fresca anguria.<\/p>\n<p>Il prezzo \u00e8 molto ragionevole ma i tempi sono\u2026 greci, ovviamente. Ci sediamo alle 15 e ci alziamo alle 17 dopo avere fatto amicizia con i vicini di tavolo italo-greci ed esserci veramente distesi e rinfrescati.<\/p>\n<p>In serata trasferimento a Corinto. Camping Blue Dolphin in localit\u00e0 Lecha\u00econ, sulla spiaggia. Irrinunciabile ormai il bagno serale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3777\" aria-describedby=\"caption-attachment-3777\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0094.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3777\" title=\"Corinto: Camping Blue Dolphin in localit\u00e0 Lecha\u00econ\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0094-e1311085833752.jpg\" alt=\"Corinto: Camping Blue Dolphin in localit\u00e0 Lecha\u00econ\" width=\"600\" height=\"800\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3777\" class=\"wp-caption-text\">Planitero: Trattoria Laleoisa<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>mercoled\u00ec 18 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Nel campeggio si dorme al fresco. Anche questo fa parte della rete Sunshine Campings, dove sino ad ora ci siamo sempre trovati molto bene, sia per attrezzatura che per pulizia e per gentilezza. Inoltre dopo il primo pernottamento si ha diritto al 10% di sconto sui successivi campeggi della rete: <a href=\"http:\/\/www.sunshine-campings.gr\" target=\"_blank\">www.sunshine-campings.gr<\/a> .<\/p>\n<p>Dal campeggio si raggiunge rapidamente il sito archeologico di Corinto, ma noi diamo solo una sbirciata dall\u2019esterno. Il sole \u00e8 gi\u00e0 alto e non vogliamo investire qui tutte le nostre energie. Passiamo oltre, lungo la strada dell\u2019ingresso al sito e al museo, davanti ai negozietti di souvenir; la strada si inerpica verso <span style=\"text-decoration: underline;\">Akrocorinto<\/span>, una cittadella fortificata su una collina rocciosa dove i corinzi riparavano in caso di assedio, dall\u2019antichit\u00e0 al medioevo.<\/p>\n<p>I ruderi di questo particolarissimo luogo comprendono infatti una cinta di mura costruita in varie epoche, una torre dei Franchi, due fontane turche, una cappella bizantina, qualcosa di veneziano\u2026 E\u2019 mezzogiorno e il sole batte a picco, l\u2019unico problema \u00e8 che qui non c\u2019\u00e8 ombra.<\/p>\n<p>Nel posteggio troviamo il solito \u201ckantina\u201d, uno snack bar improvvisato come se ne vedono tanti (i greci sembrano amare molto il cibo e le bevande, ad ogni angolo ci sono bar e taverne) e ci ristoriamo con una bibita gelata.<\/p>\n<p>La prossima tappa \u00e8 il <span style=\"text-decoration: underline;\">Canale di Corinto<\/span>, che \u00e8 veramente spettacolare. L\u2019avrei immaginato pi\u00f9 ampio, invece \u00e8 una fenditura nella roccia, strettissima (20 mt o poco pi\u00f9) e profonda. Ci si passa sopra con un ponte per auto e pedoni, ma in auto la vista \u00e8 cos\u00ec breve che conviene posteggiare e ritornare a piedi per qualche fotografia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3778\" aria-describedby=\"caption-attachment-3778\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0114.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3778\" title=\"Barca a vela nel Canale di Corinto\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0114-e1311085912555.jpg\" alt=\"Barca a vela nel Canale di Corinto\" width=\"600\" height=\"800\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3778\" class=\"wp-caption-text\">Barca a vela nel Canale di Corinto<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Dopo Corinto ci dirigiamo lungo la strada costiera che percorre il Peloponneso verso est, a <span style=\"text-decoration: underline;\">Epidauro<\/span> per visitare il famoso teatro.<\/p>\n<p>Il sito archeologico \u00e8 molto vasto e comprende diverse costruzioni: templi, stadio, un grande alloggio per i pellegrini\u2026 ma la parte veramente indimenticabile \u00e8 il teatro, antichissimo e ciononostante ottimamente conservato, enorme (oltre 12mila posti) e con un\u2019acustica spettacolare.<\/p>\n<p>Concludiamo la giornata verso Nauflia, anzi \u00e8 un po\u2019 prima: a 12  km a sud c\u2019\u00e8 una localit\u00e0 balneare chiamata Assini, con il campeggio \u201cKastraki\u201d sul mare, bello come sempre, anche se un tantino pi\u00f9 caro (26\u20ac).<\/p>\n<p><strong>gioved\u00ec 19 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Stamattina abbiamo fatto un bagno prima di partire, ma la spiaggia di questo camping non \u00e8 l\u2019ideale perch\u00e9 il fondale, basso e sabbioso, \u00e8 disseminato di parti scogliose dove si annidano i ricci. La prima meta di oggi \u00e8 la citt\u00e0 di <span style=\"text-decoration: underline;\">Nauflion<\/span>, molto piacevole e carina. Questa citt\u00e0 ha una storia antichissima, e nei primi anni dell\u2019indipendenza greca nel IXX secolo \u00e8 stata anche capitale. E\u2019 una citt\u00e0 di mare, custodita da tre fortezze: due alle spalle e una proprio davanti, nell\u2019isolotto in mezzo alla baia su cui si affaccia il centro. Si raggiunge quest\u2019ultima con 5 min di navigazione di un battellino che parte ogni mezz\u2019ora dal lungomare proprio di fronte. E\u2019 una bella visita, perch\u00e9 dall\u2019isola si gode un bel panorama. E\u2019 anche piacevole camminare nelle viuzze strette del centro, dove si allineano le taverne con i loro tavolini all\u2019aperto e i negozietti di artigianato.<\/p>\n<p>Pranziamo nella taverna Hellas (dal nome originalissimo) nel bel mezzo della piazza principale, buon cibo a prezzo decisamente contenuto. Prima di ripartire avremmo voluto visitare il museo di arte popolare che tante guide raccomandano, ma scopriamo che \u00e8 chiuso per la siesta e non riapre sino alle 18. Ci mettiamo allora in marcia verso nord e raggiungiamo l\u2019Acropoli di <span style=\"text-decoration: underline;\">Tirinto<\/span> per una breve visita.<\/p>\n<p>La temperatura \u00e8 torrida in mezzo a queste pietre, non c\u2019\u00e8 un albero. Il sito \u00e8 deserto se non per una coppia di inglesi impegnati in una lite furibonda\u2026 il caldo gioca brutti scherzi. Vale comunque la pena di una visita, anche solo per contemplare queste mura impressionanti, poderose,che arrivano fino a 14 mt di spessore. Sembrano veramente costruite dai Ciclopi, come dice la leggenda; e solo qui davanti si coglie la vera misura dell\u2019aggettivo \u201cciclopico\u201d.<\/p>\n<p>Proseguendo verso <span style=\"text-decoration: underline;\">Micene<\/span> cerchiamo di visitare la chiesetta molto antica della Panagia nel villaggio di Agia Triada, ma purtroppo \u00e8 chiusa.<\/p>\n<p>Arriviamo a Micene per le 18. Il sito chiude alle 20 e abbiamo il tempo che serve per una visita tranquilla, considerando che oltre all\u2019Acropoli nel biglietto sono compresi anche un piccolo museo (3 sale) e la \u201cTomba di Agamennone\u201d \u2013 o perlomeno quella cos\u00ec chiamata perch\u00e9 era stata creduta tale.<\/p>\n<p>Il complesso dell\u2019Acropoli \u00e8 affascinante, maestoso, e contrasta, seppure in rovina, con l\u2019asprezza del paesaggio che farebbe pensare ad un popolo di pastori e nulla pi\u00f9.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3779\" aria-describedby=\"caption-attachment-3779\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0133.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3779\" title=\"Micene: Tomba di Agamennone\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0133-e1311085990879.jpg\" alt=\"Micene: Tomba di Agamennone\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3779\" class=\"wp-caption-text\">Micene: porta dei Leoni<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>venerd\u00ec 20 agosto<\/strong><\/p>\n<p>La giornata di oggi doveva essere una tappa di trasferimento verso la penisola del Mani (il \u201csecondo dito\u201d del Peloponneso); invece ha riservato piacevoli sorprese. Abbiamo rinunciato a visitare <span style=\"text-decoration: underline;\">Monemvassia<\/span>, la cittadina pi\u00f9 famosa del \u201cprimo dito\u201d, perch\u00e9 dicono che in estate parcheggiare sia praticamente impossibile e che sia sovraffollata in quanto si trova su una protuberanza rocciosa nel mare, unita alla terraferma solo da un sottile corridoio stradale di 400 mt. Abbiamo preso quindi da Argos la strada costiera che scende fino a Leonidio, poi devia verso l\u2019interno, a sud ovest, arrivando a Skala e infine da qui siamo scesi a Githio.<\/p>\n<p>La strada costiera \u00e8 panoramica, ma quella interna, da Leonidio in poi, lo \u00e8 molto di pi\u00f9. Attraversa gli aspri Monti Parnon, prima serpeggiando lungo una gola, poi inerpicandosi lentamente. Appena prima della cima, sulla sinistra, c\u2019\u00e8 una stradina pedonale che porta al <span style=\"text-decoration: underline;\">Monastero (Moni) Profita Ilonas<\/span>.<\/p>\n<p>Lasciamo il camper lungo la strada principale e percorriamo a piedi i 500 mt di salita che portano al monastero. E\u2019 uno spettacolo imperdibile: il convento \u00e8 arroccato sul fianco della montagna che scende a picco, e adornato di tante bandierine colorate che sventolano contro il blu del cielo. C\u2019\u00e8 una chiesetta strapiena di lampade votive d\u2019argento che penzolano da ogni punto del soffitto, e una pace che mette voglia di fermarsi qui.<\/p>\n<p>Dopo una 15ina di km il paesino di Kosmai \u00e8 un\u2019altra sorpresa. Sotto l\u2019ombra dei platani della piazza principale scorre la vita dell\u2019intero paese, e anche se \u00e8 l\u2019ora pi\u00f9 calda, qui fa comunque fresco. Ne approfittiamo per pranzare in uno dei tanti localini affacciati sulla piazza e anche per comprare qualche prodotto locale (arance candite\u2026 squisite) da alcune signore che vendono le prelibatezze confezionate in casa esponendole direttamente sui muretti che circondano i grossi platani della piazza. C\u2019\u00e8 anche un negozietto di ceramiche carino. Ah, dimenticavo: la piazza non si pu\u00f2 mancare, la strada principale ci passa dritto in mezzo. Quando arriva un\u2019auto, o peggio un camper\u2019, tutti si prendono la loro sedia e si spostano per farlo passare. La sensazione \u00e8 quella di guidare in mezzo a un ristorante o a un cinema, tutto fuorch\u00e8 su una strada. Appena passata la piazza, sulla sinistra sotto la chiesa c\u2019\u00e8 un parcheggio.<\/p>\n<p>Ce la prendiamo comoda, anche perch\u00e9 comunque la guida su queste strade \u00e8 faticosa.<\/p>\n<p>Sono strette, con frequenti curve e spesso prive di guard rail. Arriviamo comunque a <span style=\"text-decoration: underline;\">Githio<\/span> nel tardo pomeriggio e prima di infilarci in un campeggio facciamo una piacevole passeggiata in questa cittadina, percorrendo tutto il lungomare: il porticciolo, i tavolini delle taverne con le tovaglie a quadri tra i quali bisogna zigzagare perch\u00e9 a tratti invadono lo spazio disponibile, la gente che passeggia, rilassata, o che sorseggia un aperitivo accompagnato da tocchetti di polpo alla brace. Arriviamo sino al faro, dove il viavai si dirada, ed assistiamo ad una scena che ci d\u00e0 la misura della sicurezza del luogo: un tizio in braghe corte con un cane al guinzaglio passeggia sul marciapiede lungo la strada che costeggia il mare. Ad un certo punto si toglie dalle tasche cellulare e chiavi di casa, le appoggia sul muretto a fianco del marciapiede e poi scende con il cane a fare il bagno in mare, come se niente fosse.<\/p>\n<p>Riprendiamo infine il mezzo e proseguiamo ancora per un paio di km verso sud, fino alla localit\u00e0 di Mavrouvouni, che ha una spiaggia sabbiosa molto ampia e tre bei campeggi. Il nostro sar\u00e0 il \u201cMani Beach\u201d.<\/p>\n<p><strong>sabato 21 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Oggi abbiamo in programma un giro per la <span style=\"text-decoration: underline;\">penisola di Mani<\/span>, e scegliamo un mezzo alternativo: noleggiamo uno scooter.<\/p>\n<p>A Githio c\u2019\u00e8 \u201cMoto Makis\u201d che li noleggia teoricamente a 20\u20ac al giorno, ma poi tra carburante e km extra finiremo per pagarne 40. Vabb\u00e8, intanto con questa calura ci facciamo una piacevole giornata quasi fresca.<\/p>\n<p>Le strade sono strette e tortuose e con questo mezzo si pu\u00f2 curiosare qua e l\u00e0 infilandosi nelle stradine laterali e nei paesini, cosa che invece con il camper risulta difficile se non impossibile.<\/p>\n<p>Con lo scooter, la velocit\u00e0, specie con due persone a bordo e in salita\u2026 lascia un po\u2019 a desiderare.<\/p>\n<p>La prima tappa \u00e8 la <span style=\"text-decoration: underline;\">grotta di Dir\u00f9<\/span> (Spilea Dirou), sulla costa appena a sud di Areopoli.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 considerata la pi\u00f9 bella grotta lacustre del mondo. Consiste in una serie di gallerie e sale a cui si accede per mezzo di piccole imbarcazioni a remi condotte da guide.<\/p>\n<p>La visita non \u00e8 lunga e il biglietto non \u00e8 economico (12\u20ac per circa mezz\u2019ora), ma sicuramente ne vale la pena: \u00e8 uno spettacolo unico, davvero bello.<\/p>\n<p>Il solo punto negativo \u00e8 come al solito costituito dalla scarsa cura per questa ricchezza naturale. E\u2019 permesso fotografare anche con il flash (che provoca la crescita di alghe verdi sulle pareti della grotta), come pure \u00e8 consentito toccare le stalattiti (cosa che ne causa la \u201cmorte\u201d perch\u00e9 il grasso cutaneo impedisce alle gocce di fermarsi e quindi alle formazioni calcaree di continuare a crescere); si altera cos\u00ec irrimediabilmente l\u2019equilibrio dell\u2019ambiente sotterraneo, tra l\u2019indifferenza e anzi il consenso dei sorveglianti. Addirittura i barcaioli spesso anzich\u00e9 remare fanno leva con il lungo remo contro il fondo, il soffitto e le pareti della grotta per spingere l\u2019imbarcazione.<\/p>\n<p>Riprendendo la strada principale che prosegue verso sud, si trovano numerose chiesette sparse per la campagna o nei paesini, molte delle quali antiche e molto belle. Basta seguire alcuni dei cartelli indicatori, considerando che le iniziali Ag. (AG in greco) stanno per Agios (pron. <em>Aghios<\/em>), \u201csanto\u201d, e quindi indicano molto spesso la direzione di una chiesa.<\/p>\n<p>Per esempio vicino ad Erimos c\u2019\u00e8 la chiesa di Agia Varvara (Santa Barbara), pi\u00f9 avanti c\u2019\u00e8 una deviazione per quella dei Santi Sergio e Bacco\u2026<\/p>\n<p>In questi paesi si vedono, sempre pi\u00f9 frequentemente man mano che si scende verso sud, le famose \u201ccase torre\u201d. Il Mani era una penisola di pirati, i cui abitanti si considerano i discendenti degli antichi spartani. Le abitazioni tipiche pi\u00f9 antiche sono case di pietra fortificate, dalla forma appunto di torre.<\/p>\n<p>Il paesaggio \u00e8 brullo, roccioso, grigiastro. Le montagne sono aspre e la vegetazione \u00e8 composta da piante basse di olivo e di fichi d\u2019india dall\u2019aspetto secolare, di un verde cupo.<\/p>\n<p>L\u2019erba secca, di un colore giallo oro brillante, completa la tavolozza. Le case, austeri torrioni di pietra a pianta quadrata, hanno lo stesso colore dei monti, e dedali di muretti a secco ormai in rovina ricordano i frazionamenti delle antiche propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Il paese pi\u00f9 bello e pi\u00f9 ben conservato \u00e8 quello di <span style=\"text-decoration: underline;\">Vathia<\/span>, che sorge in cima ad una collina e mantiene ancora inalterato l\u2019antico aspetto di paese fortificato. Molti altri sono disabitati e in stato di semiabbandono.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3780\" aria-describedby=\"caption-attachment-3780\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0152.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3780\" title=\"Il paese fortificato di Vathia\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0152-e1311086097717.jpg\" alt=\"Il paese fortificato di Vathia\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3780\" class=\"wp-caption-text\">Il paese fortificato di Vathia<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Gherolimenos<\/span> \u00e8 un piccolo e grazioso porticciolo, come anche, dall\u2019altro lato della sempre pi\u00f9 stretta penisola, Porto Kaios. Ci sono comunque varie calette lungo la strada, con un mare turchese fosforescente, verrebbe voglia di tuffarsi in tutte.<\/p>\n<p>Arrivando sino in cima al <span style=\"text-decoration: underline;\">Capo Tenaro<\/span> (detto anche Capo Matapan) si ha l\u2019impressione di fare un tuffo nella mitologia. Qui si trovava secondo gli antichi una grotta che portava al regno dei morti, l\u2019Ade. Tramite questo passaggio Eracle sarebbe riuscito a raggiungere e incatenare Cerbero, il cane posto a guardia degli inferi. Ed effettivamente tutti questi posti hanno un\u2019aria un po\u2019 magica, un aspetto da fine del mondo. Non c\u2019\u00e8 nulla, tranne l\u2019essenzialit\u00e0 della natura e la purezza dei colori: il grigio delle rocce, il giallo della vegetazione secca, il turchese intenso dell\u2019acqua.<\/p>\n<p>Per il ritorno vorremmo seguire la strada litoranea che risale il capo sul lato est, ma non imbocchiamo il bivio giusto (le segnalazioni sono tutte solo in greco e portano mille nomi, il 99% dei quali non si trova sulla nostra carta), cos\u00ec, anche condizionati dall\u2019orario di restituzione dello scooter, risaliamo lungo la medesima costa ovest da cui siamo scesi.<\/p>\n<p>Per concludere, cena pantagruelica in uno dei ristoranti del lungomare di Githio. Dopo abbondante polpo grigliato e moussaka ci portano pure, come omaggio della casa, una sorta di cr\u00e8me caramel e due fette di rossissima, succosa anguria. Il tutto per la folle cifra di 20\u20ac a testa, proprio perch\u00e9 stasera ci siamo voluti concedere un locale spennaturisti.<\/p>\n<p><strong>domenica 22 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Dopo un ultimo bagno sulla spiaggia sabbiosa e ampia del campeggio Mani Beach, ci dirigiamo alla volta della parte superiore del Mani. Cominciamo ritornando sulla costa est, da una visita di Areopoli che del Mani \u00e8 il capoluogo. In realt\u00e0 ci appare come un paesotto tranquillo con varie chiese antiche, di cui una \u00e8 aperta e dentro \u00e8 suggestiva, con la penombra e la luce delle lampade colorate in contrasto al sole forte che batte all\u2019esterno.<\/p>\n<p>Procedendo lungo la strada costiera verso nord, dopo la bella baia di Limeni troviamo una fila di paesini tipici, con i resti di torri e abitazioni antiche in pietra, ma soprattutto con una quantit\u00e0 impressionante di piccole chiesette antiche nel solito stile bizantino molto carine, anche se si possono vedere solo da fuori perch\u00e9 le troviamo tutte chiuse: Langada, Thalames, Nomitsi, Platsa.. A Langada lungo la strada c\u2019\u00e8 una taverna molto \u2018rustica\u2019, gestita da una coppia di anziani che vendono anche olio e olive di Kalamata prodotti da loro. La signora, vestita in modo tradizionale col cannellone e quella specie di telo rettangolare sulla testa fermato da una cordicina, ci porta in cantina a riempire la nostra latta di olio dal tino; \u00e8 proprio buono.<\/p>\n<p>Proseguendo verso nord la strada si avvicina al mare e i paesi si fanno pi\u00f9 turistici. Facciamo una sosta per pranzo a Kardamili, grazioso paesino balneare.<\/p>\n<p>Tentiamo dalla Taverna di Lela (dalla strada principale c\u2019\u00e8 una segnalazione in una laterale che porta al mare), di cui la guida parlava cos\u00ec bene e che ha una terrazza sul mare a dir poco deliziosa, ma la troviamo vuota, sembra aperta solo la parte dell\u2019affittacamere; forse \u00e8 troppo tardi, o forse la domenica a pranzo non fanno cucina, chiss\u00e0.<\/p>\n<p>Tornando sulla via principale ci fermiamo ad un bar tra i tanti, che si riveler\u00e0 per\u00f2 un\u2019ottima scelta: Caf\u00e8 Androuvista.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto un bar per mangiare qualcosa di leggero, perch\u00e9 anche con questo caldo e anche qui sul mare i greci vanno pesante con la carne e gi\u00e0 alle 11 di mattina li trovi seduti ai tavolini a mangiare souvlaki (spiedini).<\/p>\n<p>Prendiamo un piatto di antipasti misti (che sono di ottima qualit\u00e0 e molto vari, e come quantit\u00e0 fanno da pranzo intero) e una insalata di arance che, per un errore della cameriera, ci viene servita nella sua versione pi\u00f9 elaborata, ovvero: arance, olive, olio, sale, origano (fino qui la versione base), pi\u00f9 fettine di cipolla cruda e pezzettini di porchetta arrosto. Bisogna fare un atto di fede per mandare gi\u00f9 il primo boccone, ma si rivela ottima.<\/p>\n<p>Riprendendo la strada costiera continuiamo ad aggirare il golfo di Messini verso ovest. Passiamo per Kalamata, poi Messini, Petaldi, fino a raggiungere Koroni, che si trova su una delle due punte sud del \u201cprimo dito\u201d del Peloponneso. Questo \u00e8 di forma pi\u00f9 o meno rettangolare e sui due angoli meridionali si trovano Koroni e Methoni, due cittadine fortificate costriute a guardia di quest\u2019angolo di mare ai tempi della dominazione veneziana.<\/p>\n<p>Il campeggio di Koroni \u00e8 vicino al centro ma non alla spiaggia, cos\u00ec facciamo un altro tratto di strada e ci portiamo verso Finikonndia, a met\u00e0 strada tra Koroni e Methoni; qui c\u2019\u00e8 un lungo tratto di spiaggia, molto gettonato dai windsurfisti, con 3 campeggi.<\/p>\n<p>Ci infiliamo nel primo, il \u201cLoutsa Beach\u201d, e non ci risparmiamo il solito bagnetto serale rigenerante dopo il caldo della giornata.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>luned\u00ec 23 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Lasciato con dispiacere il Loutsa Beach (che \u00e8 un campeggino proprio carino e accogliente, ben organizzato e molto curato), la prima tappa della giornata \u00e8 dedicata a <span style=\"text-decoration: underline;\">Methoni<\/span>, la citt\u00e0 gemella di Koroni. Qui visitiamo le antiche fortificazioni (come al solito c\u2019\u00e8 lo zampino dei veneziani, ma anche da qui sono passati un po\u2019 tutti: i francesi, i turchi.. La fortezza \u00e8 molto grande e si allunga sul mare, si possono fare delle belle foto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3781\" aria-describedby=\"caption-attachment-3781\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0172.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3781\" title=\"Methoni: Il mare davanti alla Fortezza\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0172-e1311086209339.jpg\" alt=\"Methoni: Il mare davanti alla Fortezza\" width=\"600\" height=\"800\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3781\" class=\"wp-caption-text\">Methoni: Il mare davanti alla Fortezza<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dopo Methoni cerchiamo di fare una sosta a Pilos ma non troviamo facilmente parcheggio; sembra una cittadina carina e animata, ci accontentiamo per\u00f2 di rimirarla dall\u2019alto; proseguendo la strada prende quota e offre un bel panorama su tutto il golfo.<\/p>\n<p>La sosta pi\u00f9 significativa della giornata la facciamo una 15ina di km pi\u00f9 a nord, presso il sito archeologico della <em>Reggia di Nestore<\/em>.<\/p>\n<p>E\u2019 un vero gioiello, da non perdere. Si tratta del palazzo reale di epoca micenea meglio conservato in assoluto. Non che sia sopravvissuto il palazzo per intero (che era su due piani), per\u00f2 ne resta il primo metro da terra, quindi gli ambienti sono chiaramente identificabili: la sala del trono, la stanza della regina, il bagno con una vasca da bagno decorata, le sale d\u2019attesa con le panchette in pietra per chi aveva udienza dal re, le cantine con le enormi giare per l\u2019olio\u2026 \u00e8 tutto molto pi\u00f9 \u2018vivo\u2019 rispetto agli altri siti archeologici che abbiamo visitato.<\/p>\n<p>Le dimensioni del sito sono contenute (si visita in quarto d\u2019ora) e \u2013 altro vantaggio non trascurabile \u2013 tutta l\u2019area da visitare (salvo la tomba reale, che si trova vicino al parcheggio) \u00e8 coperta da una tettoia e quindi in ombra. L\u2019accesso costa 3\u20ac ma attenzione, l\u2019orario di apertura \u00e8 solo fino alle 15.<\/p>\n<p>Quattro kilometri pi\u00f9 a nord, nel paese di Chora, c\u2019\u00e8 un piccolo museo contenente i reperti ritrovati nel palazzo: vasellame d\u2019oro, parti di affreschi (doveva essere coloratissimo) e le stele che portano la pi\u00f9 antica scrittura ritrovata nella Grecia continentale.<\/p>\n<p>Confidiamo che gli orari di apertura siano i medesimi del sito, ma purtroppo, al contrario degli scavi, il museo il luned\u00ec resta chiuso. Peccato.<\/p>\n<p>Proseguiamo la strada verso nord confidando in una taverna per il pranzo (il frigo del camper langue) e di solito ce n\u2019\u00e8 una ad ogni angolo di strada.<\/p>\n<p>Invece la strada che attraversa Gargaliani, Filiatra, Kiparissia \u00e8 quanto di meno turistico e ricreativo abbiamo visto sin\u2019ora.<\/p>\n<p>Il nostro obiettivo per la serata \u00e8 la spiaggia di Tholo, dove arriviamo presto, a met\u00e0 pomeriggio. Cerchiamo il campeggio, della rete Sunshine Campings che sino ad\u2019ora era stata una garanzia, ma questa volta siamo parecchio delusi.<\/p>\n<p>Il Tholo Camping \u00e8 trascurato, deprimente, sembra una discarica di mezzi da rottamare. Scappiamo via e ci imbuchiamo nell\u2019unico altro camping dei dintorni, l\u2019Apollo, che si presenta nei cartelli stradali come \u201cthe most beautiful campsite in Greece\u201d ma che in realt\u00e0 \u00e8 appena dignitoso. D\u2019altra parte deve essere una prerogativa di questa costa, qui il turismo sembra molto meno organizzato, niente bar n\u00e9 negozi, \u00e8 tutto pi\u00f9 selvatico.<\/p>\n<p>Per la cena (frigo sempre deserto) non ci fidiamo della taverna del campeggio e, percorrendo circa 1 km a piedi, troviamo la trattoria \u201cAmnos\u201d, un localino carino con una distesa di tavolini dove mangiamo del buon pesce fresco ad un prezzo molto contenuto. Cinque gatti cinque circondano il tavolo in paziente attesa degli avanzi.<\/p>\n<p><strong>marted\u00ec 24 agosto<\/strong><\/p>\n<p>La fine del viaggio si avvicina, e dobbiamo ormai raggiungere Patrasso. Prima per\u00f2 ci concediamo un\u2019ultima deviazione: da Tholos prendiamo la strada che va verso l\u2019interno fino al Tempio di Vasses (che si pu\u00f2 trovare scritto anche come Bassei, a dimostrazione del fatto che la traslitterazione dal greco \u00e8 una opinione e che decifrare i cartelli stradali \u2013 per di pi\u00f9 nei tempi consentiti dallo scorrere del traffico \u2013 \u00e8 spesso impresa disperata).<\/p>\n<figure id=\"attachment_3782\" aria-describedby=\"caption-attachment-3782\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0192.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3782\" title=\"Il Tempio di Apollo Epicuro a Vasses \" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/image0192-e1311086275485.jpg\" alt=\"Il Tempio di Apollo Epicuro a Vasses \" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3782\" class=\"wp-caption-text\">Il Tempio di Apollo Epicuro a Vasses <\/figcaption><\/figure>\n<p>Il <em>Tempio di Apollo Epicuro a Vasses<\/em> \u00e8 insieme ad un tempio che si trova ad Atene, quello meglio conservato della Grecia. Resta in piedi tutta la struttura di colonne doriche e la cella interna, \u00e8 caduto solo il soffitto.<\/p>\n<p>Durante gli interminabili lavori di restauro (lo stanno smontando, una fetta per volta, e ricostruendo partendo dal consolidamento delle fondamenta) lo hanno coperto con una tensostruttura telata bianca che lo rende ancora pi\u00f9 irreale.<\/p>\n<p>Dopo tanti siti archeologici di cui restano solo le fondamenta delle costruzioni, vederne una quasi intera sembra di essere sul set di un film.<\/p>\n<p>Per pranzo ci spostiamo ad Andritsena, il paese principale della zona, circa 15 km oltre.<\/p>\n<p>Il paese non presenta attrattive turistiche e lungo la strada principale si snodano i bar e le taverne con i tavolini all\u2019aperto.<\/p>\n<p>Pare che i greci amino molto mangiare fuori, indipendentemente dalla condizione sociale (effettivamente i locali sono spartani e abbiamo mangiato bene con 14\u20ac in due!).<\/p>\n<p>Si vedono spesso interi gruppi familiari a tavola, e sovente il peso medio dei soggetti \u00e8 considerevole\u2026<\/p>\n<p>Ripresa la strada verso Pirgos, evitiamo la deviazione per <span style=\"text-decoration: underline;\">Olimpia<\/span> perch\u00e9 gi\u00e0 visitata in precedenza e imbocchiamo la superstrada per Patrasso.<\/p>\n<p>La lasciamo solo per un breve diversivo nel tratto Gastouni-Lehena, per raggiungere la punta ovest della costa, da Loutsa Kilini con i suoi fanghi termali e la gente che gira in costume tutta nera impantanata, alla Rocca di Kastro, fino al Porto di Kilini, da cui partono i traghetti per le isole. Prima di ripartire voglio provare un \u2018frapp\u00e8\u2019, che qui non corrisponde esattamente all\u2019idea che ne abbiamo noi bens\u00ec significa \u2018nescaf\u00e8 freddo frullato\u2019.<\/p>\n<p>La bevanda pare vada alla grande in tutta la Grecia. Con o senza latte, poco o tanto zuccherata, sembra che nei bar non si beva altro. Il beverone \u00e8 effettivamente gradevole, anche se lo trovo parecchio pi\u00f9 caffeinato di un espresso.<\/p>\n<p>Riprendiamo infine la superstrada e usciamo una 20ina di km prima di Patrasso, subito dopo Kato Akaia, seguendo come in una caccia al tesoro le segnalazioni per il camping \u201cKato Alissos\u201d.<\/p>\n<p>Di nuovo uno della rete Sunshine Campings. Dopo l\u2019ultima esperienza a Tholos, che ci ha un po\u2019 scottato arriviamo quindi un po\u2019 diffidenti, anche data la vicinanza al centro urbano di Patrasso, ma il campeggio \u00e8 carino, immerso nel verde, con spiaggetta e mare pulito. Inoltre ha un ristorantino favoloso su una balconata sul mare, con i tavolini sparsi sotto un enorme ulivo che, se non ha mille anni come dicono, poco ci cala.<\/p>\n<p>Non per nulla il ristorante si chiama Panorama; appartiene al campeggio ma \u00e8 esterno al recinto e serve anche la gente del posto.<\/p>\n<p>Un bel posticino dove celebrare, con una nuotata al tramonto seguita da una bella cenetta, l\u2019ultima sera di vacanze greche.<\/p>\n<p><strong>mercoled\u00ec 25 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Con un po\u2019 di tristezza si riparte da Kato Alissos e dalla Grecia. Prima di imbarcarci a Patrasso ci fermiamo in un supermercato e riempiamo il frigo di specialit\u00e0 greche da portare in assaggio a chi \u00e8 rimasto a casa (per esempio gli yogurth, che sono meravigliosi e che ci mancheranno molto\u2026).<\/p>\n<p><strong>gioved\u00ec 26 agosto<\/strong><\/p>\n<p>Risveglio sul traghetto. Per fortuna questa volta abbiamo avuto un posto laterale vicino ai finestroni cos\u00ec girava un po\u2019 d\u2019aria.<\/p>\n<p>A questo punto, cosa altro dire? Arrivederci\u2026 e alla prossima!<\/p>\n<div class=\"7863122cad8776726ec303240ed69aa5\" data-index=\"4\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- 728x90, creato 23\/02\/11 -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:inline-block;width:728px;height:90px\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-5798583071070083\"\r\n     data-ad-slot=\"5935394872\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\n<\/div>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa estate ci siamo dati come meta la Grecia, con due obiettivi: visitarla da turisti evitando per\u00f2 i luoghi sovraffollati (che viaggiando d\u2019agosto sono sempre un incubo) e coniugare il turismo con qualche rinfrescante bagno in mare. 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