{"id":3578,"date":"2011-06-27T09:43:44","date_gmt":"2011-06-27T08:43:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/?p=3578"},"modified":"2012-06-25T16:04:36","modified_gmt":"2012-06-25T15:04:36","slug":"francia-vandea-charente-maritime-gironda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/francia-vandea-charente-maritime-gironda\/","title":{"rendered":"Viaggio in Francia"},"content":{"rendered":"<p>La marea si \u00e8 ritirata, ed un biliardo di sabbia \u00e8 emerso \u2013 Costa della Gironda<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">NOTE GENERALI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Partenza<\/strong> :  10\/07\/2009<\/p>\n<p><strong>Ritorno<\/strong> :  30\/07\/2009<\/p>\n<p><strong>Equipaggio<\/strong> :  Simone, 45 anni (pilota e cuoco)<br \/>\nSabrina, 45 anni, detta \u201cDuchessa\u201d (co-pilota, co-navigatore, mozzo)<br \/>\nMarco, 14 anni, detto \u201cDuca\u201d (navigatore ed addetto alla musica di bordo)<\/p>\n<p><strong>Mezzo<\/strong> :  Mc Louis 560 del 10\/2001, detto \u201cOttobre Rosso\u201d, su Ducato 2.8 jtd<\/p>\n<p><strong>Km percorsi<\/strong>:  3606<\/p>\n<p><strong>Litri gasolio<\/strong>:  430<\/p>\n<p><strong>Spesa gasolio<\/strong>:  446.00 \u20ac<\/p>\n<p><strong>Spesa autostrade<\/strong>:  68.20 \u20ac in Italia  -92.80 \u20ac in Francia<\/p>\n<p><strong>Spesa Frejus<\/strong>:  88.00 \u20ac<\/p>\n<p><strong>Spesa visite <\/strong> :  380.00 \u20ac<\/p>\n<p><strong>Spesa soste<\/strong> :  133.00 \u20ac<\/p>\n<p><strong>Spesa varie<\/strong>:  1092.00 \u20ac (cibo, pasti in locali, regali amici, acquisti veniali, bar ecc, ecc)<\/p>\n<p><strong>Spesa totale<\/strong>:  2300.00 \u20ac<\/p>\n<p><strong>Supporti<\/strong><br \/>\nAbbiamo utilizzato la guida di Rough Guides \u201cFrancia del Sud\u201d.<br \/>\nA livello cartografia, Atlante Michelin 1:200.000 ben dettagliato. L\u2019utilizzo degli atlanti a scala 1:800.000 \u00e8 comodo solo per le grandi tappe di avvicinamento perch\u00e9 poi, non avendo dettaglio, mostrano solo le strade maggiori e poco o niente della viabilit\u00e0 minore.<\/p>\n<p><strong>Strade in Francia<\/strong><br \/>\nAll&#8217;andata abbiamo ridotto all\u2019osso la percorrenza su autostrada, perch\u00e9 i campers sono nella stessa categoria di pedaggio dei mezzi pesanti, quindi il costo delle tratte \u00e8 elevato. Il ritorno, purtroppo avvenuto in anticipo e con necessit\u00e0 di essere veloci, si \u00e8 invece prevalentemente svolto sulle autostrade, ed i soldi spesi sono stati veramente molti.<br \/>\nPer quanto riguarda la viabilit\u00e0 non autostradale, le strade nazionali (N\u2026.) o dipartimentali (D\u2026.) sono tutte buone, spesso veramente ottime, con fondo ben tenuto, segnaletica chiara, frequenti ed ampie aree di fermata, in qualche caso doppia corsia con barriera centrale.<br \/>\nLa percorrenza non \u00e8 sempre a ritmi autostradali, causa le molte rotonde, ma non \u00e8 per nulla male considerato che \u00e8 gratis.<\/p>\n<p><strong>Carburante<\/strong><br \/>\nCome rilevato da molti camperisti sui siti web, rifornirsi nei distributori presso i centri commerciali \u00e8 un \u201cmust\u201d, visto che si trova un prezzo medio decisamente inferiore rispetto ai distributori delle note compagnie petrolifere. Sensibilissima la differenza quando si \u00e8 in autostrada, si rilevano anche 0.15-0.20 \u20ac\/litro di maggior prezzo.<\/p>\n<p><strong>Spesa<\/strong><br \/>\nFatta eccezione per la zona della Cote d&#8217;Argent, dove la densit\u00e0 degli insediamenti \u00e8 piuttosto rarefatta, dovunque sono presenti supermercati pi\u00f9 o meno grandi, quindi non esistono problemi. Vicino ai centri maggiori ci sono grandi centri commerciali forniti veramente d\u2019ogni cosa si possa immaginare. Per il pane, ancora no problem, visto che anche negli angoli pi\u00f9 isolati il boulanger non manca mai. A livello prezzi non abbiamo notato grande differenza rispetto all&#8217;Italia, se non per quanto riguarda frutta e verdura.<\/p>\n<p><strong>Camper service<\/strong><br \/>\nCe ne sono molti, e spesso il carico acqua \u00e8 a pagamento. E\u2019 consigliabile procurarsi una lista reperibile sui classici siti web per camperisti, meglio se ordinata per dipartimento. Il servizio \u00e8 effettuato anche in molti campeggi, come da segnalazioni strada facendo.<\/p>\n<p><strong>Campeggi<\/strong><br \/>\nNoi non ne abbiamo avuto assolutamente bisogno, fatto salvo sull&#8217;Ile du Noirmoutier (per ragioni di opportunit\u00e0 logistica) nessuno si scandalizzi. Le riserve energetiche-idriche del camper non hanno richiesto frequenti soste nei camping per caricare le batterie o lavarsi.<br \/>\nIn ogni caso, anche stavolta nel nostro girovagare ne abbiamo trovati una quantit\u00e0 incredibile, impensabile in Italia. La \u201cMaison de la France\u201d, ente Francese turistico in Italia, procura su richiesta alcuni opuscoli con i campeggi consigliati (ma ce ne sono molti altri non citati, un po&#8217; pi\u00f9 spartani ma validi almeno a giudicare da quel che si vede).<\/p>\n<p><strong>Comunicazioni<\/strong><br \/>\nAbbiamo acquistato una card internazionale prepagata Telecom Columbus da 5.00 \u20ac con la quale ci siamo trovati benissimo (nb, utilizziamo il telefono per semplici comunicazioni e brevi saluti, non per \u201csalottini\u201d di conversazione). I telefoni pubblici sono presenti un po\u2019 ovunque, passeggiando si trovano senza problemi e quindi telefonare diviene facile. I cellulari li abbiamo riservati a qualche comunicazione SMS e per quei casi dove il telefono pubblico non era immediatamente disponibile.<\/p>\n<p><strong>Pulizia personale<\/strong><br \/>\nIn camper, docce incluse. Per i panni abbiamo portato un po\u2019 di capi in pi\u00f9 per avere margine, e poi ci siamo serviti di una lavanderia a gettone per fare un bel bucato della montagna di roba accumulata nei primi dieci giorni. Per piccolo bucato, secchio, detersivo e filo teso per asciugare (di notte anche dentro al camper). Per la pulizia maggiore del mezzo, presso i centri commerciali ci sono ottimi lavaggi a gettone, dotati di aspiratori veramente potenti con lunghi tubi che permettono di accedere comodamente dentro la cellula abitativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">NOTE<\/span>:<\/strong><\/p>\n<p>Gli importi indicati per campeggi, cene, visite ecc sono sempre complessivi, nel nostro caso due adulti ed un ragazzo di 14 anni.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"321\"><strong>Visite   e divertimenti vari<\/strong><\/td>\n<td width=\"161\"><strong>Importo   \u20ac<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Trittico di   Moulins<\/td>\n<td width=\"161\">7.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Canoa   Marais Poitevin<\/td>\n<td width=\"161\">42.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Torri La   Rochelle<\/td>\n<td width=\"161\">16.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Museo   Marittimo La Rochelle<\/td>\n<td width=\"161\">24.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Corderia   Reale e cantiere Hermione Roquefort<\/td>\n<td width=\"161\">44.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Casematte   Forte Ile Madame<\/td>\n<td width=\"161\">6.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Museo di   Napoleone Ile d&#8217;Aix<\/td>\n<td width=\"161\">6.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Passaggio barca   Fort Boyard e Ile d&#8217;Aix<\/td>\n<td width=\"161\">50.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Visita faro   di Chassiron<\/td>\n<td width=\"161\">6.50<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Visita faro   di La Coubre<\/td>\n<td width=\"161\">6.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Ferry foce   della Gironda<\/td>\n<td width=\"161\">48.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Visita faro   di Cap Ferret<\/td>\n<td width=\"161\">13.50<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Giro in   barca del Bassin d&#8217;Arcachon<\/td>\n<td width=\"161\">63.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Trenino   Turistico Saint Emilion<\/td>\n<td width=\"161\">18.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Torre del Re   Saint Emilion<\/td>\n<td width=\"161\">3.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Tour Saint   Emilion underground<\/td>\n<td width=\"161\">19.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Campanile   Saint Emilion<\/td>\n<td width=\"161\">2.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\"><strong>TOTALE<\/strong><\/td>\n<td width=\"161\"><strong>380.00<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"321\">\n<h3>Soste e parcheggi<\/h3>\n<\/td>\n<td width=\"161\"><strong>Importo   \u20ac<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Area Camper   Nourmoitier-en-Ile<\/td>\n<td width=\"161\">7.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Parking   Jean Moulin La Rochelle<\/td>\n<td width=\"161\">20.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Area Camper   Port-des-Barques<\/td>\n<td width=\"161\">6.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Camping   Signol Boyardville Ile d&#8217;Oleron<\/td>\n<td width=\"161\">84.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Camper   service Le Verdon<\/td>\n<td width=\"161\">3.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Area camper   Montalivet<\/td>\n<td width=\"161\">4.50<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Area camper   Bombannes<\/td>\n<td width=\"161\">5.50<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\">Camper   Service Les Jaquets<\/td>\n<td width=\"161\">4.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"321\"><strong>TOT<\/strong><\/td>\n<td width=\"161\"><strong>133.50<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4>Venerd\u00ec 10 Luglio 2009<\/h4>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Prato   \u2013 Verosvres<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\">746<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\">\n<h3>Totale tappa 746<\/h3>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 746<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Quest&#8217;anno abbiamo deciso di ritornare in Francia, a cinque anni dalla prima esperienza, freschi di acquisto camper, ed a tre anni dall&#8217;ultima, durante il periodo dei vittoriosi mondiali di calcio Germanici.<\/p>\n<p>Marco ha sostenuto l&#8217;esame di 3\u00b0 media (rimediando un bellissimo 10), e ci\u00f2 ha impedito la partenza in Giugno. Noi siamo un equipaggio a cui piace molto poco la folla, e quindi gi\u00e0 Luglio lo consideriamo poco praticabile sulle nostre Italiche strade. La Francia, pur non scherzando in termini di turismo, \u00e8 in genere molto pi\u00f9 tranquilla e decisamente meglio attrezzata per il turismo itinerante, e quindi non abbiamo avuto dubbi sul destinare altre tre settimane di ferie alla sua esplorazione. L&#8217;intenzione \u00e8 di raggiungere l&#8217;Isola di Noirmoutier, dove tre anni fa terminammo le nostre ferie, per ripartire da li e visitare la costa Atlantica, percorrendola verso Sud almeno fino alla Duna di Pylat, per poi passare da Bordeaux, e rientrare nell&#8217;interno per fare una settimana (vedremo per\u00f2 se la cosa si riveler\u00e0 fattibile visto che la zona \u00e8 molto ampia) in Alvernia.<\/p>\n<p>La partenza era prevista per la scorsa settimana, ma ovviamente il lavoro ci ha messo lo zampino, e piuttosto che partire con la spada di Damocle di telefonate indesiderate, ho preferito rimandare e disinnescare i problemi pi\u00f9 urgenti.<\/p>\n<p>Partiamo verso le 10 di mattina, in una giornata calda e caliginosa, quasi Monsonica (quest&#8217;anno un vero clima da anticiclone delle Azzorre ancora non si \u00e8 ancora visto), senza particolari problemi di traffico davanti a noi.<\/p>\n<p>Ci siamo concessi una breve sosta pranzo in zona Ovada, poi Marco si \u00e8 gettato nella visione dei suoi films e non ha praticamente visto che nel frattempo siamo passati da Alessandria, Torino, dal Tunnel del Frejus (33 \u20ac), ed a seguire da Chamberry, Bourg-en-Bresse, Macon. Si \u00e8 finalmente riavuto verso le 21.00, allorch\u00e9 siamo arrivati nella celebrata localit\u00e0 di \u201cVattelappesca\u201d (tre case ed una piazzetta dove parcheggiare), qualche km ad Ovest di Macon, dove abbiamo fatto una sosta per cenare.<\/p>\n<p>Il clima \u00e8 decisamente pi\u00f9 accogliente che a Prato, visto che appena il sole \u00e8 tramontato la temperatura si \u00e8 assestata intorno ai 20\u00b0C scarsi, un vero piacere dopo il discreto caldo che ci ha accompagnati durante il giorno.<\/p>\n<p>Dopo aver riempito la pancia ho rimesso in moto, facendo un\u2019ulteriore manciata di km verso Ovest. La stanchezza si \u00e8 per\u00f2 fatta sentire molto presto , quindi ci siamo sistemati per la notte nella siderale tranquillit\u00e0 della piazza antistante la chiesa di un piccolo paesino, al secolo Verosvres.<\/p>\n<p>Abbiamo percorso quasi 750 km, per oggi ok cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Sabato 11 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Verosvres &#8211;   Moulins<\/td>\n<td width=\"168\">104<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Moulins &#8211;   Chauvigny<\/td>\n<td width=\"168\">243<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 347<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1093<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il fresco della sera \u00e8 diventato un discreto freddo durante la notte, ed il mio pigiama corto, coperto da un solo lenzuolo, non \u00e8 stato assolutamente adeguato alla situazione. Mi sono svegliato varie volte, trovandomi invariabilmente in posizione fetale, raggomitolato di brutto per disperdere meno calore. Anche la Duchessa era in una situazione simile, aiutata per\u00f2 da una copertina in pile, apparsa durante la notte in virt\u00f9 di un silenzioso incantesimo. Anche Marco al risveglio ha accusato freddo, dai piedi fino al tronco, quindi per stasera sar\u00e0 meglio tirare fuori qualcosa di aggiuntivo da mettere sulle brande.<\/p>\n<p>I Francesi hanno di fronte a loro un bel ponte, visto che il 14 Luglio cade di Marted\u00ec, e la cosa \u00e8 subito evidente, in quanto la N79 \u00e8 piuttosto trafficata, anche alla resa dei conti si scorre senza grossi problemi. Nel decidere di rimandare la partenza non avevo tenuto conto di questo particolare, speriamo di non trovare eccessiva confusione arrivati sulla costa.<\/p>\n<p>La meta della mattinata, nel nostro lento traslare verso la Vandea e l&#8217;Ile du Noirmoutier, \u00e8 stata Moulins, una cittadina carina e tranquilla, dove si distingue una magnifica cattedrale in stile gotico, Notre Dame (un classico, in Francia, si chiamano quasi tutte cos\u00ec). All&#8217;interno \u00e8 possibile vedere un notevolissimo trittico di un autore anonimo, noto ai posteri come Maestro di Moulins. Si tratta di una pittura su legno a soggetto Sacro, con dettagli e colori veramente sorprendenti considerato l&#8217;anonimato dell&#8217;autore. La cattedrale \u00e8 molto bella, snella e luminosa, caratterizzata da vetrate intarsiate di livello assoluto. Bella anche l&#8217;altra chiesa poco lontana, del Sacre Coeur, anch&#8217;essa gotica.<\/p>\n<p>Ripartiti, ci siamo sorbiti un altro po&#8217; di km fino a Les deux chaises, un pugno di case vicino a Le Montet (il piccolissimo paesino dove dormimmo di ritorno a casa tre anni fa). Abbiamo pranzato sulle rive di un laghetto, assieme a molti altri turisti intenti nel lungo attraversamento della Francia (questa zona \u00e8 veramente particolare, vasta, ariosa, davvero poco popolata, piena di mucche e coltivazioni).<\/p>\n<p>Il pomeriggio si \u00e8 consumato viaggiando, tranne che per una sosta gasolio e piccola spesa in un Carrefour. I distributori annessi ai supermercati confermano la loro convenienza: prezzo gasolio circa 0.95-0.96 \u20ac al litro, contro gli 1.08 \u20ac al litro circa delle varie marche a tutti note.<\/p>\n<p>La nostra meta odierna \u00e8 Poitiers, ma la stanchezza comincia ad affiorare nonostante in fondo i km percorsi non siano stati poi tanti. La vista di un grazioso paese medievale, sovrastato dal suo antico (e malconcio) castello, e del comodo parcheggio di fronte al parco pubblico, ci fa desistere dal percorrere gli ultimi 20 km. Siamo arrivati a Chauvigny, dove facciamo una passeggiata nel grazioso parco, rilassandoci alla vista dei suoi laghetti e dei numerosi uccelli acquatici. Saliamo poi nel paese medievale, dove \u00e8 possibile anche visitare la chiesa in stile romanico ed ammirare dei capitelli scolpiti in modo piuttosto singolare.<\/p>\n<p>Ceniamo e dormiremo qui, a quest&#8217;ora non ha senso arrivare in una citt\u00e0 di medie dimensioni come Poitiers con il rischio di non sapere dove pernottare.<\/p>\n<p>E&#8217; passata da pochissimo la mezzanotte, il Duca ciondola mentre partecipa alla scrittura del diario. La temperatura \u00e8 stupenda, un fresco che non vorresti finisse mai.<\/p>\n<p>Buonanotte a tutti.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0035.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Guglie e gargoils svettano sulla cattedrale di Notre Dame a Moulins\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0035-1024x768.jpg\" alt=\"Guglie e gargoils svettano sulla cattedrale di Notre Dame a Moulins\" width=\"640\" height=\"480\" \/><\/a><br \/>\nGuglie e gargoils svettano sulla cattedrale di Notre Dame a Moulins<\/h4>\n<h4>Domenica 12 Luglio 2009<\/h4>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Chauvigny &#8211;   Poitiers<\/td>\n<td width=\"168\">28<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Poitiers \u2013   Passage du Gois (Ile du Noirmoutier)<\/td>\n<td width=\"168\">229<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 257<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1350<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La giornata ci accoglie sotto un cielo grigio e deprimente. Appena messo in moto il parabrezza si glassa di una pioggerellina sottilissima, tipica da giornata triste Bretone.<\/p>\n<p>Un breve salto di pochi km ci porta a Poitiers, che troviamo letteralmente deserta, dove un comodo parcheggio alla base della citt\u00e0 vecchia ci permette una facile sistemazione.<\/p>\n<p>La zona medievale di Poitiers \u00e8 carina, anche se questi giorni di festa rendono il classico effetto di tristezza dovuto alla pressoch\u00e9 totale assenza di persone ed agli esercizi commerciali che sono tutti invariabilmente serrati (inclusi i ristoranti!!).<\/p>\n<p>Il meteo non ci assiste, la pioggia \u00e8 pi\u00f9 insistente, anche se per fortuna rimane sottile, e quindi tende a bagnarci poco i piedi e le gambe.<\/p>\n<p>La visita si concentra su due chiese, la prima \u00e8 la gotica Saint Pierre, la seconda la romanica Notre Dame la Grande. Saint Pierre \u00e8 maestosa, con le sue grandi navate illuminate dagli ampi finestroni tipici dello stile gotico. Notre Dame la Grande ha una splendida facciata, con un ciclo di statue singolari, ma l&#8217;interno \u00e8 di minor effetto, anche se la sensazione di poco spazio \u00e8 inevitabilmente figlia dello stile architettonico di quel tempo.<\/p>\n<p>Rientrati al mezzo abbiamo pranzato e ci siamo subito rimessi in viaggio. Avevo preso in considerazione l&#8217;idea di approfittare della vicinanza per fare una scappata a Futuroscope (parco a tema sulla cinematografia), ma andarci ora non conviene, e perderci una giornata intera domani, di Domenica, non ci attira troppo.<\/p>\n<p>Il percorso che affrontiamo \u00e8 poco scorrevole, in quanto gli stradoni della parte centrale del nostro viaggio sono qui diventati delle strade dipartimentali, dove il continuo susseguirsi di piccoli agglomerati urbani e di rotonde, non consentono di tenere una gran media. Lungo il tragitto ho approfittato di un ottimo Camper Service offerto dalla municipalit\u00e0 di un piccolissimo paesino. La situazione della viabilit\u00e0 migliora nettamente a La Roche-s-Yon, e l&#8217;ultimo tratto \u00e8 percorso finalmente di buon passo.<\/p>\n<p>Arrivati a Beauvoir-s-mer abbiamo raggiunto l&#8217;imbocco del Passage du Gois per conoscere l&#8217;orario delle maree, segnalato da un apposito pannello a display. Oggi \u00e8 andata, non si passa pi\u00f9 perch\u00e9 siamo gi\u00e0 in marea montante (la prossima bassa sar\u00e0 alle 2 del mattino), quindi raggiungeremo l&#8217;isola dal ponte, qualche km pi\u00f9 a valle. La nostra spedizione di \u201cpesca a piedi\u201d (ovvero raccolta di vongole, chioccioline, fasolari e simili, accedendo al fondo marino scoperto dalla marea solo con l&#8217;ausilio delle proprie gambe) avverr\u00e0 domani, nell&#8217;intorno del culmine di bassa marea, previsto intorno alle 15.20.<\/p>\n<p>Dopo una fulminea sosta per acquistare ostriche vendute dagli allevatori locali nelle baracche che affollano il lungo strada (6 pezzi, bellissimi e buonissimi a soli 2.40 \u20ac!!) arriviamo al Passage di Gois sul lato Ile du Noirmoutier intorno alle 19.00. La marea \u00e8 ancora in aumento, e si vede l&#8217;acqua che continuamente avanza lungo il fondo, guadagnando a vista d&#8217;occhio cm dopo cm. C&#8217;\u00e8 un discreto numero di persone, che stazionano intente ad ammirare beatamente questo incessante spettacolo che la gravit\u00e0 offre fin dalla notte dei tempi.<\/p>\n<p>Noi ci siamo sistemati, abbiamo fatto due passi fino al punto dove la strada si immerge nell&#8217;acqua, poi ho fatto qualche lancio con la canna da spinning, catturando niente altro che grossi mucchi di alghe, ed infine abbiamo cenato.<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 decisamente girato al bello, e dato poi che qui il sole tramonta alle 22, io e Marco ci siamo fatti oltre un&#8217;ora di passeggiata lungo l&#8217;argine che separa la baia da una bella palude salmastra, dove ci sono grandi quantit\u00e0 di uccelli intenti a catturare pesci e vermi, bisticciare tra loro, volare in cerchio.<\/p>\n<p>L&#8217;acqua sta defluendo, ma il buio cancella la visione del Gois prima del momento in cui la strada emerge, e noi ci corichiamo.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0055.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Notre Dame la Grande a Poitiers\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0055-e1308650889813.jpg\" alt=\"Notre Dame la Grande a Poitiers\" width=\"400\" height=\"533\" \/><\/a><br \/>\nNotre Dame la Grande a Poitiers<\/h4>\n<h4>Luned\u00ec 13 Luglio 2009<\/h4>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Passage du   Gois (Ile du Noirmoutier) &#8211; Noirmoutier-en-Ile<\/td>\n<td width=\"168\">30<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 30<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1380<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Notte di sonno piombato e silenzio assoluto, interrotta alle 8.30 quando salto gi\u00f9 dalla branda. Meteo caratterizzato da cielo grigio, ma con qualche sprazzo di luce che promette cose migliori per le prossime ore (speriamo), e venticello fresco da NE. Calma assoluta, vediamo quando ci avvicineremo all&#8217;orario di bassa marea se arriver\u00e0 la fiumana di persone che vedemmo qui tre anni fa.<\/p>\n<p>Il cielo non \u00e8 cambiato e noi, ben coperti ed armati di stivali in gomma, ci presentiamo verso le 10.30 sul limitare della linea di marea. Non manca molto, ed una chiara conferma di ci\u00f2 \u00e8 la presenza di una ruspa che ammucchia le alghe sul bordo della carreggiata in emersione (sono superscivolose, e vedremmo le comiche se rimanessero dove le deposita il mare).<\/p>\n<p>Verso le 11 io e Marco decidiamo di rompere gli indugi, incoraggiati da altre persone che paiono svezzate e conoscitrici della zona, e si avventurano senza pensarci due volte nel fango lasciato scoperto dall&#8217;acqua che si ritira. I primi metri sono orribili, il fango sembra grasso da cuscinetti, color sabbia sopra e color petrolio sotto, e si affonda in modo preoccupante. L&#8217;estrazione del piede d&#8217;appoggio dalla morsa della melma non \u00e8 banale, e Duchessa non fa neanche dieci metri che \u00e8 in trappola.<\/p>\n<p>Solo il soccorso di Marco le permette di liberarsi e di riguadagnare indenne la solida riva. Io e Marco continuiamo, e dopo un centinaio di metri iniziamo a saggiare l&#8217;orribile fango. Subito iniziamo la raccolta di belle vongole, le pi\u00f9 piccole sono pi\u00f9 grosse di quelle \u201cveraci\u201d che ci vendono in Italia, le pi\u00f9 grandi delle meraviglie che si avvicinano ai 4 cm. E&#8217; incredibile quanto prodotto ci sia, considerato che ogni giorno dell&#8217;estate nugoli di turisti assalgono i bassifondi e prelevano una bella dose di molluschi.<\/p>\n<p>Il giochino prosegue per un paio d&#8217;ore, faticose per la schiena e le gambe, seguendo un percorso random che ci allontana dalla linea di alta marea. Duchessa ci ha nel frattempo raggiunti, seguendo una via pi\u00f9 solida emersa mentre io e Marco eravamo a testa china. La mole di persone che ha invaso l\u2019area \u00e8 incredibile: si vedono sagome umane anche in zone estremamente lontane, sicuramente emerse una buona ora dopo che io e Marco abbiamo iniziato la raccolta. La baia deve essere una qualcosa di simile a quella di Mont Saint Michel, perch\u00e9 tutto intorno vediamo solamente fondale emerso.<\/p>\n<p>Rientriamo al mezzo verso le 14, con le vongole lavate e liberate dalla massa di fango che le copriva. Il Passage du Gois \u00e8 un brulicare, e la strada emersa \u00e8 percorsa da una fila continua di auto, campers e biciclette.<\/p>\n<p>Il notevole traffico ci consiglia di rimanere fermi dove siamo, per cui spendiamo il nostro tempo fin verso le 18 intenti a leggere, continuare nell&#8217;opera di risciacquo delle vongole, lanciare sassi nel fango (per osservare divertiti l&#8217;osceno rumore che questo emette nell&#8217;accogliere, inghiottendolo completamente, il pezzetto di roccia).<\/p>\n<p>Prima che sia troppo tardi, ci muoviamo verso Noirmoutier-en-Ile, dove facciamo gasolio e spesa in un ottimo Intermarch\u00e9.<\/p>\n<p>In attesa della sera, girelliamo verso le estremit\u00e0 Nord dell&#8217;isola, dove ci sono discrete spiagge, e tante piccole case vacanza, seraficamente immerse tra gli alberi.<\/p>\n<p>Per la notte abbiamo optato per il grande ed affollatissimo parcheggio (7.00 \u20ac il pernottamento) di Normoutier-en-Ile.<\/p>\n<p>La cena prevede spaghetti con il 50% delle vongole pescate (il rimanente lo faremo domani sera), e dobbiamo dire che lo abbiamo apprezzato molto, forse anche perch\u00e9 il cibo procurato con fatica \u00e8 pi\u00f9 gustoso. Resta un mistero come delle vongole che vivono in un fondo cos\u00ec orribilmente puzzolente, non portino con se alcuna traccia del cattivo odore, n\u00e9 al gusto presentino qualcosa che non va.<\/p>\n<p>Prima di andare a dormire abbiamo anche assistito al piccolo spettacolo pirotecnico offerto dal Comune per festeggiare la festa del 14 Luglio.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0075.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Fango, gente e pesca a piedi al Passage du Gois\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0075-e1308650979482.jpg\" alt=\"Fango, gente e pesca a piedi al Passage du Gois\" width=\"530\" height=\"397\" \/><\/a><br \/>\nFango, gente e pesca a piedi al Passage du Gois<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0095.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Fango orribile ma vongole sublimi al Passage du Gois\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0095-e1308651217294.jpg\" alt=\"Fango orribile ma vongole sublimi al Passage du Gois\" width=\"530\" height=\"397\" \/><\/a><br \/>\nFango orribile ma vongole sublimi al Passage du Gois<\/h4>\n<h4>Marted\u00ec 14 Luglio 2009<\/h4>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Noirmoutier-en-Ile   &#8211; Sauveterre<\/td>\n<td width=\"168\">83<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Sauveterre   &#8211; Damvix<\/td>\n<td width=\"168\">105<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 188<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1568<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Stamani ci siamo fatti una paio di ore a zonzo nel bel mercato che affolla il paese. Siamo amanti dei mercati, perch\u00e9 sono una fotografia abbastanza autentica delle abitudini e dei gusti di un popolo, e perch\u00e9 ci si trova sempre qualcosa di carino.<\/p>\n<p>Grande numero di banchi, articoli d&#8217;ogni genere, tante persone che girano senza meta (prezzi della frutta proibitivi!!). Degni di nota i banchi dei formaggi e quelli di pesce e frutti di mare, una tentazione pazzesca.<\/p>\n<p>Verso le 11 siamo rientrati al mezzo, abbiamo fatto Camper Service, e ci siamo rimessi in marcia verso una zona particolare di questa parte di Francia: il Marais Poitevin. Si tratta di una vasta area umida, parte della quale oramai \u201csecca\u201d ovvero con acque canalizzate e grandi appezzamenti coltivati, e parte invece ancora semi-palustre, con canali di collegamento coperti da alberi. Questi filtrano la luce che con le loro fronde, ed hanno fatto soprannominare la zona \u201cVenis verte\u201d, Venezia verde.<\/p>\n<p>Il percorso di avvicinamento \u00e8 tortuoso, specie nel tratto costiero, dove \u00e8 un continuo susseguirsi di localit\u00e0 balneari poco adatte ai campers (campeggi a parte).<\/p>\n<p>Per pranzare ci siamo fermati vicini alla spiaggia di Sauveterre, un luogo probabilmente bello se non fosse che \u00e8 letteralmente preso d&#8217;assalto da una moltitudine di persone.<\/p>\n<p>Rapido spuntino e siamo ripartiti saltando a pi\u00e8 pari Le Sabbles d&#8217;Olones, non perch\u00e9 ci sia antipatica, ma semplicemente perch\u00e9 per vedere una cittadina balneare come questa non c&#8217;\u00e8 bisogno di arrivare sulle coste dell&#8217;Atlantico (ci fidiamo del parere della guida).<\/p>\n<p>Il nostro lungo spostamento si conclude a Damvix, un piccolo paesino lungo uno dei canali della \u201cVenis verte\u201d. Qui c&#8217;\u00e8 un imbarcadero dal quale \u00e8 possibile accedere alla rete dei canali mediante barche o canoe Canadesi, con o senza accompagnatore. Domani, tempo volendo, faremo il giro lungo, quattro ore di pagaia lungo gli altrettanti percorsi che l&#8217;organizzazione consiglia.<\/p>\n<p>Ci sistemiamo in un praticello vicini all&#8217;imbarcadero, praticamente di fronte al locale campeggio (nessuno ci butta fuori o ci guarda male, meditate gente, meditate).<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un discreto affollamento, anche perch\u00e9 alle 23 ci saranno i fuochi d&#8217;artificio.<br \/>\nAddirittura, verso le 22 passer\u00e0 anche la banda, ol\u00e9, tutta vita ;-))<\/p>\n<p>Noi abbiamo sonno, ed andiamo a letto, i fuochi li sentiremo solamente (se non saremo gi\u00e0 addormentati di sasso).<\/p>\n<h4>Mercoled\u00ec 15 Luglio 2009<\/h4>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Damvix \u2013 La   Rochelle<\/td>\n<td width=\"168\">48<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\">\n<h6>Totale tappa 48<\/h6>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1616<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Mai dire mai&#8230;&#8230; notte difficile, in quanto finiti i fuochi d&#8217;artificio la confusione \u00e8 continuata a lungo, con un martellare continuo di musica e persone intente a cantare, gridare e fare chiasso (comprendiamo, \u00e8 la loro festa Nazionale e quindi hanno fatto bene a godersela).<\/p>\n<p>Al risveglio il luogo \u00e8 irriconoscibile rispetto a ieri sera: silenzio assoluto, nessuno in vista, una pace totale.<\/p>\n<p>Il cielo \u00e8 grigio, solito aspetto mattutino, ma comincio a credere che sia pi\u00f9 bruma nebbiosa, che vere nuvole, perch\u00e9 ad una certa ora il sole pulisce tutto e torniamo a vedere l&#8217;azzurro.<\/p>\n<p>Fatta scorta di baguettes ci portiamo all&#8217;imbarcadero, dove in cambio di 42.00 \u20ac ci forniscono per l&#8217;intera giornata una bella canoa Canadese, tre pagaie, le mappe delle rete dei canali con ben evidenziati i percorsi e la posizione delle chiuse, ed un bel bidone in plastica con tappo a vite per lo stoccaggio degli effetti da tenere all&#8217;asciutto.<\/p>\n<p>Trascorriamo oltre quattro ore a zonzo nei canali, che sono un ambiente veramente affascinante: lame di acqua placida, circondate da alberi che in alcuni tratti formano dei veri e propri tunnel di vegetazione, con tutto intorno campi coltivati o pascoli invasi da mucche e vitellini. Il silenzio \u00e8 veramente assoluto, non si sente alcun rumore se non il frusciare della brezza sulle chiome degli alberi.<\/p>\n<p>Per pranzo ci siamo appoggiati ad una radura pic-nic (cos\u00ec recitano le mappe) in compagnia di una famiglia di camperisti Belgi, con i quali abbiamo scambiato alcune impressioni sul nostro girovagare.<\/p>\n<p>Un aspetto che \u00e8 relativamente deludente \u00e8 la fauna ornitologica, che avrei immaginato pi\u00f9 consistente. Abbiamo visto due bei Aironi rossi (non comunissimi), varie Gallinelle d&#8217;acqua (una delle quali accompagnata dalla sua stupenda nidiata di pulcini), qualche Germano, ma nessun rapace e nessun acquatico pregiato. Forse abbiamo avuto sfortuna, o forse non \u00e8 la zona migliore del Marais Poitevin, tant&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Alle 14.30 le dure sedute della canoa hanno la meglio sui nostri sederi, e decidiamo per terminare la visita dopo aver visto in ogni caso una bella quantit\u00e0 dei canali nei dintorni di Damvix.<\/p>\n<p>Ripartiamo alla volta di La Rochelle, indicata dalla guida come una piccola perla della costa Atlantica, che raggiungiamo facilmente mediante una bella strada a quattro corsie. Ci sistemiamo al parcheggio Jean Moulin, giusto dietro alla stazione (10.00 \u20ac per 24 ore), in compagnia di un modesto numero di mezzi.<\/p>\n<p>Visto che non \u00e8 tardissimo, facciamo un giro a piedi \u201cdowntown\u201d per farci un&#8217;idea del luogo. Domani vedremo meglio, ma effettivamente La Rochelle fornisce un impatto bello e suggestivo al visitatore.<\/p>\n<p>Abbiamo anche scoperto che sui moli del Porto Vecchio ci sono varie possibilit\u00e0, tra le altre, di effettuare gite in barca di vario prezzo e durata verso le circostanti isole e verso il Fort Boyard, noto ai pi\u00f9 per una fortunata serie televisiva che venne offerta molti anni fa sull&#8217;emittente Francese \u201cAntenne 2\u201d.<\/p>\n<p>In poco pi\u00f9 di dieci minuti torniamo al camper, ceniamo, e dopo un po&#8217; di relax ci ritiriamo.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0115.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"A zonzo nei canali del Marais Poitevin, la \u201cVenezia verde\u201d\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0115.jpg\" alt=\"A zonzo nei canali del Marais Poitevin, la \u201cVenezia verde\u201d\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><br \/>\nA zonzo nei canali del Marais Poitevin, la \u201cVenezia verde\u201d<\/h4>\n<p><strong>Gioved\u00ec 16 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\" valign=\"top\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\" valign=\"top\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">La Rochelle<\/td>\n<td width=\"168\">0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1616<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Siamo accolti da una bellissima giornata, che durer\u00e0 fino all&#8217;ora di cena. Sole splendente, cielo pulito, caldo, leggera brezza refrigerante.<\/p>\n<p>Lo spostamento verso il centro lo facciamo a piedi, nonostante il prezzo del parcheggio comprenda anche una navetta gratuita.<\/p>\n<p>Abbiamo visitato le tre torri che svettano sull&#8217;abitato, quella di \u201cSan Nicholas\u201d, quella de \u201cLa Chaine\u201d e quella della \u201cLanterna\u201d. Quest&#8217;ultima ha un significato storico particolare, in quanto rappresenta il pi\u00f9 vecchio ed ultimo rimasto faro medievale della costa Atlantica Francese. La visita costa 16.00 \u20ac totali per le tre torri, e permette di avere una visione notevole sull&#8217;insieme del Porto Vecchio, sui principali monumenti cittadini, sul tratto di mare antistante l&#8217;imbocco del porto, e purtroppo anche su orribili palazzoni sorti nell&#8217;area cittadina di Nord-Ovest  (tutto il mondo \u00e8 paese&#8230;).<\/p>\n<p>La Rochelle era un luogo particolare nei secoli XVII e XVIII: un grande e potente porto commerciale, addirittura base di partenza per spedizioni verso il continente Americano, ed un crocevia di varie etnie quali Bretoni, Normanni, Irlandesi, Inglesi. Inoltre era alleata con  l&#8217;Inghilterra, e ci\u00f2 la mise contro il regnante di Francia che la pun\u00ec duramente scatenandogli contro un esercito che la pose sotto assedio. Quando La Rochelle capitol\u00f2, la sua popolazione era per la maggior parte morta per la fame patita.<\/p>\n<p>Per pranzo ci siamo fermati in un locale (ce ne sono a bizzeffe) dove abbiamo goduto di un classico \u201cmoules+frites\u201d, ovvero cozze e patatine fritte, il tutto per 34.10 \u20ac incluse birre e Coca-Cola per il Duca. Le cozze che si mangiano in Francia sono uno spettacolo: guscio piccolo, quasi ti delude quando arriva il piatto,  ma il frutto \u00e8 di dimensioni inaspettate, praticamente occupa per intero il guscio.<\/p>\n<p>Visto che non avremmo fatto in tempo a levare le tende per le 17.02 (scadenza delle 24 ore di parcheggio) abbiamo optato per prolungare la nostra sosta a Le Rochelle, e ci siamo portati su uno dei moli per visitare il Museo Marittimo. Gli aspetti del mare, e di come la vita di queste popolazioni costiere vi si correla, vengono proposti mediante l&#8217;accesso agli interni di un peschereccio d&#8217;altura e di una nave oceanografica stazionaria, che hanno operato negli anni &#8217;70 ed &#8217;80. Si tratta di un&#8217;esperienza suggestiva, in quanto non \u00e8 facile riuscire a mettere piede in tutti i locali che una nave possiede, e qui non se ne manca davvero neanche uno. Impressionante la vita dei pescatori, oltre dieci giorni sui Grani Banchi di Terranova, in mare aperto, senza un secondo di tregua, alternando il lavoro sulle reti (calata, recupero e riparazione dei danni), con quello sul pescato (cernita, pulizia e stoccaggio nelle celle fredde). Roba da morire.<\/p>\n<p>Terminata la visita verso le 17.30, ci siamo diretti alla Porte de la grosse Horologe, dove abbiamo fatto scorta di prodotti di conserveria in un negozio del locale consorzio di pesca. L\u2019acquisto ha incluso sgombri, sardine e crema da tartine, tutti in preparazioni un po&#8217; meno solite di quelle che troviamo a casa.<\/p>\n<p>Per tornare al camper abbiamo un po&#8217; allungato la strada, passando nella bella Rue du Palais, piena di tanti bei negozi (in zona ci sono delle cioccolaterie da infarto).<\/p>\n<p>Rientriamo al camper con il cielo che rapidamente volge al brutto, confermando purtroppo cosa avevamo letto nella bacheca degli avvisi ai naviganti in zona Museo Marittimo.<\/p>\n<p>Ci facciamo una doccia, cena leggera, ed a letto, con la pioggia che inizia a cadere.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0141.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Le torri di San Nicholas e de \u201cLa Chaine\u201d a La Rochelle\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0141-e1308651393593.jpg\" alt=\"Le torri di San Nicholas e de \u201cLa Chaine\u201d a La Rochelle\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a><br \/>\nLe torri di San Nicholas e de \u201cLa Chaine\u201d a La Rochelle<\/h4>\n<p><strong>Venerd\u00ec 17 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">La Rochelle   \u2013 Point la Fum\u00e9e<\/td>\n<td width=\"168\">32<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Point la   fum\u00e9e &#8211; Rochefort<\/td>\n<td width=\"168\">17<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Rochefort \u2013   Port des Barques<\/td>\n<td width=\"168\">23<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 72<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1688<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Purtroppo al risveglio \u00e8 subito chiaro che il programma della giornata (visita della Ile d&#8217;Aix) sar\u00e0 difficilmente attuabile. Piove, tira un gran vento teso, la temperatura \u00e8 intorno ai 16\u00b0C, insomma una bella giornata Atlantica in stile \u201cIrish\u201d.<\/p>\n<p>Il clima ci tiene a letto un&#8217;ora in pi\u00f9, poi decidiamo di muoverci comunque. Saldiamo il conto del parcheggio (20.00 \u20ac), sistemiamo le incombenze idriche dell&#8217;Ottobre Rosso, e ci mettiamo in marcia, facendo una sosta dopo pochi km ad un Carrefour per approvvigionarci di frutta e verdura.<\/p>\n<p>Ci portiamo su Point la Fum\u00e9e, dove partono i battelli per l&#8217;Ile d&#8217;Aix. La sosta lunga \u00e8 possibile o nel campeggio o nel parcheggio a pagamento, che costa intorno ai 2.50 \u20ac ogni ora (meno male che la prima \u00e8 gratis, cos\u00ec almeno ci si pu\u00f2 fermare in cerca d&#8217;informazioni senza grossi problemi).<\/p>\n<p>Scendiamo solo pochi minuti, perch\u00e9 la situazione meteo non \u00e8 realisticamente affrontabile. La pioggia non sarebbe un grosso problema, fosse per quella ce ne infischieremmo, ma il vento \u00e8 davvero implacabile, non concede possibilit\u00e0. Per oggi l&#8217;Ile d&#8217;Aix deve aspettare, quindi decidiamo per una puntata sulla vicina Roquefort, dove andiamo a visitare la Corderia Reale ed il cantiere dell&#8217;Hermione.<\/p>\n<p>La Corderia Reale \u00e8 un bella e particolarissima costruzione ad uso industriale, posta sulle sponde del fiume Charente, magnificamente restaurata dopo i gravissimi danni che le furono inferti alla fine della II Guerra Mondiale. All&#8217;interno sono esposti vari materiali tutti inerenti la costruzione dei cordami in canapa, essenziali nel passato dove le navi conoscevano solamente il motore eolico. Ci sono alcune dimostrazioni pratiche, anche se solamente in Francese (su questo aspetto i nostri cugini dovrebbero un po&#8217; ampliare la loro offerta, che \u00e8 francamente scarsina). In questo periodo dentro ai locali \u00e8 anche allestita una mostra dedicata alla storia del canale di Panama, iniziato dai Francesi (che ebbero l\u2019idea ma poi fecero bancarotta) e terminato dagli Statunitensi (che rilevarono l\u2019impresa e quindi poi si godettero i diritti di passaggio per 100 anni).<\/p>\n<p>La seconda parte della visita \u00e8 inerente al cantiere della nave Hemione, una riproduzione fedele dell\u2019omonimo battello che porto in America il Generale Lafayette tre secoli or sono.<br \/>\nE&#8217; un&#8217;opera notevole, iniziata per la passione di alcuni fondatori locali che hanno trovato finanziamenti un po&#8217; ovunque. La nave \u00e8 a buon punto, e lo scopo finale \u00e8 farla viaggiare fino a Boston, ripetendo quel viaggio di tanti anni fa.<\/p>\n<p>Decidiamo di abbandonare Roquefort senza ulteriori visite, in quanto preferiamo tornare sulla costa. Ci portiamo sul vicino Port des Barques, in particolare di fronte al Pass aux Boeuf, una strada sommersa che collega la terraferma alla minuscola Ile Madame. Siamo sulla sponda Sud dell&#8217;estuario della Charente, un luogo votato all&#8217;allevamento delle ostriche. La sosta camper, detta del Calvario, \u00e8 proprio a vista mare, un luogo interessante e di gran pace, che vuole in contropartita 6.00 \u20ac al giorno (e noi li pagheremo ben volentieri).<\/p>\n<p>Il cielo adesso \u00e8 azzurro, ma permane un vento freddo e molto teso da Nord-Ovest. Visto che non \u00e8 ancora proprio ora di cena, io e Marco decidiamo di fare due passi, percorrendo la striscia di sabbia e sassi fino all&#8217;isoletta.<\/p>\n<p>Domattina ci sar\u00e0 bassa marea, e Giove pluvio volendo faremo una passeggiata fino all&#8217;isola, facendo il giro della sua costa (3-4 km in tutto). La \u201cdeadline\u201d \u00e8 mezzogiorno, in quanto la tabella delle maree dice che alle 12.25 il passaggio andr\u00e0 sott&#8217;acqua.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0162.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Lo splendido e particolarissimo edificio della Corderia Reale a Roquefort\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image0162-e1308651447426.jpg\" alt=\"Lo splendido e particolarissimo edificio della Corderia Reale a Roquefort\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a><br \/>\nLo splendido e particolarissimo edificio della Corderia Reale a Roquefort<\/h4>\n<h4>Sabato 18 Luglio 2009<\/h4>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Port des   Barques &#8211; Brouage<\/td>\n<td width=\"168\">17<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Brouage \u2013   Boyardville (Ile d&#8217;Oleron)<\/td>\n<td width=\"168\">43<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 60<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1748<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La sveglia suona alle 7.00 in punto, e dopo una ventina di minuti di \u201creazione\u201d, ci alziamo con un certo ottimismo. Il vento c&#8217;\u00e8 ancora, ma molto pi\u00f9 sopportabile di quanto non lo fosse ieri, ed anche se il cielo \u00e8 percorso da \u201cbarconi\u201d di nuvole, sembra che la situazione sia nettamente pi\u00f9 stabile rispetto a ieri.<\/p>\n<p>Resuscitiamo il Duca, facciamo colazione, versiamo i 6.00 \u20ac ad un addetto del comune che passa a farci visita, ed alle 8.40 ci incamminiamo verso l&#8217;Ile Madame sulla strada scoperta dalla marea.<\/p>\n<p>La passeggiata \u00e8 piacevole, fresca quando siamo al vento, abbastanza accaldata quando siamo nelle zone riparate. Il sole riesce spesso a fare capolino ed a rimanere splendente per vari minuti, facendo lo slalom tra i vari nuvoloni che percorrono rapidi il cielo. La piccola Ile Madame \u00e8 un luogo che dona una profonda sensazione di \u201cinsularit\u00e0\u201d, dovuta alla poca gente in giro, al silenzio rotto solamente da qualche gabbiano, alla visione delle correnti che solcano le zone dove la marea inizia ad aggredire i bassifondi. Lungo il tragitto vediamo campi con piccole e coraggiose coltivazioni di grano e mais, le vasche di affinamento delle ostriche, grandi palafitte per la pesca con la bilancia, conigli selvatici che sfrecciano spaventati dalla nostra presenza, mucche e cavalli. In lontananza si vedono la massiccia sagoma del Fort Boyard e la lunga striscia costiera Est dell&#8217; Ile d&#8217;Oleron, mentre Fouras e l&#8217;Ile d&#8217;Aix occhieggiano vicini.<\/p>\n<p>Abbiamo anche fatto una breve visita nelle casematte che un tempo erano asservite al forte che tutt&#8217;ora troneggia sulla sommit\u00e0 dell&#8217;isola (pochi metri di elevazione rispetto al mare).<\/p>\n<p>Alle 11.30 siamo rientrati al camper, mentre la marea inizia a rimontare sui bassifondi fangosi portandosi dietro un&#8217;acqua orribilmente marrone. E\u2019 bene sapere che queste zone di marea, a causa del fondale limaccioso e del rimescolio provocato dal continuo andirivieni del mare, non conoscono praticamente mai acqua limpida. A chi piace fare il bagno ad ogni costo, consigliamo di tirare diritto.<\/p>\n<p>Alle 12.45 la strada \u00e8 completamente sommersa, ed io, approfittando della marea entrante,  ho pescato per un paio di ore (senza risultato), interrompendomi solamente per un buon piatto di pastasciutta. Altri pescatori non hanno avuto risultati migliori, nonostante sfoggiassero sui loro ami delle ottime tremoline delle quali io non potevo disporre.<br \/>\nNel frattempo il meteo \u00e8 sensibilmente peggiorato, vento in rinforzo e nuvoloni molto neri in agguato.<\/p>\n<p>Alle 16 circa ci siamo messi seraficamente in marcia, puntando verso Brouage, una piccola cittadella fortificata costruita nel XVII secolo. L&#8217;area che si attraversa seguendo la piccola strada dipartimentale \u00e8 molto bella, ricca di canali e di parchi ostricoli, e dominata da una sorprendente quantit\u00e0 di rapaci (Poiane e Nibbi) che danno sfoggio di se veleggiando sopra le nostre teste.<\/p>\n<p>La visita di Brouage \u00e8 piacevole, in quanto la cittadina ha mantenuto l&#8217;antica struttura fortificata, ed \u00e8 circondata da belle mura percorribili a piedi, sui cui sono situate garitte in pietra dove un tempo sostavano le sentinelle.<\/p>\n<p>La nostra marcia \u00e8 continuata con una sosta lampo ad un Intermarch\u00e9 (gasolio e baguettes per la cena), e poi ci siamo finalmente immessi sull&#8217;Ile d&#8217;Oleron, facendo rotta su Boyardville, il luogo dove partono i battelli per le escursioni in mare.<\/p>\n<p>La situazione sosta camper non \u00e8 rosea; per la notte ci sono diffusi divieti che ci consigliano di riparare in campeggio. Quello municipale \u00e8 in bella posizione, ma relativamente lontano dalla zona di partenza dei battelli, per cui decidiamo per il Camping Signol, praticamente in paese ma abbastanza caro per quel che in fondo offre (40.00 \u20ac). Se non si ha bisogno di essere vicini al paese, sicuramente il camping comunale \u00e8 in posizione molto pi\u00f9 interessante. La piazzola che ci \u00e8 stata assegnata \u00e8 spaziosa, ma avuto qualche difficolt\u00e0 per l&#8217;allacciamento elettrico, in quanto la colonnina era ben lontana (meno male che il mio ruzzolone di cavo \u00e8 bello capiente&#8230;).<\/p>\n<p>Abbiamo rapidamente cenato, e poi siamo andati a fare due passi per vedere dov&#8217;\u00e8 la biglietteria per le gite in mare. Domattina speriamo nel tempo, il target di giornata \u00e8 l&#8217;Ile d&#8217;Aix, mancata proprio ieri a causa delle avverse condizioni meteo.<\/p>\n<p>Sono le 00.21, il letto mi chiama\u2026.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image018.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Palafitta per la pesca con la bilancia sulle coste della piccola Ile Madame\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image018.jpg\" alt=\"Palafitta per la pesca con la bilancia sulle coste della piccola Ile Madame\" width=\"610\" height=\"458\" \/><\/a><br \/>\nPalafitta per la pesca con la bilancia sulle coste della piccola Ile Madame<\/h4>\n<p><strong>Domenica 19 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Boyardville   (Ile d&#8217;Oleron)<\/td>\n<td width=\"168\">0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1748<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ottimo riposo, il campeggio \u00e8 silenziosissimo pur essendo discretamente grande e abbastanza frequentato. Sveglia alle 7.30, colazione, e poi io vado subito alla biglietteria della compagnia di navigazione \u201cDes Iles\u201d per acquistare i passaggi per Fort Boyard e l&#8217;Ile d&#8217;Aix.<\/p>\n<p>La giornata promette bene: vento irrilevante, qualche classico nuvolone, ma in generale la situazione sembra messa per il verso giusto e si vede abbastanza azzurro.<\/p>\n<p>Tornato al camper a prendere il resto della truppa, ci portiamo vicino ai moli, dove un piccolo mercato propone delizie di ogni genere: dai bellissimi frutti di mare ad una selezione notevole di salumi della Savoia, passando per attraente carne ed i soliti splendidi formaggi. Non resistiamo, e ci mettiamo nelle zaino un piccolo salamino ed un paio pezzi di formaggio. Prima di partire, sosta irrinunciabile dal boulanger per fare scorta di baguettes di vario tipo.<\/p>\n<p>La traversata per l&#8217;isola \u00e8 veloce, neanche mezz&#8217;ora, ed include il passaggio ravvicinato dal  magnifico e possente Fort Boyard (mica roba da ridere, costruire una cosa del genere in una posizione come questa). La cosa buffa \u00e8 che questo edificio militare, che doveva fare la guardia al Pertuis d\u2019Antioche, non entr\u00f2 mai in servizio. I progressi dell\u2019artiglieria lo resero obsoleto prima ancora che fosse completato.<\/p>\n<p>Arriviamo alla piccola Ile d&#8217;Aix e ci mettiamo subito in marcia, essendo nostra intenzione fare tutti i 7 km del periplo. Oggi \u00e8 Domenica, e ci\u00f2 comporta sicuramente un maggior numero di turisti, ma la situazione \u00e8 ordinata e vivibilissima. La costa dell&#8217;isola alterna zone spiaggiose a tratti con scogli suggestivi, coperti da chioccioline di mare e, per chi sa trovarle, ostriche. Volgendo lo sguardo verso l&#8217;interno si vede un notevole manto di vegetazione varia. Bello il bosco che caratterizza la parte settentrionale, e che regala un magnifico fresco.<\/p>\n<p>Verso le 13 abbiamo fatto sosta su una terrazza naturale per goderci il panorama sul mare intenti a consumare i nostri panini. La zona \u00e8 notevolmente frequentata da barche a vela, che hanno approfittato della marea montante per uscire dai vari ripari che le ospitano (molte darsene non sono agibili a bassa marea, chiudono le saracinesche a finch\u00e9 l\u2019acqua non risale, tutti dentro).<\/p>\n<p>Il tempo tiene, il sole \u00e8 bello caldo, ed una leggera brezza stempera la sua forza.<br \/>\nCi rimettiamo in marcia, rientrando fin quasi all&#8217;inizio del paese, dove una breve deviazione permette di raggiungere il Fort Li\u00e9dot, abilmente dissimulato sulla sommit\u00e0 della collinetta pi\u00f9 alta dell&#8217;isola (in ogni caso, nessuna paura, non sono neanche 10  metri sul livello del mare). Qui Marco, credendosi Tarzan, si mette a fare l&#8217;acrobata con un cordino da 2 mm (lui che ora pesa intorno ai 70 kg) rimediando un capitombolo notevole che gli procura, per fortuna, solo alcune escoriazioni ad un gomito.<\/p>\n<p>Rientriamo nel paese, che \u00e8 una struttura fortificata in stile Brouage. Girelliamo nelle pittoresche stradine e visitiamo il piccolo museo dedicato a Napoleone, che qui soggiorn\u00f2 pochi giorni (praticamente prigioniero) alla fine della sua parabola prima di partire per la definitiva vacanza a Sant&#8217;Elena. Incluso nel prezzo c&#8217;\u00e8 anche il Museo Africano, una collezione di trofei ed oggetti etnici portata qui da un classico benestante del XIX secolo, che non avendo nulla da fare in patria, giocava a fare l&#8217;esploratore nel cuore del Continente Nero.<\/p>\n<p>Torniamo a Boyardville, e subito al campeggio, in quanto Duchessa deve fare un po&#8217; di bucato.<\/p>\n<p>Io nel frattempo mi procuro i dati di accesso alla rete wi-fi del bar e mi balocco un po\u2019 con Internet.<\/p>\n<p>La serata finisce cos\u00ec, una rapida e leggera cena, un po&#8217; di ulteriore navigazione web alla ricerca d&#8217;informazioni per i luoghi da visitare nei giorni a venire, Il Duca che via Messanger scambia due saluti con una sua amica in Italia.<\/p>\n<h4><strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image020.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"La mole di Fort Boyard domina il Pertuis d'Antioche tra le isole Oleron e Aix\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image020-e1308651609476.jpg\" alt=\"La mole di Fort Boyard domina il Pertuis d'Antioche tra le isole Oleron e Aix\" width=\"600\" height=\"467\" \/><\/a><br \/>\nLa mole di Fort Boyard domina il Pertuis d&#8217;Antioche tra le isole Oleron e Aix<\/p>\n<p><\/strong><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong>Luned\u00ec 20 Luglio 2009<\/strong><\/h4>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Boyardville   \u2013 Faro di Chassiron (Ile d&#8217;Oleron)<\/td>\n<td width=\"168\">21<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Faro di   Chassiron \u2013 La Grand Plage (Ile d&#8217;Oleron)<\/td>\n<td width=\"168\">41<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 62<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1810<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Oggi il risveglio \u00e8 sotto un bellissimo sole. Giornata splendida, molto pi\u00f9 calda dei giorni passati, e rimarr\u00e0 cos\u00ec fino a sera.<\/p>\n<p>Appena fatta colazione, ci mettiamo in sella alle biciclette per un giro di una ventina di km. Veramente da non perdere la zona della Foret des Saumonards, un bel polmone verde pieno di profumi che si affaccia su ampie spiagge di sabbia fine. Interessante anche il tratto pi\u00f9 interno che costeggia delle vecchie saline, con gli immancabili rapaci a ricamare il cielo. Gran parte dell&#8217;itinerario si svolge su strade a basso traffico, o addirittura su piste esclusivamente ciclabili.<\/p>\n<p>Rientrati al campeggio abbiamo dovuto fare un po&#8217; in fretta a rimettere in ordine il mezzo, sistemare le bici, fare la doccia ed il camper service. Il fatto \u00e8 che il check-out \u00e8 a mezzogiorno, quindi debordare troppo significa correre il rischio di pagare una sovrattassa.<\/p>\n<p>Lasciamo Boyardville, e molto tranquillamente ci dirigiamo lungo la costa fino a Chassiron, sulla punta Nord dell&#8217;isola, dove c&#8217;\u00e8 l&#8217;omonimo faro.<\/p>\n<p>La calma piatta di stamani inizia e dare segni di cedimento, in quanto ci sono veramente tante persone che girellano per ogni dove. Saliamo sul faro, dove si gode di una notevole vista sulla zona (6.50 \u20ac). Nel frattempo la marea monta, e grandi cavalloni spumeggiano sulle zone dove la profondit\u00e0 dell&#8217;acqua \u00e8 minore.<\/p>\n<p>Siamo ripartiti per un lento pellegrinaggio lungo la costa Ovest dell&#8217;isola, tutta piuttosto bella ma decisamente presa d&#8217;assalto da numerosi turisti. Non mancano vari divieti e molte sbarre che ci impediscono di arrivare negli spots migliori.<\/p>\n<p>Rientrati verso il centro dell&#8217;isola, approfittiamo dell&#8217;Intermarch\u00e9 di Dolus per fare una sosta finalizzata all&#8217;acquisto di acqua e frutta (pi\u00f9 qualche inevitabile extra che finisce sempre nel carrello a causa della gola).<\/p>\n<p>Ci dirigiamo poi alla Grand Plage, pochi km dopo Saint-Trojan, uno spiaggione molto rinomato e, da quel che abbiamo visto, anche molto frequentato. Per fortuna arriviamo alle 19 passate, per cui ci sono oramai tantissimi posti liberi e non abbiamo difficolt\u00e0 a sistemarci in ottima posizione.<\/p>\n<p>Prima di cena abbiamo trascorso una buona ora a baloccarci sulla spiaggia, magnifica ed enorme, un biliardo livellato dal mare in ritiro, con dietro una bella duna di sabbia fine e bianca. Il luogo \u00e8 magico, e decidiamo di rimanere per godercelo domani. Ci sistemiamo in una piccola area accostata alla strada principale, in compagnia di altri equipaggi dai quali apprendiamo che non ci sono divieti di pernottamento per i campers (una cosa invece diffusamente presente in vari altri punti dell&#8217;isola).<\/p>\n<p>Silenzio assoluto, buonanotte!!<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image021.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"La Grand Plage, a Sud-Ovest della costa de l\u2019Ile d\u2019Oleron\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image021.jpg\" alt=\"La Grand Plage, a Sud-Ovest della costa de l\u2019Ile d\u2019Oleron\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><br \/>\nLa Grand Plage, a Sud-Ovest della costa de l\u2019Ile d\u2019Oleron<\/h4>\n<p><strong>Marted\u00ec 21 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">La Grand   Plage (Ile d&#8217;Oleron)<\/td>\n<td width=\"168\">0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1810<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Alle 7.30 circa metto in moto, e sposto il mezzo lungo la via principale, a pochi metri dalla duna che immette sulla spiaggia. La posizione \u00e8 pi\u00f9 da parcheggio che da comoda sosta, ma non vorrei rimanere imbottigliato quando arriver\u00e0 la massa dei turisti \u201cautomuniti\u201d.<\/p>\n<p>Facciamo colazione osservando una situazione meteo che promette bene, e poi ci dirigiamo sulla spiaggia, scoperta quasi completamente dalla bassa marea. Passeggiamo in direzione della Pointe du Maumusson, ed attirati da molte persone intente nella \u201cpesca a piedi\u201d, ci mettiamo a scavare nella sabbia che ospita la Tellina, un bivalva che alcuni chiamano anche Arsella (mai capito se poi si tratti della stessa cosa o se siano in realt\u00e0 due specie distinte). Dopo una buona mezz&#8217;ora di scarsi risultati nel bagnasciuga, io mi accorgo casualmente della presenza di piccolissimi forellini nella zona di arenile oramai totalmente asciutta; ebbene, sotto ognuno di questi c&#8217;\u00e8 una bella Tellina. Scoperto il trucco, in poco meno di un&#8217;ora facciamo la nostra bella scorta per la pastasciutta serale.<\/p>\n<p>Rientrati al camper abbiamo preso sedie, un po&#8217; di cibo, acqua, libri e canna da pesca, e ci siamo andati a sistemare comodamente ai piedi della duna. Il resto della giornata \u00e8 trascorso in full relax, leggendo, pescando a spinning, godendo lo spettacolo del lento rimontare della marea. C&#8217;\u00e8 tanta gente, impegnata in ogni genere di attivit\u00e0 ludica: surf da onda, aquiloni, jogging, corsa, bocce, tamburello, tintarella a cottimo, ecc, ecc, ecc.<br \/>\nAlle 19 passate io e Marco abbiamo rotto gli indugi, ed abbiamo fatto per la prima volta il bagno nelle acque dell&#8217;Atlantico. L&#8217;acqua \u00e8 intorno ai 19\u00b0C, ma muovendosi (anche per combattere una notevole corrente) non si soffre assolutamente il freddo.<\/p>\n<p>Torniamo al mezzo alle 20 passate, e ci concediamo una bella doccia che elimina dalla nostra pelle dosi industriali di sabbia finissima.<\/p>\n<p>Dopo cena, mentre andavo a buttare nel cassonetto un sacco di immondizia, mi sono imbattuto in un bel cinghiale, che mi ha osservato con aria perplessa per qualche secondo prima di fuggire a rompicollo nella boscaglia.<\/p>\n<p>Sono le 23.30, e mentre scrivo ha iniziato a piovere; \u00e8 un bel temporale che ha illuminato a lungo l&#8217;orizzonte a Est prima di raggiungerci.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">PS<\/span><\/p>\n<p>Marco \u00e8 zoppo; nello scendere di corsa dalla duna ha centrato un bel pietrone insabbiato, ed ha un dito del piede violaceo. Speriamo che si risolva tutto in un po&#8217; di dolore e basta, non vorrei che sia procurato una frattura.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image023.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Grand Plage - Che la ricerca delle Telline abbia inizio.\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image023.jpg\" alt=\"Grand Plage - Che la ricerca delle Telline abbia inizio.\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><br \/>\nGrand Plage &#8211; Che la ricerca delle Telline abbia inizio.<\/h4>\n<h4><strong>Mercoled\u00ec 22 Luglio 2009<\/strong><\/h4>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">La Grand   Plage (Ile d&#8217;Oleron) \u2013 Port La Cayenne<\/td>\n<td width=\"168\">34<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Port La   Cayenne \u2013 Faro Point de la Coubre<\/td>\n<td width=\"168\">32<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Faro Pointe   de la Coubre \u2013 Montalivet<\/td>\n<td width=\"168\">58<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 124<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 1934<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La notte \u00e8 trascorsa in splendida tranquillit\u00e0, e ci alziamo alle 8 dopo che io ho spento la sveglia almeno dieci volte (godereccia abitudine di quando siamo in ferie).<\/p>\n<p>Il dito del Duca sta meglio, meno male. Il tempo \u00e8 discreto, piuttosto caldo ed afoso, anche se durante la giornata le velature si faranno sempre pi\u00f9 consistenti.<\/p>\n<p>Fatta colazione ci mettiamo in cerca di un camper service, che troviamo a Saint Trojan ma solo per scaricare (il pieno di acqua non \u00e8 possibile causa guasto al mangiamonete).<\/p>\n<p>Ripassiamo sul viadotto e torniamo sul \u201ccontinente\u201d, fermandoci per qualche minuto a fare due foto al Fort Louvois, uno dei punti fortificati che furono edificati a difesa della foce della Charente in epoca seicentesca.<\/p>\n<p>Attraversiamo Marennes e proseguiamo direttamente sul vicinissimo Port la Cayenne con la sua vasta circostante zona di allevamento delle ostriche. Parcheggiamo il mezzo in prossimit\u00e0 del punto accoglienza de \u201cLa Cit\u00e9 de l&#8217;huitre\u201d che per\u00f2 non visitiamo in quanto l&#8217;offerta di visita ed il prezzo non ci convincono. Optiamo per una giratella in bici sulla ciclabile che passa nella zona delle vasche (vecchie saline) dove adesso le ostriche stanno in maturazione ed ingrasso. Port La Cayenne \u00e8 un pugno di casupole tutte dedite all&#8217;ostricoltura, nulla di che se non fosse che si possono fare grosse scorpacciate degli ottimi molluschi. Il nostro vagabondare ci ha portati all\u2019ora di pranzo, per cui ci fermiamo da \u201cLa vert ostrea\u201d, dove io assaporo ostriche e cozze al curry, Il Duca un piatto di vongole gratinate e zuppa di pesce, Duchessa cozze marinate. Il tutto, ottimo ed abbondante, per 52.00 \u20ac.<\/p>\n<p>Rientrati al mezzo ho dovuto fare un rapido dietro-front fino al ristorante, in quanto ho dimenticato la macchina fotografica sulla spalliera della seggiola.<\/p>\n<p>Rimesso in moto ci siamo avviati verso Royan, facendo una sosta per la visita del faro di Pointe de la Coubre. Luogo bello, ma il faro in se non \u00e8 nulla di speciale perch\u00e9 la cella sommitale \u00e8 chiusa, quindi il panorama \u00e8 visibile solo dalle finestre lungo la lunga scala a chiocciola.<\/p>\n<p>Vista dall\u2019alto la zona circostante si rivela veramente notevole, con un grande bosco che si estende per km ed accompagner\u00e0 a lungo il nostro successivo spostamento a Sud.<\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2 il bel bosco, fintamente foriero di \u201cwilderness\u201d, non ha impedito ad un notevole nugolo di mezzi di assalire la zona: dobbiamo sopportare un caos bestiale con varie code a rallentarci ogni poco fino a Royan. Orrendo!!<\/p>\n<p>Royan stessa non ci ha colpiti per nulla, magari ci sono bellezze nascoste, ma arrivarci (forse scocciati e ben innervositi dal traffico), non ha sollecitato assolutamente il nostro interesse e l&#8217;abbiamo visitata solamente per poter usufruire del passaggio barca, ovvero il piccolo ferry che in 30 minuti ci deposita sulla sponda opposta della Gironda.<\/p>\n<p>Siamo arrivati nel Medoc, \u00e8 qui inizia un tratto lunghissimo di costa detto Cote d&#8217;argent, il pi\u00f9 lungo litorale d&#8217;Europa (da Pointe de la Grave a Biarritz, quasi 200 km).<\/p>\n<p>Subito si ha la sensazione di una minore pressione turistica, forse dovuta anche alla logistica della zona, molto meno agibile e infinitamente meno attrezzata anche in virt\u00f9 delle poche strade veramente costiere disponibili.<\/p>\n<p>Ci sistemiamo a Montalivet, in un&#8217;ampia area dedicata ai campers (4.50 \u20ac), proprio dietro la duna oceanica. C&#8217;\u00e8 un bel numero di mezzi in pieno assetto campeggio (verande, tavoli, paratoie antivento ecc, ecc, ecc), ma si trova posto, quindi ok cos\u00ec.<\/p>\n<p>Dopo cena io ho camminato per una buona ora sull&#8217;arenile in bassa marea, mentre una ragnatela di lampi illuminava in modo molto scenografico il cielo a Sud.<\/p>\n<p>Vado a letto, e piove grosso, speriamo si sfoghi nottetempo.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image025.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Fort Louvois monta la guardia alla foce della Charente\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image025.jpg\" alt=\"Fort Louvois monta la guardia alla foce della Charente\" width=\"500\" height=\"566\" \/><\/a><br \/>\nFort Louvois monta la guardia alla foce della Charente<\/h4>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image027.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Il fido \u201cOttobre Rosso\u201d in crociera sull\u2019estuario della Gironda\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image027.jpg\" alt=\"Il fido \u201cOttobre Rosso\u201d in crociera sull\u2019estuario della Gironda\" width=\"420\" height=\"600\" \/><\/a><br \/>\nIl fido \u201cOttobre Rosso\u201d in crociera sull\u2019estuario della Gironda<\/h4>\n<p><strong>Gioved\u00ec 23 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Montalivet   \u2013 Hourtin Plage<\/td>\n<td width=\"168\">24<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Hourtin   Plage \u2013 Bombannes (Carcans Plage)<\/td>\n<td width=\"168\">45<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 69<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale  2003<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Notte tranquilla, nonostante gli almeno altri cinquanta mezzi in sosta. Ci svegliamo sotto un cielo abbastanza sereno, ma con un forte vento da Sud-Ovest. Approfittando della bassa marea facciamo una lunga passeggiata sulla spiaggia, nel tentativo di fare scorta di telline. Purtroppo non ce ne sono, apparentemente \u00e8 la stessa tipologia di spiaggia di La Grand Plage, ma in realt\u00e0 pochi cm sotto la sabbia c&#8217;\u00e8 tantissimo pietrisco, ed evidentemente non \u00e8 l&#8217;ambiente giusto per le nostre amiche bivalva.<\/p>\n<p>La spiaggia \u00e8 frequentata da surfisti, in particolare appassionati di kite-surf, che volano letteralmente sull&#8217;acqua sotto la spinta del vento teso. Ci sono anche vari naturisti, in virt\u00f9 di un vicino villaggio che li ospita (facciamoci due risate goliardiche e leggere, senza offesa per nessuno, ma ci sono degli \u201cesemplari\u201d dalla nudit\u00e0 veramente improponibile).<\/p>\n<p>Mentre ci godiamo questo immenso arenile, in poco pi\u00f9 di un&#8217;ora il tempo fa un ribaltone clamoroso: al largo c&#8217;\u00e8 un nero impressionante, compatto e senza sfumature, ed a bassissima quota c&#8217;\u00e8 un cordone di nuvole grigie a forma di incudine rovesciata che forma un&#8217;ampissima curva. Si tratta di una cosa mai vista dal vero, e sembra l&#8217;occhio di un ciclone. Gambe in spalla, ritorniamo verso il camper, ed io devo dire che pi\u00f9 che alla pioggia pensavo al rischio di fulmini. L\u2019acqua si \u00e8 scatenata quando eravamo gi\u00e0 al mezzo, quindi ci siamo salvati per un pelo da un vero e proprio bagno.<\/p>\n<p>Dopo un buon 45 minuti di pioggia ed ancora vento, la situazione \u00e8 migliorata e siamo quindi andati a girellare nel mercato del paesino, come al solito stracolmo di prelibatezze alimentari (ostriche a volont\u00e0 ed i buoni vini del Medoc offerti al bicchiere).<\/p>\n<p>Ci siamo rimessi in marcia per un rapido salto verso Sud. Un colpo d&#8217;occhio a Le Pin Sec, praticamente un accesso al mare con un campeggio, una scuola di surf e null&#8217;altro, e siamo arrivati a Hourtin-Plage, una piccola localit\u00e0 ben tenuta, dove ci siamo fermati in una stradina laterale. La zona presenta una fitta rete di piste ciclabili, ed io non resisto alla tentazione di farmi un paio d&#8217;ore di pedalata, per un totale di circa 37 km. Tramite una strada forestale sono arrivato a Carcans-Plage, e sono rientrato mediante una pista pi\u00f9 prossima alla costa, stretta ed in alcuni punti abbastanza faticosa a causa del fondo poco scorrevole. Il percorso \u00e8 per\u00f2 bellissimo, tutto immerso nella grandissima boscaglia retrodunale. Il vento continua a soffiare con forza, ed affacciandosi dalla duna si nota come il mare sia davvero arrabbiato.<\/p>\n<p>Una cosa va segnalata riguardo a questa costa: \u00e8 remota e solitaria, c\u2019\u00e8 un numero esiguo di accessi rotabili dove valgono regole di balneazione, ci sono le bandiere di segnalazione delle condizioni del mare, le lavagne con gli orari delle maree, ecc. Il resto, ovvero la stragrande maggioranza, \u00e8 spiaggia selvaggia, \u201ccote sauvage\u201d, estesa a bassa marea, annullata ad alta marea, con una grossa duna terminale e boschi retrostanti.<br \/>\nPer lunghi tratti \u00e8 una costa di fatto inaccessibile, a meno di prendere la bici quando c&#8217;\u00e8 la bassa marea e pedalare a lungo sulla sabbia compatta. Una costa sostanzialmente monotona, ma che io trovo anche terribilmente affascinante. E\u2019 necessario porre grande attenzione, perch\u00e9 quando siamo fuori dalle zone controllate dai bagnini, si \u00e8 soli con la propria acquaticit\u00e0 contro l&#8217;Oceano, un confronto decisamente impari. Io ho un buon passato di mare, ho praticato per anni pesca in apnea ed attivit\u00e0 subacquea, ma qui ci vuole grande umilt\u00e0 e rispetto, e nessuna sopravalutazione delle proprie capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Rientrato al camper ho trovato Duca e Duchessa di ritorno da una giratina sulla duna a vista mare. Ho fatto una doccia, e poi siamo rimasti una mezz&#8217;ora a leggere in attesa che i miei capi da ciclismo fossero asciutti.<\/p>\n<p>Ripartiti abbiamo fatto rotta su Carcans Plage, aggirando il bel lago di Hourtin-Carcans,  veramente inaspettato e notevole in dimensioni considerando dove \u00e8 posizionato rispetto al mare.<\/p>\n<p>A Carcans Plage c&#8217;\u00e8 il divieto di sosta notturna per i campers, quindi ci appoggiamo alla vicina area di Bombannes (5.50 \u20ac) assieme ad un&#8217;altra decina di mezzi. Il luogo \u00e8 bello fresco e silenzioso, immerso nei pini, a circa 4 km da Carcans. L\u2019area \u00e8 dotata di camper service, che per\u00f2 richiede il tubo di raccordo per lo svuotamento delle acque grigie.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image029.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"La lunghissima spiaggia oceanica regala onde a cui i surfisti non sanno resistere\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image029.jpg\" alt=\"La lunghissima spiaggia oceanica regala onde a cui i surfisti non sanno resistere\" width=\"500\" height=\"351\" \/><\/a><br \/>\nLa lunghissima spiaggia oceanica regala onde a cui i surfisti non sanno resistere<\/h4>\n<p><strong>Venerd\u00ec 24 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Bombannes   (Carcans Plage) \u2013 Grand Crohot Ocean<\/td>\n<td width=\"168\">63<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 63<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 2066<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In considerazione che il divieto di sosta notturna a Carcans termina alle 7.00 del mattino, alle 7.30 in punto metto in moto per fare i 4 km che ci separano dal parcheggio della spiaggia Sud.<\/p>\n<p>Ci sistemiamo senza problemi, visto che in questi luoghi abbiamo rilevato calma piatta fino alle 10 (e dire che non c&#8217;\u00e8 vita notturna, sicuramente la gente si fa delle dormite colossali).<\/p>\n<p>Il tempo fa il suo capriccio mattutino, cielo coperto, vento testo da Sud-Ovest, temperatura decisamente freschina. Rimaniamo a temporeggiare, vicini ad una macchina di alcuni simpatici ragazzi Olandesi, surfisti e skatisti un po&#8217; fricchettoni. Visto che il cielo non ha segni di miglioramento, facciamo un giro nel minuscolo agglomerato di esercizi commerciali, approvvigionandoci di baguettes. Alle 10.30 arriva una passata di pioggia, che segna di fatto il cambio di rotta della giornata. Poco dopo c&#8217;\u00e8 il sole, ed io inizio a parlare di pesca con un signore proveniente da Calais. Alle 12.30 c&#8217;\u00e8 il culmine di bassa marea, ed inizia la rimonta, il momento giusto per mettere la lenza in acqua.<\/p>\n<p>Trascorro il pomeriggio pescando in un vero ambiente da surf-casting: una spiaggiona estesa, vento e sopratutto onde, belle e potenti, tanto che 100 g di piombo non sono sufficienti a garantire lo stazionamento a fondo del calamento innescato. La rimonta della marea mi costringe a frequenti arretramenti di tutta l&#8217;attrezzatura, seguito dal Duca che si \u00e8 unito a me e sta comodamente seduto a leggersi \u201cI pilastri della Terra\u201d di Ken Follet. Nel frattempo, una bella mole di gente ha raggiunto la spiaggia, ma la confusione interessa solamente i primi 200  m di arenile attorno al sentiero di accesso. A mezzo km la spiaggia \u00e8 deserta, nessun segno umano visibile.<\/p>\n<p>Alle 6 circa il mio mulinello cede (che sia emozionato perch\u00e9 l&#8217;ho portato a pescare fuori dal Tirreno?), e termino la mia pescata senza catture, ma con il cuore gonfio di pace ed ammirazione per questo ambiente.<\/p>\n<p>Rapida rassettata, e ci rimettiamo in marcia verso Sud. La strada percorre lunghi tratti circondata dalla boscaglia, veramente bella con le sue dune che \u201csmuovono\u201d il look della zona.<\/p>\n<p>Saltiamo a pi\u00e8 pari Lancanau-Ocean, dall&#8217;aspetto estremamente turistico (Casin\u00f2, campi da golf, non \u00e8 roba per i nostri gusti) e facciamo rotta su Grand Crohot Ocean. L&#8217;intenzione era di giungere a Cap Ferret, ma \u00e8 tardi, e non vogliamo arrivare in un luogo focale di questa zona ad un&#8217;ora dove i campeggi non ricevono pi\u00f9 e senza sapere se esistono divieti di pernottamento.<\/p>\n<p>Grand Crohot \u00e8 poco pi\u00f9 di un campeggio, una brasserie, una piscina ed un negozietto, ma vanta un parcheggio da 1500 posti, praticamente un dedalo di stradine immerse magnificamente nella pineta retrodunale, con ampi spazi sosta, tavolini con panche, capanno custodito per deposito valori (mai visto prima, bella idea). Ci fermiamo; domani, se il meteo vorr\u00e0, faremo un bel giro in bicicletta lungo la bella rete di ciclabili immerse nel verde.<\/p>\n<p>Sono le 23.04, il silenzio \u00e8 rotto solo dal soffio del vento e dal respiro dell&#8217;Oceano.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image031.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Spiaggia, onde, per km e km\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image031.jpg\" alt=\"Spiaggia, onde, per km e km\" width=\"500\" height=\"377\" \/><\/a><br \/>\nSpiaggia, onde, per km e km<\/h4>\n<p><strong>Sabato 25 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Grand   Crohot Ocean<\/td>\n<td width=\"168\">0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 2066<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Allunghiamo un po&#8217; la dormita fino alle 9 circa. L&#8217;effetto week-end non \u00e8 ancora visibile, e si sono aggiunte solo un po&#8217; di macchine e qualche camper.<\/p>\n<p>Bella giornata, con un po&#8217; di vento, ma con sole forte e temperatura stupenda, n\u00e9 troppo calda n\u00e9 eccessivamente fresca.<\/p>\n<p>Inforcate le bici ci siamo immessi sulla facile ciclabile (ottima, addirittura asfaltata) che serpeggiando nel bosco conduce verso Cap Ferret. All&#8217;altezza del campeggio Le Truc Vert la Duchessa alza bandiera bianca, per imminente cedimento del \u201csoprasella\u201d e per problemi di gambe. Decide di aspettarci, quindi io e Marco proseguiamo fino alla punta di Cap Ferret, dove si gode della splendida vista della Duna di Pylat.<\/p>\n<p>La piccola penisola di Cap Ferret, che chiude lato Oceano il Bassin di Arcachon, \u00e8 veramente bella, piena di stradine con accattivanti case vacanza, un fronte Atlantico con una bellissima duna, un&#8217;interessante zona di ostricoltura, ed un susseguirsi di agglomerati  affacciati sul Bassin. E&#8217; notevolmente turistica, ma nella tante strade ci sono numerosissime possibilit\u00e0 di parcheggiare il camper (NB solo una sosta, nessun \u201cdebordamento\u201d).<br \/>\nNon abbiamo visto un&#8217;area dedicata specificamente ai campers e non abbiamo visto campeggi (ce ne sono, ma km prima), ma non si nota neanche la caccia al camper tipica di molte zone Italiche a tutti note.<\/p>\n<p>Il girovagare dentro Cap Ferret ci ha portati a dilungarci, e nel frattempo Duchessa si \u00e8 rimessa sulla via del ritorno. Lo facciamo anche noi, e quando arriviamo al camper io e Marco abbiamo messo nel carniere oltre 45 km, un record per il Duca.<\/p>\n<p>Dopo una rinfrescata siamo andati in cerca di un po&#8217; di frutta e baguettes, reperite in un piccolo spaccio annesso ad uno dei due campeggi. La situazione rispetto a stamani \u00e8 cambiata radicalmente: una bolgia di auto, ed un esercito di gente, anche se poi le dimensioni della spiaggia diluiscono bene il tutto.<\/p>\n<p>Prima di andare a cena io ho fatto un po&#8217; di lanci a spinning dalla spiaggia, ma le onde erano notevoli, cos\u00ec come il vento, e i miei artificiali non lavoravano per nulla bene.<\/p>\n<p>La bolgia si \u00e8 vaporizzata, la gente \u00e8 andata a nanna, e nelle stradine rimaniamo in pi\u00f9 di quanti fossimo ieri, ma sempre belli larghi.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image033.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Il Duca ciclista sulla punta di Cap Ferret\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image033.jpg\" alt=\"Il Duca ciclista sulla punta di Cap Ferret\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><br \/>\nIl Duca ciclista sulla punta di Cap Ferret<\/h4>\n<p><strong>Domenica 26 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Grand   Crohot Ocean \u2013 Cap Ferret<\/td>\n<td width=\"168\">27<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Cap Ferret   \u2013 Truc Vert<\/td>\n<td width=\"168\">31<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 58<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 2124<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Sveglia di buon&#8217;ora, e subito timone su Cap Ferret, dove piazzo il mezzo nella zona degli ostricoltori. Anche qui vale la regola notata nei giorni scorsi: fino alle 10 calma piatta.<\/p>\n<p>Giornata bellissima, cielo azzurro a 360\u00b0, sole cocente, temperatura in netto rialzo rispetto ai giorni passati, e rimarr\u00e0 cos\u00ec fino a sera senza alcun  cedimento.<\/p>\n<p>Fatta colazione, ho lasciato Duchessa intenta a rimettere a posto tazze ed affini, e sono andato al molo di La Bellisaire per prendere i biglietti del \u201cGran Tour du Bassin\u201d, un&#8217;escursione in barca di due ore e mezza che faremo alle 14.45 (63.00 \u20ac).<\/p>\n<p>Marco e Sabrina mi sono venuti incontro lungo la strada mentre tornavo indietro, e siamo andati a vedere il panorama dal faro, ottimo punto di osservazione della penisola, del Bassin e della Duna di Pylat . Impressionante la mole di gente che si staglia sul cielo dalla sommit\u00e0 della duna, cos\u00ec come la quantit\u00e0 di barche che solcano il Bassin (d&#8217;altronde, \u00e8 pur sempre una Domenica di fine Luglio&#8230;.).<\/p>\n<p>Usciamo verso le 11 dal faro, e facciamo una scappata sulla spiaggia del lato oceanico, bellissima, dove io non resisto e mi faccio un bel bagno affrontando delle rade e grandi onde di scaduta, residuo del vento di ieri. Il Duca non ha voluto fare il bagno, causa \u201cacqua fredda\u201d (in realt\u00e0, l&#8217;acqua \u00e8 sempre intorno ai 19\u00b0C, il problema \u00e8 che se fuori \u00e8 caldo la si percepisce piuttosto fredda, mentre se tira vento, entrarvi \u00e8 quasi un piacere).<\/p>\n<p>Siamo rientrati al camper per prendere una nuova borraccia di acqua fresca, giusto in tempo per sapere da un signore del luogo che il mezzo \u00e8 messo dove non pu\u00f2 stare (francamente le indicazioni non sono troppo chiare, sia in termini di simbologia che di descrizione).<br \/>\nIo mi consolo con sei ostriche ed un bicchiere di bianco, e poi sposto il camper in una stradina a 100  metri di distanza, addossato ad una grossa siepe; problema risolto.<\/p>\n<p>Visto che il tempo fugge andiamo di buon passo al molo, dove acquistiamo a caro prezzo un panino per ciascuno, e ci imbarchiamo per il giro in barca. Ottima esperienza, costa ma \u00e8 un bel giro, che porta sotto la duna di Pylat e di fronte al Banco di Arguin, rientra nel Bassin costeggiando Arcachon, arriva alla Ile aux Oiseaux, e rientra bordeggiando tutti i paesini del Cap Ferret affacciati sul Bassin.<\/p>\n<p>Rientrando al camper non ho resistito a comprare dodici ostriche per 4.25 \u20ac (troppo buone).<\/p>\n<p>La serata si conclude in modo un po&#8217; sofferto: prima siamo rimbalzati nel tentativo di spostare il mezzo in zona punta del Cap Ferret, dove avrei voluto pescare; poi abbiamo girato come elettroni per trovare il camper service, che \u00e8 vicino al Super U di Les Jaquets e necessita di gettone (4.00 \u20ac) reperibile al campeggio adiacente. Il tutto con un discreto traffico di gente che rientra a casa al termine del week-end.<\/p>\n<p>Decido per una manovra evasiva, e mi vado ad infilare in una tranquilla &#8216;area pic-nic sulla strada del Truc Vert, dove trovo un altro mezzo.<\/p>\n<p>Ceniamo, poi io e Marco andiamo sulla spiaggia, attraversando una meravigliosa duna piena di vegetazione in stile brughiera. Si sta benissimo, l\u2019Oceano \u00e8 calmo come mai visto in questi giorni, ed incontriamo un\u2019intera famiglia armata di tende, canne e tutto quanto serve per trascorrere una notte pescatoria (se non si sono aiutati con qualcosa sono bravi, perch\u00e9 arrivare alla spiaggia carichi di roba attraversando la duna non \u00e8 una cosa da ridere).<\/p>\n<p>Nel rientrare al camper abbiamo avuto un piccolo momento d&#8217;inquietudine; calata notevolmente la luce abbiamo avuto difficolt\u00e0 a ritrovare la strada, in quanto l&#8217;ambiente retrodunale \u00e8 un labirinto di viottole irriconoscibili. Lezione ricevuta; prendere sempre una torcia elettrica, perch\u00e9 non \u00e8 che si muore, ma passare mezza nottata a girare tra le dune ed il bosco non \u00e8 un giochino piacevole. N\u00e9 lo \u00e8 prendere via spiaggia fino al primo posto civilizzato, perch\u00e9 in alcuni casi significa camminare per dieci o pi\u00f9 km.<\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 27 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Truc Vert \u2013   Cap Ferret<\/td>\n<td width=\"168\">19<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Cap Ferret   \u2013 Duna di Pylat<\/td>\n<td width=\"168\">74<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Duna di   Pylat \u2013 Saint Emilion<\/td>\n<td width=\"168\">119<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 212<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 2336<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;inizio dell&#8217;ultima settimana di ferie \u00e8 una giornata un po&#8217; insipida per come l&#8217;abbiamo gestita, e perch\u00e9 comincia ad esserci davvero troppa gente. Ci alziamo tardi, e tra una cosa ed un altra arriviamo alla punta di Cap Ferret quasi a mezzogiorno. Io faccio qualche lancio a spinning, ma la marea \u00e8 in calo, e c&#8217;\u00e8 gente in acqua, una situazione del tutto inadatta, quindi smetto dopo neanche un&#8217;ora.<\/p>\n<p>Ci spostiamo a Nord, in cerca di un supermercato. Ci fermiamo al Super U di Les Jaquets  dove per fortuna la confusione \u00e8 in netto calo. Approfittiamo anche per comprare nel mercato annesso alcuni formaggi golosissimi.<\/p>\n<p>Ripartiamo, e fatti pochi km ci fermiamo per pranzare in un&#8217;area di riposo lungo la strada, in quanto sono oramai le 15 e pi\u00f9 che un pranzo \u00e8 quasi una merenda. Le dodici ostriche sono divine, ed altrettanto lo sono i formaggi, accompagnati da un vermentino dei Colli di Luni \u201cBosoni\u201d che mi sono portato da casa.<\/p>\n<p>Ripresa la via, ci siamo direzionati verso la Duna di Pylat, evitando per\u00f2 di seguire la strada che costeggia il Bassin. Cos\u00ec facendo abbiamo by-passato Arcachon, che francamente non ci ha attirato per nulla quando ieri l\u2019abbiamo costeggiato in barca. Una localit\u00e0 sicuramente rinomata, piena di vita, ampiamente attrezzata per il turismo, ma anche piena di palazzoni  francamente poco accattivanti.<\/p>\n<p>Arriviamo verso le 17.30 al parcheggio della Duna di Pylat, assalito da tanti camper ed innumerevoli auto. Ci siamo subito portati sulla sommit\u00e0 Nord di questa curiosit\u00e0 naturale, che \u00e8 un luogo di una spettacolarit\u00e0 unica. La vista \u00e8 a 360\u00b0, e permette di godere del panorama dell&#8217;intero Bassin di Arcachon, tutta la zona Est della foresta delle Landes di Guascogne, il Cap Ferret, il Banc d&#8217;Arguin. E&#8217; un universo di sabbia finissima, lungo oltre due km, che degrada abbastanza dolcemente verso il mare, mentre presenta un bel muro sul lato Est. Un consiglio per gli altri camperisti: arrivateci molto presto (direi intorno alle 7-8 di mattina), o molto tardi (dopo le 19), onde evitare la notevole folla che ci abbiamo trovato noi. Inoltre, nell&#8217;avvicinarvi alla scala di salita, tenete gli occhi bassi per non vedere l&#8217;orribile fila di bancarelle e del ciarpame che propongono.<\/p>\n<p>Duchessa \u00e8 rimasta sulla sommit\u00e0, mentre io e Marco abbiamo percorso un bel tratto sulla sommit\u00e0 per poi buttarci sulla spiaggia, piedi nell&#8217;Oceano. La risalita \u00e8 decisamente faticosa ma il gioco vale la candela.<\/p>\n<p>Ripartiamo alle 20 in punto, dirigendo il timone verso Saint Emilion, un celebrato paesino vinicolo che si trova circa 30 km ad Est di Bordeaux.<\/p>\n<p>E&#8217; l&#8217;ultima settimana, e si pongono delle scelte, altrimenti inizia la frenetica corsa al vedo pi\u00f9 che posso. Sacrifichiamo Bordeaux, ma nell&#8217;attraversarla rimaniamo nel dubbio di aver fatto un notevole errore. Se le zone periferiche che abbiamo percorso sono totalmente anonime, la zona centrale, affacciata sulla Garonna, ha un colpo d&#8217;occhio davvero notevole.<\/p>\n<p>Arriviamo a Saint Emilion alle 11, ed i fari del Ducato illuminano vigne a perdita d&#8217;occhio. Dopo qualche difficolt\u00e0 dovuta al fatto che il paese \u00e8 piccolo ed ha limiti di percorrenza (max. 2 m di larghezza), riusciamo finalmente ad arrivare ad un comodo parcheggio dedicato ai nostri mezzi, posto sul lato Nord, dietro alla Gendarmerie. Troviamo solo altri quattro mezzi, ovviamente immersi nel sonno.<\/p>\n<p>Rapida cena (oggi orari decisamente sballati, non c&#8217;\u00e8 che dire) e tutti a nanna.<\/p>\n<p>Sabrina non sta bene, ha forti dolori addominali&#8230;.. speriamo bene, la cistifellea gliel&#8217;hanno tolta anni or sono (quindi una colica in tal senso non dovrebbe essere), auguriamoci sia solo una reazione ai grassi dei formaggi mangiati oggi a pranzo.<\/p>\n<h4><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image043.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"La vastit\u00e0 della Duna di Pylat\" src=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/image043.jpg\" alt=\"La vastit\u00e0 della Duna di Pylat\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><br \/>\nLa vastit\u00e0 della Duna di Pylat<\/h4>\n<p><strong>Marted\u00ec 28 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Saint   Emilion<\/td>\n<td width=\"168\">0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 2336<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nottataccia sia per Sabrina che per me, che con un orecchio la sentivo agitata. Alle 6.30 decidiamo per un&#8217;iniezione di Voltaren (che mi ero portato precauzionalmente in quanto ho scoperto di avere due calcoli ai reni).<\/p>\n<p>Ci alziamo alle 8.30, ma la situazione non \u00e8 per nulla buona, i dolori continuano per cui Sabrina aggiunge un Rilaten (sempre portato per via dei miei calcoli renali).<\/p>\n<p>I sintomi sono simili ad una colica epatica, ma la colecisti non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9&#8230;&#8230; L&#8217;addome non \u00e8 duro, e non c&#8217;\u00e8 febbre, altrimenti avrei immediatamente deciso per una visitina al pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Bordeaux.<\/p>\n<p>L&#8217;unico aspetto positivo al momento \u00e8 il tempo, bello e soleggiato senza una sola nuvola ad offuscare il cielo.<\/p>\n<p>Ci muoviamo alle 10 con un lieve miglioramento di Sabrina. Cerchiamo ottimismo, e subito abbracciamo una proposta turistica che prevede un giro nei d&#8217;dintorni del paese sopra un trenino su gomma (18.00 \u20ac). La durata \u00e8 di 45 minuti, ma a met\u00e0 del percorso si fa una sosta allo Chateau Rochebelle, uno dei produttori della zona, dove viene illustrata la produzione e permessa la visita alla cantina dove i pregiati vini maturano. Il look dell&#8217;intero territorio \u00e8 dominato dalle vigne, con una densit\u00e0 al limite dell&#8217;incredibile, e ve lo dice uno che vive in una terra di vini come la Toscana. La visita prevede anche un piccolo assaggio, e la possibilit\u00e0 di acquisto (io compro una sola bottiglia, sia perch\u00e9 non adoro i vini ad alto dosaggio di uve Cabernet, sia perch\u00e9 i prezzi sono quasi tutti piuttosto sostenuti).<\/p>\n<p>Rientriamo al camper per un frugale pranzo, poi ci ributtiamo nel paese facendo la visita underground (19.00 \u20ac). Il fulcro della visita \u00e8 la chiesa sotterranea, realizzata nel Medio Evo secolo mediante un colossale lavoro di asportazione di materiale (nessun rimontaggio di pezzi di pietra, solo asportazione).<\/p>\n<p>Il pomeriggio \u00e8 trascorso in un vagabondaggio continuo dentro a questo magnifico paese, dal 1999 censito a ben donde dall&#8217;UNESCO come elemento del patrimonio culturale  dell&#8217;Umanit\u00e0. Il tessuto urbano \u00e8 di tipo Medievale, fortificato, con un andamento tortuoso e molto mosso \u201cup and down\u201d, un po&#8217; come si vede in alcune zone delle nostrane Siena e Perugia. E&#8217; del tutto sorprendente la quantit\u00e0 di botteghe che vendono vini, neanche a Montalcino e Montepulciano ce ne sono cos\u00ec abbondanti e lussuose. I prezzi sono in generale molto elevati, ma la pregiatezza dei vini Bordeaux \u00e8 di livello mondiale, quindi non c&#8217;\u00e8 troppo da stupirsi. Io ho comprato alcune bottiglie di vini ad alta percentuale di Merlot alla Maison du Vin, che propone varie etichette di gran pregio, ma anche dei buoni rapporti qualit\u00e0-prezzo, poco presentati nelle varie enoteche lungo le viuzze.<\/p>\n<p>Il nostro girare ci ha portati anche a visitare la bella chiesa della Collegiata, la Torre del Re (3.00 \u20ac), ed il gotico campanile (2.00 \u20ac) dove per\u00f2 Duchessa ci ha attesi dabbasso senza salire (nel frattempo la situazione dei dolori sembra essersi fortunatamente risolta). Bellissime le viste panoramiche che si godono sul paese e sull&#8217;intera zona dalla sommit\u00e0 di questi monumenti.<\/p>\n<p>Nel rientrare al mezzo, abbiamo anche comprato degli amaretti, una specialit\u00e0 della zona che si perde nel tempo, originata dalle Suore Orsoline nel 1620.<\/p>\n<p>Per concludere in bellezza, invece di cenare sul camper aderiamo entusiasti ad una piccola festa paesana che si tiene nel parco giochi giusto dietro al parcheggio. Vari produttori di zona vendono le loro prelibatezze, dalla frutta alla ottima carne alla piastra, dal filetto di oca al fois gras\u201d, dai vini rossi alle birre artigianali, dai formaggi alla lampreda al tegame, cotta con i porri. Insomma, una delizia assoluta a cui non \u00e8 possibile sottrarsi. LA modalit\u00e0 quella solita di questi eventi: si paga, si ritira, ci si siede al tavolo nel primo posto libero, e si gusta.<\/p>\n<p>Sono le 22 circa, il sole \u00e8 tramontato ed un bel frescolino lentamente elimina i resti di una giornata veramente calda.<\/p>\n<h4>Saint Emilion capoluogo di una pregiata zona di produzione del Bordeaux<\/h4>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 29 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Saint   Emilion \u2013 Chateau Les Milandes<\/td>\n<td width=\"168\">117<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Chateau Les   Milandes &#8211; Domme<\/td>\n<td width=\"168\">23<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Domme \u2013   Chateauneuf (Autoroute A43)<\/td>\n<td width=\"168\">568<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 708<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 3044<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ci svegliamo in una bella giornata di sole, ma Duchessa ha nuovamente i dolori addominali e ci\u00f2 non \u00e8 un bell&#8217;inizio.<\/p>\n<p>Fatta colazione ci mettiamo in marcia seguendo il corso del fiume Dordogna, bello placido fino a Saint Cyprien. Nel nostro percorso ci fermiamo a Bergerac, dove approfittiamo di un camper service gratuito posto sulla sponda del fiume.<\/p>\n<p>Dopo Saint Cyprien, il fiume diventa stupendo, la valle si stringe e presenta fianchi molto pi\u00f9 ripidi, a gradone. Dovunque domina il verde degli alberi e delle coltivazioni ricavate in ogni zona possibile (mais in primis). Siamo nel cuore della zona dove i Francesi e gli Inglesi si combatterono per cento anni, a cavallo del XIV e XV secolo.<\/p>\n<p>Sui fianchi della valle ci sono vari fortilizi che si fronteggiano. Uno di questi, edificato per\u00f2 dopo la fine della Guerra dei Cento anni, allo scadere del XV secolo, \u00e8 lo Chateau des Milandes, posto in splendida posizione panoramica. L&#8217;edificio ha una storia particolare, in quanto \u00e8 stato l&#8217;abitazione di una famosa soubrette del XX secolo, Josephine Baker.<br \/>\nLa visita del maniero (21.00 \u20ac) si incentra primariamente sui panorami che si godono sul fiume (invaso di canoe che vengono affittate ai turisti nei vari approdi lungostrada) e sulla visita delle sale interne, ovviamente dedicate al 100% alla storia della reginetta delle Follies Bergees.<\/p>\n<p>Siamo ripartiti dal castello sotto un sole veramente cocente, e ci siamo in breve portati a Domme, una \u201cbastide\u201d, ovvero una cittadina fortificata sempre risalente al periodo della Guerra dei Cento anni. Sistemiamo il camper e pranziamo su un tavolo di legno all&#8217;ombra, condizione oggi irrinunciabile. Rimaniamo in relax per un po&#8217;, anche per attendere un angolo meno aggressivo dei raggi solari.<\/p>\n<p>Verso le 16 decidiamo di muoverci, ma Duchessa \u00e8 in notevole crisi, e rinuncia a visitare il paese. Il luogo \u00e8 bello, molto ben tenuto, ed anche qui ci sono notevoli scorci sulla vallata della Dordogna. Le varie stradine sono invase da negozietti che vendono, in grande maggioranza, una specialit\u00e0 di zona, buonissima e che fa tanto male: il \u201cFois gras\u201d.<br \/>\nNon mancano ovviamente i soliti articoli ciarpame, uguali penso in tutto il mondo.<br \/>\nE&#8217; possibile anche visitare una grotta, ma noi in fatto di grotte turistiche abbiamo un buon trascorso, e questa non ci attira granch\u00e9.<\/p>\n<p>Ripartiamo verso le 18 alla volta dell&#8217;Alvernia, e per poter velocizzare la percorrenza, altrimenti davvero tortuosa, ci serviamo dell&#8217;autostrada, bella e quasi deserta che corre in direzione di Clermont-Ferrandt. Il territorio attraversato, il Limousin, \u00e8 splendido, pieno di boschi, molto vallonato, scarsissimamente antropizzato, insomma proprio affascinante.<\/p>\n<p>Finalmente spuntano all&#8217;orizzonte i vulcani dell&#8217;Alvernia, e vedo svettare il Puy de Dome ed il Puy de Sancy, verso cui ci dirigiamo visto che il fine tappa \u00e8 Le Mont Dor\u00e9.<\/p>\n<p>Ma proprio mentre pregusto i prossimi tre giorni, arriva la doccia fredda: Duchessa ora ha anche la febbre, e l&#8217;accoppiata con i dolori addominali non \u00e8 certamente rassicurante.<\/p>\n<p>Valutiamo una visita ad un pronto soccorso ospedaliero a Clermont-Ferrandt, ma l&#8217;idea di un probabile ricovero per accertamenti, all&#8217;estero, con tutti i casini logistici che ne conseguirebbero, ci fa segnare il passo. Sabrina telefona ad un suo parente in Italia, neurochirurgo (sempre un dottore \u00e8) \u00e8 gli spiega la cosa. Secondo lui nessun particolare rischio, ma visto che siamo a fine vacanze, ci consiglia di chiudere qui e di mettere la barra del timone verso casa.<\/p>\n<p>Siamo oramai oltre Clermont-Ferrandt, e nella luce del crepuscolo vedo la maestosa sagoma del Puy de Dome stagliarsi nel cielo azzurro mentre ci allontaniamo.<br \/>\nSono davvero triste e deluso!!<\/p>\n<p>Il resto \u00e8 cronaca asciutta. Caff\u00e8, autostrada, un monte di \u20ac di pedaggio, caff\u00e8, autostrada,  un monte di \u20ac di pedaggio\u2026&#8230;&#8230; Cedo alle 02.45 del mattino di domani ;-)) e mi fermo in un&#8217;area di servizio sull&#8217;autostrada A43, poco dopo Chamberry, vicino all&#8217;uscita numero 23.<\/p>\n<h4>La bella Dromme domina il fiume Dordogna, ed il Duca apprezza<\/h4>\n<p><strong>Gioved\u00ec 30 Luglio 2009<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Tappa<\/strong><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Km   percorsi<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\">Chateauneuf   (Autoroute A43) &#8211; Prato<\/td>\n<td width=\"168\">562<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   tappa 562<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><\/td>\n<td width=\"168\"><strong>Totale   generale 3606<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Sveglia alle 7.30, partenza immediata e sosta poco dopo il Tunnel del Frejus, per fare colazione. Sabrina galleggia, n\u00e9 male n\u00e9 bene\u2026..<\/p>\n<p>Dato che i casini devono sempre arrivare tutti insieme, quando vado a ripartire sento un brutto rumore allo sterzo. Scopro subito che l\u2019olio nella vaschetta dell\u2019idroguida \u00e8 notevolmente emulsionato con aria a causa della cavitazione della pompa generata dal basso livello. Ho perso molto olio, ma dove? Telefono al mio meccanico a Prato chiedendo consiglio: carro attrezzi o rabbocco e via a casa? Meno male, va bene il rabbocco, quindi acquisto una tanichetta di olio specifico al distributore dell\u2019area dove ci siamo fermati, e mi rimetto in marcia. Abbiamo perso quasi tre ore tra colazione e \u201cpratica servosterzo\u201d.<\/p>\n<p>Traffico scorrevole a parte un rallentamento in uscita da Torino, cielo offuscato da umidit\u00e0, caldo notevole.<\/p>\n<p>Facciamo sosta pranzo in zona Ovada, sotto un sole cocente mitigato da una leggera e provvidenziale brezzolina che riesce a ventilare un po\u2019 il camper.<\/p>\n<p>Prima di ripartire, verifico l\u2019olio, ancora al livello giusto. Mi accorgo per\u00f2 che sterzando a fine corsa lascio una bella pozza untuosa in terra, quindi \u00e8 evidente che la perdita avviene quando la pompa dell\u2019idroguida fa il suo massimo lavoro (con tutte le rotatorie che ci sono in Francia, ci credo che ho avevo svuotato la vaschetta). Probabilmente un paraolio che non tiene, l\u2019olio passa nella cuffia e poi si scarica fuori. Speriamo bene, un guasto serio alla scatola dello sterzo pu\u00f2 essere una bella botta finanziaria, roba da giocarsi i week-end di Settembre.<\/p>\n<p>Arriviamo a casa alle 18 circa, tutte le soste che abbiamo fatto ci hanno rallentato di brutto.<\/p>\n<p>Nient&#8217;altro da segnalare, se non che il malessere di Sabrina \u00e8 (a valle telefonata al medico curante) al 99% una colica renale. La cosa buffa \u00e8 che siamo partiti con la paura di una colica a me, ed alla fine la colica \u00e8 venuta a Duchessa.<\/p>\n<p>Prendiamola sul ridere ;-)))))))))<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">CONCLUSIONE<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Di cosa rappresenta la Francia per un turista in camper, abbiamo gi\u00e0 detto molto in occasione delle due precedenti vacanze oltralpe del 2004 e 2006. Ribadiamo solo il concetto basilare: rappresenta un posto fantastico per qualit\u00e0 di servizi, accoglienza e variet\u00e0 di visita.<\/p>\n<p>Nello specifico di questo viaggio, le zone costiere visitate sono belle, pi\u00f9 mosse, varie e ricche di attrazioni quelle iniziali, prima dell\u2019estuario della Gironda, pi\u00f9 particolari e per certi versi monotone quelle dopo. Si tratta per\u00f2 di una monotonia che merita di essere vista, con km e km di arenili totalmente selvaggi dove il padrone assoluto \u00e8 l\u2019Oceano, tenuto d\u2019occhio dalla infinita pineta retrodunale, con una rete di piste ciclabili da finire le gomme della bici, con la bellezza di Cap Ferret e del Bassin d\u2019Archachon, dominati dalla grande Duna di Pylat.<\/p>\n<p>Bella anche la zona vinicola, almeno quel pochino che abbiamo visto a Saint Emilion. Mancare Bordeaux \u00e8 stato decisamente un grossolano errore di valutazione. Speriamo di riparare in una futura occasione.<\/p>\n<p>A commento comune per tutto il viaggio, l\u2019affollamento che non \u00e8 stato trascurabile, anche se non paragonabile al caos nostrano. La lezione imparata \u00e8 che il mese di Luglio avanzato \u00e8 da evitare (forse meglio Agosto, dato che i Francesi sono in maggioranza tutti rientrati al lavoro).<\/p>\n<p>Della valle delle Dordogna solo un\u2019impressione al volo: accattivante e sicuramente da approfondire in quanto rappresenta un placido luogo da assorbire molto lentamente.<\/p>\n<p>Bella l\u2019Alvernia, se l\u2019avessimo potuta vedere L<\/p>\n<h5>CIAO a TUTTI DA SIMONE, SABRINA E MARCO<\/h5>\n<div style=\"padding: 15px; background: #EDF9F0;\">Per i tuoi viaggi itineranti e le tue vacanze in Francia puoi consultare anche la<span style=\"text-decoration: underline;\"> <strong><a href=\"http:\/\/www.turismoitinerante.com\/php\/sosta\/europa\/sohp-francia.php3\">pagina con le segnalazioni delle aree di sosta, di punti sosta e dei camper service in Francia<\/a><\/strong><\/span><\/div>\n<div class=\"7863122cad8776726ec303240ed69aa5\" data-index=\"4\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- 728x90, creato 23\/02\/11 -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:inline-block;width:728px;height:90px\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-5798583071070083\"\r\n     data-ad-slot=\"5935394872\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\n<\/div>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La marea si \u00e8 ritirata, ed un biliardo di sabbia \u00e8 emerso \u2013 Costa della Gironda NOTE GENERALI Partenza : 10\/07\/2009 Ritorno : 30\/07\/2009 Equipaggio : Simone, 45 anni (pilota e cuoco) Sabrina, 45 anni, detta \u201cDuchessa\u201d (co-pilota, co-navigatore, mozzo) Marco, 14 anni, detto \u201cDuca\u201d (navigatore ed addetto alla musica di bordo) Mezzo : Mc [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3581,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":[],"jnews_primary_category":[],"jnews_override_counter":[],"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[117],"class_list":["post-3578","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diari-racconti-di-viaggio-in-camper","tag-francia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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